Ecco altre frasi selezionate da autori diversi...Nessuno si butta a indovinare? Forza e coraggio!
11) "Ciò che ho imparato sulla montagna solitaria tutta l'estate, la visione del Picco della Desolazione, ho cercato di portarlo giù al mondo e agli amici di San Francisco, ma loro, coinvolti nelle strette del tempo e della vita, anziché nell'eternità e nella solitudine delle nevose rocce montane, avevano una lezione da impartirmi a loro volta".
Parole chiave: solitudine, Picco della Desolazione, San Francisco.
12) "Parlava con accidentata violenza, scortecciando le parole, pareva che le schegge di quello scortecciamento rimbalzassero secche, ferenti, contro la griglia dell'apparecchio. La voce pitched, ispirata non sapevi se dal disprezzo per i suoi antichi compatrioti o dall'odio mortale per i tedeschi: tutto per lui era facile, immediato, definitivo, mortale".
Parole chiave: "Scorteccio le parole, aride schegge adatte al fuoco", cantavano i CSI di Linea Gotica citando questo brano…
Particolari su cui riflettere: l'uso di vocaboli inglesi - pitched - inframezzati all'italiano.
13) "…Da trentacinque anni vivo soltanto nelle cantine, non faccio volentieri il bagno, anche se il bagno ce l'abbiamo subito accanto all'ufficio del capo. Io, se facessi il bagno, io mi ammalo subito, io con l'igiene devo andarci cauto e graduale, perché lavoro solo a mani nude, così a sera mi lavo le mani, io lo so, se mi lavassi le mani più volte al giorno, allora mi screpolano i palmi, ma a volte, quando mi prende il desiderio dell'ideale greco del bello, mi lavo un piede e a volte anche il collo, un'altra settimana mi lavo poi l'altro piede e un braccio, e quando vengono le grandi feste cristiane, allora mi lavo anche il petto e le gambe, ma questo lo so da prima e mi prendo una compressa di harburn, perché mi viene il raffreddore da fieno, anche se fuori cade la neve, e questo io lo so.".
Parole chiave: da trentacinque anni vivo soltanto nelle cantine.
14) "Ci sono fiche che ridono e fiche che parlano; ci sono fiche pazze, isteriche, a forma di ocarina e ci sono fiche lussureggianti, sismografiche, che registrano il sorgere e il calare della linfa, ci sono fiche cannibalesche che si spalancano come le mascelle della balena e ti ingoiano vivo; ci sono anche fiche masochistiche che si chiudono come ostriche e magari dentro hanno un paio di perle, ci sono fiche ditirambiche che danzano ad ogni avvicinarsi del pene e si bagnano tutte d'estasi; ci sono fiche a porcospino, che lanciano gli strali ed agitano bandierine sotto Natale; ci sono fiche telegrafiche che sanno l'alfabeto Morse e ti lasciano la mente piena ti linee e di punti; ci sono fiche politiche, sature di ideologia e che negano persino la menopausa, ci sono fiche vegetative che non reagiscono, a meno che tu non le strappi dalla radice; ci sono fiche religiose che odorano di Avventista del Settimo Giorno e sono piene di rosari, vermi, conchiglie di vongole, cacarelli di pecora e a volte croste di pane secco; ci sono fiche mammifere, rivestite di pelle di lontra e che vanno in letargo nei lunghi mesi invernali; ci sono fiche da crociera, attrezzate come panfili, che van bene per i solitari e gli epilettici; ci sono fiche glaciali che possono ricevere stelle filanti senza provocare alcun guizzo, ci sono fiche miscellanee, che non si lasciano né classificare né descrivere, e che s'incontrano una volta nella vita e che ti lasciano bruciato e marcato; ci sono fiche fatte di gioia pura, le quali non hanno né nome né antecedente e queste sono le migliori di tutte, ma dove sono andate a finire?"
Suggerimenti: ma vogliamo scherzare?
15) "Questo popolo, che tanto si aspetta dal cielo, guarda ben poco in alto dove si dice che sia il cielo. La gente va a lavorare nei campi, la gente, nei villaggi, entra ed esce dalle case, va nell'orto, alla fonte, si accoccola dietro a un pino, solo una donna sdraiata su della stoppia con un uomo sopra di sé crede di vedere qualcosa passare nel cielo, ma pensa che siano visioni di chi sta godendo tanto. Solo gli uccelli, curiosi, volano e chiedono, girando intorno alla macchina ansiosamente, che è, che è, che sia questo messia degli uccelli, a paragone, l'aquila non è che un San Giovanni Battista qualunque, Dopo di me viene quello che è più forte di me, la storia dell'aviazione non finisce qui".
Suggerimenti: stile denso e complesso, umorismo corrosivo.
16) "Infine ella aggiungeva che per me sarebbe stato molto pericoloso sposarla e che sarebbe stato più bello per lei e più conveniente per me averla come amante. Che come moglie! Così infatti la sola forza dell'amore e non il vincolo del matrimonio ci avrebbe unito! E poi noi stessi, dovendo stare separati per qualche tempo, avremmo goduto più intensamente le rare gioie dei nostri fuggevoli incontri".
Suggerimenti: pensare alle più celebri coppie di innamorati…
17) "Dirò di più. Lungi dallo scandalizzarmi, l'idea di ricavare un cosmetico da un escremento, ossia aurum de stercore, mi divertiva e mi riscaldava il cuore come un ritorno alle origini, quando gli alchimisti ricavavano il fosforo dall'urina. Era un'avventura inedita e allegra, e inoltre nobile, perché nobilitava, restaurava e ristabiliva. Così fa la natura: trae la grazia della felce dalla putredine del sottobosco, e il pascolo dal letame…"
Parole chiave: fosforo.
18) "In quel tempo fuori dai cardini egli doveva non trovare bensì inventare di nuovo la condizione del primo uomo. Non dimora di una fonte dell'eterna giovinezza, ma fonte essa stessa, l'Isola poteva essere il luogo dove ogni creatura umana, dimenticando il proprio sapere intristito, avrebbe trovato, come un fanciullo abbandonato nella foresta, un nuovo linguaggio capace di nascere da un nuovo contatto con le cose. E con esso sarebbe sorta l'unica vera e nuova scienza, dall'esperienza diretta della natura, senza che alcuna filosofia l'adulterasse (come se l'Isola non fosse padre, che trasmette al figlio le parole della legge, bensì madre, che gli apprende a balbettare i primi nomi)".
Parole chiave: l'Isola.
19) "La vita dell'uomo dura in media ottant'anni. Ed è pensando a questa durata che ciascuno immagina e organizza la propria vita. Tutto ciò è risaputo, ma raramente ci rendiamo conto che il numero degli anni che ci è assegnato non è un dato meramente quantitativo, una caratteristica esteriore (come la lunghezza del naso o il colore degli occhi): fa parte della definizione stessa di uomo. Colui che potesse vivere, nel pieno delle forze, il doppio di tempo, cioè all'incirca centosessant'anni, non apparterrebbe alla nostra stessa specie. Nella sua vita tutto sarebbe diverso, l'amore, le ambizioni, i sentimenti, la nostalgia, tutto. Se un esule, dopo vent'anni vissuti all'estero, tornasse al paese natale avendo davanti a sé altri cent'anni di vita, non proverebbe affatto l'emozione di un Grande Ritorno, probabilmente per lui non si tratterebbe neppure di un ritorno, ma di una delle molte svolte nel lungo percorso della sue esistenza".
Parole chiave: nostalgia, esule, ritorno.
20) "Così, nessuno di noi due sarà vivo quando il lettore aprirà questo libro. Ma mentre il sangue pulsa ancora nella mano che uso per scrivere, tu sei parte della benedetta materia quanto lo sono io, e posso ancora parlarti da qui all'Alaska. Sii fedele al tuo Dick. Non lasciarti toccare dagli altri. Non parlare con gli sconosciuti. Spero che vorrai bene al tuo bambino. Spero che sarà un maschio. Spero che quel tuo marito ti tratti sempre bene, altrimenti il mio spettro si avventerà su di lui come fumo nero, come un gigante forsennato, e lo dilanierà nervo per nervo".
Suggerimenti: un celebre finale d'una celebre storia…
21) "Erano venute le otto. Così se n'era disceso passo passo, bicicletta a mano, assonnato dalla vigilanza notturna, studiandosi evitare con le suole e con i pneumatici la fianta verdastra e pillaccherosa spappata dalle vaccine lungo la stradicchia tutta ciottoli che sfocia nell'agorà del paese, al cantone del tabaccaio. Lì, sulla porta proprio della botteguccia, diede del naso nel commerciante, il quale, trafelato ed esausto, aveva lasciato il cugino-aiuto un po' discosto a guardia del sacco, e stava per entrare e chiedere che «gli venisse servito un tamarindo », dopo lunga lotta con se stesso. S'era anche levato il colletto d'amido, che teneva ora in una mano e che appariva infradiciato dal sudore e tinto dal verde anilina della cravatta".
Suggerimenti: la descrizione quanto mai precisa e desuetamente "barocca".
22) "Egli avrebbe potuto tentare ancora, tentare tutte le probabilità: la fatalità esteriore non esiste. Ma c'è una fatalità interiore: arriva un minuto nel quale ci si sente vulnerabili, e allora, gli errori attirano come una vertigine".
Parole chiave: linguaggio essenziale, scrittura veloce. Siamo al punto di non ritorno di questo snello romanzo.
Un altro gioco letterario più o meno simile a quello degli incipit, prevede di leggere una frase scelta da un libro e di cercare di indovinare l'autore e se possibile anche l'opera da cui è tratta. Non è poi così difficile!
Ecco i primi dieci esempi sui quali ci si può soffermare…
Anche qui la soluzione tra qualche tempo…
1) "Flash bianco - maciullati gridi di insetti. Mi svegliai con in bocca il metallico sapore del ritorno dai morti lasciando una scia dell'incolore odore di morte placenta rinsecchita scimmia grigia fitte fantasma di amputazione".
Parole chiave: insetti, scimmia.
Particolare su cui riflettere: lo stile caratteristico del cut up.
2) "Persino da un banco di imputato è sempre interessante sentir parlare di sé. Durante le arringhe del P.M. e del mio difensore si è effettivamente parlato molto di me, e forse più di me che del mio delitto".
Parola chiave: delitto.
Particolare su cui riflettere: lo stile asciutto ed essenziale.
3) "Per quanto riguarda i libri sono molto simili ai nostri libri, solo che le parole sono scritte nel senso contrario. Lo so, perché io ho messo un libro davanti allo specchio e dall'altra parte hanno messo un libro davanti a me".
Parola chiave: specchio.
Suggerimenti: amore per i giochi di parole e per la matematica.
4) "…Non posso fare a meno di dubitare che esistano altre autentiche realizzazioni del nostro io più profondo che non siano la guerra e la malattia, questi due infiniti dell'incubo.
La gran fatica dell'esistenza non è forse insomma nient'altro che questo gran darsi da fare per restare ragionevoli venti, quarant'anni, o più, per non essere semplicemente, profondamente se stessi, cioè immondi, atroci, assurdi. L'incubo di dover sempre presentare come un piccolo ideale universale, un superuomo da mane a sera, il sottouomo zoppicante che ci hanno dato".
Parole chiave: guerra, malattia.
Particolare su cui riflettere: lo stile ferocemente critico.
5) "Per disperato che possa sembrare, non abbiamo altra scelta: dobbiamo ritornare all'inizio, bisogna rifare tutto da capo, tutto ciò che è deve essere distrutto".
Parola chiave: ?
Suggerimenti: qui l'autore ricostruisce le radici perdute della storia americana.
6) "Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia d'inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d'urti, di apprensioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe."
Parola chiave: città
Suggerimenti: dove un viaggiatore immaginario racconta di città impossibili…
7) "Non c'era niente più di cui parlare, c'era da andarsene e basta, senza rimanere col peso di tutte le cose intuite. La stagione era iniziata. Il primo caldo. Bisognava svignarsela, giacché tutto si comprende solo agendo o ritirandosi. E questo è poco ma sicuro".
Parola chiave: andarsene, svignarsela.
Suggerimenti: a volte anche i musicisti per fuggire si affidano alle pagine della letteratura.
8) "Le isoterme e le isòtere si comportavano a dovere. La temperatura dell'aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l'oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell'anello di Saturno e moltri altri fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell'aria aveva la tensione massima, e l'umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque un po' antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d'agosto dell'anno 1913.
Suggerimenti: troppo celebre questa pagina per dare alcun suggerimento.
9) "Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l'idea che ci facciamo di qualcuno. E' un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell'amore. Nell'amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell'amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un'idea nostra. L'onanista è un essere abietto ma, in verità, è la perfetta espressione logica dell'amante. E' l'unico che non finge e non si sbaglia.
Suggerimenti: idem come sopra.
10) "Non voglio servire una fede alla quale non credo più, si chiami essa famiglia, patria o chiesa: e cercherò di esprimermi attraverso qualche maniera di vivere o di fare dell'arte il più liberamente e integralmente possibile, difendendomi con le sole armi cui consento a me stesso di ricorrere…il silenzio, l'esilio, la scaltrezza".
Suggerimenti: un libro che si studia alla facoltà di Lettere.