non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


29/12/2005

wake up, buh!, it’s a beautiful day! detesto tutto il qualunquismo antiparlamentarista che ha infettato l’italia negli ultimi quindici anni, ritengo tutto sommato ragionevole pagare oltre diecimila euro al mese il migliaio di persone piu´ politicamente importanti in questa repubblica, credo che prima di criticare l’ipotetica autoreferenzialita` dei deputati occorrerebbe guardare anche a quella, per dire, dei dirigenti d’azienda.
detto tutto questo: so che parlava pro domo sua, so che era strumentale, so che tutto cio` non ha alcuna coerenza con l’operato storico del parlamento; ma permettetemi per due minuti di assentire mentalmente con la risposta che casini ha dato ieri a chi si scandalizzava di una convocazione del parlamento alle 9:30 di mattina (neanche fossero state le 5): “a quest’ora la gente va a lavorare". in effetti, alle 9:30 la gente (o almeno, buona parte della popolazione) a lavorare c’e` gia` andata da un bel po’, e mi sembra assai riprovevole che questa mancanza di decenza sociale sia venuta in massima parte da deputati di sinistra.

la domanda del giorno. ne so troppo poco io di teoria della relativita` ristretta o questo articolo non ha alcun senso?
(invece, pur non avendo particolare interesse nelle equazioni da ingegneri, mi sembra curiosamente ben riuscito questo post di giavasan sulla velocita` a cui camminare per minimizzare l’esposizione alla pioggia).

oggi si ascolta:
christmas is cancelled
dei long blondes (si può trovare qui).

28/12/2005

minimalismi. qualche giorno fa su copy, right? sono comparse ulteriori cover di last christmas. è feticismo, questo è chiaro: come italiano non posso non rimarcare che una delle versioni è quella (incredibile dictu) dello zecchino d’oro, definito (incredibillimum dictu) “kidz bop d’italia” (sic).

l’ameno giochino. ditemi voi se my lover’s boyfriend degli hospitalle non ricorda impressionantemente la (precedente, a quanto pare) take it easy (love nothing) di bright eyes.

vorrei essere parte di un movimento giovanile*. ricordo, l’estate scorsa, una gradevole serata passata a gironzolare per la provincia barese col sodale. non so cosa avessi bevuto, ma ad un certo punto sono partito per la tangente iniziando un insopportabile lamento basato sul terrore che l’indie stesse per morire: non voglio tornare - dicevo - ad una fase in cui la musica e` crudele e violenta e maschilista e schitarrosa, non voglio tornare ai cantanti morti di eroina e ai batteristi violentatori, voglio rimanere per sempre con questa musica qui, per sempre (l’origine di questo brutto trip credo fosse stato l’ascolto troppo prolungato di i’m glad i hitched my apple wagon to your star dei boy least likely to): sto gia` crescendo io, non voglio una musica che cresca con me**.
il sodale taceva e, probabilmente, pensava di avermi definitivamente perso.

stacco. sono passati sei mesi e io sono sempre piu´ convinto che l’indie stia morendo, ma almeno ho fatto in tempo ad annusarlo e a poterlo fieramente raccontare ai miei nipotini, io che sono stato troppo giovane per il grunge, troppo snob per l’hip hop e troppo topo di biblioteca per 2 step e french touch. come fare a tirare la sua agonia per le lunghe? come fare a passare la boa dei trent’anni senza rendermi ridicolo canticchiando (almeno, non in pubblico) canzoncine che parlano di case sugli alberi e turbamenti adolescenziali? ecco la soluzione: ascoltando gli strip squad.
the adventures of strip squad e`, almeno per me, tutto quanto io abbia mai desiderato da un disco: e` corto abbastanza (meno di venticinque minuti) per potermi far credere di aver comprato un ep (indiesnobismo), e` pieno di pezzi che piu´ canticchiabili non ce n’e` dai tempi di is this it?, e` cantato per lo piu´ da ragazze svedesi (ci siamo capiti) tra cui quella qui a fianco, e` pieno di testi volgarotti e piu´ che allusivi, si puo` scaricare quasi integralmente in mp3 dal loro sito (ma, a essere sinceri, i due pezzi non in download sono trascurabili), a volerlo comprare (cosa che consiglio caldamente) costa giusto 7 euro, spese di spedizione incluse - il costo di 1,5 birre medie, forse meno. scusate, sto assumendo il tono da imbonitore; cerco di controllarmi. il fatto e` che davvero questo disco e` un capolavoro di equlibrio tra synth, chitarrine twee, coretti e battimani da un lato - a seconda dei punti di vista, potrebbe essere anche un incubo di daw - e testi che sembrano presi pari pari dai primi raveonettes, pieni di adolescenti copulanti e piselli grandi quanto cocomeri (ogm?). unreliable narrator e hairless youth of bosnia (titolone) contengono dei pezzi di e-xilofono come non se ne sentivano dai tempi di gone daddy gone (e ho detto tutto) e down and out and away e` davvero il meglio che uno possa ragionevolmente aspettarsi da una canzone di 3′18″ per sola chitarra e charleston nel 2005 - non esagero (o almeno, non credo di farlo). pervert/expert potrebbe essere la storia di una prima volta che - ah, se ci fossero stati loro invece di venditti vent’anni fa, probabilmente oggi l’italia sarebbe un posto ben migliore; e il testo di if you don’t take me right away, you might as well fuck off! finisce con “he turned me on by the pooltable/ i saw his underwear label/ (oh so fuckable!)/ but instead of having me against the wall/ he airfucked on the floor in the dancehall". devo aggiungere altro? secondo me potrebbero essere i radio dept. del 2006 - lo credo davvero.

le centraliniste mi dicono che c’e` ancora tempo. allora - hhhhhgh - aggiungo ancora un servizio di bicchieri in cristallo di boemia con bordo in oro zecchino. non vi basta? aggiungo anche una coperta in pura lana merinos - hhhhhgh - del valore commerciale di 150 euro.

* citazione da una semi-hit anni ‘90 di una (in italia) misconosciuta band tedesca, i tocotronic. titolo geniale, anche se la canzone lo e` un po’ meno.
** si noti la rivendicazione del tutto antitetica a quella che e` alla base di 31 songs.

ah, il vero humour. è da anni che vengo perseguitato da un luogo comune che, nei giri cinefili, è forte quanto quello della preferibilità del clima secco a quello umido nei discorsi da ascensore: massimo boldi fa vaccate, d’accordo, ma in fondo è un grande attore, e avrebbe fatto meraviglie se qualcuno gliene avesse dato la possibilità. è per corroborare infine questo luogo comune, propalato da tanti amici solitamente rispettabili, che ho l’insana passione di leggere tutte le interviste a boldi in cui mi imbatto, alla disperata ricerca di uno spunto, un lampo d’intelligenza, un guizzo.
ieri boldi viene intervistato sul giornale: il tema è ovviamente quello della sua separazione da de sica e della sua migrazione verso lidi meno commerciali: benissimo, mi dico. poi continuo a leggere e, per esemplificare la differenza tra lui e (quell’avido di) de sica, boldi pronuncia le seguenti frasi: “come si fa a lavorare con gente che non sa cosa significhi far ridere? a natale a miami mi hanno tolto una battuta bellissima; io vestito da sommelier apro una bottiglia di coca cola e dico “sa di tappo”.
una battuta bellissima.
e il giornalista non gli avrà neanche chiesto il permesso di potergli toccare il braccio.

fascismi. mi fa sempre una strana impressione il fatto che in italia, il piu´ delle volte, quando si vuole ironizzare su ratzinger si richiama il suo presunto passato nazista: come se fosse il tema principale a cui aggrapparsi, come se non ci fossero argomenti molto piu´ seri e recenti da criticare.
la cosa mi sembra ancora piu´ bizzarra perche´ sottende la classica e pregiudiziale identita` germania=terra di nazisti - il che e` assai curioso, detto da parte dei cittadini di un paese in cui, mi pare, si e` fatto i conti col proprio passato molto ma molto meno che in germania. un piccolo esempio per chiarire.
qualche settimana fa un gruppo di turisti va in visita al lager di sachsenhausen e viene apostrofato da una coppia di giovani idiote con il saluto fascista (quello che in italia con comprensibile orgoglio patriottico viene detto “romano"). detto fatto, dopo un processo per direttissima e` gia` arrivata la condanna a dieci mesi di prigione. in italia, invece, un singolo idiota (che da solo ha il doppio degli anni delle due idiote di cui sopra) puo` tranquillamente fare il saluto fascista di fronte a decine di migliaia di persone e, per sovrammercato, aggiungere che lui e` fascista, non razzista, senza che alcun giornalista, o politico, o giudice, si senta in dovere di chiedergli conto delle sue dichiarazioni deliranti.

update: sull’abbondanza - in germania - di riflessione storica sul proprio passato, consiglio di dare uno sguardo a questo. mi chiedo se un’iniziativa del genere è mai venuta in mente agli amministratori torinesi.

oggi si ascolta:
glazed chocolate
degli scuola furano.

27/12/2005

repubblica sempre sulla notizia - #2. roma, svaligiato appartamento nel quartiere parioli

repubblica sempre sulla notizia. passa con il rosso, gigi d’alessio multato a frosinone (grazie a vale e giavasan)

a christmas carol. daw rinnova il tradizionale appuntamento con i sentimenti natalizi di brullonulla:
[…]
il resto della storia è qui, also featuring: la morte (?) di igor, la trasformazione di un sammarinese in babbuccia e l’intervento del terribile comic sans ms man.

oggi si ascolta:
cowbell
dei tapes ‘n tapes (in download su revolution in the head).

26/12/2005

repubblica sempre sulla notizia. palermo: detenuto ottiene “colloquio” col suo cane (grazie a fabrizio)

la domanda del giorno. gecco organizza meritoriamente la terza edizione del disco bravo (i miei dischi bravi a breve, lo prometto. aspetto solo di vedere come saranno gli strokes). insomma, dicevo, disco bravo 2005. a me c’è qualcosa che non convince (come anche nella classifica di pitchfork). possibile che nessuno, dico nessuno abbia pensato ad adam green? che mi stia sbagliando? che sia uscito l’anno scorso (ma non credo, ché tutti i siti lo datano 2005)? una dimenticanza collettiva?
no, perché per me - già lo dico - è sicuramente uno dei tre dischi migliori di quest’anno.

oggi si ascolta:
negotiate with love
di rachel stevens (mettiamola così: non è in alcun modo un tipo di musica che io ascolterei mai di mia spontanea volontà; però ci sono, nella vita di un giovane indie, serate in cui viene pregato di mettere i dischi per compleanni di altri amici indie (ma un po’ meno di lui) che insieme ad art brut ed lcd soundsystem non riescono a fare a meno di voler ballare anche il nuovo singolo di madonna o cose analoghe. ecco, in questi frangenti la canzone del giorno è perfetta e vi attirerà un sacco di domande ammirate sull’identità della cantante. grazie, mondo oltro!).

23/12/2005

come quando i vecchi parlano della sisal, o i trentenni usano napster come paradigma di programma di file sharing. ecco, nell’ultima settimana mi è successo una manciata di volte di accedere a batteriaricaricabile digitando ffwd.
(sarà perché ho fatto la maturità prima della riforma, e non ho imparato a navigare perfettamente, coi computer, su internet).

repubblica sempre sulla notizia. presepi: a cattolica è nella vasca degli squali

minimalismi. un rapido giro per la città in pieno trip prenatalizio mi ha mostrato un indiscutibile ritorno in auge della minigonna strappamutande (non so ancora come prenderla) e incredibili pantaloncini corti, leggermente sopra il ginocchio, da abbinare a collant che sembrano calzettoni (che invece sarebbero da prendere a sberle).

scappo dalla baviera e li ritrovo in italia?

programmi ambiziosi*. appena sentita durante la conferenza-stampa di berlusconi su raiuno: “con la nuova riforma i giovani usciranno dalla scuola dopo dodici anni […] in grado di navigere perfettamente, con i computer, su internet".

* inevitabile titolo alternativo: “oh, so they have internet on computers now".

oggi si ascolta:
this modern love
di final fantasy.

20/12/2005

la domanda del giorno. atroce sospetto: e se il video di misread fosse solo la versione estiva di quello di last christmas?
(se oggi non se ne parlasse tanto in giro probabilmente non mi sarebbe venuto in mente).

repubblica sempre sulla notizia. la “chitarra d’aria” - per diventare rocker bastano due guanti e un computer

“derivare è tecnica, integrare è arte". qualche anno fa lo diceva a lezione un mio professore di analisi 3, e tutti annuivano compunti. “a derivare sono brave anche le macchine, a integrare no". ora pare non sia piú vero.
per altro, leggendosi le faq dell’integrator viene il sospetto che, almeno in parte, oltre a buoni algoritmi e magari un tantino di forza bruta, in alcuni casi il programma si limiti a confrontare la funzione integranda data con un proprio database interno; sulle prime questo mi ha rassicurato, ma in effetti ora non sono piú tanto sicuro che questo non sia vero e onesto integrare; per lo meno, che non ci sia molta differenza dal metodo utilizzato da big blue della ibm per essere un grande campione di scacchi (essenzialmente: immagazzinare una quantità spaventosa di dati relativi a partite del passato da confrontare con le situazioni reali di gioco). perché nessuno mette in dubbio che deep blue sia un grande campione di scacchi, vero?

minimalismi. da queste parti si sentono assai spesso delle esplosioni. dopo un po’ ho deciso che deve trattarsi di bang supersonici, visto che non c’è altra spiegazione (anche se immaginavo che fosse piuttosto vietato per i piloti militari provocarli a capocchia su aree urbane). il rumore è davvero impressionante.

oggi si ascolta:
unreliable narrator
degli strip squad (poi ci torno su, sappiate solo che questo disco - uscito la settimana scorsa e già consegnatomi dalle zelanti poste germaniche - è con ogni probabilità il disco indiepop del 2005 - e di conseguenza il disco del 2005. per corroborare la mia tesi trascrivo il testo della sullinkata canzone del giorno:

he works at the sushi-place every sunday
gets enough to pay the rent
the rest of his money, is it stolen or lent?
he’s a shifty character
but then i’m the unreliable narrator

when he masturbates
he thinks of pretty things
like the arch of your eyebrow
your almond shaped eye
the way you looked
when you said goodbye

he goes dancing at the indie-club every friday
too shy to make a move
doesn’t dare to talk
but his penis, i’ve seen it,
it’s hard and erect as a carrot, sir
he lies dreaming in his bed every day
about someone, you know who
but he’s not in love with her
he’s not in love with her
unreliable narrator!

when he masturbates
he thinks of pretty things
like the arch of your eyebrow
your almond shaped eye
the way you looked
when you said goodbye

sideway stumbler
post-orgasm slumberer
cock the size of a cucumber
unreliable narrator!

when he masturbates
he thinks of pretty things
like the arch of your eyebrow
your almond shaped eye
the way you looked
when you said goodbye
).

19/12/2005

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto del 29.11.05)

repubblica sempre sulla notizia - #2. israele, 400 mutande su tomba rabbino per trovare marito

repubblica sempre sulla notizia. la cina festeggia basi, la star dei panda compie 25 anni

minimalismi. la tesi di dottorato è come il porco: non si butta via niente.

oggi si ascolta:
white dwarf
degli… degli… degli a… no, dai - dillo! dillo! - degli a… degli a-ha (l’ho detto. io l’ho trovato qui - grazie, panda tristi! - ora però abbiate anche voi il coraggio di trovarla e ascoltarla e dichiarare che sì, potrebbe tranquillamente essere un pezzo minore dei radiohead o persino dei low.

gli a-ha! diomio che figura…).

14/12/2005

esportare la qualità editoriale. dopo qualche giro di forward, oggi ho ricevuto una mail di un giornalista della süddeutsche zeitung, l’equivalente tedesco di repubblica, per atteggiamento politico e diffusione. ahimè, mi sembra di capire, non solo per questo.
nella mail si rivela che un numero invernale del loro inserto settimanale sarà totalmente dedicato alla matematica. già il fatto che la storia di copertina dovrebbe essere un’intervista a mandelbrot non depone a loro favore, ma i dubbi diventano certezze quando si arriva alla loro domanda d’aiuto: potremmo consigliargli qualche storia che dimostri come la matematica possa essere utile alla vita di tutti i giorni? per darci un’idea di cosa auspicherebbe, il giornalista fa lui stesso tre esempi:
Es heißt ja oft, Mathematik sei ein abgehobenes Fach, das nichts mit dem Alltag zu tun hat. Dabei reduzieren Mathematiker komplexe Fragestellungen immer wieder auf einfache Gleichungen oder Lösungen: Wissenschaftler an der Universität von Seattle haben zum Beispiel ein Modell aufgestellt, mit dem man die langfristigen Chancen einer Ehe
ausrechnen kann. Ein Forscher am CERN hat ausgerechnet, dass sich jeder noch so wacklige vierbeinige Tisch durch eine Drehung in einen festen Stand bringen lässt. Zwei US-Infomatiker haben eine Funktion P(x) entdeckt, die die Wahrscheinlichkeit für das Eintreten eines Terroranschlags zu einem bestimmten Zeitpunkt berechnet/vorhersagt, an dem x Opfer zu beklagen sind.

veloce traduzione:
si dice spesso che la matematica sia un campo astratto che non ha niente a che fare con la realtà. invece i matematici riducono problematiche complesse sempre a semplici equazioni o soluzioni: scienziati dell’università di seattle, per esempio, hanno costruito un modello con cui si possono calcolare le chance a lungo termine di un matrimonio [non ci credo. dov’era repubblica quando un’equazione del genere è stata pubblicata?]. un ricercatore del cern ha trovato che ogni tavolo a quattro gambe instabile si può stabilizzare tramite una rotazione [???]. due informatici statunitensi hanno scoperto [!] una funzione p(x) che calcola/predice la probabilità con cui ad un certo momento [a quale momento? dov’è la variabile t?] accadrà un attentato terroristico che farà x vittime.
secondo me alessio balbi è diventato caporedattore scientifico della süddeutsche.

minimalismi. da adolescente, come quasi tutti in quella fase alla metà degli anni ‘90, ero innamorato dell’inghilterra. un amore abbastanza ignorante e irrazionale, ma tant’è. poi ci ho passato tre estati, da quelle parti, e poi attraverso film, e musica, e libri, ho iniziato a farmene un’idea un po’ più precisa, e l’innamoramento si è lentamente afflosciato. è rimasta tuttavia una certa qual simpatia a pelle per quel mondo, per gli oasis famosi quanto i beatles (e quindi - per proprietà transitiva - più famosi di gesù cristo) e per i bus a due piani e per un mondo capace di creare pub orrendi ma anche gli smiths.
oggi ho finito di leggere 31 songs. in questo semestre è qui da noi in dipartimento una dottoranda inglese. ecco, questi due fatti da soli hanno distrutto ogni residua passione per l’inghilterra. per carità, nick hornby e philippa sono sicuramente ottime persone, simpatiche, dai giudizi spesso condivisibili. ma il mondo che si intravede dietro di loro è, al momento, quanto di più lontano dai miei interessi e dalle mie passioni io possa immaginare (america rurale a parte): un mondo di quarantenni che ascoltano elvis costello perché non hanno più le palle per ascoltare i suicide, di cinema di sedicente essai che non mandano mai neanche a pagarli un film non in inglese, di distruzioni programmatiche del venerdì sera.
non mi sono mai sentito nazionalista come in questo periodo - nazionalista nel senso di europeo continentale. non so se la cosa mi piace.

la domanda del giorno. un paio di giorni, mentre facevamo matematica, il mio capo ha improvvisamente citato i talking heads - per me l’ennesima e per altro non necessaria prova del fatto che lui è un grosso. mi chiedo che effetto farei io, invece, se fra trent’anni (sempre che ci arrivi) dovessi citare adam green ad un mio giovin collega.

oggi si ascolta:
chicago breakdown
di thomas heberer e dieter manderscheid.

13/12/2005

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto del 29.11.05)

oggi si ascolta:
do they know it’s halloween? della indie allstar charity.

12/12/2005

mai piú senza.
acquario usb
un acquario usb. in vendita nei migliori negozi geek di ulm.

la domanda del giorno. ma che senso perverso dell’umorismo deve avere un giornalista italiano per trovare divertente (anzi, temo che stia ancora ridendo) intitolare una notizia olanda, si spegne a 100 anni figlio del fondatore philips?

minimalismi. oggi per la prima volta ho tenuto una lezione in una vera aula universitaria, una di quelle come si mostrano nelle pubblicità cialtrone, un anfiteatro lungo e alto. son cose, davvero; non credo mi dimenticherò mai la dimostrazione che ho spiegato - anche perché mi sono reso conto è una dimostrazione davvero elegante (non so se lo è davvero o è solo perché ogni scarrafone eccetera).

aiuto. da qualche giorno il mio blog ingoia commenti, non tutti e non sempre, non so perché. mi sembra di averne visti un paio di massimo morelli e di toniquiora ma, appunto, non posso controllare perché sono spariti; e chissà quanti altri potrebbero essere spariti senza che neanche li abbia visti. facciamo così: se qualcuno ha postato un commento che poi non vede apparire potrebbe per favore postarlo nuovamente, per favore? io intanto mi scervello per trovare qualche soluzione un po’ piú elegante.

il piccolo angolo del qualunquista. sarà che in germania il volo di ogni aereo è comunemente considerato un disastro ecologico (beh, comunemente nei miei giri), e forse quest’idea mi ha permeato; o sarà forse che da piccolo ho sempre trovato molto avvincenti le imprese maoiste titaniche, i km³ di valli riempite d’acqua per farne dighe - e insomma il progresso industriale non va mai fermato; ma come la lotta di una valle contro la costruzione di una tratta ferroviaria possa essere considerata una battaglia di sinistra, beh, è una di quelle cose che davvero non riesco a capire.
(una tratta ferroviaria internazionale, poi. vi meritate di vivere nell’albero degli zoccoli, va’).

oggi si ascolta:
there is a light that never goes out
dei lucksmiths.

5/12/2005

la domanda del giorno. quando entri in una banca tedesca c’è qualcosa che non ti torna, ma per qualche minuto non capisci bene cosa. poi ci arrivi: non ci sono protezioni. non ci sono metal detector. non ci sono (apparentemente) telecamere. non ci sono (l’ultimo grido nelle banche italiane) controlli di impronte digitali all’ingresso. non ci sono neanche vetri divisori antiproiettile allo sportello; in effetti non ci sono proprio vetri di alcun tipo, allo sportello: lo sportello è, semplicemente, una balaustra a cui appoggiarsi per firmare i moduli guardando l’interlocutore/trice negli occhi.
ma davvero i malviventi tedeschi sono così coglioni che non gli viene in mente di rapinare le banche, nonostante tutto?

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto del 29.11.05)

repubblica sempre sulla notizia. ecco bimba piú buona d’italia, è di gela e ha 8 anni
(Le sue insegnanti hanno inviato la sua storia alla Fondazione nazionale bambino piu’ Buono d’Italia, e la giuria di esperti non ha avuto dubbi a scegliere lei tra centinaia di candidati di tutta la penisola. corsivi miei, maiuscole no. ne deduco che c’è chi di mestiere fa l’esperto di bambini buoni.)

esportare la democrazia (chissà che in cambio non si riesca ad importare l’habeas corpus). la storia in breve: qualche anno fa la cia si convince che un cittadino tedesco di origine libanese sia legato ad uno dei dirottatori dell’11 settembre, lo rapisce mentre si trova in macedonia e lo porta in una prigione afghana, dove costui viene torturato e costretto a confessare; salvo poi appurare che in effetti hanno preso un granchio e riportarlo in germania.
visto che la vicenda per loro è imbarazzante (ma solo perché si erano sbagliati: nel 2005 nessun politico o giornalista osa dire che la vicenda sarebbe scandalosa anche se quest’uomo fosse davvero stato un terrorista) l’ex-ambasciatore americano a berlino chiede al ministro degli interni otto schily (di gran lunga il peggior ministro del governo schröder) di evitare di diffondere la notizia. “obbedisco", risponde schily con senso di responsabilità garibaldina, e la cosa finisce lì; fino a che un articolo del washington post (?) non rivela la vicenda al pubblico, quando ormai la stella di schily è già tramontata. la cosa probabilmente non avrà particolari ripercussioni politiche, perché i verdi - che in quel periodo erano al governo coi socialdemocratici - ora si indignano e gridano forte di non aver mai saputo niente, loro; mentre l’spd, che al governo c’è rimasto, si è lavato la coscienza con un’opportuna opera di svecchiamento generazionale, di modo che di schily e dei suoi compari ora sulla scena politica non c’è piú traccia; il che è forse uno dei pochi esiti positivi del voto dello scorso settembre.

oggi si ascolta:
dare
dei gorillaz (la quintessenza di un pezzo dance cafone che non mi dovrebbe mai piacere, in effetti, di quelli che si mettono alle feste di studenti erasmus con sangria a 1€; e invece, ahimé, per tutto il weekend non ho fatto altro che ascoltarlo e ballarlo da solo, mentro ero in macchina diretto alla volta di berlino e poi di nuovo verso il profondo sud).

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