venerdì, 30 gennaio 2004
Piangere i morti, dire la verita' ai vivi
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:49 pm

Sandro Viola in un articolo (non riprodotto online) su Repubblica di oggi argomenta in maniera assai convincente sul nodo tra antisemitismo, critiche al governo di Israele, condizioni di vita dei Palestinesi e terrorismo. [...] Cito:

… nessuna persona bennata vuole passare per antisemita, mentre proprio a questo mirano le reazioni della pubblicistica pro-israeliana: a far ricadere su chi critica la politica del governo Sharon le responsabilita' dell'antisemitismo… queste posizioni pro-israeliane … inglobano nell'antisemitismo, giustamente, l'antisionismo… Sin qui niente da obbiettare: perche' chi non riconosce allo stato degli ebrei una piena legittimita' (oltre al diritto di vivere in sicurezza), o e' un antisemita o e' un cretino. Le obiezioni emergono, invece, quando nell'antisemitismo vengono inglobate anche le critiche piu' specifiche e circostanziate alla visione e alle scelte dei governi di Israele… Se l'Europa soffre di un male vergognoso come la risorgenza dell'antisemitismo, questo comporta che bisognera' mettere la sordina alle condizioni in cui vivono i palestinesi dopo trentasette anni d'occupazione…? La ripugnanza, , il timore d'essere bollati come antisemmiti ci dovra' far tacere su tutto questo?
No, non bisognerebbe tacere. Lo stallo sanguinoso in cui si trova oggi la contesa sulla Palestina ha due responsabili: il tumore fondamentalista che sta facendo marcire strati sempre piu' vasti del popolo palestinese, e l'opposizione delle destre israeliane a qualsiasi seria, accettabile idea d'uno Stato dei Palestinesi.

Concordo pienamente. Aggiungo soltanto che criticare Israele per l'occupazione, per il muro e per le violenze e' necessario, ma e' particolarmente doloroso oggi, pensando alle vittime dell'ultimo attentato a Gerusalemme. Lo e' ancora di piu' per chi, come chi scrive, verso Israele nutre un affetto profondo e sente ogni ferita inferta alla sua vita come un lutto proprio:

Qualora mi dimentichi di te, Gerusalemme,
la mia destra si dimentichi di me.
Mi si attacchi la lingua al palato,
se mi dimentico di te, Gerusalemme,
se non pongo Gerusalemme sopra ogni mia gioia.

E' un crinale stretto, quello che passa tra la difesa sacrosanta, anche militare, del diritto di Israele a vivere in pace e in sicurezza, e l'acquiescenza alle violenze ingiustificabili dell'occupazione, che non fannno che allontanare quella pace e quella sicurezza. A quello stretto e difficile cammino bisogna richiamare continuamente Israele, se se ne e' amici.

venerdì, 30 gennaio 2004
Stucchevole fuffa
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Nel paese dei Bogia-Nen, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:18 pm

… e quindi se siete in vena critica ripassate domani.

Qui ho passato alcuni dei periodi piu' belli della mia infanzia, d'estate e d'inverno. Ci sono stato domenica scorsa dopo — credo — trent'anni. Non l'hanno sciupato troppo — ed e' stato bello tornarci.


mercoledì, 28 gennaio 2004
Psicoblògico
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 12:43 am

Contravvenendo a una regola implicita che mi ero dato (mai fare metablog qui dentro), segnalo questo articolo, che secondo me dice delle cose vere e interessanti su come e perche' scriviamo i nostri blog.

martedì, 27 gennaio 2004
Memoria
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 10:52 pm

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo e' un uomo
Che lavora nel fango

Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si' o per un no.
Considerate se questa e' una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza piu' forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo e' stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, Se questo e' un uomo)

Una lettrice mi chiedeva, qualche giorno fa, come mai io, che non sono ebreo ne' per ascendenza ne' per conversione, in questo blog parlo continuamente di ebrei, di Israele, di ebraismo. Nelle parole di Primo Levi c'e' la risposta. O almeno la prima parte della risposta. Il dovere della memoria mi e' stato chiaro fin da bambino, da quando i miei genitori mi hanno parlato per la prima volta dei campi di sterminio, della Shoah. Sono cresciuto pensando che come ogni europeo ho un dovere, quello di ricordare, quello di non permettere che l'opera di Hitler venga portata a termine. [...]

Ma il ricordo non puo' essere soltanto quello dello sterminio. Gli Ebrei in Europa sono stati una presenza viva, una ricchezza culturale, sociale, artistica — il dono prezioso dell'altro in mezzo a noi, cosi' inestricabilmente in mezzo a noi da essere noi. Oggi quella presenza, tra sterminio ed emigrazione, e' stata ridotta ad una traccia flebile. E allora e' compito anche di chi ebreo non e' cercare di essere fedele a quella traccia, di tenerne vivo il ricordo, la conoscenza, il valore. Altrimenti tradirebbe se stesso, prima ancora di tradire l'altro.
Man mano l'ebraismo e' diventato parte della mia stessa identita', si e' rivelato — piu' che una serie di risposte — una serie di dure domande che mi sollecitano e che sono — come sempre — piu' importanti delle risposte che non trovo. E questa e' la seconda ragione per cui scrivo cosi' spesso di ebraismo; ma di cose tanto private si parla male in un blog.


lunedì, 26 gennaio 2004
Peggio del fascismo?
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 10:09 pm

Lo stirato dice che il fascismo gli e' parso meno odioso della magistratura. Il fascismo e' pur sempre il regime che ha approvato le leggi razziali in Italia. Sillogizzando, le leggi razziali paiono al nostro Presidente del Consiglio meno odiose dell'operato dei magistrati. Non so voi, ma se Berlusconi domani dice qualcosa, qualunque cosa, sul giorno della memoria, credo che vomitero'.


lunedì, 26 gennaio 2004
La Moratti ascolta
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 6:09 pm

Trovo su Contaminazioni e condivido pienamente.

sabato, 24 gennaio 2004
Mimun e Goebbels
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 10:56 pm

Fassino ha dichiarato che Berlusconi dovrebbe farsi spiegare da Gasparri e Mimun chi era Goebbels, evidentemente implicando che l'uno e l'altro ne conoscono bene i metodi. Mi pare un modo davvero misero di far polemica politica, sinceramente. E mi pare anche di cattivo gusto, vista l'origine ebraica di Mimun. Il quale, per altro, e' la vivente dimostrazione del fatto che non c'e' alcuna differenza antropologica tra ebrei e non ebrei: i servi e gli stupidi si trovano tra gli uni come tra gli altri.


sabato, 24 gennaio 2004
Singhiozzoblog
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 9:31 pm

Da qualche giorno i blog di Excite funzionano a singhiozzo — e' difficile tanto leggerli quanto aggiornarli, soprattutto di sera. Se ci aggiungete che vado a singhiozzo pure io –


venerdì, 23 gennaio 2004
Ancora information overload
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 12:21 am

Massimo Mantellini interviene sul tema, con dei riferimenti interessanti.


giovedì, 22 gennaio 2004
Il muro di frantumazione
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 6:22 pm

Su Europa di ieri un articolo di Kenneth Brown parla delle condizioni di vita degli arabi del West Bank alle prese con il muro, con i blocchi stradali, con le strade riservate alla popolazione degli insediamenti ebraici. Non dice niente che gia' non si sappia. Ma credo che abbia espresso con particolare chiarezza l'anima del problema: lo sgretolamento territoriale imposto agli arabi palestinesi finisce per rendere impossibile qualunque coesione di comunita', qualunque decente forma di vita associata. Non e' tanto questione di annettere il 6% delle terre arabe ad Israele: e' che la dislocazione di quelle annessioni crea una sorta di ragnatela che paralizza e che imprigiona la popolazione araba, la priva della mobilita', della liberta' di comunicazione, dell'accesso all'acqua e alle terre da coltivare. Non mi risulta che chi sostiene la necessita' della separation fence abbia mai smentito la realta' di questo dato o abbia dato una risposta convincente su questo punto. [...]
Certo, proteggere Israele dal terrorismo e' un'esigenza primaria. Nessuna pace e' possibile se i vostri figli possono saltare in aria andando a scuola o divertendosi in discoteca. E non e' credibile che gli attacchi terroristici termineranno da se' nemmeno in presenza di un processo di pace reale: nel campo palestinese (come specularmente in quello israeliano) c'e' chi rivendica il diritto a *tutto* il territorio tra il Giordano e il mare e chi vede come unica soluzione possibile l'espulsione o la cancellazione dell'altro. Quindi anche il migliore degli accordi possibili dovra' fare i conti con la violenza sabotatrice degli estremisti. E quindi e' illusorio credere che la pace potrebbe rimuovere il bisogno di una difesa militare — e forse anche di una separazione fisica tra Arabi e Israeliani. Ma questa e' cosa del tutto diversa dallo strangolamento e dalla frantumazione dei Palestinesi che la colonizzazione del West Bank e la separation fence stanno attuando.
Puo' darsi, per triste che sia, che un muro sia necessario per proteggere la pace — e per molti anni. Ma dietro a *questo* muro, che amputa il West Bank come carne viva, non nascera' nessuna pace. Chi ha a cuore Israele non si deve mai stancare di ripeterlo.

Sul Mazziniano un post sul conflitto israelo-palestinese. Dice cose che penso anche io. Ma forse dovremmo pensare tutti che e' troppo facile dirle stando seduti qui al nostro computer. E' un po' piu' difficile restare lucidi e sereni in mezzo agli attentati o alle forze di occupazione — e questo dovrebbe renderci un po' piu' lenti a giudicare.

mercoledì, 21 gennaio 2004
Information overload
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 9:08 pm

Interessante post nel blog di Mauro Lupi. In effetti l'information overload e' uno dei problemi seri della mia rat race — e di quella di tutti noi. La societa' dell'informazione e della conoscenza e' un gran bel casino se non hai chi ti fa dei buoni briefing…


domenica, 18 gennaio 2004
Hop Frog
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Nel paese dei Bogia-Nen, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:20 pm


Nel migliore stile rat race, riusciamo ad essere sempre di corsa perfino quando ci riposiamo. Oggi ci siamo fermati dieci minuti qui, andando a prendere un treno.

La settimana scorsa invece eravamo quassu' (e mi dicono che oggi ci rinevica).


sabato, 17 gennaio 2004
The rat is racing
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 10:56 pm

In questi giorni il blog langue. Troppo lavoro, troppo di corsa. Accumulo argomenti di cui vorrei scrivere e non riesco a farlo. Tirate un sospiro di sollievo.

Pero' sono andato a vedere "Le invasioni barbariche" — e' un film bellissimo.

venerdì, 16 gennaio 2004
Mobilitazione contro il Decreto
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:53 pm



Il Secolo della Rete ha indetto per il 21 gennaio alle 16.30 a Roma, presso la sala Luigi di Liegro della Provincia, in via IV novembre 119, una assemblea pubblica per un primo momento di mobilitazione e di confronto sul decreto 354/03. Partecipate numerosi ed aderite alla campagna "Liberta' di comunicare".


mercoledì, 14 gennaio 2004
Facce…
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 9:25 pm

Statler ha da ridire su certe facce che si vedono affisse ai muri delle citta' italiane in questi giorni.


martedì, 13 gennaio 2004
Da Haaretz
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 5:52 pm

Un interessante (e per quanto mi riguarda disturbante: ma serio e che merita riflessione) articolo di Gideon Levy sul muro, sulla cattiva coscienza di Israele, sul paragone tra Israele e Sud Africa, sulla funzione delle pressioni internazionali.
Sono indietro con il lavoro, percio' non ho tempo per commentare. Ditemi voi.

[Via Simopal]

martedì, 13 gennaio 2004
Non sbirciare nella mia posta!
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 5:26 pm

Il Governo ha approvato a fine anno un decreto che estende il tempo di conservazione dei dati relativi al traffico dei cittadini. Ne hanno parlato in tanti, da Beppe Caravita a Massimo Mantellini, con posizioni diverse; io sono troppo dummy per esprimere un giudizio tecnico e percio' non mi avventuro.
Ma non mi piace che decisioni che riguardano una cosa importante come la riservatezza delle mie comunicazioni vengano prese per decreto, quasi alla chetichella e senza un approfondimento adeguato. E non piace nemmeno al Garante per la Privacy (cosa che mi fa credere di aver buone ragioni di preoccuparmi).

Il decreto va in discussione domani alla Commissione Giustizia della Camera. Qui trovate l'elenco dei membri della Commissione: mandategli una mail, un fax, un piccione viaggiatore per dirgli di contrastare questo decreto.
Se volete maggiori informazioni e se volete aderire alla campagna per la liberta' di comunicazione, sul sito de "Il Secolo della Rete" trovate tutto quel che vi serve.


domenica, 11 gennaio 2004
Filopalestinese e percio' antisemita?
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:46 pm

Purtroppo a volte pare di si'; e pare che essere filopalestinesi renda scusabile essere antisemiti. Vi faccio un esempio. Seguendo la
segnalazione di Haramlik
, che leggo assiduamente e volentieri, sono andato a consultare il sito www.arabcomint.com, aspettandomi di trovare una voce certamente filoaraba sulla questione palestinese, ma non un accumulo di propaganda razzista antiebraica. E invece proprio di questo si tratta: antisemitismo e della piu' bassa lega. E' un sito in cui si possono leggere (cito piu' o meno a caso, e non e' nemmeno l'esempio piu' aberrante) cose come queste: [...]

La ragione e' che, di norma, gli ebrei sono incapaci di rendere l'imperativo categorico di Kant una regola universale. Una definizione di ebreo potrebbe essere: "persona incapace di formulare giudizi morali obiettivi" perché in essi non possono essere applicati i vecchi criteri religiosi o etnici. Il suo giudizio sarà sempre differente su ciò che e' buono per gli ebrei e ciò che e' cattivo per gli ebrei. Le armi di distruzioni di massa sono cattive se sono in mano dei Gentili, ma buone se sono in mani ebraiche. Il nazionalismo di un goy e' cattivo, la devozione alla causa d'Israele e' buona. L'uguaglianza di diritti tra ebrei e non ebrei in Europa e' buona, ma e' cattiva in Palestina (da "
Danny il bianco-azzurro
").

Essi sono convinti che lo stato ebraico fu creato dopo l'olocausto per assicurare un porto sicuro agli ebrei in caso di nuovi disastri. Questo fraintendimento e' la conseguenza diretta della lettura erronea di eventi storici cruciali. Israele e' frutto del sionismo, e l'ideologia sionista fu elaborata ben prima che Hitler nascesse.
Inoltre, ci sono buone ragioni che inducono a ritenere che Hitler elaborò i suoi argomenti anti-semiti dopo aver letto i testi del sionismo. Da Ber Borochov egli poté leggere quanto gli ebrei fossero socialmente anomali ("La struttura socio-economica del popolo ebraico differisce radicalmente da quella di qualsiasi altra nazione. La nostra e' una struttura anomala, anormale" ( Ber Borochov, 1897, pubblicato dalle edizioni Moshe Cohen, Nazionalismo e Lotta di classe: Approccio marxista al problema ebraico, 1937). Da Jabotinsky poté imparare quanto fosse cruciale la questione della purezza del sangue. Le citazioni sopra riportate suggeriscono che il nazismo ed il sionismo sono molto simili nello spirito: entrambi sono movimenti nazionalisti ispirati al concetto della purezza razziale. Una cosa e' comunque certa: il sionismo precede il nazismo.
Un'altra cosa da sottolineare e' che l'anti-semitismo ha sempre giocato in favore di Israele, poiché esso, agli occhi dei sionisti, "spingerà gli ebrei a trasferirsi nel paese". … E' triste ammetterlo, ma almeno tatticamente, i sionisti videro giusto: la liquidazione dell'ebraismo europeo generò davvero grande supporto per la loro causa, che, in seguito, condusse alla creazione dello stato d'Israele (da "
I dieci errori piu' comuni di Israele
").

Si potrebbe essere tentati di non dare nemmeno troppa importanza alla cosa. Spazzatura di questo genere ce n'e' talmente tanta in giro che non c'e' nemmeno piu' da sorprendersi. Quello che rattrista davvero e' che persone apparentemente equilibrate e scevre dal pregiudizio razziale come Lia di Haramlik possano essere indotte a sponsorizzare una cosa del genere sull'onda emotiva della questione palestinese. Non voglio accusare anche lei di essere antisemita — non sono cosi' ottuso: ma evidentemente il livello di vigilanza e' troppo basso, la sensibilita' si e' spenta — e si lascia spazio a una cancrena razzista che continua ad avere vita troppo facile.

venerdì, 9 gennaio 2004
Addio
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 9:10 pm


venerdì, 9 gennaio 2004
Cencio dice male di Straccio
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 12:12 am

Secondo l'International Herald Tribune, un rapporto del Dipartimento di Stato americano ha messo in luce le discriminazioni subite dai musulmani in Europa. Nel rapporto si sottolineano tra l'altro i divieti francesi di indossare l'hijab, le dichiarazioni anti-islamiche di Berlusconi e Bossi, il clima di sospetto e di ostilita' preconcetta scatenato dalle misure antiterrorismo, e cosi' via. Il Dipartimento di Stato aggiunge che questi temi sono oggetto di preoccupazione e di monitoraggio da parte americana, e che saranno materia di discussione con gli stati europei.
Alcune considerazioni sorgono spontanee: [...]
1. Il problema è reale. Essere musulmano in Europa significa essere parte di una minoranza vista con sospetto e paura, da marginalizzare o allontanare, o, nella migliore delle ipotesi, da sottoporre all'assimilazione forzata*.
2. Il clima del dopo 11 settembre, l'incertezza economica, la retorica di guerra, le tensioni sociali stanno imbarbarendo l'Europa, la stanno schiacciando volente o nolente sul modello comportamentale della cittadella assediata.
3. In queste condizioni i musulmani sono il bersaglio ideale, perche' sono immediatamente identificabili col nemico, perche' sono fortemente "diversi da noi", perche' sono tendenzialmente stranieri immigrati e poveri, perche' sono "troppi". Ma e' un clima che si riversa su ogni minoranza: la drammatica crescita dell'antisemitismo, che giustamente allarma tanti di noi, non e' un fenomeno diverso e indipendente, nelle motivazioni di fondo. Di fronte all'insicurezza generale, tutte le diversita' sono minacciose: e prendersela con gli ebrei è nei riflessi condizionati dell'Europa "cristiana" tanto quanto paventare l'invasione musulmana. Per questo sarebbe triste e riduttivo se il seminario europeo sull'antisemitismo non esprimesse una condanna di qualunque atteggiamento di discriminazione religiosa, a partire da quella contro i musulmani.
4. In ogni caso, gli ultimi che hanno diritto di criticare l'Europa sono proprio gli Americani: sono loro responsabili di una parte notevole del clima di insicurezza, sono loro che hanno scatenato il clima di guerra fra civilta' tra Occidente e Islam. Ed e' francamente intollerabile il tono santimonioso e scandalizzato da parte degli invasori dell'Iraq e dei carcerieri di Guantanamo.
*Faccio un esempio: la proibizione del velo. Premetto che trovo il velo un segno indigeribile di sottomissione della donna, e che mi turberebbe vederlo indossato in classe o da una pubblica dipendente. Ma è significativo che il dibattito sia nato proprio su un uso religioso islamico. Se la discussione avesse riguardato la kippa o i riccioli degli ebrei ortodossi, le accuse di antisemitismo sarebbero arrivate fino al cielo. Per non togliere il crocifisso da un'aula scolastica in Italia abbiamo suscitato un caso nazionale. Mi pare un evidente caso di mentalita' discriminatoria diffusa.

mercoledì, 7 gennaio 2004
Il seminario dell'UE sull'antisemitismo si fara'
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:58 pm

Il comunicato ufficiale emesso da Prodi mette una toppa ad un pasticcio. Cancellare i preparativi del seminario sull'antisemitismo non era certamente la cosa migliore da fare, anche se le accuse di Bronfman e Benatoff erano tanto infamanti quanto fuori bersaglio. Bene ha fatto Prodi a tornare su questa decisione — e bene ha fatto a rimarcare tanto l'infondatezza delle accuse, quanto la vasta eco negativa che l'intervento di Bronfman e Benatoff ha suscitato nel mondo ebraico (oltre alle dichiarazioni di Luzzatto che ho citato qui, segnalo questa interessante intervista della radio olandese a Pascale Charhom). continua…


mercoledì, 7 gennaio 2004
Diaspora e Israele
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:55 pm

Su Haaretz un interessante articolo di Arthur Hertzberg, che illustra cosi' lo stato d'animo della diaspora ebraica americana:

The American Jewish community is torn right now between its love of Israel and its distaste for Israel's policies. We who love Israel have an obligation to say what we believe. We have for a century or more helped and supported the Zionist endeavor in the state of Israel. We have long lived with the notion that Israeli governments, from right to left, have tried to inculcate in us – that they determine policy, and we are privileged to say amen on cue. This nonsense is now bankrupt.
Mi pare una posizione significativa e tale da meritare una riflessione in chi accusa di antisemitismo ogni critica al governo di Israele.
 
P.S. Mi pare che la vicenda dei rapporti tra UE e comunita' ebraiche stia prendendo una tristissima piega — dominata soprattutto dalla propaganda tutta italiana per le elezioni di giugno. Sono contento che Prodi abbia deciso di andare avanti nell'organizzazione del seminario sull'antisemitismo, ma la vicenda e' stata gestita da tutti nel modo peggiore in assoluto.

mercoledì, 7 gennaio 2004
Ancora uno sforzo!
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:54 pm

Cercando Armani su Google la voce "Mascalzone" del De Mauro – Paravia e' gia' al settimo posto. Continuiamo cosi'!


mercoledì, 7 gennaio 2004
Help!
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:52 pm

Qualcuno meno dummy di me mi sa spiegare perche' non riesco a convincere la colonna di destra di questo blog ad allinearsi correttamente in cima alla pagina, anziche' al centro?


mercoledì, 7 gennaio 2004
UE, antisemitismo e autolesionismo
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:50 pm

Sulla polemica tra Commissione UE e Bronfman (vedi qui) e' interventuo in maniera autorevole e dicendo tutte le cose giuste Amos Luzzatto. Aggiungo soltanto che mi pare del tutto autolesionista il comportamento di Bronfman e Benatoff, che sono riusciti a sabotare l'avvio di un dialogo importante con l'UE, che certamente sul tema dell'antisemitismo ha bisogno di una riflessione profonda. Altrettanto autolesionista pero', da parte dell'Unione, reagire congelando la preparazione di un evento importante come il seminario congiunto sull'antisemitismo: se non si vuole dare ragione agli avversari (spesso strumentali) dell'Europa, quella riflessione deve avvenire, presto e bene.


mercoledì, 7 gennaio 2004
Epifania
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:46 pm

Magari non in senso strettamente religioso — ma questa luce era una rivelazione, ieri.

mercoledì, 7 gennaio 2004
Il Muro: cose dette e non dette
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:05 pm

Su Arutz Sheva – Israel National News, organo di informazione legato agli ambienti della destra religiosa e ai gruppi dei coloni, si leggono spesso cose interessanti. Tra queste, recentemente, una difesa del muro che Israele sta costruendo nel West Bank. [...] Leggendo senza preconcetti, molte delle cose che l'opinionista scrive sono corrette, compreso il fatto che una gran parte della responsabilita' della situazione attuale ricade su Arafat, sulla sua decisione di rifiutare l'accordo proposto da Barak e sul terrorismo scatenato da parte palestinese quando la pace sembrava davvero vicina, con il risultato di gettare l'opinione pubblica israeliana in pasto alla destra nazionalista. Ci sono pero' delle significative omissioni nel ragionamento di Fitleberg: non e' scritto che la "separation fence" corre in territorio palestinese e non sulla linea verde, includendo la maggior parte degli insediamenti israeliani del West Bank e privando le comunita' palestinesi di terre, acqua, continuita' territoriale, liberta' di movimento: in altri termini il muro e' di fatto una negazione sul terreno del diritto dei Palestinesi ad avere (prima ancora che uno stato) un'esistenza dignitosa (al proposito e' interessante questo articolo di Danny Rubinstein su Haaretz). D'altronde funzionari pubblici israeliani parlano apertamente di annessione dei territori palestinesi ad ovest del muro. Tutto cio' non giova ad Israele per primo, che sulla questione della separation fence gioca una parte notevole della sua credibilita' internazionale (come ha notato anche il ministro della giustizia del governo Sharon, Yossi Lapid). Ma e' sempre piu' evidente che Israele sta perdendo le ragioni originarie, le motivazioni ideali della sua nascita: lo diceva Avraham Burg in un articolo che citavo qualche tempo fa, lo ripete adesso Zvi Bar'el su Haaretz.
Tutto cio' evidentemente non ha importanza per gli opinionisti di Arutz Sheva: per loro la sola cosa importante e' il diritto di Israele alla terra, cosi' come garantito da Dio: dal Nilo all'Eufrate, passando per il Giordano. La pace, la civile convivenza, il diritto degli altri non hanno rilievo.

P.S. Sulle accuse di antisemitismo all'UEe sulla risposta piccata di Prodi, ci sentiamo domani.


lunedì, 5 gennaio 2004
Giu' le mani da Armani
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:35 pm

Armani
Luca, il proprietario del timbrificio, non Giorgio, lo stilista. Armani (lo stilista) mi piace, ma nei confronti di Armani (Luca) sta commettendo una prepotenza bella e buona, tentando di inibirgli l'uso del dominio www.armani.it. Un tribunale gli ha dato ragione, ma impedire a una persona l'uso del suo cognome mi pare una vera barbarie. Aderisco percio' all'iniziativa di theGNUeconomy (dove potete leggere tutta la storia) e partecipo al Google Bombing contro Giorgio Armani.


domenica, 4 gennaio 2004
Stamattina ero qui
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:34 pm


domenica, 4 gennaio 2004
Ricomincia l'avventura
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 2:32 pm

Il ratto ha traslocato da qui. Di corsa. Perche' Splinder ha una politica stupida verso i suoi utenti: la scelta di disattivare i feed RSS fa parte di una visione generale di Splinder come comunita' chiusa al suo interno, che e' l'esatto contrario di quello che dovrebbe esser la blogosfera, se si vuole che abbia qualche senso.
La nuova casa e' ancora da sistemare — anche perche' io con tutte 'ste parentesi sono un po' nel casino <>/#!@ — ma si ricomincia, approfittando anche di un po' di servizi e funzioni in piu'. Un grazie in anticipo a tutti gli amici che vorranno dare suggerimenti.

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