lunedì, 31 gennaio 2005
Parole da incorniciare
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:45 pm

"Although this nation unquestionably must take strong action under the leadership of the commander in chief to protect itself against enormous and unprecedented threats, that necessity cannot negate the existence of the most basic fundamental rights for which the people of this country have fought and died for well over 200 years"

Cosi' il giudice Joyce H. Green, nella sentenza in cui dichiara che e' incostituzionale la pretesa del governo degli Stati Uniti di impedire ai detenuti di Guantanamo di presentare un regolare appello contro il loro imprigionamento. Ancora una volta il potere giudiziario costringe l'amministrazione americana al rispetto delle regole dello stato di diritto. Ah, questi magistrati comunisti, come direbbe Silvio.

(Fonte: New York Times)


lunedì, 31 gennaio 2005
Le terre di Gerusalemme Est
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 1:42 pm

(e la cecità di chi non vuol vedere)

La vicenda dell'espropriazione delle terre di proprieta' palestinese a Gerusalemme Est (precedenti post qui, qui e qui) si sta ritorcendo contro il governo di Israele. Sono di oggi due notizie interessanti: la prima e' che su pressioni americane e in vista della visita di Condoleeza Rice in Israele, il governo ha promesso di riconsiderare la decisione; la seconda e' che il Ministro della Giustizia Mazuz ha negato di essere mai stato messo a conoscenza della decisione, assunta in un incontro segreto dell'esecutivo.
Colgo l'occasione per segnalare che avevo chiesto ad alcuni blogger filoisraeliani una opinione su questa vicenda. Esperimento ha risposto cosi' (nei commenti a questo post):

Caro Angelo, ho letto l'articolo e ci sono delle cose che non mi convincono tanto. Non metto in dubbio che Israele abbia commesso delle ingiustizie e in alcuni casi dei reati. Però l'articolo comincia con: "in una riunione segreta". Se è stata segreta, come fa il giornalista a sapere cosa si sono detti? Inoltre tutte le sedute parlamentari in Israele sono pubbliche (o pubblicate) come succede anche qui in Italia, se non erro.
Ho poi cercato su internet alcuni dei nomi citati: non solo non ho trovato nessun'altra fonte che parlasse dei contadini intervistati (Johnny Atik, ecc.) che potrebbe anche essere plausibile, ma nemmno del "coordinatore" di questo dipartimento delle "absentee properties". Senza contare che quest'ultimo viene menzionato soltanto dai detrattori di Israele, possibile che una personalità così importante non figuri da nessuna parte se non in questo articolo?

Ovvero: siccome la notizia non mi piace, nego che sia attendibile. In barba perfino all'evidenza. Continuiamo a raccontarci le favole, va'.

P. S. Nel caso Ha'aretz non sia abbastanza autorevole per dare credito a questa vicenda, qui c'e' anche il Washington Post che ne parla (per vedere l'articolo e' richiesta la registrazione gratuita).


domenica, 30 gennaio 2005
Meno siamo meglio stiamo
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 10:43 pm

Ho visto interamente la prima puntata della nuova trasmissione di Arbore e quasi tutta la seconda puntata che ho registrato e che mi riservo di finire stasera. Temevo che per come era concepito il programma Arbore potesse cadere stavolta in una sorta di solipsismo, un discorso tra amici suoi e fatto di cose che piacciono solo a lui, con un tocco di autocelebrazione. Invece, anche per l'ora tarda, Arbore e' stato bravo a creare un clima in cui lo spettatore si sente tendenzialmente a casa sua, quasi facesse parte anche lui di quel gruppo di amici e in qualche modo gli appartenessero i ricordi che scaturiscono dai reperti televisivi trasmessi, il che fa tollerare anche il tocco di autocelebrazione di cui sopra, comunque presente. La musica poi mi sembra molto buona e anche parecchio divertente (personalmente ho apprezzato parecchio il gruppo dei Funk off -funky made in Vicchio!- nonche' le imitazioni spassose di Stefano Bollani). Insomma bisogna ringraziare Arbore per la ventata di garbo e spettacolo di livello tutt'altro che olandese che ha portato per qualche settimana in tv. E francamente non mi sembra rilevante stabilire se il meno siamo e meglio stiamo sia frutto di sincerità e se siano fondate le accuse di ipocrisia rivolte a Arbore ad esempio da Chance il giardiniere


domenica, 30 gennaio 2005
Un bacio appassionato e la ricerca della felicità
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 7:33 pm

Abbiamo visto Un bacio appassionato. Non è un bel film e se Ken Loach voleva realizzare una commedia è andato molto lontano dal riuscirci, perché mancano le "situazioni" da commedia, il ritmo del genere. Eppure io personalmente nella storia di amore tra il ragazzo pakistano e la ragazza irlandese ho trovato qualcosa che mi ha colpito rispetto agli altri film di argomento analogo (storie di giovani o anglopakistani o angloindiani che cercano di conciliare le loro origini con lo stile di vita occidentale e la voglia di libertà), un punto di vista sulla realtà dei sentimenti che spesso ci sfugge ma che pure è importante.
Il ragazzo pakistano, Casim, è abituato a pensare che il matrimonio è una realtà regolata dalla comunità, che non ha niente a che fare con l'amore; la scelta del tuo compagno di vita è fatta da altri. La ragazza irlandese, Roisin, è cattolica, ma per la ricerca della sua felicità individuale getta il matrimonio e la religione alle ortiche; vuole stare solo con qualcuno che le ispiri passione e per questo rinuncia non solo ad un marito ma anche ad una cultura ed una visione del mondo a cui in fondo è ben poco legata, che risulta un bagaglio di cui non ha bisogno. Roisin non è in grado di garantire a Casim che lo amerà per tutta la vita, ma neanche fino a domani, in fondo, eppure vuole stare con lui e lui quantomeno rischia di perdere tutto il suo mondo per correre il rischio di vivere la storia con lei.
La cosa più importante in realtà in una vicenda come questa non è quella particolare storia d'amore, ma è la libertà di inseguire la propria soddisfazione, è l'individualismo applicato alla vita sentimentale, mentre nella cultura della famiglia di Casim quello che conta è la comunità e non c'è salvezza fuori di quel mondo ristretto. Posto che naturalmente la nostra visione delle cose in media è quella di Roisin (il divorzio è concepibile solo o quasi in un mondo in cui il matrimonio è legato all'amore) a volte non sono sicura che questo modo di vivere ci garantisca una maggiore felicità o appagamento. Certamente non possiamo più farne a meno, ma la libertà di vivere la propria vita sentimentale come si vuole può essere un gran peso.


domenica, 30 gennaio 2005
Si vota in Iraq
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra — Scritto dal Ratto alle 12:32 pm

Sono giorni che cerco di capire che cosa penso di queste elezioni, in bilico tra la convinzione che siano una colossale presa per il culo ad usum e l'idea che comunque potrebbero essere un primo passo verso il superamento del sanguinoso stallo di questi mesi. Poi arriva Ludik e dice, con chiarezza e semplicita', le cose giuste.


domenica, 30 gennaio 2005
"Nevica, governo ladro"?
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 12:09 pm

Ci sono cose piu' serie di cui parlare, oggi. Ma proprio non ci riesco a passare sopra questa dichiarazione del Ministro Lunardi:

"Bisogna curare la malattia infantile degli italiani: la lamentite". E' questo il commento del ministro per le infrastrutture Pietro Lunardi (…), dopo il blocco della Salerno-Reggio Calabria. In un'intervista a "Libero", il ministro ha poi agginto: "Lo Stato non ha il potere di impedire le nevicate eccezionali e uno pensa che sia un diritto pretendere che la neve venga subito sciolta dagli organi competenti. Dunque, nessun risarcimento, anzi multe a quanti non erano attrezzati con le catene da neve e hanno danneggiato i cittadini previdenti".

(da Repubblica)


sabato, 29 gennaio 2005
Inverno
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 7:22 pm


Poca neve dopo una notte di vento, che ha impigliato un vecchio giornale su un ramo di leccio.

Il resto e' su Flickr.


venerdì, 28 gennaio 2005
Una memoria senza orpelli
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 12:15 am

Ora che la celebrazione e' finita, non posso fare a meno di dire un mio disagio di fronte alle immagini che sono venute da Auschwitz ieri.
Le luci, la coreografia, le candele, le fiamme lungo i binari all'imbrunire. Era commovente — ed era suggestivo — arrivava perfino ad essere bello. E tutto questo era troppo — ad Auschwitz.
Non c'e' stato nulla di commovente e di suggestivo e di bello ad Auschwitz. Non dovremmo cercare di rendere tollerabile la memoria dietro la suggestione di una cerimonia.


giovedì, 27 gennaio 2005
Ad Auschwitz c'era la neve
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 12:13 am


mercoledì, 26 gennaio 2005
Scritto a matita in un vagone piombato
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 4:17 pm

Qui in questo vagone
ci sono io eva
con mio figlio abele
se vedete l'altro mio figlio
caino figlio dell'uomo
ditegli che io

Dalle Poesie scelte di Dan Pagis

Domani e' il giorno della memoria. Io non riesco a dire niente.


martedì, 25 gennaio 2005
Volevo scriverlo io
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 12:03 pm

… ma Giuseppe D'Avanzo su Repubblica di oggi mi ha preceduto:

Si chiede, però, il giudice: la battaglia che combatte Ansar al Islam è terrorismo o guerriglia? Che cos'è il terrorismo? Ora si può cadere dalle nuvole, in buona o cattiva fede, ma il problema c'è, è solido, ha molte contraddittorie interpretazioni. (…)

Oggi la definizione americana più attuale è: "Il terrorismo impiega l'uso calcolato della violenza e della minaccia di violenza per conseguire obiettivi generalmente politici, religiosi e ideologici attraverso l'induzione della paura, l'intimidazione o la coercizione".

Si può stringere in questo confine quel che accade in Iraq? Evidentemente no, si è risposto il giudice di Milano. Che dovendo definire il fatto per decidere delle responsabilità -insomma per fare il suo mestiere- ha guardato in alto alla definizione di terrorismo offerta dalla convenzione delle Nazioni Unite. C'è chi può dire che è stata una mossa avventata? L'Onu scava un discrimine tra il terrorismo e la guerriglia a partire dalla violenza e la morte indiscriminata della popolazione civile. "Le attività violente di guerriglia in contesti bellici – conclude infatti il giudice – sono diverse da quelle di tipo terroristico, dirette a seminare terrore indiscriminato verso la popolazione civile in nome di un credo ideologico e/o religioso, ponendosi dunque come delitti contro l'umanità".

Se si combatte non contro civili inermi -come a New York l'11 settembre- ma contro truppe armate, eserciti, addirittura coalizione di eserciti e soprattutto con armi infinitamente meno potenti e distruttive, appare al giudice che quella lotta non può definirsi terrorismo, ma guerriglia.

Devo confessare, che appare anche a me cosi', e non da oggi. Il che non significa approvare la guerriglia, ne' tantomeno giustificarla. Ma i concetti sono diversi — e se si vuole restare in uno stato di diritto, non si puo' tranciare con le logiche della minaccia, che portano dritte dritte a Guantanamo.


lunedì, 24 gennaio 2005
Spam e commenti
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 12:43 pm

Chinaski77 si lamenta perche' i commenti di questo blog, che "si batte per la liberta' di comunicare", sono moderati. Ne approfitto per precisare — ma mi pareva chiaro fin da principio: la moderazione consiste soltanto nel cestinare lo spam (enlarge your penis, online-poker, medicine gratis, prestiti senza garanzie e altre amenita'). Tutti i commenti veri vengono indistintamente approvati, sotto la responsabilita' di chi li scrive. E salvo il mio diritto di replica. Proprio perche' ci tengo alla liberta' di comunicare.


domenica, 23 gennaio 2005
Voglio il Vernacoliere
Nelle categorie: Quel che resta, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 6:56 pm

Livorno 1 – Milan 0. Ciampi 1 – Berlusconi 0. Son soddisfazioni.


sabato, 22 gennaio 2005
In my name, purtroppo
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra — Scritto dal Ratto alle 10:28 am

La morte del maresciallo Cola impone parecchie riflessioni — forse ovvie ma purtroppo non scontate in questo paese.
La prima e' che sbaglia chi non sente questa morte come propria. Cola era un soldato ed e' morto nell'adempimento del dovere che la comunita' nazionale, rappresentata dal Parlamento, gli aveva affidato. E' — a tutti gli effetti — un *nostro* morto. Quando un soldato muore in missione, merita il rispetto e l'onore dei suoi concittadini: perche' sono loro che l'hanno mandato in guerra, soprattutto in una democrazia.
La retorica del "not in my name" puo' avere senso nello scontro politico, ma non ne ha di fronte al fatto che *comunque* i nostri soldati sono in Iraq per una decisione democratica del Parlamento. Sbagliata ma democratica. Ergo, Cola era in Iraq "in my name".
Questo rende soltanto piu' pesante la responsabilita' del governo che ha deciso di partecipare a una guerra di aggressione e di occupazione, dichiarata con pretesti che ormai piu' nessuno ha diritto di ritenere credibili, che non tutela gli interessi nazionali, che mette a rischio le vite dei soldati, che non crea stabilita' e democrazia in Medio Oriente.
C'e' tuttavia un'altra considerazione che vorrei fare, a costo di passare per disfattista e antinazionale. Sappiamo tutto dei ventisei morti italiani nella guerra in Iraq. Ma qualcuno ha mai sentito parlare di vittime irachene dell'occupazione italiana di Nassiriya? Quanti morti ci sono stati negli scontri a fuoco che periodicamente impegnano le nostre truppe? Quanti di questi morti erano combattenti? Quanti erano civili che per le orrende circostanze della guerra si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato? Non e' che mi scandalizzerei al pensiero che ci siano state vittime irachene: c'e' una guerra e in guerra la gente muore. Mi scandalizzo invece per questo irreale silenzio, quasi che i soldati italiani avessero davvero messo dei fiori nei loro cannoni.


sabato, 22 gennaio 2005
Ingiustizia e stupidita' a Gerusalemme
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 9:16 am

Sottoscrivo ogni parola dell'editoriale di Ha'aretz di oggi sull'esproprio delle terre palestinesi a Gerusalemme Est:

It is impossible not to deem the cabinet's decision theft, as well as an act of state stupidity of the highest order. Israel has already seized land and property from the Palestinians during the years of occupation, reducing their living space in order to establish settlements in Jerusalem, the West Bank and the Gaza Strip. The person responsible for many of these unnecessary projects was Ariel Sharon, both in his governmental roles and as someone who himself bought a house in the Arab Quarter of East Jerusalem. One might have thought that such activity would cease when Sharon had recognized the need to divide this land between the two nations. The arbitrary confiscation of property, without suitable compensation, contradicts this trend.

Attendo sempre una parola da tanti amici di Israele.


venerdì, 21 gennaio 2005
Ancora sull'annessione strisciante
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 11:52 pm

Ha'aretz pubblica oggi un reportage attento e significativo di Meron Rapaport sull'espropriazione delle terre palestinesi a Gerusalemme Est; secondo Rapaport ci sono piani per costruire insediamenti ebraici nelle terre tolte agli arabi.

Per capire meglio: quando si parla di Gerusalemme Est si intendono le parti del West Bank popolate di palestinesi arabi annesse a Israele (e non semplicemente occupate) dopo la guerra del 1967. L'annessione, giova ricordarlo, non e' stata riconosciuta internazionalmente e riguarda una parte considerevole del territorio della Cisgiordania e della Gerusalemme araba. Chi volesse vedere una cartina, la trova qui e qui.

Merita assolutamente una lettura anche questo articolo di Daniel Levy sull'atteggiamento di Sharon verso la nuova leadership palestinese.


giovedì, 20 gennaio 2005
Annessione strisciante
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 2:45 pm

Il governo di Israele sta di fatto espropriando, con una interpretazione fortemente estensiva della "Legge sulla proprieta' degli assenti", vasti appezzamenti di terreno di proprieta' palestinese entro i confini di Gerusalemme Est. Le notizie sono qui.
Resta il fatto desolante che – mentre si cerca di muovere qualche passo in direzione della fine dell'occupazione – Israele continua a creare situazioni di fatto sul terreno che rendono sempre piu' improbabile un ritiro dai territori. Con una mano si promette di dare domani, con l'altra si toglie oggi. Mi pare una politica miope, destinata a rendere la pace impossibile — e priva di ogni senso di giustizia. E mi piacerebbe sentire qualche voce di dissenso levarsi anche da altri amici di Israele, non essere una specie di matto che predica da solo…


mercoledì, 19 gennaio 2005
Aspettiamo che ci spieghi
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 8:34 pm

… come andavano interpretate le sue parole; nel frattempo prendiamo atto di una poco credibile smentita e lo spediamo – a scanso di equivoci – nel solito posto.

"Dire che sono stato male interpretato e' un eufemismo. C'e' stata una colossale calunnia". Cosi' ha risposto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in riferimento alle accuse piovute da centrosinistra riguardo alla frase, "Se vince la sinistra miseria, terrore e morte", pronunciata intervenendo telefonicamente al meeting di Forza Italia di Roccaraso. "C'e' stata una colossale calunnia e una capacita' di menzogna assoluta – ha continuato il premier – da parte di chi ha voluto far passare quella mia frase come riferita alla situazione attuale dell'Italia".

Fonte: Corriere della Sera


mercoledì, 19 gennaio 2005
Ogni promessa
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:36 am

… e' debito. Ecco gli articoli comparsi sul supplemento toscano di Europa in cui si spiega perche' il mio partito e' perlomeno tiepido verso l'ipotesi delle primarie. Ripeto: sono argomenti che non mi hanno convinto, ma mi piacerebbe discuterne.

Mi scuso per il formato jpg — ma non ho un software OCR decente.


lunedì, 17 gennaio 2005
Ma allora funzionano
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:00 pm

Niki Vendola ha vinto le primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alle elezioni regionali in Puglia. Hanno partecipato ottantamila persone (ottantamila, mica bruscolini, per una assoluta novita' come questa) e non c'e' stato un risultato bulgaro. Non pare che Boccia, lo sconfitto della Margherita, l'abbia presa male (ed ha dei buoni motivi).
Risultato: una mobilitazione forte dell'elettorato, una scelta forte per la candidatura, tale da mettere a tacere i veleni delle segreterie di partito, una conferma della rappresentativita' anche per il candidato sconfitto, che potra' far valere il peso di decine di migliaia di voti nella costruzione del programma e della giunta. Secondo me tutti vincono, nonostante le perplessita' di qualcuno. E vince soprattutto l'idea che le primarie si possono fare e che funzionano se si ha il coraggio di farle bene.
In Toscana invece il mio partito si sta orientando a non farle, le primarie per la scelta dei candidati al Consiglio Regionale. Perche'? Le giustificazioni che ho letto (e che non ho adesso sottomano: ma le postero' appena le ritrovo) non mi convincevano prima e oggi – alla luce di quel che e' successo in Puglia – mi convincono ancora di meno. Non mi dispiacerebbe un po' di discussione su questo punto con i toscani di centrosinistra che mi leggono.


domenica, 16 gennaio 2005
Quest'uomo deve cambiare pusher
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 7:43 pm

"Se la sinistra andasse al governo – insiste Berlusconi – questo sarebbe l'esito: miseria, terrore, morte, come e' accaduto ovunque governi il comunismo". "Io – aggiunge in un crescendo – sono in politica perche' il male non prevalga, perche' prevalga il bene, che si traduce in una ordinata gestione del governo. Noi vogliamo uno stato basato sulla giustizia e l'amore, e non sull'odio, la menzogna, l'invidia predicata dalla sinistra con cui abbiamo la sfortuna di avere a che fare".

Fonte: ANSA


domenica, 16 gennaio 2005
Un piano comune
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 12:55 pm

L'editoriale di Ha'aretz di oggi mi pare dica cose assai sensate su come Israele farebbe bene ad affrontare questa fase dei rapporti con i Palestinesi.

Off Topic: Bluedanube, commentando questo post, mi chiede un giudizio sull'articolo di Stefano Levi Della Torre sull'antisemitismo, pubblicato sull'ultimo numero di Ha-keillah. Premesso che non credo, da gentile e da osservatore tutto sommato lontano, di avere una particolare autorita' da spacciare sull'argomento, trovo che la tesi per cui il vittimismo e un'identificazione distorta siano le basi dei comportamenti razzisti (e dell'antisemitismo) sia certamente valida. Mi pare anche che meriti un approfondimento e una risposta, che pero' possono venire soltanto da parte ebraica, la domanda che Levi Della Torre (si) pone: "Siamo, noi ebrei, esenti da un’elaborazione vittimistica e strumentale della nostra immane tragedia?".


sabato, 15 gennaio 2005
Ebraismo riformato e Israele
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 10:10 pm

Un bel post su Ricordiamocene.


sabato, 15 gennaio 2005
A Livorno si direbbe "Posa il fiasco"
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 10:09 pm

"La mia vicenda di commissario europeo e' una vergogna per la sinistra europea e italiana: un pedofilo che caccia un cristiano dalla Commissione europea".

Cosi' il ministro Buttiglione, riportato oggi da Repubblica.


sabato, 15 gennaio 2005
Vigilia
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 5:07 pm

Anghiari0009

Le campagne di Montauto, dalle parti di Anghiari, la sera prima della nascita di It.


venerdì, 14 gennaio 2005
Brevissime
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Quel che resta, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 11:10 pm

Non ce la faccio a scriverne ora (It si e' addormentato addosso a me, lasciandomi libera soltanto una mano, per di piu' la destra — e io sono mancino). Pero' due o tre cosette le voglio almeno accennare:

1. Tutti fanno festa perche' ci siamo ripresi Mastella. Io no.
2. I referendum sulla fecondazione io li ho firmati e credo che questa legge sia incivile. Ma resto convinto che il posto giusto per (ri)scrivere le leggi sia il Parlamento, non la gabina elettorale. A patto che in Parlamento si faccia una battaglia intransigente di laicita', di tutela dei diritti civili e di rispetto per le donne. Altrimenti non resta che il voto.
3. Censurano Paolo Rossi in RAI — e io che quasi quasi avevo deciso di pagare il canone.


venerdì, 14 gennaio 2005
Riflessi condizionati
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 10:20 pm

L'attacco a Gaza che e' costato la vita a sei (non tre, come riportava Ha'aretz) israeliani è evidentemente un segnale dei nemici di Abu Mazen: e' un modo per dimostrare che non ha il potere reale di fermare la guerra e che deve negoziare ogni passo con gli strateghi del terrore. E' un modo per allontanare qualsiasi soluzione negoziata al conflitto con Israele.
Percio' la risposta di Israele, che ha congelato ogni rapporto con l'Autorita' Palestinese e stretto d'assedio Gaza, e' la peggiore che si possa immaginare: perche' indebolisce il neopresidente che – si voglia o no – e' il solo che forse puo' oggi aprire la strada della trattativa, e perche' tronca sul nascere le pur esili speranze di progresso. Non solo: apre la strada (ma questo forse non e' accidentale, e i neo-partner laburisti del governo israeliano faranno bene a tenerne conto) all'interpretazione piu' limitativa del piano di disimpegno da Gaza. Una interpretazione per la quale, dopo il ritiro dalla Striscia, non ci sara' altro — e quindi non ci sara' alcun passo avanti reale verso la pace, ma la realizzazione del disegno sinistro illustrato qualche mese fa da Dov Weisglass.
E allora? E allora c'e' una sola strada per Israele, come per la nuova amministrazione palestinese: avviare trattative nonostante la prosecuzione del conflitto, sapendo che questo continuera' da una parte e dall'altra e che soltanto col tempo – e con i risultati dei primi accordi – la violenza potra' cominciare a calare. Il passato insegna. E purtroppo insegna che non c'e' molto da sperare che le parti si liberino dei loro riflessi pavloviani.


venerdì, 14 gennaio 2005
Bentornata
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 10:22 am

La MozBlogBar. Magari nel w-e riesco a tornare a scrivere pure io, tra una poppata e un pannolino.


giovedì, 13 gennaio 2005
Resurrezione
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 12:50 am

Sto finendo di recuperare i dati che un amico tanto bravo quanto paziente ha salvato dalle rovine fumanti del mio backup. Alla fine il danno (pare) sara' assai limitato.
Mi sento un po' come Pintsize in queste strisce di Questionable Content.


martedì, 11 gennaio 2005
Sparizioni
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 4:21 pm

Mentre tento di elaborare il lutto per i miei dati (confermo: mi sono perso *tutto*, cinque anni di lavoro, posta, memorie, documenti, perfino le foto del primo giorno di vita di Enrico), constato che e' un momentaccio, nella blogpalla: Leonardo ha chiuso (o meglio, e' stato inghiottito dal futuro), Scimmiapelosa/Skid X e' sparito con tutta la sua Mozblogbar. Che cos'e' — un'epidemia?

Una preghiera a tutti: se vi ho mandato in passato materiali miei (foto, documenti, ecc.), siate gentili, speditemene una copia all'indirizzo del blog. Sto cercando di recuperare qualcosa dal disastro.


lunedì, 10 gennaio 2005
#@!!*
Nelle categorie: Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 12:29 am

Ho fatto un diligente backup di tutti i miei dati prima di far riformattare il mio pc che si comportava in maniera strana. Stasera scopro che l'unita' di backup si e' mangiata *tutto*: piu' di cinque anni di lavoro, posta, indirizzi, appuntamenti, fotografie, documenti — il disco pare aver perso addirittura la formattazione. Lo so, un neopadre soddisfatto dovrebbe essere impermeabile a queste piccole contrarieta' — ma io sono nel panico…


sabato, 8 gennaio 2005
E tu sceglierai la vita
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, It — Scritto dal Ratto alle 11:48 pm

Poche volte ho avuto chiaro come oggi che cosa vuol dire. Non e' facile ottimismo — e nemmeno la retorica stupida di chi dice che la vita e' bella.


venerdì, 7 gennaio 2005
Enrico
Nelle categorie: It — Scritto dal Ratto alle 10:16 pm

E' nato oggi alle 2.07 del pomeriggio; pesa tre chili e duecento e sta benissimo, come la mamma.


giovedì, 6 gennaio 2005
In Toscana
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 11:07 pm


Oggi siamo stati ad Anghiari. Nelle foto (altre su Flickr), oltre ai panorami della cittadina, un ciuffetto di muschio cresciuto sulle mura e uno scorcio di panorama dalle parti di Montauto, all'imbrunire (l'ultimo scatto e' di chi so io).


giovedì, 6 gennaio 2005
Il fatto e' che sono tutti maschi
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:42 pm

Mi devo ancora studiare la questione sul piano giuridico e costituzionale; ma sul piano politico mi pare *orrenda* la decisione del governo di costituirsi di fronte alla Corte Costituzionale per sostenere l'inammissibilita' dei referendum sulla fecondazione assistita. E non solo sul piano del merito, come dice in maniera splendida Miriam Mafai su Repubblica di oggi (non online, purtroppo). Anche su quello del metodo istituzionale, perche' e' l'ennesimo segnale della volonta' di allargare oltre ogni misura l'ambito di azione del governo.

Stay tuned, che mi documento e vi racconto.


giovedì, 6 gennaio 2005
Il cugino di campagna
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 12:03 pm

Non sono sicuro di riconoscermi nel rit-ratto di citta' (avevo scritto "il ritratto del ratto" — ma era troppo anche per un cultore della rima e dell'allitterazione come me), ma sono felice di dare il benvenuto al ratto di campagna che ha aperto il suo blog su Excite (poverino, non sa quanto dovra' soffrire in quel gran condominio dall'incerta manutenzione…).


mercoledì, 5 gennaio 2005
Lutto
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 12:21 am

Oggi The Rat Race tace in segno di lutto per le vittime del maremoto.


martedì, 4 gennaio 2005
Urano e Gea
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 12:26 pm

Non avrei mai pensato di trovare in giro un blog che cita Esiodo e Simonide a piene mani. E dire che il titolo e la grafica mi avevano un po' preoccupato — temevo una di quelle cose tra l'adolescenziale e il new age…


martedì, 4 gennaio 2005
Lesa maesta', appunto
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:10 pm

Punire con l'ergastolo chi attenta alla vita del presidente del Consiglio, integrando gli articoli 276, 277 e 278 del codice penale che gia' indica questa misura per gli attentati contro il Capo dello Stato. Lo prevede la proposta di legge che Gennaro Coronella, deputato di An, presentera' mercoledi' prossimo in occasione della seduta della Camera. Un'idea, spiega lo stesso Coronella, nata in seguito all'aggressione subita da Silvio Berlusconi il 31 dicembre mentre passeggiava a Piazza Navona.
L'esponente di An sostiene che la proposta, che sara' presentata a titolo personale, vuole "colmare un vuoto".
Perche' spiega, "il Presidente della Repubblica rappresenta l'unita' della Nazione, ma anche il premier, per le responsabilita' che ha, deve avere questo tipo di tutela. Una tutela – osserva ancora Coronella – che esiste gia' in altri paesi d'Europa". Cosi', l'attentato sarebbe punito con l'ergastolo, l'offesa alla liberta' del capo del Governo con la reclusione da cinque a quindici anni, l'offesa al prestigio con reclusione da uno a cinque anni.

Fonte: Agenzia Italia


lunedì, 3 gennaio 2005
Fair play a modo loro
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 3:35 pm

Chi mi conosce sa che l'invettiva non e' nelle mie corde. Preferisco un'argomentazione piu' pacata e sommessa.
Pero' una delle cose che mi hanno sempre indispettito e' il modo di fare degli uomini di Berlusconi, che lanciano accuse infamanti e provocazioni a destra e a manca, che hanno tra le proprie file veri e propri professionisti della calunnia e dell'insulto, autentici picchiatori verbali (e talvolta non solo verbali) — e poi strillano come vestali deflorate se soltanto qualcuno dall'altra parte alza i toni appena sopra il bisbiglio.
L'ultimo caso e' quello delle polemiche sulla sortita, certo poco diplomatica, di Mario Luzi, secondo cui Berlusconi e' stato bravo a fare la vittima e a sfruttare l'aggressione, cosi' come fece un tempo Mussolini. Il viceministro D'Urso ha reagito dicendo che Luzi "non ha i numeri per poter essere un senatore a vita". Come minimo e' in buona compagnia, visto che D'Urso certo non ha i numeri per essere nel governo della Repubblica.

A margine: qualcuno mi spiega come e' possibile che il Presidente del Consiglio, che giustamente gira con una imponente protezione di guardie del corpo, tra cui quattro "scudi umani" che lo circondano in ogni momento, sia stato colpito tanto facilmente da un bischero qualunque armato di un temibilissimo treppiede da macchina fotografica? Cos'e', le guardie del corpo si sono scansate d'istinto per evitare il colpo? o non e' magari piu' proabile che si stia traendo partito dall'episodio, amplificandolo un pochetto?


domenica, 2 gennaio 2005
Contraddizioni
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:37 pm

Proprio mentre si prepara a rendere permanente la detenzione senza processo dei prigionieri di Guantanamo, l'amministrazione americana torna sui suoi passi rispetto alla tortura, elaborando linee guida assai piu' restrittive di quelle che avevano portato agli abusi di Abu Ghraib. Ne ha dato notizia la CNN lo scorso 31 dicembre.


domenica, 2 gennaio 2005
Piu' garantismo per tutti (o no?)
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:02 pm

Premetto un'ovvieta'. Che qui se non si dicono anche le cose ovvie, si passa per fomentatori dell'odio e per filoterroristi. L'ovvieta' e' che l'aggressione a Berlusconi e' un fatto grave, che va condannato. E che chi si illudesse di far politica con le legnate (o anche solo di simpatizzare per le legnate) non solo non potrebbe arrivare da nessuna parte, ma non avrebbe diritto di cittadinanza nello schieramento democratico.
Detto cio' — e tralasciando ogni valutazione sul merito dell'episodio — ognuno consideri per se' se si tratta di un gesto sconsiderato di un esaltato o del frutto di una campagna di odio — e in questo secondo caso, chi abbia fomentato questa campagna — voglio soffermarmi su un aspetto di civilta' giuridica.

L'aggressore, accusato di lesioni aggravate, e' stato arrestato e poi rilasciato, con l'obbligo di residenza e di firma (quindi con una misura cautelare a suo carico). Reazioni scandalizzate dal centrodestra: per il sottosegretario alla Giustizia Vitali (FI), si tratta di una "decisione incredibile"; Calderoli aggiunge: "Una scarcerazione che mi provoca conati di vomito" (le dichiarazioni su Repubblica, non online*). Mi risulta che la custodia cautelare possa essere decisa soltanto in caso di pericolo di reiterazione del reato, pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Tutte e tre ipotesi altamente improbabili nel caso in questione. Di conseguenza la scarcerazione era un obbligo – a termini di legge. Ma per i garantisti della casa delle liberta', sempre pronti a scagliarsi contro il giustizialismo forcaiolo della magistratura e della sinistra, l'attentatore reo di lesa maesta' doveva essere messo in galera e lasciato li' prima ancora del processo. Magari a Guantanamo.

* Le perle di saggezza di Calderoli (per cui Berlusconi, tra l'altro, e' un capo di Stato) ora sono qui.


domenica, 2 gennaio 2005
In nome della democrazia a Guantanamo
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:21 pm

Secondo il Washington Post*,

Administration officials are preparing long-range plans for indefinitely imprisoning suspected terrorists whom they do not want to set free or turn over to courts in the United States or other countries, according to intelligence, defense and diplomatic officials.
As part of a solution, the Defense Department, which holds 500 prisoners at Guantanamo Bay, plans to ask Congress for $25 million to build a 200-bed prison to hold detainees who are unlikely to ever go through a military tribunal for lack of evidence, according to defense officials.

Con rara generosita', il piano prevede che coloro che saranno incarcerati a vita senza processo possano avere condizioni di vita piu' umane e perfino socializzare, a patto che non abbiano piu' da rivelare informazioni importanti per la sicurezza.
Riesce difficile fare qualunque considerazione. La detenzione senza processo e' la negazione dei principi primi dello stato liberale, di tutto cio' che consideriamo fondante dei valori dell'Occidente. Che a praticarla siano i cosiddetti paladini della democrazia e' politicamente ed eticamente rivoltante — e io continuo a trovare vergognoso che da parte europea ci sia tanta acquiescenza.

* Il link richiede una registrazione gratuita. Ma fatela, vale la pena di leggere l'articolo nel suo complesso.


sabato, 1 gennaio 2005
L'anno comincia male
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 7:18 pm

Il governo Sharon presentera' tra breve il progetto della barriera di separazione nell'area del Gush Etzion (a sud di Betlemme), uno dei piu' importanti gruppi di insediamenti ebraici nel West Bank. Insieme all'intero blocco di insediamenti, il percorso del muro lascera' sul lato "israeliano" quattro villaggi arabi, abitati da 18.000 persone, e grandi quantità di terre coltivate da Palestinesi. Come nota correttamente questo editoriale di Ha'aretz, e' l'ennesimo tentativo di annessione strisciante collegato alla costruzione del muro — e costituisce una provocazione non necessaria nei confronti della nuova leadership palestinese che sta mantenendo un profilo assai conciliante. E' da sperare che nel nuovo governo di unita' nazionale israeliano si levino voci contrarie — e si lasci impregiudicata la questione dei maggiori blocchi di insediamenti fino a un accordo sullo status finale del West Bank.

Due risorse utili per capire: una mappa delle opzioni israeliane di disimpegno, che comprende anche il tracciato del muro; e l'ultimo report sugli insediamenti nei Territori: entrambi dalla Foundation for Middle East Peace.

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