27.01.04

L'eredità di Carver

Uno dei libri che ho finito di leggere in questi giorni è "Il mestiere di scrivere" di Raymond Carver, in cui sono raccolte alcune delle lezioni del professore e alcuni suoi saggi di scrittura creativa. Ero curioso di leggere soprattutto i suggerimenti dati dal nostro, inerenti alla scrittura di poesie.
Sia ben chiaro che il sottoscritto ha sempre considerato le poesie "narrative" come quelle di Carver o di Bukowski tanto per fare un altro nome, come non-poesie, come belle prose dal verso a capo e non come poesie vere e proprie. E ho sempre considerato questi due autori in particolare come autentici maestri del racconto breve, dove sanno dare davvero il meglio, capaci di dare con ironia e intelligenza l'ultima mazzata al sogno americano…
Carver considera invece i versi che scriveva come autentica poesia, in quanto gli davano la possibilità di essere "più intimo e vulnerabile", rispetto ai racconti. E sia. Credo che all'autore di "Cattedrale" si possa perdonare tutto, sia il fatto di non essere stato un grande poeta, sia quello di non aver avuto la vocazione per l'insegnamento, eppure nonostante ciò di aver saputo insegnare molto, con le sue opere, i suoi saggi, il suo carattere.
I suggerimenti dati da Carver sono tuttora validi, per chiunque s'appresti a riempire una pagina bianca: rispetto per il lettore in primis, duro e paziente lavoro di cesello per arrivare alla stesura ottimale (lavoro di rilettura e soprattutto di riscrittura, togliendo tutto ciò che è superfluo e lasciando solo ciò che è fondamentale), di scrivere solo ciò che si è vissuto e che fa parte della propria esperienza, senza usare facili trucchi o artifizi, insomma senza risultare falsi.
Le pagine dedicate alla composizione di una poesia offrono preziosi spunti ed esercizi:
- Trasformare un racconto in poesia e viceversa una poesia in racconto.
- Scrivere una serie di poesie basate sulle proprie ossessioni.
- Scrivere una poesia partendo dalla descrizione d'una fotografia.
- Cercare di mettere a frutto le cose che ci circondano (anche quelle più impoetiche), una frase carpita, un gesto, una situazione, ecc.
- Scrivere una poesia-catalogo, dove si elencano una serie di oggetti, persone, luoghi o idee.
- Scrivere una serie di poesie basate su ricordi personali.
- Scrivere una poesia in cui si guarda al presente da un probabile o immaginario futuro.
- Scrivere una poesia sullo scrivere (o non scrivere) poesia.

Sono cinque mesi che non scrivo nulla. Ma sono abituato a queste pause, a questi mesi (talvolta anche anni) di silenzio e di incapacità di sentire la voce interiore (della Musa, di Dio, della pazzia, di quello che volete). Non bisogna forzare la situazione, non bisogna sedersi e imporsi di realizzare qualcosa. Occorre saper aspettare e nel frattempo leggere, nutrirsi dei giusti argomenti, accumulare tutto ciò che può essere utile un domani, tutto ciò che può riavvicinare alla fase di esplosione della creatività. Non c'è fretta. Non occorre aggiungere altre stupidità o opere inutili al fittizio mondo della "falsa" letteratura. Meglio il deserto e il silenzio alla troppa stupidità e banalità che ci circonda.

Posted by SergioG at 20:54 | Comments (5)

Agli incroci dei venti

Sono qui con Il veliero sommerso e con La Danza di Salomè.

Posted by SergioG at 17:30 | Comments (2)

25.01.04

MASSIMO ZAMBONI - SORELLA SCONFITTA

Alla luce di questo primo album solista di Massimo Zamboni è più facile valutare l'apporto fondamentale che egli ha saputo dare in passato, soprattutto al progetto CSI, in cui certo rivestiva un ruolo del tutto rilevante, accanto alla figura carismatica di Giovanni Lindo Ferretti e a quella di Gianni Maroccolo, Giorgio Canali e Francesco Magnelli. L'avventura con il Consorzio Suonatori sembra aver lasciato in Zamboni un'impronta particolarmente profonda e ben evidente anche in questo cd che, per certi versi, tenta di dare una continuazione a quella esperienza.
Le coordinate di "Sorella Sconfitta", pur partendo da uno sguardo sul mondo musicale a trecentosessanta gradi, che comprende certe canzoni degli anni sessanta-settanta e alcune del rock più recente, si rifanno sostanzialmente ai CSI di "Ko De Mondo" e quelli del periodo precedente allo scioglimento e alla chiusura del rapporto con Ferretti. Sinceramente, si può ora con più sicurezza affermare che la rottura del sodalizio musicale tra Zamboni e Ferretti non abbia giovano a nessuno dei due. Tanto nel progetto PGR mancano la grinta e gli accorgimenti chitarristici del musicista reggiano, quanto in "Sorella Sconfitta" si sente la mancanza del cantilenare ferrettiano, la mancanza della sua filosofia di vita e della sua visione del mondo, il peso dei suoi proclami e financo del suo silenzio.
Comunque, per ovviare a questo inconveniente non da poco, è stata coraggiosa la scelta di Zamboni e collaboratori di affidare il canto a ben quattro voci femminili diverse: quella sempre intensa e drammatica di Lalli (ex Franti, Howth Castle), quella sorprendentemente malleabile di Nada, quella della giovane Fiamma (cantante dei Fiamma Fiumana) e quella del soprano Marina Parente. Esse riescono negli episodi più riusciti del disco lo stesso a convincere, a stupire e ad emozionare (su tutte forse prevalendo per intensità d'interpretazione quella di Lalli).
In apertura del disco è proprio la voce della torinese ad accompagnare la toccante e solenne preghiera che dà il titolo all'intera opera, dall'incedere minimale e drammatico.
Il testo recita "francescanamente": "Grazie Sorella Sconfitta / mi hai dato gli occhi e tre piaghe nel cuore /e nessun filo per poterle cucire […] mi hai dato gli occhi e un microfono in mano / e il coraggio di poterla cantare".
Al lavoro chitarristico di Zamboni offrono una importante collaborazione la produzione e la ricerca dei suoni elettronici di Saro Cosentino, nonché l'apporto di altri musicisti quali gli ex Ustmamò Luca Rossi e Simone Filippi, e Gigi Cavalli Cocchi.
Segue poi la coinvolgente "Su di giri" il cui ritmo punkettone e incalzante rimanda direttamente ai primi CCCP-Ustmamò e a quelli di "Tabula Rasa Elettrificata", a cui si adatta una stupefacente interpretazione di Nada. Si è investiti in verità da inevitabili vampate di nostalgia…
Lo strumentale "Stralov" brilla per encomiabile leggerezza. Poi si precipita nell'elettronica di "Ultimo Volo America", dove l'uso della voce lirica spiazza e riporta d'un lampo a certi pezzi di Battiato, mentre le chitarre si divertono a riecheggiare "In Viaggio" dei CSI.
Un felicissimo ritmo di basso apre quindi la bellissima "Da solo" , piccolo gioiellino dal testo autobiografico, dove Massimo Zanboni sembra tirare le somme del suo nuovo percorso artistico: "Le mani strette gli occhi chiusi a bocca ferma muto / da solo come un cane come un orso come un lupo / il cuore sbatte intrattenuto contro un'armatura / congela il corpo clinico sanguina e s'indura…"
Segue la filastrocca elettronica tipicamente Ustmamò di "Kral" con la voce dolce e ingenua di Fiamma che imita alla perfezione quella di Mara Redeghieri (e anche qui riaffiora qualche rimpianto…).
Si arriva così a "Miccia prende fuoco" il pezzo più CSI dell'intero disco di Zamboni. Tornano alla mente simultaneamente "And the radio Plays" - versione "In Quiete", "Brace" e l'inedito "Il Resto"). Complice la voce dai toni bassi di Nada, la tematica e le parole tipicamente Ferrettiane, il ritmo assolutamente coinvolgente che piano piano sa salire ed esplodere in un incalzante reggae… qui sì che davvero pesa l'assenza della voce di Giovanni Lindo…"Miccia prende fuoco per la gola e straccia un cuore che /non conta niente ormai […] Lingua scuoia cuce rade trema la discarica / cupa rossa lava di emozioni include un cuore che / non conta niente ormai…"
"Blu di Prussia" arriva come un pugno nello stomaco con le sue atmosfere claustrofobiche e i suoi ritmi ossessivi…le distorsioni delle chitarre rimandano ai Marlene Kuntz, mentre la voce dello stesso Zamboni riassume il "Quaderno delle Doglianze" del suo "malato" personaggio letterario, Alito; siamo a metà strada tra i Massimo Volume e "Codex", il disco solista di Ferretti, a cui lo stesso Zamboni avrebbe dovuto partecipare…come sfondo i panorami degradati di Berlino e Praga (dove il disco di Zamboni ha preso definitivamente forma).
Ma "Sorella sconfitta" riesce anche a osare, a dire di più e ad andare oltre al semplice riproponimento di modelli passati…
Ne sono brillanti esempi "Pied Beauty" (dove vengono cantati i versi tratti da una splendida poesia di Gerard Manley Hopkins e dove la voce di Fiamma, nostrana Biork, si riscatta e offre il meglio delle sue capacità), "Dolorama" (dove alle atmosfere devastanti e cupe rese dalla voce di Lalli, si alternano le luci offerte dalla altissime note liriche della Parente) e infine la commovente e conclusiva "Schiava dell'aria" (dove le meditazioni bucoliche di Zamboni si fanno limpida poesia e le tre voci - quella recitante di Massimo, quelle cantate di Lalli e Marina - sanno con maestria susseguirsi, rincorrersi e supportarsi a vicenda
"Ci sono scoppi nel cielo, non tuoni / e la retorica di un ponte arcobaleno / ci ricompensa col turno della vita // Schiava dell'aria / sorpresa sta ragione / forma di relazione / tra il pieno e i vuoti…

Restano come sigillo iniziale e finale i frammenti mistici dei due strumentali di "Santa Maria Elettrica"… nulla da invidiare alle "Madri di Dio" cccpiane e agli accessi mistici dei PERGRAZIARICEVUTA.
Certo, questo lavoro non toccherà le vette conquistate da "Ko De Mondo" o da "Linea Gotica" e probabilmente non resterà nella storia della musica italiana. E' comunque il lavoro di un musicista onesto e coerente, che ha gettato le basi per poter nel futuro incidere qualcosa di ancora più diverso e originale.

Posted by SergioG at 21:42 | Comments (22)

24.01.04

THE MARS VOLTA "De-loused..."

MarsVolta.gif Uno dei dischi più interessanti usciti nel 2003 è sicuramente "De-loused in the comatorium" degli ispano-americani MARS VOLTA.
Prodotto da Rick Rubin, dai suoni sontuosi e ricercati, l'album prende l'energia e le esperienze musicali degli AT THE DRIVE IN, il gruppo precedente ormai sciolto di Omar Rodriguez-Lopez e Cedric Blixler Zavala, e li miscela in modo convincente ed esplosivo con una buona dose di distorsioni psichedeliche figlie o meglio nipoti delle migliori band fine anni '60-inizi '70 (Led Zepelin e Pink Floyd, King Crimson su tutti). Un disco che sa "spaccare" e colpire come un pugno nello stomaco con le sue sferzanti chitarre, con la voce acuta e quasi sempre spinta al limite e con l'incalzare dei suoi ritmi (in vere e proprie cavalcate epiche), ma che sa ammaliare soprattutto quando i ritmi vengono rallentati e prolungati ad arte in suite-ballate spaziali e atemporali (e si possono allora apprezzare meglio gli arrangiamenti e gli ipnotici inserimenti di tastiera). Per una volta i soldi sembrano spesi bene.
Dicono che sul palco i nostri, autentici emuli dello spirito led-zeppeliniano, sappiano veramente "spiegarla" e far vedere quanto sono validi come musicisti; qui possono dilatare le canzoni a piacere fino ad ottenere vere e proprie trascinanti jam. Sono band come queste che possono avvicinare le diverse generazioni di ascoltatori, in quanto sanno sia guardare al rock del passato rielaborandolo in modo personale e con suoni attuali e moderni, sia dire qualcosa di nuovo (siamo un po' stufi dei soliti Strokes, Black Rebel Motorcicle Club, Warlocks, Libertines e vari altri cloni), sempre che non vengano a loro volta svuotati e tritati dal Music-businness (un nome su tutti in tal senso i Janes Addiction, oggi riuniti ma che sembrano solo più una pallida imitazione di se stessi, incapaci di ripetere la brillantezza e la convinzione degli esordi).

Posted by SergioG at 17:04 | Comments (5)

16.01.04

Gruppo di lettura

Lunedì scorso ho partecipato al circolo Ratatoj di Saluzzo ad una specie di "gruppo di lettura" molto stimolante e avvincente. All'incontro hanno aderito - compreso il sottoscritto - dodici persone (tutte da me sconosciute con l'eccezione di chi mi aveva invitato, vista peraltro solo un paio di volte). Ognuna ha portato (come stabilito in precedenza) uno o più libri scelti tra i suoi preferiti o tra gli ultimi letti e a turno li ha presentati agli altri dicendo che cosa le era piaciuto o non piaciuto di quel libro o di quell'autore, che cosa esso aveva rappresentato per lei nel particolare momento in cui lo aveva letto e perché, insomma, valeva la pena secondo lei di leggere quel particolare libro. Ogni testo era poi messo a disposizione degli altri per essere consultato e imprestato qualora si fosse stati interessati a leggerlo.
Inutile dire che i libri e gli autori saltati fuori sono stati tra i più disparati: pochi gli italiani (Mario Rigoni Stern e Baricco), gli altri provenienti dalle più disparate parti del mondo: scrittori cechi (Kundera, Hrabal), sudamericani (Marcela Soriano, Garcia Marquez, e altri), iracheni (Tauwfik), sudafricani, irlandesi, etc.
A classici come "Don Quixote" di Cervantes, si affiancavano surreali opere teatrali come "Ubu re" di Alfred Jarry, a saggi più impegnati si opponevano romanzi più intimisti e "leggeri". Insomma, ce n'era veramente per tutti i gusti. Io, che non avevo capito di dover portare mie letture avevo solo qualche poesia di cui ho opportunamente evitato di parlare, mentre mi sono lanciato in alcuni commenti o osservazioni sulle opere o sugli autori che conoscevo meglio. Devo confessare, però, che l'idea di prestare a sconosciuti i libri della mia libreria di casa non mi ha lasciato senza qualche perplessità (io di solito non presto libri a nessuno, nemmeno agli amici intimi), ma questo è un problema che posso benissimo risolvere per esempio comprando di volta in volta 1 0 2 libri da lasciare in prestito agli altri e donarli poi alla biblioteca (piccola ma assai ben fornita) del circolo. La cosa più interessante della serata indubbiamente è stata ascoltare gli altri, i loro racconti, le loro esperienze di lettori, il loro mettersi nei panni non solo di fruitori di letteratura ma anche di trasmettitori di cultura. Donne e uomini di cui non sapevo altro che il nome e poco altro e che erano lì davanti a me a raccontarmi con entusiasmo dei libri che li avevano emozionati maggiormente, o magari disturbati o messi in discussione o in difficoltà o ancora che li avevano fatti crescere o cambiare o aiutati in un momento di transizione della loro vita, magari solo per il fatto di averli fatti totalmente assorbire nella lettura…senza discorsi da salotto o da intellettuali, ma dando spazio alla esperienza di lettura di ognuno, dodici persone tutte uguali per importanza di opinione e tutte diverse per modalità di pensiero e sensazioni…
La prossima volta si parlerà di "personaggi letterari" e ognuno mostrerà agli altri i suoi "eroi" preferiti. Siamo già d'accordo in futuro di far diventare protagonista anche la poesia; naturalmente, io spero che venga lasciato spazio alla voce dei singoli e che vengano lette pagine scelte di narrativa e versi ad alta voce…è bello sentire come gli altri leggano in maniera differente da noi e che le discussioni si trasformino perché no in animati readings collettivi (come negli anni sessanta, ma senza le false ideologie o l'eccessiva politicizzazione dei contenuti e con tutte le illusioni e contraddizioni dei nostri anni duemila).

Posted by SergioG at 22:41 | Comments (7)

09.01.04

Parole e spezie

Spezie_a.jpg Spezie_b.jpg
Questa è la scatola porta-spezie indiana che ci ha regalato Comida per Natale.
Contiene polveri colorate dalle proprietà magiche, da usare per preziosi manicaretti ma non solo…
Contiene tra gli altri (non sono bravo come Comida a ricordare tutti i nomi esotici delle varie misture di spezie) ...

- Coriandolo (Coriandrum sativum, Ombrellifere):
la parte utilizzata sono i frutti che vengono impropriamente chiamati "semi"; quando sono freschi hanno un odore sgradevole (la parola "coriandrum" deriva da radici greche che significano "marito della cimice"), mentre con l'essicazione presentano un odore gradevole e un sapore aromatico. E' usato in salumeria, in distilleria, in confetteria, oltre che per insaporire vari piatti di carne (è uno dei componenti della piccantissima salsa Kary utilizzata in India per condire minestre, carni e verdure); possiede però anche proprietà medicinali non trascurabili. Entra nella preparazione di diversi liquori digestivi e dell'acqua di Melissa (che si prepara facendo macerare nell'alcol melissa fresca, scorza fresca di limone, radice di angelica, cannella, garofano, noce moscata e appunto coriandolo, ricetta semplificata da Baumé della più famosa acqua di melissa dei Carmelitani scalzi. Era usata come stimolante e in alcuni disturbi nervosi, nelle dosi di mezzo o un cucchiaino da caffè sciolto in acqua semplice o zuccherata o puro su una zolletta di zucchero). Il coriandolo favorisce nello stesso tempo la secrezione di succo gastrico e l'espulsione di gas, quindi aiuta nelle digestioni difficili e combatte areofagia e gonfiori. Stimolante e anche eccitante, è raccomandato per rinvigorire l'organismo e per ridurre la pesantezza e la voglia di dormire che fa talvolta seguito ad un buon pasto. Si può preparare l'infuso nella dose di uno o due cucchiaini da caffè per tazza, da sorseggiare dopo i pasti.

- Cumino (Cuminum Cyminum, Ombrellifere):
E' detto anche falso anice. Anche qui la parte utilizzata sono i frutti, comunemente chiamati semi, per la caratteristica forma affusolata, dal sapore fortemente aromatico. Figurava nella maggior parte delle ricette culinarie dei Romani ed è oggi particolarmente apprezzato da Tedeschi, Olandesi e Inglesi, che l'usano come aromatizzante nel pane e nei dolci, nei formaggi, ecc.
E' stomachico e carminativo, quindi anch'esso come il coriandolo facilita la digestione delle pietanze un po' pesanti (formaggi forti tipo Munster, crauti, fagioli, carne stufata, piatti orientali). E' un ottimo spasmolitico e quindi può essere utile nelle coliche dell'apparato digerente. Gode anche di proprietà stimolanti e diuretiche, come l'anice, e favorisce la secrezione del latte nelle nutrici (ma non bisogna abusarne perché è irritante). Anche il cumino entra a far parte della salsa indiana Kary. In Arabia è usato come afrodisiaco e nel controllo della fertilità della donna. In Piemonte le ragazze cercavano di farne inghiottire ai loro fidanzati, convinte che avesse lo stesso effetto che questa pianta esercitava sui polli: a questi volatili si dava del cumino, per non farli allontanare dal pollaio.
Come infuso: un cucchiaino di semi per tazza d'acqua bollente. Si lascia in infusione per 10 minuti e si beve una tazza dopo ogni pasto.

- Curcuma (Curcuma longa, Zinziberacee).
E' chiamata anche zafferano delle Indie. Si usa il rizoma che assomiglia un po' allo zenzero per la forma e l'odore, ma è giallo interiormente (viene utilizzato infatti come colorante). E' usata come polvere aromatica in alcuni piatti esotici.
Veniva impiegata un tempo come stimolante del fegato, eccitante delle funzioni digestive e diuretico. Si riteneva avesse proprietà coleretiche e colagoghe (stimola la produzione di bile da parte del fegato), spasmolitiche delle vie biliari e trovava impiego in medicina nel trattamento delle coliche biliari, nelle colecistiti, nelle colelitiasi e nell'ittero.
Più modernamente si sono scoperte le sue proprietà antiflogistiche, epatoprotettive e antiossidanti (intestinali), si è confermata l'azione antispasmodica sulla muscolatura liscia del tubo digerente: pertanto, nei giusti dosaggi (8-10 mg/kg/die di estratto secco titolato in curcumina al 4%, suddivisi in due somministrazioni lontano dai pasti) la curcuma può essere efficacemente usata in fitoterapia nelle malattie infiammatorie del grosso intestino, nelle epatopatie di lieve e media entità, nella sindrome del colon irritabile. (effetti collaterali: può dare fotosensibilizzazione, non ci si deve esporre al sole; non va assunta in gravidanza e allattamento, perché non ci sono dati sicuri a riguardo).

- Zenzero (Zinziber officinale, Zingiberacee):
Anche qui la parte usata è il rizoma. Storicamente si riteneva avesse proprietà aperitive, stomachiche, carminative e febbrifughe. Aveva la fama di essere "eccitante, espettorante, stimolante, usato come diaforetico (per far sudare), diuretico e antiscorbutico". Le sue virtù eccitanti sull'apparato genitale erano conosciute specialmente dagli Arabi che lo ritenevano un afrodisiaco.
E' usato in pasticceria (per dare aroma a bevande e dolci) e in salse per pollame e selvaggina, per il suo gusto forte e pepato. E' usato nelle diete senza sale.
Più recentemente la fitoterapia ne ha scoperto l'azione antiemetica e antinausea (grazie alla sua azione a livello gastrico) e può essere usato efficacemente come antichinetosico (contro il mal di viaggio o il mal di mare) e per combattere nausea e vomito; ci sono interessanti studi che confermano la sua validità - data l'assenza di tossicità a carico del feto e l'assenza di effetti collaterali - nel ridurre la nausea in gravidanza (iperemesi gravidica, per la quale si possono utilizzare con sicurezza assai pochi farmaci, giusto il Maalox o il Biochetasi, tanto per fare un nome). E' stata poi confermata l'azione gastroprotettiva, per cui valgono le indicazioni terapeutiche in caso di gastriti e gastroduodeniti. La posologia è 12-13 mg/kg/die di estratto secco titolato in olio essenziale min. 0,8% o in gingeroli min. 4%, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente a stomaco vuoto.

Prossimamente notizie su Cardamomo, Cannella, Anice, varie misture di Curry…

Posted by SergioG at 22:52 | Comments (10)

01.01.04

LISAGENETICA/WAH COMPANION

LisageneticaCD.JPG Per l'etichetta trevigiana REDLED è uscito il cd "split vol.3" con due tra i più interessanti gruppi rock emergenti italiani: LISAGENETICA e WAH COMPANION .
Il lavoro si presenta con una veste grafica molto apprezzabile e con una ricca traccia cd-rom dove sono presenti la storia dei due gruppi, interviste, foto, testi delle canzoni e informazioni varie, più una traccia video ("Cannibal" dei WAH COMPANION) e ben sei tracce mp3 con brani sia precedentemente composti che inediti. Insomma, un bel biglietto da visita per accalappiare nuovi fans e per attirare l'attenzione degli addetti ai lavori.

I LISAGENETICA vi compaiono con tre pezzi di buona qualità: l'inedito marleniano "Viola" , più due tra i loro più recenti cavalli di battaglia, ossia "Il canto del verme sverso" (con il suo incedere marziale e l'ottimo finale psichedelico) e soprattutto "Canzone gravida", (vero e proprio gioiellino, darkeggiante lucida sferzata d'energia dal testo visionario e malinconico) già presenti sul demo "La regressione". L'impatto è potente come sempre, con un gran lavoro alla chitarra e una sezione ritmica puntuale e decisa. La voce di Riccardo - dai toni alti, nevrotica e indolente quanto basta - resta il punto di forza del gruppo. Ricorda un po' quella di Paolo Arfini , leader del gruppo milanese anni ottanta Dissolutio Humani Generis, sicuramente particolare e talora acerba, ma con tante potenzialità ancora da esprimere. I nostri sono insieme con questa formazione solo dalla fine del 2002 e quindi hanno davanti a sé ancora tanta strada da fare (e tante ore da suonare insieme): sicuramente dovranno alleggerire un po' i suoni - magari con l'aggiunta qui e là di una seconda chitarra o di altri strumenti quando occorre - insomma, aprirsi un po' di più a quei suoni a cui dicono di ispirarsi ovvero il jazz, il rock psichedelico, il rock anni ottanta e il grunge anni novanta, mantenendo però la potenza del suono e una certa propensione per la melodia, cercando di migliorare sempre più la qualità dei testi in italiano e quella degli arrangiamenti. Facendo crescere le prestazioni dei singoli e lavorando molto sulle nuove canzoni.
Meno interessanti appaiono le tre tracce mp3 dei LISAGENETICA, assemblate forse con troppa fretta: una versione garage di "Dentro te", "Sovrastrutture" entrambe sul demo del 2003 "La regressione", più l'inedito "L'edificio dei pensieri", dalle atmosfere più compassate e cantautorali.
Le massime potenzialità della band sono comunque espresse dal vivo, dove esce fuori tutta la loro energia, il consiglio è di non farveli scappare se vengono a suonare dalle vostre parti (le date del tour 2004 si possono trovare sul sito ).
I WAH COMPANION sono il gruppo rock del pinerolese Lu Catania, con trascorsi negli AFRICA UNITE. Buona l'attitudine musicale aperta del gruppo, capace di passare da atmosfere tirate e rockettare (stile AFTERHOURS, GUN CLUB, CLASH), a brani decisamente più leggeri e pop, a pezzi più elettronici e sperimentali. La voce del frontman è sicuramente dotata di buone qualità, anche se deve acquistare ancora in personalità: riesce infatti a convincere nei pezzi più sparati, mentre lascia un po' a desiderare quando si lancia in improbabili falsetti o quando tende a strafare. Il brano di apertura (già presente sulla compilation "Alessandria Wave 2002" e con cui il gruppo ha vinto l'omonima rassegna per gruppi emergenti) "Cannibal" è puro rock'n'roll al fulmicotone, ottimo brano sia come potenziale singolo (vedi il video), sia sicuramente coinvolgente dal vivo: un brano che fa sentire tutto il potenziale del gruppo. Meno brillanti i pezzi in italiano: sia il rock di "Buone vacanze in Palestina", dal testo deludente e un po' banale (vorrebbe essere ironico ma non lo è), sia il lento stile beat anni '60 di "Cindy 76" (che, pur avendo un accattivante giro di basso a sostenere il ritmo, scivola via ripetendosi sempre uguale, con quei falsetti che dapprima stupiscono, poi diventano melensi).
Meglio le atmosfere elettroniche di "La comodità della tecnologia", un pezzo che ricorda per il cantato Battiato e per il testo i Blu Vertigo, con un finale però assolutamente da rivedere. Decisamente più interessanti i pezzi in mp3 dei WAH COMPANION: entra subito in testa e affascina "Seven stars" (anche se ricorda un po' troppo "Dear prudence" dei BEATLES), ammaliano le atmosfere strampalate di "When you walk by" e quelle psichedeliche del pezzo dal vivo "Moon".
Di sicuro, resta anche qui tanta strada da fare: prima di tutto credo urga una scelta definitiva tra inglese e italiano (ma se si decide per quest'ultimo diventa indispensabile migliorare la qualità dei testi); poi occorre decidersi se propendere per un rock elettronico con contaminazioni psichedeliche, roots e rock'n'roll, oppure se dedicarsi ad una svolta decisamente più melodica e pop. Le possibilità sono ampie e le qualità per migliorare non penso manchino di certo. Anche qui l'essere in tour e suonare dal vivo in tante parti d'Italia aiuterà il gruppo a maturare e ad acquisire sempre più nuove schiere di fans, in attesa del tanto agognato salto di qualità. Per recuperare il cd invece ci si può rivolgere alla REDLED RECORDS.

Posted by SergioG at 22:05 | Comments (3)