non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


10/2/2006

in the morning john leaves the seat up after performing #1. in the evening he puts it down. tra i link di a quantum diaries survivor trovo un link ad un articolo dello science creative quarterly che si occupa di dimostrare, usando metodi della teoria dei giochi, l’annoso problema di come comportarsi con la tavoletta del water di un’abitazione condivisa da un uomo e una donna. l’articolo andrebbe letto per almeno tre motivi:
1) fa capire in maniera immediata e profonda come pensa un matematico;
2) fa capire come un articolo del genere sia divertentissimo quando letto dalla fonte originale, e diventi terrificante quando viene rimasticato da un giornalista di repubblica ("trovata l’equazione per il posizionamento perfetto della tavoletta del wc");
2bis) fa capire cosa un matematico trovi divertentissimo, e cosa no;
3) arriva ad una conclusione, quella citata nel titolo del post, che oltre che essere per me imprevista è anche contraria alla severa presa di posizione che avevo postato quasi due anni fa in un commento chez inkiostro.

se 7 ore e 36 vi sembran poche. in questi giorni in germania si sciopera. o meglio: al momento si sta scioperando in baden-württemberg, la regione piú ricca della germania; da lunedì si inizierà anche nelle altre regioni. in germania non c’è un sindacato confederale, i sindacati sono tutti di categoria e tra quelli piú ricchi e potenti c’è ver.di, il sindacato dei dipendenti del terziario e della pubblica amministrazione: dagli spazzini ai dipendenti delle mense, dai baristi ai professori universitari, dentro c’è quasi di tutto (operai a parte, che sono nell’altrettanto potente ig metall). perché si sciopera? perché il governo regionale del baden-württemberg per fare cassa vuole aumentare l’orario lavorativo a 40 ore settimanali (ora sono 38) senza aumento di salario. ora, io non sono particolarmente d’accordo (e infatti non sciopero) perché a) io lavoro già almeno 60 ore settimanali, e non mi dispiace farlo, e b) credo che sia meglio accettare di allungare l’orario lavorativo senza aumento dei salari (che comunque sono già pingui) contrattando in cambio un aumento dello stato sociale e/o maggiori tassazioni per i ricchi, piuttosto che rifiutare in blocco le trattative (trattative per altro spianate da una clausola che prevedeva esplicitamente questa possibilità e insensatamente firmata neanche dieci mesi fa dallo stesso sindacato). ma non è di questo che volevo parlare.
dicevo, nonostante non partecipi allo sciopero, il mio animo da vecchio bolscevico si emoziona alla parola sciopero, e non cesso di stupirmi di come nel resto del mondo (a differenza che in italia, tramvieri milanesi a parte) gli scioperi siano seri, vadano avanti ad oltranza, gli scioperanti vengano retribuiti dalle casse del sindacato, e non ci siano preavvisi. in questi giorni l’aspetto piú evidente dello sciopero è la mancata pulizia delle strade dalla neve: quando lo sciopero è stato dichiarato si era sopra lo zero e non ce ne si accorgeva, ora sono tre giorni che nevica e ci sono 30cm di bianco dappertutto. gli autobus viaggiano ancora, anche se con ritardi, ma non so per quanto riusciranno a farlo ancora, soprattutto nelle zone periferiche. è strano pensare che le sorti di un movimento di lavoratori possano prendere una strada o l’altra a seconda del meteo.

la domanda del giorno. scusate, ma il movimento dei diritti civili non è il partito di sgarbi che fa parte della coalizione di centro-sinistra? così, giusto per sapere.

oggi si ascolta:
evening sun
degli strokes (oh, nonostante tutto a me il disco piaciucchia).

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