non sono un uomo di mondo, mica ho fatto il militare a cuneo… ieri sera, presentazione da feltrinelli di due nuovi romanzi di - come dire? - ascendenze pugliesi. enzo mansueto: redattore culturale dell’edizione locale del corriere, coordinatore delle attività culturali all’interno della feltrinelli di bari, ex-regista televisivo di programmi underground di culto (?), in una scintillante tenuta post-britpop. nicola lagioia, ambizioso giovane editor di minimum fax, scrittore barese in tumultuosa ascesa, autore di un libro appena uscito negli struzzi (in brossura) dall’incedere vagamente pynchoniano, pieno di giornalisti letterari free-lance, avant-pop, mondo del precariato colto romano, con degli occhialini rettangolari il cui presumibile costo sarà stato quasi pari a quello del dolce vita bianco in cachemire, il tutto con una capigliatura che sembrava quella della pubblicita` di uno shampoo. francesco dezio, nato e residente ad altamura (paese agricolo a 40km a sw di bari, 50.000 abitanti), autore di un esordio pubblicato da una minuscola editrice pugliese e ora di un libro uscito in quella collana di feltrinelli che sembra la uef col vestito della domenica (e comunque non rilegato), che racconta la sua esperienza in fabbrica (la sua propria esperienza! ehi! sto dicendo a voi: nel 2004 esiste la letteratura di fabbrica!), noto ai più per una micro-micro-micro-polemica a distanza con luca zulù, con un terrificante maglioncino nero a righe da cui spuntava un ancora più terrificante magliettina nera a collo alto, il tutto incorniciato da una calvizie ormai non più incipiente. scambio fra i tre: enzo mansueto: bla bla bla l’importanza dei fermenti culturali diffusi bla bla bla la scomparsa di una letteratura giovane e il ritorno ad una scrittura massimalista bla bla bla stile libero di einaudi sucks bla bla bla l’interessante scena letteraria napoletana bla bla bla? nicola la gioia: bla bla bla sono molto d’accordo bla bla bla l’importanza di creare un fermento di scrittura diffusa bla bla bla per esempio quando mi sono trasferito a roma ho fondato con altri studenti questo circolo letterario da cui sono poi usciti bla bla bla l’emozione del condividere la letteratura, del venire quasi alle mani per una diversa opinione su un verso di montale bla bla bla pensiamo all’importanza della rivista della ortese nel coagulare la scena napoletana di quel periodo, che poi non è mai morta bla bla bla. francesco dezio: veramente, io abito ad altamura, scusate, ma non so molto della scena letteraria italiana. nicola è il primo scrittore che incontro di persona. gelo tra gli astanti. sembrava oliver twist, voglio dire.
sì, ma oliver twist sta da tre settimane fisso su Musica di repubblica. Qualsiasi cosa questo voglia dire.
Comment by miic — 26/11/2004 @ 3:20 pm
ovvero, questo dezio litiga conle persone giuste e spernacchia le persone giuste.
oppure non ho capito?
(che poi tu sei andato da feltrinelli apposta, non potevi startene chiuso nel campus?)
Comment by cascade — 26/11/2004 @ 4:08 pm
no, sono andato per lagioia, di cui avevo sentito parlare bene. alla fine il passo che ha letto dal libro non mi è piaciuto tantissimo, ma penso che in economica lo comprerò. per il resto, boh. credo che spernacchiare zulù ormai sia sparare sulla croce rossa. non so, è che i passi che dezio ha letto mi sembravano interessanti, ma lui poi era di una timidezza e un’insicurezza da paura, c’erano sempre questi interventi di 10 minuti di lagioia pieni di ricche analisi e di dotte elucubrazioni e di ardite teorie, e poi il microfono passava a dezio che diceva qualcosa come: “sì sono d’accordo", poi parafrasava in mezzo minuto il succo del discorso di mansueto o di lagioia, ribadiva di essere d’accordo e faceva tornare il microfono al punto di partenza. l’unico punto divertente (nel senso di, almeno, imbarazzante) è stato quando dezio ha tentato (suppongo pensando di essere divertente) di rinfacciare a lagioia un rifiuto del suo libro da parte di minimum fax.
Comment by delio — 26/11/2004 @ 4:35 pm
ah.
comunque, lunedi o martedi ti offro un caffè, se sei in giro. io sono al pollitecnico: se ti va ti dò le coordinate.
Comment by cascade — 26/11/2004 @ 5:12 pm