Venerdì, 31 Dicembre 2004
"Romano Prodi, Nanni Moretti, Magistratura Democratica, Repubblica vomitano insulti nei confronti del presidente Berlusconi e il turista mantovano esegue gli ordini violenti della sinistra italiana". Lo afferma il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.
(da Repubblica)
Venerdì, 31 Dicembre 2004
Uno vorrebbe magari dedicarlo a qualcosa di piu' sereno, o provare a guardare indietro — come fanno gli organi di informazione "veri"* — per tracciare un bilancio. Invece, mentre i primi imbecilli cominciano a sparare i loro botti, l'ultimo post dell'anno mi serve a segnalare l'idea meritoria di Diario precario, che ha raccolto i link e le informazioni su tutte le iniziative di aiuto alle vittime del maremoto. Un ottimo punto di partenza per fare il nostro dovere.
E per quel che puo' valere — buon anno a tutti noi. Ne abbiamo bisogno.
* Stavo per scrivere "seri" — ma mi e' sembrato decisamente troppo.
Giovedì, 30 Dicembre 2004
Giovedì, 30 Dicembre 2004
Giovedì, 30 Dicembre 2004
Ho avuto la fortuna di seguire un po' di lezioni di Eugenio Garin a Pisa ormai quasi un quarto di secolo fa. Studiavo filologia classica — e Garin si occupava di cultura italiana tra Quattro e Settecento, quindi di qualcosa di totalmente *altro* rispetto ai miei interessi. Ma sentirlo parlare, spaziando da un testo all'altro, rinvenendo collegamenti solidi attraverso un tessuto di cultura immenso, con una competenza apparentemente infinita e l'entusiasmo di un ragazzino, temperato appena dall'ironia sotto traccia di cui intesseva ogni suo discorso — e' stata un'esperienza indimenticabile, un esempio di limpidezza di pensiero e di erudizione non sterile.
Mercoledì, 29 Dicembre 2004

Questo blog espone da oggi il banner dell'UNICEF che invita a fare offerte per aiutare le vittime della catastrofe nel Sud-Est Asiatico. Se davvero la viralita' conta qualcosa in rete, forse diffondere l'iniziativa su tutti i nostri blog puo' contribuire a portare qualche soldo in piu'. Sinceramente, a me pare anche meno del minimo che potrei fare, almeno qui nella blogpalla.
Martedì, 28 Dicembre 2004
qualche foto di quest'estate (altre su Flickr).

Su Flickr anche queste.
Lunedì, 27 Dicembre 2004
Mastella e Cirino Pomicino hanno deciso di andarsene dalla GAD. Ci sara' tempo per riflettere su quanti voti in meno prenderemo in Campania, in Basilicata e in Sicilia. Ma per il momento io sono dell'idea di stappare questa:

P. S. Mi aspetterei anche che — in caso volessero tornare indietro — i due amiconi trovassero la porta dell'Ulivo robustamente sbarrata.
Lunedì, 27 Dicembre 2004

(Foto da Yahoo! News)
Il movimento dei coloni israeliani che si oppongono all'evacuazione da Gaza ha adottato come simbolo della protesta una stella di David arancione, in memoria della stella gialla che i nazisti imposero agli ebrei in Europa. Ovvia l'implicazione: l'evacuazione degli insediamenti e' equivalente alla Shoah, e' una persecuzione degli ebrei e un tentativo di cancellarne l'identita' nazionale. Il governo che assume queste decisioni ha la responsabilita' di camminare sui passi dei nazisti.
Non voglio commentare la folle assurdita', e nemmeno la mancanza di qualunque rispetto nei confronti della Shoah, che questo atteggiamento (e quel simbolo) comporta. C'e' chi lo fa meglio di me. Mi sembra significativo pero' che il linguaggio dei coloni sia lo stesso dei nemici di Israele e faccia propria l'assimilazione Israele=nazisti che appartiene al peggior antisemitismo palestinese (e non solo palestinese). Ho sempre avuto la convinzione che gli estremismi di parte ebraica e di parte palestinese fossero oggettivamente alleati nella guerra in corso e che dietro la loro feroce opposizione di facciata ci fosse una connivenza di sostanza — che ha come obiettivo perpetuare lo scontro — che fornisce status e potere agli uni e agli altri. Questa aberrante campagna dei coloni mi pare che sia la conferma di quel che pensavo.
Il parallelismo (e l'alleanza oggettiva) tra movimento dei coloni ed Hamas e' intelligentemente tratteggiato da Akiva Eldar su Ha'aretz.
Domenica, 26 Dicembre 2004
Dopo lo tsunami:
"Ma poiché quel che è distrutto, patisce; e quel che distrugge, non gode, e a poco andare è distrutto medesimamente; dimmi quello che nessun filosofo mi sa dire: a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell'universo, conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongono? Mentre stavano in questi e simili ragionamenti è fama che sopraggiungessero due leoni, così rifiniti e maceri dall'inedia, che appena ebbero forza di mangiarsi quell'Islandese; come fecero; e presone un poco di ristoro, si tennero in vita per quel giorno. Ma sono alcuni che negano questo caso, e narrano che un fierissimo vento, levatosi mentre che l'Islandese parlava, lo stese a terra, e sopra gli edificò un superbissimo mausoleo di sabbia: sotto il quale colui diseccato perfettamente, e divenuto una bella mummia, fu poi ritrovato da certi viaggiatori, e collocato nel museo di non so quale città di Europa."
G. Leopardi, Dialogo della Natura e di un Islandese.
Venerdì, 24 Dicembre 2004
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 9:27 pm
Ho altri tre inviti per GMail. Aiutatemi a smaltirli…
Giovedì, 23 Dicembre 2004
Non mi capita quasi mai di essere d'accordo con Massimo D'Alema, e quando succede di solito mi preoccupo un po'. Pero' le cose che dice nell'intervista pubblicata oggi su Repubblica (online sul sito personale di D'Alema) mi paiono in gran parte condivisibili.
Vorrei pero' aggiungere qualcosa. La diversita' di posizioni che D'Alema vede tra Prodi e Rutelli e' assolutamente reale e non e' questione di tattiche politiche, di poltrone, e nemmeno di liste elettorali o di chi vuol comandare di piu'. Chi la legge come l'ennesima bega di un centrosinistra rissoso non ha chiara la posta in gioco. Ed e' vero che drammatizzare non e' utile, ma ha ragione da vendere Prodi quando dice che e' necessario affrontare e risolvere questo scontro politico, con la chiarezza di una soluzione reale e non di parole che rinviano tutto a chissa' quando.
Perche' lo scontro e' tra chi vuole mantenere una distinzione tra le culture politiche ed organizzative dei principali partiti (e riferimenti ideali) del centrosinistra e chi ritiene che sia venuto il tempo di portarle a sintesi, di far nascere un soggetto che possa porsi nella logica delle grandi forze riformatrici europee. Sono entrambe posizioni legittime — e perfino nobili se intese nella loro migliore espressione e depurate dei personalismi e delle logiche di cordata.
Ma la prima, che corrisponde alle scelte di Rutelli e della maggioranza della Margherita, implica partiti (e quindi programmi, visioni della politica) identitari, rivolti a un "target" verticale e sostanzialmente di nicchia; e implica la ricerca della diversificazione, della caratterizzazione a scapito dei piu' vicini concorrenti; al tempo stesso implica una moltiplicazione degli apparati, del ceto politico e delle sue (pur legittime) esigenze di sopravvivenza e di riproduzione.
Solo percorrendo con decisione l'altra strada, quella di una forza politica plurale e aggregatrice di esperienze diverse, che sia al proprio interno luogo di discussione, di confronto e di mediazione sulla base di pochi valori essenziali condivisi (che stanno tutti, a ben vedere, nella Costituzione), i riformisti italiani potranno elaborare una proposta di governo che non sia il frutto della giustapposizione e dell'elisione reciproca delle singolarita' di questo e di quel partitino. E quindi fare politica in maniera innovativa, dando risposte non scontate a problemi reali. Nel '96 si sono fatti dei passi in quella direzione. Poi siamo tornati indietro.
Lo scontro tra Rutelli e Prodi e' tra chi e' convinto che si sia fatto bene a tornare indietro e chi crede che se non si va piu' coraggiosamente avanti sulla strada del '96 non ci sia speranza per questo paese. Non e' mia intenzione criminalizzare nessuno, o accusare di tradimento: ma non credo che ci possano essere incertezze su dove sta la ragione.
E se poi si mescolano le carte dicendo che dire di no alle liste unitarie non significa un colpo di freno alla costruzione della Federazione — beh, allora scendiamo dal livello di una discussione seria a quello del tentativo di imbrogliare l'opinione pubblica.
Mercoledì, 22 Dicembre 2004
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 6:08 pm
Ai primi che commentano posso distribuire tre inviti per GMail, sempre che ci sia ancora qualcuno che ne ha bisogno.
Aggiornamento: Ulteriore infornata di indirizzi - uno e' ancora disponibile.
Anche se sembra ovvio, lo dico perche' non tutti lo fanno: datemi un indirizzo di mail valido e corretto. Tanto non viene pubblicato — e se no non sono in grado di mandarvi gli inviti.
Mercoledì, 22 Dicembre 2004

L'opposizione della Polonia ha impedito che il Consiglio dei Ministri dell'Unione approvasse senza discussione il contestato progetto di direttiva comunitaria sui brevetti software. Una buona notizia — e la battaglia continua.
Aggiornamento: Una lettera di ringraziamento alle autorita' polacche si puo' firmare qui.
Martedì, 21 Dicembre 2004
Martedì, 21 Dicembre 2004
Martedì, 21 Dicembre 2004
Questo blog oggi non dice nulla sulla vicenda delle liste per le regionali. Perche' e' troppo incazzato per parlarne lucidamente.


Pero' l'emigrazione da queste parti non sarebbe poi una cattiva idea.
Lunedì, 20 Dicembre 2004
Per quel poco che puo' valere la mia opinione, credo che l'approvazione "sottobanco" della proposta di direttiva europea sulla brevettabilita' del software sarebbe un cedimento vergognoso agli interessi economici di poche grandi aziende e delle litigation companies — e un terribile passo indietro nella prospettiva della libera circolazione dei saperi. C'e' da sperare che il nostro governo, che aveva preso posizione contro la brevettabilita' del software, dimostri un'insospettabile soprassalto di dignita' e voti contro.
Sull'intera questione fa molto bene il punto lo speciale di Interlex pubblicato oggi.
Domenica, 19 Dicembre 2004
Tra tante voci favorevoli, anche a sinistra, al nuovo governo di unita' nazionale in Israele, vale la pena di leggerne una fieramente contraria, quella di Baruch Kimmerling, su Ha'aretz. Secondo Kimmerling, attraverso il nuovo governo verra' portato a compimento, in assenza di opposizione, il disegno enunciato da Dov Weisglass di rimuovere la questione palestinese dall'agenda politica nazionale ed internazionale con un ritiro sostanzialmente fittizio da parti trascurabili dei territori occupati:
From this point of view, it is only natural for the Labor Party to support the Sharon version of the Likud, because, with the exception of a few eccentrics in Labor, the party's conceptions are not and were never different from those of Sharon, who in fact sprang up in the fields of Mapai, the forerunner of Labor. This move has done away with any possibility of political opposition and alternative thought in the country. Indeed, the country is now going to be put into that wonderful chemical of unity - formaldehyde.
Sabato, 18 Dicembre 2004
Per me Claudio Magris e' un maestro, uno dei pochi. E l'articolo che ha scritto oggi per il Corriere della Sera mi pare particolarmente saggio:
[…] Forse oggi sarebbe necessario un nuovo appello come quello che nel 1919, in un altro momento difficilissimo della storia italiana, Don Sturzo rivolgeva «agli uomini liberi e forti». Sarebbe opportuno rivolgerlo a tutti e in particolare, fra gli uomini liberi e forti, a quelli tra essi che militano nella destra o nel centrodestra, giacché persone oneste e coraggiose si trovano in ogni formazione politica rispettosa delle regole democratiche, a sinistra, al centro e a destra. Fra coloro che fanno parte dell’attuale coalizione di governo o l’appoggiano, vi sono certamente molti galantuomini di animo non servile. Essi non sono meno indignati, turbati e umiliati di quanto non lo siano gli avversari del governo dalla recentissima approvazione dell’indecente legge che abbrevia i termini di prescrizione. […] Naturalmente qualcuno potrà dire che non è con la morale o col moralismo che si fa politica. È vero, ma non la si fa nemmeno con l’immoralità. Non basta essere onesti per essere buoni politici, ma non basta nemmeno non esserlo. Nessuno auspica al timone del Paese una virtù fanatica e astratta, pericolosa e autoritaria come quella dell’incorruttibile Robespierre. Ma neppure l’opposto è auspicabile. La politica è l’arte del compromesso, che implica - fino a un certo punto - pure la morale. Ma la dignità o l’indegnità di una politica si misurano sulla qualità e sul grado di tale compromesso. Al di sotto di un certo livello di decenza, la questione non è più solo morale, ma diviene politica, perché mina le istituzioni, l’ordine della società, tutti gli aspetti della vita associata; è una vera e propria sovversione.
Triste quel paese che ha bisogno che si dicano cose come questa. Ma oggi queste frasi bastano di per se' a fare un programma politico.
Venerdì, 17 Dicembre 2004
Su Haaretz di oggi c'e' la lettera di un paracadutista israeliano che giustifica il comportamento dell'esercito nei Territori occupati, ivi compresa l'uccisione di bambini. E c'e' una lunga, dura e problematica risposta di Gideon Levy. Credo che meriti una lettura integrale:
The blood of these children cries out to the heavens. Their blood is on our hands. Their blood is on the hands of those who sent you to the casbah and it is on the head of those who shot and it is on the head of those who walk the streets of Nablus armed and tyrannize the residents, and it is also on the head of those who were silent. You are there in my name, too, and therefore we all carry a heavy responsibility, too heavy to bear.
So di fare un paragone pericoloso — e ne diffido io per primo mentre me lo rigiro in testa — ma sto leggendo Il Girasole di Simon Wiesenthal e ci ho ritrovato gli stessi temi etici.
Intanto e' stato raggiunto un accordo per il nuovo governo di grande coalizione tra Likud e Laburisti. Sara' un pessimo governo, ma a questo pessimo governo sono appese le esili speranze di superare gli orrori del conflitto. A condizione che imponga il blocco degli insediamenti, tanto per cominciare.
Venerdì, 17 Dicembre 2004
Gli sfondi del desktop con il calendario di The Rat Race sono scaricabili da qui.
Giovedì, 16 Dicembre 2004
Mercoledì, 15 Dicembre 2004

Approfittando del bellissimo servizio di publishing-on-demand di Lulu, mi sono fatto il calendario di The Rat Race. E' in vendita a $ 11.45 piu' spese di spedizione (da $ 4.92 a copia). Io non ci guadagno un centesimo, la licenza e' Creative Commons by-nc-sa 2.0, qui trovate il preview in PDF (9 Mb!): insomma e' solo per divertimento; pero' "accattetevello"! Sono dodici mesi di puro Piemonte, foto scattate nei nostri weekend in giro. Qualcuna l'avete gia' vista da queste parti, per lo piu' sono inedite.
Nei prossimi giorni le versioni (ovviamente scaricabili e gratuite) desktop in risoluzioni 1024×768 ed 800×600. Ovviamente su queste pagine ;-). Stay tuned.
Martedì, 14 Dicembre 2004
Secondo Punto Informatico c'e' il rischio che la direttiva europea sui brevetti software venga fatta passare a giorni, praticamente senza discussione e all'interno di una sessione del Consiglio dedicata a tutt'altro.
Non sto a riprendere tutta la storia (chi non la conosce puo' trovare le informazioni qui): ma e' il momento di fare pressione perche' l'Italia si opponga davvero alla direttiva, cosi' come avrebbero voluto perfino il ministro Stanca e il viceministro dell'economia Baldassarri.
Conoscete un parlamentare? rompetegli i santissimi. Io lo sto facendo gia'. Ne va della vostra possibilita' di vivere in un mondo in cui le idee sono un bene pubblico e non una merce.
Martedì, 14 Dicembre 2004
Si sa da novembre ma io lo scopro solo ora:
Franco Bossi (fratello di Umberto) e Riccardo Bossi (figlio di primo letto di Umberto) sono stati assunti all'europarlamento come "assistenti accreditati", con un assegno mensile (cumulativo, credo) di 12.750 euro.
(dal Corriere della Sera)
Martedì, 14 Dicembre 2004
In colpevole ritardo segnalo questo bel post di Blogmatic Café sull'ennesima campagna "antipirateria", questa volta nelle scuole. Non se ne puo' piu'.
Nel mio piccolo, mi sono divertito molto a fare la mia personale campagna sulla "pirateria" in una scuola di Mestre qualche tempo fa; la traccia della mia chiacchierata e' qui.
Martedì, 14 Dicembre 2004
Lunedì, 13 Dicembre 2004
Lo so, posso essere accusato di parzialita' familiare, e di annesso comunismo forcaiolo. Ma io, quando leggo che hanno rinviato a giudizio 28 dei picchiatori della Diaz, voglio bene alla magistratura.
E quando leggo che hanno finalmente arrestato Pinochet (sia pure a dei civilissimi arresti domiciliari), mi commuovo fin quasi alle lacrime — dico davvero. E mi convinco che i giudici siano tra le poche cose buone che abbiamo inventato in alcuni millenni di storia.
Al confronto, di Berlusconi e di Dell'Utri mi importa davvero poco. Spero di non aver bisogno di spiegare perche'.
Lunedì, 13 Dicembre 2004
Nelle categorie:
It — Scritto dal Ratto alle 6:49 pm
Puo' darsi che il countdown qui a sinistra sia in significativo ritardo. Stando agli esami di oggi, It pesa gia' due chili e seicento e potrebbe decidere di venire al mondo anche prima della Befana.
Lunedì, 13 Dicembre 2004
A leggere la stampa israeliana in questi giorni si trae una strana sensazione di novita' e di cambiamento. Eppure l'occupazione continua atroce come al solito, la guerriglia palestinese anche, la crisi economica lascia un milione e quattrocentomila persone sotto la linea della poverta' (per parlare soltanto dei cittadini israeliani), una politica economica economica e sociale ferocemente darwinista non sara' cambiata di molto dal prossimo ingresso dei laburisti nel governo.
Non (ancora) un cambiamento nelle cose, dunque: ma nel clima sicuramente si'. Tanto e' vero che una societa' che per anni e' stata del tutto insensibile a quel che l'occupazione comportava nei Territori, ora finalmente si interroga (e con grande durezza) sugli abusi e sui crimini dell'esercito (segnalo alcuni interventi che mi paiono particolarmente significativi). Ma la discussione va finalmente anche oltre, investendo la stessa natura delle scelte delle politiche d'occupazione e di repressione.
Al tempo stesso corre un po' dappertutto la convinzione che siano giorni in cui tutto puo' cambiare, per il meglio o per il peggio, in cui si gioca veramente un pezzo importante del destino di Israele — e che non ci sia tempo da perdere: cosi' Yoel Marcus, ma e' solo un esempio fra i tanti. Al centro di tutto c'e' — ovviamente — il piano di disimpegno da Gaza: quel piano che, non ci si stanca mai di ripetere, e' brutto, inadeguato, insufficiente e nasconde il disegno di concedere pochissimo per allontanare indefinitamente la trattativa sull'essenziale, il West Bank, Gerusalemme, una soluzione per i profughi, l'acqua, il controllo delle frontiere, le infrastrutture. Ma che e' percepito comunque come cio' che ha rimesso in movimento una situazione altrimenti in stallo, la pietruzza tolta da sotto che potrebbe far franare l'intera montagna dell'occupazione. Che, se sara' un passo isolato, portera' a un conflitto ancora piu' duro e ad un aumento del terrorismo; se sara' il primo passo verso una soluzione complessiva e negoziata, potra' diventare — perfino contro la volonta' dei suoi ideatori — uno strumento di pace vero.
Non e' chiaro (a me perlomeno) se tutta la frenetica attesa di questi giorni abbia un fondamento reale o sia l'ennesima illusione dietro a cui si perde una societa' profondamente in crisi. Ancora meno chiaro e' per me (e sarei felice se qualcuno mi segnalasse le fonti per capire qualcosa in piu') e' come questo momento viene vissuto da parte palestinese, con le elezioni, il dibattito aperto sulla tregua, le contestazioni di Marwan Barghouti nei confronti della leadership di Fatah, ecc. Il clima e' cambiato solo per gli Israeliani, o anche per i Palestinesi?
Domenica, 12 Dicembre 2004

Avrei un po' di cose serie da scrivere, soprattutto su Israele (l'Italia mi pare irrimediabilmente poco seria) — ma in questi giorni sono davvero troppo stanco. Questi pescatori sulla riva dell'Arno in un tardo pomeriggio di maggio sono una specie di (auto)invito a fare pausa.
Sabato, 11 Dicembre 2004
Giuro che e' tutto vero.
Sull'Intercity che abbiamo preso ieri, in prima classe. Sale un signore di quarant'anni scarsi, non alto, appena appena pingue. Completo grigio, camicia a righine, cravatta celeste fantasia di Hermès con etichetta bene in vista, cellularone Sony con fotocamera utlimo modello ben in vista; sottobraccio "il Giornale" ben in vista. Appena il treno parte, inizia a telefonare — e non la smette piu', per un'ora e mezza. Veniamo a sapere che un suo conoscente/parente e' morto improvvisamente di un tumore ai polmoni, che il figlio di un amico/parente sta crescendo benissimo in una megavilla con parco, zoo, cavalli e pony, che sta andando per il fine settimana a Portofino, che per il viaggio in Scozia tutto e' a posto, si tratta solo di fare ancora un paio di telefonate ad un'altra amica/parente, che sta facendo questo viaggio allucinante (Eurostar e Intercity in prima classe) per andare a Genova — e qualche dettaglio di affari che tralasciamo per noia. Il tutto nello stesso tono romanesco/salottiero.
Arriva il controllore per vidimare i biglietti. Il nostro compagno di viaggio non ha "obliterato" il suo e dovrebbe quindi pagare la nuova sanzione di venticinque euro prevista per chi viaggia senza biglietto o con biglietto irregolare. Inizia una lunga discussione: il nostro uomo, con tono di superiorita', dice in successione: che non ne sapeva niente e che lui il biglietto l'ha pagato, quindi non si vede perche' dovrebbe pagare una multa; che un altro ferroviere, sul treno precedente, si e' limitato a fare un'annotazione a penna sul biglietto senza contestargli nulla; che comunque lui non prende mai i treni (brivido di ribrezzo nella voce), al massimo qualche Eurostar da Roma a Firenze e che sugli Eurostar non ha mai dovuto obliterare niente. Il ferroviere cerca di mantenere la calma, gli spiega che sta applicando un regolamento, che e' riportato anche sul biglietto — e che comunque per ogni reclamo si puo' rivolgere allo sportello competente; poi si allontana per andare a compilare la contestazione. Al suo ritorno, il viaggiatore dichiara che non ha alcuna intenzione di pagare, se mai gli mandino la multa a casa. E che comunque altri ferrovieri si erano comportati in maniera diversa (evidentemente piu' flessibile e migliore). E che sul biglietto non c'e' scritto in quali casi bisogna obliterare. E che la dizione riportata sulla ricevuta non e' in ogni caso corretta. Nuovo tira e molla, in cui il ferroviere continua (sorprendentemente) a mantenere la calma; alla fine compilazione di un verbale di contestazione, accompagnata da ulteriori recriminazioni. Tutto questo per venticinque euro — da parte di uno che passa il weekend a Portofino e ha al collo un pezzo di seta che ne costa almeno sessanta.
E poi uno dice gli stereotipi…
Off topic: non intendo commentare la sentenza Berlusconi. Tanto lo fanno tutti — e tanto io non cambio idea sulla totale immoralita' della banda che ci governa — al di la' della rilevanza penale dei comportamenti.
(*) Come diceva Corrado Guzzanti negli indimenticati spot della "Casa delle Liberta'".
Venerdì, 10 Dicembre 2004
Sharon e' stato autorizzato dal suo partito a formare un governo di coalizione con i laburisti. Le grandi coalizioni sono sempre un atto contro natura, in un sistema democratico. E in questo caso forse ancora di piu', perche' la politica interna ed economica della destra israeliana ha un che di socialmente feroce. Tuttavia soltanto questo governo oggi puo' assicurare che le tenui speranze di avviare a soluzione il conflitto non crollino insieme alla cancellazione del ritiro da Gaza. Un classico caso di "turarsi il naso": certo che turarsi il naso e stare con Sharon e' proprio una gran brutta situazione.
Su Ha'aretz un interessante commento di Alexander Yakobson sui crimini di guerra israeliani nei territori.
Venerdì, 10 Dicembre 2004
… sto mettendo a posto qualche vecchia foto, per un'idea che vi raccontero' tra qualche giorno. Questo e' il lago di Mergozzo a febbraio:

Giovedì, 9 Dicembre 2004
Dopo qualche giorno di fatiche sul template, The Rat Race prende possesso della sua nuova casa. La vecchia di Excite resta li' con tutti i vecchi post e i commenti, nella speranza che ogni tanto si riesca pure a leggerli.
Ho cercato di riprodurre il piu' possibile l'aspetto del vecchio blog, ma ho approfittato del trasloco per introdurre qualche innovazione e per rimettere un po' d'ordine nei soprammobili di casa: curiosate e raccontatemi se qualcosa non va. So che la visualizzazione con MS Explorer non e' gran che: ma se usate Explorer siete voi che sbagliate, mica io ;-). Scaricatevi Firefox e poi ne riparliamo.
WordPress mi piace tantissimo, anche se credo di padroneggiarlo ancora poco. Pero' e' facile da imparare anche per un dummy come me — e lo consiglio a tutti. Oltre tutto è software libero — e non ci si stanca mai di dire "che e' meglio".
Mi sono rassegnato a introdurre la moderazione nei commenti, per sottrarmi alle tonnellate di spam che arrivano qui gia' da prima dell'apertura ufficiale. Prometto che saro' assiduo e che non dovrete aspettare a lungo per vedere i vostri commenti pubblicati.
Spero che vi troverete bene qui. Il menu e' il solito: annotazioni frenetiche e confuse. Probabilmente nei prossimi tempi (thumbnails nella colonna di destra) aggiungero' una sezione di foto: ma non so quando avro' il tempo.
La casa nuova esiste grazie alla generosa ospitalita' di Marco (e trovate nei link la nuova categoria dei coinquilini di casa Montag): un grande ringraziamento.
P. S. delle 22.13: ovviamente il blog di Excite e' inaccessibile pure stasera… Come si sta bene nella casa nuova.
Giovedì, 9 Dicembre 2004
(post trasferito da qui)
Come vi ho anticipato, The Rat Race cambia casa, un po' perche' l'ospitalita' di Marco era troppo allettante, un po' perche' qui su Excite non si riesce piu' ne' a scrivere, ne' a leggere decentemente un blog. Tempi duri per i servizi gratuiti in rete.
Da oggi in poi mi trovate qui:
www.montag.it/theratrace
Aggiornate i vostri link, per favore.
Resume for non Italian speakers: The Rat Race has moved to http://www.montag.it/theratrace. Update your links please.
Martedì, 7 Dicembre 2004
(post trasferito da qui)
Secondo Haaretz Israeliani e Palestinesi sarebbero ad un passo da un accordo di principio per una soluzione complessiva del conflitto. E' presto per qualunque considerazione, ma la sensazione e' che il clima sia cambiato davvero, nelle ultime settimane — e che lo stallo sanguinoso degli anni passati possa essere superato. Incrociamo le dita e cerchiamo di capire.
Domenica, 5 Dicembre 2004
(post trasferito da qui)

Excite di giorno in giorno e' sempre piu' inaffidabile e sempre piu' pieno di bachi. Per fortuna un amico mi ha da tempo offerto ospitalita' e un Wordpress a casa sua. Nei prossimi giorni inizio finalmente il trasloco, quindi il poco tempo che ho a disposizione sara' dedicato essenzialmente a sistemare il nuovo blog — e aggiornero' poco questo. Stay tuned.
Venerdì, 3 Dicembre 2004
(post trasferito da qui)
Ebbene si', quando riesco a stare davanti alla TV a quell'ora, guardo Un posto al sole. Oddio che cosa poco cool. Ma qualcuno mi spiega perche' una cosa come Questionable Content e' cool e UPAS no? solo perche' QC e' a fumetti, e' sul web, e' americano e fa tanto indie?
Mercoledì, 1 Dicembre 2004
(post trasferito da qui)
Sono davvero tempi duri per Israele, se il massiccio voto parlamentare contro il bilancio proposto dal governo Sharon viene salutato con sgomento. Perche' in effetti e' una manovra finanziaria impresentabile, che taglia sul poco di welfare che e' rimasto, che approfondisce pesantemente le disuguaglianze sociali, che non fa nulla per combattere la poverta' crescente di ampie fasce della popolazione. E per di piu' finanzia generosamente quegli ambienti ultrareligiosi che sono tra i principali responsabili della catastrofe politica e morale del paese in questi anni. Quindi perche' dolersi?
Perche' questo voto significa con ogni probabilita' che il governo Sharon cadra' — e con lui cadra' anche il piano di disimpegno da Gaza. Quel piano brutto, insufficiente, ipocrita che pero' costituisce nonostante tutto la sola alternativa positiva a un futuro di guerra senza speranza.
Davvero, sono tempi duri, se i sostenitori della pace si trovano a dover sperare che Sharon, nonostante tutto, la sfanghi un'altra volta.
Non so e non capisco abbastanza delle dinamiche palestinesi per comprendere la portata di due notizie diffuse stasera: che Marwan Barghouti sara' probabilmente candidato alle elezioni per la presidenza dell'ANP — e che Hamas non partecipera' a quelle stesse elezioni (ma tenendo un atteggiamento assai moderato, che pare piu' una rinuncia a presentare candidati alternativi che un vero e proprio boicottaggio). Qualcuno piu' illuminato di me puo' dirci qualcosa (per favore, se avete da dire soltanto che Barghouti e' un assassino e che la sua candidatura dimostra che i Palestinesi sono tutti assassini — o altre idiozie del genere — lasciate perdere: qui c'e' bisogno di *capire* — e quindi di fare attenzione a tutti i toni del grigio)?
Mercoledì, 1 Dicembre 2004
(post trasferito da qui)
Segnalo un bel post di Alessio (Too Old To Weblog) sulla situazione in Ucraina. Condivido i suoi dubbi — e la sensazione che ci venga propinata un'informazione che definire incompleta e' poco.
Mercoledì, 1 Dicembre 2004
(post trasferito da qui)
Il Cardinal Lozano Barragan scrive in occasione della Giornata Mondiale contro l'AIDS:
il fenomeno dell'aids è una patologia dello spirito che oltre al corpo coinvolge tutta la persona, i rapporti interpersonali, la vita sociale e familiare ed è spesso accompagnato da una crisi di valori morali. A questo proposito, Giovanni Paolo II afferma: "Non si è lontani dal vero se si afferma che, parallelamente al diffondersi dell'aids è venuta manifestandosi una sorta di immunodeficienza sul piano dei valori esistenziali, che non può non riconoscersi come una vera patologia dello spirito" (…).
Invito la comunità internazionale e i governi in generale nonché la Chiesa in particolare, a:
- promuovere delle campagne di sensibilizzazione e di educazione della popolazione basate non su politiche che alimentano modelli di vita e comportamenti immorali ed edonistici che favoriscono il diffondersi del male, bensì su riferimenti certi ed autentici valori umani e spirituali capaci di fondare una educazione ed una prevenzione pertinenti a favore della cultura della vita e dell'amore responsabile; la virtù della castità si rivela essere così la più importante nel prevenire efficacemente contro l'hiv/aids (…).
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