sabato, 11 dicembre 2004
Giuro che e' tutto vero.
Sull'Intercity che abbiamo preso ieri, in prima classe. Sale un signore di quarant'anni scarsi, non alto, appena appena pingue. Completo grigio, camicia a righine, cravatta celeste fantasia di Hermès con etichetta bene in vista, cellularone Sony con fotocamera utlimo modello ben in vista; sottobraccio "il Giornale" ben in vista. Appena il treno parte, inizia a telefonare — e non la smette piu', per un'ora e mezza. Veniamo a sapere che un suo conoscente/parente e' morto improvvisamente di un tumore ai polmoni, che il figlio di un amico/parente sta crescendo benissimo in una megavilla con parco, zoo, cavalli e pony, che sta andando per il fine settimana a Portofino, che per il viaggio in Scozia tutto e' a posto, si tratta solo di fare ancora un paio di telefonate ad un'altra amica/parente, che sta facendo questo viaggio allucinante (Eurostar e Intercity in prima classe) per andare a Genova — e qualche dettaglio di affari che tralasciamo per noia. Il tutto nello stesso tono romanesco/salottiero.
Arriva il controllore per vidimare i biglietti. Il nostro compagno di viaggio non ha "obliterato" il suo e dovrebbe quindi pagare la nuova sanzione di venticinque euro prevista per chi viaggia senza biglietto o con biglietto irregolare. Inizia una lunga discussione: il nostro uomo, con tono di superiorita', dice in successione: che non ne sapeva niente e che lui il biglietto l'ha pagato, quindi non si vede perche' dovrebbe pagare una multa; che un altro ferroviere, sul treno precedente, si e' limitato a fare un'annotazione a penna sul biglietto senza contestargli nulla; che comunque lui non prende mai i treni (brivido di ribrezzo nella voce), al massimo qualche Eurostar da Roma a Firenze e che sugli Eurostar non ha mai dovuto obliterare niente. Il ferroviere cerca di mantenere la calma, gli spiega che sta applicando un regolamento, che e' riportato anche sul biglietto — e che comunque per ogni reclamo si puo' rivolgere allo sportello competente; poi si allontana per andare a compilare la contestazione. Al suo ritorno, il viaggiatore dichiara che non ha alcuna intenzione di pagare, se mai gli mandino la multa a casa. E che comunque altri ferrovieri si erano comportati in maniera diversa (evidentemente piu' flessibile e migliore). E che sul biglietto non c'e' scritto in quali casi bisogna obliterare. E che la dizione riportata sulla ricevuta non e' in ogni caso corretta. Nuovo tira e molla, in cui il ferroviere continua (sorprendentemente) a mantenere la calma; alla fine compilazione di un verbale di contestazione, accompagnata da ulteriori recriminazioni. Tutto questo per venticinque euro — da parte di uno che passa il weekend a Portofino e ha al collo un pezzo di seta che ne costa almeno sessanta.
E poi uno dice gli stereotipi…
Off topic: non intendo commentare la sentenza Berlusconi. Tanto lo fanno tutti — e tanto io non cambio idea sulla totale immoralita' della banda che ci governa — al di la' della rilevanza penale dei comportamenti.
(*) Come diceva Corrado Guzzanti negli indimenticati spot della "Casa delle Liberta'".
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