non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


28/7/2005

oggi. dovrei scrivere squillanti post di arrivederci, ché domani si parte ad orari antelucani per roma e di lì per valencia e di lì per benicassim; gli è però che in questo momento sono troppo distrutto da afa, tedio, impazienza per poter pensare a qualcosa di interessante da scrivere. quindi lascio perdere: buone vacanze a tutti, io ritornerò da queste parti probabilmente non prima di fine agosto, ma chissà.

oggi si ascolta:
joe le taxi
degli stereo-total.

26/7/2005

tre pensieri sparsi sull’omicidio dell’elettricista brasiliano a londra. 1) è interessante dal punto di vista teorico: non è più la vita di un kamikaze contro quella di 50 passanti (troppo facile decidere), ma la vita di quello che potrebbe essere un kamikaze - diciamo: 1/3 di possibilità che lo sia. anzi, chi lo sa se la probabilità è proprio di 1/3? magari è più facile immaginare la probabilità che la persona sia un kamikaze come una variabile aleatoria con valori compresi tra 0 e 1. secondo me ci si potrebbe tirare fuori una tesi di laurea in teoria dei giochi.
2) c’era un film brasiliano semi-underground di qualche anno fa, central do brasil. a un certo punto un ragazzino scippava un turista in una stazione e gli rubava un walkman; subito scattava la caccia tra i binari, sino a che il bambino non veniva raggiunto dai poliziotti e freddato con qualche colpo di pistola, nonostante porgesse loro terrorizzato il walkman. a quei tempi (una manciata d’anni fa) la scena sembrava la perfetta descrizione della barbarie civile in atto in brasile.
3) la polizia di londra, se non altro, ha avuto il coraggio di ammettere di aver sbagliato. dice che a londra sono stati istruiti dai loro colleghi israeliani, che da anni fermano a quel modo quelli che stanno per farsi saltare in aria. non so, sarò pessimista e dietrologo, ma ho come la sensazione che magari non tutte le (decine di? centinaia di?) presunti kamikaze in israele stessero davvero per farsi saltare in aria, proprio come il tizio brasiliano; e che, a differenza del tizio brasiliano, stranamente la cosa non sia mai venuta fuori.

uno dei pochi motivi per cui mi piacerebbe vivere in inghilterra. tento una risposta tardiva ad un thread iniziato la settimana scorsa nei commenti ad un post sul vicino di casa rat race. in due parole: c’è un commentatore, cristian, che prima dice che il terrorismo potrebbe avere radici nelle disuguaglianze economiche mondiali, ma (posizione a mio parere questa sì sinceramente anticristiana, a almeno esplicita) che redistribuire le ricchezze al mondo influirebbe sulle vite di tutti noi occidentali in un modo tanto brutale da lasciarci preferire asserragliarci in un enorme fort apache; poi, in un post successivo, cristian cambia posizione e aggiunge:
nessuno ha mai pensato che forse, dico forse, a sta gente non gliene frega niente dei soldi o dell’uguaglianza sociale ma ci vogliono fare la pelle perchè veramente sono fanatici? non dico che lo siano i capi, per carità il buon osama sa fare i suoi conti e di maometto non gliene importa più di quanto a me importa di cristo, ma la massa si convince facilmente che il simpatico libriccino del profeta va preso alla lettera; sbaglierò, ma non sono così sicuro che se gli vogliamo bene ce ne vorranno anche loro, gente che ha mentalità così arcaiche e ristrette, che tratta le donne alla stregua di serve e che non ti lascia portare una catenella con la croce al collo non è in grado di capire che forse il libriccino non va proprio seguito in tutto e per tutto.
“ci vogliono fare la pelle".
“la massa si convince facilmente che il simpatico libriccino del profeta va preso alla lettera".
“gente che ha mentalità così arcaiche e ristrette, che tratta le donne alla stregua di serve".
una nota blogger e mia corrispondente qualche settimana fa mi scriveva in una mail che secondo lei “buona parte degli immigrati è pericolosa".
a me fa paura che si sia giunti a questo. tre anni e mezzo fa il primo articolo della fallaci sul corriere aveva sollevato un coro di pernacchie*,
mentre ora l’italia sembra piena di tanti cuccioli fallaciani dalla reazione isterica e criptoleghista. per questo mi fanno paura tutti i crociati vari (da pera a socci, passando ovviamente per tutta la lega vera e propria) che per guadagnare due voti spargono odio etnico e religioso ad un popolo che purtroppo non chiede altro, come pusher che regalano eroina per fidelizzare la clientela.
a me sembra che il problema di tutta quest’isterizzazione degli ultimi due anni in occidente, o almeno in italia, sia che i media ci hanno spacciato una visione del mondo arabo (o musulmano, ma tanto non cambia niente, no?) che non si può definire minoritaria, ma che di certo non è l’unica. sarebbe come se in egitto mostrassero documentari sui fanatici incappucciati delle confraternite che fanno le processioni estive o sulle bigotte in piena estasi isterico-mistica che leccano i pavimenti o credono di veder le madonne muoversi, nei paesini italiani, e lo spacciassero per il cristianesimo, o per il mondo occidentale.
quando la propaganda riesce ad instillarci il messaggio che il nemico è un tutt’uno compatto e bestiale, in quel momento il regime ha già vinto, mi sembra. invece basta leggere lia, basta leggere i blog arabi che lei linka, basta leggere persino i blog iracheni favorevoli all’intervento americano nel loro paese che linka camillo, per rendersi conto di quanto questa sia un’assurdità.
io negli ultimi cinque anni ho conosciuto decine di arabi (per lo più marocchini, algerini e siriani; in gran parte musulmani, qualcuno
era copto) e non uno mostrava alcun sintomo di odio anti-occidentale generalizzato e fanatico; tutti erano, questo sì, estremamente incazzati per la situazione in palestina (più di quanto, credo, io non sarei incazzato se, chessò, la turchia occupasse militarmente la bulgaria) e dal 2003 per la situazione in iraq; molti erano, ahimé, fermamente convinti che fossero stati la cia e il mossad ad organizzare l’11 settembre; ma nessuno di loro era meno che amichevole, pronto alla discussione, tutt’altro che misogino - e in effetti alcuni degli arabi di cui sopra erano donne, alcune in minigonna, altre estremamente religiose e con il velo; alcuni/e erano degli sciupafemmine/sciupamaschi, altri/e erano chiusi e timidi; alcuni/e erano stronzi/e, altri/e ottime persone. dice: ma erano accademici. e che, gli accademici non sono persone come tutte le altre? anzi: non sono proprio gli accademici quelli che, grazie alla bossi-fini, hanno in proporzione più difficoltà a venire in italia a dare una bella scossa alle culture di entrambi?

certe volte mi scopro con raccapriccio a pensare che forse all’italia sia mancato una fase colonialista seria: perché dal colonialismo si passa al post-colonialismo, e durante il post-colonialismo il paese si riempie di immigrati, e avere accanto nella fila al supermercato persone diverse per origine o religione diventa talmente ovvio** che non è neanche più possibile istigare improvvisamente alle crociate o alla cacciata dei mori. certo, il bnp; certo, le pen; ma chiediamoci davvero, nel 2005, se abbiano più seguito in francia e inghilterra le loro idee o non piuttosto, in italia, quelle paraleghiste (a prescindere dal fatto che la lega alle elezioni prenda meno del psdi dei bei tempi). chiediamoci davvero perché solo in italia la fallaci (o un suo omologo) abbiano un seguito di massa, persino in una elite culturale (non sono ironico) come quella dei blogger. chissà se in inghilterra un blogger potrebbe mai sentire la necessità di scrivere quanto ho scritto io quissù.
(poi per fortuna mi ricordo che la germania ha avuto un colonialismo ridicolo quasi quanto quello italiano, eppure quasi il 10% della sua popolazione è di origine turca o curda, e quindi non occorre essere passati dai massacri nei territori d’oltremare per essere, oggi, capaci di non indignarsi per la semplice presenza di gente diversa - quindi strana - sul nostro prezioso territorio).

* anche a destra. ricordo a chi se lo fosse dimenticato che il foglio, proprio il foglio che ormai è più fallaciano della fallaci, tre anni e mezzo fa era stato l’unico giornale in italia, insieme al manifesto, ad essere querelato per il titolone-risposta “fuck you, oriana".
** ovvio non vuol dire che non ci sia intolleranza. anche l’intolleranza diventa ovvia. quello che manca, credo, è lo stupore primordiale del contatto con l’altro, l’isteria che prende il bimbo quando all’asilo per la prima volta la maestra gli dice che, a differenza che a casa sua, lì non è il capo del mondo, ma deve convivere con gli altri sulla base di princìpi generali.

ps visto che non sapevo come celebrare la notizia altrove, e visto che solo l’unità le ha dato un certo risalto nei giorni degli attentati in egitto, lo segnalo qui: cesare lodeserto, direttore del cpt di san foca (vicino lecce) è stato condannato a sedici mesi di galera per sequestro di persona, abuso dei mezzi di correzione, violenza privata e minacce. ovviamente tutto questo a danno dei reclusi del cpt.

repubblica sempre sulla notizia - #2. musica: subsonica live allo stadio comunale di latina

repubblica sempre sulla notizia. turisti svizzeri rubano in negozio di intimo nel nuorese

oggi si ascolta:
take me out
dei kidz bop (via inkiostro).

25/7/2005

la domanda del giorno. c’è questa storiella su un blog americano comparsa - guarda un po’ - su repubblica.it, piena di cazzate come al solito. già ne parlano i maestrini, per altro, ironizzando giustamente su un articolo che definisce “blog più letto al mondo” (nel titolo in prima pagina, ora modificato) quello di cui nel corso dell’articolo si dice: “solo 2.000 [altri blog] registrano più visite del suo". in realtà basta poco per ritrovare l’articolo originario da cui repubblica.it ha scopiazzato: ecco qui.
according to technorati, which ranks blogs based on “net attention,” or the number of people who are linking to them, ms. klein’s blog has a rank of 2,132, meaning that of the world’s more than 13 million blogs, there are only 2,000 or so with more inbound links than hers.
ecco, questa frase diventa per repubblica
secondo technorati, che compila la classifica dei blog in base al loro richiamo, il diario online di stephanie si trova al 2.132.mo posto. ciò significa che degli oltre 13 milioni di siti nella blogosfera, solo 2.000 registrano più visite del suo.
vale a dire che della frase inglese hanno avuto l’abilità di cambiare esattamente due cose: proprio quelle che hanno reso una cazzata la frase.
un attimo: da dove ho preso la frase inglese? ah, ecco: da qui. cercate di leggere l’articolo del nyt: quello di repubblica non è altro che una sintesi tirata via, e ovviamente senza alcuna citazione della fonte originale. ora, come a molte altre cose in italia, ormai ci siamo del tutto abituati a questa pratica malsana; anzi, in questo caso il mio pensiero automatico è stato addirittura di rallegrarmi perché almeno l’articolo italiano non era firmato (o magari era di ezio mauro).
ma davvero non c’è alcunché non solo di anti-etico ma addirittura di illegale nel rimaneggiare come repubblica fa articoli abbondantemente coperti da copyright per trattarli come “notizie di dominio pubblico"?

bruciare repubblica sulla notizia. (una co-produzione fio e pubblicodimerda)
torino 14:43
moncalieri: pescigatto impediscono record di canottaggio po
sembrava quasi fatta per la squadra di canottaggio del cus di torino: il record di 34′32″ per il tragitto da moncalieri a torino sembrava a portata di mano. invece ci si è messo un […]

minimalismi. dr. psycho mi segnala in un commento l’ultima immonda proposta leghista: interrompere il finanziamento pubblico all’ictp di trieste per evitare di insegnare “la fisica nucleare ai musulmani". chiunque abbia mai avuto un minimo - ma proprio un minimo - a che fare con l’università e la ricerca troverà certo l’episodio talmente incommentabile che non perdo tempo a commentarlo - vale magari giusto la pena di precisare che in italia l’ictp è l’istituto di punta, insieme (correggetemi se sbaglio) con la normale di pisa e l’infn di frascati. non ho potuto tuttavia fare a meno di pensarci quando ieri, viaggiando in treno, ho scoperto da una locandina appesa l’istituzione di un numero verde (800901010), gestito dal ministero delle pari opportunità, a cui possono rivolgersi gli immigrati che credono di essere vittime di discriminazione razziale. bella iniziativa. sarebbe interessante vedere cosa succederebbe se tutti gli studenti musulmani dell’ictp vi si rivolgessero.

repubblica sempre sulla notizia. ruba barca sul lago di lecco per andare in… bangladesh
(perché i puntini di sospensione sì e il punto esclamativo no? eh? ci stava male, a fine frase, un bel punto esclamativo?)

come nanni moretti col pallone! ieri sera ero a torino porta nuova, stavo salendo sul treno quando arrivano una mamma con un bambino di sette anni impossibilmente tedioso. la madre consegna al cuccettista i biglietti mentre gli altoparlanti annunciano che il treno è in partenza. il bambino va nel panico e inizia urlare nevroticamente “mamma, sbrigati! mamma, il treno parte! mamma, sbrigati! mamma, perdiamo il treno! mamma, sbrigati! mamma, il treno parte!” [continua ad libitum] e mi guarda. io non resisto - lo so, non si fa, è crudele, ma davvero non riesco a resistere - e gli bisbiglio: “eh sì, secondo me il treno lo perdete". lui mi guarda ancora, inebetito. peccato, non ha pianto.

oggi si ascolta:
mozzarella swastikas
di adam green.

22/7/2005

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto del 22.7.05 - grazie a fabrizio)

la mia profonda e ragionata analisi della situazione. posso dirlo? io inizio lentamente a cacarmi sotto - proprio per l’apparente amatorialità degli attentatori. e “business as usual” un par di palle: se fossi a londra cercherei di andarmene il prima possibile.

la domanda del giorno. l’articolo di repubblica è pietosamente impreciso come al solito, ma la notizia non l’ho trovata altrove e quindi mi tocca citare loro: a torino è passata una delibera per la concessione del voto alle elezioni di circoscrizione agli “agli immigrati regolari da almeno sei anni". a tutti gli immigrati? solo ai comunitari? occorre essere residenti? repubblica si guarda bene dal fornire più dettagli, e scusate ma le cose cambierebbero molto: in germania, per esempio, sono decenni che i cittadini ue residenti da più di 3 (tre) mesi possono votare alle comunali. ad ogni modo, è comunque un segnale importante, e ovviamente quei porci della lega sono già sul piede di guerra. sarebbe tanto aspettarsi una dichiarazione d’appoggio da parte di prodi o magari persino di piero “sarebbe errata la decisione di chiudere i cpt” fassino? fra tre mesi si vota per le primarie: non sarebbe anche ora di dire una volta per tutte, definitivamente, se gli immigrati potranno avervi elettorato attivo e passivo (io mi auguro di sì, com’è ovvio).

oddio, e se poi pensano che l’abbia fatto per far contento fabrizio? da oggi è grosso modo ufficiale: da ottobre torno a lavorare in germania.

minimalismi. uso molto raramente i mezzi pubblici, solitamente mi sposto in bicicletta. questa settimana invece sto pendolando tra l’hinterland torinese e il politecnico in treno, un interessante esperimento sociologico con un unico chiaro risultato: non ho visto nessuno interessarsi al sudoku, in alcun modo, quale che fosse il giornale letto. un grande complotto?

oggi si ascolta:
no fun
dei vitalic (si adattano sorprendemente bene alle stradine piemontesi di notte).

20/7/2005

e d’altra parte, tutti quelli finanziati dalla marina americana durante la guerra del vietnam? e insomma, come dicevo qui sotto sono ad un convegno a torino. un megaconvegno, per la precisione, di quelli (abbastanza rari in europa) da oltre 200 partecipanti, un casino generalizzato in cui si parla di tutto, dalla topologia applicata all’analisi non lineare astratta fino all’implementazione di nuovi metodi per la tac. abbastanza straniante, per chi come me è abituato a stare sempre nel proprio confortevole metro quadro di matematica.
il convegno è dedicato ad un certo camillo possio, che prima di arrivare qui ignoravo completamente. invece pare che sia al contempo un eroe locale torinese ed anche uno dei fondatori dell’aeroelasticità. ci pensavo nel leggere questo post di psycho, pensando a dove sia il confine tra etica e ricerca. di possio non sono riuscito a scoprire granché neanche su internet, se non che:
nacque a torino il 30 - 10 - 1913 e morì ivi, sotto l’ultimo bombardamento aereo della guerra 1940-’45, il 5 - 4 - 1945. si laureò a torino in ingegneria industriale nel 1936 e aeronautica nel ‘37, allievo del panetti e di c. ferrari. assistente e libero docente di aerodinamica al politecnico di torino. morì, assieme con la madre, nell’ultima incursione aerea su torino dell’ultima guerra. era uno dei più promettenti cultori italiani di aerodinamica, e aveva mostrato di sapersi ben servire di mezzi matematicamente elevati per raggiungere risultati di effettivo interesse tecnico. lasciò una ventina di lavori nella sua specialità.
ora, da un lato a sentire un paio di conferenze in questi giorni mi sono fatto l’idea che questo tizio abbia scritto lavori davvero di fondamentale importanza in ambito aerodinamico. d’altro canto, mi sembra abbastanza evidente che un ingegnere aerodinamico attivo tra fine anni ‘30 e inizio anni ‘40, beh, come minimo dovesse aver lavorato ad applicazioni militari di grande importanza per il regime - voglio dire, non c’era solo von neumann, no?
e poi di nuovo mi dico che i regimi passano, le guerre finiscono, ma i suoi studi sono poi serviti anche dopo (e in alcuni casi sono ancora attuali, a distanza di sessant’anni) per lo sviluppo dell’aeronautica civile.
ogni tanto penso che il lavoro di un filosofo della scienza, o peggio ancora di uno studioso di etica, sia davvero un casino.

la domanda del giorno. in questa faccenda dei tre vice di fini cacciati a calci per avergli parlato alle spalle il primo commento che mi viene in mente è: che antiquati, com’è passé sparlare riuniti in un bar come congiurati ottocenteschi: non sarebbe stato elegante un bel post in un blog? ma lasciamo perdere.
la questione che invece mi sembra davvero incredibile è che un presidente di partito possa permettersi, senza riunioni di alcun comitato centrale (oddio, chissà come si chiama il comitato centrale in an) di decidere monocraticamente chi gli deve stare attorno e chi no - o addirittura se la carica di vicepresidente possa o no rimanere scoperta. voglio dire, tutto sto casino per esportare la democrazia e poi davvero lo stato italiano finanzia partiti senza uno straccio di condizione sulla loro democraticità interna?

repubblica sempre sulla notizia - #2. iguana inseguito e catturato lungo il fiume magra

repubblica sempre sulla notizia. motori: la bella zdenka ’sogna’ la formula uno

windows è il male. uso windows pochino, essenzialmente per il p2p e quando ho bisogno assoluto di un sistema che parta in due minuti invece dei tre buoni del mio linux sovraccarico. da qualche tempo la schermata blu della morte, che in tanti anni non avevo (miracolosamente) mai visto ha cominciato a presentarsi puntuale ad ogni spegnimento - e, peggio ancora, qualche volta anche durante le sessioni di lavoro, facendomi ovviamente perdere dati e quant’altro*.
ciononostante, continuavo ad avere un certo qual apprezzamento per un paio di piccole virtù di win, per esempio il fatto di poterlo attaccare ad un videoproiettore anche a computer già acceso; in un convegno in cui i relatori ruotano come elettroni non ci si può permettere di perdere neanche quei tre minuti all’avvio di linux.
insomma, ieri salgo sul palco tranquillo e a computer già acceso. attacco il videoproiettore, e non succede niente: nonostante le innumerevoli prove fatte, il sistema decide inopinatamente di non mandare alcun segnale in uscita. io inizio a sacramentare come homer (il chair mi aveva già dato la parola, certo) e pigio tasti a caso: all’improvviso la. schermata. blu. della. morte. di. fronte. a. 30. persone. nel. pubblico.
(poi ce l’ho fatta, ho rebootato tutto e dopo quattro minuti ero lì a mostrare la mia presentazione in beamer-latex, ma dico: quattro minuti. neanche nell’avanspettacolo di una volta erano così abili a tenere a bada una folla inferocita).

* all’interno di questo “quant’altro” c’è un mirabolante post sul concerto dei liars di sabato sera a bari, post perso dopo essere stato finito e quando mancavano dieci secondi alla sua pubblicazione in rete. bill un giorno me la pagherà, ma nel frattempo vi invito a leggere il post di batteria ricaricabile sullo stesso tema. non è la stessa cosa, il post non è bello come il mio, ma il ragazzo secondo me ha stoffa e magari un giorno si farà.

oggi si ascolta:
everybody sings
dei supersystem.

17/7/2005

repubblica sempre sulla notizia. papa: suona pianoforte e pranza con card. poletto

repubblica sempre sulla notizia - #2. furto a milano al ristorante di vieri e brocchi

repubblica sempre sulla notizia. furto a milano al ristorante di vieri e brocchi

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto del 17.7.05 - grazie a fabrizio)

oggi si ascolta:
we fenced our gardens with the bones of our own
dei liars.

15/7/2005

l’ameno giochino. era da tanti mesi che mi trattenevo, ma questo caso è troppo eclatante: cerca anche tu le 5 piccole differenze tra let the cool goddess rush away dei clap your hands say yeah e stop whispering dei radiohead!

sympathy for the matarrese. è meraviglioso: come il diavolo nella canzone dei rolling stones, ogni volta che a bari c’è qualche orrore ci si può scommettere: i matarrese sono in mezzo. sono tra quelli che hanno costruito punta perotti; sono quelli che hanno costruito il nuovo cpt di bari. non è stata quindi una particolare sorpresa scoprire, oggi che se a bari non esiste ancora un’ikea è per colpa di chi? indovinate? dei ricorsi presentati dall’impresa edile di matarrese.

repubblica sempre sulla notizia. roma moda: “seduzioni” della marini in boudoir di lusso

bruciare repubblica sulla notizia. (una co-produzione fio e pubblicodimerda)
sharm el sheikh, 12:34
gara di castelli di sabbia: vince darth vader
la gara di castelli di sabbia di sharm el sheikh e’ ormai una tradizione giunta alla quinta edizione. quest’anno l’ambito trofeo se l’e’ […]

la domanda del giorno. è evidente che sempre di più per le bombe di londra si prospetta un retroscena à la denti bianchi di zadie smith (nello specifico, l’escalation di fondamentalismo di millat iqbal a fine anni ‘80) fatto di immigrati di seconda generazione che non sopportano il posto in cui i loro genitori li hanno fatti nascere. solo che a me denti bianchi ha fatto orrendamente cacare.
nei dialoghi in società è opportuno che tralasci i miei giudizi e lo rispolveri mostrandomi un capace conoscitore delle dinamiche anglo-pachistane?

e che chezzo! mi sono reso conto che portare una maglietta con l’effigie di oronzo canà stampata su ti attira molti, molti più commenti e sguardi adoranti che, chessò, portare al guinzaglio un cucciolo di husky.
(devo appurare se sia ancora più seducente che portarsi dietro un bimbetto in carrozzino).

minimalismi. bari da una settimana o due è ricoperta di scritte (essenzialmente sui manifesti pubblicitari) che chiedono “hai letto la bibbia oggi?". e basta.

oggi si ascolta:
deleted scenes
dei piano magic (la canzone è sostanzialmente una merda, ma quell’intro, quell’intro… oh, a me ricorda da pazzi la sigla di supercar).

13/7/2005

repubblica sempre sulla notizia. va ad intervistare zola, giornalista azzannato dal cane
([…] il giornalista ha riportato ferite di poco conto ed e’ stato subito dimesso. zola, subito riconosciuto dagli astanti e dal personale medico e infermieristico, ha lasciato l’ospedale solo dopo aver firmato numerosi autografi.)

una piccola storia ignobile. c’è questo direttore del personale della volkswagen, peter hartz, stimato e riverito da tutti, uomo d’azienda ma anche socialdemocratico. un socialdemocratico come non ne fanno più? no, anzi, un socialdemocratico come prima non ce n’erano, e come purtroppo ora ce ne sono sin troppi, a sud come a nord delle alpi. un velardi tedesco, va.
insomma, questo signore fa il direttore del personale della volkswagen e tra i suoi compiti ha quello di chiudere contratti: ma l’azienda ha una lunga storia di sindacalismo tosto, e non è così facile strappare buoni accordi. allora il buon peter ha un’idea geniale: gli incontri preliminari coi rappresentanti delle parti sociali non li fa in sede, ma organizzando viaggetti qui e là, in modo da poter offrire ai suoi interlocutori cene lussuose, prostitute e mazzette. in questo modo gli interlocutori cedono e lui può strappare contratti favorevoli all’azienda, tagliando le spese, migliorando i conti ed ergendosi ad artefice dell’ascesa della volkswagen negli ultimi anni.
in questo modo si fa notare e, tra le altre cose, gli viene offerto di stilare un enorme piano di tagli allo stato sociale tedesco. lui non si fa pregare e (ottimamente retribuito dal governo federale per la consulenza) ci si mette d’impegno, tirando fuori un progetto chiamato come lui, hartz iv, che rappresenta il cuore socioeconomico dell’agenda 2010, un insieme di linee guida che secondo il governo schröder dovrebbero rilanciare la germania.
spiegare brevemente il piano è complicato e ci pensa già bene questo articolo della wikipedia, in inglese, ma non sono troppo lontano dal vero se sintetizzo il tutto in “andate a laura’, barbùn!". i sussidi di disoccupazione esistenti secondo hartz dovrebbero drasticamente tagliati, parzialmente negati agli immigrati (anche se hanno regolarmente pagato i contributi sociali negli ultimi anni) e a chi, pur disoccupato, ha soldi propri depositati in banca e/o un coniuge che lavora; tra le altre cose i disoccupati sono obbligati ad accettare qualsiasi lavoro, anche non nel proprio campo, e con paghe arbitrariamente basse, con effetti facilmente immaginabili sulla marginalizzazione degli strati sociali più deboli e un ulteriore impoverimento per gli abitanti dell’ex-germania est.
insomma, l’obiettivo di mille manifestazioni della sinistra anti-liberalista e di mille complimenti della sinistra moderna e riformista - che c’è anche in germania e non è troppo dissimile da quella italiana.
solo che nelle scorse settimane la storia dei viaggi di lusso usati per corrompere i sindacalisti è venuta fuori, insieme ad altre scorrettezze (rimborsi spese gonfiati, consulenze per aziende esterne, le solite cosette: qui una sintesi della faz), e hartz dopo aver tentato disperatamente di ignorare tutto non ha potuto far altro che dimettersi - oggi. ovviamente il governo ha fatto finta di niente e il piano sociale ideato da hartz va avanti, nonostante lo scandalo - figurarsi.
in tutta questa brutta vicenda c’è forse un unico aspetto positivo, ed è che hartz non ha ricevuto neanche un euro di buonuscita.

bruciare repubblica sulla notizia. (una co-produzione fio e pubblicodimerda)
viterbo, 15:59
ingoia una farfalla, ciclista quasi soffocato: ricoverato
la mamma deve averglielo detto tante volte, di non andare in bicicletta a bocca aperta. eppure un 23enne di bolsena ieri ha innavvertitamente ingerito una farfalla mentre percorreva una ripida […]

minimalismi. ho già spiegato in passato quanto la polemica generalizzata verso le bor7 (e la loro stessa categorizzazione) mi lasci perplesso; però ammetto che di fronte al culto per i momix davvero sono tentato di rimangiarmi tutto.

un impegno concreto. quando diventerò padrone del mondo dedicherò cinque minuti all’abolizione di ogni corso di laurea che preveda esami preparabili in meno di una settimana.

la domanda del giorno. a quali abissi di abominio potrebbe arrivare la lega se anche in italia ci fosse un attentato opera di figli di immigrati?

update. quasi la stessa domanda c’è su europhobia - beh, la stessa a meno dell’identificazione lega=bnp, che per altro mi sembra abbastanza credibile, no?

oggi si ascolta:
love and hate
dei rough bunnies (scaricabile, come al solito, dalla mai abbastanza celebrato hello! surprise! - a proposito, già che ci siete, mi direste se sono pazzo io o se davvero la canzone ricorda tous les garçons et les filles de mon âge di gainsbourg?)

12/7/2005

bruciare repubblica sulla notizia. (una co-produzione fio e pubblicodimerda)
parigi, 15:59
il concorde torna a volare: ma è solo un modellino
poco più di due anni dopo la fine dei voli ufficiali, il concorde torna a volare: ma questa volta si tratta di un modellino in balsa, progettato da una nota azienda francese. il modellino, che certamente susciterà il desiderio degli […]

repubblica sempre sulla notizia - #3. harry potter, fan di 14 anni intervistera’ la rowling

a quando il blog degli umarells a nove colonne sul guardian. chi ha detto che la stampa mainstream italiana non riesce a dialogare coi blog? grazie a repubblica anche l’ultima innocua catenuccia va in prima pagina. mica pizza e fichi: è il blog dove compaiono capolavori come questo:

repubblica sempre sulla notizia - #2. germania, vinse la lotteria: oggi condannato per furto recidivo

repubblica sempre sulla notizia. carne, politi: barbecue-mania. natale con “fiorentina”

minimalismi. ieri sera mi sono trovato accanto caselli, al buffet dopo uno spettacolo teatrale. era timido e solo. non si abboffava come molti altri presenti (me, per esempio). ricercava la compagnia delle guardie del corpo per offrir loro da bere un bicchiere di vino.

oggi si ascolta:
the cemetary
degli architecture in helsinki (ah! quei primi 15″ di xilofonini che fanno così pop mainstream italiano anni ‘80).

11/7/2005

gini genie. lo so, l’ho citato un paio di giorni fa ed eccomi di nuovo qui. ma davvero non riesco a trattenermi. è che - lo sapete - nell’ultimo mese sono stato parecchio in giro e solo ora sto finendo di recuperare tutti i post non letti negli archivi del mio account su bloglines, e il blog di momus me lo leggo per ultimo, come quando da bambino mi lasciavo per ultimo il centro pieno di crema di un cornetto, dopo aver mordicchiato il bordo fatto di sola massa.
insomma, leggere tutto un mese di post dal blog di momus in un solo pomeriggio dà un’idea straniante di quanto un blog possa (possa) essere interessante, ben scritto, disvelatore di realtà senza inutili provocatorismi, sempre condivisibile ma non come si condividerebbe le idee del proprio fratello gemello (ah, avere momus, come fratello gemello!).
tutto questo per dire che, scava scava, sottrai sottrai, occam-rasoia occam-rasoia, se proprio uno vuol capire cosa sia la destra e cosa la sinistra in a nutshell, beh, credo che questo post di momus sull’indice di gini sia davvero alla base di ogni altra considerazione. vi prego: è lunghetto, ma leggetelo. ne vale davvero la pena.
(per inciso, se mi sembrava prevedibile che l’italia ha tuttora un indice gini migliore della germania (dal mio punto di vista: cioè, distribuzione più omogenea della ricchezza), mi ha incuriosito molto leggere che ci sono pochi paesi al mondo in cui l’indice gini è in calo: momus cita la svezia, il canada e, sì, la germania. c’è qualche economista nei dintorni (zio?) che sappia se in italia, al momento (e con che velocità) l’indice gini stia salendo?)

bonus quote: One of the problems with the American system is that people don’t seem capable of voting according to their actual class interests: they vote as individuals, and they vote according to their dreams. They vote looking forward, not looking back. A poll conducted by Time/CNN on the estate tax issue in 2000 (reported by David Runciman in Tax Breaks For Rich Murderers in the London Review of Books) revealed that 39 per cent of Americans believe that they are either in the wealthiest 1 per cent or will be there “soon". That’s a lot of wishful thinking… and wishful voting.

minimalismi. sempre la mia amica amber: “[…] funnily enough everybody outside of london seems to be
reacting to this worse than in london. i felt a bit nervous getting on the tube this morning. the papers say that we are defiant, but i don’t feel
defiant- i feel scared […]".

repubblica sempre sulla notizia. come comportarsi in spiaggia, bon ton a milano marittima

oggi si ascolta:
this charming man
degli stars.

8/7/2005

lo so, fa molto cara ti amo.

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto del 7.7.05 - attenzione, rarità! la vignetta è stata eliminata dal sito dopo le bombe di ieri)

minimalismi. da repubblica.it:
roma, 22:56 - iraq: pistelli(dl), mettiamolo in condizione di essere autonomo
roma, 23:34 - londra: fini, ritiro unilaterale sarebbe un errore

ah, no, scusate, ho trascritto male. allora:
roma, 22:56 - iraq: fini, mettiamolo in condizione di essere autonomo
roma, 23:34 - londra: pistelli(dl), ritiro unilaterale sarebbe un errore

oggi si ascolta:
girl
di beck.

7/7/2005

i cinque cent di momus sulla giornata di oggi. come al solito di una lucidità impressionante eppure lirica nel suo post di oggi. tra le altre cose:
london going to work is rational, but these attacks are rational too. the attacks are not “crazy” or “meaningless” or “deranged” or “the work of lunatics". one rationality is imposed on another. two incompatible rationalities in one place. a sign that different rationales exist. but a bad day for difference and for pluralism, when the idea of difference is tainted with the idea of murderousness. difference is not automatically murderous, just as unity is not automatically benign.
(grassetto mio)

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto del 1.7.05)

(qualcuno me la spiega, per favore?)

i miei cinque centesimi sulla giornata. oggi pomeriggio ascoltavo la diretta di radiodue sul casino di londra. tra gli intervistati c’era un reporter in italia dell’associated press. intervistato non si sa bene a che titolo sull’accaduto (voglio dire, da roma che ne poteva sapere della situazione a londra?) questo tizio ha iniziato mostrandosi dispiaciuto per i morti (ovvio), ma ha continuato dicendo che però il colpo più grosso i terroristi l’hanno fatto bloccando per un giorno intero (!) la normale vita londinese, i broker che non hanno potuto fare le loro transazioni e tutti i pendolari che chissà come faranno a tornare a casa con la metro bloccata.
omm… omm… cerco di trattenermi, ma proprio non ce la faccio. so che il paragone è poco politically correct, ma chissenefrega: brutti idioti, ma vi rendete conto di cosa avete fatto, voi americani e voi inglesi (e noi italiani) della normale vita quotidiana di un qualsiasi abitante di baghdad (o - indirettamente - di jenin, o di belgrado, o…)? eh?!?
la mia amica amber, la stessa di cui nel post preceente, aggiungeva nella mail: “yeah, it has been pretty chaotic today. i am just about to negotiate my way home - will probably have to walk for several hours up the river” (e non se ne lamentava oltre). ora, leggetevi un qualsiasi blog iracheno (per esempio baghdad burning, brutti maiali, e ditemi se le uniche conseguenze del vostro intervento in iraq sulla popolazione civile di baghdad sono stati una manciata di chilometri da farsi a piedi una sera nella vita. cristo, abbiate un po’ di senso della misura!

(disclaimer: maledico incondizionatamente il terrorismo e i terroristi; aggiungo però che una volta che un intervento armato incide sulla vita dei civili (cioè sempre) uno stato si mette esattamente sullo stesso piano dei terroristi: voglio dire, è una guerra, e se voi attaccate le loro feste nuziali, non vedo perché loro dovrebbero risparmiarvi le metropolitane).

repubblica sempre sulla notizia - #2. londra: ragazza telefona a parenti, salva per miracolo
(mi sono salvata per miracolo perche’ questa mattina non ho preso l’autobus per la stazione di king’s cross come faccio sempre". lo ha detto ai parenti italiani di roma ed ascoli piceno annamaria alberti, una ragazza italo-australiana che in questo periodo si trova a londra per lavoro. ora, mi ha appena scritto la mia amica (australiana pure lei) amber per dirmi che stava bene, e ha aggiunto: “a few of the explosions took place right near my office. in fact i had just got on the tube at the time and had i been ten minutes earlier, well, who knows?” ora, io pretendo, anzi, pre-ten-do che repubblica faccia una notizia anche da questa mail. perché annamaria sì e amber no? perché annamaria sì e i 250.000 londinesi che oggi hanno quasi sfiorato quei luoghi no?)

repubblica sempre sulla notizia. a tavola salmone e agnello, la regina tra blair e chirac

oggi si ascolta:
the plan
dei cake on cake.

6/7/2005

repubblica sempre sulla notizia - #3. insetto killer minaccia gli ippocastani fiorentini

la domanda del giorno. il parlamento europeo ha appena bocciato la proposta di legge sulla brevettabilità del software. bene, bravi, bis. stasera una birretta la bevo in loro onore. solo mi chiedo: il voto è finito 648 a 14 (seicentoquarantotto a quattordici). come diavolo ha fatto una proposta di legge sostenuta da una minoranza così estrema del parlamento ad arrivare dalla commissione in aula?

repubblica sempre sulla notizia - #2. la tartaruga litiga col pescespada e viene infilzata nel duello marino
(fio, non è che ha ragione fabrizio?)

hanno la faccia come il culo. da repubblica.it: “kyoto non ha funzionato per gli stati uniti e sinceramente non ha funzionato per il mondo", ha detto il predidente americano, secondo il quale il fallimento è da attribuire al fatto che molte nazioni in via di sviluppo non hanno aderito al trattato.
mi sembra un’affermazione così demenzialmente clamorosa che mi sembra quasi inevitabile che repubblica abbia preso l’ennesima cantonata.

minimalismi. sull’ultimo numero di news viene annunciata in copertina un’intervista a renzo arbore. nella foto di copertina arbora ammicca come suo solito mentre procede alla prova di cottura di uno spaghetto. l’intervista sarebbe, pare, “sulla crisi e come uscirne".

eccomi, eccomi. nei commenti ad un post di milaus si implora una mia severa presa di posizione sulla micropolemica dell’estate: se mi scrivi dei perturbazione è bellina o piuttosto una gran porcata? propenderei per la seconda ipotesi (perché emana un fetore nauseabondo). ecco perché:
1) l’assonanza matematica->maticapitamai esiste solo nella loro testa.
2) “di che segno sei": i segni zodiacali andrebbero vietati. per altro, è solo segno della demenza italiana anni ‘90-’00 l’occuparsi di oroscopo, e il ficcarli dentro una canzone indie(?)pop che dovrebbe (vorrebbe) andare anche un po’ all’estero è solo un segno ulteriore del drammatico provincialismo dei perturbazione. se un qualche cantantino americano parlasse di una follia americana (chessò, il 4 luglio, il culto per i neon sotto le macchine, i campionati di rotolamento di tronchi nei fiumi dell’alaska, i campionati di bellezza infantili), voi come reagireste?
3) “così che dando i numeri gli [gli, sic] ho dato anche il mio/ e dopo stavo come solo sa spassarsela dio". ora, a parte che “solo” è stato malamente inserito con l’unica necessità di mantenere la metrica, ma dico, provate a cantare questi versi con la voce di max pezzali. non sto scherzando. fatelo davvero. fatelo con sotto la musica di 6 1 mito, magari - e per inciso, ossevate come fossero pionieristici gli 883 nelle sperimentazioni di semplificazione e accorciamento delle parole, in un’era pre-sms.
4) l’ho già detto, ma “aspetto un sms/ come se piovesse” è sgrammaticata giusto come “anche se tante cose/ un senso non ce l’ha".
5) il violoncello nelle canzoni indiepop ha rotto le palle non sei mesi fa. non un anno fa. sono almeno due anni che non se ne può più. qui il mio augusto parere sul tema.
6) le rime non trovo una via-gestore di telefonia e destino-telefonino non so a voi, ma a sembrano quanto di più deprimente possa esistere. vorrebbero essere autoironiche? anche martufello vorrebbe essere autoironico.
7) “innamorato di te/ di tee/ di teee/ di teeee” è una roba wannabe da radio deejay, credo anche molto consapevolmente.
8) ora, i perturbazione quanti anni hanno? immagino che vadano più verso i 30 che verso i 20. va bene, a tutti noi piace l’amore, è divertente, è leggero, è estivo, magari è persino indie. però proprio non è possibile cantare di amore a 25+ anni come se ne cantebbe con dieci anni di meno. è una questione di dignità personale, innanzitutto. da questo punto di vista, a livello di testi se non di musiche, il paragone con www.mipiacitu secondo me sta perfettamente in piedi.

repubblica sempre sulla notizia. “perché?", scrisse woytila ad agca, ma non spedì

oggi si ascolta:
i can tell
di roland lippok (ora, dico sul serio. ci dev’essere una reazione nervosa, qualcosa di fisiologico, non so. com’è che basta un glitch a rendere tutto piú fresco, anche in una torrida estate meridionale?)

5/7/2005

repubblica sempre sulla notizia. austria, record di divorzi: quasi una coppia su due

slovenia slovenia slovenia / the country where i want to be. andare in slovenia fa un’impressione abbastanza deprimente, agli occhi di un italiano. e’ un paese, mediamente ricco, che sprizza iperattivita’ e crescita umana da ogni poro. nei paesini chiunque parla tedesco e italiano, il turista e’ accolto e rispettato ma senza ne’ fregarlo ne’ svenderglisi, un pranzo (rustico) per quindici costa cento euro. lubiana e’ una citta’ vivacissima (e non nel senso di napoli, ne’ nel senso delle citta’-bordello al confine tra repubblica ceca e baviera), piu’ piccola di bari ma troppo piena di festival ed esposizioni all’aria aperta per poter pensare di vedere tutto in due giorni, tutto e’ curato ma senza l’igiene paranoica del tirolo, tutti parlano inglese, due birre seduti nel caffe’ della piazza principale costano 3 euro e 50 (ma un mio collega sloveno guadagna esattamente come me). i miei due amici che si sono sposati possono pensare di costruirsi, coi loro stipendi universitari, una villetta in centro (e in effetti lo stanno facendo); eppure l’economia, pur con un governo di destra, e’ tutt’altro che neoliberista, molto e’ privatizzato ma le tasse sono alte e c’e’ un periodo di maternita’ di oltre un anno.
io credo di star prendendo altre strade, ma se la’ fuori c’e’ qualcuno interessato, la slovenia posso solo consigliarla.
detto in un altro modo: ehi, voi: scappate finche’ siete in tempo.

minimalismi - #2. qualche giorno fa mi e’ capitato in mano una copia di metro di qualche mese fa, il quotidiano gratuito. era una copia spagnola. leggerla, per quel poco che capisco lo spagnolo, e’ stato impressionante. sembrava di leggere qualcosa del livello di un buon quotidiano italiano - forse meglio. niente reality show. pochissimo sport. parecchia politica. articoli lunghi e scritti fitti fitti. editoriali. l’unica concessione all’idiozia era uno schemino del conclave in perfetto stile repubblica, coi vescovi a forma di omino del subbuteo.
rovesciando il punto di vista: in spagna una roba come repubblica la leggerebbero, sia pure come giornale gratuito? e il messaggero o qn?

minimalismi - #1. a bologna fuori da un supermercato conad ci sono dei cartelli che dicono pressappoco: “per rispetto del decoro e per ragioni di igiene si invitano i gentili clienti a non consegnare cibo o altri oggetti a mendicanti o clochard".

oggi si ascolta:
come on! feel the illinoise! / part i: the world’s columbian exposition / part ii: carl sandburg visits me in a dream
di sufjan stevens (qui in download).

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ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.

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