Novembre 2009 Archives

Ma sarà vero?

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Dopo Miss Italia avere un papà nero magari sarà anche vero, ma poco probabile nel breve periodo. Sembrano secoli da quando i Pittura Freska suonavano questa canzone a San Scemo. Con la stesso scetticismo in corpo mi sono trovato davanti oggi, nella Milano che conta, tra reponsabili di grandi aziende di comunicazione e grandi editori, ben tre persone che mi hanno spiegato che i libri spariranno, le riviste pure, i pezzi di carta figuriamoci. Per cui l'unico mezzo nell'immediato futuro sarà internet e chi lo sopporta/supporta: kindle, lap top, iPhone, etc. Cercando di capirci qualche cosa di più per loro mi sono chiesto se è poi vera sta storia. E quanto è lontana soprattutto. Vedevo nella mia testa passare i modem a 56 k di cui Pippo ampiamente racconta e mi domandavo: quanti di voi e dei vostri amici 1: sanno cos'è un kindle; 2: sanno dove acquistarlo; 3: l'hanno acquistato; 4: si scaricano o leggono un quotidiano e/o una rivista (non dico un libro intero) interamente in pdf tramite abbonamento online. Sono io il marziano o loro parlano di un paese altro? Non eravamo noi la BandaLarga? I am confused. Poi mi leggo Eco e vado alla Fiera del libro di Torino (maggio 2009) dedicata interamente all'e-book. Peccato che non ci sia uno stand dico uno dove lo vendano. E poi cerco dei libri che potrei leggere in italiano su un diavolo di kindle. 3. Di numero. Non sarà una moda sta storiella che ci raccontano? Io non lo so proprio, ma si può verificare e parlarne con cognizione di causa e non per sentito dire? A proposito di futuro. Leggere farà ancora parte del nostro futuro, no? Sono diventato improvvisamente troppo miope e troppo poco fantascientifico?

La banda si al-larga

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Visto che noi non si scherza e per rimanere sul pezzo senza perdere tempo segnalo due iniziative sponsored by La BandaLarga. La prima: Sabato 28 novembre a Pisa, presso il circolo ARCI Pisanova, in Via Frascani, 1, dalle 10 alle 16. Qui tutte le info. La seconda a Torino, Domenica 29 novembre presso il Teatro Orfeo, Via Sant'Anselmo 34, ore 19.15. Qui il volantino. E qui un'anteprima video.

Giovani sperimentati

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Nel caso ve li foste persi. Età media 41 anni. Perché chiamarli giovani? A Sparta o anche solo i mille, o i partigiani, qualcuno li avrebbe mai chiamati ggiovani? E avevano almeno 15 anni in meno. Uomini e donne. No, era già preso dalla De Filippi, mi ero distratto. Via PD. Con delle mini biografie. Leggere anche i responsabili dei forum, please. Il nuovo che avanza. Siamo contenti? Se avete delle info in più sui singoli aggiungeteli nei commenti. Grazie.

Hardcòre

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Non ho più scritto dopo sabato per impegni di lavoro. Ad hardcòre ho incontrato parecchie persone che meritavano la levataccia, la nebbia tipo latte, il freddo, l'attraversamento del Far West. La Banda larga è partita. Ed essendo copy left già alcune idee ce le hanno - diciamo - imitate. Benissimo. Noi siamo per il file sharing. Chi "voi" direbbe qualcuno. Noi, nessuno, come diceva Ulisse. Siamo virali. E ci moltiplichiamo facile, orizzontalmente e non gerarchicamente. Stay tuned.

Anche con loro

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Domani (cioè, tra poche ore) ci saranno anche loro. Imperdibili. Mi chiedono se merita venire ad Arcore. Eccerto che merita. Qui sul nucleare. Non è questo il futuro? A domani.

Sottomarini, piombini, lingottini, cittadini e non sudditi, giovane Italia pensante e concludente, membri del pd e clienti del DP, precari, allievi e maestre, ricercatori non ricercati, lavoratori e scansafatiche, belli e brutti, tristoni ed entusiasti, artigiani, politici e non politicanti, specialisti del faccio cose, vedo gente, nerds tremendi del web, belle teste, amministratori e non amministrati, ecologisti con la lavatrice a pedali, tamarri di periferia, militanti, perturbati dalle città viste dal basso, nonni ancora vigili e giovani dentro, provinciali di frontiera e metropolitani underground, musici, ciclisti, scienziati sociali e meno sociali, cooperanti, prufessur, antipolitici, barboni e gonne a fiori, intellettuali da salotto, illustratrici, ggiovani e professionisti della società civile, barbari, migranti, pendolari, don chisciotte di tutti i tempi, quelli del regionale delle 7.40, del tamarindo e del latte e menta, cools, trendies and sfigao, expatriates, disoccupati e fuori corso, sempre di corsa e ritardatari: Fermatevi.

Sicuramente almeno una volta non vi siete sentiti rappresentati. Almeno una volta avete aperto un giornale e un sito di informazione e l’avete trovato vuoto, perso il tempo e perso l’euro per comprarli. Almeno una volta non avete seriamente capito l’entusiasmo per entrare in un organigramma. Almeno una volta nella cabina elettorale (se ci siete andati) vi siete vergognati della vostra crocetta o non sapevate dove metterla. Almeno una volta avete sentito la radio e il tiggì e vi siete chiesti: ma chi se ne frega? Almeno una volta in treno vi siete chiesti: ma cosa pensa questa qui della politica? Almeno una volta nelle pagine di politica o nelle aule di scienze politiche non avete trovato nulla di politico che non fosse CHI fa cosa e non COSA fa. Almeno una volta vi siete addormentati ad un’assemblea pubblica, non avete per nulla capito i non detti perché non li hanno detti, vi siete annoiati a morte a sentire nomi di persone improponibili che dicevano di rappresentarvi. Almeno una volta avete pensato che i partiti altro non facciano che le agenzie di collocamento. Almeno una volta avete pensato: ma quelli che hanno la mia età dove sono? Cosa fanno? Qui sembra di essere in coda all’INPS. Ancora lui?!! No, non ci posso credere, credevo fosse passato alla pace perpetua.

E almeno una volta vi siete domandati: ma perché la sinistra non fa questo? Ma perché la sinistra non fa quello? Ma possibile!? Ma perché anche noi così? Ma perché anche qui tutti sti squali narcisi? Ma perché non si informano? Ma perché non mi chiedono? Ma perché questi mediamente e un pochino più intelligenti si sentono dei geni? Chi frequentano? Ma lo sanno che a canicattì c’è uno figo che non se la mena che fa così e colà. Ma perché non si parla di migranti in maniera seria e del nostro vicino Mohamed ma solo di quelli che ti vogliono stuprare e far saltare per aria? Ma perché non si discute di opere pubbliche e di privatizzazione delle acque? Di case popolari, di periferie e di rendite fondiarie? Ma perché il welfare in Italia è quello dei nonni, delle pensioni e non di tutto il resto di cui si parla in qualsiasi altro paese europeo? Ma perché del piano casa parla solo er Presidente e noi abbiamo tutti un mutuo o un affitto da pagare che è più del 60% del nostro stipendio precario? Perché vostro fratello deve andare sulle montagne dell’Afghanistan e non deve restare su quelle del Monviso o di Asiago? Noi essere coresponsabili dell’apartheid di Gaza? Vostra figlioletta piccina non avere un posto all’asilo, la vostra compagna un posto in graduatoria per fare l’insegnante di fisica, un giardinetto dove non morire per andare su uno scivolo? Voi un lavoro che non scade come lo yogurt? Perché si parla di altro e non si parla del futuro?

Bene. Vi siete fermati. Avete letto. Avete annuito silenziosamente con la testa. Avete già perso 2 minuti buoni. E ora? Che logorroici sti qui. Quanto scrivono! Ne hanno di tempo da perdere!

No. Non ne abbiamo. Voi? E allora appuntatevi questo in agenda: 21 Novembre 2009, Arcore (MI), Cascina San Giovanni Peg Perego, Via Alcide De Gasperi 50. Dalle 10 alle 17. E’ un sabato. Suvvia. Il prossimo, quello che viene. Con Pippo Civati, Francesca Terzoni, Tito Boeri, noi e tanti altri. Invece di andare all’IKEA.
Di seguito l’invito scritto da chi ha messo sù, dal basso, l’iniziativa.
Scrivetemi se intendete venire.


La «banda larga». : il nostro paese, i suoi giovani, i suoi cittadini
Assemblea pubblica e democratica
Arcore, 21 novembre 2009, ore 10-17

«Noi siamo il PD, non abbiamo bisogno di una corrente, noi siamo quelli che il PD lo vogliono fare davvero» scrive Simone sul blog di Giuseppe Civati.
E noi ripartiamo da qui e come promesso restiamo sul pezzo.
Nessuna corrente, solo idee e “cose da fare”, a servizio del Pd e della sinistra italiana.
In molti lo chiedono, nelle piccole e medie comunità di questo Paese. Lo chiede una generazione che non si sente rappresentata, lo chiedono le persone che credono in una politica aperta e condivisa.
È questo il tempo di non disperdere le energie accumulate, le reti e le relazioni, le idee condivise.
È arrivato il momento di rimettere le mani sui nostri progetti e dargli impulso, vitalità e concretezza.
Insieme e sullo stesso piano, come insegna l’esperienza di MoveOn, come abbiamo sempre sostenuto di voler fare, con uno sguardo tutto diretto alla società e ai cittadini.
Ripartiamo da un’assemblea di democratici (giovani e non), in cui discutere di come farlo, insieme.
Ci vediamo, quindi, sabato 21 novembre alle ore 10 presso la Cascina San Giovanni della Peg Perego, in via Alcide De Gasperi 50, ad Arcore.
Passaparola a chi credi voglia prendere parte, inoltre tra qualche giorno invieremo il programma della giornata nel dettaglio.
L'ingresso è, ovviamente libero e democratico.

Nomi e cognomi

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I nomi degli eletti. Siamo soddisfatti del nostro contributo? Da l'Unità.

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