lunedì, 29 marzo 2004
Come promesso, torno sulla questione dell'assassinio di Ahmed Yassin. E' tardi per fare dei commenti miei, ma credo che valga la pena di capire come ha reagito la societa' israeliana.
Un sondaggio di Maariv indica che oltre il 60% degli israeliani ha approvato l'uccisione del leader di Hamas. E' una percentuale assai alta, che non si spiega soltanto con l'influenza della destra piu' o meno estrema. Su questa linea si trovano anche uomini della sinistra, oppositori di Sharon che credono necessaria una soluzione politica e non militare al conflitto. Si esprime cosi' per esempio Danny Yatom, parlamentare laburista ed ex capo del Mossad, su Maariv:
There is no doubt that Yassin was rightly condemned to die. The argument was over who should carry out the sentence. What would be the balance of benefit versus damage of a move that could push the entire region over the edge, into chaos?
Che cosa penso l'ho gia' scritto. E continuo a pensarlo, anche se sono impressionato da come la societa' israeliana nel suo complesso ha reagito — e se credo che sia troppo facile condannare standocene qui al riparo. Anzi, proprio questa sorta di rassegnazione al peggio che viene perfino dalle parti migliori di Israele e' motivo in piu' per sostenere le ragioni del percorso di pace — nonostante tutto e perfino nonostante Israele. Ancora con le parole di Yoel Marcus, che pare non vedere la contraddizione tra il suo non versare lacrime sull'assassinio e proclamare che e' stato commesso un errore:
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- o e' un post che parla di nostro figlio e della sua condizione di bambino autistico -- e in questo caso il fatto e' che -- ci capirete, e se non ci capite peggio per voi -- non e' un argomento su cui si possa tollerare a cuor leggero l'invasione di spammer, troll, venditori di rimedi miracolosi, sostenitori di teorie strampalate, crociati di questa o quell'altra crociata -- insomma tutta quella roba che gia' fa perdere la pazienza quando si parla dell'ultima str... del politico di turno, ma che quando si parla di un figlio fa proprio male.
Se poi avete qualcosa che volete *davvero* comunicarci, c'e' l'indirizzo di posta del blog. Grazie.
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