14.01.05

Al tramonto l'epoca dei dischi

[…] Che il batterio esistesse, Schömberg lo sapeva bene. Già nel 1930 scriveva: « La radio è un nemico, un nemico implacabile che avanza irresistibilmente e contro il quale ogni resistenza è vana»; essa « ci ingozza di musica…senza chiedersi se abbiamo voglia di ascoltarla, se abbiamo la possibilità di percepirla», cosicché la musica diventa un semplice rumore, un rumore fra altri rumori. La radio fu il piccolo ruscello dal quale tutto ebbe inizio. Vennero in seguito altri mezzi tecnici per riprodurre, moltiplicare, aumentare il suono, e il ruscello si trasformò in un immenso fiume. Se un tempo ascoltavamo la musica per amore della musica, oggi essa urla ovunque e sempre, «senza chiedersi se abbiamo voglia di ascoltarla», urla negli altoparlanti, nelle auto, nei ristoranti, negli ascensori, nelle strade, nelle sale d'attesa, nelle palestre, nelle orecchie tappate dai walkman, musica riscritta, ristrumentata, scorciata, dilaniata, frammenti di rock, di jazz, di opera, flusso in cui tutto si mescola, al punto che non sappiamo chi sia il compositore ( la musica diventata rumore è anonima), che non distiguiamo l'inizio dalla fine (la musica diventata rumore non ha forma): l'acqua sporca della musica dove la musica muore".
Milan Kundera da "L'ignoranza".

"Ora il "download" batte i cd, al tramonto l'epoca dei dischi", scrive Enrico Sisti su La Repubblica: "In Gran Bretagna a fine anno lo storico sorpasso", recita il sottotitolo…

I dischi esistono ancora. Ma quanto dureranno? Si chiede il giornalista, "Poco, se andiamo avanti a questi ritmi" ha dichiarato al Guardian il presidente della British Phonographic Industry, Peter Jamieson. L'acquisto on line delle canzoni (vendute come singoli) ha superato quello dei cd e dei vinili contenenti gli stessi brani. L'articolo continua con altre delizie statistiche sull'argomento:
A che servono ormai le classifiche di vendita ufficiali, se non vengono contati i pezzi scaricati dalla rete? Punto primo. Le vendite di cd e dischi nei negozi, intanto, continuano a diminuire (-14% nell'ultimo anno) Punto secondo.
Che faranno i piccoli negozietti per sopravvivere? a) Adeguarsi alla situazione, fornendo supporti per lo scarico di musica dalla rete e per la masterizzazione su dischetto su richiesta; b) Specializzarsi in vecchi vinili e vecchi cd da collezione, perché - occorre parlare chiaro - la qualità del vecchio vinile anni '70 (non quel merdoso vinile che ci propinavano negli anni ottanta, che friggeva dopo due ascolti) e la qualità della registrazione su cd (e su nastro DATA, che non hanno mai messo in commercio a costi decenti!) resta insuperabile. Non mi venite a dire che i cd masterizzati sono equivalenti. Basterà questo a non far chiudere uno dopo l'altro tutti i negozi di dischi? Basterà questo a non far scomparire il cd? Le vendite per il tramite di downloading, "crescono esponenzialmente: nel Regno Unito nel 2004 sono stai venduti ventisei milioni e mezzo di cd contro sei milioni di downloading effettuati, ma due settimane fa c'è stato il sorpasso con 282mila cd venduti contro 312mila downloading".
Non si può fermare il progresso tecnologico, ok, e qui nessuno lo vuole fermare. Il mondo occidentale consuma (e si consuma) sempre più velocemente ed in modo sempre più superficiale; il download ne è una prova lampante. Si trova tutto e lo si scarica gratis o quasi. Certo c'è in rete tutta la musica che si vuole, disponibile per un sempre maggior numero di fruitori. Ci sono intere banche di registrazioni musicali (così come intere biblioteche e informazioni scientifiche, giornalistiche, ecc.) a disposizione di tutti e questo è un "figata" galattica. Ma il tutto andrebbe a mio parere regolamentato in modo che non ci siano le solite potenti lobbies multinazionali a guadagnarci miliardi di dollari sotto…Con le briciole lasciate ai derelitti che si scannano tra di loro in ignominiose guerre tra poveri...
Io, finché sarà possibile comprerò - finché avrò del denaro a disposizione - cd musicali di gruppi/artisti italiani per sostenere e aiutare il loro lavoro. Certo poco si è fatto per salvare il cd da questa (prematura?) fine. Si potevano forse abbassare i prezzi e l'iva di tutti i cd. Ridistribuire meglio i guadagni, cambiare la filiera di distribuzione. Invece ho l'impressione che il mondo occidentale vada sempre più verso un abisso incolmabile, che separerà sempre di più coloro che hanno i soldi e che sono consumatori di serie A, dai consumatori di serie b che non possono permettersi di spendere in beni considerati "di secondaria importanza". Chi potrà permetterselo avrà bei vestiti, automobili costose, libri in lussuose edizioni, cd musicali o cd rom, dvd e quant'altro in edizione super mega limitata e così via…gli altri si accontenteranno, leggeranno e ascolteranno quello che passerà dal convento (ciò che sarà disponibile in rete non a pagamento, sempre di meno a parer mio). Ma questo non accade già oggi?
Beh, è uno scenario culturale dal mio punto di vista sconsolante, disarmante per non dire terrificante.
Intanto, noi "generazioni di mezzo" facciamo trasloco da un luogo all'altro, da una città all'altra o da un appartamento all'altro portandoci dietro sulle sempre più curve gobbe, in un vero e proprio museo di oggetti (in)superati, tutta la nostra "cultura" musicale, ripartita tra i diversi supporti musicali: cassette (io ne conservo quattordici scatole di camicie, per un totale di circa 400 cassette), dischi in vinile (300, ma ci sono persone che conosco che ne hanno scaffali pieni fino al soffitto), cd (200 circa), dvd, cd rom… Senza dimenticare i relativi lettori (mangiacassette, piatti, impianti stereo ingombranti, lettori cd, lettori dvd, computers, e con sottofondi di suonerie di telefonini del cazzo) che ci sono stati propinati durante tutti gli anni della nostra esistenza… Soffocheremo nelle nostre stanze, sommersi dagli oggetti come il protagonista del superbo libro di Hrabal "Una solitudine troppo rumorosa" che aveva vagonate di libri a pesargli sulla testa come una spada di Damocle, sulla mensola del letto e financo sopra la tavoletta del cesso?
Certo sarebbe comodo trasformare tutto con una bacchetta magica in files mp3 da rinchiudere in un semplice e pratico lettore I POD da portarsi in tasca... ma non sarà la stessa cosa, di quando adolescenti spendevamo interi stipendi del babbo in preziosi oggetti in formato vinile da venerare e custodire come il più prezioso dei graal.
Ma noi siamo dinosauri. Affezionati al vinile per intossicazione irreparabile. Noi siamo malati incurabili e incurabilmente feticisti di testi di canzoni, fotografie, note didascaliche, dediche agli sconosciuti...dipendenti tossicomani assuefatti all'odore dell'appena scartato, scellofanato...Noi che registriamo tutto per non consumare gli originali e non prestiamo niente se non agli amici più cari e sotto giuramento che ogni oggetto tornerà incolume al proprietario...
A quante piogge di meraviglie tecnologiche (meteore che durano sempre di meno) dovremo ancora sopravvivere? Quante ennesime glaciazioni (invenzioni consumistiche indispensabilmente inutili) dovremo affrontare?
Non cresceremo mai, non arriverà mai l'uomo "moderno" ad un uso consapevole e democratico delle tecnologie?
Il canto dello sciamano del deserto ci seppellirà e seppellirà tutto il nostro rumore, tutto il frastuono delle nostre ultramoderne ultrasofisticate apparecchiature. L'oceano di rumore della nostra tanto glorificata civiltà lascierà il posto ad un immenso ed eterno silenzio cosmico.

Posted by SergioG at 14.01.05 23:22
Comments

Anche io sono rimasto colpito dalla notizia, però la ridimensionerei, non credo che il download si sostituirà al supporto cd, per me l'ipod è uno strumento complementare, diverso. Ciao

Posted by: ruckert at 19.01.05 16:46

@ Ruckert:) ok grazie per la precisazione.

Posted by: sergio at 30.01.05 13:12

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