16.07.04

PGR TOUR 2004, CONCERTO AL NUVOLARI, sabato 3 luglio 2004

PGRNuvolari04b.jpg
C'era attesa, SABATO 3 LUGLIO 2004, per il concerto al Nuvolari dei PERGRAZIARICEVUTA nuova formazione (senza Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco), con un disco nuovo fresco d'uscita (D'ANIME E D'ANIMALI) e il Giovanni Ferretti in forma visto in TV al concerto del Primo Maggio.

Devo dire che nel pomeriggio, ascoltando il nuovo disco non ho resistito e ho tentato, cercando i collegamenti tra i pezzi nuovi e quelli storici dei CCCP e dei CSI, d'inventarmi una scaletta (con ciò che mi sarebbe piaciuto riascoltare, io che di concerti di Giovanni Lindo & Company ne ho visti a bizzeffe dal 1986 al 2003!) tenendo conto della formazione del gruppo (con batteria e percussioni e con due bassi elettrici) e devo dire che in generale ciò azzeccato (sarebbe stato molto più difficile indovinare la scaletta del concerto del 2003 al Forte di Vinadio, dove non sapevo cosa aspettarmi e cosa avrebbero potuto suonare del disco omonimo dei PGR):
Ho pensato, per esempio, che i ritmi di "Divenire" potevano ospitare i versi di "A tratti", che un brano autobiografico come "I miei nonni" poteva essere collegato a brani come "Palpitazione tenue" o a "Come bambino"; che a "Cavalli e cavalle" fosse legato "Maciste contro tutti" (non solo per l'assonanza di "piangono i cavalli" del primo con "s'agitano i cavalli" del secondo, ma per la stessa riflessione sulla storia e lo stesso incedere incalzante dei ritmi) e così via, sperando nella rilettura anche di qualche inno "punkettone-orientaleggiante" di più vecchia data. E così è stato.

Non solo sono stato accontentato per la scelta dei brani, ma ho potuto assistere a una serata con Ferretti in forma strepitosa, forse come mai l'avevo visto: soddisfatto di sé, sorridente, sempre con un bicchiere di vino con cui brindare un po' alla Guccini, in salute, sicuro nel canto, chiacchierone e polemico e stimolante al punto giusto…insomma invecchiato bene, nonostante tutto, forse più saggio, sicuramente più consapevole d'essere esempio per tanti senza essere maestro per nessuno, essendo uomo imperfetto ma dalle mille risorse, dai mille input creativi, consapevole però di poter dare tanto ancora (comprese le sue a volte discutibili e originali idee politiche).
Ancora una volta tengo a ribadire che personalmente Ferretti l'ho sempre amato, rispettato (magari talvolta anche non compreso e altre maledetto) ma non l'ho mai idolatrato, né preso per oro colato tutto quello che lui ha detto.

PGRNuvolari041b.jpg Il concerto è iniziato con l'ultimo brano del nuovo disco, "Si può", poi è proseguito, dopo il saluto di Giovanni Lindo al pubblico, con due fenomenali versioni di "Narko$" (Epica, Etica…) e "Forma e Sostanza" (T.R.E.).
Ascoltare e vedere il buon vecchio Gianni Maroccolo riprendere in mano il basso elettrico e suonarlo in quel modo è stato per me che lo seguo dai tempi dei Litfiba di "Desaparecido" e"17 Re" particolarmente emozionante. Dall'altra parte Giorgio Canali controllava con maestria le distorsioni delle sue chitarre, cercando al meglio di sopperire alla mancanza di un Zamboni o delle tastiere di Magnelli.

Il nuovo disco è stato suonato quasi nella sua interezza: oltre a "Si può", abbiamo potuto ascoltare "Alla pietra", "Casi difficili" "Divenire", "Orfani e vedove" (il brano più discusso), "Tu ed io", "I miei nonni", "Cavalli e cavalle" (vero e proprio inno, fatto ben due volte!), "S'ostina".
E alternati a questi: una lunghissima versione di "Barbaro" (su CODEX) miscelata con "Maciste contro tutti", poi "Unità di produzione" (T.R.E.), "A tratti" (KODEMONDO), "Come bambino" (1°PGR), e "Tu menti" (SOCIALISMO E BARBARIE, anch'essa rifatta a furor di popolo come secondo bis, quando tutti gli amplificatori erano già stati spenti!).
In più, un pezzo inedito sull'Occitania ("Occitania: il nome femminile di Dio in Occidente", scandiva la voce di Giovanni) con letture da documenti storici che annunciavano le crociate contro gli Albigesi e i Catari del XIII secolo, i cui roghi sono diventati funebre simbolo a precedere i roghi dei forni crematori della Shoah. Chiara la ballerina, con in testa un elmetto medievale, si impalava alla Fatur, arrampicandosi e lasciandosi penzolare su un'insegna issata coi colori provenzali - giallo e rossi - del regno di Tolosa.

Tra le frasi scandite da Ferretti durante la serata ricordo:
Una precisazione sul ritornello di "Forma e sostanza", secondo cui "voglio ciò che mi spetta" significa avere "solo il giusto che spetta a ogni essere umano e niente di più, considerato che nel mondo la maggior parte delle persone non possiede che l'appena necessario per sopravvivere".
Ha ribadito la sua condanna contro i pacifisti (di cui tanto s'è discusso) e che mi sembra vada inquadrata allo stesso modo con cui Ferretti condanna il volontariato fatto per profitto. Ciò non significa che lui sia contro il volontariato e allo stesso modo non credo sia contro il pacifismo. Penso sia contro un certo modo falso e ipocrita di essere pacifisti. Ha sottolineato il fatto che "Ce ne vorrebbero di più di nemici contro cui combattere! "
E verso la fine del concerto: "Siamo soddisfatti di noi, ora tocca a voi essere soddisfatti di voi stessi!" Così dopo la performance dei "I miei nonni": "Si può invecchiare con dignità" e mi sembra di poter dire oggi che egli sia invecchiato bene o comunque molto meglio di altri.

"E mi sembra di tornare
In un sogno che conosco…"

Posted by SergioG at 16.07.04 10:01