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    <title>Minoranza intensa</title>
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    <updated>2011-05-11T09:05:51Z</updated>
    <subtitle>Taccuino pubblico di Stefano Schwarz</subtitle>
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    <title>15-16 maggio. Scheda azzurra. TRICARICO</title>
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    <published>2011-05-11T08:22:04Z</published>
    <updated>2011-05-11T09:05:51Z</updated>

    <summary>Non ho la residenza a Torino. E mi trovo all&apos;estero al momento per lavoro. Chi legge queste righe sa che lo avrei voluto Sindaco. Ma se potessi votare questo 15 e 16 maggio andrei ed esprimerei la mia preferenza cosi&apos;:...</summary>
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        <![CDATA[<p>Non ho la residenza a Torino. E mi trovo all'estero al momento per lavoro. Chi legge queste righe sa che lo avrei voluto Sindaco. Ma se potessi votare questo 15 e 16 maggio andrei ed esprimerei la mia preferenza cosi': TRICARICO. <br />
Esprimere la preferenza, cosa non popolarissima, fa la differenza. In un momento storico in cui l'impersonificazione della politica imperversa e non sembra avere tregua, una diversa composizione del Consiglio comunale, il Parlamento cittadino, cambia la vita delle persone. Domenica e lunedi non si vota solo il sindaco. Ma anche un nuovo parlamento locale. Vogliamo persone come Roberto in consiglio comunale. Perche' in tre parole? Perche' e' una persona onesta, competente, preparata. Mi sento rappresentato da lui, come gli eletti dovrebbero fare. <br />
Riappropriamoci di questo organo fondamentale e usiamo questo strumento con cognizione. La preferenza. Anche cosi' si da' un segnale, anche cosi' si fa la nostra piccola rivoluzione quotidiana e civica, anche cosi' si evita che impresentabili siedano nel consiglio cittadino.<br />
Votate e fate votare <a href="http://www.robertotricarico.it/">Robero Tricarico</a>. <br />
Non ce ne pentiremo.</p>]]>
        
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    <title>L&apos;Unità della sinistra</title>
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    <published>2011-03-02T04:00:49Z</published>
    <updated>2011-03-02T04:19:22Z</updated>

    <summary>Piero Fassino ha vinto le primarie del centrosinistra a Torino con circa 29.297 preferenze. Non sono per fare l&apos;apologia delle primarie, torinesi e non, anche se continuerò a difenderle come strumento. Non sono tra chi si straccia le vesti per...</summary>
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        <![CDATA[<p>Piero Fassino ha vinto le primarie del centrosinistra a Torino con circa 29.297 preferenze.<br />
Non sono per fare l'apologia delle primarie, torinesi e non, anche se continuerò a difenderle come strumento. Non sono tra chi si straccia le vesti per questo risultato straordinario che straordinario non è. Ci sarà tempo e modo per un'analisi approfondita. <br />
Tenere insieme tutto il centrosinistra per sconfiggere le destre a Torino e in Italia, in Europa, credo che debba continuare ad essere la nostra bussola e la nostra priorità. Sulle questioni di merito della politica amministrativa torinese e sul come fare tutto ciò rimando al dopo elezioni (16 maggio) per i miei pensierini. Intanto ci si basi sui dati per le dovute riflessioni del caso: <a href="http://www.termometropolitico.it/sondaggi/dati-sondaggi.html">Termometro Politico</a>. E sulla politica del meno peggio ci saranno delle sorprese. Spero.</p>]]>
        
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    <title>Leaders, Followers, Credibilità, Libertà</title>
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    <published>2011-02-20T17:03:39Z</published>
    <updated>2011-02-20T18:09:11Z</updated>

    <summary>Mi sono promesso che non avrei commentato in pubblico la scelta dei miei compagni di strada più cari di sostenere Piero Fassino candidato a Sindaco di Torino alle primarie del centrosinistra che si terranno tra una decina di giorni. Lo...</summary>
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        <![CDATA[<p>Mi sono promesso che non avrei commentato in pubblico la scelta dei miei compagni di strada più cari di sostenere Piero Fassino candidato a Sindaco di Torino alle primarie del centrosinistra che si terranno tra una decina di giorni. Lo faccio perchè voglio essere costruttivo e non perchè mi astengo. Ho le idee ben precise, ma essendo un pierino qualunque e non un leader o dirigente di partito non credo che a questo punto la mia opinione debba interessare. A chi di dovere ho espresso sinceramente quello che pensavo e che penso. A chi può interessare sono molto disponibile per un carteggio privato. Non è obbligatorio intasare il web con i miei pensierini. Tutta questa vicenda mi ha però fatto fare alcune riflessioni. Non mi permetto di giudicare scelte altrui. Rispetto molto quella di Roberto Tricarico a cui va tutta la mia profonda stima e affetto sincero. Rispetto un po' meno altre scelte, perchè le ho interpretate come piccole, senza coraggio, conservatrici, ipocrite. Datemi argomenti per cambiare opinione, please. E ci sono delle differenze sostanziali di responsabilità se uno è un leader o un follower. Io per il momento sono un semplice follower. Magari un giorno sarò un leader, chi lo sa, ma proprio per questo voglio mettere dei punti fermi. Prima di tutto a me stesso.</p>

<p>Mai come oggi mi sto convincendo dell'importanza di non essere un impiegato della politica. Mai come oggi credo sia fondamentale costruirsi e acquisire competenze per avere un mestiere, sapere fare delle cose per un giorno "fare politica" da uomo libero, che può sempre permettersi di dire NO, io di qui non passo. La politica dei portaborse, dei nominati, di un'assemblea parlamentare scelta dalle dirigenze dei partiti e non eletta liberamente dai cittadini ha creato una sudditanza insopportabile, culturale ed economica, che deve essere scardinata e a cui ci siamo tutti troppo abituati. E un mezzo per avere questa indipendenza è sapere fare qualche cosa. Se no necessariamente uno, tra le variabili, deve sempre dover pensare alla propria sedia calda, al proprio stipendio. Non mi ha mai affascinato e non ho mai creduto possibile o auspicabile che la massaia di Voghera faccia il ministro dell'economia. Credo che la poltica sia una cosa seria, una professione, che si acquisisca facendola e amministrando la cosa pubblica, legiferando, rappresentando i corpi sociali, studiando. Ma che ci sia necessità di entrare e uscire e rimanere permeabili alla cittadinanza pura, ad essere soldati semplici.<br />
Non sono mai stato neanche un grande fan del movimentismo. La dissoluzione dei partiti storici del nostro paese ci ha lasciato senza strumenti e ciò che rimane è veramente cosa molto triste. Faccio fatica a comprendere oggi una logica di partito, una linea. Sarebbe bellissimo avere degli interlocutori, un gruppo di persone con cui condividere un progetto, ma a guardarli da dentro i partiti politici e il PD in particolare mi sembra una scatola molto vuota. Totalmente disconnesa dal Paese, dalle persone, dai problemi reali.<br />
Sono un criticone, una suocera, un gran rompino e l'essere moderati non mi hai mai fatto impazzire. Oggi più che mai credo che il cambiamento non possa che avvenire attraverso una rottura che non vedo vicina, ma che mi auspico che un giorno arrivi e che io abbia contribuito nel mio piccolo a creare: studiando, lavorando, facendo nel mio cantun il mio dovere. Sono sempre più dell'idea che la rappresentanza politica italiana sia inadeguata. A destra e a sinistra. Sono stufo di una sinistra che ha paura di se stessa, che non entusiasma mai, che non sogna e non fa sognare, che vuole fare anche la destra civile allo stesso tempo. Condivido con Guzzanti (figlio) il sentimento che i saccenti sono fastidiosi, i rozzi beceri e ignoranti alla fine simpatici, perchè come in una soap opera ci fanno sentire un po' meglio. Non credo nella poltica dei giusti, dei moralmente ineccepibili. Siamo umani. Ma credo che la rappresentanza politica italiana sia generalmente inadeguata, impreparata, inadempiente, incapace. E che ci sia un paese migliore fuori dalle istituzioni. Non rappresentato. Escluso di fatto. E credo che sia composto da milioni di persone.<br />
Io un giorno, se mai sarà, vorrei essere espressione di quel corpo lì. E per farlo, seriamente, umilmente, occorre che si verifichino diverse cose. Ma per farlo bene bisogna essere credibili, onesti, liberi.<br />
Ora sto tentando di imparare un mestiere che faccia di me un uomo libero. Domani spero che questa libertà mi possa essere utile, insieme ad altri, per aiutare l'Italia ad uscire da un circolo vizioso, da un anello che non può essere modificato, ma solo tagliato.<br />
Non ho mai creduto nei puristi, in chi ti dice che lui non fa compromessi. Tra il velleitario e l'opportunista mi hanno sempre dato fastidio entrambi, ma forse ho sempre preferito il primo. Essere al tavolo dei decision makers è importante. Ma credo anche che ogni tanto si possa stare fermi un giro per essere più forti il giro dopo. Solo il tempo ci dirà chi ha avuto ragione.<br />
Non posso credere che la scelta sia rimasta solo tra il cinismo e l'idealismo, tra l'essere pragmatici o nelle nuvole. Con i piedi ben piantati in terra daremo battaglia per non morire anche questa volta a causa del solito meno peggio. Qui si lavora per il meglio che stiamo fino da ora costruendo, sul pulito. A domani.</p>]]>
        
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    <title>Prossima fermata il muro</title>
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    <published>2011-02-02T15:25:24Z</published>
    <updated>2011-02-02T15:30:28Z</updated>

    <summary>Cari rottamatori, miei amici e compagni di strada, cari costruttori, cari 25 e-lettori di Pippo Civati, cari miei 5 e-lettori: a Torino abbiamo perso. Abbiamo fatto schifo. Non abbiamo contato nulla. Ci abbiamo provato, con molto forza, generosità e speranza,...</summary>
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        <![CDATA[<p>Cari rottamatori, miei amici e compagni di strada, cari costruttori, cari 25 e-lettori di Pippo Civati, cari miei 5 e-lettori: a Torino abbiamo perso. Abbiamo fatto schifo. Non abbiamo contato nulla. Ci abbiamo provato, con molto forza, generosità e speranza, ma dopo che Tricarico si è fatto da parte chi porterà alta la nostra bandiera? Nessuno, ho paura. E' stata una debacle totale, una sconfitta pesante, tremenda, una grande occasione persa. Malamente. Andremo oltre, anche a questo, perchè la nostra scorza è molto dura, sempre e comunque, ma con la consapevolezza e l'amarezza che così non va. Non va proprio.</p>]]>
        
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    <title>Video lettera per Nichi Vendola</title>
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    <published>2011-01-31T11:29:21Z</published>
    <updated>2011-01-31T15:58:38Z</updated>

    <summary>Qui e qui (questa volta udibile, anche se diverso e un po&apos; disturbato) quello che avrei voluto chiedere a Nichi Vendola se lo avessi incontrato in un bar rispetto alle primarie a Torino. Non sono impazzito. Qualsiasi cittadino gli può...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hzNmS1_Rs3A&feature=player_embedded">Qui</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=iPz7gTGNMOA&feature=player_embedded">qui</a> (questa volta udibile, anche se diverso e un po' disturbato) quello che avrei voluto chiedere a Nichi Vendola se lo avessi incontrato in un bar rispetto alle primarie a Torino. Non sono impazzito. Qualsiasi cittadino gli può inviare una videolettera come la mia. Sono un cittadino qualsiasi. Mandategliela anche voi e chiedetegli: pecché, pecché.</p>]]>
        
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    <title>Stracciare la tessera?</title>
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    <published>2011-01-31T08:04:07Z</published>
    <updated>2011-01-31T08:33:00Z</updated>

    <summary>Mi riferiscono da Torino le ultime news riguardanti le primarie e l&apos;esclusione di Roberto Tricarico dalla partita. Difficile non dire che la cosa mi rattristi molto. Qualcuno dei miei 5 e-lettori a questo punto mi potrebbe citare 3 ragioni 3,...</summary>
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        <![CDATA[<p>Mi riferiscono da Torino le ultime news riguardanti le primarie e l'esclusione di Roberto Tricarico dalla partita. Difficile non dire che la cosa mi rattristi molto. Qualcuno dei miei 5 e-lettori a questo punto mi potrebbe citare 3 ragioni 3, politiche e/o strategiche (non affettive quindi) che mi dovrebbero convincere a non stracciare la tessera del Partito Democratico?<br />
Il fatto che sia di plastica vale come battuta. Ci sono diverse ragioni forti per le quali la tentazione di inviare la mia tessera 2011 tagliata in due al Segretario Bersani è molto alta:<br />
- la gestione delle primarie (Milano, Bologna, Napoli, Torino) è stata disastrosa. Da qui non si torna indietro.<br />
- faccio fatica a trovare una dichiarazione una di autorevoli esponenti del PD negli ultimi 6/12 mesi in cui mi ritrovo. Umanamente. Intellettualmente. Strategicamente. Politicamente.<br />
- non credo il PD stia facendo opposizione in Parlamento. Unico luogo dove dovrebbe contare e contarsi. Convincetemi del contrario. Contro questo governo dovremmo essere all'80 % nei sondaggi. Non al 20!<br />
- non mi riconosco per nulla nella linea del segretario attuale e del suo staff.<br />
- non vedo dove la nuova segreteria abbia investito per fare diventare questo "coso" senza forma e sostanza un partito solido come tutti i vecchi compagni mi dicevano che con Bersani sarebbe stato.<br />
Posso continuare. Perchè rimanere dentro se a decidere sono solo le 3 solite persone che decidono? Se da partito di massa si è passati al partito di 4 massaie particolarmente antipatiche e ignoranti? (numericamente e intellettualmente parlando. Chiedendo scusa alle massaie di carne e ossa, prego.) <br />
Queritur.</p>]]>
        
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    <title>Io sto con Roberto Tricarico, a Torino</title>
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    <published>2011-01-29T08:56:03Z</published>
    <updated>2011-01-29T10:22:58Z</updated>

    <summary>Da oggi è online un sito che nei prossimi mesi sarà molto importante: www.robertotricarico.it Non posso credere che per motivi formali assurdi e incomprensibili Roberto non possa correre alle primarie. Il segretario regionale e provinciale del PD dicano quello che...</summary>
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        <![CDATA[<p>Da oggi è online un sito che nei prossimi mesi sarà molto importante:</p>

<p><a href="http://www.robertotricarico.it">www.robertotricarico.it</a></p>

<p>Non posso credere che per motivi formali assurdi e incomprensibili Roberto non possa correre alle primarie. Il segretario regionale e provinciale del PD dicano quello che gli pare, ma resta un fatto. Possono orientare e decidere quali sono i candidati "ufficiali" che il PD presenta a primarie di coalizione (Fassino e Gariglio), ma non possono decidere quello che la società civile o gli altri partiti intendano fare. Siano i nomi Tricarico, Airaudo, Pinco Pallo. Il fatto che il primo sia un assessore, un ex dirigente del partito e un iscritto al PD non è un problema se vi è un movimento dal basso, trasparente e reale, che lo sostiene. Comunque.<br />
La notizia vera non è tanto che Roberto Tricarico abbia raccolto fino a ieri più di 2000 firme di cittadini elettori in pochissimo tempo, ma che il maggior partito di opposizione a Silvio Berlusconi lasci in mano a 1400 persone la scelta su chi debba correre a fare il sindaco in una città di poco meno di 1 milione di abitanti. Questo è il fatto vero, come è un fatto che né Giorgio Ardito né Roberto Placido siano riusciti a raccogliere le loro 700 firme ciascuno. Facendo due conti veloci 2000 iscritti al PD si sono espressi. 1500 latitano. Ora si potrà dire quello che si vuole, ma per quale motivo quei 2000 dovrebbero valere di più dei 2000 di Tricarico? Perchè hanno messo 15 euro e hanno in tasca una tessera di partito? Perchè questa è la linea del partito? Esiste ancora una linea? Questa si che sarebbe una notizia!<br />
Che la linea del partito sia Fassino l'ha capito anche un bambino almeno un anno fa. Ma mi ripeto: è rilevante? E poi perchè il PD sostiene Fassino? Chiediamoglielo. Facciamo un dibattito pubblico. Che Davide Gariglio si presenti è una vergogna nazionale: il più votato consigliere regionale del PD in opposizione all'amministrazione Cota tradisce i propri elettori e meno di 6 mesi dopo il voto si candida alla poltrona di sindaco "contro" (in realtà di fatto a sostegno di) Piero Fassino. Non abbiamo inventato le primarie e un nuovo partito per avere un ex ds (e un ex segretario di un vecchio partito) e uno pseudo nuovo Casini di serie C locale che si contendono una delle città più importanti del paese.<br />
Sono troppo duro? Mi dispiace, ma è così e bisogna finirla di essere diplomatici e cortesi se la diplomazia diventa uno strumento dei più forti (o dei più deboli, a seconda delle interpretazioni e dei punti di vista).</p>

<p>Io sto con Tricarico perchè:</p>

<p>- voglio che il centrosinistra (tutto) non si spacchi per l'ennesima volta. La candidatura di Fassino divide, non unisce. Si è già visto un inizio. 4 candidati per 3500 tessere.<br />
- perchè è l'unico vero candidato credibile, genuinamente alternativo e che può misurarsi con Piero Fassino<br />
- perchè vuole fare il Sindaco e lo saprebbe fare benissimo. Non è un premio alla carriera il suo<br />
- perchè ha 21 anni di meno!!! Esiste anche un fattore generazionale puro.<br />
- perchè <a href="http://www.pierofassino.it/gw/producer/producer.aspx?t=/prehome/fassinosindaco.htm">questo sito</a>  è insopportabile<br />
- perchè non parla a sproposito di cose che non sa. Nel qual caso tace. E ascolta.<br />
- perchè lui non racconta frottole (a forza di farlo istintivamente ci si abitua e ci si crede pure, vero Piero?)<br />
- perchè ha un'idea di città in cui mi riconosco<br />
- perchè mi sento rappresentato<br />
- perchè è stato l'unico a dire cose sensate sulla Fiom e su Mirafiori<br />
- perchè non è un sindacalista. Abbiamo dato. Ognuno faccia il proprio mestiere.<br />
- perchè con lui si vince (cosa non da poco. Il pd se lo ricordi)<br />
- perchè è impossibile entusiasmarsi per Piero Fassino, mi dispiace<br />
- perchè è impossibile fare un manifesto elettorale con Piero Fassino<br />
- perchè è umile<br />
- perchè è terrone e sa cosa è migrare da Sud verso Nord<br />
- perchè ha un cv amministrativo di tutto rispetto<br />
- perchè mi rifiuto di votare il meno peggio anche a sto giro (Ghigo-Fassino)<br />
- perchè vorrei imparare a sognare<br />
- perchè non lo sostiene Giusi La Ganga<br />
- perchè non rappresenta e non appartiene alla classe dirigente di sinistra che ci ha portato dove siamo ora<br />
- perchè non ha detto ad esempio nessuna di queste cose (la lista riempirebbe una biblioteca, mi limito a 3. Aggiungete nei commenti se avete materiale):</p>

<p>In risposta a Maroni (e alla polemica con la Boldrini) «Il respingimento alle frontiere è un'azione legittima di contrasto dell'immigrazione clandestina previsto da tutti i documenti dell'Unione Europea e dagli accordi internazionali e praticato anche durante il governo di centro sinistra»</p>

<p>A Giovanni Consorte: «Abbiamo una banca?»</p>

<p>Sull'Afghanistan: «Gli italiani sono lì in missione di pace. Dobbiamo evitare di coinvolgere i civili in eventi bellici.»</p>

<p><br />
Io sto con Roberto Tricarico. A Torino. E tu? Perchè no?</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Fantascienza?</title>
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    <published>2011-01-05T22:18:03Z</published>
    <updated>2011-01-05T22:40:31Z</updated>

    <summary>Avremmo bisogno di un Asimov per immaginare il nostro futuro prossimo. Provo ad abbozzare qualche scenario possibile/plausibile. Al referendum a Mirafiori passa il sì. L&apos;indotto Fiat, a maggioranza Fiom, incrocia le braccia e si blocca. Nello stesso tempo l&apos;accordo viene...</summary>
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        <![CDATA[<p>Avremmo bisogno di un Asimov per immaginare il nostro futuro prossimo. Provo ad abbozzare qualche scenario possibile/plausibile.</p>

<p>Al referendum a Mirafiori passa il sì. L'indotto Fiat, a maggioranza Fiom, incrocia le braccia e si blocca. Nello stesso tempo l'accordo viene dichiarato dalla magistratura illegale. Marchionne, impegnato a controllare la Chrysler finanziariamente, nella prima ipotesi ci riesce e la Fiat diventa uno dei 3/4 costruttori di autovetture al mondo. Il problema operai Fiat rientra. Non ci riesce e salta completamente un comparto enorme dell'industria italiana. La Fiom si scioglie comunque e i suoi leader fondano un ennesimo partitino di sinistra. Confindustria si sfalda. La contrattazione nazionale sparisce in via definitiva.<br />
Piero Fassino rimane l'unico candidato "vero" del centrosinistra a Torino per motivi vari. Perde le amministrative. La destra conquista il Comune. Stessa storia a Napoli e Bologna.<br />
Bersani annulla le primarie. Vendola non può più concorrere per la premiership. Il PD tenta la mediazione con Lega, Casini, Fini. Il governo cade lo stesso, si baratta il federalismo con la legge elettorale. Si va ad elezioni anticipate, il centrodestra rivince.<br />
Il centrosinistra si spacca ulteriormente. Il PD diventa una forza politica del 10%. Il dissenso e la non rappresentanza arrivano a livelli mai visti. Le finanze pubbliche tornano ad essere quello che erano alla fine degli anni 80. La macchina della giustizia, sanità e scuola si bloccano per mancanza di soldi. What next?</p>]]>
        
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    <title>Il terzo pol(l)o</title>
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    <published>2010-12-23T09:10:13Z</published>
    <updated>2010-12-23T09:32:16Z</updated>

    <summary>Il terzo pollo: Casini, Fini, Bersani. Il segretario mi scusi, ma non sono, credo, il solo a pensarlo. Da settimane ci raccontano la favola del Terzo Polo. Il segretario del PD difende a spada tratta questa &quot;grande&quot; strategia ai più...</summary>
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        <name>Stefano</name>
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        <![CDATA[<p>Il terzo pollo: Casini, Fini, Bersani. Il segretario mi scusi, ma non sono, credo, il solo a pensarlo. Da settimane ci raccontano la favola del Terzo Polo. Il segretario del PD difende a spada tratta questa "grande" strategia ai più incomprensibile e soprattutto ipotesi solo ed esclusivamente teorica (anche ieri Schiavone dalle colonne di Repubblica ci spiegava che noi saremmo ingenui e velleitari. Noi.). Dimenticandosi tra l'altro che alle persone tutta questa diatriba veramente non interessa. Dirò tre banalità che pensano tutti ma sfido, da cittadino qualunque quale sono, un qualunque politico di professione o intellettuale ad un dibattito pubblico su questo tema. <br />
3 punti fermi 3.<br />
E' evidente anche ai criceti che Casini, Fini e Rutelli portano via più voti al centrodestra che al centrosinistra. Che ne dicano i soi disant esperti i dati sono incontestabili. Dal 1994 almeno l'alleanza tra Berlusconi, Bossi, Fini e Casini se tenuta insieme era e resta maggioranza relativa nel paese. Di meriti l'attuale Presidente del Consiglio ne ha pochissimi,ma sicuramente (almeno per i "suoi") quello di avere federato, unito, tenuto insieme la destra. A noi potrà non piacere e possiamo discutere sul come ha raggiunto questo obbiettivo (barando), ma resta un dato di fatto. Ora quel patto, oramai 15ennale, sembra sgretolarsi. E noi che facciamo? Invece di invitare loro ed aiutarli a presentarsi da soli e spaccare la destra proponiamo loro di allearci per fare fuori Berlusconi. Ammazza che strategia, che programma, che tattica, che professionisti!! Cosa c'è caro Schiavone, Franceschini, Letta e Fioroni che non capiamo? Vi prego spiegatecelo. Convinceteci. Sarà durissima.</p>]]>
        
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    <title>Primarie aperte, primarie chiuse</title>
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    <published>2010-12-05T07:38:31Z</published>
    <updated>2010-12-05T08:20:38Z</updated>

    <summary>Ai miei 5 lettori è molto chiaro cosa penso della possibile candidatura di Piero Fassino a candidato a sindaco per il Comune di Torino. Non c&apos;è bisogno di aggiungere nulla a quello che molti hanno scritto meglio di me. Leggo...</summary>
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        <![CDATA[<p>Ai miei 5 lettori è molto chiaro cosa penso della possibile candidatura di Piero Fassino a candidato a sindaco per il Comune di Torino. Non c'è bisogno di aggiungere nulla a quello che molti hanno scritto meglio di me. Leggo su <a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/12/03/news/fassino_candidato_unico-9789664/">RepubblicaTorino</a> di ieri un articolo delirante in cui si sostiene che le primarie saranno rigorosamente per gli iscritti al PD del capoluogo piemontese. Ovvero per 7000 persone. Ora. Per presentare la propria candidatura, oltre ad essere iscritto, occore il 20 per cento delle firme = 1400 persone. Quest'anno ho rinnovato la tessera del PD solo perchè pensavo male e puntualmente è successo quello che temevo: le primarie diventano un fatto interno al partito. Dal Lingotto 2 sostengo che questa è una emerita asineria. Provo a spiegare perchè.<br />
- Le primarie chiuse agli iscritti hanno senso solo in un partito di massa. L'Arci Torino ha sicuramente più di 7000 iscritti. Forse addirittura Giancarlo ai Murazzi. Questo vuol dire, e non sono io maligno a dirlo ma i numeri, che il PD rappresenta una fetta estremamente piccola e autoreferenziale della cittadinanza torinese a oggi composta da un pochino meno di 1 milione di persone. Le primarie si faranno in questo modo e facendo due conti mantenendo i possibili candidati in corsa sarà possibile aggiundicarsi la candidatura con 3500 preferenze + 1, ma verosibilmente molto meno. Lo scarto sarà di 500/1000 voti io credo e chi porterà a casa la vittoria prenderà circa 2500 preferenze. Ora: ha senso che questo numero esiguo di persone incida così tanto su una scelta così strategica? E' evidente che non ha senso, specialmente in un momento politico in cui l'insofferenza verso partiti e istituzioni è molto alta. Ammettiamo pure che Piero Fassino prenda 6999 preferenze, veramente ha senso come metodo?<br />
Molti iscritti voteranno chi il partito veramente sosterrà. Vedi esempio Bersani alle ultime primarie. Questo è incontestabile. E' possibile però dire che questo ci interessa solo in parte? Chi rappresentano a parte se stessi?<br />
- Un anno fa si sono svolte le primarie per la segreteria del partito democratico. Quelle erano aperte agli elettori e meno male che così è stato. Se no di nuovo sarebbero state primarie farsa in cui si sapeva prima chi vinceva. A livello di posizione conservatore poteva aver un senso logico dire (anche se l'ho contestata anche a suo tempo) che il segretario di un partito viene indicato dai suoi iscritti e non da un passante. Si può sostenere, anche se si ragiona in un vuoto, non considerando il contesto (vedi punto prima). Ora si fanno le primarie per il candidato a Sindaco che se permettete interessa più alla cittadinanza che ai soli iscritti al partito. Come si fa a contestare questa banale ovvietà? Il sindaco di Torino dovrà rappresentare tutto il centrosinistra e non solo una parte. Se eletto, tutta la cittadinanza per l'intero suo mandato. Come diavolo fanno le persone ad entusiasmarsi di un metodo di questo tipo che è totalmente schizofrenico? Siamo credibili? No.<br />
- Il papa straniero è una bufala smontabile in 5 piccoli secondi. Ma le primarie chiuse pure. Si veda ad esempio l'esperienza delle primarie per le presidenziali francesi per il PS. Stesso metodo, bel risultato. W Segolène. Sarà un caso?<br />
- Qualsiasi sostenitore di Piero Fassino dice che è una persona che lavora molto e che se il partito lo investirà (siamo nel Medio Evo?) sicuramente si vince. Io questo non lo credo e contesto il metodo, che scusate, ma sembra tanto un premio alla carriera. Dimostratemi il contrario. Evidentemente in Birmania tutto risolto...<br />
- Postilla. Davide Gariglio è stato il più votato consigliere regionale nell'opposizione al Presidente della Regione Roberto Cota. Che ha vinto. Vi ricordo. Possibile che non sia impegnato a fare altro? Che segno di serietà sarà mai questo? Voi mi votate e io sei mesi dopo mi candido per fare il Sindaco. Eppoi ce la menano con chi piccona la ditta. Segretario Bersani, questa operazione è scandalosa, puoi dire qualche cosa?<br />
- Ultima. Che Chiamparino e Castellani siano d'accordo scusate, ma ci interessa poco. Sono due persone. Due cittadini come me e te. Anche loro ogni tanto sbaglieranno? Guardatevi per esempio le ultime elezioni e primarie chi hanno sostenuto. Negli ultimi 5 anni non ne hanno infilata una. Forse il polso della sitiazione è perso? Sarà un caso che Mercedes Bresso sia stata sconfitta?</p>]]>
        
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    <title>Possibile testo per un video messaggio</title>
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    <published>2010-11-12T12:08:34Z</published>
    <updated>2010-11-12T12:18:56Z</updated>

    <summary>Cari cittadini, il Partito Democratico e&apos; pronto ad andare a elezioni anticipate domani (venerdi&apos; prossimo tecnicamente). Non spetta a noi, da Costituzione, ma al Presidente della Repubblica verificare se ci sono maggioranze alternative una volta che il Parlamento abbia tolto...</summary>
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        <![CDATA[<p>Cari cittadini, il Partito Democratico e' pronto ad andare a elezioni anticipate domani (venerdi' prossimo tecnicamente). Non spetta a noi, da Costituzione, ma al Presidente della Repubblica verificare se ci sono maggioranze alternative una volta che il Parlamento abbia tolto la fiducia al Presidente del Consiglio dei Ministri.</p>

<p>Perche' non si dice? Mi sono perso qualche passaggio? Cosa si aspetta?</p>]]>
        
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    <title>L&apos;Amato Zolo</title>
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    <published>2010-11-12T03:35:57Z</published>
    <updated>2010-11-12T03:55:38Z</updated>

    <summary>Possiamo dire che il Dottor Sottile ha preso una cantonata pazzesca? E che Zolo ha ragione? Siamo maleducati? Possiamo pensare che lo scriva in buona fede? O si puo&apos; semplicemente concludere che l&apos;insigne studioso sbaglia da professionista come in una...</summary>
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        <![CDATA[<p>Possiamo dire che il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-10-17/nostra-carta-nega-guerra-143344.shtml?uuid=AYABa9aC">Dottor Sottile</a> ha preso una cantonata pazzesca? E che <a href="http://www.juragentium.unifi.it/it/surveys/wlgo/amato/index.htm">Zolo </a> ha ragione? Siamo maleducati? Possiamo pensare che lo scriva in buona fede? O si puo' semplicemente concludere che l'insigne studioso sbaglia da professionista come in una vecchia canzone di Paolo Conte? Anche i bravi giuristi e i bravi tecnici a volte possono dire emerite vaccate? Discutiamo del merito dell'argomentazione. Chi nel frattempo rappresenta questo dibattito tra intellettuali in Parlamento? Stefano Rodota' e Gustavo Zagrebelsky, per citarne due, hanno da commentare? I chierici vanno alla guerra? La nostra Carta non nega la guerra in assoluto, ma non giustifica l'intervento militare italiano in Afghanistan, mai discusso come tale in Parlamento, l'unica sede competente.</p>]]>
        
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    <title>Un pesce &quot;alla Staino&quot; dice la sua sulla Leopolda: Gian Giacomo Migone</title>
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    <published>2010-11-11T12:20:40Z</published>
    <updated>2010-11-11T13:51:25Z</updated>

    <summary>Riporto qui una conversazione privata fatta con Gian Giacomo che credo possa interessare molti rottamatori e rottamati. Buona lettura. Qui sotto solo la sua risposta. Spero in vostri commenti. &quot;Certo che sono contento di tutte quelle presenze alla Leopolda, della...</summary>
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        <![CDATA[<p>Riporto qui una conversazione privata fatta con Gian Giacomo che credo possa interessare molti rottamatori e rottamati. Buona lettura. Qui sotto solo la sua risposta. Spero in vostri commenti.</p>

<p>"Certo che sono contento di tutte quelle presenze alla Leopolda, della domanda di partecipazione che da esse è emersa. Il rispetto, un tempo si sarebbe detto borghesemente inteso, non m’interessa e nemmeno mi spaventano le rottamazioni, forse perché sono già stato rottamato.</p>

<p>La metto in positivo. In Italia non solo il presente ma il prossimo futuro dipende dalla capacità di qualcuno di dire il non detto e di operare di conseguenza. I non detti nell’immediato sono impolitici perché costituiscono l’alta politica che non scende a compromessi, che fonda il futuro sulla base di un’analisi spregiudicata del presente, mai avulso dal passato, a costo di compromettere le proprie immediate prospettive di carriera e di potere. I non detti sono abbastanza evidenti, persino banali, ma scomodi, per chi ascolta, ma anche per chi li pronuncia. Dire i non detti costituisce la controprova che chi parla non intende soltanto promuoversi, ma è veramente disposto a rischiare la più micidiale di tutte le accuse nella politica corrente: quella, appunto, di impoliticità, ovvero, nell’intenzione di chi la formula, di mancanza di realismo. E’ così che, a forza di non detti, quasi tutti coloro che oggi praticano la politica hanno perso il senso della realtà.<br />
 <br />
Faccio qualche esempio di non detto. Ciascuno di essi ha una spiegazione altamente politica.</p>

<p>- Prima che la caduta del Muro li liberasse da ipoteche politiche e ragioni di Stato vere o presunte quasi tutti i giudici e pubblici ministeri hanno omesso uno dei loro doveri più importanti, quello di perseguire e giudicare reati di corruzione politica, per paura di fare il gioco dei comunisti, per definizione esclusi dal potere centrale.</p>

<p>- Berlusconi è andato al potere perché forze dotate di un potere continuativo nello Stato e nella società italiana – buona parte di Confindustria, Chiesa, massoneria, pubblica amministrazione, corporazioni professionali e commerciali, ma anche il popolo anticomunista e antipopolare, timoroso di pagare le tasse – altrimenti sarebbero rimaste orfane di rappresentanza politica dopo la crisi dei vecchi partiti di maggioranza. Egli è diventato il <em>vir novus</em>, prescelto non malgrado ma a causa del suo conflitto d’interesse che lo rendeva ad un tempo ricattabile e, in senso moderno, <em>dicendi peritus</em>, capace di comunicare in maniera micidiale.</p>

<p>- Oggi la situazione è cambiata perché costoro si sono resi conto di essere stati degli apprendisti stregoni e puntano su Fini, Casini e un PD che continui ad essere addomesticato.</p>

<p>- Tutto ciò può anche andar bene (salvo per il Pd)  per liberarci di Berlusconi, ma non per costruire un’alternativa tale da consentire la ricostruzione morale e civile dell’Italia e degli Italiani.</p>

<p>- A questo scopo non basta la riforma della politica, ancor meno il ricambio dei gruppi dirigenti di partito, condizioni necessarie, ma non sufficienti. Occorre una trasformazione profonda della società il cui potere è accresciuto dal discredito in cui sono i caduti i politici, in parte per loro colpa, in parte perché la globalizzazione li ha esautorati di poteri cui legalmente sono chiamati a rispondere, ma anche perché media che loro non controllano ogni giorno li comprano, manipolano, ridicolizzano.</p>

<p>- La peculiarità principale dell’Italia in Occidente è la qualità scadente non del suo popolo, ma della classe dirigente, pubblica e privata. Non soltanto la casta dei politici ma le caste degli amministratori pubblici e privati, delle corporazioni più o meno potenti.</p>

<p>-  Oggi esiste la possibilità di porvi rimedio per la crisi di rigetto determinata dall’estremizzazione di questa debolezza costituita dal berlusconismo, ma anche perché la fine della Guerra fredda ci ha liberato da una delle sue cause profonde: la necessità di legittimarsi con investiture di livello superiore, che si traducono in limitazioni di sovranità ( nell’ultimo mezzo secolo, Stati Uniti, Santa Sede, Unione Sovietica…)</p>

<p>- Più nel merito, non si sposta l’asse della politica economica senza far pagare le tasse a chi le deve pagare e con metodologie meno bizantine, più trasparenti; senza imposte patrimoniali che reintroducano l’imposta di successione almeno per i più ricchi; continuando a fingere di ignorare che il conclamato risparmiatore italiano è anche tale perché è innanzitutto evasore.</p>

<p>- Il liberismo degli anni passati è crollato su se stesso, come l’Unione Sovietica, anche se tende a perpetuarsi. Quella ideologia ha impregnato società e stato, continua a resistere soprattutto in periferie come quella italiana, fino a condizionare l’opposizione.</p>

<p>- I frutti più velenosi di quella ideologia sono la precarietà in cui versa una generazione di giovani a prescindere da ogni valutazione di merito. </p>

<p>- Non si costruisce una nuova politica estera oggi se non riconoscendo che l’intervento in Afghanistan si svolge con modalità tali di essere in contrasto con l’art XI della Costituzione. Manca una definizione di una politica estera italiana ed europea conforme alla Carta dell’ONU.</p>

<p>- Se si vuole rottamare i vecchi gruppi dirigenti bisogna spiegare perché. Il problema principale degli ex comunisti è la loro subalternità ai poteri forti e alla loro cultura (cfr. gli editoriali del “Corriere della Sera”).</p>

<p>- La timidezza di quasi tutti nell’affrontare i grandi temi della pubblica amministrazione, l’imperversare di una cultura giuridica formalista essenzialmente antimoderna, il timor panico nei confronti dei servizi che spingono persino il secondo governo Prodi, rifondaroli compresi, a proporre a Pollari e Speciale posti di consiglieri di stato e della Corte dei conti, a insediare Gianni de Gennaro, oggettivamente e con ogni probabilità soggettivamente principale responsabile del G8, come capo di gabinetto del ministro dell’Interno (per poi essere promosso czar dei servizi da B.) in attesa di diventare il capo dei servizi segreti sotto Berlusconi.</p>

<p>- Chi non affronta a viso aperto i sindacati del pubblico impiego in Italia cambia poco, quasi niente.</p>

<p>- Eppoi ci sono regole ineludibili da introdurre nella vita dei partiti, non solo e non tanto quella della limitazione del mandato parlamentare alle tre legislature, quanto quella di rispettare gli impegni assunti nei confronti dei cittadini. Soprattutto, a nessuno, dico a nessuno, è consentito interrompere un mandato elettivo per candidarsi ad assumerne un altro. Il peggiore dei conflitti d’interesse è quello implicito di chi esercita una carica usandola come trampolino per candidarsi ad un’altra, più appetitosa.</p>

<p>Potrei andare avanti per un bel po’. Questo è soltanto un campionario. E’ possibile che buona parte di questi punti, altri di più pregnanti, siano stati evocati alla Leopolda. Lo spero. Il fatto è che ad un osservatore pur attento, che era e resta ben disposto, non ne è arrivato neanche uno. Colpa dei media? D’accordo. Sta di fatto che abbiamo avuto parecchi minuti di Renzi al TG3 senza che ne emergesse nemmeno uno. E’ responsabilità dei giovani e degli anziani testimoniare verità che sfuggono a disegni di potere immediato. E’ loro privilegio poterne prescindere. Il commento di Annina è stato: “Mi ha quasi fatto venire nostalgia di D’Alema!”. Il fatto è, caro Stefano, che tu, i 5000 della Leopolda, i 50000 disposti a partecipare con loro (ci sarei anch’io, se batteste un colpo) possono proclamare fin che vogliono che non ci sono leader. L’americanizzazione della politica è inesorabile a questo proposito e sono i media a  sceglierveli, soprattutto se fate finta di non saperlo.<br />
Dopodichè tenete, anzi teniamo duro!"<br />
Gian Giacomo</p>]]>
        
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    <title>Fuori tempo massimo</title>
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    <published>2010-11-07T11:40:03Z</published>
    <updated>2010-11-07T12:25:40Z</updated>

    <summary>Volevo dire due cose due molto banali anche io a Firenze. La mia parola e&apos; glocal. Per la serie mai piu&apos; senza. Non prendetemi troppo sul serio pero&apos;. L&apos;ho fatto cosi&apos;. E&apos; improvvisato come contributo e provero&apos; a precisarne meglio...</summary>
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        <![CDATA[<p>Volevo dire due cose due molto banali anche io a Firenze. La mia parola e' <em>glocal</em>. Per la serie mai piu' senza. Non prendetemi troppo sul serio pero'. L'ho fatto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YblDRP2HLVM">cosi'</a>. E' improvvisato come contributo e provero' a precisarne meglio i contenuti su questo blog. Non e' andato in onda per problemi di tempo e di priorita'. Giustamente. E' stato favoloso lo stesso e forse di piu' ascoltare per 3 giorni altri. Il vero senso della Leopolda. Spero di re-incontrarvi sulla mia strada.</p>]]>
        
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    <title>Considerazioni a caldo, ma neanche troppo</title>
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    <published>2010-11-07T05:06:57Z</published>
    <updated>2010-11-07T12:26:59Z</updated>

    <summary>Ho partecipato alla tre giorni alla Leopolda da lontano per cui quello che scrivero&apos; qui e&apos; da prendere cum grano salis perche&apos; la percezione della realta&apos; italiana dal Far East puo&apos; essere alquanto distorta. Sono state scritte (almeno sul web)...</summary>
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        <name>Stefano</name>
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        <![CDATA[<p>Ho partecipato alla tre giorni alla Leopolda da lontano per cui quello che scrivero' qui e' da prendere cum grano salis perche' la percezione della realta' italiana dal Far East puo' essere alquanto distorta. Sono state scritte (almeno sul web) molte cose su questo appuntamento. Tutti sembravano avere un'idea in materia. Molti commenti e commentari sono stati dei distinguo, o delle feroci critiche. Anche io su queste colonne ho appuntato i miei motivi per i quali suggerivo di andare a darci un'occhiata. Mi chiedo pacatamente, ma non serenamente, perche' tutti questi distinguo, cosa ci sia da avere paura nelle 5.000 persone di carne (e 20.000 virtuali) che si sono riunite per tre giorni a Firenze a parlare ed ascoltare di <em>Politics</em>. Che male possono fare? Alla peggio possono essere inutili o frustrare spontanei entusiasmi. Mi sembra, ma posso sbagliarmi, che ci sia la tentazione ad essere molto conservatori e se uno propone un'ideina (che resta tale) nuova o anche vecchissima, la prima istintiva risposta non sia - dai, si, che bello - ma piuttosto - sei sicuro? ma perche'? ma percome? Forse meglio di no, pensiamoci. - Quanto siamo frustrati?<br />
Non mi fraintendete: ci sono un sacco di buoni motivi che uno puo' avere per non esserci andato. Mi vanno benissimo, e molti credo anche di capirli molto bene. La discussione Bersani si, Bersani no non credo abbia appassionato le masse.<br />
Ma torniamo alla Leopolda che non e' un'amica mia, ma una vecchia stazione, un luogo, dove delle persone si sono riunite, per chi avesse perso le <a href="http://www.andiamooltre.it/">fermate</a> precedenti.<br />
Cos'e' stata quella roba li' alla fine? Per me uno splendido e vivace <em>speaker corner</em>. Niente di piu', e niente di meno. E deve essere giudicato e analizzato in questi termini a mio parere. L'ho trovato vivo, intelligente, a volte border line, contemporaneo, veloce, non paludato, serio, divertente, emozionante e commuovente. Ad ascoltare Sergio Staino, a vedere Carla Fracci ed Edoardo Nesi, a sentire assessori e persone sconosciute mettere da parte la loro timidezza e urlare che ci sono e vorrebbero fare cose anche molto precise. In realta' i toni urlati sono quelli che mi hanno convinto di meno, ma ce ne sono stati pochissimi. Per contro non mi e' sembrato sia stato una catarsi collettiva, un piagnisteo inconcludente, una goliardata inutile, una cagata pazzesca, un evento alla Bruno Vespa, una perdita di tempo, un incontro fra reduci tristi o tra fighettume benpensante. E' stato bello vedere le sedie piene, le persone sedute per terra, le loro facce attente, e immaginare che la tensione fosse autentica e che le vere decisioni non si siano prese nei corridoi o nelle pause caffe'. E' stato un bel esercizio collettivo, piacevole. A volte entusiasmante. Addirittura, si. E' singolare che diversi commenti live sulla pagina di fb fossero - wov, le persone parlano E ascoltano. - Favoloso. Siamo al referendum solito della carta igienica nei bagni, ma va bene cosi'. Siamo banali. Ovvi. Ma evidentemente c'e' bisogno anche di questo. Dobbiamo partire dal super basic. Parlare/Ascoltare. E trasformare i corridoi dei convegni nei convegni. Su questo aspetto l'esperimento da fuori mi sembra riuscito.<br />
Dicevo. Speaker corner. Giustamento mi e' stato detto: ma che senso ha che tutti abbiano la possibilita' di parlare, ma chiunque veramente ha un'idea che e' utile mettere in pubblico? a disposizione? Tutti hanno qualcosa da dire? Ma non e' il metodo Porta a Porta o del talk show con la telefonata da casa? Ma Civati, Renzi che cosa contano alla fine, e poi perche' loro? Siamo di nuovo alla politica, res pubblica, che diventa persona. Oggi non si chiama piu' Grillo, o Vendola, ma Renzi e Civati. E poi cosa contano nel paese reale: 10 quarantenni alla fermata del tram?<br />
Rispondo in questa maniera a queste osservazioni e provo ad andare un pochino Oltre.<br />
La risponda e': dipende. Dipende da cosa e' stato e cosa sara' questo "evento". Gia' la parola mi da' una qualche allergia alla pelle. Chiamiamola banalmente Assemblea civica, o pubblica. Agora'. Open society. Anche questo e' una cosa da cui dobbiamo difenderci. Tutto e' un evento, ma poi nell'amministrazione ordinaria non funziona un fico secco. Concentriamoci su quella.<br />
E' vero. C'e' una tendenza al Maria de Filippi diffuso. Anche in politica. Chiunque va sul palco per essere tronista 5 minuti. Mai piu' senza. Anche in politica. O racconta le sue cose in pubblico con un livello di pudore pari a zero. C'e' questa tendenza al protagonismo che e' da tenere in considerazione. Ma l'assemblea di Firenze non puo' e non deve essere considerata in astratto. Contestualizziamola. Avete presente le solite riunioni di partito? o le assemblee sindacali? o quelle di istituto in un Liceo? Ecco. Iniziamo ad avere dei termini di paragone concreti e sensati. <br />
Anche durante la mia (mini) esperienza di militanza politica durante le primarie interne al PD ho visto molto questa cosa, interessante a livello sociologico e politologico. In qualsiasi assemblea politica non vi e' struttura. Non vi e' metodo. Non vi e' priorita', autorita' culturale, modo. Si e' al marasma generale e ognuno si alza in piedi e parla spesso a sproposito di cose che non conosce e non ascolta gli altri o che semplicemente non gli competono. Assemblea sull'acqua. E perche' non parliamo anche del fuoco. Assemblea su Gaza. E perche' non parliamo anche di Gerusalemme. E' su Gaza... Assemblea sulla casa. E perche' non parliamo di immigrazione. Assemblea sui cinesi in Piemonte. E perche' non parliamo dei marocchini. La confusione e' grande sotto il cielo e non ci e' assolutamente piu' ordine, struttura, scuola che tenga. Non si parla per competenza e su aspetti specifici, ma spesso si straparla in generale sull'universo mondo e sui massimi sistemi. Lo si fa nella scuola, nel circolo sotto casa, nell'assemblea organizzata nell'associazione culturale, nell'ospedale, nel quartiere. Una noia e una coazione a ripetere sempre le stesse cose rara. Le persone sembrano disabituate a parlare, a discutere ordinatamente e con rispetto della cosa pubblica insieme. Perche'? Perche' evidentemente le mediazioni istituzionali non funzionano, caro Segretario Bersani. Neanche il nostro Partito Democratico. Ma hai presente la discussione nelle segreterie della periferia dell'impero? Di quale universo <a href="http://video.unita.it/media/Politica/Bersani_ai_rottamatori_date_na_mano_1877.html">parli</a>, perche' io da dove vengo non l'ho mai visto con i miei occhi quello che dici. Rispetto si, ma per cosa? Una volta erano la scuola, il partito, il consiglio comunale, il Parlamento, l'Universita' che erano preposti a fare da mediatori. In che stato sono oggi questi meccanismi di rappresentanza? Sono in uno stato gravissimo e per questo motivo le persone non hanno speaker corners e non hanno rappresentanti veri. Perche' dobbiamo fare un corso intensivo al primo ministro che non sa piu' quanto costa un kilo di farina e non sa come si prende un tram. Per entrambi i rami del Parlamento. Viviamo in universi separati a livello sociale, che non si parlano, a volte a distanza di pianerottolo. E allora uno va a Firenze e versa il suo contributo, di 5 minuti, in parole, perche' ha bisogno di quell'ora d'aria che abbiamo nelle istituzioni totali. E poi dopo? Cosa avverra' dopo la Leopolda? Dipende. Appunto.<br />
Dobbiamo concentrarci evidentemente su questa mediazione. Che Grillo ad esempio salta, a mio parere un po' alla leggera. Non c'e' dubbio. Ma sono diversi gli ambienti chiamati in causa e non e' corretto chiederne solo a Renzi e Civati il conto. Renzi faccia in modo ad esempio che il Consiglio Comunale di Firenze sia un modello di Parlamento per il Paese. Civati faccia lo stesso nel Consiglio regionale Lombardo. La rappresentanza, il dissenso, il consenso se non rappresentati da qualche parte vanno a finire. Se non sono incalanati nei Parlamenti oggi in agonia a ogni livello stiamo freschi. La tendenza allo stra potere decisionista dell'esecutivo che fanno di figure come Sergio Chiamparino l'uomo nuovo devono essere corrette. Ma i Parlamenti, a ogni livello, devono funzionare. E per farli funzionare non basta dimezzare gli stipendi o il numero di componenti di Camera e Senato. Inoltre la competenza deve essere usata. La societa' italiana e' abituata a pensare che tutti possano e devano fare il Presidente del Consiglio o il Ministro dell'Economia o della Scuola. Anche qui manca la mediazione. Lo si fa per competenze. E non per santita' o perche' il rappresentante e' moralmente e antropologicamente diverso da chi rappresenta. Ma perche' e' preparato, ha dei contenuti, una visione di medio periodo, degli strumenti, culturali e non solo. Fino a quando ci sara' questo populismo che tutti possono fare qualsiasi cosa saremo in grave pericolo. Tutti lo possono fare e devono concorrere a poterci rappresentare, sia chiaro. Ma che vengano selezionati in base alla competenza. Non all'umore. Alle conoscenze. Non perche' hanno un bel visino. O entrano nel casting al momento giusto.</p>

<p>Ultime considerazioni rispetto ai rischi dell'operazione. </p>

<p>- Montarsi la testa. Contarsi e contare e' importante. Vedere 25.000 persone entusiasmarsi per la Leopolda e' bello e salutare. Evitiamo pero' di sovra stimare le nostre forze. Forse sono solo 25.000. Nel senso che sono tutti li'. Forse meno. Forse molte di piu', alcuni milioni. Ma sicuramente non sono 30 milioni di persone. Per cui bisogna lavorare e studiare per venire fuori. Per diventare egemonia culturale. E per contare nelle varie istituzioni. Sapendo chi siamo, quanti siamo, da dove veniamo, dove andiamo, cosa portiamo e cosa vogliamo. E' una buona strada, e la preferisco al meno peggio con i remi in barca diffuso. Aspiro e pretendo un giorno di potermi entusiasmare di andare a votare.</p>

<p>- Populismo/personalismo. Evitiamo di fondare un nuovo micro partito. Mettiamo energie in quelli che ci sono gia' in opposione alle destre del Paese. Rivoltiamoli come un calzino se necessario  e se ne avremo la forza e i numeri. Teniamoli insieme. Uniti. Che non sia il movimento di Renzi, o di Civati o di pincopallo. Facciamo come Marcos, che per vari motivi non mostrava mai il suo viso in pubblico. Tutti noi possiamo essere il subcomandante. </p>

<p>- La rete sia una strada. Non La strada. Si facciano esperimenti di e-democracy dal basso. Ne abbiamo le competenze e puo' essere divertente, interessante, positivo, cruciale. Per allargare la partecipazione ed evitare un pochino la delega in bianco ai nostri rappresentanti. Ma non pensiamo che il virtuale faccia scomparire il resto, che e' molto concreto e rilevante. E personalmente non sono a favore di un referendum collettivo via web permanente sulle politiche pubbliche. Troppe persone ne sarebbero escluse ed e' bene che fare politica sia, come diceva Weber, una professione. Non una carriera. Che e' ben diverso. La mediazione, il processo, la procedura sono importantissimi e la storia degli Stati/Nazione ce lo insegna. Il partito dell'Uomo qualunque ci da' anche qualche consiglio su cosa evitare magari.</p>

<p>- Lasciarli soli. Quello che a mio parere viene fuori molto poco e' che il nostro Pippo, vera mente di tutta questa storia, non deve essere lasciato solo. Perche' nessuno fa il vittimista, ma se poi tutti lo mettono in un cantun (angolo, in piemontese) o lo usano giusto come una locomotiva per fare il grande balzo tutti bravi a fare i criticoni. E poi gli diciamo pure che e' vanitoso. Ma quando mai! Rischia caso mai di essere solo. Troppo solo. E tutte le persone che credono in quello che lui (e molti altri) sta cercando di portare avanti spesso a sue spese e molto faticosamente (che non sono solo i suoi 25 e-elettori di manzoniana memoria) gli diano una mano. Non lasciamolo solo. E la mano, caro Segretario Bersani, sei tu che la devi dare. A lui. E al Paese. Perche' il tuo lavoro, il segretario appunto, e' un servizio. Anche per chi mette le proprie intelligenze e vite a disposizione di un'Italia migliore.</p>]]>
        
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