sistemi assiomatici e assiomatica della vita reale.
su eschaton qualche tempo fa si criticava il mio penultimo post con tipiche argomentazioni pre-postmoderne.
quando una macchina o un matematico fanno notare al letterato quali siano le implicazioni di una regola stira(cchia)ta fino ai suoi estremi limiti, il letterato risponde con insofferenza che non è quello che si intendeva quando la regola è stata creata. falso. la regola è lì per essere stiracchiata fino ai suoi estremi limiti. non è corretto - e prima ancora, non è morale - cambiare regola per la definizione di qualcosa solo perché la regola non ha filtrato casi apparentemente paradossali. in questo (e solo in questo) credo che il matematico e il giurista siano davvero affini.
quando una macchina capace di passare il test di turing mi suggerirà di comprare viagra, prometto che ci penserò su seriamente - anche perché immagino che quando questo succederà sarò talmente vecchio da averne bisogno davvero.
qualche giorno dopo sempre raffaele ventura ha alzato la mira proponendo una breve apologia dell’id e - già che c’era - di dio, sotto il vessillo dei kraftwerk. ovviamente, nei commenti ci si è accapigliati nel fango.