"L'elezione per acclamazione (...) non è democratica, è la più radicale antitesi della elezione democratica. E' la maniera, che dopo Max Weber non dovrebbe avere più segreti, con cui i seguaci legittimano il capo carismatico; un capo che proprio per essere eletto per acclamazione non è responsabile davanti ai suoi elettori. L'acclamazione, in altre parole, non è una elezione, è un'investitura. Il capo che ha ricevuto un'investitura, nel momento stesso in cui la riceve, è svincolato da ogni mandato e risponde soltanto di fronte a se stesso e alla sua emissione. Possibile che il congresso che ha compiuto un tale atto, e l'onorevole Craxi che l'ha accettato, non si siano resi conto dell'errore madornale che stavano compiendo, soprattutto nel momento in cui il partito socialista e il presidente del Consiglio che lo rappresenta sono accusati, a torto o a ragione, di tendenze autoritarie?"
Norberto Bobbio, La democrazia dell'applauso, La Stampa, 16 maggio 1984. Ieri.