06.04.06

La parola naufragata

- D'alberi insetti uccelli oceani stelle
mai mi stancherò di cantare,
mai mi verranno a noia
giovani curiose menti
agognanti inespressi boccioli
ansiosi di sapere. E mai
mi sazierò di te, bistrattata PAROLA.
Degli uomini credo d'averne già abbastanza.-


PAROLA figlia rinnegata
amata prima, riverita, curata
come bella donna adorata, poi svilita
in una notte di plenilunio ripudiata,
col tradimento e col disprezzo punita.

Figlia ribelle, figlia troia.
Amica che tradisce,
amore che si consuma.
Amore che svanisce, più non torna.
Passione d'adulto s'esaurisce
in abitudini e ossessione:

«Avrei voluto piantare il mio vessillo
sul tuo Antartide, trovare ristoro
sulle tue labbra,
quiete tra i tuoi seni. Invece brancolo
in questo deserto dell'anima».


PAROLA anguana (1) dalla voce incantevole,
abitatrice di fonti, antri, cime di monti ,
fata dalle lunghissime mammelle
gettate dietro le spalle a sfamare
i bimbi che, numerosi si stringono
nella cesta. PAROLA tempesta

onda che arriva improvvisa,
tutto travolge, fa perdere la rotta.
Inclina sul fianco la nave, sui fondali
dell’oceano ne seppellisce i resti.
Inattesa procella le carte mescola,
rimette tutto in gioco; pone fine
al soffocamento della bonaccia.
The curse is finally expiated” (2).


PAROLA psicostasia del cuore:
con piuma sottile messa a confronto,
misurata, perlustrata, scrutata,
e da occhio esperto
minuziosamente soppesata;
da altri, vile monile, disprezzata:
per due soldi offerta in baratto,
come rene venduta al mercato
degli organi, al banco dei pegni.

"E tu che sé dinnanzi e mi pregasti,
dì s'altro vuoli udir; ch'i avermi presta
ad ogni tua question tanto che basti
"
disse Matelda a Dante: non basta.

«Colpevole, signor giudice, esemplare condanna!».
Nessuna professione d’innocenza,
recita di formula, invocazione sacra.
Nessun ammansito giudice, corrotto
sacerdote, garante di salvezza!


PAROLA zattera per resistere, con coraggio
sfidare la potenza delle correnti:
non esserne irrimediabilmente travolti.
Si vorrebbe riprendere fiato e invece
nelle asperità s'annaspa per non affogare.
Con l'acqua che brucia occhi naso laringe
tra i detriti a stento si resta in superficie.

La stessa forza che ignota
trascina sul fondo, può tenere a galla:
sono la consapevolezza e il controllo
a fare la differenza, a segnare il passaggio
tra lo sbracciarsi non coordinato
e il saper nuotare. In mare...
neppure il saper nuotare può essere sufficiente.


PAROLA alta marea, sopraggiunge:
degli estuari inverte il flusso.
Impetuosa risacca, vulcanico atollo
dai contorni ancora non ben definiti.
Cetaceo arenato, algoso relitto
rugginosa ancora adagiata sul fondo.

Non avere paura di sporcarti le mani
di percorrere antiche rotte,
di trovare nuove corrispondenze,
risonanze inaspettate.
Il messaggio è sottile, l'enigma controverso
fragile il significato, spurio il senso.

E' possibile della verità
non afferrare neanche un frammento.
Non esorcizzare il male dell'universo.
Può bastare un'intenzione, un gesto.
Aprire gli occhi, avere convinzione
muovere le viscere dell'ispirazione.

Seguire le orme, le esili tracce.
Sperimentare più arditi linguaggi.
Giocare di sponda come nel biliardo.


PAROLA ciò che resta da esplorare.
Impervio sentiero, oscuro abisso
angusto orifizio, crepaccio
da scandagliare.

Alato seme soffiato via dal vento,
tatuaggio indelebile, cicatrice
rituale sanguinario.
Pruriginosa vibrazione
dell’organo di fonazione.

Oltraggio, vituperio,
suggestione, plagio.
Lezioso orpello, bisturi letale.

PAROLA messa in decantazione.
In tetri labirinti lasciata scivolare.
In sinuosi alambicchi distillata,
digerita in recipienti di percolazione.

Aromatizzata come vino in botti di rovere,
metabolizzata da enzimi in organi emuntori.
Estratta con solventi in fumanti beute.
Risorta dalle ceneri in alchemici crogioli.


PAROLA test di Rorschach:
graffio, segno, macchia da interpretare.
Devianza della personalità.
Padre perduto, rinnegata madre.

Irrispettosa intromissione il giudicare.
Stenografica la trascrizione, duro
il poetare: magma profondo
ossidiana, rantolo di sopravvivenza
d’un morituro non ancora moribondo.

Ferita la morale, beffeggiata
ogni convenzione sociale.
PAROLA nudità sibillina
scissura dell’anima,
esile ossatura del pensiero ”(3).

Parola soffio di saggezza,
divina vertigine
albero delle Sephiroth,
albero della conoscenza.

Scheggia di pietra filosofale,
radice d'antico sapere,
specchio di miti, dee, idee.
D'esoterismi e culti pagani.

Metamorfosi d'un suono,
mistero della creazione,
mitopoietico fuoco,
lenzuolo d'eterna benedizione.

PAROLA volatile sostanza,
virus che contamina,
nuoce alla salute:
«Prendimi ora,
prendimi alla lettera, al pari di te
non sono fatta per durare!»

- L'Ego s'annulla.
Si trasforma in terza persona:
ancora desidera, de sidera
"sente la mancanza delle stelle".
Alza lo sguardo
per naturale disposizione,
ma il cielo più non riesce a vedere.
Trema.
La PAROLA talvolta acceca,
come luce impedisce di vedere -.


(1). Anguana…dei monti: riferimento alla Gerusalemme Celeste di Giacomino da Verona, dove le anguane sono descritte come “donne bellissime”.
(2). The curse…: The Rime Of The Ancient Mariner, Samuel Taylor Coleridge
(3). Esile ossatura del pensiero: riferimento a un verso di “Essere matita è segreta ambizione”, Valerio Magrelli, Ora Serrata Retinae.

Posted by SergioG at 06.04.06 19:23