non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


30/4/2005

la sirenetta negli autogrill si trovano spesso dvd che nel titolo richiamano cartoon recenti della disney, ma che costano un terzo e che, in effetti, si rivelano prodotti che con l’originale non hanno niente a che fare: tuttavia, non dei tarocchi in senso stretto, visto che non vengono esplicitamente spacciati per l’originale.
un fenomeno del genere esiste anche nella musica – nella musica elettronica, in particolare: ad ogni ondata stilistica (drum’n'bass, chill out, electro…) agli antesignani è seguita un’alta marea di epigoni compilati in raccolte massificate (tipo café del mar o buddha bar) che dovevano suonare alla maniera di e permettere di tenersi facilmente aggiornati a chi non aveva tempo, soldi e voglia per seguire le uscite del mercato discografico. un aggiornamento un po’ grossolano, ma tant’è.
dicevo: un fenomeno tipico della musica elettronica. ora finalmente anche l’indie-pop chitarristico può avere un equivalente di buddha bar: il nuovo cd degli yuppie flu, toast masters.
gli yuppie flu sono un gruppo che è stato a lungo inseguito dal fantasma dei pavement, sin dai loro primi dischi di un lustro fa: in toast masters il gioco si fa piú articolato, dal momento che l’influenza dei pavement di terror twilight, pur presente, cede il passo ad un mish-mash che rende il disco un caleidoscopio estetico, un agile compendio di (quasi) tutto quanto di interessante sia stato prodotto al mondo in ambito indie – purtroppo, nell’ambito di un indie non recentissimo, quello degli anni a cavallo del 2000, con tutti i tic e le mossettine dei gruppi che erano innovativi allora – vedi i battimani di vultures and fortune, sooo 2003. a partire dalla copertina del disco, una specie di cover (ben riuscita, peraltro) della copertina di amore del tropico dei black heart procession (ma con una grafica delle pagine interne che richiama parecchio quella delle gloriose produzioni matador di dieci anni fa), proseguendo con le prime due canzoni, glueing all the fragments e our nature, che si collocano in pieno nella scia degli strokes – senza avere il loro ingegnere del suono, ahimé: e si sente. ogni tanto i pavement ritornano (l’attacco di pain is over, e soprattutto together, su cui incombe pesantemente lo sha-la-la di trigger cut), insieme ai già citati black heart procession (frammenti di a good guide e di together) e a echi dei dinosaur jr. (pain is over): niente di male, tutto sommato, e le canzoni rimangono comunque piacevoli – anche se spesso piú che ascoltare ci si maciulla il cervello per capire dove si è già sentita quella chitarrina effettata in quel modo. il vero problema, semmai, è che non appena gli yuppie flu tentano strade un po’ piú personali – i synth e la coda acida di stray on free, le orchestazioni di europe is different – i risultati sono assai meno convincenti.
ma è così importante? rimane il fatto che un paio di pezzi (our nature su tutti) hanno davvero un buon tiro e un potenziale radiofonico - e potrebbero facilmente essere un piccolo successo estivo su radio deejay. con tutto il rispetto per gli yuppie flu, per un gruppo indie marchigiano è già grasso che cola, mi sembra. quando mai si è vista la sirenetta versione autogrill avere piú successo della sirenetta disney?
(post pubblicato - con le maiuscole, però - su whipart.it)

la domanda del giorno. come leggete nel post qui sotto, qui è tutto in vacca. qualcuno di esperto mi sa dire se un notebook con lo schermo che non funziona a dovere (lo ripeto, credo sia un problema di retroilluminazione) sia da buttare, o se piuttosto ripararlo sia la cosa piú facile al mondo?
(e, domanda collegata, nel caso in cui questa agonia terminasse con un trapasso - e nel caso, voglio il mio notebook santo subito -: dovessi comprare un nuovo computer, suse o ubuntu? cosa si comporta meglio coi portatili?)

oggi. so cosa vuol dire essere cieco. due giorn fa si è rotta la retroilluminazione dello schermo del mio laptop, e da allora posso solo - e solo in particolari condizioni di luce naturale, e solo se la videata è molto chiara - intravedere vagamente cosa compare sullo schermo. ombre, come in un romanzo neogotico. in questo momento batto come un pazzo, ho aperto la pagina di wordpress cliccando i pulsanti dove ricordavo che fossero, e batto il post guardando solo i tasti, ma non potendo controllare ciò che scrivo - il che spiega se i post di oggi sono pieni di errori. una sensazione terrorizzante e affascinante.
(ovviamente, questo implica che in questi giorni posterò molto meno).

oggi si ascolta:
home
dei bardo pond.

27/4/2005

repubblica sempre sulla notizia - #2. cane rubato 9 mesi fa a roma, tornera` a casa in francia

la domanda del giorno. a proposito di teoria dei grafi: una riedizione del problema dei ponti di königsberg. chissa` se e` possibile visitare tutti i blog italiani, una ed una sola volta, passando dall’uno all’altro soltando cliccando sui link contenuti nei blog stessi.
(ovviamente no, perche´ disgraziatamente esistono blog del tutto senza link in uscita: quindi riformulo la domanda per l’insieme dei blog italiani che abbiano link in uscita e in entrata).

un pippone matematico? no, una semplice pippetta. (post ispirato dalle spiegazioni che marco fa del suo lavoro).
come molti di voi sanno, sono un matematico. da ormai un anno mi occupo prevalentemente di reti (nel senso di network). piú precisamente, considero equazioni che modellizzano fenomeni fisici (essenzialmente diffusioni termiche o elettriche, onde, onde smorzate) che avvengono su reti. per quanto mi riguarda, è un punto d’incontro molto interessante tra la disciplina in cui mi sono addottorato (la teoria dei semigruppi di operatori), altre branche matematiche piú (equazioni alle derivate parziali) o meno (teoria dei grafi) vicine ai miei interessi, e la matematica applicata. applicata a che? a scienze sociali, ad economia, a medicina.
seguitemi: se non siete scienziati vi sarà difficile crederlo, ma - anche se apparentemente molto diversi - molti fenomeni si comportano seguendo le stesse leggi matematiche: per esempio, e con opportune semplificazioni, la diffusione (nel tempo) del calore in un disco metallico, la diffusione (nel tempo) di una popolazione animale in un territorio o la diffusione (nel tempo) di tensione elettrica in una palla di ferro sono governati dalla stessa equazione (non per niente detta “equazione di diffusione"). queste equazioni sono ampiamente studiate in matematica e, anche se non sempre è possibile risolverle esplicitamente, un grande argomento dell’ analisi è la ricerca di proprietà generali di queste soluzioni; non vi tedio coi dettagli, ma immaginate che - non potendo conoscere con esattezza che temperatura avrà un certo punto del disco ad un certo istante - si cerca di capire almeno l’evoluzione di questa temperatura nel tempo, con la precisione migliore possibile.
(se invece di un disco, di un territorio o di una palla di ferro si considera, rispettivamente, un’insieme di sbarrette metalliche, un insieme di flussi d’acqua - per esempio il delta di un fiume - o una rete neuronale, rispettivamente, eccoci arrivati a studiare equazioni di diffusione su reti - in inglese: diffusion equations on networks).
ora, uno dei grandi problemi di un matematico (o almeno di un matematico convinto di aver trovato una buona teoria :) è di cercare applicazioni adeguate alla teoria stessa. e qui basta andare su google scholar e procedere per mero name-dropping (per esempio cercando, appunto, “diffusion equations on networks"); non si otterranno risultati precisissimi, ma almeno si intuirà in che ambiti della ricerca scientifica un certo tema è stato ragionevolmente studiato in passato. per esempio, cercando libri che si sono occupati dei problemi di cui sopra ho trovato con una certa facilità questi due:
- d.j. bartholomew, stochastic models for social processes, wiley, new york, 1982
- t.w. valente,network models of the diffusion of innovations, hampton press, creskill, 1995
(piú una serie infinita di articoli, la gran parte dei quali del resto neanche disponibile in alcuna biblioteca della mia università). il problema è che, notoriamente, gli scienziati non parlano tutti la stessa lingua; perché un matematico capisca un fisico, un ingegnere o uno scienziato dell’informazione occorre impegno (a seconda dei casi piú o meno consistente), la comunicazione con un neurobiologo o un economista teorico è già assai ardua, ma non c’è quasi speranza di intendersi con uno scienziato sociale, per dire. uno dei motivi è che, per esempio, un matematico (per meglio dire: un analista) è ben a suo agio con dei tipi particolari di equazioni, quelle alle derivate parziali, che per uno scienziato sociale sono fantascienza pura (e per questo motivo gli scienziati sociali utilizzano molto, troppo spesso modelli statistici e/o discreti, ossia equazioni alle differenze finite invece che equazioni differenziali): di modo che un matematico non riesce a studiare un modello sociale non già perché è troppo complicato per le sue tecniche, quanto piuttosto (paradosso!) perché è troppo semplice.
prendete questo studio di una ricercatrice dell’mit di boston che in qualche modo studia la diffusione di informazione in un tipico modello di rete come quello dei blog (americani, in quel caso). ecco, a me piacerebbe tantissimo poter applicare le mie tecniche teoriche allo scenario concreto delineato in quello studio; ma chi traduce le nostre rispettive lingue scientifiche per renderci comunicanti?

(continua?)

repubblica sempre sulla notizia. cucina tipica umbra a new york per nascita di “ilica”

minimalismi. la schizofrenia di aver smesso di comprare rumore (anche) per il proliferare di insostenibili rubrichette e ritrovarmi a pensare stamattina a quanto losing today sarebbe una migliore lettura da cesso con qualche rubrichetta in piú.

oggi si ascolta:
we dance
dei pavement.

26/4/2005

repubblica sempre sulla notizia - #3 (speciale insediamento del grande ratzinga).
papa: lavori nell’appartamento, riceve accanto aula nervi
vaticano: cresce fila pellegrini a tomba papa woytila
papa: cardinali divisi su ruolo calcistico piu´ adeguato (testo dell’articolo: “votato in conclave con una grandissima maggioranza, papa ratzinger divide i cardinali su quale ruolo calcistico assumera’ nella “squadra” della chiesa cattolica.” fine della notizia. giuro)
papa: ai connazionali, “in ritardo? mi sono italianizzato” (grazie a fabrizio)
papa: ai tedeschi “regala” saluti e strette di mano (grazie a fabrizio)
papa: benedetto xvi lascia casa e rientra in vaticano

repubblica sempre sulla notizia - #2. bidone con 200 litri d’olio recuperato nel mare jonico

repubblica sempre sulla notizia. musica, jovanotti anche in limited-edition

la domanda del giorno. ma perche´ se uno canta
“voglio trovare un senso a tante cose anche se tante cose un senso non ce l’ha”
viene giustamente ricoperto di pernacchie per l’italiano discutibile, mentre se un altro canta
“stavo come solo sa spassarsela dio e aspetto un sms come se piovesse”
nessuno dice niente?
(e a parte l’italiano discutibile, il verso in questione non ricorda tantissimo la vena poetica degli 883 - periodo 6 1 mito? gia`, ma invece sono i perturbazione).

oggi si ascolta:
our nature
degli yuppie flu.

24/4/2005

minimalismi. vi ricordate la querelle sulla semiotica della tecnologia moderna? sulla necessita` o meno di conoscere tecnica, fisica e matematica per un (aspirante) epistemologo? evidentemente ispirato dal dibattito in corso su questo blog qualche settimana fa, piergiorgio odifreddi su repubblica (non online) di ieri prende il toro per le corna e spiega (o tenta di spiegare) a emanuele severino come la filosofia della scienza (della fisica, o della logica, o della matematica) senza conoscenza della scienza (della fisica, o della logica, o della matematica) sia sterile chiacchiericcio.
[…] una filosofia che pretenda di “chiarire il senso” di cose dette in una lingua che neppure capisce, rischia di cessare di essere un “amore per il sapere” per diventare invece un sapere “amatoriale". non era cosi`, naturalmente, per i filosofi del passato che incautamente severino cerca di tirare dalla sua parte: cartesio era un fior di matematico, kant ha tratto le sue categorie dalla meccanica newtoniana, e persino nietzsche ha studiato la teoria ergodica per diversi anni, per poter elaborare una dimostrazione fisico-matematica (perfettamente corretta, sotto le sue ipotesi) della teoria dell’eterno ritorno. […] e` invece cosi` non soltanto per severino ma per tutti coloro che parlano continuamente di “tecnica” confondendo tra loro, a seconda dei casi, cose diversissime quali la matematica, le scienze e la tecnologia, ma anche per una vasta schiera di filosofi nostrani, da massimo cacciari a giovanni reale, ai quali si addice perfettamente il giudizio di max born, premio nobel per la fisica nel 1954, riportato da bellone nel suo libro: “i filosofi, muovendosi in mezzo al concetto di infinito senza l’esperienza e la precauzione dei matematici, sono come navi immerse nella nebbia in un mare pieno di scogli pericolosi, e ciononostante felicemente ignari del pericolo".

il maccartismo del xxi secolo. a bari non si sono tenute mostre importanti di arte contemporanea per decenni.
in questi giorni si e` aperta crysalis - teoria dell’evoluzione, una rassegna di arte visiva (pittura, installazioni, computer art) a cavallo tra puglia e olanda, in mostra ai castelli svevi di bari e trani. niente per cui strapparsi la testa probabilmente, ma comunque un’iniziativa estremamente interessante per i soporiferi standard baresi. qui accanto la locandina.
pardon: quella qui accanto era la locandina; che´ qualche zelante cittadino, preoccupato del comune senso del pudore ne e` rimasto talmente turbato da richiede - e ottenere - il sequestro: decine di vigili sono andati ieri in giro per bari a presiedere al pecettamento di centinaia di manifesti e cartelloni sparsi per la citta` - al pecettamento di quella che e`, a tutti gli effetti, l’immagine di una bimba ritratta come potrebbe essere vista su ogni spiaggia italiana, d’estate.
io mi chiedo quando finira` questa pazzia; quando tornera` chiaro a tutti il confine tra legittima lotta alla pedofilia e maude-flanderismo d’accatto.

repubblica sempre sulla notizia. formiche: specie amazzonia coltiva fungo e tende trappole (grazie a marco)

la domanda del giorno. durante il mio corso di laurea i due esami di fisica sono stati quelli col voto piu´ basso; quindi non mi sorprenderei se stessi per dire una cazzata. se sbaglio mi corigirete, ovviamente.
ora, c’è questa storia palesemente farlocca del giorno del salto mondiale. ci sono anche le inevitabili spernacchianti risposte date da una serie di blog e siti a tema scientifico: qui quella di napoleonewilson, qui quella di paolo attivissimo. in entrambi i casi grossa enfasi e` data all’enorme disparita` della massa dei due oggetti: la terra e la totalita` dei saltatori.
bene. pero` io mi chiedo: ma e` davvero cosi` centrale la questione della massa? d’accordo, i saltatori nel loro complesso peserebbero 40-50 milioni di tonnellate: pochissimo rispetto alla massa della terra, ma moltissimo rispetto anche ai piu´ grandi fra i meteoriti che si sono spetasciati sulla terra in passato. certo, la velocita` che un essere umano che salta puo` raggiungere al suolo e` molto bassa, a differenza di quella di un meteorite, e quindi formulo la mia domanda: piuttosto che il peso, al fine di smentire la teoria del sito di cui sopra non sarebbe piu´ importante calcolare l’impulso che la massa dei saltatori riuscirebbe a dare alla terra?

repubblica sempre sulla notizia. pipa: raduno internazionale di mastri pipai a cagli

oggi si ascolta:
syntax
di phonem.

22/4/2005

repubblica sempre sulla notizia - #2. reduce del vietnam sputa in faccia a jane fonda

repubblica sempre sulla notizia. cane donatore salva micio con trasfusione, a frosinone (grazie a fabrizio e marco)

la domanda del giorno. ma ora, passata una settimana, a mente fredda, i blog presenti a milano lo scorso week-end che hanno promesso boicottaggi pluridecennali alla tdk rispondano: ma non è che la pessimità dell’organizzazione del festival - prezzi esorbitanti per i drink, diversi livelli di accrediti, serate gestite militarmente - ha piú a che fare con il modus operandi milanese che con la mission aziendale della tdk? non è che lo stesso festival organizzato in una città piú gradevole e meno snob - chessò, barcellona - avrebbe prodotto esiti diversi?

oggi. è morta la vecchia rompicazzo. mmm. il sodale ha commentato: “peccato che sia finita così".

oggi si ascolta:
needle in the hay
di elliott smith (è incredibile che come video apocrifo di questa canzone il tentativo di suicidio di richie tenenbaum funzioni molto meglio di tanti video ufficiali; o forse non è incredibile, visto che non ci sono tanti video diretti da wes anderson).

20/4/2005

io lo conoscevo bene. tübingen ha due facolta` di teologia, una cattolica - dove ratzinger ha insegnato a partire dal 1966, per poi scapparne via nel 1969, inorridito dal successo del filosofo marxista ernst bloch all’interno del movimento studentesco locale - e una protestante. il quotidiano locale, lo schwäbisches tagblatt, raccoglie le reazioni dei teologi tübinghesi all’elezione di ratzinger. qui l’articolo. e` interessante che anche un giornale moderatamente conservatore in germania possa permettersi senza problemi di aprire un pezzo sul nuovo papa cosi` (traduzione mia e approssimativa):
sorpresi, delusi, per lo piu´, ma anche in attesa curiosa di vedere cosa portera` davvero il nuovo pontificato: cosi` hanno reagito ieri teologi ed altri di tübingen e dintorni all’elezione di joseph ratzinger a nuovo papa. come benedetto xvi - sono in molti a sperarlo - non potra` semplicemente continuare cio` che da (due volte) custode supremo della fede ha cominciato.
“un’enorme delusione per gli innumerevoli che speravano in un papa pastore d’anime e riformatore": cosi` ha commentato hans küng l’elezione di ratzinger, una volta suo collega a tübingen. eppure sulla base dell’esperienza küng invita all’attesa: il papato e` oggigiorno una impegno e una sfida tali “che ogni persona ne potrebbe essere cambiata", come giovani xxiii e paolo vi hanno dimostrato. ora e` la volta di osservare i primi segnali: come saranno assegnati importanti incarichi curiali, a quale programma alludera` il discorso di insediamento, quale corso definira` la prima enciclica, le prime decisioni.”

e ancora
michael broch, dal 1997 incaricato ai programmi radio della diocesi, e prima per 22 anni prete a mössingen, ha sostenuto a tübingen nel 1969 l’esame finale di teologia con joseph ratzinger e hans küng. si ricorda ancora il corso di “introduzione al cristianesimo” di ratzinger, le sue osservazioni sul concilio: “erano pensieri quasi rivoluzionari", dice broch, che spesso sedette nella studio da professore di ratzinger. dice di non aver mai capito la svolta del futuro papa “a questa linea conservatrice".

minimalismi. in italia (o almeno, a bari) i panifici smettono di panificare nel primo pomeriggio. se uno va in un panificio verso le 19 la scelta di pani disponibili e` molto ristretta; alle 20 con ogni proabilita` trovera` solo piu´ qualche panino - non sia mai che del pane rimanga invenduto. in germania costa un po’ di piu´, ma tutti i tipi di pane (una decina, solitamente) vengono sfornati ininterrottamente fino all’orario di chiusura, e quello che avanza viene girato ad appositi negozi in cui il pane del giorno prima viene venduto a prezzi molto ridotti, per la gioia di studenti e senzatetto.
in primavera mi scopro spesso a fare pensieri di questo tipo e in generale a rimpiangere un po’ la germania.

la domanda del giorno. premesso che sin da bambino adoro le domande estremamente stupide e paradossali, ma: se non erro un cardinale puo` essere nominato solo da un papa. viceversa un papa puo` essere eletto solo dai cardinali. quindi: cosa succederebbe se nei giorni successivi alla morte del papa per qualche motivo tutti i cardinali morissero? la chiesa cattolica esploderebbe in un tripudio di miccette*? ci sarebbero elezioni democratiche con suffragio universale? l’opus dei farebbe un colpo di stato col sostegno dei generali delle guardie svizzere?

* ça va sans dire, e` l’ipotesi per cui io tifo assolutamente.

non so piu´ dove son, cosa faccio. trovo divertentissimo osservare i giornalisti dell’unita` che cercano disperatamente di non tifare apertamente an, visto che in homepage pochi centimetri sotto stanno giusto dando dei porci fascisti agli stessi an-ini. lo trovo divertentissimo perche´ invece io, che non sono un giornalista, so che potrei abbandonarmi tranquillamente e lontano da occhi indiscreti ai trenini (a-e-i-o-u-ipsilon) quando giovedi` dovesse cadere il governo.

repubblica sempre sulla notizia - #2. turismo: a lucca +204% presenze cinesi in un anno

repubblica sempre sulla notizia - speciale grande ratzinga. papa: il 1* aprile l’ultimo saluto di ratzinger a woytila
papa: visita saluto a ex collaboratori ‘dottrina fede’
papa: senso inadeguatezza e turbamento ma grato a dio
benedetto xvi, sento papa woytila dirmi non aver paura
papa: asianews, in cina i cattolici lo aspettano
papa: soddisfazione comunita` san nicola da tolentino (dico io, con tutto il rispetto per tolentino, ma insomma: e della soddisfazione dell’ordine degli aperitaviti scalzi e della comunita` del santuario della madonna del propano non ne parla nessuno?)
navarro, stasera benedetto xvi cena con tutti cardinali ("e non e` finita: per festeggiare offro coca-cola con l’aspirina a tutti!")
papa: in piazza telefonini e telecamere puntati su loggia

oggi si ascolta:
let’s get ready to crumble
dei russian futurists (ieri sera, da sobrio, sono arrivato addirittura a sostenere col sodale l’ardita tesi che i russian futurists ai postal service gli facciano una pippa. sto persino meditando di raccogliere le idee per parlare del loro concerto di dieci giorni fa, sull’onda dell’entusiasmo).

19/4/2005

meno di un’olimpiade?!? lo dico? lo dico. la chiesa non ha il minimo senso mediatico. tutto il mondo li sta guardando, e loro si danno fretta, risolvono tutto in due giorni, fanno crescere la suspence peggio che in un film di neri parenti? possibile che un conclave duri meno di un mondiale di calcio? io al loro posto c’avrei messo due settimane, va là - e sai che pubblicità!
(intanto il campanaro pazzo della chiesa qui vicino sta suonando le campane ininterrottamente da quindici minuti. quando esco gli taglio le gomme).

la domanda del giorno. come mai il mio x (suse 8.2) viene mandato totalmente in crisi dall’apertura di una seconda finestra di firefox? posso avere (quasi) infiniti tab aperti e non succede niente, ma basta aprire una seconda finestra e tutto sembra immerso in una vasca di marshmallow. c’e` un qualche rimedio?

repubblica sempre sulla notizia. si riduce anni sulla carta d’identità, denunciato 84enne

oggi si ascolta:
torino che non è new york
dei figli di guttuso (ero già pronto con la mannaia, e invece questo pezzo mi prende. non sono ancora sicuro che mi piaccia davvero, però in qualche modo mi rimane in testa).

17/4/2005

la domanda del giorno. senza offesa per nessuno, eh. ma qualcuno mi spiega cosa differenzia canzoni allo specchio dei perturbazione da un qualche disco di max gazze´ o di moltheni? prendiamo animalia, per esempio - che´ invece invece in se mi scrivi siamo proprio dalle parti di max pezzali, ammettiamolo, e in quattro gocce di blu l’ultimo vasco rossi e` dietro l’angolo.

qui lo dico. posto che non sono mai stato un immenso estimatore dei white stripes (del resto, tra beatles e rolling stones ho sempre preferito i beatles), ma il loro nuovo singolo (che prelude all’uscita di un disco, ad occhio e croce) nei primi 30 secondi mi ricorda terribilmente un qualche pezzo poco riuscito dell’ultimo disco dei daft punk.

repubblica sempre sulla notizia. sudafrica, stop al fumo per charlie la scimmia che ama le sigarette
(ormai repubblica non è un quotidiano, è una puntata dei simpson. notare che l’articolo è così squallido che neanche l’hanno firmato. trascrivo l’inizio: questa volta il ministro sirchia non c’entra. intanto perché non siamo in italia, e poi perché il divieto di fumo scattato nello zoo di bloemfontein, in sudafrica, non riguarda i dipendenti bensì gli ospiti. per l’esattezza, uno scimpanzé, che per colpa di qualche visitatore, più scellerato che burlone, ha imparato a fumare.
chissà quanto ci hanno messo a fare il temino).

minimalismi. guardate questo, vi prego. non dico altro.
(via scenestars)

oggi si ascolta:
nancy sin
dei beat happening.

15/4/2005

minimalismi. ho finalmente capito chi e` l’antesignano di vincent gallo, per ignavia attoriale e piglio scimmiesco: jean-paul belmondo. chiaro come il sole.

signora mia. da un articolo di repubblica.it: si e’ conclusa nella notte l’illegale attivita’ telematica di un giovane trentenne del viterbese […]. “giovane trentenne". ne deduco che esistono i vecchi trentenni? non ci sono piu´ i trentenni di una volta?

la domanda del giorno. ma perche´ nelle lattine di guinness e` sospesa una pallina di sughero - o di qualche altro materiale duro imprecisato?

repubblica sempre sulla notizia. gli elefanti? grandi imitatori - mlaika sa fare l’autocarro (grazie ad emanuele)

oggi si ascolta:
sheila
dei liquid laughter lounge quartet.

13/4/2005

se i media non fossero in mano alla sinistra. e soprattutto se non lo fossero i blog, sapremmo tutti la verità: che per un presunto paraculo portato alla gogna (conor oberst o micah p. hinson, per dirne due) ce ne sono migliaia di altri che invece saranno sempre nei cuori di tutti (?) noi - come patrick wolf, per dire.
sabato sera al covo la sensazione netta era che, nonostante i post compiacenti di blogger che si affannano a gridare al genio, due terzi della sala fosse piena di giovinette che la primavera aveva riempito a dismisura di ormoni - ormoni fallaci, per altro, ché dell’eterosessualità di patrick wolf è lecito dubitare.
sbrigata abbastanza la triste pratica del gruppo spalla (in questo caso una cantante di terni a metà tra feist e fiona apple, e per quanto mi riguarda non sono complimenti), salgono sul palco patrick e il suo batterista. arduo dire chi dei due fosse vestito in maniera piú improbabile, se patrick con la sua assurda mise tardo-gotica, con un’incredibile camicia nera semitrasparente chiusa davanti e con un immenso spacco dietro o andrew john brown che vedete qui accanto, a destra nella foto, in un momento in cui si era tolto la bizzarra cravattina di raso nero.
dicevo delle giovinette dalle cui boccucce ha iniziato a sgorgare copiosamente bava come sangue da una madonnina anni ‘50 - mentre invece patrick wolf è oggettivamente un tizio improbabile. anche tralasciando i suoi capelli (grassissimi, signora mia), appena salito sul palco provvede a togliersi le scarpe che indossava sui piedi nudi - due fettoni da paura, con degli assurdi alluci delle dimensioni di una piccola cipolla - e a iniziare a cantare a occhi chiusi. ecco, non so a voi ma a me chi canta a occhi chiusi (che si tratti della bambina di about a boy alla recita scolastica o di lisa hanigan ad un concerto di damien rice) lascia istintivamente perplesso. e patrick wolf cantava un sacco ad occhi chiusi, mentre il suo batterista lo guatava fisso dal basso in alto, con uno sguardo innamorato carico di promesse carnali.
oh, la recensione volge al termine e finora si addice piú ad un numero di donna moderna che ad un blog serio come questo, quindi tentiamo di parlare un po’ di musica. lo dico chiaro e tondo: se quello che vi è piaciuto tanto tanto tanto nel disco di patrick wolf era l’alternarsi incerto di voci ed elettronica, come una sorta di will oldham folktronico, ecco, non so se i concerti di questi giorni vi piaceranno granché. nel senso che lui ci sa certamente fare, per carità, alterna ukulele chitarra e violino - se non ricordo male anche una tastiera - ma è tutto drammaticamente piatto. il batterista è lì solo per ammirarlo (l’ho già detto?) e il suono è acustico e asciutto - ma, come dire, non è una cosa buona. non è johnny cash, in fondo: sarebbe come togliere i loop a jim o’ rourke - che rimarrebbe?
spazio finito, temo. ah, per favore: non fate leggere questo post a nessuna delle baccanti che quella sera aspiravano a suggere ogni umore dal pallido corpo di patric wolf; ne va della mia incolumità.
(e sì che per carità di patria ho anche glissato sul vergognoso balletto stile letterina che i due hanno inscenato un’ora dopo su una qualche canzonaccia anni ‘80 che neanche ricordo, nella sala grande del covo).

this is a call. quando il numero dei commenti di spam nell’arco delle 24 ore raggiunge per la prima volta quota 1000, urge un intervento: per esempio l’installazione di spam karma. solo che non lo posso fare io.
marco, ti imploro: aiutami o mi tocca passare ad haloscan.

repubblica sempre sulla notizia - #3. usa: una donna aveva oltre 30 gatti morti in frigo, arrestata (grazie a yoshi)

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

(vauro sul manifesto dell’8.4.05)

minimalismi. questo blog aderisce alla campagna (o pseudo-tale) per la partenza di antonio polito per il tibet.

la domanda del giorno. ne parlavo l’altro giorno durante un minuscolo blograduno barese, ma le risposte dei presenti non mi hanno convinto, quindi ci ritento. allora:
ipotizziamo che un papa dica durante una cerimonia che dio non esiste.
ora: e’ noto che, per i cattolici, il papa quando parla ex cathedra e’ infallibile.
d’altro canto, mi sembra di capire, il papa per i cattolici e’ infallibile in quanto rappresentante di dio in terra.
come se ne esce?

repubblica sempre sulla notizia - #2. tenta approccio con un’americana, preso a pugni in faccia

repubblica sempre sulla notizia. papa: l’ingresso in conclave sara’ scandito da litanie

oggi si ascolta:
this weather
di patrick wolf.

6/4/2005

niente rimarrà impunito. peggio della canzone di nino manfredi per il psdi, peggio della canzone dei drops per vito leccese: la canzone del riformista (attenzione alla possibilità di scaricarla e di otterne una versione per la suoneria del cellulare).
(poi personalmente trovo il tutto ancora piú penoso perché mi sembra voglia essere autoironica e con tutta evidenza non ci riesce).

repubblica sempre sulla notizia - speciale papa.
papa: fedeli sorpresi da presenza bush e clinton
papa: bush in ginocchio, poi saluta don stanislao
papa: messa per woytila a 3000 metri d’altezza
papa: consumatori, disagi, pochi bagni e prezzi altissimi
papa: venerdì un eclissi di sole, ma non a roma (grazie a miic)
papa: suo calzolaio, “spero che indossi le mie scarpe”
papa: è il piú grande raduno dell’umanità, per amore
papa: anche una bandiera dei disobbedienti tra la folla

might be the closest i’ve come, personally, to having a pope. ieri è morto saul bellow, a 90 anni. come era prevedibile la notizia non si è guadagnata piú di un trafiletto in questi giorni di papismo monomaniacale. non starò a parlare della grandezza assoluta di saul bellow come scrittore; potrei linkare ad un’anodina voce della wikipedia, ma preferisco segnalare questa commemorazione di momus; per inciso, quello di momus è il blog piú interessante in assoluto che io abbia scoperto nell’ultimo anno (e lode sempiterna va a fdl, che esattamente dieci anni fa mi indusse a comprare voyager e in questo modo mi fece conoscere momus).
saul bellow, who died yesterday sharp as a pin and perhaps “serene", might be the closest i’ve come, personally, to having a pope. a humanist pope, a pope whose church is life itself, and people, and the world. like popes, great novelists never really die. they just enter the canon.
il post si conclude con queste parole; dubito che si possa parlare di bellow in maniera piú pregnante.

repubblica sempre sulla notizia. tartaruga massacrata a badilate in parco comunale a como

la domanda del giorno. stamattina l’homepage di fastweb annunciava che era possibile passare gratis ad un’offerta da 6mb/s (prima erano 4, e fino a metà febbraio erano stati 2). tutto bene, quindi, anche se non capisco bene perché chiedono una richiesta ufficiale per l’attivazione di un servizio migliorativo e gratuito. ma vabbé. di questo passo probabilmente arriveranno presto alla soglia dei 10mb/s e tutti vivranno felici e contenti. e poi? quando mi hanno installato la linea il cavo di rete pirelli che mi hanno dato è fatto per raggiungere velocità di 10mb/s, stando alle sue specifiche tecniche. andrà sostituito il cavo? i 10mb/s sono una soglia che non si può oltrepassare?

oggi si ascolta:
the last snowstorm of the year
dei low.

5/4/2005

breaking news. stasera festa post-elettorale alla taverna del maltese di via nicolai. personalmente cercherò di non raggiungere i livelli alcolici di ieri sera, ma insomma mi darò lo stesso da fare. blogger e non del circondario sono caldamente invitati.
chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.

minimalismi. nel libro che noi giovani d’oggi non possiamo non aver letto a un certo punto si parlava del ballare in un club come di una metafora del sesso, dei set ben fatti come di un lento avvicinarsi all’orgasmo. bella teoria, ma non avevo mai davvero capito quanto fosse realistica fino al dj set di marc almond di sabato scorso, quando i samplettini di blue monday si sono accumulati tantricamente per venti minuti, fino al climax finale del pezzo messo per intero e in versione originale.
(dopo invece sembrava la vignetta di daw sul natale in casa sociopatica).

repubblica sempre sulla notizia. partorisce in bagno, nonni salvano bimbo caduto nel water

oggi. arriva un tizio in piazza, verso mezzanotte.
- ma ci sono i dati definitivi?
- i dati definitivi sono che gli abbiamo spaccato il culo.
(sintetico ma tutto sommato accurato).

oggi si ascolta:
neighborhood #2 (laika)
degli arcade fire.

4/4/2005

here’s to you, nicola and… manca mezza giornata alla chiusura dei seggi. mezza giornata in cui tentare l’impossibile, non tanto convincere possibili elettori di fitto a votare vendola (impresa disperata) quanto motivare possibili astensionisti.
lo premetto: non condanno l’astensionismo in quanto tale. nel 2001 io stesso per pigrizia e disillusione ho evitato di tornare da tübingen in italia per votare alle politiche; ma ho sempre collegato l’astensionismo alla delusione per un candidato poco rappreentativo, di basso profilo, sconfitto in partenza.
nichi vendola non è nulla di tutto ciò. la sua candidatura alla presidenza della regione puglia è l’atto piú politicamente eversivo, emozionale, anarchico sia stato tentato nella politica italiana degli ultimi dieci anni. leggere le sue dichiarazioni è stupirsi di come un politico sappia parlare direttamente, chiaramente, idealmente. prendete queste sue dichiarazioni sarcasticamente riportate dal sito del suo sfidante e segnalate su suzukimaruti: si può non condividerle, magari, ma non si può trovarle paludate, burocratiche, scazzate. personalmente non credo fitto sia un cattivo politico: piú semplicemente (e, per quanto mi riguarda, molto piú comprensibilmente) in puglia si sfidano due candidati che rappresentano due visioni del mondo antitetiche: un candidato di destra, destra vera, forse (forse) persino onesta - i cui interessi da difendere sono comunque opposti ai miei, e in generale a quelli di un ventiseienne squattrinato e semi-precario; e un candidato di sinistra, sinistra vera, con un modo di fare, di pensare e di comunicare che difficilmente capiterà mai di ritrovare nella politica nazionale.
lo ripeto: rispetto chi dovesse decidere di non andare a votare (e di non andare a votare vendola). ma sia ben chiaro che con ogni probabilità mai, mai piú potremo scegliere fra due candidati così paradigmatici delle differenze tra quello in cui crediamo e quello in cui non crediamo.
su, alzate il culo e correte al seggio!

repubblica sempre sulla notizia. simula effrazione perche’ marito confessi tradimento

mettiamola così: c’era da concludere in bellezza una giornata. e il concerto dei califone sembrava il modo migliore di farlo. il problema è che dei califone, lo ammetto, sapevo poco o nulla: sapevo che hanno un nome su cui poter fare giochi di parole motoristici, sapevo che sono canadesi - che altro?
invece il concerto si è rivelato realmente fantastico – non solo perché doveva esserlo, per non distruggere il ricordo della domenica di sole primaverile e vino bianco a fiumi. ecco, giusto per capirci: i califone sono in effetti nick drake e hugo race messi a suonare insieme, né piú né meno - e quello che ne viene fuori è inevitabilmente travolgente. i due salgono sul palco
del fleurs du mal - in realtà scendono, visto che il pubblico è piú in alto di loro - verso mezzanotte, di fronte ad un locale inaspettatamente pieno: nick drake alla chitarra slide e hugo race al violino elettrificato. nel corso della serata nick drake prenderà anche una chitarra acustica e una tastierina appena-meno-giocattolo-di-quella-delle-coco-rosie, mentre hugo race si barcamenerà tra violino, banjo e chitarra elettrica. dolcezza astratta, melodie sussurrate su basi distorte, drone acidi che sono sempre in bilico tra slowcore e dream syndacate. steve wynn, certo, ma con meno self-consciousness, piú spontaneità. a un certo punto a nick drake suona il cellulare mentre sta suonando: risate generali, ma questo non interrompe il flusso che viene dal palco. musica riflessiva, non triste: c’è una differenza.
dopo un’ora staccano con poca convinzione, dopo trenta seconda hanno già iniziato i bis: tre o quattro pezzi che dureranno un quarto d’ora, forse piú. alla fine si perdono un po’, iniziano a cazzeggiare mescolando le tastierine e le distorsioni e le voci fino a ottenere qualcosa di confuso che ricorda i sebadoh o i primi smog; sinceramente non è la parte migliore del live, ma dura poco.
a conti fatti non è un concerto facilissimo, ma comunque lontano dagli sperimentalismi sterili del post-rock à la gy!be. stasera sono a bologna chiamati da jehovahnee gandolphee, come mi racconta la loro affascinante addetta al merchandise. su, fate una buona azione, lasciate vuoto il divano di fronte all’ennesimo porta a porta sul papa e andate al club 74 a vederli.

(menzione d’onore per il sodale che a fine concerto mi presta 10€ per comprare il loro disco e che mi ha girato la foto qui sopra).

la domanda del giorno. repubblica.it pubblica questo trafiletto, presentandolo come notizia: l’umanita’ talora “smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura". a questo ha pensato giovanni paolo ii quando ha preparato il testo per la solennita’ liturgica della divina misericordia, che si celebra oggi, seconda domenica di pasqua. ed oggi questi pensieri, queste parole sono il testamento di karol wojtyla. un testamento che una volta di piu’ ci dice chi sia stato giovanni paolo ii, e quanto continuera’ a rappresentare nel mondo intero. ribadisco: questa è presentata nella sezione “news".
(poi mi chiedevo anche, considerando che il titolo della notizia riportata sopra era “papa: suo testamento ultimo scritto su umanità smarrita": chissà se ora inizieranno ad uscire inediti e outtake del papa, tipo jeff buckley).

repubblica sempre sulla notizia. papa: a ruba i “ricordini” di giovanni paolo ii
(io mi fermo qui, poi sta a voi: se me lo chiedete parto per una monografia di notizie papaline di repubblica, come già ebbi a fare in questo caso).

minimalismi. qualche giorno fa ero in facoltà e ho sentito in una qualche segreteria una radio sintonizzata su un canale commerciale che trasmetteva männer sind schweine degli ärtzte – uno dei pezzi piú brutti, privi di gusto, retrogradi prodotti in germania dai tempi dei musikalische trümpfe; oltre che, per inciso, un pezzo vecchio di quasi sei anni. mi sono bloccato riflettendo sulla circostanza. è come se, mi sono detto, l’italia esportasse all’estero quanto di peggio ha; come se, ho aggiunto parlando con me stesso, i ricchi e poveri sbancassero in russia, andrea bocelli negli usa o lara pausini in argentina. sarebbe pazzesco, mi sono detto; e ho proseguito rassicurato verso la mia stanza.

whatever happened to my rock’n'roll? che è successo a nobukazu takemura?

oggi si ascolta:
la maison où j’ai grandi
di françoise hardy (questo ragazzo/si divertiva/mentre piangeva/wah-wah).

1/4/2005

ruini is playing at my house – my house. dovrebbe essere auto-evidente, ma forse è il caso di precisarlo, di metterlo nero su bianco: è scandaloso, ripeto, scan-da-lo-so che l’italia si fermi per l’agonia di un capo di stato straniero.
è scandaloso che quanto di piú alto pertiene alla vita democratica di un paese, la politica e le elezioni, si lascino influenzare dall’imminente morte del capo di una religione, pur maggioritaria (?) e che certo (purtroppo) non imploderà dopo la morte del suo attuale santone.
è scandaloso che si debbano annullare comizi, che mostre e installazioni non possano neanche essere sonorizzate, non sia mai che qualcuno possa dimostrare apertamente di infischiarsene della salute cagionevole di un ottantaquattrenne da anni malato di parkinson e che, in fondo, prima morrà e prima smetterà di soffrire.
è scandaloso che all’andazzo generale si accodino senza distinzioni storace, rutelli, calderoli (nonostante la lega qualche tempo fa si esprimesse diversamente).

(per inciso: mezz’ora fa rainews24 trasmetteva in diretta, senza commento, un qualche canto religioso cantato da una folla dentro s. pietro, esattamente come solitamente fa radio maria. in questo momento una giornalista in adorazione sta intervistando stefania belmondo e la ringrazia per aver parlato del ruolo della fede nelle sue vittorie e per aver citato qualche aforisma del papa. vomitevole).

update: sviscerano il tema anche restodelmondo sul suo rinnovato blog, .mau. e
the rat race
.

update - #2: ormai a roma sono con tutti evidenza ai riti vudu, come dimostra questa foto di repubblica.

(che tra l’altro a me ricorda tantissimo l’immagine sull’involucro del vinile dell’ultima raccolta di rarità degli yo la tengo).

update - #3. c’è qualcosa di più scandaloso del silenzio pre-mortem: gli omaggi post-mortem. one more blog segnala che a jesi per esempio è stato impedito a margherita hack di tenere uno spettacolo in programma - a causa del lutto cittadino, ovviamente. temo che di episodi del genere - la necessità di esprimere platealmente il proprio lutto, dico - ce ne siano però stati molti altri.

repubblica sempre sulla notizia. usa: troppo feroce per stare in vasca, liberato squalo

could be a cha-cha, could be a go-go. domani sera a bari, allo zenzero, dj set di marc almond. tralasciando il prezzo piú adeguato ad un concerto (19€ - tze tze) non ci si può astenere. a questo punto c’è solo da decidere quale vinile portarsi dietro per l’irrinunciabile autografo: il campissimo enchanted o stories of johnny, che è con ogni probabilità la copertina piú brutta che marc almond abbia mai ricevuto in sorte. consigli?
(domani alle 11 allo zenzero! chi non viene è un retrosexual.)

minimalismi. ogni tanto provo ancora l’ebbrezza di sentirmi gggiovane, di assistere a fenomeni a me ancora sconosciuti. oggi su rainews24 hanno detto, papale papale (ah! ah!) che “il papa sta morendo". sono quattro parole che in 26 anni di vita non avevo mai sentito pronunciare assieme, in tv. son cose.

la domanda del giorno. lasciando da parte la questione se si tratti solo di una figura mitologica o no, ma:
gesú è morto di venerdì;
gesú è risorto di domenica;
gesú è risorto tre giorni dopo la sua morte.
possibile che nessuno abbia mai osservato l’incongruenza di questi tre dati?

oggi si ascolta:
the house is haunted
di marc almond.

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ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.

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