presbiopia geopolitica. qualche anno fa michele serra proponeva, come tentativo di arginare la trasformazione delle pagine politiche in cronache di beghe da cortile (all’epoca la trasformazione sembrava ancora arrestabile), una misura facile facile: provare a formulare tutte le notizie sostituendo ai nomi delle starlette parlamentari i loro ruoli istituzionali, e poi decidere onestamente se la notizia mantiene un qualche interesse: quindi non “tajani, fi: le primarie si sono dimostrate un bluff. chi certifica il numero dei votanti veri?“, per esempio, ma “il capogruppo di forza italia al parlamento europeo ed ex-candidato a sindaco di roma ritiene che i dati sull’affluenza alle primarie del centrosinistra italiano siano un bluff per la mancanza di controllo sul numero dei votanti"). ecco, a me sembra che se si fosse applicata una misura del genere al caso di valerie plame si sarebbe dovuto smettere di parlarne mesi fa. a me sembra che tutto sia sintetizzabile in: una giornalista di secondo piano del new york times si è fatta qualche mese di galera per non aver voluto rivelare una sua fonte confidenziale che le aveva indicato l’identità di un’agente della cia: poi è comunque emerso che questa sua fonte confidenziale era un collaboratore del vicepresidente americano e lei è stata liberata. messa così, sinceramente, non capisco perché decine di blog italiani si debbano interessare ad un caso che mi sembra essenzialmente di politica interna americana, e neanche dei più coinvolgenti. dice: ma è in ballo la credibilità del gruppo che governa gli stati uniti: balle, se mai dovessero esserci conseguenze per libby non vedo come questo potrebbe toccare bush. dice: ma è in ballo il principio giuridico della libertà d’informazione e/o della correttezza della gestione delle fonti: balle anche queste. in germania si sta sviluppando da mesi un caso analogo: in breve, qualche mese fa un giornale di berlino, cicero, riesce a ottenere un rapporto confidenziale dei servizi di sicurezza tedeschi su un presunto terrorista giordano e ne pubblicano stralci sul giornale. al giornale viene chiesto di rivelare chi ha passato il rapporto, ma questo nome non viene fuori: allora il ministro degli interni tedesco dispone un’indagine che culmina con la perquisizione della sede del giornale e il sequestro di un sacco di materiale cartaceo e informatico. ne seguonograndi polemiche politiche, anche trasversali, tra chi difende il giornale e chi difende il ministro. in germania la cosa tiene banco da mesi e non mi sembra che alcun giornale italiano se ne sia occupato: correggetemi se sbaglio. qual è il senso di controllare ogni ruttino della politica interna americana e poi disinteressarsi del tutto a quella del più grande e importante paese europeo? e se ve lo steste chiedendo: no, in germania ci si comporta diversamente: ecco per esempio l’articolo dello spiegel, in inglese,
(per inciso, noto come in germania un articolo di giornale è comprensibile anche a chi non ha seguito per mesi e quotidianamente una certa polemica: al fondo dell’articolo il giornalista trova sempre il modo di fare un breve riassunto di ciò di cui si sta parlando: per esempio il caso cicero in questione, o il caso dello scandalo sindacale della volkswagen di cui avevo parlato qualche mese fa e su cui ieri si è improvvisamente avventata con insopportabile piglio allusivo-pruriginoso anche repubblica. voi invece provate a prendere qualche articolo italiano relativo a qualche polemica di un paio d’anni fa - chessò, uno sul seppellimento delle scorie nucleari in qualche sperduto angolo d’italia - e vedete se a rileggere l’articolo sulle reazioni dei politici si capisce chi dice cosa, e perché).
e ti commento per la seconda volta:
leggi questo libro e non leggerai più i quotidiani italiani con lo stesso occhio
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=FXSP9KJ6944LD
Comment by Yoshi — 23/10/2005 @ 11:33 pm
Delio, io sospetto tu soffra della mia stessa sindrome: tu, come il sottoscritto, hai acquisito un’immagine dell’Italia come di un paese risultato di più di duemila anni di una storia centrata sulla cultura, sull’arte, sull’architettura, sulle scienze.
Tu, come il sottoscritto, visualizzi l’Italia con Raffaello, mio caro avo, Leonardo, Galileo, Dante, Tacito, …
E la proietti ad oggi, aspettandoti sempre alti livelli culturali, gioranlistici, politici, scientifici, architettonici.
Purtroppo non è così. Ci sono state tre generazioni, quella del fascismo e le due dell’era dc, che hanno plasmato la struttura attuale dell’Italia. Non se ne esce prima di una-due generazioni. Speriamo senza la crisi argentina di cui ti parlai più volte.
Comment by Fabrizio — 24/10/2005 @ 4:56 am
che io sappia questo discorso si fa da metà ottocento almeno
Comment by jonsi — 25/10/2005 @ 3:35 pm