non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


17/12/2004

elegante come platini. c’e` chi si ritira 36enne, irrigidito, livoroso, attaccato da tutti i moviolisti. e c’e` chi si defila all’apice del trionfo, amato da tutt*, camminando a una spanna da terra come un hovercraft/ d’amore.
ecco, io mi defilo dal 2004 in questo modo. domani mattina parto per berlino, torno in italia a fine mese ma dubito che riusciro` a scrivere qualcosa prima di gennaio. in compenso spero davvero di vedere molti degli awardati (ma tutto sommato mi accontenterei anche dei non awardati) ad un eventuale, ipotetico, pluriauspicato capodanno romano. that’s all folks: o tannenbaum, o tannenbaum, wie grün sind deine blätter.

ecco a voi le spillette. insomma, bando alle ciance, largo alle recriminazioni.

indieblog che meglio ha saputo spiegare come un concerto di damien rice faccia rotondamente cacare pubblicodimerda
indieblog che piú si e` distinto nell’ospitalita` all’organizzatore degli indieblog award2005 in occasione del concerto dei delgados al covo il blog della domenica
indieblog che piú ha messo in luce che il colore piú indie del 2004 e` il blu zazie in blu
indieblogger che piu? continua, nonostante tutto, ad amare i kings of convenience gomitolo
indieblogger piu` alcolizzato (e qui non saranno accettate candidature di chiunque abbia fatto parte della conventicola della botte dei blogger, escludendomi malamente. e` una piccola, infantile vendetta? lo e`) valido
miglior indiepost sul tema sempreverde dei gemelli-separati-alla-nascita nin-com-pop
espressione piú usata sugli indieblog [gli * per non compiere reato di sessismo]
miglior indiepost sul tema poco esplorato di me & zaccagnini down the schoolyard pompeo
migliore indiericetta la guinnes cake di fio
miglior indieprogetto collettivo che le ha provate tutte ma peccato, proprio non e` decollato @lessandra.blog.it
miglior indieprogetto collettivo che invece ha avuto successo (e io rosico - e comunque avere successo è mainstream) il concerto al covo dei radio dept. del 1° maggio organizzato da inkiostro e polaroid
miglior indie-m-blog (o si dira` m-indieblog?) misericordia! dissero i grilli
indieblogger che siccome che l*i sta a londra/parigi/berlino/dublino/s. pietroburgo/nyc ci sputa sopra noi provinciali di merda marinap
indieblogger che siccome che l*i e` snob i concerti cazzo li va a fare a vedere? japanesecaptain
indieblog punk nichilista asociale puzzone loser
indiepost titolato col miglior calembour qui est in(die) qui est out(die)
indieblogger piú groupie sigurros
indieiniziativa benefica piú commovente do they know it’s blogging time & we are the blog - u.s.a. for splinder & io non bloggherò mai piú di enver-rocco-benty
indieblog con la foto piú indie accanto al titolo abraxas - i.m.h.o.
post con la piú completa interpretazione teorica del fenomeno indie ex aequo: it’s a sad and beautiful world, struzzo.tv, pubblicodimerda, gionspencer, il cielo su torino, fabricated lunacy, ciccsoft, kay, pompeo, blue blanket, sai tenere un segreto?, l’arte di guardarsi le scarpe, pulsatilla
indiepost che meglio ha chiarito come si`, i !!! e i liars e i pixies, pero diciamocelo: il 2004 e` stato, inprevedibilmente, un anno musicalmente di merda (e non solo musicalmente) inkiostro
miglior blog che un tempo era indie ma ora e` quasi mainstream e ti fa l’effetto che fa quando vedi la vecchia fidanzata dark e la ritrovi dopo dieci anni con i figli e la station wagon (oh, si fa per dire, senza offesa per nessuno) underbreath
indieblogger membro di un gruppo che in realtà tanto indie non è, diciamo piuttosto emo, ma comunque è molto blu e tanto basti cascade
indieblogger con la borsa piú spillettata enver
blogger non indie che piú supporta e ammira e a dirla tutta invidia gli indieblogger (cioe`, una specie di invidia del pene del xxi secolo) kay
indieblog piú cazzoduro blitzkrieg bop
miglior indiepost su un concerto dei pixies l’arte di guardarsi le scarpe
indieblogger che piú saporitamente sonnecchia durante un concerto dei franz ferdinand mammara
indieblogger che ha dimostrato la sua indiebloggerness sparandosi piú km per andare a vedere un concerto dei pixies winnicott da napoli ad edinburgo
indieblog che meglio e` riuscito a spiegare il per me tuttora incomprensibile fenomeno degli offlaga disco pax l’enoteca
indieblog che piú si danna a cercare di autoconvincersi che il calcio puo` essere indie colonnello lobanowski
indiepost che meglio ha chiarito come kill bill sia uno dei cardini della cultura degli anni ‘00 gokachu
miglior post indiesocialista discheria elrocco 0.01
indieblog che per primo ha saltato il fatidico steccato tra m-blog e v-blog (diciamo un po’ come free willy) flammable
indieblog che ha preso gli indieblog awards2005 piú seriamente discheria elrocco 0.01
indieblogger piú attaccabrighe benty
scena indieblog piú attiva d’italia (su, forza, diamoci da fare per dar filo da torcere ai maledetti mangiamortadella!) bologna
indieblog che piú si e` distinto nel rivelare ai suoi colleghi un gruppo sconosciuto, tipo radio dept. postal service e broken social scene l’anno scorso fidelio con le cocorosie
indieblogger piú figa ragazza di blogger
miglior indieblog esclusivamente musicale (e va la` che se non chiudeva ffwd c’era poco da discutere) ex aequo: the skies are full of wine e discheria elrocco 0.01
tette piú indie che la natura ha donato ad un’indieblogger (e come facciamo a fidarci? fo-to! fo-to!) sociopatica
miglior indieblog autarchico di danza e fierezza balera
miglior indieblogger & dj (nel senso di cuffia, mixer e sala in delirio sotto) enzop
miglior post che racconti con fare affabile eppure indiesnob la scena elettronica tedesca (che, per inciso, fa impallidire tutta la roba della homesleep e della aiuola) blue blanket
miglior indiepost che racconta di un concerto di polly paulusma, l’inevitabile damien rice del 2005 (a proposito: ma vale la pena?) friends of mine
indiealcolico dell’anno amaro s. simone
miglior indiepost virato sull’amarcord #31
ombelico piú indie (e anche qui: fo-to! fo-to!) (oh: qui si intendono i blog ombelicali, nel senso di intimisti e autoreferenziali) fagotta
migliore svolta intimista di un indieblog che avrebbe anche potuto continuare a vivere di rendita sui successi passati, e invece no, cazzo, ha investito in ricerca e innovazione, contribuendo cosi` al rilancio
dell’impresa italia
batteria ricaricabile
indieblog, così indiesnob che fanculo balotte, conventicole, bagnacauda, riso patate e cozze e si è tolto i link dal template batteria ricaricabile
miglior nastrone invernale nin-com-pop
miglior nastrone primaverile mammara
miglior nastrone estivo uliva
miglior nastrone autunnale enver
miglior indieblog a fumetti daw
indieblog piú brutto e cattivo scum
miglior indieblog in grecia settentrionale benty
award speciale “virginia woolf” alla carriera zazie in blu e gecco
award speciale “berlinguer ti voglio bene” per l’alta dirittura morale toninho malkmus, presidente del pismidni

minimalismi. c’e` una cosa (ma proprio un’unica, una sola) che in germania si ruba come i rolex: i computer da bici - che fa fico chiamarli cosi`, ma sono semplici tachimetri. e invece a bari li puoi lasciare una notte intera sulla bici legata per strada, e te li lasciano li`. magari si fregano la bici, ma il tachimetro te lo lasciano. secondo me non sanno cos’e`.

oggi. ancora tre ore e mezza per votare.

oggi si ascolta:
vi ricordate quel 18 aprile
dei disciplinatha (di aver votato democristiani senza pensare all’indomani a rovinare la gioventu´)

16/12/2004

ultime ore per votare agli indieblog awards2005, seguendo il luminoso esempio di enver (e per la sua luminosità gli sarà perdonato persino di aver depositato il suo voto in calce al post sbagliato). domani pomeriggio i risultati verranno annunciati, in anticipo di un’ora rispetto alla chiusura dei seggi, e già si parla di decine, forse centinaia di migliaia di provisional ballot, schede depositate da cittadini che da mainstram sono diventati indie apposta per poter votare: questi voti potranno essere conteggiati regolarmente solo dopo che la commissione elettorale avrà deciso sulla loro regolarità - e nel frattempo comunque la proclamazione sarà già avvenuta.
nel frattempo, inoltre, una nuova polemica avvolge il guru indie maxcar, reo di aver dichiarato il suo disprezzo per il progetto @lessandra.blog.it. “era oggettivamente un gattino nato cieco” ha dichiarato il bellimbusto, in pieno spregio dell’estetica indie, provocando le reazioni scomposte dei sostenitori della parte opposta, che hanno chiesto una sua eliminazione dalle liste elettorali - qui accanto una foto dei moti di piazza. anche su questo punto dovrà esprimersi il comitato elettorale. si spera nell’intervento di mediatori internazionali.
e ancora: pare che siano stati spesi 6 milioni per inviare a tutti i blog commenti che recitano: “fino alle 2pm di venerdì è possibile votare per gli indieblog awards2005 - pub. di mer.” è spam? è informazione dovuta? è malinteso senso civico?
infine, suscita polemiche anche la decisione di decuplicare il valore del voto di chi per prim*, nei commenti a questo post, dimostrerà di conoscere approfonditamente la composizione dell’appartamento in cui viveva @lessandra: da quale regione proveniva la sua compagna di casa?
domani all’1 di pomeriggio la proclamazione dei vincitori.

minimalismi. non so a voi, ma a me ha fatto un’impressione enorme la notizia, riportata sull’ultimo rumore, che negli usa i bright eyes sono in classifica con due singoli ai primi due posti. voglio dire, anni di luoghi comuni sul fatto che ormai in testa alle classifiche in america vadano solo gruppi hip-hop, e nessuno dice niente? e poi chi è primo e secondo in classifica? un kid rock qualunque col pacco sempre ben in vista, o piuttosto uno dei gruppi piú splendidamente frocetti che l’america abbia mai partorito? e non una parola?

la domanda del giorno. posto che in effetti non ho ancora ben capito a cosa serva davvero (per chi già usa bloglines) la mozblogbar, a parte a scoprire dei nuovi blog, chiedo a chi di voi l’abbia installata: ma se proprio uno la vuole usare, possibile che non ci sia nessun modo di settare la frequenza di aggiornamento dei siti (suppongo via feed rss)? di default è qualcosa come ogni 5 secondi, forse meno, che già sulla lan dell’università succhia un bel po’ di banda e rallenta il computer, e non voglio neanche immaginare su un 56k.

regimi. sul guardian è la notizia d’apertura, ma i giornali italiani ne hanno parlato poco e forse non tutti ne hanno letto, quindi vale la pena riassumere la storia: in gran bretagna il ministro degli interni, david blunkett, ha un’amante (scusate la parola). costei si serve di una tata, che però ha bisogno di un visto che tarda ad arrivare.
blunkett chiama l’ufficio competente e chiede di accelerare la pratica: la cosa viene fuori e lui si dimette.
ora, visto che la sinistra è costantemente accusata da stuoli di forzitalioti e terzisti assortiti di godere a vedere le persone in galera, mi piacerebbe che si riflettesse su un episodio del genere, che alla fine non ha portato al carcere per nessuno.
forse il fatto è che le leggi fatte per salvaguardare interessi privati sono ormai state così assorbite dal sentire comune che neanche si nota piú il fatto che siano non solo scandalose (tante cose sono scandalose), ma intimamente antidemocratiche.

oggi si ascolta:
pisni iz batyar
degli ukrainians (la delirante cover di bigmouth strikes again in - presumibilmente - ucraino; questo e altro nel fantastico nastrone autunnale di enver - grazie enver!).

15/12/2004

repubblica sempre sulla notizia. papa ai polacchi che cantano: se non avessi la raucedine

di sinistra, di sinistra, non sono socialdemocratico anch’io? avanti al centro contro gli opposti estremismi! io mi chiedo, ma davvero, come la fallaci abbia mai potuto essere considerata di sinistra. lasciate perdere le sue posizioni sull’islam; ma la fallaci e` anche una che argomenta sull’omosessualita` sostenendo che i suoi fautori (?) la difendano “come se fosse uno stato di grazia anzi di superiorità [mentre] la normalità uno svantaggio anzi uno stato di inferiorità […] quello che, buttando alle ortiche il concetto biologico di famiglia, il señor zapatero finge di scordarsi. l’omosessualità non permette di procreare. Se diventiamo tutti omosessuali, la specie finirebbe. si estinguerebbe come i dinosauri […] nell’immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di maria e giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato.”

repubblica sempre sulla notizia. usa, uomo morde cane: rinviato a giudizio per crudelta`

e così, ci si avvicina alla fine. sì, lo so, già non potete piú fare a meno dell’esilarante striscia quotidiana sugli indieblog awards2005. sì, lo so, l’anno scorso l’edizione tedesca degli award è durata quasi un mese e mezzo, quest’anno a malapena dieci giorni. del resto, in germania il grande fratello dura 365 giorni e qui solo (solo?) tre mesi, quindi è tutto in scala e noi continuiamo a dimostrare il sottosviluppo italiano.
insomma, bando alle cazzate: avete esattamente 50 ore per esercitare il vostro diritto di voto per gli indieblog awards2005. voti e prevedibili recriminazioni, denuncie di brogli elettorali e tentativi di avvelenamento devono essere inseriti nei commenti a questo post.
vi ricordo che col chiaro fine di favorire le polemiche, i risultati saranno annunciati un’ora prima della chiusura dei seggi, quindi all’1pm in punto di venerdì, nella sfavillante cornice del foyer dell’academy petruzzelli. seguiranno libagioni di polpi crudi appena arricciati, provolone e vino bianco del nonno.
pensate che un anno valeria p., di roma, non ha votato per gli award, e per natale ha ricevuto in regalo un cofanetto antologico delle canzoni dei metallica eseguite all’orchestra sinfonica di sofia.
pensate che un anno fabrizio i., di bologna, ha dimenticato di votare per gli award e dall’oggi al domani ha disimparato ad accompagnare dolcemente la musica con un movimento della testa dalla spalla destra a quella sinistra, e per il resto della sua vita ha potuto solo fare headbanging.
pensate che un anno enrico e., di venezia, ha pensato che non fosse opportuno partecipare alla corruzione generale che circondava a suo dire gli award, e durante la prima serata al covo a cui è andato dalla sua tracolla sono cadute contemporaneamente tutte le spillette, proprio mentre gordon gano finiva la parte sussurrata di blister in the sun.
e quindi: votate votate votate. anche un solo voto può contare per assicurare ai nostri figli un futuro migliore.

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

whatever happened to my rock’n'roll? che e` successo ai divine comedy?

la domanda del giorno. prendete firefox: dico, nessuno ha mai pensato di combinare il concetto di tabbed browsing con quello di pagina iniziale? possibile che non ci sia nessuna estensione che mi permetta di avere, all’apertura, 3 (o 7 o 13) tab aperti, mettiamo, uno su repubblica, uno su bloglines e uno sulla mia webmail?

oggi si ascolta:
junior kickstart
dei go! team.

14/12/2004

mancano pochi giorni alla premiazione degli indieblog awards2005, e la situazione diventa incandescente. mentre i protagonisti dell’anno scorso latitano, giovani e ambiziosi blog avanzano timidamente alla conquista di qualche award, mentre altri piú navigati sbruffoneggiano e fanno la ruota sperando di fare colpo sulle pavonesse della giuria. mah.
per il resto, ricordo che stanno per aprirsi le urne: le regole di base, lo ricordo, sono qui.
- figlio mio, perché quella faccia? sei stato licenziato, tua moglie ti ha lasciato, la macchina si è rotta, hai perso la spilletta dei radio dept. mentre ballavi al covo e i decemberists si sono appena sciolti, eppure sorridi. perché?
- babbo, caro babbo: perché HO VINTO UN INDIEBLOG AWARD2005!!!
- figlio, il cuore non mi regge! vieni, andiamo a sgozzare il nostro vitello piú grasso per festeggiare. e dimmi, in che categoria?
dicevo, in aggiunta alle regole già note, ho notato durante la trasferta bolonnieshe che solo poche menti illuminate hanno non dico partecipato alla stesura, ma addirittura letto quel capolavoro letterario e (potenzialmente) cinematografico che fu @lessandra.blog.it. ahi. ahi ahi ahi. ahi ahi ahi ahi ahi ahi (cit.).
da subito restringo dunque l’elettorato attivo, passivo e riflessivo a chiunque nei prossimi giorni non sarà stato beccato, durante opportuni controlli a sorpresa, nell’ignoranza delle scene topiche della sceneggiatura. e che mai piú mi tocchi prendere una pizza con qualcuno che ignora financo chi sia l’uomo dell’anno 2005: il levantino.
[ooooh! il brusio di disapprovazione diventa sempre piú rumoroso]
e insomma: mostratevi preparati alle sfide del nuovo secolo! quando un indieblogosfera non cresce da almeno 15 giorni, ha una produttività di recensioni più bassa rispetto ai partner europei, ha degli investimenti in cd che languono, ha una quota su technorati che scende, ha una produzione di post stagnante, ha un costo del blogging più alto degli altri paesi, ha una dimensione di blog nonostante gli slogan che si mantiene piccola, non è tra i primi 5 m-blog europei piú linkati in cina ed india, come dobbiamo definire questa situazione? di crisi imminente, ve lo dico io.

repubblica sempre sulla notizia - #2. a sette anni resta fuori di notte per comprare giocattoli

minimalismi. una delle cose che piu´ mi ha colpito del bel discorso di prodi di sabato scorso (qui c’e` una trascrizione integrale) e` il suo accenno alla condizione giovanile. prodi ha il coraggio di dire: “i nostri giovani sono costretti a restare in parcheggio sempre più a lungo. anni sprecati perche´ dai 20 ai 35 anni la nostra societa` li spinge a vivere come adolescenti"; e lo dice in un momento in cui davvero tutto, nel mondo la` fuori, spinge all’eterno bamboleggiamento, all’eterno scarico di responsabilita`. saro` troppo germanofilo, ma a me questa notizia ha fatto rabbrividire.

oggi. poche ore fa hanno ammazzato un uomo e ferito altre due persone. l’hanno ammazzato in via bovio, sul retro della scuola elementare garibaldi: neanche 500m da casa mia. e` da mesi che a bari si ammazza per strada come se niente fosse: non come in un paese incivile, ma da paese incivile qual e` l’italia (o almeno la puglia) in questi anni. ovviamente non se ne parla quasi, meno ancora che degli ammazzamenti di napoli, e la gente sta iniziando ad abituarsi alle pattuglie di polizia e carabinieri che punteggiano tutto il lungomare ogni sera (ormai e` una routine: omicidio -> pattuglie -> diradamento delle pattuglie -> omicidio -> pattuglie …). anzi l’idea mai espressa ma sempre sottintesa e` il classico “finche´ i malavitosi si ammazzano fra di loro…” – il che e` singolare da parte di coloro i quali reagiscono alle follie della lega urlando indignati “questo non e` il far west". cazzo vuol dire “questo non e` il far west"? quale modello alternativo al far west proponiamo? quale integrazione sociale, quale partecipazione civile vorremmo raggiungere, che non sia il puro badare ai fatti propri, ognuno per se´ e - forse - dio per tutti di cui c’e` tanta voglia in questi anni?
scusate, ma credo sia davvero difficile dire queste cose meglio di quanto faccia totentanz a proposito della sua citta`.

repubblica sempre sulla notizia. iraq, soldato ferito sacrifica un dito per salvare la fede

oggi si ascolta:
scarpe nuove
di arte molto buffa (gli altri pezzi che avevo sentito non mi avevano granché convinto, ma questo è bellissimo, lieve e buffo e dolce, puro alberto camerini venti anni dopo).

13/12/2004

repubblica sempre sulla notizia - #6. vandalo prende a pugni e sfregia le statue di beckham e victoria (grazie a fabrizio)

io ve l’avevo detto che quest’uomo è un genio (rubrica settimanale di celebrazione di fabio de luca) (sì, prima o poi dovevo riprendere, e i tempi sono bui abbastanza per farlo).
il quale roni size - ma ve lo ricordate quando faceva il fighetto, tipo: “la mia arte trova ispirazione nel jazz” ?! - ora si è calato le brache e fa jump-up. un sottogenere - per farvi capire - che negli ambienti d’n'b ha la stessa credibilità di una cover band di zucchero a un concerto dei tortoise. ma ovviamente continua a far cadere le cose dall’alto, perché dentro fighetto è rimasto.

and everybody’s searching for someone to hold. lisa, maxcar ed io arriviamo in una bologna buia, addormentata e apparentemente ignara di stare per ospitare uno dei gruppi piú clamorosi prodotti dall’ondata scozzese di fine anni ‘90. alla fine riusciamo ad arrivare al covo - che nella nostra fantasia provinciale immaginavamo fosse il centro della vita socioculturale della città, e invece nessuno se l’incula e anzi neanche un passante è in grado di dirci dove sia via zagabria. vabbé.
il colpo d’occhio però è clamoroso: anche senza considerare l’eccezionale borsa spillettata di enver, pare di essere nel peggior incubo paranoico di aiki per il numero spropositato di pin, frangette e tutti gli altri irrinunciabili accessori dell’indiepopper che piace e sa piacere.
il concerto è aperto da un set dei micecars. non lunghissimo ma intenso. eviterò di sbrodolare perché se no sembra che siano sempre i soliti pompini fra blogger, ma davvero mi sono piaciuti, a parte il loro suono davvero eccessivamente sfrangiato e sporco (problemi di impianto? di acustica? di soundcheck?). però: davvero un bel tiro, e parecchi pezzi che sembrano già canzoni mature.
i delgados salgono poco prima di mezzanotte, e a vederli non sembrano davvero quelle indiepopstar che invece sono; vestiti senza guizzi, sembrano anche molto meno animali da palco dei belle and sebastian (giusto per fare un paragone), e per tutto il concerto si limiteranno alla formula canzone/graziey-milley/canzone prendendosi con una certa timidezza la marea di applausi che li avvolge. che dire del concerto? il suono è piú scarno che sui dischi, meno leggero e pop, meno flauti e violoncelli. il set è incentrato sulle canzoni dell’ultimo disco, che a me (non lo conosco, ché amazon non si è ancora degnato di consegnarmelo) sono parse piú vicine a quelle dei dischi precedenti che a quelle del cuperrimo hate di due anni fa; di hate, per altro, faranno solo poche canzoni (forse mi sbaglio, ma ora mi ricordo solo all you need is hate e coming in from the cold). va detto che è inutile aspettarsi guizzi particolari dalla resa live, i pezzi vivono come nei dischi dell’alternanza delle voci di sterwart murdoch alun woodward ed emma pollock e dei crescendi che le circondano e le sostengono. in questo senso, si può forse dire a posteriori che la loro estetica è già tutta negli stacchi tra chitarre acustiche e wall of sound elettrico di everything goes around the water, the arcane model e soprattutto the actress che aprono il loro capolavoro peloton, come nelle intuizioni sghembe di the past that suits you best. ecco, è un senso di appartenenza estetica la cosa piú intensa che rimane del concerto.
un ora e passa di concerto, solo due bis, poi tutti a ballare gli strokes per la decimillesima volta.
(e grazie a tutt* voi che c’eravate e che ho conosciuto: non vi linkerò ché siete troppi, ma sono stati due giorni fantastici. menzione speciale per la compilation autunnale di enver e per l’ospitalità notturna del blog della domenica, però).

un’incredibile presa per il culo. non ci cascavo da dieci anni. erano dieci anni che nessuno mi incastrava ad andare a vedere un cartone animato a cinema, south park a parte; e ho rotto questa sana abitudine per gli incredibili. anzi, a dirla tutta nessuno mi ha incastrato, ma ci sono andato pieno di una insipiente e immotivata allegria - si sa, di quello che si legge in giro per i blog ci si può fidare. cazzata. il fatto di aver pagato 2,50 per contrabbandare una beck’s all’interno del cinema doveva farmi intuire che il peggio stava arrivando.

mettiamola così: la padronanza (estetica e semantica) del medium cartone animato è enorme, il doppiaggio sembra adeguato, la colonna sonora (che cita a piene mani tutte i temi famosi dei film avventurosi, da 007 a mission impossible) davvero matura. il resto è una merda.
dialoghi inesistenti, regia inesistente, montaggio risaputissimo, una storia in cui non c’è davvero niente di originale (a me ha ricordato tantissimo true lies, che non è esattamente la mia idea di cult movie), al massimo un paio di trovate (tipo i due figli che litigano a tavola come ogni coppia di adolescenti rompipalle, ma usando i loro superpoteri) capaci di strappare un sorriso - ma uno davvero. per il resto niente. niente, voglio dire, per uno che credendo a quanto letto in giro aveva creduto davvero di andare a vedere un capolavoro senza complessi di inferiorità rispetto ad altri film tradizionali, non d’animazione.
il che forse è anche vero: solo che i film tradizionali in questione sono quelli che vedo al massimo perché mi ci obbligano durante un viaggio in pullman troppo lungo. nel complesso, davvero un film per ragazzi e niente di piú.

minimalismi. ma a parte bologna, voi conoscete un altro posto al mondo dove ci sia un’osteria che a pranzo ha uno sconto-blogger?

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

attenzione: tutto cio` che viene dal sito del manifesto scade dopo una settimana, vignette di vauro comprese.

repubblica sempre sulla notizia - #5. sudan, washington post ritrova cavalla da corsa di bin laden

la domanda del giorno. sabato sera spiegavo ad un indie spagnolo la stravagante legislazione italiana sul diritto d’autore che impedisce, ad esempio, ad un dj di suonare in un club un white label, o persino un disco comprato all’estero (perché privo di bollino siae). complice l’alcool in circolo, la proposta da lui avanzata è stata la seguente: collegare un laptop ad un adsl dal locale, e col laptop comandare un server su cui far girare un programma per costruire un programma radiofonico, con mixer e tutto il resto; dopo di che, trasmettere il programma radio in streaming nella sala (sarà ben diritto del dj attaccarsi ad una radio, invece che mixare di persona i dischi, no?). a parte gli aspetti tecnici e la prevedibile scarsa qualità del suono: dal punto di vista meramente legale, la cosa potrebbe funzionare?

repubblica sempre sulla notizia - #4. torna in toscana il maxitartufo
andato a male per vanità
(grazie a fabrizio)

repubblica sempre sulla notizia - #3. usa, donna strangola rottweiler per salvare suo yorkshire (grazie a marco e fabrizio)

repubblica sempre sulla notizia - #2. cani scappano da recinto e seminano panico in ospedale

repubblica sempre sulla notizia. tre giorni senza tv, bambini e genitori in palestra

oggi si ascolta:
all you need is hate
dei delgados.

10/12/2004

la domanda del giorno. ma io dico, dov’e’ andata a finire la fratellanza, l’umanita’, il nobile senso di appartenenza ad una conventicola, se tutti voi potete vedere un uomo cosi’ prostrato, persino disperato, e non fare niente per lui?

qui est in(die) qui est out(die). qualche giorno fa pensieri oziosi mi chiedeva per mail di spiegarle cosa secondo me sia l’indie, visto che a suo dire molte delle analisi in rete sono piu’ legate al look che alla sostanza. concordo, e da buon vetero-indiemarxista tento di liberare il discorso dalle sovrastrutture. questo e’ quanto le ho scrtto; poi l’ho riletto, mi e’ piaciuto e mi sono ricordato che ancora non ero candidato all’award per il post con la piu´ completa interpretazione teorica del fenomeno indie, e ho deciso di postarla. ecco a voi.
***
[…]
la questione dell’indie e’ un po’ complicata, e forse neanche tanto seria. diciamo che a mio modo di vedere ci sono tre aspetti: uno legato all’immagine, ormai codificato al limite della barzelletta (uomini e soprattutto donne con cravattini stretti, spillette, piccole borse a tracolla, occhiali con la montatura spessa, frangette, cose cosi’).
poi c’e’ un altro aspetto sinceramente musicale, molto piu’ difficile da catturare: perche’ secondo me i gruppi indie (e chi li ascolta) sono forse piu’ caratterizzati dai loro ascolti pregressi che dalla musica stessa che loro fanno; e ovviamente i loro ascolti pregressi non possono per definizione essere a loro volta indie, visto che spesso sono cose di venti o trenta o persino quarant’anni fa (nick drake, the smiths, pixies, tim buckley, nico, la scena northern soul, francoise hardy, joy division, the jesus and mary chain, bauhaus, nick cave…). come noterai, si tratta di radici estremamente eterogenee, e quindi ugualmente eterogenei sono gli esiti artistici; diciamo che nella mia personalissima visione cio che accomuna le diverse facce dell’indie e’ l’idea di una musica non mainstream ugualmente lontana sia dalle pose violente e un po’ coatte della musica alternativa anni ‘90 (jane’s addiction, red hot chili peppers, urban dance squad e tutto il letamaio che allora si chiamava crossover), sia dal loser-ismo (se preferisci: del cupio dissolvi) che trasudava da altri gruppi, sempre anni ‘90, che invece rifuggivano le scene (penso ai nirvana, agli alice in chains o agli screaming trees e in generale i gruppi grunge meno commerciali).
in piu’, come aspetto sociologico (in senso lato): una forte dose di autoironia stralunata, un’estetica (qualche volta al limite del camp) fatta di fumetti, colori pastello, design della space-age, e il senso di far parte di una scena ampia - mentre prima chiunque fosse alternativo si compiaceva appunto della sua isolazione culturale e, per estensione, sociale.

(ah, mi candido anche all’award per l’indiepost col miglior calembour nel titolo).

cioè, fatemi capire: l’attacco dell’articolo del sig. colasanti sulla penultima pagina dell’ultimo numero di losing today. sì, quell’attacco lì, quello del pezzo sugli scisma. l’avete letto? ecco. cioè, spiegatemi: si sta dicendo che non c’è piú l’indie di una volta? che d’accordo l’indie di oggi, ma quando l’indie era ancora giovane e sconosciuto e suonava solo nei pub scalcinati era meglio? cioè, siamo già a questo?
che cosa fantastica. dio salvi l’indiesnobismo.
orsù, datevi da fare. pensateci: questi potrebbero essere gli ultimi indieblog award, e questa potrebbe la vostra ultima occasione di fare colpo sui vostri amici vincendone uno. perché è chiaro: gli indieblog award non morranno qui; diventeranno piuttosto un rituale trito e stantio, si prostituiranno socialmente, finiranno al festivalbar, e tutto questo perché? per la pagnotta. io venderò la mia dignità, voi li schiferete e intanto racconterete alla ragazzina che state cercando di circuire dall’inizio della serata che sì, anche se sembra impossibile un tempo gli indieblog erano davvero cooool, ho giusto a casa una raccolta dei migliori indiepost del biennio 2003-2004, non è che dopo questa birra vieni da me e te li mostro?
- mah, non so… indieblog?
- senti, ho persino vinto un indieblog award nel 2004! dai, vieni a dare uno sguardo.
- ma gli indieblog awards2005 non li aveva messi su quel tipo - com’è che si chiama? quella specie di red ronnie finto-alternativo?

oggi. l’ha fatto! l’ha fatto! le piscine riempite con lo champagne e i bagni notturni con groupie strafatte di coca non sono piú un miraggio, ormai.

oggi si ascolta:
summer is what you call it
dei postal blue (praticamente un endorsement).

8/12/2004

[…] e per finire, cari amici, vi giungano i saluti dell’amico toninho malkmus, segretario del partidoindiesocialistablucerchiato: meno indie di nessun indieblogger (pismidni), che ci ha appena mandato un telegramma per congratularsi per l’iniziativa degli indieblog awards2005: “gli indieblogger sono diventati […] scena, […] origine di […] interessi, i più disparati, […] esigenze e […] bisogni blogganti emergenti: […] perseguire il bene comune". un applauso per queste belle parole.
[clap clap clap]
l’amico malkmus solleva altresì alcuni temi che andranno discussi in un clima di ritrovata concordia indienazionale. bando al massimalismo estremista e giovanile. si parla di “questione morale indieblogger", e chi piú di noi potrebbe essere d’accordo?, noi che abbiamo a suo tempo condannato e attaccato un blogstar system marcio, decadente e corrotto come l’havana del 1958 o la saigon del 1973. basta col marciume!
[clap clap clap]
basta con la decadenza!
[clap clap clap]
basta con la corruzione! costruiamo insieme un futuro di sviluppo e prosperità: con un garofano in ma…
scusate, mi sono confuso. dicevo: unità è quello che il popolo ci chiede; unità e senso dell’indie. le critiche ci possono essere, critiche anche forti: ma mai distruttive. unisciti dunque a noi della grande alleanza indie.
caro amico toninho malkmus, il direttivo degli indieblog awards2005 ti chiede dunque di fare il grande passo: non un’idealista e giovanile critica al sistema tutto, ma una pragmatica e costruttiva partecipazione dall’interno. è con piacere che ti offriamo dunque, amico malkmus, l’award “berlinguer ti voglio bene” per l’indieblog dalla piú forte dirittura morale; e insieme all’award, una lambretta blu con autista
[oooh!]
una borsa spillettata,
[oooh!]
e, caro amico, un’ora di trasmissione sulle frequenze internet di indieblog station per condurre uno speciale
[oooh! clap clap clap clap clap]
…uno speciale, dicevo, per presentare il fondamentale cofanetto celebrativo per il ventesimo anniversario dell’uscita di hatful of hollow. su, toninho, vieni qui e stringiamoci la mano!

il dilbert delle periferie. da una mail che ho appena ricevuto da un’amica:
[…] e mo’ sono in ufficio, quel cacacazzo di m. mi tormenta con una traduzione.
- f., vorrei che tu traduca alla lettera
- beh? e non ti va bene così?
- ja, aber ich habe doch “dynamische wandlung” geschrieben.
- e io ho scritto “sviluppo", das ist doch eine dynamische wandlung.
- ja, aber ich hab “dynamisch” geschrieben.
- sì (cazzo) ma s´è mai visto uno sviluppo statico?
- übersetz doch mal bitte wörtlich.
- “..il mutamento dinamico del mercato it…”
- aaah, so ist gut.

minimalismi. la sensazione, ripensando ad un blog per qualche tempo scritto a quattro mani, due delle quali nel frattempo allontanatesi, che non sia molto diverso da quando un trentenne si ritrova senza moglie e con il tatuaggio col di lei nome ancora impresso sul bicipite.

repubblica sempre sulla notizia - #3. la coppia beckham nel presepe - polemiche a londra

repubblica sempre sulla notizia - #2. il garante della privacy in campo “no a familiari spiati all’obitorio” (grazie a fabrizio).

repubblica sempre sulla notizia. usa, 11/9: due gli attentati, raddoppia premio assicurazione

oggi si ascolta:
at the department of forgotten songs
di jens lenkman (e` miracoloso come un minuto e mezzo di piano e voce riescano a contenere in se´ tanto profumo di red house painters) (grazie a polaroid).

7/12/2004

“nonna, nonna, mi racconti ancora di quella volta che hai vinto gli indieblog awards2005?”
“d’accordo, isobel. allora, era la fine dell’autunno del 2004, tutta la citta` era piena di babbi natale e io mi chiedevo cosa mai avrei potuto regalare al nonno, in un anno in cui erano usciti si` e no dieci cd buoni. ah, e poi mi chiedevo se sarei stata io ad avere la fortuna di ospitare zio delio che veniva in citta` per un concerto al covo.
“nonna, questo e` uno spoiler schifoso.”
“lo so, amore mio, lo so. dicevo, tutto il mondo si preparava al natale, ma qualcosa mancava ancora. ed e` li` che zio delio ha avuto un’ideona delle sue.”
“che sagoma quel delio.”
“gia`. ha pensato: «cosa potrei fare per donare al mondo quel sorriso che la natura matrigna gli nega?»”
“ha pensato proprio questo, nonna?”
“certo. e si e` risposto da solo: «ecco: una rutilante edizione degli indieblog awards2005!» detto fatto, si e` rimboccato le maniche e dopo due giorni tutti gli indieblog si stringevano gli uni agli altri, il povero insieme al ricco, il colto insieme all’inclita, il gay insieme all’etero, il biondo insieme al bruno, il ghitarpopparo insieme all’elettronico. e l’ipodotato insieme al superdotato.”
“scusa, nonna? e quando arriva la tua vittoria agli indieblog awards2005?”
“devi sapere che un solo perfido blogger cercava di seminare zizzania, il torinese enzop, che schifando questa ritrovata concordia prenatalizia si ingegno` a catalogare l’indie dividendolo in…”
“ma nonna, lo sanno tutti che l’indie e` Uno E Indivisibile E Accompagnera` Per Sempre Le Nostre Vite Altrimenti Grame.”
“…lo so, nipotina adorata, lo so. vai tu a dirlo a questo enzop - che per fortuna e` stato messo in condizione di non nuocere. [sorride come telespalla bob] dicevo: inizio` a catalogare l’indie: da un lato i frocetti e dall’altro i cazziduri. non impallidire, isobel, l’insolente uso` proprio codeste espressioni.”
“ma nonna, e` segno di un sessismo schifoso, per tralasciare l’omofobia che si intravede in controluce.”
“hai ragione. ma questo e` quello che fece, e la folla lo segui` come una baccante ebbra, e anzi in un estasi dissezionatoria imploro` la creazione di terze e quarte e forse persino quinte categorie. l’indie rimase al suolo, scarnificato e gia` quasi cadavere. per fortuna intervenne delio e”
“zzz.”
….

repubblica sempre sulla notizia. usa, in vendita ‘kit del canadese’ per viaggiare in incognito

la domanda del giorno. chiedo scusa, ma dimostro di essere vecchio dentro se la mia testa si trasforma in un immenso punto interrogativo mentre leggo questo?

minimalismi. pubblicita’ del nuovo volo diretto bari-parigi. slogan: ce n’est qu’un debut.

oggi si ascolta:
common people
di william shatner.

6/12/2004

esportare la democrazia - #2. e` un mondo bellissimo, se l’italia partecipa all’occupazione militare (illegale) dell’iraq perche´ l’iraq minacciava il mondo libero con le sue terribili armi di distruzione di massa e perche´ se ne impipava dei diritti umani dei cittadini iracheni; e poi allo stesso tempo vola festante in cina ad annunciare che d’accordo, qualche malinteso puo` esserci stato, quei manifestanti schiacciati dai carrarmati, d’accordo, ma in fondo anche loro, benedetti ragazzi!, lo sapete quanto pesa un carrarmato, no? e su, belli miei, spostatevi.
e insomma, la cina non e` che sia cosi` cattiva, i diritti umani li rispetta e comunque di certo domani li rispettera` ancora di piu´, vuoi mettere quanti passi avanti dal giugno 1989 ad oggi? e poi di sicuro non ha un progetto per dotarsi di armi atomiche, visto che le possiede gia`, e insomma che ne dite: lo togliamo questo embargo sulla vendita di armi? si`, direi proprio che lo togliamo.
(in tutto questo, non so voi, ma a me sembra che la figura della lega sia persino piu´ meschina del solito, quando protesta contro la revoca dell’embargo per difendere - dichiaratamente - gli interessi del mobilificio di carugate).

forse non si e` capito bene. chi mi ospita quando vengo a bologna per il concerto dei delgados?

il 29 novembre 2003 si teneva la premiazione degli indieblog awards2004 – l’award dell’indieblog che piace e sa piacere. si sono appena spenti i riflettori sulle fastose celebrazioni del primo anniversario di cotanto evento, ma fermarsi non puossi. natale incombe, e col natale la mia partenza per berlino. quindi – hop, hop – quest’anno gli indieblog awards2005 si terranno, ma in forma piu` concisa: due settimane scarse per la campagna elettorale, cosi` ci togliamo il pensiero e poi potrete rallegrarvi coi parenti degli award ricevuti durante tutte le vacanze.
qualche giorno fa guardavo qualche post sugli indieblog awards2004, e mi accorgevo che una buona meta` dei partecipanti ha chiuso o perso pezzi (gli indieblog come le mezze stagioni? non sia mai!). sara` allora forse il caso di ricordare le regole fondamentali, per chi un anno fa non c’era ancora:
- gli award spetterebbero di diritto a me. nella mia grande bonta`, tuttavia, prendero` in considerazione richieste motivate di attribuzione diversa.
- tutti gli altri premi per blog ci tengono stucchevolmente a dire che non bisogna prenderli troppo sul serio. gli indieblog awards2005 no!: sono estremamente seri. nessuna ironia a riguardo sara` tollerata, altrimenti lo dico alla maestra.
- ogni mezzo e` lecito per accaparrarsi un award, in particolare quelli piu´ subdoli e polemici.
- per sostenere la propria campagna elettorale reclutare altri indieblog volontari e` accettabile, ma se sono mercenari e` meglio.
- l’elettorato attivo, passivo e riflessivo e` strettamente limitato agli indieblog italiani e stranieri. dice: chi decide se un blog e` abbastanza indie? che domande: io (dopo consultazione non vincolante della blogbalotta di polaroid).
- in particolare, non sara` considerato indie chiunque non si sia pubblicamente bullato di una propria candidatura sul blog. ah, per – come dire – oliare la giuria e` altamente consigliabile copiare il bannerino.
- candidature e proposte varie vanno presentate esclusivamente nei commenti a questo post.
- non tutti avranno la fortuna sfacciata di ricevere un award: in compenso, tutti possono avanzare candidature e, soprattutto, proporre nuove categorie.
al momento le categorie e i relativi candidati sono:
- indieblog che meglio ha saputo spiegare come un concerto di damien rice faccia rotondamente cacare: pubblicodimerda, ffwd .
- indieblog che piu´ si e` distinto nell’ospitalita` all’organizzatore degli indieblog award2005 in occasione del concerto dei delgados al covo: il blog della domenica (grazie ancora, max!)
- indieblog che piu´ ha messo in luce che il colore piu´ indie del 2004 e` il blu: pubblicodimerda, the skies are full of wine, blue blanket, zazie in blu, il cielo su torino, pensieri a caso, cccp, ddr e altre cose perse, it’s a sad and beautiful world.
- indieblogger che piu´ continua, nonostante tutto, ad amare i kings of convenience: delio, gomitolo.
- indieblogger piu´ alcolizzato (e qui non saranno accettate candidature di chiunque abbia fatto parte della conventicola della botte dei blogger, escludendomi malamente. e` una piccola, infantile vendetta? lo e`.): delio, enzop, maxcar, valido.
- miglior indiepost sul tema sempreverde dei gemelli-separati-alla-nascita: uliva, trentesimo anno, nin-com-pop, it’s a sad and beautiful world, il cielo su torino.
- espressione piú usata sugli indieblog: “chapeau", “son cose", “ma anche no", [gli * per non compiere reato di sessismo].
- miglior indiepost sul tema poco esplorato di me & zaccagnini down the schoolyard: pompeo, ::turbulence::kills::motion::.
- migliore indiericetta: la guinnes cake di fio.
- miglior indieprogetto collettivo che le ha provate tutte ma peccato, proprio non e` decollato: @lessandra.blog.it.
- miglior indieprogetto collettivo che invece ha avuto successo (e io rosico - e comunque avere successo è mainstream): losing today, il concerto al covo dei radio dept. del 1° maggio organizzato da inkiostro e polaroid.
- miglior indie-m-blog (o si dira` m-indieblog?): l’antica arte del mp3 blogging, la rassegna settimanale deil blog della domenica, [l’anonimo m-blog di gecco], the golden gods, i fine-post didischeria elrocco 0.01, la colonna sinistra di euston station, good news for people who love bad music, flammable, misericordia! dissero i grilli.
- indieblogger che siccome che l*i sta a londra/parigi/berlino/dublino/s. pietroburgo/nyc ci sputa sopra noi provinciali di merda: loser, ale & lupo, hoxton square, psychicrevenge, fio, marinap, batteria ricaricabile.
- indieblogger che siccome che l*i e` snob i concerti cazzo li va a fare a vedere?: pompeo, japanesecaptain, nin-com-pop.
- indieblog punk nichilista asociale puzzone: loser.
- indiepost titolato col miglior calembour: december spawned a monster, qui est in(die) qui est out(die)
- indieblogger piu´ groupie: tuttigusti, sigurros, fio.
- indieiniziativa benefica piú commovente: do they know it’s blogging time & we are the blog - u.s.a. for splinder & io non bloggherò mai piú di enver-rocco-benty.
- indieblog con la foto piu´ indie accanto al titolo: abraxas - i.m.h.o.
- post con la piu´ completa interpretazione teorica del fenomeno indie: it’s a sad and beautiful world, struzzo.tv, pubblicodimerda, gionspencer, il cielo su torino, fabricated lunacy, ciccsoft, kay, pompeo, blue blanket, sai tenere un segreto?, l’arte di guardarsi le scarpe, pulsatilla.
- indiepost che meglio ha chiarito come si`, i !!! e i liars e i pixies, pero` diciamocelo: il 2004 e` stato, inprevedibilmente, un anno musicalmente di merda (e non solo musicalmente): inkiostro.
- miglior blog che un tempo era indie ma ora e` quasi mainstream e ti fa l’effetto che fa quando vedi la vecchia fidanzata dark e la ritrovi dopo dieci anni con i figli e la station wagon (oh, si fa per dire, senza offesa per nessuno): eustonstation, underbreath, livefast.
- indieblogger membro di un gruppo che in realtà tanto indie non è, diciamo piuttosto emo, ma comunque è molto blu e tanto basti: cascade.
- indieblogger con la borsa piu´ spillettata: enver.
- blogger non indie che piu´ supporta e ammira e a dirla tutta invidia gli indieblogger (cioe`, una specie di invidia del pene del xxi secolo): fabrizio, miic, kay, pulsatilla, frittole.
- indieblog piu´ cazzoduro: blitzkrieg bop, out-rage, la fonte del nulla.
- miglior indiepost su un concerto dei pixies: pubblicodimerda, l’arte di guardarsi le scarpe.
- indieblogger che piu´ saporitamente sonnecchia durante un concerto dei franz ferdinand: mammara.
- indieblogger che ha dimostrato la sua indiebloggerness sparandosi piu´ km per andare a vedere un concerto dei pixies: delio da tübingen a berlino, livefast e ginevra da modena/milano a zurigo, sigurros da roma a imola, benty e grecia del nord da salonicco ad atene, gomitolo e colas da roma a barcellona, winnicott da napoli ad edinburgo.
- indieblog che meglio e` riuscito a spiegare il per me tuttora incomprensibile fenomeno degli offlaga disco pax: pompeo, l’enoteca, gecco.
- indieblog che piu´ si danna a cercare di autoconvincersi che il calcio puo` essere indie: l’enoteca, gionspencer, speraben, scum, colonnello lobanowski, discheria elrocco 0.01.
- indiepost che meglio ha chiarito come kill bill sia uno dei cardini della cultura degli anni ‘00: pubblicodimerda, gokachu.
- miglior post indiesocialista: discheria elrocco 0.01.
- indieblog che per primo ha saltato il fatidico steccato tra m-blog e v-blog (diciamo un po’ come free willy): inkiostro, il blog della domenica, discheria elrocco 0.01, flammable.
- indieblog che ha preso gli indieblog awards2005 piú seriamente: discheria elrocco 0.01.
- indieblogger piú attaccabrighe: benty.
- scena indieblog piu´ attiva d’italia (su, forza, diamoci da fare per dar filo da torcere ai maledetti mangiamortadella!): torino, roma, bologna, bari (ah! ah!).
- indieblog che piu´ si e` distinto nel rivelare ai suoi colleghi un gruppo sconosciuto, tipo radio dept. postal service e broken social scene l’anno scorso: nin-com-pop discheria elrocco 0.01 con gli unicorns, benty coi postal blue, pubblicodimerda con nouvelle vague, something i learned today con gli arcade fire, fidelio con le cocorosie, fidelio con gli junior boys, boss con i kasabian.
- indieblogger piu´ figa: ragazza di blogger.
- miglior indieblog esclusivamente musicale (e va la` che se non chiudeva ffwd c’era poco da discutere): winnicott, discheria elrocco 0.01, the merendmates™, the sound of music, indiechi?, the skies are full of wine.
- tette piu´ indie che la natura ha donato ad un’indieblogger (e come facciamo a fidarci? fo-to! fo-to!): sociopatica, pulsatilla, marinap, eustonstation.
- miglior indieblog autarchico di danza e fierezza: balera.
- miglior indieblogger & dj (nel senso di cuffia, mixer e sala in delirio sotto): polaroid, enver, broken_bridge, inkiostro, enzop.
- miglior post che racconti con fare affabile eppure indiesnob la scena elettronica tedesca (che, per inciso, fa impallidire tutta la roba della homesleep e della aiuola): blue blanket.
- miglior indiepost che racconta di un concerto di polly paulusma, l’inevitabile damien rice del 2005 (a proposito: ma vale la pena?): friends of mine, fuori dal finestrino, blue blanket, low noise, …nightswimming….
- indiealcolico dell’anno: amaro s. simone, cocktail raw power raw power.
- miglior indiepost virato sull’amarcord: fidelio, #31, it’s a sad and beautiful world.
- ombelico piu´ indie (e anche qui: fo-to! fo-to!) (oh: qui si intendo i blog ombelicali, nel senso di intimisti e autoreferenziali): elis, fagotta, pulsatilla, fio, ffwd.
- migliore svolta intimista di un indieblog che avrebbe anche potuto continuare a vivere di rendita sui successi passati, e invece no, cazzo, ha investito in ricerca e innovazione, contribuendo cosi` al rilancio dell’impresa italia: batteria ricaricabile.
-indieblog, così indiesnob che fanculo balotte, conventicole, bagnacauda, riso patate e cozze e si è tolto i link dal template: batteria ricaricabile.
- miglior nastrone invernale: nin-com-pop, mammara per solitaire.
- miglior nastrone primaverile: mammara.
- miglior nastrone estivo: enver, uliva, fidelio, inkiostro, gecco.
- miglior nastrone autunnale: enver, gomitolo, colas.
- miglior indieblog a fumetti: coniglio cattivo, daw.
- indieblog piu´ brutto e cattivo: scum, lo sceicco bianco.
- e naturalmente: miglior indieblog in grecia settentrionale: benty, grecia del nord.
und los!

(forse qualcuno di voi si sta chiedendo: “ma non aveva detto che graziaddio quest’anno questa stronzata non la faceva?". beh, si`, ma cheppalle, uno non puo` neanche cambiare idea in santa pace?)

esportare la democrazia. ecco, a dirla tutta si sapeva gia`, pero` fa sempre impressione vedere come la sinistra massimalista europea sia contraria alle guerre perche´ in realta` e` amica dei dittatori. sempre la solita storia. prendete la spagna: si ritira dall’irak liberato da saddam lasciando spazio ai nazisti islamici, con la scusa del pacifismo e della mancanza di democrazia; poi pero` viene fuori che, nello stesso periodo, ha appoggiato il tentativo di colpo di stato in guinea equatoriale. ma questo sicuramente i pacifondai italiani non lo diranno.

ooops. era… era il governo di aznar.

repubblica sempre sulla notizia - #3. pioggia, autostrade: rispettare limiti di velocita` e distanze

repubblica sempre sulla notizia - #2. tre persone aggredite da cani fuggiti da recinto

repubblica sempre sulla notizia. usa, newsweek: due americani su tre credono re magi e cometa (grazie a fabrizio)

la domanda del giorno. ma nessuno di voi ha l’impressione, magari velata, che quando su macchianera ci sono i post sui reality show è come se contemporaneamente partissero le risate registrate, tipo striscia la notizia?

oggi si ascolta:
i idolize you
dei boss hog.

3/12/2004

scontro fra titani. maxcar fa lo splendido, lo sborone, si crede l’unico indieblogger a poter dare lezioni di infantilismo; ma si e` sbagliato di grosso, ah, se si e` sbagliato.

(per la mia salute voglio solo il meglio! figa.)

repubblica sempre sulla notizia - #2. sequestra madre in fienile per rubarle pensione, denunciata (grazie a marco)

le domande del giorno. sbaglio, o da quando splinder si e` aggiornata ha eliminato i bottoncini (gli pseudo-feed rss che avevano sviluppato per i loro utenti)? di sicuro non funziona piu´ il vecchio link.
e poi: perche´ il feed rss di polaroid non funziona da mesi?

update: all’indirizzo http://www.splinder.com/community/digest/list c’e` effettivamente ancora un elenco di nuovi post sui blog a cui si e` iscritti, ma a differenza di prima e` tagliata dopo i primi due righi. ’sgrazièti.

repubblica sempre sulla notizia. traditi da impronta orecchie rischiano 8 anni per furti

oggi si ascolta:
wonderwall
di cat power (grazie a simona)

1/12/2004

whatever happened to my rock’n'roll? che è successo agli shamen?

minimalismi. uno dei temi fissi di beppe caravita è che l’italia è tragicamente indietro rispetto al resto d’europa su tutto quanto sia informatica (lasciamo perdere le menate dei cellulari). ne parlavo qualche giorno fa con un mio amico tedesco venuto a trovarmi. questo tizio, che per qualche mese studia a lecce, mi diceva di essere impressionato di come lì (ma a bari è lo stesso, per dire) tutti gli studenti sappiano usare poco e male solo i software microsoft piú banali (e winedit), lasciamo stare i linguaggi di programmazione; e che tra i ricercatori e i professori oltre i 40 anni anche le nozioni minime (tipo: saper convertire un file .doc, o .sxw, o .dvi, in .pdf) siano del tutto assenti; mentre invece in germania tra gli studenti universitari - specie quelli di materie scientifiche - quasi tutti sanno programmicchiare, l’uso di linux è massiccio, e una grossa minoranza (attenzione: non necessariamente studenti di informatica, ché in germania informatica vuol dire davvero teoria dell’informazione) se la cava davvero bene - una grossa minoranza vuol dire che quasi in tutti gli appartamenti di studenti che io conosco c’è qualche geek che ha destinato un vecchio pentium 2 a serverino domestico, con su apache ovviamente, collegato in rete con un qualche adsl flat, e spesso attivato una connessione wi-fi per i quattro o cinque compagni di casa. oggi, per dire, ho deciso che mi ero scocciato di ricevere la newsletter di attac tübingen cui ero iscritto da anni, e ho controllato come fare per disiscriversi. pensavo, come sempre succede in italia, di dover mandare una mail che chissà quando verrà letta e presa in considerazione; e invece c’era da andare in una paginetta in cui c’era una gestione delle iscrizioni alle newsletter con un softwarino in python con generazione automatica di password; niente di fantascientifico, ma chi ha organizzato questa cosa, cioè attac tübingen, è un gruppetto di una ventina di iscritti, gran parte dei quali studenti di giurisprudenza, lettere o filosofia; eppure hanno messo su senza problemi una cosa del genere.
non so, a me tutto questo dà una idea molto cupa del futuro della tecnologia italiana. soprattutto quando sento che c’è chi difende la via italiana allo sviluppo tecnologico - e che questa via italiana passa essenzialmente videotelefonate, grande fratello, suonerie e videogiochi.
(viceversa, vicino tübingen c’è il piú grande centro di ricerca e sviluppo ibm al mondo, usa esclusi).

repubblica sempre sulla notizia. cinghiale irrompe in studio medico e ferisce due pazienti (grazie a marco)

oggi si ascolta:
occidente
del consorzio suonatori indipendenti.

www.flickr.com
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ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.

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