venerdì, 15 agosto 2014
The Caterpillar and the Butterfly
Nelle categorie: la Cate — Scritto dal Ratto alle 8:21 pm


La Cate sulla Clarée, un po' di tempo fa.


martedì, 5 agosto 2014
The Internet's Own Boy: the Story of Aaron Swartz
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto dal Ratto alle 10:41 pm


Backstopping: Supporting the Autistic Person in Your Life | Musings of an Aspie.

E' un'arte difficile, a cui qui ci applichiamo giorno e notte. Con risultati alterni — ma con risultati. E con molta piu' difficolta' avendo a che fare con persone che non possono parlare.



domenica, 4 maggio 2014
L'ombra
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Il mondo per gli occhi — Scritto dal Ratto alle 7:50 pm


Shieldaig, Scozia, un po' di giorni fa

(Qui si stanno sistemando un po' di foto)


domenica, 20 aprile 2014
Status check
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 10:00 am

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Dalla veranda di casa si vede il Ben Nevis. Il pc è stato dimenticato a Torino, la connessione internet fa schifo: ma per una volta non sembra così importante. Buona Pasqua a tutti.


Grillo oggi scrive: "Un Paese che ha eletto come speranza un volgare mentitore assurto a leader da povero buffone di provincia".
De te fabula narratur



lunedì, 14 aprile 2014
O vi si sfaccia la casa
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 2:18 pm

Beppe Grillo usa Auschwitz e "Se questo e' un uomo" per la sua polemica politica contro questo e quello. Non mi interessano i contenuti, non mi interessano i bersagli. Non voglio nemmeno leggerlo (e tantomeno linkarlo).
Sono perfino stanco di dire che qualunque uso strumentale della Shoah e' inammissibile e indecente. "Meditate che questo e' stato": questo, non altro. Chi usa Auschwitz per parlare d'altro banalizza la Shoah, ne fa un giocattolo retorico buono per tutti gli usi — e viene meno al dovere — prima ancora che della memoria — del piu' elementare rispetto per i morti.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

P. S. Oggi e' la vigilia di Pesach. Chag Sameach nonostante tutto.


mercoledì, 2 aprile 2014
Autism Allism Awareness Day
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 12:41 am

Anche quest'anno oggi mi aspetto il solito profluvio di retorica sulla tragedia delle famiglie che combattono contro l'autismo eccetera eccetera. Ho detto tante volte che cosa ne penso — e perche' mi pare un approccio sbagliato, offensivo e ipocrita — e oggi non voglio tornarci.
Certo la nostra e' una vita complicata. Probabilmente piu' complicata di quella delle famiglie "normali" — anche se alla parola "tragedia" la mia reazione istintiva e' "esageruma nen". Ma la maggior parte delle difficolta' che attraversiamo non deriva dall'autismo dei nostri figli, quanto piuttosto dai comportamenti di tanta brava gente "normale": dagli insegnanti impreparati e/o pigri che trovano piu' comodo parcheggiare i nostri figli da qualche parte che studiare il modo di insegnare loro qualcosa; ai pubblici amministratori che oggi accendono qualche bella lucetta blu e contemporaneamente riducono il budget per il sostegno alle disabilita'; agli spacciatori di terapie fasulle, che cercano di venderti i loro rimedi miracolosi facendo leva sulle tue ansie di genitore; ai vicini che ti fanno scenate sulle scale di casa perche' tuo figlio e' troppo rumoroso; agli estranei che si sentono in dovere di elargire commenti e consigli non richiesti se i nostri bambini si comportano in maniera non standard — e potrei andare avanti.
Ecco, per rendere migliore la vita nostra e dei nostri figli non serve curarli — e tanto meno compatirli: sarebbe molto piu' utile cambiare gli atteggiamenti di tanti neurotipici.


martedì, 1 aprile 2014
Jacques Le Goff (1924-2014)
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 12:39 pm

Un altro dei maestri che ci lascia. Gli devo alcune delle giornate piu' esaltanti che io abbia mai passato su un libro. E un amore per il Medioevo europeo che da allora non mi ha piu' abbandonato.


domenica, 30 marzo 2014
Da qui non sono passate le fate
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 3:31 am

Speculum Maius, che stimo ed apprezzo da anni, pur non avendola mai conosciuta di persona, ha organizzato per il 2 aprile (l'"Autism Awareness Day") un incontro di riflessione sulla condizione delle famiglie con figli autistici. Sono sicuro che l'incontro sara' bello, e mi dispiace che sia a mille chilometri da qui. Tuttavia non mi riesce di non essere a disagio con la metafora che da' il titolo all'incontro, quella della famiglia "fatata", che gli organizzatori spiegano con la leggenda popolare dei "changeling":

"Le fate, che sanno fare miracoli, invidiano le donne umane per la loro esistenza piena di calore. Allora entrano nelle case degli uomini e, al momento opportuno, mettono il loro figlioletto nella culla, portando via il bambino che vi si trovava. Per incantesimo, il nuovo occupante assomiglia come un fratello al bambino scomparso, tanto che la mamma non sospetta nulla fino a quando non cominciano a manifestarsi cambiamenti palesi nel comportamento…”

Speculum Maius dal canto suo precisa:

Un’esperienza comune a tutti i genitori con un figlio con disabilità che, nella condizione dello spettro autistico, assume connotazioni particolari e uniche a causa dell’iniziale “estraneità” reciproca e dello smarrimento angoscioso causato dal venir meno di tutto ciò che fino a quel momento sapevamo sull’essere genitori.
Le reazioni sono diverse. C’è chi, in cuor suo, continua a cercare il figlio perduto, chi fa suo quello “sostituito”, chi tenta di farlo assomigliare il più possibile a ciò che sarebbe dovuto essere. Non esiste il giusto o lo sbagliato. Esistono le storie, le voci, le esistenze di madri e padri che cercano la propria via attraverso quella dei loro figli.

Ecco, certamente fuori dalle intenzioni degli organizzatori, questa immagine del figlio perduto — o peggio "sostituito" — a me pare incoraggiare una negazione dei nostri bambini — perfino una loro de-umanizzazione: come se il bambino vero non potesse essere quello autistico che ci e' toccato in sorte — e come se non potessimo vivere, noi genitori, che nella dimensione del rimpianto per cio' che ci e' stato sottratto.
No, in casa nostra non sono passate le fate: noi non cerchiamo i nostri figli perduti, non ci adattiamo ai changeling che ci siamo trovati accanto — e soprattutto non cerchiamo di trasformarli in cio' che "avrebbero dovuto essere". I nostri figli li amiamo per quel che sono, riconosciamo in loro delle persone intere, a pieno titolo — e nell'autismo un tratto essenziale del loro modo di essere, che richiede di essere accolto e rispettato.
Forse una risposta — e una diversa metafora — la trovo in una scena del film che It e la Cate stavano guardando ieri a ripetizione. Ecco, noi abbiamo rinunciato all'illusione del controllo — e cerchiamo solo di permettere ai nostri figli di crescere al meglio per quel che sono:


(da 1:30 a 1:40) "No matter what you do, that seed will grow to be a peach-tree.
You may wish for an apple, or an orange — but you'll get a peach".

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