domenica, 2 gennaio 2005
Premetto un'ovvieta'. Che qui se non si dicono anche le cose ovvie, si passa per fomentatori dell'odio e per filoterroristi. L'ovvieta' e' che l'aggressione a Berlusconi e' un fatto grave, che va condannato. E che chi si illudesse di far politica con le legnate (o anche solo di simpatizzare per le legnate) non solo non potrebbe arrivare da nessuna parte, ma non avrebbe diritto di cittadinanza nello schieramento democratico.
Detto cio' — e tralasciando ogni valutazione sul merito dell'episodio — ognuno consideri per se' se si tratta di un gesto sconsiderato di un esaltato o del frutto di una campagna di odio — e in questo secondo caso, chi abbia fomentato questa campagna — voglio soffermarmi su un aspetto di civilta' giuridica.
L'aggressore, accusato di lesioni aggravate, e' stato arrestato e poi rilasciato, con l'obbligo di residenza e di firma (quindi con una misura cautelare a suo carico). Reazioni scandalizzate dal centrodestra: per il sottosegretario alla Giustizia Vitali (FI), si tratta di una "decisione incredibile"; Calderoli aggiunge: "Una scarcerazione che mi provoca conati di vomito" (le dichiarazioni su Repubblica, non online*). Mi risulta che la custodia cautelare possa essere decisa soltanto in caso di pericolo di reiterazione del reato, pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Tutte e tre ipotesi altamente improbabili nel caso in questione. Di conseguenza la scarcerazione era un obbligo – a termini di legge. Ma per i garantisti della casa delle liberta', sempre pronti a scagliarsi contro il giustizialismo forcaiolo della magistratura e della sinistra, l'attentatore reo di lesa maesta' doveva essere messo in galera e lasciato li' prima ancora del processo. Magari a Guantanamo.
* Le perle di saggezza di Calderoli (per cui Berlusconi, tra l'altro, e' un capo di Stato) ora sono qui.







… i giustizialisti della domenica!
OT: ho finalmente issato sul mio blog il drappo su Guantanamo. E' in preparazione un post sull'argomento.
Io proporrei per il Dal Bosco la lapidazione a testa in giù; e per il Berlusca cosa si dovrebbe proporre?
scontate le approvazioni del gesto "fotografico", ovvie le condanne per essere stata una manifestazione antidemocratica di un appassionato di fotografia (e forse anche di politica!), ma fino a che punto la civiltà giuridica deve affacciarsi sulle terze pagine dei quotidiani e fino a che punto i rappresentanti della "nostra" democrazia possono liberamente rilasciare opinioni che tutto sono tranne esempi di eticità o "moralità"?
d'altronde si può benissimo arrivare alla conclusione che tutto sia proporzionale allo stato(di governo, delle cose etc…) in cui viviamo!