30.09.03

Ci sono giorni

Ci sono stati giorni difficili, giorni da incubi, giorni neri, con il morale sotto le scarpe, giorni che avremmo preferito non vivere, dove avremmo fatto meglio a restare nel letto senza muoverci…(altri ce ne saranno)
Ci sono stati giorni grigi di nebbie e anonimi, giorni che non hanno detto niente, che sono scivolati via in sordina, inafferrabili e illeggibili, matasse ingarbugliate…(altri ancora ne arriveranno)
Poi ci sono giorni di gloria e di grazia, giorni del tutto inaspettati, colmi di nuova luce, di gioie d’amore e di sorprese, giorni di soddisfazione come questi (in cui perfino io che sono battezzato ma che non sono praticante trovo un dio minore da ringraziare)…giorni in cui una telefonata inaspettata dall’Olanda, che sia nel pomeriggio (Elena) o alle undici e mezza di sera (Peter), ti appaiono veramente come segnali che qualcosa o tutto stia per cambiare e per girare finalmente nel verso giusto…Auguro a tutti giorni come questi, stancanti ma felici.

Posted by SergioG at 22:01 | Comments (1)

29.09.03

Perché un blog?

Riflessioni di partenza.
Per una specie di esigenza esistenziale. Per un bisogno ormai sempre più urgente di confronto, di comunicazione. Per avere una specie di diario su cui annotare meditazioni, avvenimenti, riflessioni su argomenti vari, per buttar giù abbozzi di idee, cercando di chiarirsele, un modo per riordinare i ricordi del passato.
Per unire insieme tutto ciò che è sempre stata la mia passione: musica, letteratura, poesia.
E poterne parlare con gli amici di sempre, ma anche con chiunque voglia approfittare per inserirsi e dire la sua, apportare il proprio pensiero, le proprie esperienze.
E soprattutto per tentare di fare quasi in diretta un laboratorio di poesia, dove stendere le cosiddette “Parole per successive riflessioni”, ovvero quello che ho sempre usato come materiale di partenza per arrivare alle poesie, abbozzi di elucubrazioni letterarie, versi sparsi, piccoli lampi di ispirazione da poter rielaborare successivamente. Avendo però la possibilità di sentire suggerimenti e critiche altrui, in modo da poter spero migliorare la qualità della futura prima stesura della poesia. Un modo per fare ricerca di argomenti, ricerca di parole, di linguaggi a trecento sessanta gradi, con una porta reale/virtuale sul mondo virtuale/reale.
Non sono uno che è solito sprecar parole. E vorrei che questa fosse l’occasione per cercare di migliorare la qualità delle mie parole, per poter acquisire una migliore coscienza e responsabilità nei confronti di ciò che dico e vorrei dire. Tutto qua.
Un modo di ricominciare da zero, ripartire daccapo, non cancellando tutto, ma mettendo dei paletti su ciò per cui ancora vale la pena di vivere: l’amicizia, la musica, la poesia.
Nonostante tutto, con ostinazione, dedizione e passione. Perché è sempre più difficile comunicare, è sempre più difficile capirsi veramente, cercare di essere e di dare se stessi, di essere in qualche modo autentici in questa società dove tutto cambia in continuazione, dove tutto viene bruciato, metabolizzato a velocità folle. Ma i tempi dell’organismo, i nostri bioritmi, sono un’altra cosa. Per tentare di essere un po’ più liberi (lo so che è un illusione) e un po' meno schiavi. Per cercare di scovare e trattenere quel poco/molto di bellezza che attorno a noi c’è ancora.

Posted by SergioG at 18:49 | Comments (4)

Perché D'Altro Canto?

E’ il titolo della poesia che apre la mia raccolta “La Giostra di Venere”.
Una lirica che è stata definita di influenza Baudleriana, una lirica che parla di amore malato, dove la figura femminile (non me ne voglia il gentil sesso) è trina e malefica, incarnazione del male, simbolo di quanto possano essere crudeli e malvagi gli esseri umani, ma è anche il fuoco che occorre attraversare per poter crescere e diventare puri, iniziazione alla vita.
Una lirica nella quale si ribadisce che essere poeti (ma io non mi definisco certo tale, il mio è solo un timido tentativo di fare poesia, ma la poesia quella vera e immortale, quella di Omero, Dante, Leopardi, Rilke, Montale tanto per fare qualche nome, è ancora su altri livelli) oggigiorno come sempre nella storia dell’uomo, significa ancora essere in qualche modo dannati, compiere una strada difficile, irta di mille difficoltà e di sofferenze. Perché scrivere poesia è un duro lavoro è non nè un semplice svago, né scrivere andando accapo.
Mi sembrava un buon titolo anche per il blog, augurandomi che nell’universo dei blogs questo mio possa divenire in qualche modo un canto originale e diverso.

La Tentatrice mi sedusse
coi suoi capelli corvini
prensili ai miei fragili polsi
e alle mie caviglie sottili.
La Tentatrice s’avvampò,
sorse dai suoi occhi di giada
un’espressione d’insaziabile desiderio
che a poco a poco deformò
quel suo volto fatato.
Cospargendomi
d’olezzante inebriante miele,
con un turbine
di compiaciuta eccitazione
divorò
la mia giovane pallida carne.
Poi venne, la Consolatrice,
ad asciugare le mie lacrime
col suo folle abbraccio
volle essermi scudo,
ma fu soltanto gelido specchio
del mio neonato orrore...
Infine la Dominatrice, gravida
proseguì per la sua strada
di gloria e d’espiazione.
Fu lei credo ad avvelenarmi il cuore
sotto quel cielo color Prussia

- la luna ammantata di tre aloni -.

Posted by SergioG at 18:46 | Comments (10)

Reading 28/09/2003

Resoconto di un reading – Biblioteche in festa, Racconigi, Parco del Castello Reale, 28/09/2003.

La cornice offerta dalle Margarie del Castello di Raccongi, poteva dirsi a priori perfetta. Ed il cattivo tempo ha gettato sulle serre e sui portici in mattoni un non so che di affascinante (di irlandese se vogliamo), di suggestivo e misterioso e perché no anche di inquietante. Certo se il posto era irlandese come ha suggerito qualcuno, il pubblico era islandese, ovvero non c’era affatto. Se fosse stato bello si aspettavano anche mille-duemila persone…e così ci si è dovuti accontentare, oltretutto prendendo un casino di freddo.
E’ il mio terzo reading di quest’anno, senza contare quello indimenticabile in campagna da Elena.
Si può dire ormai che la coppia Sergio&Serena cominci ad essere affiatata.
Certo abbiamo incominciato in ritardo, troppo in ritardo, quando peraltro fuori si smontava e quella poca gente arrivata dalle cinque in poi, cominciava a scappare a casa…
Comunque io ero l’unico tra i quattro partecipanti ad avere il mio pubblico, con molti tra i miei migliori amici presenti, genitori compresi. E’ per loro che volevo leggere le cose nuove.
E soprattutto con Beppe Mariano (con cui è stato bello intrattenermi per gran parte del pomeriggio a parlare di poesia ma non solo) e GianPiero Casagrande lì davanti ad ascoltare (insieme al Liprandi che ha letto per venticinque minuti, dilungandosi un po’ troppo in verità e leggendo non sempre versi all’altezza…ma questa è un opinione personale, però a me i suoi pseudohaiku proprio non sono piaciuti, andavano veramente bene per bambini delle elementari). E’ per loro che volevo dare il massimo e leggere il meglio di ciò che ho scritto finora.
Certo all’inizio i fogli tremavano (e non solo per il freddo). Ho cercato di scandire le parole con voce alta e con grinta, per quanto possibile. Ho cercato di guardare il pubblico che avevo di fronte, mentre leggevo, in modo da radunare la loro poca attenzione rimasta, di cercare di far fare loro quel piccolo viaggio (di quindici minuti circa) nell’immaginario che speravo facessero, usando all’inizio e alla fine anche versi non miei (Whitman e Sanguineti).
Serena ha letto come al solito in maniera impeccabile le poesie che le ho affidato. E credo che quella che abbiamo letto alternandoci (Il veliero sommerso) sia stata in qualche modo emozionante per tutti.
Mariano non ha letto le sue due poesie d’impegno civile perché era tardi e questo mi è dispiaciuto, mentre Casagrande ha letto tre bellissime poesie sulla sua nuova esperienza di padre (ed i suoi sono versi di alta qualità, anche se lui è forse troppo ritroso a leggerle in prima persona).
Spero sia l’inizio per me di un fruttuosa collaborazione con loro.
Concludo accennando che per chi ieri non c’era ci sarà occasione credo per fine ottobre di sentirci insieme col Roano e con il blues di Martini e Losito in quel di Alba, dove presenteremo i nostri rispettivi libri. Chi vivrà vedrà.

Posted by SergioG at 18:43 | Comments (5)

28.09.03

Eccoci!

Solo un breve messaggio di prova per dire che sergio è in linea.
Benvenuto nella blogosfera!
Non finirò mai di ringraziare il mio graphic designer preferito Elena.
Non tutti c'hanno il culo d'avere una bella sventola da Amsterdam che ti fa il sito, si preoccupa per te e ti telefona spendendo svariati euriii, ci manca solo il sesso virtuale e poi sono a posto (con il beneplacito dei rispettivi consorti, si intende!)

Posted by ElenaC at 12:09 | Comments (3)