15.05.04

Il concerto più bello della mia vita

Sul numero di Rockerilla di maggio un articolo di Giancarlo Susanna ha particolarmente attratto la mia attenzione. L'articolo si intitola The Dream Syndicate - Storie di fantasmi e nella parte iniziale dice:

"Vi sarà di sicuro capitato di leggere da qualche parte affermazioni del tipo "non bisogna mai incontrare di persona i musicisti e men che mai diventare loro amici; ne va dell'obiettività dei giudizi, eccetera eccetera"… Con tutto il rispetto delle opinioni altrui, mi viene proprio da dire "Balle!"
Dopo tanti anni di mestiere, ho più amici tra i musicisti che tra i colleghi. Il destino ha voluto che io non sia mai riuscito a vedere i Dream Syndicate dal vivo - alcuni dei loro concerti italiani sono entrati nella leggenda - ma nel lontano 1990 ho avuto occasione di assistere a una serata di Steve Wynn al Macabre di Bra (CN). Lo avevo intervistato nel pomeriggio e ovviamente gli avevo manifestato tutta la mia stima e la mia ammirazione. Per me Dream Syndicate era sinonimo di Stereonotte, di una musica bellissima e per niente "allineata" con le mode e le tendenze degli anni '80. E ognuna delle edizioni che mi avevano visto al microfono fino al 1989 era stata segnata da un loro album. Trasmettevamo da una riserva indiana anche allora, ovviamente, ma adesso che non c'è neppure quella specie di zona franca (è rimasto solo il sabato notte su Radio Uno), le cose sono davvero peggiorate a Radio Rai.
E' inutile dire che Steve fu gentilissimo. Tanto rilassato durante la conversazione in albergo quanto scatenato sulla piccola pedana del Macabre. Quel giorno è nata un'amicizia che mi onora e che è diventata col trascorrere del tempo sempre più salda.
DreamSyndicate.jpg Quando la Rykodisc ha annunciato la ristampa di "Ghost Stories" e "Live at Raji's", è stato naturale pensare di scrivergli per saperne qualcosa di più…"

Io ero presente al Macabre quella sera di quattordici anni fa. E' stato semplicemente il concerto più bello di tutta la mia vita. La scaletta scelta per l'occasione da Steve Wynn & soci mescolava le canzoni del suo primo magnifico album solista "Kerosene Man" (del 1990), con il meglio del repertorio degli allora appena sciolti Dream Syndicate. Ricordo che c'era addirittura uno dei componenti storici del gruppo, ovvero il chitarrista Karl Precoda. Fu una serata indimenticabile non solo per Giancarlo Susanna - a cui va tutta la mia ammirazione e i miei ringraziamenti non solo per l'articolo in questione, ma per tutto quello che ha fatto e ancora fa per la musica rock- e per il poco ma caldissimo pubblico presente, ma anche per il sottoscritto…Mi trovavo infatti in prima fila proprio davanti al signor Wynn, e come fan assai devoto mandavo a memoria tutte le sue canzoni fino ad allora incise ed ero notevolmente impressionato in primis dalla sua grande umiltà e carica umana, nonché dalla sua notevole tecnica chitarristica…
Mi ricordo peraltro che durante l'esecuzione di uno dei pezzi del nuovo disco, "Here on earth as well" se la memoria non mi inganna, una pausa più prolungata del solito nella versione dal vivo prima dell'entrata della voce di Steve, mi permise di fare - per un attimo breve ma intenso - un piccolo "duetto" con lui , dato che non riuscii a trattenermi e cantai al suo posto l'attacco che dava il via al crescendo finale ("that man say it ain't got no justice / he was stupid and he fell") che si sentì benissimo trovandomi a una trentina di centimetri dal microfono… Al ché Mr Wynn, sorridendo rispose scherzosamente con la battuta: "Here is my cousin!…" prima di continuare col bellissimo finale della canzone. Avevo i brividi dalla punta dei piedi alla punta dei capelli…Fu un concerto davvero straordinario per energia, qualità dei suoni e resa dei musicisti che accompagnavano Wynn (oltre al citato Precoda c'erano un bassista cowboy con stivalacci e cappello texano e un formidabile batterista, di cui però non ricordo i nomi) e progressivamente incendiato dai cavalli di battaglia dei Syndicate fino al conclusivo e interminabile bis di "John Coltrane stereo blues".
E così sono diventato - in una serata davvero speciale "cugino" italiano di Steve Wynn, che ha fatto dell'Italia un po' una seconda patria, non mancando mai di presentare in concerto negli anni a venire i suoi lavori appena pubblicati…
Inutile dire, per chi quei dischi non li ha mai ascoltati che ancora oggi sia "Ghost stories" (ultimo disco in studio dei Dream Syndicate, anno 1988) sia lo splendido "Live at Rajii's" (compendio dal vivo del meglio del gruppo) suonano genuini e validi a tutti gli effetti. Suggerisco quindi di non farseli scappare (tanto più che ci sono pezzi in più rispetto agli originali), così come non dovrebbero mancare - e spero vengano presto ristampati - gli altri loro capolavori, ovvero il primo disco "The day of wine and roses" (1982) e il secondo mitico "The medicine show" (1984) rintracciabili in vinile in qualche mercatino per collezionisti, a prezzi credo ancora accessibili.
Solo leggermente meno interessante "Out of grey", il terzo disco uscito nel 1986.
Tra i tanti dischi solisti e in compartecipazione di Steve Wynn, oltre a "Kerosene Man" e al successivo "Dazzling display" (1992) sono senz'altro da ascoltare "Melting in the dark" (1996) e soprattutto il doppio "Here comes the Miracle" (2001), nonchè il primo disco uscito come progetto "Gutterball" (1993). L'ultimo suo c.d. "Static transmission" è datato 2003.

Posted by SergioG at 15.05.04 00:07