non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


30/9/2005

plin plon. io da domani fino alla fine della prossima settimana sono ad un convegno a marsiglia. come al solito, non ho idea se ci sarà la possibilità, il tempo o la voglia di bloggare. a presto.

a implica b. qualche giorno fa sentivo all’autoradio* la differita del convegno in cui socialisti e radicali hanno deciso di fondersi per entrare a pieno titolo nell’unione**. c’era questo dirigente socialista, non ricordo chi, che a un certo punto ha detto (cito a memoria): “perché come nel noto proverbio un’amicizia forte e duratura richiede patti chiari".
a parte l’arzigogolamento tipico della comunicazione politica, io ammetto di essere trasalito. allora: a me sembra che la tesi di questo tizio fosse che “senza patti chiari non ci può essere un’amicizia lunga", ossia “NON[patti chiari] => NON[amicizia lunga]". io avevo sempre creduto che il proverbio andasse invece interpretato come “[patti chiari] => [amicizia lunga]". mi chiedo quanti degli ascoltatori del programma si sono bevuti questa idiozia logica senza fiatare.

* giuro che è l’ultimo episodio autoradiofonico che racconto.
** questo mi fa venire in mente un episodio di un qualche albo disneyano di quand’ero piccolo. a un certo punto c’era pippo che, nei panni di qualche inventore famoso (leonardo?) diceva di aver creato il borsellino “in modo da poter finalmente perdere i soldi tutti insieme". ecco, sarebbe bello se ora de michelis e pannella scomparissero dall’unione insieme, due piccioni con una fava, per così dire.

repubblica sempre sulla notizia. salvo cane picchiato e gettato nel cassonetto da padrone

la domanda del giorno. le università in puglia nascono per partenogenesi. prima si creano sedi distaccate dell’università di bari, poi queste sedi si ampliano, infine si creano dei dipartimenti doppioni di quelli centrali, infine c’è la cesura definitiva: così è nata l’università di foggia. il processo è attualmente in corso anche a brindisi e taranto, il che potrebbe portare la puglia a essere fra non molto la prima (e unica?) regione con una università in ogni provincia. pura follia, ma non è questo il punto; il punto è che, come forse avrete notato, la pratica invalsa tra le università italiane è quella di registrare un dominio del tipo uni**.it, dove ** rappresenta la sigla automobilistica della provincia: unito, unimi, unive, uniba, unina, unipa, unifg ecc.
ma allora, quando nascerà l’università di taranto come faranno?

oggi si ascolta:
i’d rather dance with you
dei kings of convenience (quando tutte le certezze cascano, almeno la musica dovrebbe rimanere lì a sostenerti con fermezza; e comunque l’unico film che ho visto in vita mia non m’è piaciuto affatto).

28/9/2005

minimalismi. in germania quando vieni assunto per un posto pubblico devi giurare fedeltà allo stato. ecco la formula: “io giuro: assolverò ai miei doveri di servizio coscienziosamente e rispetterò la costituzione così come le leggi della repubblica federale tedesca". il tutto alla presenza di un pubblico ufficiale un po’ imbarazzato: il mio capo, nella fattispecie.

la domanda del giorno. ieri stavo ascoltando un dibattito radiofonico tra ferrara e capezzone (ognuno si sceglie i metodi che vuole per secernere l’adrenalina necessaria a non addormentarsi al volante, no?). una cosa impossibile: un terzo dell’ora del dibattito è stato occupato da ferrara che interrompeva capezzone parlandogli sopra; un altro terzo dell’ora è stato, specularmente e quindi democraticamente, impegnato da capezzone a urlare sulle frasi di ferrara. in tutto questo, tutti e due erano incuranti dei tentativi del conduttore di riportare l’ordine. ora che ci penso, quando ancora guardavo la tv scene del genere erano all’ordine del giorno anche lì - e non vedo perché nel frattempo dovrebbe essere cambiato qualcosa.
ma possibile che nessuno abbia mai pensato alla possibilità di riportare all’ordine gli ospiti imbizzarriti tagliando loro brutalmente e semplicemente il volume del microfono? ne va anche dei timpani degli ascoltatori, eh.

oggi. wohl und gesund angekommen. ein zwei drei polizei.

oggi si ascolta:
dance with me
di adam green.

20/9/2005

la vittoria della democrazia tedesca. il problema più evidente emerso dalle elezioni tedesche è legato al sistema elettorale - nel senso che anche il sistema elettorale più funzionale del mondo nulla può rispetto a qualcosa di molto più primitivo e antipolitico come le simpatie umane tra leader; e poi, va osservato che il sistema elettorale tedesco (proporzionale con sbarramento al 5% e un tocco di maggioritario) ha funzionato benissimo quando c’erano solo tre partiti (e infatti dal 1966 al 1998 le combinazioni possibile tra i partiti tradizionali - cdu/csu, spd e fdp - si sono provate tutte), mentre con cinque partiti inizia un po’ a boccheggiare.
i risultati delle elezioni, checché se ne dica (e con un collegio solo, a dresda, in cui si voterà solo il 2 ottobre ma che non potrà cambiare granché), sono matematicamente chiari: hanno perso i democristiani della cdu/csu (dal 38,5% del 2002 al 35,2%), i socialdemocratici della spd (dal 38,5% al 34,3%), i verdi (dall’8,6% all’8,1%); hanno guadagnato i liberali della fdp (dal 7,4% al 9,8%)* e la sinistra radicale coagulata nella linke.pds (all’8,7%, alle prime elezioni a cui si presentava)**.
premetto che la mia simpatia per la linke.pds di certo renderà il mio ragionamento meno obiettivo: tuttavia, mi sembra che non si possa in alcun modo dare torto a lafontaine quando analizza il voto suggerendo che il governo di coalizione spd-verdi è stato chiaramente sfiduciato (-4,7% rispetto al 2002) ma che la dichiarata alternativa di un governo formato da cdu/csu-fdp non ha avuto affatto un plebiscito, anzi ha perso lo 0,9%. si osservi che la somma delle percentuali di spd+verdi+linke.pds nel 2005 è esattamente pari alla somma delle percentuali di spd+verdi+pds nel 2002: segno che lo spostamento è stato tutto interno alla sinistra, verso posizioni più radicali, se così si può dire.
qual è il senso di tutto ciò? in germania la campagna elettorale appena finita si è combattuta principalmente su temi di politica fiscale ed economica, dove si contrapponevano tre visioni chiaramente divise:
- il governo uscente si è giocato tutto sulla base di una riforma del mercato del lavoro e soprattutto dello stato sociale molto controversa che ha puntato decisamente verso il riformismo neoliberale;
- la coalizione cdu/csu-fdp proponeva riforme ancora più estreme di smantellamento dello stato sociale, oltre che un sistema fiscale fortemente favorevole alle classi ricche (innalzamento dell’iva e flat tax);
- linke.pds si è formata, in sostanza, quando il correntone della spd si è staccato in seguito alle riforme, abbastanza brutali, comunemente note con il nome di agenda 2010 (e in particolare della modifica degli ammortizzatori sociali andata sotto il nome di hartz iv): fondendosi con la pds, storicamente forte solo nelle regioni dell’ex ddr, ha dato vita ad un partito chiaramente contrario al neoliberalismo e, se vogliamo, favorevole ad un mantenimento sostanziale dello status quo.
e ora? in germania le coalizioni sono annunciate prima del voto, ma non c’è alcun obbligo di rispettarle se, come in questo caso, i seggi ottenuti non sono sufficienti dar loro la maggioranza assoluta. quali sono allora le possibili alleanze di governo?
1) große koalition tra cdu/csu e spd. al momento è la soluzione piú probabile, solo che nessuno dei due partiti è disposto a cedere la cancelleria all’altro. per tradizione la nomina del cancelliere va al partito di maggioranza relativa, e quindi in questo caso alla cdu/csu e alla sua candidata di punta, angela merkel. la spd, invece, applica un trucchetto contabile abbastanza infantile e conta separatamente i voti della cdu e quelli della csu, deducendone un risultato a sé favorevole: solo che tradizionalmente la cdu e la csu sono gemellate, con la seconda che si presenta solo in baviera e la prima nel resto della germania. alla gente forse non dispiacerebbe, per lo stesso motivo per cui invece si tratta di una soluzione sgradita al mondo economico: l’immobilismo che una große koalition si porta solitamente dietro. c’è da chiedersi quale sarebbe la reale differenza politica tra una große koalition guidata da gerhard schröder e una guidata dalla merkel. di certo la grossa differenza rispetto al governo di coalizione degli anni ‘60 è che in quel caso i verdi non esistevano: ora fischer probabilmente si sentirebbe scaricato, neanche troppo elegantemente, e magari la prossima volta penserebbe a sua volta ad un governo senza spd - alla faccia della sinistra e del bipolarismo. al momento si parla sempre più insistentemente di un passo indietro sia di schröder sia della merkel, e di una staffetta (come quella tra trichet e duisemberg alla nascita della bce) tra un cancelliere socialdemocratico e uno democristiano, ancora da trovare - magari tra i presidenti delle regioni.
2) ampel (semaforo) tra spd (rossi), fdp (gialli) e verdi. soluzione curiosa, visto che in campo economico la fdp è spesso su posizioni estremamente neoliberiste, non dissimili da quelle dei radicali italiani (ma è assai meno caratterizzata sul piano dei diritti civili). verdi e fdp non si sopportano granché, perché la fdp è del tutto contraria ai vincoli ambientali alla crescita economica che secondo loro sono imposti dai verdi: tanto che la segreteria del partito ha espresso un voto chiaro, prima delle elezioni, escludendo una coalizione coi verdi. tuttavia sarebbe la soluzione preferita dalla spd e soprattutto dalla fazione di schröder, che avrebbe la parte del leone nel governo, e (curiosamente) persino dalla linke.pds, che si ritroverebbe con un governo ancora nominalmente di centrosinistra su cui poter sparare con calma e facilità.
3) schwampel (semaforo nero), altrimenti detto jamaika-koalition (ah! ah! ah! lo humour tedesco) tra cdu/csu (neri), fdp e verdi. da italiano a me sembra una soluzione assurda, ma non così ai tedeschi: in varie regioni tedesche coalizioni di governo tra cdu e verdi esistono già, soprattutto quando l’accento dei verdi dovesse essere spostato dai temi sociali a quelli ecologici. i politici verdi si dicono però contrari, anche perché uno dei primi atti di un ipotetico governo a guida democristiana sarebbe l’abolizione della legge che impone, tra una quindicina d’anni, l’abbandono dell’energia nucleare in germania - il che vorrebbe dire alienarsi il 95% della base. la cancelleria andrebbe naturalmente ad angela merkel, che si ritroverebbe così miracolata nonostante la batosta elettorale.
4) schwarz-gelb (nero-giallo) tra cdu/csu e fdp come governo di minoranza: prenderebbe voti alternativamente dai verdi e dalla spd su singoli temi, e avrebbe il vantaggio che nella seconda camera tedesca, quella degli amministratori locali, democristiani e liberali sono già abbondantemente in maggioranza; inoltre, rispetterebbe grosso modo le indicazioni dell’elettorato. la cancelleria sarebbe anche in questo caso in mano alla merkel.
5) rot-grün (rosso-verde) tra spd e verdi come governo di minoranza. la cosa è stata ipotizzata in maniera velata dalla spd, ma sembra piú una boutade per criticare la speculare ipotedi di coalizione n.4. non si capisce perché il leader della fdp, che da anni ha esclusivamente l’ambizione di diventare ministro, dovrebbe appoggiare un governo in cui non avrebbe alcun ruolo gestionale. il cancelliere sarebbe evidentemente schröder.
6) rot-rot-grün (rosso-rosso-verde) tra spd, verdi e linke.pds. a mio modo di vedere sarebbe il governo che piú rispecchierebbe le reali forze all’interno del parlamento. godrebbe di un’ampia maggioranza, ma soffre di una profonda, insuperabile, primigenia antipatia tra schröder e lafontaine, uno dei due capi della linke.pds: lafontaine odia schröder da quando questi gli ha impedito un lavoro normale da ministro del lavoro, costringendolo alle dimissioni nel 1999, mentre schröder non ha tollerato l’impensabile scissione nella spd, orchestrata da lafontaine in prima persona. in piú, la pds (che costituisce pur sempre metà del partito) è ancor oggi, soprattutto nei pregiudizi dei politici dell’ovest, legata alla storia del regime della germania est, e quindi è un luogo comune affermare che nessun partito tratterà con lei per il governo. rimane il fatto che in alcune amministrazioni locali (per esempio a berlino) spd e pds governino tranquillamente insieme - con esiti non esaltanti, va detto.
ora si parla di settimane, forse mesi prima di formare un governo: un’assoluta novità nella politica tedesca. del resto, il paese è evidentemente spaccato in due, come dimostra chiaramente questa mappa con i risultati dei collegi uninominali: il ricco sud tutto alla destra (inclusa la mia tübingen, incredibilmente), il povero nord in gran parte a sinistra. una situazione storica, ma raramente dicotomica fino all’estremo di domenica scorsa.

(ah, il titolo è ovviamente una necessaria presa per i fondelli dell’analisi di fabrizio, al solito toppatissima).

* fdp che comunque anche questa volta non è riuscita a raggiungere il 10% che insegue da anni: nel 2002 addiritttura la loro campagna era incentrata sul raggiungimento di un velleitarissimo 18%.
** nel 2002, prima della miniscissione all’interno dell’spd guidata da oskar lafontaine, si era presentata solo la pds che aveva ottenuto il 4,0%. va notato che, come effetto dello sbarramento al 5% della legge elettorale tedesca, la pds aveva ricevuto nel 2002 solo due miseri deputati, mentre questa volta ne ha ottenuti oltre cinquanta: il peso elettorale non è pari a quello in parlamento, quindi.

repubblica sempre sulla notizia. miss italia: bruce willis,le mie figlie e l’amicizia su tutto

oggi. ghghhhfff.

oggi si ascolta:
messenger
dei blonde redhead con david sylvian.

16/9/2005

è una truffa! è incredibile quanto spesso in questo paese si gridi alla truffa. prendete il caso della proposta berlusconiana di riforma della legge elettorale: è evidente che l’intento è quello di far vincere la cdl rendendo inutili milioni di voti espressi per liste minori, presenti più a sinistra che a destra; è però anche vero che, pur con intenti evidentemente strumentali, questa legge si muove esattamente nella direzione di quanti da anni propongono un modello di tipo tedesco (molto più stabile e bipolare di quello italiano, per inciso) - rifondazione in primis, badate bene.
ricordo che una dozzina di anni fa, quando c’era stato il primo referendum sul maggioritario, la campagna contraria di rifondazione era basata (chissà perché mai) su un dialogo tra hitchcock e un corvo appollaiato sulla sua spalla, col corvo che ricordava che con quella legge e col suo 32% dei voti la dc avrebbe preso il 60% dei seggi. ovviamente non è andata così, e non solo perché l’anno dopo, alle prime elezioni politiche tenute col nuovo sistema, la dc era bella che implosa. no: in quella circostanza rifondazione aveva sbagliato perché le leggi elettorali non sono mai applicabili all’esistente, ma portano sempre un rimescolamento delle carte sul tavolo - del resto, è esattamente il loro fine. alle elezioni del 1994, lo ricordo, né la dc né forza italia (che nel frattempo le era successa) presero il 60% dei seggi - il 60% lo prese piuttosto una coalizione di destra, contrapposta ad un’altra coalizione di sinistra, il che era esattamente quello che segni e la maggioranza degli italiani auspicavano quando avevano proposto e votato quel referendum.
ora, io credevo allora e credo adesso che il proporzionale sia un ottimo modo di riportare i cittadini alla politica, e in quanto tale sia un sistema intrinsecamente migliore del maggioritario; però, senza entrare nel merito, mi sembra quantomeno specioso che tutto il centrosinistra oggi urli alla truffa. vediamo: quali forze ogge non supererebbero lo sbarramento del 4%? è chiaro: pdci, verdi, socialisti assortiti, di pietro e repubblicani - e scusate se dimentico qualche altro fondamentale partito. io dico: sarebbe una cosa così malsana se questa proposta di legge passasse e i partiti, conseguentemente, per non scomparire fossero costretti ad accorparsi? se, per dire, come in germania nascesse un grande partito della sinistra vera? se, sognamo, i vertici di verdi, pdci e rifondazione finalmente prendessero atto della sostanziale contiguità delle loro basi e si decidessero a smettere di rompere i maroni coi loro microgiochetti di potere e si fondessero?

io ho come la sensazione che se in questi anni la sinistra avesse urlato (e magari fatto ostruzionismo parlamentare) di meno in occasioni quotidiane e irrilevanti, magari si sarebbe fatta sentire di più nella mezza dozzina di casi davvero eclatanti (in tutta la legislatura) in cui una legge davvero non poteva e non doveva passare - come in ogni altra democrazia dell’europa occidentale: e invece così si è giusto riusciti a convincere (ancor più) i cittadini che la politica è solo un giochetto noioso, ripetitivo e autoreferenziale.

repubblica sempre sulla notizia. miss italia sfila in bikini, la vecchia sigla diventa rap

oggi si ascolta:
sad boy
dei kissogram.

13/9/2005

d’accordo, non è per questo che uno sceglie un posto di lavoro. però ieri ho scritto una mail alla segretaria del dipartimento in germania in cui inizierò a lavorare fra due settimane, chiedendole quali fossero le formalità burocratiche da sbrigare per poter andare in missione a marsiglia a inizio ottobre. oggi mi è arrivata una sua mail in cui mi comunica di aver già prenotato lei un volo (lufthansa) per me: da sabato a sabato, ovviamente, ché è piú conveniente e comunque sarebbe stato troppo stancante per me arrivare solo poche ore prima dell’inizio del convegno. ah, e l’università ha già pagato tutto: non ho dovuto anticipare un euro.

quando penso a quanto mi è sempre successo con la ragioneria qui in italia quasi non ci credo.

minimalismi. il mio amore culinario per ellen bay e` simile a quello per fdl in ambito musicale. detto questo, e` appena uscito per feltrinelli un suo ennesimo libro in cui spiega alle masse alcune ricette, in italia piu´ o meno misconosciute, di varie cucine nazionali. la cosa mi lascerebbe un po’ perplesso, perche´ bay conosce certamente bene una cucina (quella italiana, ancorche´ poco ortodossa) e forse non sarebbe il caso di tentare altre strade, ma passi. la cosa abbastanza imperdonabile, pero`, e` che molte ricette ricordano - ehm - molto quelle che si trovano su altri libri internazionali. se vi capita, date uno sguardo alla ricetta del gazpacho andaluso di bay e a quella che c’e` sul best-seller di cucina spagnola di cornelia rosales de molino. della cosa e` facile accorgersi perche´ la ricetta della molino non e` quella standard, e soprattutto perche´ le quantita` e i passi della preparazione sono esattamente identici. tsk tsk.

la domanda del giorno. sulla copertina di dipiu´ di questa settimana campeggiano gli annunci di due servizi: uno sui retroscena del nuovo disco dei negramaro e uno su un’anteprima della nuova serie di the o.c.
e` l’indie che sta conquistando il mondo o i temi di discussione di una tavolata di indieblogger bolognesi medi che si stanno velocemente spostando verso gli interessi di buona domenica?

continuiamo cosi’, facciamoci del male. su repubblica.it viene citata una dichiarazione di fassino riguardo alla proposta di prodi di istituire un minimo di patto per le unioni civili, e le conseguenti proteste clericofasciste. ecco la dichiarazione: dire che prodi e’ uguale a zapastero e’ una sciocchezza, perche’ la nostra proposta semmai e’ quella che aveva avanzato aznar in spagna non zapatero.
ora, d’accordo che le elezioni si vincono al centro, che il centro e’ moderato, che non si possono spaventare i moderati, che in fin dei conti la sinistra italiana guarda ammirata a blair considerandolo di sinistra: ma davvero occorre che un partito socialdemocratico si vanti di aver fatto propria una proposta di legge di aznar?

oggi si ascolta:
the skin of my yellow country teeth
dei clap your hands say yeah.

11/9/2005

o mio dio! spuntano come funghi! a proposito di accresciuta presenza italiana all’estero (e in germania in particolare): fino a un mese fa di blog italiani a berlino ce n’era uno solo, ora in pochissimo tempo la rappresentanza si è quadruplicata: introducing baubo, bellavite.de e living space (in rigoroso ordine alfabetico) - e un quinto sembra sia in arrivo. personalmente la loro dimensione di diari minimi che riflettono (e qualche volta deformano) la vita quotidiana di una grande città è una delle poche che al momento mi interessano davvero nel mondo dei blog.

oggi. non è roba di tutti i giorni compiere un numero di anni che è il cubo di qualcosa. per la precisione: mi ricapiterà fra trentasette anni. son cose.

oggi si ascolta:
this beard is for siobhan
di devendra banhart.

8/9/2005

quel che è giusto è giusto. l’ho già detto varie volte in giro per blog negli ultimi tempi (per esempio qui): scalfarotto avrà tante virtú, non ultima quella di non titillare l’autocommiserazione dell’italiano quadratico medio, ma la sua candidatura mi sembra molto campata in aria, e ancora piú bizzarro mi sembra l’entusiasmo di massa che sta generando, basato solo - mi sembra - su qualche (bella, va detto) parola d’ordine. alcuni lo dicono papale papale: scalfarotto sarebbe solo un bravo parolaio, capace di presentare bene i soliti punti di programma che non sono altro che vaghe dichiarazioni d’intenti a cui nessuno potrebbe umanamente opporsi - e forse hanno anche ragione.
però ritengo che a questo punto la lettura del programma delle primarie di prodi sia assai istruttiva: per fortuna ce lo mette a disposizione one more blog in un post. trascrivo, per brevità, solo gli incisivi titoli dei punti del programma:
- ci sono anche gli altri
- europa, la nostra casa
- serenità e sicurezza
- far ripartire l’italia
- rimodellare le imprese
- la coesione sociale fattore di sviluppo
- liberare energie e risorse
- risanare i conti pubblici
- etica, equità e responsabilità
- per un’italia che guardi al futuro

(io, pur tappandomi il naso, alla fine mi sa che voto bertinotti - se mi sarà concesso di votare, dico).

minimalismi. in puglia e in sicilia (almeno) la parola “cazzuto” significa “tosto, meritevole, impegnativo"; in piemonte (e nel resto del nord italia?) “cazzuto” significa invece “di poche pretese, alla buona, insignificante". ahimé, il de mauro dà ragione ai settentrionali.

i vitelli d’oro. ieri sera il sodale mi raccontava che qualche anno fa in un quartiere di palermo alcuni abitanti avevano costruito una statua di padre pio a loro spese ma su suolo pubblico, ovviamente senza chiedere permesso. segue piccola discussione, ma ovviamente non e’ possibile abbattere una statua di padre pio, quindi il tutto viene lasciato cosi’. “e’ assurdo dare tutta quest’importanza ad una statua di padre pio, idolatria pura", dicevo a maxcar. “ma no, per loro quella statua e’ padre pio” mi ha risposto.
giustappunto, oggi repubblica riporta la storia di un centinaio di criminali (ma ufficialmente si chiamano “fedeli") di vicino crotone che hanno sequestrato per qualche ora un parroco pur di impedire il trasferimento di una statua (della madonna, in questo caso). ovviamente il trasferimento e’ rientrato. ma davvero la chiesa cattolica ha cosi’ perso ogni bussola teologica da non reprimere in alcun modo una forma di idolatria di questo tipo?
(ma i nostri fratelli embrioni no, quelli non si possono toccare).

la domanda del giorno. visto che il sito nulla dice a riguardo, vi chiedo: qualcuno sa se alle primarie dell’unione (notare che il sito e’ ancora, infelicemente, quello dell’ulivo) potranno votare anche i cittadini italiani residenti all’estero, che pure soddisfano le condizioni poste nell’art. 6.1 del regolamento? e’ possibile che un mese prima delle elezioni ancora non si sappia se ci saranno seggi all’estero o no?

oggi si ascolta:
the beatles
di devendra banhart.

6/9/2005

tutto, ma questo no. mi va bene che l’unità intervisti chiunque, persino che ci minuetti divertita: follini, tabacci, massimo fini, persino sgarbi. ma feltri no, feltri proprio non può essere rivalutato. a questo punto candidiamo per l’unione calderoli e facciamo prima.

minimalismi. si può dire che la grande maggioranza dei post del blog di beppe grillo sono sommessi, ironici, pungenti e poco urlati come i servizi di striscia la notizia dei tempi d’oro?
(ma in effetti almeno le risate finte non ci sono, questo va ammesso).

statistiche. a washington e dintorni 115 bambini ogni 10.000 muoiono entro il primo compleanno.
sono 46 a pechino e dintorni.
in centro italia sono 39.
(fonti: 1 e 2).

repubblica sempre sulla notizia. scuola: 16enne lecchese “docente” di storia dell’arte
(scusate, ma questa è probabilmente la notizia piú stronza della pur gloriosa storia di repubblica.it, e va pubblicata per intero. leggete e imparate, o studenti di giornalismo: ha solo 16 anni e, contrariamente a tutti i suoi coetanei non si siede al banco per le lezioni, bensi’ sale in cattedra. un piccolo-grande genio di nome francesco guzzetti, un ragazzone alto piu’ di due metri con folta chioma castana e un luminoso sorriso. grande appassionato della storia dell’arte. residente a valmadrera (lecco) con i genitori frequenta il quarto anno al liceo classico ‘manzoni’ di lecco e sin dalla piu’ tenera eta’ si appassiona alla storia dell’arte tanto da essere ‘promosso’ docente per i suoi compagni. una passione ereditata dal nonno e che ha contagiato non solo papa’, mamma e la sorella di 25 anni che vive a milano, ma che sta trasmettendo proprio ai suoi compagni. “mio nonno - spiega - aveva in casa un centinaio di quadri e il mio primo contatto con l’arte risale alle elementari. avevo sei anni. fu quando la maestra ci disse di copiare ‘i girasoli’ di van gogh. non so cosa mi spinse ad innamorarmi di quelle opere e dell’impressionismo in genere. fu amore a prima vista". francesco, che potrebbe benissimo giocare a basket non ama lo sport, tanto che in educazione fisica ha solo un sei contro una media del 9. diventando grande si e’ iscritto al classico manzoni e, giunto al quarto anno, ha tenuto la “sua” prima lezione di storia dell’arte grazie alla professoressa silvia perossi che, sapendo di quella passione “mi propose di tenere una lezione l’ultimo giorno di scuola". in quell’occasione parlo’ ai compagni dei quadri della galleria borghese. nelle vesti di ‘docente’ non sfiguro’ e pote’ ripetere l’esperienza in altre occasione anche grazie all’interessamento dell’insegnante di storia e filosofia maria luisa montagna. l’anno scorso francesco ha puntato sugli asburgo e l’immagine del potere nell’arte, sul barocco (’uno dei periodi da me preferiti’). il sogno nel cassetto di francesco e’ quello di diventare un critico d’arte.)

oggi si ascolta:
surfin’ atari
dei console.

5/9/2005

minimalismi. fra qualche giorno nei dintorni di bari c’è un festival di due serate. la prima sera è dedicata ad una cover band di vasco rossi, per l’occasione sul palco con due “musicisti storici della band di vasco rossi"; la seconda sera c’è una cover band dei pooh. alla fine del festival sarà consegnato un premio per “la migliore esibizione live del festival".

emigranti nel 2005. p. è un’architetta. laureata a bari, qualche mese fa è finita a lavorare in uno studio di milano. 400 euro al mese per dieci ore di lavoro al giorno, sabato compreso. dopo sei mesi p. ha deciso di mollare tutto e di iniziare un dottorato di ricerca a barcellona.
m. è una programmatrice. a un certo punto ha mollato milano e ha seguito il suo ragazzo in un’altra città. anche nel suo settore in italia non c’è tantissimo lavoro. una decina di giorni passati a berlino l’hanno convinta che non solo esiste un modo di vivere diverso, ma che abbandonare l’italia è possibile. fra un po’ inizia a mettere da parte qualche soldo, quando può si trasferisce a berlino.
r. è una studentessa del dams ma da un anno è tornata a bari per fare la restauratrice. l’azienda per cui lavora ha grosse committenze, tra cui il teatro barese bruciato quattordici anni fa, e la assume come co.co.pro. per 550 euro al mese (all’inizio era una co.co.co. e lo stipendio era di 300 euro al mese). per otto ore al giorno, più i 180 km che r. deve fare ogni giorno per raggiungere il cantiere a cui è stata assegnata. anche r. è rimasta impressionata da dieci giorni appena passati a berlino: a dicembre si laureerà, dopo farà un salto nel buio e ci si trasferirà.
e. ha studiato restauro a roma. a un certo punto le commesse hanno iniziato a diventare sempre più rare e i pagamenti a diventare sempre più bassi e sempre più in ritardo. ha lasciato il restauro, si è data da fare, ha lavorato per un anno e mezzo come hostess dell’alitalia con contratti temporanei. a un certo punto i periodi di attività hanno iniziato a essere sempre più rari, e dopo quattro mesi che non veniva più chiamata a lavorare ha lasciato roma e un anno fa è partita per parigi. ha ottenuto il brevetto da hostess anche lì: ora lavora da sei mesi per air france.
a. è un’architetta. dopo il dottorato ha continuato a lavorare all’università: una borsa post-doc di 850 euro al mese per fare quarantacinque ore di lavoro a settimana, di cui una decina di didattica frontale. ora sembra che non le rinnoveranno la borsa che le scade alla fine dell’anno. a. aspetterà la fine della borsa e poi si trasferirà all’estero: le hanno proposto un lavoro a granada in uno studio, oppure a berlino all’università.
c. da tre anni non riesce a trovare alcun lavoro legato alla sua laurea in storia dell’arte. dopo l’inevitabile, inutile e imprecisato master ha lavorato per qualche mese come co.co.co. in un call center a 4 euro l’ora, poi è stata licenziata perché improvvisamente occorrevano meno lavoratori (e già che c’erano hanno ulteriormente ridotto lo stipendio a quelli che sono rimasti). al momento lei e il suo compagno stanno cercando di trasferirsi in germania meridionale.
g. è un informatico. ben prima di finire l’università ha iniziato a lavorare in proprio a milano. a un certo punto si è rotto le scatole dei milanesi, dei ritmi della città e degli affitti ridicolmente cari, ha caricato una macchina ed è partito alla ventura per berlino. da tre settimane vive lì e ne parla entusiasticamente.

repubblica sempre sulla notizia. “olimpia ti amo", fa girare un camion per riconquistarla

oggi si ascolta:>
so long, my ghost
dei book of daniel (qui su hello, surprise!)

4/9/2005

tre storielle baresi. 1) qualche giorno fa devo pagare la tassa sui rifiuti ma non sono sicuro del suo importo. la riscossione è esternalizzata, affidata ad un’azienda privata che poi (trattenuto un lauto compenso) gira i soldi al comune. vado nella loro sede ma c’è una fila apocalittica: sono le 11, di lì ad un’ora chiuderanno, mi consegnano un numerino con su scritto a mano 127, stanno chiamando il 42 (quarantadue persone ricevute in due ore). esco dal palazzo e vado a telefonare al loro call center: tre numeri urbani più un centralino. due di questi numeri risultano disattivati, agli altri non risponde mai nessuno. la cosa mi sembra un perfetto caso di interruzione di pubblico servizio (ammesso che il reato esista anche per un servizio pubblico esternalizzato), quindi chiamo il 113 per denunciarlo. il 113 mi dice di rivolgermi ai vigili urbani. i vigili urbani sono empatici ma non hanno alcuna voglia di fare un salto nella sede dell’azienda di riscossione (che ospita anche il call center): dicono che ci penseranno loro a farmi parlare con qualcuno. passano quindi la telefonata ad un numero interno dell’azienda stessa; dopo un minuto d’attesa durante il quale nessuno ha risposto la linea cade.
2) in questi giorni a bari c’è un festival di musica che per essere totalmente gratis non è niente male (tra gli altri ci sono adrian sherwood, matmos, yuppie flu). il festival è opportunamente patrocinato dal comune di bari, che quindi ha preso visione del programma sin dall’inizio e sul suo sito presenta l’iniziativa così: “per tre notti, dal 2 al 4 settembre, la spiaggia di pane e pomodoro cambierà volto e si trasformerà in una discoteca sotto le stelle per ospitare grandi artisti […]". in programma, come annunciato su entrambi i siti, ci sono ogni sera dj set a partire dall’1 di notte. la prima sera verso l’1 arrivano delle pattuglie di polizia che, mandate dal questore su richiesta di alcuni onesti cittadini perbene, intimano di staccare subito l’amplificazione - e se la sera successiva la musica fosse di nuovo continuata oltre mezzanotte avrebbero provveduto loro ad “arrestare gli organizzatori” (sic).
3) sempre durante questo festival, uno degli sponsor è un vecchio e storico locale barese, che ha quindi ricevuto il diritto in esclusiva di allestire un proprio bancone per vendere da bere nella spianata dei concerti. la prima sera mentre si sta montando il bancone arriva un tizio che, incredulo della hybris di costoro, decreta che - se non si vogliono avere guai seri - per i tre giorni del festival nessuno dovrà vendere birra - a parte lui stesso, ovviamente, che si è all’uopo portato dietro un frigo pieno di lattine di peroni. né il bancone allestito dal locale storico né (ovviamente) il venditore di birra ambulante avevano del resto il permesso di vendere alcolici.

repubblica sempre sulla notizia - #2. due fratelli sacerdoti lasciano la chiesa per sposarsi (grazie a fio)

repubblica sempre sulla notizia. elton john: chiede cane pincher e macchina senza autista

oggi si ascolta:
gigantic
degli xiu xiu (?).
(qui su you ain’t no picasso).

2/9/2005

bruciare repubblica sulla notizia. (una co-produzione fio e pubblicodimerda)
pescara 18:19
arrivano i ladri e la rotonda scompare
completamente spoglia di tutte le sue piante: così è stata ritrovata venerdì mattina la nuova rotonda sul corso principale di pescara. progettata con la consulenza di un vivaista, la rotonda ospitava […]

repubblica sempre sulla notizia - #2. hanno salvato pasqualina - cinque giorni in una buca - sondrio, fox-terrier cade nella tana di un tasso profonda 11 metri. vigili del fuoco e speleologi per aiutarla

ceci n’est pas un fotoblog. il palast der republik ha chiuso. rimarrà in piedi fino a dicembre, poi inizieranno a demolirlo per cancellare anche solo il ricordo di un’ideologia osteggiata, come un tempo fecero i talebani coi grandi buddha di bamiyan.
non ho mai bloggato le mie foto di viaggi - del resto sono un pessimo fotografo dotato di una digitale ancora peggiore del mio occhio - ma in suo onore (in loving memory, direi) ecco a voi - a grande richiesta - qualche immagine del berg, l’installazione che si è intrecciata con l’esterno e l’interno del palazzo.

entrati nell’edificio, la cosa che colpiva di più era l’immensità del luogo rispetto al suo essere rimasto completamente, assolutamente spoglio dopo la bonifica dell’amianto.

al primo sguardo, l’unico oggetto a riempire il vuoto era il berg, la montagna di tubi innocenti e cellulosa che già si vede nelle foto dell’esterno, la cui vetta principale aveva attraversato la facciata.

ovviamente, ceci n’est pas une montagne.

usciti dal palazzo, si scendeva e si rientrava nelle sue fondamenta, dove una montagna di domande costituiva le fondamenta della montagna (le montagne hanno fondamenta?).

a quel punto si risaliva al primo piano che era stato riempito con un bar, una sala cinematografica e parecchie sub-installazioni.

poi si poteva decidere se rimanere nell’edificio per assistere a degli spettacoli e/o dei film o uscire più prosaicamente per cenare. fuori dal palazzo c’era un buffet per cenare collettivamente alla luce del tramonto berlinese: al di là del dimenticabile menu la sensazione più strana era quella di mangiare sui gradini di un ex-parlamento.

la ragazza che nella foto a destra è in primo piano di spalle era la (bellissima) gestrice dell’ostello costruito all’interno della montagna esterna, quattro camere minuscole e minimali, con muri di cartone, con vista sulla piazza antistante.

quella pozza d’acqua che si intravede in basso nella foto a destra è la piscina dell’ostello. ovviamente ho provato a chiedere di prendere una stanza, ma altrettanto ovviamente di lì al giorno della chiusura le stanze erano tutte prenotate. andando via ho dato uno sguardo da fuori, e tutto era assolutamente trasparente alla vista - tanto la cellulosa che ricopriva le facce triangolari del berg quanto le pareti di cartone delle stanze dell’ostello. chissà come doveva essere dormirci. chissà come doveva essere farci sesso.

(ah, vogliate apprezzare che per l’occasione - e quindi in fin dei conti per voi - ho anche perso un’ora del mio tempo per aprire un account flickr).

la domanda del giorno. nelle centraline delle macchine c’è un impostazione che stacca momentaneamente l’aria condizionata quando il motore è in piena accelerazione, per non sottrargli potenza. sarebbe tanto chiedere una cosa del genere ai computer? sarebbe tanto sperare che il sistema operativo (tanto win quanto linux) interrompesse i compiti programmati (defrag, antivirus, manutenzione di sistema) mentre uno sta aprendo la sua trentasettesima tab di firefox?

repubblica sempre sulla notizia. capri: minorenni lanciano bombe d’acqua, identificati (andrebbe precisato che le “bombe d’acqua” sono palloncini riempiti d’acqua: gavettoni, insomma).

oggi. la pace, la vita che ti sorride, la felicità (nel senso più ampio, più vasto del termine) che ti prende quando trovi una casa.
(a proposito: qualcuno è interessato ad un appartamento di due stanze vicino al centro di bari a 305€/mese?)

oggi si ascolta:
i’m glad i hitched my apple wagon to your star
dei boy least likely to (secondo me vorrà dire qualcosa se io mi innamoro prevalentemente di canzoni infantili e piene di coretti color pastello - e quanto a infantilità e coretti pastello questa non ha niente da invidiare neanche a isotta isotta di pippo franco).

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from delio. Make your own badge here.






ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.

Powered by WordPress