domenica, 29 agosto 2004
Po(s)t pourri di saluto
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 6:54 pm

Excite, nel corso di una manutenzione, ha fatto del casino, per cui tutto e' rimasto offline per ore — spero che ora si veda qualcosa. Domenica finalmente andiamo in vacanza. In questi ultimi due giorni saro' sommerso di lavoro — e anche al ritorno mi aspettano scadenze serratissime: insomma mi sa che per tre settimane non riusciro' a toccare il blog. Percio' saluto tutti con una satura lanx di cose che non avro' tempo di postare decentemente. Approssimativamente ordinate dalla fuffa alle cose serie.

Sabato scorso il foehn ha ripulito le Alpi dall'Argentera al Rosa — e cosi' domenica siamo saliti fino all'Alpetto. Ce l'abbiamo fatta: cinque ore di marcia, ma questa volta niente nuvole intorno al Monviso!

La sera prima eravamo a cena all'Osteria dell'Acquasanta. Non impeccabile nel servizio, a volte un po' intasato — e con qualche piatto eseguito in maniera non memorabile, offre tuttavia una piu' che valida cucina di confine tra Liguria e Piemonte, con idee interessanti e alcuni gioiellini (in particolare: le acciughe "in bagnun"; i funghi gratinati con la formaggetta di Roccaverano; una sorta di carpaccio di fassone e verdure marinato in modo assai originale; dei piccoli antipasti che svariano di volta in volta tra le Langhe e il mare). La carta varia con frequenza, la cantina e' un po' ristretta, ma assai curata nella qualita' e misurata nel ricarico — insomma, ci mangiate bene e non spendete piu' di 25 euro a testa, vino escluso. Tra l'altro il posto e' incredibile: un capanno nel verde, vicino a un delirante santuario incassato in una valle buia e umida e sovrastato dai piloni di un vecchio, fascinoso viadotto ferroviario — il tutto a pochi passi da Genova sulla via del Turchino.

[nota bene: la via che dall'Acquasanta porta direttamente al Turchino e' molto bella, ma strettissima, buia, piena di tornanti e di animali bradi. Lasciate perdere se non e' pieno giorno e se avete fretta]

Il quarto IMBB.it e' ospitato da Delio e ha per tema le ricette a base di pesce. Non partecipo per ignoranza (il pesce mi piace moltissimo, ma non lo so cucinare) e perche' credo che non rientreremo prima della scadenza. Magari in vacanza imparo qualcosa su salmone e aringhe… Pero' dissento da Delio su un punto: se il pesce e' buono e fresco, non c'e' sughetto che tenga. Al forno o alla griglia. Senza limone.

Il 5 settembre e' la Giornata Europea della Cultura Ebraica, dedicata quest'anno all'educazione. Non perdetevi le manifestazioni in programma in Italia e in altri paesi.

Il 15/16 settembre (1 Tishri 5765) invece e' Rosh Hashanah, il capodanno ebraico.

Con la tenace speranza (nonostante i lunari nuovi di Leopardi) che sia un anno migliore di quello terribile che e' passato.

It cresce e sta bene — e all'ecografia della ventesima settimana e' ancora di genere neutro, con mia notevole soddisfazione.

Alla prossima.

Nel frattempo, io spero che quegli svergognati di Libero provino finalmente un po' di vergogna per quel che hanno scritto su Enzo Baldoni, da vivo e da morto.

venerdì, 27 agosto 2004
Decenza avrebbe voluto…
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 6:57 pm

che Feltri trovasse modo di scusarsi — o almeno di provare vergogna per quel che il suo giornale ha scritto su Enzo Baldoni. Invece no:

Dite quel che vi pare, a me pare una vergogna.


venerdì, 27 agosto 2004
Hanno ammazzato Enzo Baldoni
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 1:00 am

La notizia pare purtroppo confermata.

Dolore, silenzio, rispetto.


giovedì, 26 agosto 2004
Appello di Articolo 21 per Enzo Baldoni
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Quel che resta, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 10:02 pm

Non so se serve a qualcosa. Ma vale comunque la pena di provarci. Articolo 21 invita a firmare questo:

Sia congelata ogni polemica e ogni personalismo o protagonismo e si compia ogni sforzo, attraverso tutti i canali diplomatici e di mediazione possibili, per restituire Enzo Baldoni alla libertà, alla sua famiglia, alla sua attività di giornalista libero e coraggioso.

E comunque, quello che scrive Feltri su Enzo e' una VERGOGNA.

giovedì, 26 agosto 2004
Pubblicita'
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Il mondo per gli occhi, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 9:20 am

Nella campagna volterrana, un paio di settimane fa.

Resto dell'idea che questa sia una VERGOGNA.


giovedì, 26 agosto 2004
VERGOGNA (di nuovo)!
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Ma vaffanculo!, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 8:24 am

Feltri rincara la dose:

E io penso sempre piu' che sia una VERGOGNA.


mercoledì, 25 agosto 2004
VERGOGNA!
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Ma vaffanculo!, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 8:55 pm

Lo riporta Pino Scaccia e io sulle prime mi sono rifiutato di crederci. Cosi' ho controllato. Questo e' il titolo di Libero di oggi:

Propongo un Googlebombing: e' una VERGOGNA, e' una VERGOGNA, e' tre volte una VERGOGNA!


mercoledì, 25 agosto 2004
La mancetta di Stanca
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 12:16 am

Non c'entra niente, ma questa e' davvero una VERGOGNA.

Il ministro Stanca ha emanato un decreto grazie al quale si eroga un contributo di 200 euro per l'acquisto di un pc da parte delle famiglie. L'obiettivo e' ovviamente quello di favorire l'alfabetizzazione informatica degli Italiani e di attenuare cosi' il digital divide.
Mi dispiace dirlo, perche' credo che Stanca abbia spesso fatto bene il suo lavoro, cosa rara per un ministro di questo governo, ma si tratta di un provvedimento demagogico e sbagliato. Provo a spiegare perche' — e quali alternative si potrebbero attivare con la stessa somma (30 milioni di euro). [...]

1. La filosofia del "buono" e' di per se' sbagliata perche' cieca. Distribuisce denaro a pioggia, senza preoccuparsi di mirare l'intervento laddove effettivamente e' piu' necessario e laddove puo' avere i massimi risultati. Con un contributo indifferenziato non si fanno politiche: non si sceglie veramente un modello di sviluppo della societa' dell'informazione piuttosto che un altro; ci si limita a finanziare il mercato — cioe' in ultima istanza, piu' che le famiglie, i venditori di hardware e di software, qualunque cosa vendano. Non una parola (non un euro) dal decreto viene, per esempio, sulla diffusione del software libero e degli standard aperti. O sull'adozione di hardware e software che garantiscano l'accessibilita'. Ecc.
Il decreto non prevede neppure che si tratti di un incentivo all'acquisto del *primo* pc. In teoria il geek piu' incallito, quello che mangia pane e informatica da vent'anni e che ha in casa una macchina di ogni generazione dallo Z80 in giu', potrebbe entrare in un negozio e chiedere di usufruire dello sconto governativo.
L'intervento non distingue tra aree avanzate e aree marginali, tra segmenti culturali forti e deboli nel paese — e solo debolmente traccia un confine di reddito per l'erogazione del contributo. Di conseguenza e' facile prevedere che la parte del leone nell'aggiudicarsi i duecento euro a pc la faranno coloro che stanno dal lato "giusto" del digital divide, i gia' inclusi e non gli esclusi. E' gia' successo con gli incentivi di Gasparri per la banda larga, ancora piu' scriteriati perche' favorivano la polarizzazione di un mercato tuttora diviso nettamente tra aree servite ed aree escluse.

2. L'intervento non e' di per se' efficace, perche' l'incentivo e' troppo basso per rimuovere davvero un eventuale ostacolo economico all'acquisto di un pc connesso ad internet. Facciamo due conti: se vi guardate in giro vedete che l'offerta media per un sistema completo viaggia intorno ai 1200 euro, compresi monitor e IVA. Se proprio andate al risparmio, potete scendere a un migliaio di euro. A questo prezzo e' necessario aggiungere almeno quello di una stampante, se proprio si vuole star stretti sulle periferiche; diciamo che con 80-100 euro ve la cavate. I costi di connessione a internet, se volete usare internet per davvero e non soltanto farci una timida visitina una volta la settimana, vanno da circa 17 (connessione dial-up, costi telefonici per 1 ora al giorno in fascia serale) a circa 33 euro al mese (ADSL 640K flat rate con modem in comodato, offerta piu' economica sul mercato): quindi grosso modo da 200 a 400 euro l'anno. A conti fatti: la spesa della nostra famiglia proiettata sul primo anno (quello coperto dal contributo) dovrebbe oscillare tra i 1300 e i 1500 euro. Se una somma di questo genere e' un disincentivo all'acquisto, allora lo sconticino di 200 euro e' evidentemente insufficiente.
Ma per altro il costo delle macchine *non* e' un disincentivo vero all'informatizzazione delle famiglie. Ho davanti agli occhi l'indagine Le famiglie toscane e internet, realizzata dalla Regione Toscana: sul 55.4% delle famiglie che non possiedono un pc, soltanto il 3,4% (l'1,9% del campione totale!) indica la spesa eccessiva come motivo del mancato acquisto, mentre l'85,5% dice di "non averne bisogno"*. Evidentemente il digital divide e' culturale prima che economico, almeno in Italia. E non e' certo un piccolo sconto sul prezzo di un pc a permettere di superarlo. Funzionerebbe molto meglio avere servizi utili, usabili, affidabili. Funzionerebbe meglio fare formazione permanente e ricorrente. Funzionerebbe meglio dotare le scuole di laboratori informatici adeguati. Funzionerebbe meglio anche soltanto smetterla di fare terrorismo su internet piena di terroristi e pedofili.

3. Ma allora, come spendere 30 milioni di euro per aiutare il paese a ridurre l'esclusione digitale delle famiglie? Faccio solo qualche esempio, i primi che mi vengono in mente.
- I "punti di accesso assistiti a internet": ovvero qualche computer connesso broadband in un luogo pubblico (il circolino del paese, la posta, l'oratorio ecc.), con una persona che in determinati orari e' a disposizione per aiutare le persone a servirsene. E' uno strumento di diffusione culturale, prima ancora che tecnologica. Ne parla anche la Commissione Europea nel piano e.Europe 2005. La Regione Toscana sta per finanziarne la realizzazione in tutti i suoi Comuni (il link non posso ancora metterlo — e' questione di giorni per la pubblicazione del bando). 30 milioni di euro bastano per farne funzionare piu' o meno 3000 per due anni: cioe' grosso modo uno in ogni area del paese disagiata, mal servita, affetta da un alto livello di esclusione digitale.
- Con la stessa cifra si possono creare o rinnovare 1500 laboratori di informatica nelle scuole. Cioe' si puo', anche in questo caso, fare opera di diffusione culturale, fare in modo che, attraverso i ragazzi, le ICT penetrino nelle famiglie.
- con una somma analoga si finanzia in toto il piano di e.government di una regione, o di una decina di province. L'intera somma a disposizione della "seconda fase" di attuazione dell'e.government in Italia e' di 185 milioni. Fate voi il confronto.

E mi vengono in mente tanti altri possibili usi, magari non direttamente rivolti alle famiglie, ma di sicura utilita' per il sistema paese: a cominciare dall'informatizzazione massiccia dell'amministrazione della Giustizia. C'e' solo l'imbarazzo della scelta. Certamente, la soluzione peggiore, in un momento in cui il denaro pubblico e' poco e viene lesinato, e' disperdere risorse in interventi che non fanno massa critica.

4. Per finire. Il vero problema e' un altro, comunque — e i trenta milioni di Stanca non potrebbero risolvere molto nemmeno se ben impiegati. Il problema e' che l'Italia non spende in ricerca e innovazione. Andatevi a vedere questo intervento di Roberto Vacca e sconfortatevi. E poi pensate che c'e' chi parla di ridurre il gettito fiscale di una somma tra sei e dodici miliardi di euro. E pensate che cosa potrebbero fare quei soldi per il paese — se invece di essere dispersi "nelle tasche degli Italiani" (ricchi, aggiungo io), venissero almeno in parte utilizzati per un programma straordinario di investimenti in innovazione. Altro che le mancette di Stanca.

* Ovviamente, un problema di reddito c'e': l'esclusione digitale viaggia di pari passo con le condizioni economiche disagiate. Ma e' un problema che si risolve facendo crescere il benessere complessivo delle famiglie, non certo con un buono da duecento euro. Per ridurre il digital divide serve di piu' un mutuo a tassi agevolati per la casa, o un lavoro sicuro e decentemente retribuito, o la possibilita' di mandare un figlio al nido comunale a un costo ragionevole. Serve qualita' della vita.
Questa paginetta e' la spiegazione di un mio commento a questo post del bel blog di Marina Mancini, con la quale mi scuso per il ritardo.

martedì, 24 agosto 2004
Non mollare, Zonker!
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:10 pm

Come tutti, anche The Rat Race e' in ansiosa attesa per Enzo Baldoni.
Si parlera' piu' tardi delle scelte politiche. Restare in Iraq, non restare, eccetera. Rimane il fatto che non avremmo mai dovuto andarci.


lunedì, 23 agosto 2004
… e l'anello di cosa?
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 7:28 pm

Di solito non indulgo all'abitudine di postare i referrers di The Rat Race, ma questo mi ha fatto troppo ridere:
la ragazza con l'orecchino di pelle.


lunedì, 23 agosto 2004
La razza del topo
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 9:30 am

Cosi' una persona ha tradotto, qualche giorno fa, "The Rat Race", immagino per dileggio e non per ignoranza dell'inglese. Ho apprezzato il calembour, non foss'altro perche' mi riporta alla mente dei versi che, quando avevo ancora l'abitudine di leggere poesia, mi sono stati molto cari:

. . .

Uscito appena dall'adolescenza
per meta' della vita fui gettato
nelle stalle d'Augia.

Non vi trovai duemila bovi; ne'
mai vi scorsi animali;
pure nei corridoi, sempre piu' folti
di letame, si camminava male

e il respiro mancava; ma vi crescevano
di giorno in giorno i muggiti umani.

. . .

Poi d'anno in anno – e chi piu' contava
le stagioni in quel buio? – qualche mano
che tentava invisibili spiragli
insinuo' il suo memento: un ricciolo
di Gerti, un grillo in gabbia, ultima traccia

del transito di Liuba, il microfilm
di un sonetto eufuista scivolato
dalle dita di Clizia addormentata,
un ticchettio di zoccoli (la serva
zoppa di Monghidoro)
………………… finche' dai cretti
il ventaglio di un mitra ci ributtava,
badilanti infiacchiti colti in fallo

dai bargelli del brago.

Ed infine fu il tonfo: l'incredibile.

A liberarci, a chiuder gli intricati
cunicoli in un lago, basto' un attimo
allo stravolto Alfeo. Chi l'attendeva
ormai? Che senso aveva quella nuova
palta? e il respirare altre ed eguali
zaffate? e il vorticare sopra zattere

di sterco? ed era sole quella sudicia
esca di scolaticcio sui fumaioli,
erano uomini forse,
veri uomini vivi
i formiconi degli approdi?
. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
…………………(Penso
che forse non mi leggi piu'. Ma ora

tu sai tutto di me,
della mia prigionia e del mio dopo;
ora sai che non puo' nascere l'aquila
dal topo).

(Ovviamente da Botta e Risposta I, da Satura di Montale)


sabato, 21 agosto 2004
Seghe mentali
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Vecchi post (Excite) — Scritto da tutti e due alle 7:32 pm

Umberto Galimberti su Repubblica di oggi (non online), a proposito della masturbazione:

Ma il desiderio, quando e' voluto per se stesso, porta con se' la sua sconfitta. Allontanando la passione per l'altro, per divenire semplice azione sulla carne dell'altro, il desiderio che desidera solo se stesso non riesce mai a trovarsi a contatto con un corpo, ma sempre e solo di fronte a una carne che, incarnata, lo estingue con quel piacere che e' ad un tempo l'oggetto del desiderio e la sua irrimediabile sconfitta.
E' un piacere indiviso perche' non condiviso. E' un compimento che non lascia sulla pelle, sulle labbra il sapore dell'altro, ma porta con se' solo il sapore della fine. Un gioco di morte invece che un gioco d'amore; un gioco di solitudine, dove lo spazio della con-versione all'altro e' stato derubato dalla propria per-versione.
Excite non lo permette, ma questo post dovrebbe essere a firma congiunta del Ratto e di Waldorf.

sabato, 21 agosto 2004
Palle fredde e dita incrociate
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 12:34 pm

Mancano notizie di Enzo G. Baldoni, reporter di Diario e autore del bel blog di guerra Bloghdad. E' andato a Najaf e si sono perse le sue tracce. I suoi amici dicono di non fare eccessivo allarmismo. Aspettiamo, con ansia e fiducia, un nuovo post di Enzo.


venerdì, 20 agosto 2004
Ho commesso un errore (grave)
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 7:36 pm

Qualche giorno fa ho scritto a Loredana Morandi. Le ho scritto cercando con lei un confronto su una questione che — come i lettori di The Rat Race e gli amici sanno — mi sta a cuore, cioe' quella delle licenze Creative Commons e della libera circolazione del sapere. Era una lettera in parte polemica, certo; ma credo che fosse piu' che civile tanto nei toni che nei contenuti — e sicuramente non era in nessun modo minatoria.
Le ho scritto "privatamente" (cioe' all'indirizzo che pubblica sul suo sito web per la corrispondenza, usando l'indirizzo che pubblico sul mio sito web per la corrispondenza) perche' speravo di non creare un altro polverone, ma magari di discutere nel merito, senza bisogno di pubblico. Come si fa tra persone civili.

La signora Morandi mi ha risposto pubblicamente su Giustiziaquotidiana.net, senza nemmeno far capire quale fosse l'argomento della mia lettera e senza replicare nel merito; lascio ai lettori di giudicare se con un atteggiamento corretto. Per amore di chiarezza, tuttavia, credo sia utile rendere pubblico il testo della mia lettera:

Gentile signora Morandi,

leggo con una certa sorpresa (http://www.giustiziaquotidiana.net/dblog/autori.asp#perche)
che Lei utilizza un software Open Source distribuito sotto licenza Creative
Commons per la pubblicazione di "Giustizia Quotidiana" (http://www.giustiziaquotidiana.net).
Ricordo che non piu' tardi di qualche settimana fa Lei ha preso posizioni
di assoluta contrarieta' a questo tipo di licenze, sostenendo tra l'altro
che coprono una sorta di tentato furto di proprieta' intellettuale; mi permetto
di citare, fra i molti, questo passo da Lei pubblicato (http://giustiziaoggi.blog.excite.it/permalink/159626.htm):

— quote —

LICENZE CREATIVE COMMONS

IN ITALIA

[]

NO GRAZIE !

Non finchè sono queste persone a volersi far paladini di quello che sarebbe
in mano loro: il furto intellettuale alla gioventù italiana più doloroso
della storia.

Credete a me: pur di farvi tacere vi ruberanno le password e gli interi
siti.

Come hanno fatto a me nel corso dell'organizzazione di una manifestazione
nazionale su 4 piazze italiane.

Disonesti se non delinquenti.

Io ho dovuto denunciare tutti questi signori per avermi molestata al telefono,
per avermi minacciata, per aver molestato e interrogato i miei figli e per
aver proferito anche minacce per l'incolumità fisica.

Buttate via le licenze creative commons!

Non sprecate la vostra intelligenza

(in fondo quel verde merdina, non stà bene neppure sui vostri siti)

Articolo in corso di pubblicazione ovunque nel web :-)

— end quote —

Se la Sua opinione e' cambiata e Lei ha compreso che le licenze CC sono
uno strumento che favorisce la libera circolazione del sapere, sono il primo
ad esserne felice. Mi permetto di suggerire, tuttavia, che una pubblica
rettifica rispetto alle posizioni che ha tanto duramente sostenuto in passato
sarebbe questione di correttezza.
Se invece il Suo giudizio continua ad essere negativo, coerenza vorrebbe
che Lei non utilizzasse strumenti diffusi sotto un tipo di licenza che disapprova.
Esistono ottimi software per la pubblicazione di contenuti in rete distribuiti
sotto licenze di tipo proprietario; qualunque buon webmaster potra' segnalargliene
uno.

Cordialmente

Angelo M. Buongiovanni

E' chiaro che ho sbagliato tutto, sperando che si potesse aprire una discussione sensata. E ho finito per rinfocolare qualcosa che forse poteva morire li'. Mi dispiace: per me, per la signora Morandi e per tutti gli annoiati personaggi e lettori di questa vicenda.
Per The Rat Race la questione non ha altro seguito: quindi mi scuserete se non abilito i commenti a questo post. Se proprio avete qualcosa da dire, c'e' la "mail gratuita di Excite".

giovedì, 19 agosto 2004
Uno stato immorale?
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:59 pm

Michael Melchior, parlamentare laburista israeliano, alza un grido di dolore per le politiche economiche e sociali del governo di Israele.

Credo che valga la pena di rifletterci, anche per capire come la crisi della societa' israeliana non sia fatta soltanto del conflitto con i Palestinesi — e investa i valori di fondo di Israele, il suo stesso radicamento nella cultura ebraica: in qualche modo c'e' un inquietante parallelismo tra come Israele affronta la propria politica sociale ed economica da un lato e il rapporto con i Palestinesi dall'altro. C'e' la stessa insensibilita' di fondo, la stessa mancanza di umanita' — e di adesione ai valori profondi dell'ebraismo.
Su un altro piano, e' significativo che Melchior scriva come se la questione palestinese — e la questione dei cittadini arabo-israeliani — non esistessero. Anche questo merita una riflessione, perche' l'invisibilita' dei Palestinesi per il pubblico generale di Israele e' uno degli aspetti rilevanti se si vuol capire quello che accade.

A margine, e cedendo a una suggestione polemica, credo anche che valga la pena di rileggere quell'articolo come se parlasse dell'Italia, di come potrebbe essere tra qualche anno, lasciata nelle mani della destra che ci governa e che e' tanto amica di Sharon.

giovedì, 19 agosto 2004
IMBB.it #3
Nelle categorie: Mangiare bere e andare a spasso, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:57 pm

Le ricette del terzo Is My Blog Burning? italiano (dolci estivi) sono qui, sul blog di Vesnuccia.


giovedì, 19 agosto 2004
Promemoria
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 12:15 am

Non che questo blog non ne parli abitualmente, ma ho la sensazione che dovremmo tutti quanti essere un po' piu' focalizzati sul fatto che in Iraq c'e' (ancora) la guerra.
Per questo nel mio piccolo inauguro una nuova rubrica e vi invito ancora a leggervi giorno per giorno quel che ci racconta Enzo G. Baldoni su Bloghdad.


mercoledì, 18 agosto 2004
Referendum
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 7:46 pm

Leggete il commento di Mario (il n. 5 qui). E' una trollata e quindi va cancellato — o e' la libera espressione di una legittima opinione — e quindi conservato come le cose sante, come si direbbe a Pisa? Attendo opinioni e provvedero' a maggioranza ;-).

Sto svogliatamente e a singhiozzo ripulendo The Rat Race dallo spam; di conseguenza man mano disattivo i commenti sui vecchi post. Se avete qualcosa da dire c'e' la mail oppure ci sono i commenti ai post recenti: accetto gli off topic, se del caso.

martedì, 17 agosto 2004
Acqua, Israele e Palestina
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 10:59 pm

Il nuovo numero di Bitterlemons e' dedicato al tema (essenziale per capire le prospettive) dello sfruttamento delle falde acquifere nel West Bank.


martedì, 17 agosto 2004
Post ad interim
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 4:17 pm

Sono diversi giorni che ho un post iniziato in cui dovrei parlare del rapporto tra il percorso del muro (o della barriera, se preferite una terminologia piu' ipocrita), la geografia del West Bank e le politiche israeliane di insediamento. Mi mancano il tempo e la concentrazione. Per ora vi lascio alla lettura di queste notizie di Haaretz, una di qualche tempo fa, l'altra di oggi, e a confrontarle con queste cartine. Secondo me basta e avanza per capire — comunque se ne riparla quando tiro il fiato.

Altre due carte utili.

mercoledì, 4 agosto 2004
Ovvieta', cazzata, o…
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 8:53 pm

Quando Rutelli dice che il prossimo governo di centro sinistra non dovra' cancellare tutte le leggi del centrodestra o dice un'ovvieta' o dice una cazzata (o tutte e due insieme). Un'ovvieta' perche' e' evidente che il Paese non puo' permettersi che la politica gestisca le norme come una tela di Penelope, disfacendo ogni cinque anni e ricominciando da capo. E' una questione istituzionale, prima ancora che politica: solo dopo una rivoluzione, dopo l'abbattimento di un regime si cerca di cancellarne le tracce legislative. E' una questione di legittimita' del potere politico: questo governo, ci piaccia o meno, e' il governo democraticamente eletto dagli Italiani — e le sue leggi sono le leggi degli Italiani. Cancellarle con un tratto di penna, come se fossero norme imposte da una dittatura o da un occupante straniero e' togliere legittimita' a quella parte del paese che ha votato per la destra.
Tuttavia, se scendiamo nel merito, sono talmente tante le leggi impresentabili del centrodestra — ed hanno un tale impatto distruttivo sul tessuto istituzionale, democratico, economico e sociale e culturale di questo paese — che la lista delle cose da cancellare senza appello e' certamente piu' lunga di quella delle cose salvabili. Dare un messaggio diverso e', appunto, una cazzata: non solo perche' divide l'opposizione in un momento in cui di tutto c'e' bisogno tranne che di divisione; non solo perche' trasmette l'idea che l'operato di questo governo non e' poi tanto disastroso (e allora perche' mai mandarlo a casa?); non solo perche' cancella come se fosse irrilevante l'anomalia berlusconiana di un governo asservito a interessi privati e incapace del minimo rispetto delle istituzioni. Ma soprattutto perche' consegna al futuro l'idea di un'Italia stabilmente berlusconizzata: un'Italia in cui questi anni non sono stati un errore di percorso, ma una svolta che e' destinata a segnare di se' le vite di una generazione.
Di altro c'e' bisogno: di un centrosinistra che non faccia sottili distinzioni su cosa va bene o male delle leggi di Berlusconi, ma ci spieghi quale modello sociale ed istituzionale ha in mente per l'Italia. E sulla base di quel modello faccia programmi, proposte, progetti di riforme. E sulla base di quel modello, di quei programmi, di quelle idee di riforma modifichi o cancelli la legislazione precedente, chiunque l'abbia fatta.
Se poi il discorso di Rutelli serve a strizzare l'occhio ai centristi della Casa delle Liberta' e a distanziarsi e distinguersi dall'Ulivo — beh, allora non e' ne' un'ovvieta' ne' una cazzata: e' un tradimento politico delle ragioni stesse per cui il partito di Rutelli (e mio) e' nato.

lunedì, 2 agosto 2004
Ancora sulla storia
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 8:29 pm

Questo post di Floria mi pare condivisibile in ogni parola, segno di punteggiatura, spazio bianco e quant'altro.

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