is my blog burning? un po’ di storia: is my blog burning.it nasce chez elena e prosegue sulle pagine di iaia e poi di vesnuccia (a dire il vero, quest’ultimo scade domani: partecipate numerosi!). mi piacerebbe dare il mio contributo proponendo il tema ricette a base di pesce. vado a spiegare: dopo quattro anni passati in germania mi sono ormai abituato ad un tipo di cucina molto piú - mmm - sugoso di quello italiano. se in italia la norma è un secondo desolatamente costituito da un pezzo di carne o di pesce arrosto e basta, da accompagnare eventualmente con una fetta di pane e, volendo e pagando extra, con dei contorni che col secondo stesso non hanno niente a che fare, in germania il secondo è un piatto unico, in cui carne e pesce (e le necessarie verdure di complemento) sono solitamente cotti in modo da essere accompagnati da salse o sughetti che saranno opportunamente raccolti da riso, pasta o patate. credo che il panorama sia simile in olanda o nei paesi scandinavi. mi piacerebbe quindi trovare ricette, di pesce, che esulino dagli scontati - e un po’ noiosi - arrosti/fritture. apro le danze con una ricetta decisamente estiva e decisamente facile. andate la mattina presto al mercato a fare la spesa: per persona occorrono un filetto di cernia che taglierete a striscioline larghe un centimetro, tre fiori di zucchina, la scorza di mezzo limone biologico, una fetta di melone bianco (quello profumato e dolce, lungo e con l’esterno giallo) tagliato a cubetti piccini, mezzo bicchiere di martini bianco e mezzo bicchierino di rum, un pizzico di sale e di pepe bianco, un cucchiaino di zucchero di canna, un po’ d’olio d’oliva. avete tutto? bene. ora ficcate tutto in un piatto fondo in modo che i liquidi ricoprano il resto, e lasciate riposare in frigo per una decina di ore. a sera aprite il frigo, prendete il piatto, annusate e compiacetevi del profumo, e buttate il tutto in una padella antiaderente preventivamente arroventata. dovrà cuocere a fuoco alto molto brevemente, giusto il necessario perché i pezzetti di cernia non siano piú rosa, ma non abbastanza da fargli perdere il profumo di pesce quasi crudo. ad ogni modo dovrà rimanere sul fondo della padella un bel po’ di sughetto, che sarà adeguatamente raccolto con del riso pilaf. il tutto si accompagna adeguatamente con un buon chardonnay, volendo fare gli esotici con uno chablis.