martedì, 25 gennaio 2005
… ma Giuseppe D'Avanzo su Repubblica di oggi mi ha preceduto:
Si chiede, però, il giudice: la battaglia che combatte Ansar al Islam è terrorismo o guerriglia? Che cos'è il terrorismo? Ora si può cadere dalle nuvole, in buona o cattiva fede, ma il problema c'è, è solido, ha molte contraddittorie interpretazioni. (…)
Oggi la definizione americana più attuale è: "Il terrorismo impiega l'uso calcolato della violenza e della minaccia di violenza per conseguire obiettivi generalmente politici, religiosi e ideologici attraverso l'induzione della paura, l'intimidazione o la coercizione".
Si può stringere in questo confine quel che accade in Iraq? Evidentemente no, si è risposto il giudice di Milano. Che dovendo definire il fatto per decidere delle responsabilità -insomma per fare il suo mestiere- ha guardato in alto alla definizione di terrorismo offerta dalla convenzione delle Nazioni Unite. C'è chi può dire che è stata una mossa avventata? L'Onu scava un discrimine tra il terrorismo e la guerriglia a partire dalla violenza e la morte indiscriminata della popolazione civile. "Le attività violente di guerriglia in contesti bellici – conclude infatti il giudice – sono diverse da quelle di tipo terroristico, dirette a seminare terrore indiscriminato verso la popolazione civile in nome di un credo ideologico e/o religioso, ponendosi dunque come delitti contro l'umanità".
Se si combatte non contro civili inermi -come a New York l'11 settembre- ma contro truppe armate, eserciti, addirittura coalizione di eserciti e soprattutto con armi infinitamente meno potenti e distruttive, appare al giudice che quella lotta non può definirsi terrorismo, ma guerriglia.
Devo confessare, che appare anche a me cosi', e non da oggi. Il che non significa approvare la guerriglia, ne' tantomeno giustificarla. Ma i concetti sono diversi — e se si vuole restare in uno stato di diritto, non si puo' tranciare con le logiche della minaccia, che portano dritte dritte a Guantanamo.







non vedo l'ora di leggere la sentenzaz e in forma integrale, ciò che ho letto fino ad ora mi sembra, semplicemente, un inno allo stato di diritto!