non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


27/1/2005

pssst. ah, a me queste cose non interessano troppo, ma so che la` fuori c’e` gente che ci tiene. allora, la notizia e` che in questo momento su amazon.de c’e` in offerta lo zen creative da 20gb a 199€. non credo che un lettore mp3 da 20gb sia *mai* stato ad un prezzo sotto i 200€, in europa; del resto sempre presso amazon quello da 5gb costa 10€ in piu´.
update. a parte ogni altra considerazione sulla spedibilità (vedi commenti) il prezzo è già risalito a 220€.

le meraviglie della lingua tedesca (animali).
einen kater haben -> avere un hangover (ma letteralmente: avere un gatto)
nothahn -> maniglia d’emergenza (ma letteralmente: gallo d’emergenza)
muskelkater -> dolore muscolare (ma letteralmente: gatto muscolare)

minimalismi. da feltrinelli in questi giorni ci sono un paio di ripiani sovrastati da un cartello, urlato come al solito: “i libri che non puoi non avere letto” ("… a un prezzo che non potevi immaginare", o qualcosa del genere, ma non e` questo il punto). i libri che non posso non avere letto sono, al momento, la memoria del topo di michael connelly, barzellette stratopiche di geronimo stilton, debito di morte di leather stephen.

la domanda del giorno. perche´ tutti dicono “i weezer"? perche´ non “gli weezer"? voglio dire, dite “i ween” o “gli ween"? “i wigwam” o “gli wigwam"?
(e perche´ controllando su una grammatica italiana mi accorgo che invece hanno ragione loro, maledetti?)

repubblica sempre sulla notizia - #3. attrice di “grease", ubriaca al volante, forza posto di blocco (grazie a fabrizio)

repubblica sempre sulla notizia - #2. borseggia poliziotto, che lo arresta sul bus a palermo

repubblica sempre sulla notizia. fumo: prima multa in consiglio regionale a trieste

oggi si ascolta:
do the bambi
degli stereo total (meravigliosa, stereo total go glitch).
(per gli altri tre italiani appassionati degli stereo total, oltre me: qui un assaggino offert da scenestars, ma il disco intero si trova gia` facilmente via p2p).

25/1/2005

repubblica sempre sulla notizia - #3. arcivescovo bologna: essere genitori, una sfida da raccogliere

io ve l’avevo detto che quest’uomo è un genio (rubrica settimanale di celebrazione di fabio de luca). con un nome che sembra fatto apposta per essere dimenticato un microsecondo dopo che l’hai sentito, […] ecco arrivare dal canada gli scissor sisters per coloro che si ritenevano troppo fighi, troppo intelligenti e troppo lettori di the wire per poter maneggiare gli scissor sisters. tranquilli: a voi ci pensano i junior boys.

repubblica sempre sulla notizia - #2. amichevole: finisce 2-2 amichevole di beneficenza in germania

del resto il mondo si cura coi fiori di bach… che bello, oggi mi toccava scrivere due vibranti post sul consueto scempio che della matematica si fa sui mass media. per fortuna ci hanno gia` pensato .mau. (i ritardi del 53 - gia` a parlare di “ritardi” tremo) e mr. aureliano a proposito dell’ennesima pseudoequazione stronza - nella fattispecie: [W+(D-d)]xTQ/(MxNA).

repubblica sempre sulla notizia. salti con il pallone, cinese da record
(e oltre ad essere una stronzata era pure una bufala, perche´ il tizio in questione invece e` un americano)

comunicazione di servizio. ora dovrebbe essere di nuovo tutto a posto coi commenti.

la domanda del giorno. uno degli argomenti piú usati a favore del ritorno alla costruzione di centrali nucleari in italia è che tanto l’italia è comunque circondata da stati che abbondano di centrali. senza entrare nel merito della questione, ma: sbaglio, o segundo questo ragionamento si dovrebbe anche dire che, visto che in italia potrebbero esserci bombe atomiche straniere, tanto vale che l’italia stessa le sviluppi e se ne doti?

whatever happened to my rock’n'roll? che è successo a david mcalmont?

minimalismi. con tutto l’immenso rispetto (avrei detto persino “affetto") che nutro per leonardo - piú per il vecchio leonardo che per leonardo 2025, devo ammettere -, questo post mi fa l’effetto triste e televisivo dei riassuntini piazzati all’inizio di ogni libro del ciclo della fondazione di asimov.

pubblicità gratuita (o forse gratuita pubblicità). da ieri mi hanno attivato fastweb. a parte le 5 ore di telefono muto - non so se addebitabili a loro o a telecom - e la paura che mi fa il fatto che il telefono funzioni solo se c’è elettricità - quindi durante il black out del 2003 niente telefonate - tutto bene. molto bene.
attese telefoniche eccezionalmente corte (mai piú di un minuto) per il numero di assistenza telefonica - e gli interlocutori si presentano con uno strabiliante nome-e-cognome.
musichetta orrenda come al solito, ma leggermente meno orrenda di quella di wind e di telecom.
assistenza molto efficiente e piuttosto preparata - il mio interlocutore era addirittura in grado di suggerire diverse soluzioni a seconda della distro di linux usata!
adsl sufficientemente veloce anche di giorno.
parecchie cosette (gestione della mail inclusa) da poter fare al di fuori della tariffazione a consumo.
(peccato solo nessuno mi avesse avvertito che le prime 24 ore di navigazione sono completamente gratuite anche per chi non ha la flat, come me - è perché vengono considerate “tentativi di connessione".)

oggi si ascolta:
pan-ther
degli impossible shapes (è pur sempre la versione karaoke di jesus doesn’t want me for a sunbeam - o no?).
(qui in download - abbastanza consigliato - l’intero disco da cui il pezzo e` tratto).

24/1/2005

il paradosso del gelataio di centro. succede talora che i matematici applichino ai fatti della vita modelli o strumenti logici propri della loro professione. spesso e volentieri il mondo li ricopre di pernacchie giacche´ i loro ragionamenti paiono strambi e controintuitivi (si tratta di quella che alcune persone a me vicine definiscono “sindrome di don ferrante” - espressione tra le piu´ detestate in assoluto per quanto mi riguarda).
qualche giorno fa .mau tentava una riflessione neutra e senza pregiudizi sul luogo comune secondo cui le elezioni si vincono al centro; per farlo usava immagini sufficientemente semplici (una spiaggia, dei venditori di gelati), forse tanto semplici da incitare l’ipotetico lettore non-matematico a rigettare le sue tesi come bislacchi rimuginamenti staccati dalla realta`. .mau ipotizzava, in breve, che inseguire i voti al centro possa portare pochi e dubbi vantaggi ma contemporaneamente far perdere l’entusiasmo alle ali estreme, che facilmente rinuncerebbero a votare; piu´ facilmente, anzi, di quanto il centro si lascerebbe sedurre.
piu´ ci penso, invece, piu´ la sua tesi mi convince. mi impressiona come, in questi giorni, mi capiti di incontrare un sacco di amici e conoscenti assolutamente intenzionati a partecipare alla campagna elettorale di vendola. capiamoci: si tratta di persone certamente di sinistra; certamente politicizzate; ma che non hanno mai fatto prima vita di sezione (come neanch’io l’ho mai fatta, del resto). sono persone che traggono linfa politica dalla possibilita` di sostenere un candidato entusiasmante; sono di certo persone (come me del resto) che avrebbero pure disciplinatamente votato boccia, se fosse stato lui a vincere le primarie, ma non avrebbero partecipato attivamente alla sua campagna elettorale. troppo grigio boccia, troppo povero di lati affascinanti e coinvolgenti. anzi: non conosco nessuno della margherita (simpatizzante ma, attenzione, non gia` attivista) che avrebbe dato una mano alla sua campagna per entusiasmo verso di lui. anzi, a bari i giovani della margherita che conosco hanno in gran parte votato vendola, alle primarie. sarebbe gia` un gran risultato partire da questo, nell’analisi, e non ipotizzare complotti o crisi della politica per come la conosciamo.

(e poi certo, mai piu´ ripetero` il termine “entusiasmo” di qui alle elezioni, che´ il fantasma di radio progo aleggia ancora su tutti noi).

repubblica sempre sulla notizia - #4. leva: ultimo giuramento per ragazzi della pinerolo

repubblica sempre sulla notizia - #3. alcolismo: la cultura del vino è l’antidoto all’abuso

la domanda del giorno. da dieci minuti sono nella rete di fastweb. la connessione a fastweb avviene via lan. solo che io uso una lan anche all’università. con linux (e/o con win) è possibile memorizzare i dati di *due* diverse connessioni (ip, dns ecc.) e fare in modo che ogni volta che connetto un cavo alla scheda di rete il computer riconosca automaticamente quale delle due connessioni sto usando?

minimalismi pop. ieri pomeriggio alcuni blogger sodali ed io entriamo in un’anonima chiesa di martina franca (br). alcuni devoti in preghiera. nell’aria un odore quasi nauseante di incenso e, diffuso dagli altoparlanti, il tema di giu´ la testa di morricone.

repubblica sempre sulla notizia - #2. http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/cronaca/smssav/smssav/smssav.html manda 100 sms al giorno e si ammala di tendinite (grazie a fabrizio)

repubblica sempre sulla notizia. brasile, è nato il bambino gigante - pesa piú di sette chilogrammi (grazie a enzop e fabrizio)

oggi si ascolta:
i’m blue
delle 5,6,7,8’s.

20/1/2005

filastrocche a denti stretti. ora, io non so voi, ma sinceramente le primissime cose dei pavement non le ho mai ben capite. troppo sporco il suono, troppo introvabili le melodie, troppo piatte le batterie. dice: si chiamava lo-fi apposta, bifolco d’un blogger. vabbé, capisco il principio, ma rimane che ascoltarsi un intero disco era difficile. secondo me se oggi in europa c’è qualcuno che riprende la lezione di quei pavement, questa è solex. nel bene e nel male, appunto, ché the laughing stock of indie rock è per quanto mi riguarda quasi inascoltabile - con tutto il bene che le voglio. un’ora soli con solex, figurarsi.
miracolosamente, ieri sera l’agorà era pieno. forse non 1500 persone, ma 150 c’erano tutte, forse di piú. il che non è poi così male per bari – e forse non male anche per solex-da-amsterdam. (a fine concerto gli organizzatori diranno che si aspettavano di piú, ma questo mi ricorda tanto sartori deluso dalla scarsa affluenza delle primarie in puglia).
e insomma alle 11 solex sale sul palco, e la prima sorpresa è che solex sono in realtà in due. c’è elisabeth esselink, la titolare, dietro la sua postazioncina con moog e ibook 12″ d’ordinanza; ma con lei c’è anche una bella batterista bionda massiccia e sorridente. in due fanno un effetto strano, soprattutto estetico: ché sono abbigliate come due tipiche trentacinquenni nordeuropee, con i jeans troppo corti sulle scarpe col tacco basso della nonna, con una magliettina che è il contrario della indiecoolness (as we know it, and i feel fine), insomma quel tipo di donna che sfreccia sulle piste ciclabili tedesche o olandesi o danesi con i pantaloni arrotolati sul polpaccio destro per non sporcarsi con l’olio della catena, a mostrare improbabili calzini corti. del resto, sul palco si portano pure le samsonite con cui sono arrivate poche ore prima, oltre che i cartoni col merchandise, quindi tutto si tiene.
insomma, due tizie normalissime, che però appena inizia il concerto è chiaro che ci sanno fare. e diventa anche velocemente chiaro che se la piattezza sonora dell’ultimo disco è quella che è, in gran parte è dovuto ad una drum machine probabilmente mal programmata e peggio registrata: ché invece dal vivo il suono è molto piú dinamico, coinvolgente. elisabeth in realtà sul palco non fa molto a parte far partire le basi sull’ibook (fiorello come pioniere dell’indietronica?), cantare e smanettare un minimo (un minimo) sul moog - e bere vino, certo; mentre invece il lavoro serio lo fa la batterista bionda massiccia e sorridente.
ora, è ovvio che nessuno a questo mondo sa distinguere una canzone di solex dall’altra, probabilmente manco lei stessa; epperò dal vivo i pezzi diventano canzoni, assumono spesso una propria personalità, da sofisticata tapezzeria per un continente elettronicamente evoluto si fanno buffe cantilene avant-pop, filastrocche che elisabeth canta assurdamente a bocca semichiusa, spingendo le parole tra i denti stretti come quelli dell’omino della settimana enigmistica. nessuno riuscirà mai a cantarle, d’accordo, ma pezzi come la canzone del giorno o on an ordinary day come minimo la voglia te la mettono, di impararle e magari di metterle in un nastrone, ecco. in fondo non me l’aspettavo.
la gente ondeggia (secondo l’asse giusto), loro sudano e sorridono tanto, il concerto alla fine dura meno di un’ora ma chissenefrega, per 6€ basta pure. e poi via a comprare t-shirt e a sentirsi negare agognate spillette: ‘a solex, te lo posso dire? guarda che un ibook ricoperto di adesivi è persino piú stupido di una giacca spillettata. ho detto.

(per gli incliti: in fondo a questa pagina trovate degli mp3 di solex, e qui un paio di inediti. enjoy.)

la domanda del giorno. ma perché le poste italiane hanno un odio così enorme, irragionevole, viscerale verso tutto quanto sia simile ad una scritta su una busta o un pacchetto? perché combattono con tanta ostinata passione il riutilizzo di involucri già spediti? perché oggi ho dovuto annerire prima con un pennarello e poi ancora con la biro l’intestazione di una lettera che stavo spedendo per raccomandata? perché quando ho chiesto alla sportellista quale mai potesse essere il problema e le ho detto che lo facevo per non sprecare carta lei non mi ha risposto ma mi ha guardato con un’aria incredula e anche leggermente schifata?

oddio, e chi lo dice ad enver? scena: fine del concerto di solex, arriva il merchandise: dischi e magliette. qualcuno (fiuuu fiuuu) arriva e chiede:
- hi, d’you also have pins?
- mmm, sorry, we don’t. besides, pins are… stupid, aren’t they?
- groan.

repubblica sempre sulla notizia - #3. venezia: vietato mangiare e bere al sacco a san marco (scusate, ma questa porcata di divieto non era in vigore da anni?)

repubblica sempre sulla notizia #2. berlusconi, cena a palazzo grazioli con la lecciso e mara venier
(maggiori dettagli nell’articolo: “la venier si è presentata all’ingresso del palazzo a bordo di una mercedes grigio metallizzato con autista insieme alla lecciso. la conduttrice del programma di raiuno è scesa dall’auto annunciando di essere attesa dal presidente del consiglio silvio berlusconi. la venier indossava un paio di pantaloni chiari da sera e un piumino nero, mentre loredana lecciso era avvolta in un elegante vestito da sera nero.” ripeto, non e` preso da oggi o da chi, ma da repubblica)

minimalismi pop. da repubblica.it padre pio: dopo santini e reliquie arriva yogurt del frate (via der totentanz)

repubblica sempre sulla notizia. roma: anziana scippata da due 15enni all’uscita dalla poste [sic]
(ecco, se mai qualcuno volesse capire quali notizie prendo e quali escludo da questa rubrica: questo e` il prototipo perfetto di notizia da rssl)

oggi si ascolta:
a round figure
di solex.

18/1/2005

whatever happened to my rock’n'roll? che e` successo ai silver jews?

essere d’accordo con bondi per la prima volta nella vita. da repubblica.it: bondi, rutelli rifletta se rimanere nel centrosinistra

repubblica sempre sulla notizia - #2. fumano giocando a carte in sala riservata del bar, multati

repubblica sempre sulla notizia. catturato e salvato un daino sulle colline riminesi

la domanda del giorno. “se il 17 luglio scorso non vi trovavate a san bernardino in california, beh allora miei cari dovrete comprarvi una copia di questo, oserei definire documentario o dvd, come preferite!”
considerato che questa, oserei definire cagata o capolavoro di punteggiatura surrealista non è apparsa in qualche sperduto blog col template manga, ma è invece l’inizio di una recensione apparsa in bell’evidenza sull’ultimo numero del secondo o terzo mensile di musica piú letto in italia, io mi domando e dico (e chiedo a chi di dovere): ma porca paletta, chi è che sceglie i giornalisti che scrivono su rumore?

oggi si ascolta:
music is my boyfriend
degli hidden cameras.

17/1/2005

io ve l’avevo detto che quest’uomo è un genio (rubrica settimanale di celebrazione di fabio de luca) quest’uomo riguardo al quale noi si è dichiaratamente di parte. quest’uomo che noi lo si amava prima ancora di essere consapevoli della sua esistenza (perché di norman cook in quanto “norman cook degli housemartins e dei beats international” ci si è accorti retrospettivamente, dopo l’uscita di better living through chemistry del 1996). quest’uomo a cui si era deciso in cuor nostro di dare comunque minimo tre freccette anche se il disco fosse stato una cacca (era una possibilità: neanche così remota).

whatever happened to my rock’n'roll? che è successo a vic godard?

repubblica sempre sulla notizia - #2. termometri impazziti in famacia, legambiente: indagini attente (grazie fabrizio)

è nato nu criaturo. ora, io in generale non amo segnalare blog altrui perché quello che a me pare geniale per altri può legittimamente essere merda, e viceversa. in questo caso i dubbi cadono, quindi io segnalo eccome: daw ha finalmente aperto un blog. sgozzate il vitello piú grasso, presto!

repubblica sempre sulla notizia. rubati dieci lingotti d’oro dalla cassaforte di una villa

a rush and a push and the land is ours. - far vincere a vendola le primarie per candidato a presidente della regione: fatto.
- far venire millecinquecento persone al concerto di solex di mercoledì sera a bari:
- diventare blogger padrone di mondo:

oggi si ascolta:
empire state (son house in excelsis)
dei mercury rev (più o meno l’unica canzone vagamente prog che io abbia mai amato in vita mia).

14/1/2005

la domanda del giorno. sarà che vivevo in germania. sarà che non ho la tv da quattro anni. ma davvero TUTTI voi sapevate che brad pitt stava con quella tizia di cui non ricordo il nome né che avevo mai sentito nominare prima? ora - però ditemelo con calma, ché ancora non sono ben preparato alla risposta; ma davvero negli ultimi anni verissimo è diventato un programma cool in italia?

le primarie in puglia. posto che l’idea di fare delle primarie per scegliere il candidato satrapo (coyright di wile) per le prossime regionali in puglia mi sembra un po’ ridicola, soprattutto perche’ ci saranno probabilmente interi pullman di dirigenti ds che occuperanno militarmente e disciplinatamente le urne.
posto che gli slogan ormai sono insopportabilmente vacui e camaleontici (in confronto “meno tasse per tutti” era un capolavoro di trasparenza e onesta’ intellettuale), e che decidere di votare un candidato perche’ urla “la puglia per tutti” o “c’e’ una puglia migliore” e’ davvero difficile.
posto che mi da’ molto fastidio che su entrambi i siti non ci sia uno straccio di programma: in uno la relativa sezione risulta in costruzione (se non ora, quando?) e nell’altro mi si ingiunge di scriverlo io, il programma (altro? un caffe’? mi devo mettere la scopa in culo cosi’ ti ramazzo la stanza?).
posto che mi sembra sommamente indegno che entrambi i candidati di sinistra abbiano riempito bari di manifesti abusivi (e quindi, in definitiva, abbiano evaso delle tasse), considerato che entrambi dichiarano di mirare ad una maggiore moralita’ civica nella gestione di questa regione - questa regione che trae gran parte dei propri mali proprio dall’estensione spropositatamente ampia della zona d’ombra tra legalita’ e delinquenza.

POSTO TUTTO QUESTO, nichi vendola e’ una figura di statura morale, civica, politica infinitamente piu’ alta di francesco boccia.
nichi vendola e’ stato deputato nelle ultime quattro legislature. e’ stato un elemento di spicco del movimento omosessuale in una regione ancora molto reazionaria sul tema. ha condotto un enorme lavoro all’interno della commissione parlamentare antimafia, sin dai tempi delle stragi mafiose dei primi anni ‘90. si e’ esposto in prima persona per anni contro la cementificazione delle coste pugliesi e contro tutte le ecomafie che da queste parti spadroneggiano. e’ stato fra i pochissimi rifondaroli che nel 1995 con un atto di pragmatismo hanno sostenuto il governo maccanico. e’ molto vicino a pax christi.
per questo e per tanti altri motivi mi sembra che vendola sia una persona piu’ adatta a diventare presidente della regione puglia; di piu’, credo davvero che abbia piu’ appeal e carisma di un grigio economista neoliberista che ha tracorso gran parte della sua vita lontano da questa terra di merda (per carita’, scappare e’ la mia stessa aspirazione: ma io non mi candido a presidente della regione), dal volto straordinariamente lombrosiano.
per questo, invito chiunque di voi sia abiti in puglia a perdere dieci minuti del proprio tempo e ad andare a votare per vendola alle primarie di dopodomani. davvero non ci meritiamo altri cinque anni di fitto.
(per votare basta andare nelle sedi che trovate elencate qui: basta un documento d’identita’ e un euro).

whatever happened to my rock’n'roll? cos’e’ successo ai dhamm?

repubblica sempre sulla notizia. brasile, setta evangelica fonda partito politico

oggi si ascolta. ladyflash dei go! team.

13/1/2005

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

la domanda del giorno. leggendo quest‘articolo mi sembra di capire che la vera novità di pages, il nuovo word processor di apple, è che si basi su template. cioè, non è un word processor wysiwyg? cioè, la grossa novità software di apple è aver addomesticato latex? cioè, il prodotto di punta per il 2005 è una versione per mac di winedit o di kile?

repubblica sempre sulla notizia. f1, terremoti; schumacher: dura spiegarlo ai miei bambini

oggi si ascolta:
das modell
dei kraftwerk.

12/1/2005

roots bloody roots. oggi mi arriva una lettera dal dipartimento delle politiche comunitarie della presidenza del consiglio dei ministri. carta plastificata pesantissima, bicromatica bianco-azzurra. è indirizzata “ai sig.ri capi famiglia [sic] del comune di bari". in effetti io sono il capo famiglia di me stesso, quindi apro. “sono lieto di invitare la s.v. al convegno «la nuova europa e le radici cristiane» che si terrà il 15 gennaio 2005 alle ore 10,00 a bari presso bla bla bla, e di ospitarla al buffet previsto nel corso dei lavori". ovviamente ho anche pensato per un attimo di andarci, poi mi sono reso conto che sicuramente sarà pieno zeppo di altri pezzenti come me che ci andranno solo per il buffet - la prospettiva è di conseguenza quella di un bottino troppo esiguo. lascio perdere.
visto che sfuma il buffet, faccio caso alla firma: on. prof. rocco buttiglione - “buttiglione” chissà perché tutto maiuscolo.
ora, dico: per me è miracoloso che per dargli il contentino dopo la trombatura da commissario ue basti una tourné per l’italia in cui costui possa vaneggiare di radici cristiane. dice: ma è coi nostri soldi! ih, ecchessarammai!
voglio dire: pensate che posto piacevole sarebbe l’italia se bastasse dare un piccolo vitalizio a tutti i leghisti (e a gasparri, e a schifani, e a rutelli, e a caldarola…) per convincerli a mollare la politica e a non rompere piú le balle. ognuno con la sua bella serie di tristi conferenze con una manciata di partecipanti attirati da un magro buffet. poi, pensate quante persone finirebbero a lavorare nell’indotto: luci, microfoni, catering. magari si riesce persino a far ripartire l’economia.

la domanda del giorno. ma com’è possibile che tutti abbiano crocifisso nick cave per la presunta somiglianza del suo ultimo singolo alla canzone dei lunapop, e nessuno che ancora abbia constatato l’ovvio? - cioè che the sporting life dei decemberists è nei fatti una versione karaoke sulla base di lust for life, con non poche idee sullo sviluppo del pezzo (tra cui i tromboni) da mala vida.

oggi si ascolta:
neon lights
di señor coconut y su conjunto.

11/1/2005

minimalismi. non so da voi, ma da me la percentuale di visite con firefox segnalate da shinystat ha iniziato a calare. e di parecchio. ora siamo a 30,76% - era il 4% in piú a novembre. qualcuno sa abbozzare una spiegazione?

whatever happened to my rock’n'roll? che e` successo agli audio bullys?

la domanda del giorno. ma un giorno ci sara` il revival dell’indie? il neo-indie-pop? i nostri figlioli verranno a chiederci se per caso anche noi portavamo quelle spillette fichissime come il vj di mtv che stanno guardano in quel momento, e se per caso ne abbiamo mica conservata qualcuna?

repubblica sempre sulla notizia. francia, parigi la città piú visitata al mondo

oggi si ascolta:
last christmas
dei pas/cal (com’e` che ancora non l’ho potuta ballare in questo maledetto 2005 che musicalmente promette davvero di essere un anno da ricordare?)

10/1/2005

la domanda del giorno. quanto passera` prima che inizi lo spamming su wikipedia?

repubblica sempre sulla notizia - #2. papa: 2004 funestato da calamità naturali e tragedie (urca, non me n’ero accorto. per fortuna c’e` il papa)

repubblica sempre sulla notizia. megatartufo conteso, chiesto l’intervento delle istituzioni

minimalismi. “allora, vorrei la critica della ragion pura, berlin alexanderplatz, umano troppo umano, ossi di seppia, la montagna incantata eanchelanottedeiblogger.” “gianni, QUANTO VIENE LA NOTTE DEI BLOGGER?”

oggi si ascolta:
the mariner’s revenge song
dei decemberists (grazie a maxcar)

7/1/2005

scene di vita indie. #1 qualche giorno fa incontro il cantante del glorioso gruppo sanguigno, uno delle band di punta in città a cavallo tra ‘80 e ‘90, autore di canzoni indimenticabili come vieni con me a fare il gas ("c’è una cosa che impazzire mi fa/ che mi dona la tranquillità/ io non riesco a trattenere/ gli strani effluvi del mio sfintere"). quindici anni dopo, detiene un posto da associato a economia.
#2 una delle mie migliori amiche mi racconta per tutto un pomeriggio di come sia in crisi col suo tipo perché ha passato capodanno a fare dito-in-bocca con un altro. dico: il revival del dito-in-bocca sinceramente non me l’aspettavo.
#3 alle 4 di notte faccio una scommessa su quale disco phil spector avesse prodotto ai ramones (io dico uno dei primi due, il mio antagonista dice nessuno) e la perdo (per come la scommessa era stata formulata). il vincitore è così magnanimo da rifiutare i miei 10€, che dunque prontamente reinvesto negli ingredienti di uno stufato alla zucca per marinap, per maxcar e per la blogger misteriosa. se un missile avesse colpito la mia cucina durante la cena, bari avrebbe perso la totalità della sua scena indieblog. son cose.

repubblica sempre sulla notizia - #2. ippopotamo orfano di madre adottato da una tartaruga (vi prego, ditemi: quando è iniziato tutto questo? quando i mass media hanno iniziato a trattare gli spettatori da ritardati, o da bambini, o da bambini ritardati? perché ormai è diventato quasi impossibile evitare una notizia sulla tigre che partorisce il figlio avuto da un leone, o sul cane investito dalla metro a capodanno a cui hanno amputato una zampa ma che ora cerca un padrone coi suoi occhi così dolci che non chiedono altro che amore, e in generale le infinite altre notizie sui nostri amici a quattro zampe che francamente mi hanno sfracellato le palle?)

repubblica sempre sulla notizia. usa, figli troppo discoli - papà mette i regali all’asta (la segnalo con colpevole ritardo, ma credo sia abbastanza sublime da rimanere attuale e candidarsi a notizia dell’anno 2004)

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

oggi si ascolta:
out of gas
dei modest mouse.

5/1/2005

quando uno riceve una bolletta da 149,50€. allora è il momento giusto di passare a fastweb, senza mai guardarsi indietro.

minimalismi. dopo lo tsunami la germania ha inviato cinquecento (500) milioni per gli aiuti al sudest asiatico, mentre a tutt’oggi l’italia solo due (2) milioni.
e l’intollerabile forbice due sere fa in radio diceva, ammiccante e compiaciuto come al solito: l’italia destina meno soldi per vie governative ma supplisce coi soldi degli sms, berlusconi ha fatto bene a non mettere un’una tantum per mandare piu’ aiuti, gli italiani sono il popolo piu’ generoso, osanna osanna.
l’italia ha un governo di merda.

sulle spalle dei giganti. per dire, prendete l’annosa (?) questione di quando aggiungere l’articolo al nome di uno scrittore: perché si dice “il manzoni” ma non “il bassani"? cosa definisce la classicità? quando inizia la classicità, in che anno? perché i beatles (o certo, i ramones e persino i sonic youth) sono classici e si possono citare, anzi: ci si può costruire su la propria intera estetica, ma non si può fare lo stesso su endtroducing di dj shadow?
michaela melián fa questo, prende atto del fatto che oggi di dj shadow non è rimasto niente in giro - per non parlare dei suoi epigoni -, che l’estetica mo’wax non è sopravvissuta al cambio di secolo ("compravamo 12″ orrendi, violentissimi, e guardate come siamo imbruttiti” “voi compravate 12″ orrendi e violentissimi: io compravo 12″ giusti e sono uno splendido ventiseienne"), che midnight in a perfect world la suonano ancora solo nei buddha bar durante le serate retrò, che in questa tabula rasa quel suono lo si può finalmente rilavorare senza temere il ridicolo o le accuse di plagio.
ne deriva che a otto anni di distanza baden-baden sia la prima riflessione seria su endtroducing, l’attualizzazione di quel suono e di quel programma artistico che nessuno, a partire da dj shadow stesso, pare piú intenzionato a fare. certo, una riflessione che si accorge di cosa è successo nel frattempo in germania, di come il baricentro dell’elettronica europea sia ben lontano da londra, delle intuizioni dell’electro e, marginalmente, del glitch-pop di scuola morr; non per niente il disco lo pubblica la monika - piú la monika di masha qrella che la monika di barbara morgenstern, comunque.
un disco derivativo quindi, anche se nella sua accezione migliore; e, come quello da cui deriva, questo disco vive di sovrapposizioni, di pattern ritmici; solo che quanto endtroducing è placidamente spezzettato e a tratti isterico, tanto baden-baden è rotondo e difficilmente decomponibile. il problema è che qualche volta il gioco riesce benissimo, come in brautlied (per quanto mi riguarda, una delle 10 canzoni del 2004), piú spesso le canzoni si spingono verso i nove, dieci minuti di durata, e un drone di dieci minuti io lo reggo a stento. credo sia solo per il mio patetico attaccamento alla forma-canzone, comunque. ed è per questo che invece adoro l’ultimo pezzo, a song for europe, l’unico cantato, in cui michaela melián sembra proprio la nico di chelsea girls - solo che, ovviamente, si tratta invece dei roxy music. si parlava di classicità, appunto.

[disco bravo 2004] poche palle, guardiamoci negli occhi e diciamocelo onestamente, evitando per una volta di fare gli indiesnob: fra due anni, a quali tre canzoni penseremo quando penseremo al 2004? ("mah, gli hidden cameras, i castanets, i soulwax…” “ho detto: onestamente“) ve lo dico io: a misread, take me out e just can’t get enough. la cosa vi sembra opinabile e un po’ triste? ve l’avevo detto che il 2004 è stato musicalmente un anno di merda. del resto, qualcosa vorrà dire se l’anno scorso i radiohead e gli strokes non avevano trovato posto nei primi dieci, e quest’anno pure styrofoam c’è dentro.
bando alle ciance, i dieci dischi del 2004 per il sottoscritto:
10) styrofoam * nothing’s lost
9) kimya dawson * hidden vagenda
8) cocorosie * la maison de mon rêve
7) erlend øye * dj kicks
6) daniel johnston e aa.vv. * the late great daniel johnston - discovered covered
5) the go! team * thunder, lightning, strike
4) franz ferdinand
3) nouvelle vague
2) lali puna * faking the books
1) kings of convenience * riot on an empty street
e anche quest’anno ben gibbard è riuscito a cantare in due dischi della top ten. maledetto.

oh, styrofoam, perché mi guardi così? dai, non fare l’offeso, non volevo insultarti. uffa, che permaloso. dai, facciamo pace.

(nota a margine: mi è sembrato un po’ capzioso inserire un cofanetto retrospettivo in una top ten del 2004. detto questo, il box dei low è uno dei dischi piú belli dell’ultimo anno. compratelo. dico sul serio: è splendido, e con tre cd e un dvd a 20 euro vi costa meno che a scaricarlo. vi ho già detto che è un disco fantastico? su, ripetete tutti insieme: “i low sono un gruppo fantastico e il loro cofanetto è da paura, i low sono un gruppo fantastico e il loro cofanetto è da paura, i low sono…").

la domanda del giorno. ascoltare welcome to the north dei music è un’esperienza penosa. penosa. se fossi mereghetti gli darei un cerchietto grande come una casa. ma soprattutto: la ghost track era una roba anni ‘90 come le camicie di flanella e mariotto segni. si può sapere chi cazzo l’ha sdoganata, la ghost track?

oggi si ascolta:
a song for europe
di michaela melián.

4/1/2005

repubblica sempre sulla notizia - #2. separazione consensuale, lei chiede 200 euro l’anno per cane

repubblica sempre sulla notizia. sesso sfrenato in fast food, denunciati due giovani (grazie a marco)

we’re innuit for the money. una delle cose piú affascinanti di berlino, secondo me, è che ce ne siano mille, di cose affascinanti. nel senso: se si chiede ai turisti sporadici (come pulsatilla e cesare), a quelli un po’ meno occasionali (come fabrizio e me), o a chi addirittura ci vive (come ale & lupo), tutti si dichiarerebbero innamorati della città, ma probabilmente i motivi sarebbero diversi e in alcuni casi persino opposti; e sulle tante virtú di berlino non è escluso che prima o poi krauten non pubblichi un post un po’ piú esaustivo.
per quanto mi riguarda, la cosa per me piú attraente è l’indietà di basso profilo - o, se preferite, il basso profilo, non sciatto e di gusto indie - che permea tutto a berlino est. prendete, per dire, il mercato di natale della kulturbrauerei di prenzlauerberg. chi ha mai visto un mercato natalizio tedesco o tirolese sa che è il trionfo dei buoni sentimenti, della melassa turistica e sempre alle soglie del kitsch: canti di natale, vin brulé, piatti smaltati e palle per l’albero. la kulturbrauerei invece è una ex-fabbrica di birra di fine ‘800 trasformata in un immenso centro social-culturale, con un museo di design anni ‘50, un cinema multisala non troppo commerciale, spazi espositivi, sale d’incisione e club per ballare elettronica e indiepop berlinese. nel cortile di questo posto si tiene da anni un mercato di natale sui generis, pieno di cose economiche, con canti di natale E musica indie in sottofondo, goulasch (di renna) con patate E chutney di ogni tipo, fricchettoni ex-sessantottini E musicisti elettronici vestiti carhartt da testa a piedi. d’accordo, dopo un po’ è persino stucchevole nella sua perfezione, ma in fondo ad un mercato di natale si passano due ore, non la vita.
in un angolo c’era una sauna mobile. lo ammetto, io non avevo mai fatto una sauna in vita mia, e mi ci sono buttato. fico. fico fico fico. figata!
immaginatevi un camion come quelli degli zozzoni che vendono hot dog e porchetta in giro per l’italia: solo che dietro al ripiano dove di solito si friggono le patatine lì c’erano vodka a litri e delle mensole su cui lasciare i vestiti. ci si spoglia praticamente di fronte a tutti i presenti al mercato, poi si entra nella sauna. ovviamente fa caldo, si beve birra ceca e si vede un assurdo video di morphing in un loop, molto warp, mentre in sottofondo va animals, suns & atoms dei tarwater.
ora, io non so voi, ma se io penso al migliore dei mondi possibili, non è un posto in cui io possa star nudo al caldo di fronte a due sbarbine (yeh, yeh) a bere una staropramer e una vodka e ad ascoltare i tarwater; no, il migliore dei mondi possibili è un posto in cui io possa stare per due ore nudo al caldo di fronte a due sbarbine (yeh, yeh) a bere una staropramer e una vodka e ad ascoltare i tarwater pagando 8 euro - ne consegue che se mai vorrò essere felice dovrò andare a vivere a berlino, ovviamente.
e visto che nel migliore dei mondi possibili non è possibile non fare una chiacchierata con chi ha messo su questa roba, viene poi furoi che questo tizio, di nome joachim, è un’artista che gira per la germania facendo installazioni e saune per centri sociali e biennali varie; e visto che il mondo è davvero piccolo (anche il migliore dei mondi possibili), viene poi fuori anche che joachim è proprio il figlio di una poetessa molto alternativa saltuariamente tradotta dal mi’ babbo in italiano; il che vuol dire che joachim è il proprietario di una piantagione di piantine, pare illegali e dalle caratteristiche foglioline seghettate, che qualche anno fa è stata coprotagonista, insieme appunto al mi’ babbo e ad un commissario di polizei, di una gustosa storiella che a casa mia viene raccontata ad ogni natale di fronte al caminetto.
il cerchio si chiude. buon 2005 a tutti.
(ah, dimenticavo: con questo post ho già quasi ipotecato l’award per il titolo col miglior indiecalembour, amesso che i supergrass siano indie).

io ve l’avevo detto che quest’uomo è un genio (rubrica settimanale di celebrazione di fabio de luca) dice sempre bono che questo è il disco del loro definitivo ritorno al “rock” (il che è plausibile, basta mettersi d’accordo sulla definizione di rock). dunque: chiusura del cerchio e ritorno al rock. è come la mosca: tecnicamente l’esperimento ha funzionato, ma le conseguenze non sono quelle sperate. (fdl a proposito dell’ultimo disco degli u2)

(che poi, in effetti, per capire quant’è geniale quest’uomo basterebbe ascoltare il suo ultimo nastrone natalizio, che se fosse arrivato appena una settimana prima un indieblog award2005 alla carriera non glielo toglieva nessuno. ah, già: fdl non ha (piú) un blog).

minimalismi. tre settimane fa su un blog (non ricordo quale, purtroppo) era irrisa un’iniziativa di un qualche tour operator che incitava ad un capodanno di solidarietà: andare per quattro giorni in qualche albergo fichissimo, comprando un pacchetto al modico prezzo di (volo incluso) qualcosa come 2764€. di questi 2764, 2€ sarebbero stati devoluti in beneficienza (tipo all’unicef). stacco. risate (non c’era ancora stato lo tsunami).
ora, dico io, sarà che da troglodita che sono non mi capacito del ruolo sociale dell’sms, ma davvero ancora nessuno ha avuto il coraggio di spernacchiare questa cosa di donare UN EURO a msf (o alla croce rossa, o a chi per loro) con un sms? dico, proprio nei giorni scorsi, con quella marea di soldi che si è spesa per andare a ballare a capodanno: UN EURO? mavaccaghér! ma proprio nessuno (non un giornalista, non un’attrice intervistata dal tg2, non un calciatore, e ovviamente: non un politico) ha detto: stronzi, andate in banca e fate un bonifico di 50€ e risparmiate anche tempo?

la domanda del giorno. gentili lettori di questo blog che non eravate tra i nove presenti a roma per il blogcapodanno: ma quanto vi siete annoiati ieri a leggere la catasta di post e commenti autoreferenziali ed ultraermetici (ultraemetici?) sul tema?

oggi si ascolta:
hulk hogan
dei micecars (ehi, è fica davvero).

3/1/2005

and i know what you think/ what you think about me (perché se c’è una cosa che gli indieblogger proprio non si fanno mancare sono gli insider joke). che altro aggiungere? esimi colleghi si sono espressi meglio di quanto potrei mai fare io. un capodanno passato con dei fratelli appena conosciuti. un capodanno passato con gente che se nei fumi dell’alcol decidi che trovi divertente spruzzare spumante come uno schumacher qualunque, beh, non solo non ti condannano, ma magari trovano divertente la cosa pure loro. un capodanno in cui se confessi di non conoscere caparezza nessuno ti spernacchia. un capodanno passato a ballare la musica che hai sempre voluto ballare a capodanno (e sì, la braga era molto calata, ma se non è calata a capodanno quando, vi domando?). un capodanno passato a salire scale della metro con la blogger coi ricci piú belli e profumati - come minimo - del capodanno romano 2004/05. un capodanno passato a raccontare di partite a calcio con gli housemartins di fronte ad una distesa di cicchetti di rum’n'pear sui gradini di un liceo di s. lorenzo. un capodanno passato a smadonnare perché non hanno ancora inventato i treppiedi intelligenti-e-chirurgici. un capodanno passato a camminare per chilometri sotto un cielo sempre piú lattiginoso, per le vie di una città in cui male che vada se ad un certo punto devi aggirare un ostacolo quest’ostacolo è il colosseo. un capodanno concluso con tanti treni che si irradiavano a stella per l’italia (e sì, pure io, sia pure per andare da termini a tiburtina), ma in fondo no, blogger, no cry. un capodanno di cui a causa dell’alcol ricordo forse la metà delle cose fatte e un quinto di quelle dette, e per una volta mi dispiace davvero. un capodanno che la mia esimia ed eternamente ringraziata ospite abbiamo velocemente concordato nel definire il piú bello della nostra vita (con qualche sua precisazione che non è il caso di riferire per non rovinare la poesia della frase).
o cazzo. ne ho parlato anch’io. oops.

minimalismi. da oggi anch’io entro nel mirino del fronte di liberazione dei nani da giardino. calma e gesso, delio.

oggi. du wirst widerkommen, sagt sich paul, und wieder durch demmin fahren, aber mit italien im kopf! ohne die mecklenburgischen nester, ohne die küste und dresden und berlin kannst du nicht leben. (f.c. delius, der spaziergang von rostock nach syrakus)

repubblica sempre sulla notizia - #2. slitta non omologata, multa e sequestro per babbo natale (grazie a fabrizio)

repubblica sempre sulla notizia. sgominata ‘banda del brunello’: rubava vino in 11 regioni

la domanda del giorno. prendete un treno diretto a bari da nord, diciamo un intercity. orbene, questo treno nei suoi ultimi 120 km di corsa fa sei fermate: s. severo, foggia, barletta, bisceglie, trani, molfetta. oltre a bari, naturalmente. esistono altri intercity del genere al mondo?

oggi si ascolta:
hey ya
degli outkast (for f., wherever i may find her).

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ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.

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