Settembre 2009 Archives

Corriere della Sera, sabato 26 Settembre 2009, p. 13.
"Massimo D'Alema e Pier Ferdinando Casini al convegno "Gli eroi di Kabul e la politica estera italiana", organizzato dalla Fondazione Liberal. "Su politica estera, cittadinanza ed economia io, D'Alema e Pisanu abbiamo una visione comune" ha detto il leader centrista. Il nostro: "in Parlamento c'è una evidente convergenza con il partito di Casini (...) Noi e l'UDC votiamo sempre nello stesso modo".
Quando la smetteremo di dire che è tanto intelligente? Cosa deve ancora dire, fare, il nostro geniale promotore della Bicamerale con bagno?

Non so voi, ma tra il discorso del Presidente degli Stati Uniti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la retorica insopportabile sui morti a Kabul, l'incontro tra Abu Mazen e Netanyahu, l'elezione di Barroso alla Commissione Europea, mi sono chiesto se il nostro paese ha una politica (estera). Mi sono accorto ingenuamente che la risposta era nella domanda. No. Di Frattini non parlerò, ma Bersani, Franceschini e Marino hanno qualche cosa da dire? La globalizzazione è una bella parola se poi tanto non si parla mai di cosa c'è al di là del mare e delle Alpi. Visto che dire qualcosa di sinistra sembra oramai ardito, dire semplicemente qualcosa?

Forza Giuseppe!

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A noi i "figli di" hanno iniziato veramente a stufare, ma Giuseppe oggi ci sta un sacco simpatico.Tutti a Valcerrina!

Non sono pochini?

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So che si tratta di dati parziali e che la maggior parte delle assemblee di circolo si terranno tra il 25 e il 29 di settembre, ma a me il 38,5% degli iscritti aventi diritto che vota mi sembra un numero bassino. Giusto per non esagerare con gli entusiasmi, ricordo che gli iscritti al PD a livello nazionale sono 820.607. Per rendere la cifra più comprensibile, in Piemonte se continua questo tipo di affluenza, vuol dire che voteranno circa 9000 persone tric e branca. Il 50 + 1 sono 4501 persone che decidono chi farà il segretario. E poi ci si stupisce di essere ombelicali e autoreferenziali. E alla luce di tutto ciò c'è chi ci spiega ancora che le primarie aperte sono una bestemmia.
Effettivamente hanno ragione loro, i numeri sono da bocciofila.

Principi Fondamentali.
Art. 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Titolo II. Il Presidente della Repubblica
Art. 87 (...) Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Su Sanaa Dafani leggeremo un sacco di commenti violenti, fuoriluogo e impropri. Renzo Guolo, come spesso fa, scrive parole molto precise su La Repubblica di oggi (p.1 e 13). In sintesi qualche pillola: "nell'analizzare simili fatti, più che di islam, si dovrebbe parlare di musulmani, con i loro diversi modi di vivere la fede e i loro comportamenti concreti." (...)
"I terribili colpi inferti a Sanaa e Hina devono indurre, dunque, più che a irrealistiche chiusure (...) ad un'azione politica e sociale che spezzi la claustrofobia comunitaria; che li metta sempre più in relazione con gli italiani. Non basta che questo accada nella sfera del lavoro (...). Quello che serve è l'interazione nella sfera culturale, nel vissuto quotidiano, negli spazi sociali che vanno condivisi. Perchè, anche se lentamente, le culture mutano quando interagiscono tra loro."

From Naples

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Domanda da un neo iscritto al Partito Democratico, professore universitario di filosofia del diritto all'università di Napoli: - Ma vi rendete conto che l'appoggio di Bersani a Bassolino è una catastrofe?" - - Ce ne rendiamo conto - dico io. Sì, ma poi? Che facciamo?

Written by an Israelian citizen who refused to serve in the Army

Holocaust memorial day, telaviv-Yaffa, 2009

6 million Jews
are a heavy burden
for one child to carry.
6 million stories
cannot be told in a lifetime.
6 million loved ones killed
would hurt anyone
to hear of.
How the world hated you.
Or people like you.
How unsafe to be different,
to speak your mind
or live by your beliefs.
I ache but even all the tears
in my body cannot bring back
6 million

Jews

are used
to make more children afraid.
To excuse
the power their leaders abuse
when they settle

their affairs.


Today I feel
1 Palestinian girl's pain
silenced by the world
because of "my" 6 million.
They buy her useless gifts
to make up for
the broken homes the
victims of the victims
lost.
It would scare anyone to hear of.
How the world forgot you.
Or people like you.
How easy to disregard lives taken.

Today I cry for many millions
of lives taken and whisper:

you are not forsaken
YOU are not forsaken
you are not forsaken
you are NOT forsaken
you are not forsaken
you are not forsaken...


Say it. Times 6 million.

Ci avevano spiegato che i DS e la Margherita avevano fatto il loro tempo. Si sapeva che non avrebbero avuto alcun possibile futuro. Ci avevano spiegato che l'Ulivo andava bene (vedi simbolo, è rimasto un ramoscello tra la P e la D) e l'Unione un po' meno. Che il PCI e la Democrazia Cristiana non c'erano più e che il muro, quello di Berlino, era caduto. Ci avevano detto che la fusione a freddo non aveva funzionato. Che la Prima Repubblica dopo Tangentopoli era definitivamente finita. Ci avevano illuso che si stava costruendo un partito nuovo e non un nuovo (ennesimo) partito.
E ora qual'è l'orizzonte, il futuro prossimo? Torniamo ai DS. W Bersani. Beh, certo, ovvio. Ripartire dal via senza ritirare i 20 euro. Diamo un senso a questa storia, recente. Appunto.

Questa proposta ci piace un sacco. Come si dice dui cadreghe in ferrarese e in piacentino?

Oggi Moni Ovadia sull'Unità rilancia l'idea di Claudio Martini di un partito colto (pagina 48, ultima, n.d.r.). Per ovvie ragioni sfonda una porta non aperta, ma spalancata. Siamo a Lapalisse però, rendiamocene conto, ci dobbiamo battere per un partito dove le persone e i dirigenti sappiano leggere e scrivere. Wov, che radicali! Siamo allo stesso livello di Cesare Damiano che spiega ai giovani democratici piemontesi che ha scelto Dario Franceschini perchè con lui in direzione nazionale si sceglie per alzata di mano.
Peccato che poi su La Stampa si legga questo . E la denuncia viene proprio da un Assessore alla Cultura. Chi ne è il responsabile? Anche l'accountability è cultura. No?
Spero che Pippo scriva anche lui cosa ne pensa.

Se degli operai salgono su una gru mettendo a rischio la propria vita per farsi notare e non usano il sindacato nel senso più tradizionale come veicolo di protesta, il problema sono loro o il sindacato? Sergio Cofferati insiste. Non mi sembra capire. Per la serie: si stava meglio quando si stava peggio. In caso contrario, cosa mi sfugge?

La polemica sul no al confronto tra i tre candidati alla segreteria nazionale mi sembra indicativa di come, anche se le classi dirigenti di sinistra di questo paese non saranno spazzate via dalla cronaca, probabilmente lo saranno dalla storia. Peccato che non se ne rendano ancora conto. Qui la nostra legittima, lapalissiana rivendicazione. Certo che se bisogna battersi per avere un confronto pubblico siamo ben messi va...e poi ci stupiamo che le persone non ci votano. Bah.

Sapete quanti sono gli iscritti al Partito Democratico in Piemonte? 21.990. Di questi una buona metà sono tra Torino e cintura, provincia. Sapete quanti sono gli abitanti tric e branca? 4 milioni e 400.000 persone. Ovviamente gli aventi diritto al voto sono molti meno, ma questi due dati grossolani non bastano per mettere qualche punto fermo? Quale?

Trova l'intruso

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Credo ci sia un motivo per cui chi è a capo di un partito si chiami segretario e non presidente, o capo, o simili. Una delle ragioni che mi paiono più ovvie è che colui che ricopre tale carica sia a servizio del partito e quindi degli iscritti. Per questa ragione credo che anche chi faccia (solo) il segretario regionale di un partito grande, come ha l'ambizione di essere il Partito Democratico, sia a servizio degli iscritti nella propria regione di appartenenza (e se possibile di residenza). Senza sapere nè leggere nè scrivere credo, correggetemi se sbaglio, che avere un tale incarico sia un lavoro vero, full time per intenderci.
Ora, quando alla domanda dal pubblico sul cumulo dei mandati viene esplicitamente risposto che per carità, proprio per rendere meglio un servizio, il tal dei tali manterrà anche il suo posto da deputato, cosa bisogna ribattere? Di chi si parlerà mai? Vi sembra un atteggiamento serio, credibile e corretto?
Tutto ciò e successo mercoledì 9 settembre ad Alba, Palazzo dei Congressi, Piazza Medferd, Festa Nazionale degli EcoDem verso le 20. Nel caso poi ci spiegassero che non era vero niente.

Il PD annoia

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Qui Luca Sofri spiega perchè non parla più di Civati, Serracchiani, piombini e compagnia. Il dibattito (parola grossa in effetti) congressuale lo annoia. Ognuno è libero di fare quello che vuole ovviamente, ma a me sembra che così non vale.

Ipse dixit: Sergio Chiamparino. Sembrerebbe. Da verificare. Da Torino Cronaca.

Anche se il Segretario Franceschini ha detto di no, noi insistiamo. Insieme a Pippo. Qui l'ANSA di sabato, scomparsa dai giornali:
«Un confronto diretto tra i candidati alla segreteria del Pd, Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino a Firenze il 20 settembre. È la proposta del 'piombino' Giuseppe Civati, fatta nel suo intervento all'Assemblea dei Mille in corso oggi a Roma. Civati propone «un confronto sincero tra tre candidati alla segreteria dello stesso partito, che si sono confrontati solo al Lingotto il 27 giugno scorso, prima dell'avvio della campagna congressuale in una piazza cittadina, non metaforica, ospiti di un sindaco giovane e innovativo, in una domenica di settembre». «Una proposta - aggiunge - per far crescere in qualità il dibattito e aprirlo all'interlocuzione con il Paese, lontani dal politicismo che ancora ci affligge».

E' ufficiale. Si veda Il Riformista di ieri.

Aderiamo

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Quel comunista di Fini

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In questi giorni in cui si parla tanto di diritto di voto agli immigrati qualcuno fa notare al Presidente della Camera dei Deputati che in Italia vige una legge sull'immigrazione che porta anche il suo nome? Lui ha scritto solo la parte intelligente? E di grazia, qual'é?
Difficile che Turco o Napolitano possano commentare, essendo anche loro gli inventori della legge quadro di prima che, tra le tante, ha imposto la creazione dei C.p.t., ora C.i.e., quelli che il grande giurista Amato nel programma dell'Unione voleva che superassimo... Si è rotto il motore?

Togli il disco rotto

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E' ufficiale. Ora ai grandi (oddio...!) leaders del Partito Democratico hanno spiegato che bisogna dire che durante questa fase pre congressuale è bene ricordare che non si parla di niente, che si doveva fare una congresso a temi, che si è troppo ombelicali. Peccato che per dire questa cosa ci mettano 15 minuti almeno in un dibattito di un'ora. E se iniziassero anche loro a dire qualcosa, prima che qualcosa di sinistra? Loro non fanno parte del partito?

Non fatevi del male. Così dicono le nonne premurose quando i bimbi giocano (o litigano). Alcuni esponenti del Partito Democratico, forse anche perchè in età da nonni, propongono lo stesso per il dibattito congressuale. - Unità. - -Non dobbiamo essere un partito litigioso.- Dicono.
D'accordo. Ma la precisione impone che tra litigioso ed ipocrita ci sia una differenza. Il dibattito congressuale deve essere vero e radicale o non sarà. Qui come al solito vanno bene le americanate, ma non il modello americano, che è una cosa seria, di poteri forti che si contrappongono. Non di miele che fa venire la carie. Ora Barack Hussein Obama e Hillary Clinton lavorano nel medesimo esecutivo, ma ieri, durante le primarie, si dicevano queste cose.
Questo è un confronto civile. Hard talk. Botte da orbi insomma. Metaforicamente. Sulle idee. Ma nella forma dei gran signori/e.

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