lunedì, 15 novembre 2004
Pagatemi o scappo
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 1:57 pm

Oggi ha scioperato la scuola. Sono totalmente solidale, anche se non sono convinto che servira' a molto: gli investimenti sulla formazione danno risultati in una generazione, chi spende denaro pubblico deve dimostrare che lo ha speso bene entro tre anni, il tempo di lavoro utile tra due elezioni. Quindi sono pessimista. Non solo sulla scuola, ma sulla capacita' di questo paese di riprendersi.

Ma in effetti volevo volare mooolto piu' basso di cosi'. Io ho fatto l'insegnante per per una dozzina d'anni. Credo di averlo fatto benino, nel complesso. Di aver sbagliato un monte di cose, ma di aver insegnato per davvero — scusate l'immodestia. L'ho fatto con entusiasmo e con divertimento. Poi ho avuto l'occasione di fare politica — e ho lasciato la scuola giurando a me stesso che ci sarei tornato — cosa che non ho fatto e che sto cercando di evitare ad ogni costo. Perche' non mi piace piu'? No, in fondo credo che continuerebbe ad essere il piu' bel lavoro del mondo. Ma perche' ho la possibilita' di guadagnare dal doppio al triplo, di essere valorizzato davvero per quello che so fare — insomma di raggiungere uno status sociale decente e di non dovermi angosciare troppo per pagare l'affitto a fine mese.
Tutto questo per dire: continuate a pagare gli insegnanti una miseria e a farli sentire pezzenti. Tutti quelli che avranno un'alternativa scapperanno — e saranno di solito quelli capaci di fare qualcosa di buono. Di tutte le altre questioni (riforma, modelli culturali, ecc.) e' giusto discutere. Ma intanto finche' non si sara' posto mano alla questione salariale a scuola ci resteranno solo due categorie di persone: quelli che se lo possono permettere e quelli che non trovano alternative [lodevoli eccezioni: quelli che hanno la vocazione -- che ammiro sconfinatamente, ma che non sono sicuramente abbastanza numerosi da improntare di se' la classe insegnante].

Perche' non e' possibile commentare questo post?
I casi sono due:
- o e' un post di puro e semplice servizio -- e allora non c'e' niente da commentare
- o e' un post che parla dei nostri figli e della loro disabilita' -- e in questo caso il fatto e' che -- ci capirete, e se non ci capite peggio per voi -- non e' un argomento su cui si possa tollerare a cuor leggero l'invasione di spammer, troll, venditori di rimedi miracolosi, sostenitori di teorie strampalate, crociati di questa o quell'altra crociata -- insomma tutta quella roba che gia' fa perdere la pazienza quando si parla dell'ultima str... del politico di turno, ma che quando si parla di un figlio fa proprio male.
Se poi avete qualcosa che volete *davvero* comunicarci, c'e' l'indirizzo di posta del blog. Grazie.

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