ritratto dello spammer come benefattore. è notizia di questi giorni che google sta tentando di introdurre un nuovo approccio alla gestione dei captcha - qui la notizia originale sul blog aziendale di google, qui la girata (forse un po’ troppo entusiastica rispetto alla reale portata dell’innovazione) di punto informatico, qui c’è il paper in cui tre ricercatori di google presentano la loro idea in dettaglio. l’idea di fondo è che visto che molti captcha sono risolti non da esseri umani assoldati alla bisogna ma da sistemi informatici - tipicamente reti neurali specificamente allenate - un captcha difficile sia un captcha che non sfrutta i tipici punti di forza delle reti neurali: visto che per esempio ormai le reti neurali sanno riconoscere i volti molto bene, dice google (e, aggiungo io, anche voci e poligoni o texture complesse*), è il caso di sviluppare captcha che non siano risolvibili riconoscendo volti.
la mia sensazione è che si tratti di una mera traslazione del problema: se si allena una rete neurale a raddrizzare tramonti o pappagalli oltre che volti umani, la rete neurale lo farà senza troppi problemi, nell’arco di pochi mesi o anni. in compenso, mi sembra una bellissima occasione per costringere gli spammer di tutto il mondo a fare ricerca informatica. il primo annuncio di un captcha risolto da una rete neurale fece scalpore, nel lontano 2005; ora è routine. risolvere captcha per vendere pillole blu ci sta avvicinando all’intelligenza artificiale molto piú dell’istituzione di un faraonico x prize, secondo me.
bonus #1. visto che ieri mi ha linkato inkiostro, sfrutto orrendamende il maggiore afflusso di lettori per fini diversi da quelli bloggici: se qualcuno fosse interessato a questo convegno, non completamente lontano dal tema di questo post, batta un colpo. bonus #2. in questi giorni ricorre il 90esimo anniversario dell’istituzione della repubblica sovietica bavarese. sapevatelo e celebrate quei giorni gloriosi.
- ma davvero a google usano ms word per scrivere gli articoli scientifici? ** per quanto ne so, il riconoscimento vocale ormai si basa quasi esclusivamente su reti neurali e simili, così come i tentativi di guida robotizzata. è interessante osservare che anche il riconoscimento automatico delle targhe ai fini di controllo del traffico è essenzialmente un enorme esperimento di soluzione di captcha.