lunedì, 29 marzo 2004
In Israele nessuno piange per Yassin
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 7:31 pm

Come promesso, torno sulla questione dell'assassinio di Ahmed Yassin. E' tardi per fare dei commenti miei, ma credo che valga la pena di capire come ha reagito la societa' israeliana.

Un sondaggio di Maariv indica che oltre il 60% degli israeliani ha approvato l'uccisione del leader di Hamas. E' una percentuale assai alta, che non si spiega soltanto con l'influenza della destra piu' o meno estrema. Su questa linea si trovano anche uomini della sinistra, oppositori di Sharon che credono necessaria una soluzione politica e non militare al conflitto. Si esprime cosi' per esempio Danny Yatom, parlamentare laburista ed ex capo del Mossad, su Maariv:

As of this writing, the targeted killings should continue. We should continue pursuing terrorists. They will try to perpetrate attacks whenever they are able. Today, I support the decision to kill Yasin. Despite this, let me reiterate: Diplomatic initiative is the only way to prevent the conflict from attaining new heights of bloodshed and suffering. The initiative begins with the unilateral disengagement from the Gaza Strip and continues with negotiations with the Palestinians with the goal of reaching a peaceful settlement.
[...] Ma colpisce ancora di piu' leggere quello che pensano coloro che si dichiarano contrari all'uccisione di Yassin: anche in questa minoranza praticamente nessuno mette in dubbio che l'azione fosse moralmente giustificata e giuridicamente legittima. Questa e' per esempio la posizione di Haaretz (qui lo speciale online del quotidiano sull'uccisione di Yassin), nel cui primo editoriale dopo l'uccisione di Yassin si legge:
The Yassin assassination was justified, no less so than American assassinations (which have yet to succeed) of Osama bin Laden and his cohorts would be justified. But "justified" does not mean necessary and wise: To say something is "permitted" does not always mean that it is "worthwhile."
E queste sono parole di uno degli opinionisti piu' radicali del giornale, Yoel Marcus:
The honest-to-God truth is that I shed no tears for Ahmed Yassin. The guy had blood on his hands, on his feet, you name it; and his mouth spewed venom like a poisonous snake. But the timing was bad: (a) In a cost-benefit analysis, is his assassination worth the insane revenge attacks that are bound to come? (b) Is it worth exposing ourselves once again to the wrath of the world on the eve of pulling out of Gaza and evacuating the settlements? (c) And if Gaza isn't handed over to the Palestinian Authority, haven't we then sabotaged the unilateral disengagement initiative with our own two hands?
Lo stesso Marcus, in un articolo successivo, giustifica il suo atteggiamento dicendo:
As I've already said, my heart doesn't bleed for Ahmed Yassin, the man directly responsible for the murder of hundreds of Israelis. If he were put on trial, he would have been sentenced to a hundred years behind bars and slapped with a hundred death penalties.
Sarebbe perfino troppo facile obiettare che in uno stato di diritto quel processo avrebbe dovuto celebrarsi comunque, prima di eseguire una condanna. Ma lo stato d'animo di Marcus e' egemone in Israele: non la pensa diversamente neppure Ben Kaspit, ancora su Maariv:
This morning, the IDF sent Yassin to heaven in a whirlwind. Sharon, who declared that we would not leave Gaza with our “tails between our legs” was satisfied. The rest of us should worry.

There is no doubt that Yassin was rightly condemned to die. The argument was over who should carry out the sentence. What would be the balance of benefit versus damage of a move that could push the entire region over the edge, into chaos?

Bisogna arrivare a un articolo di Amira Haas su Haaretz per leggere qualcosa che somiglia a una condanna anche morale dell'assassinio di Yassin: ma anche in questo caso l'attenzione e' piu' sulle conseguenze e sui "danni collaterali" che sul fatto in se'.

Che cosa penso l'ho gia' scritto. E continuo a pensarlo, anche se sono impressionato da come la societa' israeliana nel suo complesso ha reagito — e se credo che sia troppo facile condannare standocene qui al riparo. Anzi, proprio questa sorta di rassegnazione al peggio che viene perfino dalle parti migliori di Israele e' motivo in piu' per sostenere le ragioni del percorso di pace — nonostante tutto e perfino nonostante Israele. Ancora con le parole di Yoel Marcus, che pare non vedere la contraddizione tra il suo non versare lacrime sull'assassinio e proclamare che e' stato commesso un errore:

History has shown that assassinating a political leader can stop a peace process, but it can't stop acts of terror sparked by national-religious conflict. Here, one needs to talks about a solution – not about victory.
Lia su Haramlik esprime, per altro in forma assai piu' radicale di me, come e' nella sua visione delle cose, gli stessi dubbi che qualche tempo fa avevo esternato sulla questione dei bambini-kamikaze.

Perche' non e' possibile commentare questo post?
I casi sono due:
- o e' un post di puro e semplice servizio -- e allora non c'e' niente da commentare
- o e' un post che parla dei nostri figli e della loro disabilita' -- e in questo caso il fatto e' che -- ci capirete, e se non ci capite peggio per voi -- non e' un argomento su cui si possa tollerare a cuor leggero l'invasione di spammer, troll, venditori di rimedi miracolosi, sostenitori di teorie strampalate, crociati di questa o quell'altra crociata -- insomma tutta quella roba che gia' fa perdere la pazienza quando si parla dell'ultima str... del politico di turno, ma che quando si parla di un figlio fa proprio male.
Se poi avete qualcosa che volete *davvero* comunicarci, c'e' l'indirizzo di posta del blog. Grazie.

Why are comments disabled on this post?
- Either this is just a link or a service post -- so nothing to comment on;
- or it's a post about our disabled children -- in this case, please understand us, we are not able to stand the usual invasion of trolls, spammers, snake-oil sellers, conspiracy theory freaks, crusaders for-this-or-that -- and so on. You know, such people are a nuisance in general, but when the topic is your son, they really become a pain in the ...
If you really have/want to tell us something, please use the blog's mail address. Thanks.

Some rights reserved

I contenuti originali di questo blog sono coperti da una Licenza Creative Commons.

Creative Commons License

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Autori

Accedi
Registrati

Aggreghiamo su

Autism Blogs Directory

Gambero Rosso Social Space

A casa Montag

Autismo: risorse online

Blog: autistici e genitori

Blog: culture di rete

Blog: Ebrei e Arabi

Blog: informatori

Blog: inventori

Blog: narratori

Blog: punti di vista

Ebraismo, Medio Oriente

Free Knowledge

Il mondo per gli occhi

Le mie webradio

Politica

Tutto il resto