non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


31/10/2004

minimalismi. boh, io proprio non capisco perché quando si citano (!) le parole di bin laden occorra farlo in inglese.

well tonight we’re going to sort it all out/ for tonight it’s the meaning of life. il mai abbastanza celebrato psycho scrive un bel post divulgativo sul pressante tema delle intelligenze extraterrestri - o anche, sulla scia di asimov, delle intelligenze terrestri non umane. visto che questo blog è dal momento del suo trasloco agostano in grave crisi di accessi, invece di rispondere sul suo penso bene di rispondere sul mio blog, e vedi mai.
mi preme dire che alcune argomentazioni di psycho, relativamente inusuali in discorsi di questo genere, hanno secondo me risvolti filosofici particolarmente interessanti: per esempio, chi ci dice che tutte le (ipotetiche) civilità e-t abbiano sviluppato sistemi di pensiero maggioritariamente votati all’autoconservazione? e se sulla terra invece del cattolicesimo la religione di riferimento fosse stata quella di quei pirla di waco? psycho fa il caso di una civiltà che scopre (per inciso: l’idea che la bomba atomica si “scopra” mi sembra già un immenso segnale di suo pregiudizio a favore dell’esistenza di altre civiltà e-t) la bomba atomica e non si fa problemi ad usarla liberalmente; ma per me la questione è persino piú modesta: la terra ha avuto la fortuna di aver sviluppato, negli ultimi secoli, sistemi filosofici i cui strascichi di massa hanno portato a dare per scontato che evolvere si debba, ad ogni costo. e se invece altrove la civiltà si fosse attestata su una mediocre conservazione dell’esistente? (spesso le idee piú interessanti in questo campo arrivano dai libri di fantascienza, quindi lo ammetto: quest’ipotesi l’ho presa pari pari da un racconto di non so chi in una vecchia antologia urania, in cui si immaginava una terra completamente rincoglionita da una lotteria pervasiva - ma forse funzionerebbe anche col grande fratello - in cui da decenni non si progrediva: tanto che, a memoria d’uomo, non si era mai volato con altro che con i dc-11; né a nessuno veniva in mente fosse necessario inventare dei dc-12.)
un’altra cosa che psycho non manca di rimarcare è che non necessariamente, anche a trovarcela davanti, noi davvero riconosceremmo un’altra civiltà. il solito anonimo raccontino urania ci invita a immaginare una civiltà che stabilisce contatti, annuncia il proprio arrivo, e poi al grande momento dell’atterraggio tutto va in vacca perché la loro astronava è grande solo qualche micron, e quindi niente la salva dal giusto affondamento in apposita pozzangherina sul cosmodromo pieno di bandierine e fanfare plaudenti.
io sarò ancora piú drastico: e se un’altra civiltà avesse metabolismi così diversi dai nostri da non permetterci un contatto ragionevole? se le montagne fossero esseri senzienti? o le particelle subatomiche dotate di una vita di pochi millesimi di secondo? oppure (mio vecchio tarlo), immaginiamo una civiltà non basata sul carbonio, ma sul silicio (l’unico altro elemento con quattro elettroni di valenza). immaginiamo che una roba del genere possa esistere, respiri vapori di silicio e caghi microprocessori: capiremmo che ci si sta parando di fronte un extraterrestre?
ma la cosa piú importante alla fine è un altra, e anche psycho ci fa un accenno; solo che per lui sarebbe una ficata, per me una catastrofe. mettiamo che davvero una civiltà esista, ci si pari davanti, noi la riconosciamo e non finisca tutto a spararsi razzi protonici e alabarde spaziali a vicenda. mettiamo che siano molto evoluti scientificamente - plausibilmente piú di noi, altrimenti ci saremmo parati noi di fronte a loro, e non viceversa. mettiamo che loro abbiano anche voglia di gettarci le briciole della loro conoscenza, il che voglia dire per noi saltare a pié pari - hop - diciamo due o tre secoli di evoluzione fisico-matematica. dico: per gli ingegneri sarebbe lo stesso, si limiterebbero a studiare matematica 1 dal xfhsiogh invece che dal gilardi. ma voi fisici, psycho, e noi matematici: cosa ci salverebbe dal nostro inevitabile prepensionamento? o piuttosto si svilupperebbe una corrente di pipparoli che cercano di fare matematica senza fare uso delle scoperte e-t? (tipo i pazzi che pretendono di accettare solo le dimostrazioni che non usino il lemma di zorn - ma lo sapete che senza il teorema di hahn-banach staremmo ancora a disegnare graffiti nelle caverne aspettando che il ragú di brontosauro sia cotto?)

whater happened to my rock’n'roll? che è successo agli estasia?

repubblica sempre sulla notizia - #2. bimbo di 5 anni gioca con la candela e incendia la casa

repubblica sempre sulla notizia. germania, in pieno giorno fanno sesso su marciapiede: fermati

boutade. mi terrorizza ammetterlo, ma secondo me la lega ha ragione a dire che occorrerebbe fare un referendum sulla ratifica della costituzione europea. è ridicolo che l’italia si spacci per il paese piú europeista d’europa (quindi del mondo) solo perché è l’unico in cui non si discute mai di cosa l’unione europia davvero sia, e debba essere.

la domanda del giorno. un tempo c’era win98, e uno poteva usare explore2fs per leggere comodamente i file della partizione linux. da quando c’è winxp mi pare che explore2fs non funzioni piú, per niente. qualcuno mi sa suggerire un omologo?

oggi si ascolta:
i am the sea
degli who.

27/10/2004

ciucciami il calzino! è incredibile quante persone siano convinte (almeno, questa è la mia impressione), in italia, che la versione originale di “ciucciami il calzino” sia “suck my sock” - che in effetti suona anche bene. solo che non è vero. l’espressione italiana è un colpo di genio dei traduttori. in originale bart dice, semplicemente, “eat my shorts".
(chiedo scusa a petunias se dovessi avere male interpretato la sua citazione.)

indorsamenti. una delle cose belle del passato, come le girelle e le estati passate in spiaggia a fare castelli di sabbia e le bici ripiegabili e i puffi su italia 1 alle 8 di sera, era la politica: la destra conservava, la sinistra progrediva, facile.
ora invece il mondo è pieno di sinistra che ritiene necessario moderarsi, e di destra che invece ambisce a presentarsi come sinistra (prendete i radicali) - ma non è vero niente. la questione è che ormai la destra non è piú necessariamente conservatrice: il mondo è pieno di destra che vorrebbe riformare il mondo (in peggio, ma questo è un altro discorso): prenderne atto sarebbe un bel passo in avanti per il dibattito politico.
così capita sempre piú raramente (di certo non sul corriere) di leggere un bell’articolo di destra, di destra che non ha paura di spiegare la sua visione del mondo e di trarne le dovute conseguenze. secondo me andrew sullivan appartiene a questa destra: una destra di cui non condivido pressoché alcuna idea, ma che non bara con le categorie, non ha paura a correggere la propria rotta sulla base degli eventi, riesce persino a chiedere (quasi) scusa per le proprie cantonate. una destra che non ama le istituzioni internazionali, ma che si rende conto che tocca farci i conti, se necessario, e in modo non imbroglionesco; che si rende conto che una guerra (non importa quanto sia giusta) o si è in grado di portarla avanti seriamente e in maniera eticamente ineccepibile, o non si inizia; che si rende conto che “what bush isn’t good at is magnanimity. but a little magnanimity and even humility in global affairs right now wouldn’t do the united states a huge amount of harm"; che si rende conto che, proprio nel proprio interesse, nell’interesse di questa stupida e immorale guerra che aspirerebbe a diventare una guerra universale contro il male, “this is not, should not be, and one day cannot be, bush’s war".
ecco, se la destra neocona e apragmaticamente idealista ricominciasse adesso da queste prese d’atto, forse si potrebbe tornare a dialogare un po’: a sputarcisi addosso, ma senza dubitare delle altrui capacità mentali.
(poi certo, la destra reazionaria rimane un’altra cosa ancora. e anche la sinistra, per fortuna.)

minimalismi. lo dico rischiando di alienarmi la benevolenza la metà (quella indie) di chi frequenta questo blog: ieri sera sono andato a vedere un’opera. mi immaginavo già a fare scorregge sotto l’ascella come homer con bart the genius, sentendomi assurdamente fuori luogo. e invece, pur nella mia sostanziale ignoranza di cose liriche, posso serenamente affermare che il don pasquale di donizetti di ieri sera era davvero un bidone (e nel dire questo mi alieno la benevolenza anche dell’altra metà, quella non indie): librettisticamente insulso, musicalmente inconsistente ai limiti dell’operettismo, con una messa in scena così arcaica e smidollata da fare pietà. insomma, mi sono sentito esattamente come se stessi vedendo un’ipotetica messa in scena di farmacista degli elio e le storie tese - ma non ironica. alla fine del secondo atto maria ed io ci siamo guardati negli occhi e siamo scappati via. erano le nove, le stelle splendevano, l’aria era pura e non ci siamo neanche vergognati.
poi il dio dell’opera mi ha punito facendomi tagliare 4 cm di mano destra con una tazza di ceramica rotta - e potete capire quanto bene vi voglio, se sto bloggando col solo indice sinistro.

repubblica sempre sulla notizia. panico in un ristorante: fa irruzione un toro

repubblica sempre sulla notizia. calcio, ferguson-arsenal e la battaglia del buffet

repubblica sempre sulla notizia. liceo allagato, al parini si torna oggi in classe

la domanda del giorno. dice: domenica il centrosinistra ha trionfato: e io nel mio piccolo me ne compiaccio. però, mi dico, con che coraggio è stato candidato d’antoni? ora, io tre anni e mezzo fa non ero in italia e potrei sbagliarmi, ma credo di ricordare che d’antoni avesse condotto una disgustosa operazione di mercanteggiamento con l’ulivo, giungendo comunque dopo mesi di tira e molla alla piú ovvia delle conclusioni - salire sul carro dell’imminente vincitore. e tutto ciò peggiorato dalla terrificante sovrastima delle sue forze: d’antoni ipotizzava per il suo partito un 5%, e alla fine sarà arrivato a mala pena al 2%, nonostante i grossi nomi che si trascinava dietro, tra cui andreotti. insomma, un voltagabbana e un baro. e il centrosinistra lo ha candidato in un collegio quasi sicuro?

oggi si ascolta:
au grand jour’
degli stereolab.

25/10/2004

la domanda del giorno. e` uscito un film i cui tre protagonisti sono richard gere, susan sarandon e jennifer lopez. ora: a parte che fa una tristezza indicibile scrivere che susan sarandon e` coprotagonista di jennifer lopez; e a parte che come al solito trovo estremamente comico che nelle locandine dei film americani i nomi dei tre protagonisti compaiano in ordine alfabetico, solitamente non nell’ordine con cui i volti dei tre protagonisti compaiono (lo so, ho un umorismo da terza media). ma mi domando e dico: perche´ il titolo di questo film non e`, semplicemente, l’ovvia traduzione “balliamo?” (magari con le lettere “li” in rosso)? non sara` mica che il distributore ha pensato a bongusto?
(a fracchia, a fracchia!)

peggio di un film orrendamente kitch, peggio di una vicina rompicazzo, peggio di una serata con un dj bollito, peggio di una rockstar che credevi un sex-symbol e invece no. peggio di ognuna di queste cose c’e` solo beccarsele tutte insieme nel giro di neanche 48 ore. per la cronaca:
- il film orrendamente kitsch e` lilja 4-ever. se non lo avete visto, non andate a vederlo e leggete qui i passi salienti della trama: sappiate solo che a lilja succede pure di peggio, e che il film riesce allo stesso tempo a essere insostenibilmente melodrammatico (con sottofondo opportuno di musica classica), insostenibilmente citazionista (la scena di pretty woman che va a fare shopping rigirata in un h&m col pappone svedese che cerca di comprarle un berretto di lana per mascherarle i capelli che lilja si e` sfigurata), insostenibilmente crudele (non solo lilja viene violentata dal suo pappone al suo arrivo in svezia; ma costui la violenta solo la mattina dopo il suo arrivo, in modo che lei nel frattempo pensi bene di passare speranzosamente tutta la serata a ripulire l’appartamento lercio in cui verra` segregata - ma lei non lo sa ancora, ovviamente), insostenibilmente scritto, doppiato e musicato. bleah bleah bleah.
- la vicina rompicazzo (lo avrete immaginato) e` sempre lei, che sabato sera ha allietato maxcar e altri ospiti rei (lo giuro!) di stare solo seduti attorno a un tavolo a chiacchierare (no musica, no sigarette truccate, no ballo, no lingua in bocca, quasi no alcool) con una chiassata assurda conclusa con l’eccellente “se tu eri un brava persona, ora vivevi ancora coi tuoi genitoriii” - purtroppo si e` dimenticata di aggiungere l’ormai celebre “, professore dei coglioni".
- il dj bollito e`, purtroppo per me che l’ho amato, richard dorfmeister. in programma in un club, lo zenzero, che io ricordavo come un posto in cui tre anni fa si poteva bere buon vino e ascoltare per due lire un concerto acustico di marco parente, e che oggi invece e` diventato il ricettacolo della peggior feccia disco-fighetta di bari, con ingresso a 15€ e birra piccola a 4. e poi, dio mio, che tristezza dorfmeister: in duo con un tizio dalla lombrosianamente sviluppata somiglianza con ranxerox, al motto di “madrid de las austrias” imbastisce un set di house niente affatto grassa, niente affatto minimale, niente affatto intellettuale, niente affatto un cazzo: solo dance della peggiore specie, che a sentirla arrivando per errore su match music non avrei distinto dall’ultima cagata riminese.
- e infine, la rockstar e` patti smith, al cui concerto ho deciso di rinunciare a furor di popolo, e che pero` sono andato a sentire leggere e rispondere a domande assurde in una svogliata mezzoretta feltrinelliana. ora, si puo` discutere se in questa copertina sia piu´ o meno jane-birkiniana, o piu´ o meno sexy (secondo me lo e`). ma che ieri sera da feltrinelli fosse deprimentemente baffuta e strabica - e che, soprattutto, si sia ridotta a incentrare il suo reading sulle sue chiacchierate con gregory corso e allan ginsberg come una fernanda pivano newyorchese, no, questo proprio non lo accetto.

whatever happened to my rock’n'roll? che e` successo ai coldcut?

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

attenzione: tutto cio` che viene dal sito del manifesto scade dopo una settimana, vignette di vauro comprese.

repubblica sempre sulla notizia. fiumicino, bimbo si nasconde su nastro portabagagli: illeso

oggi si ascolta:
deep shit, pts. 1 & 2
di kruder & dorfmeister.

22/10/2004

mi spiega che penso e bevimmo o’ cafe´. e` bello che non abbia sprecato tempo a dire perche´ il dibattito sul voto contro buttiglione e` ridicolo e senza alcun fondamento - e anche molto provinciale, aggiungerei, del tipico provincialismo che si ha quando si confronta il modo di fare politica italiano con quello del resto d’europa. e` bello che non abbia sprecato tempo, dicevo: perche´ non avrei poi potuto che vergognarmi dei miei scarabocchi rispetto a questo post - lungo come tutti i discorsi politici degni di questo nome.

la domanda del giorno. anzi del mese: andare o no a vedere patti smith, per soli 24€ ma da solo?

oggi. mercenari mercenari mercenari. anzi: mercenari mercenari mercenari mercenari mercenari mercenari di merda. cosi`, giusto per ribadirlo.
(e comunque non condivido il disappunto di benty per il “rientro dell’allarme", come dice lui. secondo me quello che ha fatto quel gip e` tanto piu´ importante se lui davvero crede che quattrocchi fosse un eroe - ovviamente per me non lo e` stato, ma non e` questo il punto. il punto e`, invece, ridare un senso alle parole, e non usarle impressionisticamente come solitamente avviene sui giornali e in politica. e se questo gip afferma che, pur considerando quattrocchi un eroe, “semanticamente mercenario è colui che combatte e che rischia la propria vita in favore di un’altra persona o anche di un esercito, per denaro, nel caso di specie io ho usato il termine per intendere che rischiavano la propria vita ed offrivano la loro protezione a privati", io non ho niente da aggiungere.)

repubblica sempre sulla notizia. allagarono liceo per evitare compito, confessano 4 studenti

senza parole. da repubblica: la squadra guidata da messina non ha demeritato mancando di un soffio quella che sarebbe stata la prima vittoria di una squadra italiana contro una franchigia statunitense. a parte che franchigia non significa squadra, ma la benetton treviso ha giocato a toronto.

e di quella volta che i rammstein musicarono la campagna per il diritto d’asilo in germania, quando ne parliamo? che pistolini fosse rimbambito lo sospettavo da tempo - del resto, per finire a fare l’alberoni del pop-rock sul foglio… la definitiva conferma l’ho avuta un paio di giorni fa, quando scrive:
[…] i repubblicani, puntualmente tacciati di miseria artistica e di contare nelle proprie fila solo britney spears e quel guerrafondaio di ted nugent, questa volta hanno l’asso nella manica inatteso, quasi un regalo in odore di “destino manifesto. il suono da attribuire alla campagna elettorale di george w. viene infatti dal piú spudorato repertorio del postmoderno e si chiama “smile". […] donald rumsfeld che scende le scalette dell’aereo nell’ennesima improvvisata a baghdad, musicata dalle note di “smile". c’è dentro tutta una parabola di sogni, propositi, errori e ostinati rimedi.
il che è ironico, e anche triste, per quell’uomo che per combattere gli uguali “propositi, errori e ostinati rimedi", però dei nonni (o forse dei genitori) di chi oggi governa l’america, trentotto anni fa ha pensato che la cosa migliore fosse scrivere sloop john b. vergogna, pistolini.

minimalismi. il piacere di passare una serata con un indieblogger sodale (no, mai ne farei il nome, neanche sotto tortura) a dirci che si`, entrambi riteniamo che gli offlaga disco pax non valgano un cazzo - e che comunque i massimo volume queste cose le avevano gia` fatte pari pari, e neanche troppo tempo fa. e la cosa bella e` il tono cospiratorio con cui ce lo siamo detto.

oggi si ascolta:
untitled
dei palace.

19/10/2004

repubblica sempre sulla notizia - #3. studio sull’arte della menzogna - “mentiamo due volte al giorno”

whatever happened to my rock’n'roll? che e` successo ai cast?

il terzo segreto di fatima. vi ricordate il terzo segreto di fatima? si`, quella roba che la madonna in persona aveva rivelato qualche decennio fa ad una bifolca portoghese, e che era talmente tremendo (l’assassinio del papa? di piu´! la terza guerra mondiale? di piu´!! l’invasione degli extraterrestri? di piu´!!!) da essere stato tenuto nei sotterranei vaticani fino ad un lustro fa; e che poi, quando e` stato finalmente rivelato, in realta` diceva che le patatine al gusto cipolla e ketchup sono le migliori, che la panini ha sempre barato sul numero di figurine dei calciatori stampate, e che nell’ultimo decennio del secolo scorso un cantante avrebbe vinto a sanremo cantando una canzone d’amore - o qualcosa del genere.
ecco, oggi si e` saputo che petunias, geloso della sua identita` segreta che manco supermèn, in realta` e` il giovanesemilaneseromanizzatodibellesperanze roberto moroni. robe’, con affetto: ma ti posso toccare il braccio?

repubblica sempre sulla notizia - #2. scippano borsa e fuggono in porsche, arrestati coniugi

repubblica sempre sulla notizia. sospesa per errore burocratico la pensione a centenario (grazie a marco)

la domanda del giorno. ma come fa firefox a capire se c’e` un rss dietro ad un sito? e perche´ in alcuni casi non lo vede anche se c’e`?

oggi si ascolta:
my favourite things
di john coltrane.

14/10/2004

culturame bolscevico. un’ora fa, al gr rai, commentando la nomina del rancoroso luzi a senatore a vita, il giornalista non ha potuto fare a meno di dare in escandescenze contro l’accademia di stoccolma che “da anni rifiuta il nobel a luzi per assegnarlo ad illustri carneadi” - o qualcosa del genere.
ecco, la mia fascistissima nonna buonanima usava questa terrificante espressione, “la cultura dell’incultura", per designare tutto quanto puzzasse anche solo vagamente di pci e ‘68. però, appunto, mia nonna era nata nel 1920 e aveva la terza media. ora mi sembra che lo squadrismo culturale che si è scatenato nell’ultima settimana sul nobel alla jelinek sia invece di una rozzezza laureata e arrogante, che inveisce contro la jelinek e accende il grande fratello. scusate, ma che schifo.

convivendo, convivendo. ooops.
disclaimer: post eccessivamente serioso e persino patetico.
ho il timore che piergiorgio paterlini possa conoscerlo solo una piccola frazione di chi passa da queste parti, quindi ricapitolo. paterlini ha ideato e nei fatti, per il paio d’anni che e` durato, diretto garrone, l’appendice seria e non programmaticamente cattivista di cuore (diciamo che garrone stava a cuore come tanto per abbiare sta a macchianera; e peccato che sia cuore sia garrone fossero scritti molto meglio di macchianera e tanto per abbaiare). paterlini e` autore di un meraviglioso libro, ragazzi che amano ragazzi, che non mi stancherei mai di consigliare ad ogni adolescente. paterlini, tra tutti gli autori di cuore presenti alle feste di montecchio e imola, era quello che piu´ cercava rapporti coi partecipanti, nei caffe´, vicino ai tavoli da ping pong, sulle panche, passando pomeriggi a chiacchierare con sconosciuti appena incontrati (e visto che ho iniziato con gli incisi, fatemi dire che l’evoluzione della societa` italiana degli ultimi dieci anni si vede anche a sinistra, anche nel passaggio dalle feste di cuore nei campeggi in pineta alle blogfest di oggi nel fastweb foyer). paterlini ha poi scritto una serie di altri testi incetrati, per dirla brutalmente, sull’amore e sul rapporto piu´ o meno conflittuale col proprio corpo.
visto che pero` siamo in un paese in cui l’omosessualita` non e` normale, il fatto che le storie d’amore di paterlini siano tutte gay e lesbiche fa si` che matrimoni, il suo ultimo libro, venga inserito d’imperio nella sezione “letteratura erotica” da feltrinelli. sicuro, letteratura erotica, insieme a quei gran porconi di pasolini e tondelli.
pero`: i libri di paterlini sono allo stesso tempo essenzialmente omosessuali ma anche universali - le storie che lui racconta non hanno alcun bisogno di legami all’omo- o eterosessualita` per essere comprese; di sicuro, e` un’omosessualita` molto meno glamour di quella di tom - non a caso in una delle storie piu´ belle un matrimonio viene celebrato con la lettura di un obsoleto whitman. ecco, c’e` questa teoria secondo cui le storie che la letteratura puo` raccontare non sono infinite, anzi, sono solo sette. beh, a me sembra che i dieci matrimoni - o convivenze - di paterlini esauriscano la gamma di sentimenti che un legame di coppia puo` suscitare. che detta cosi` sembra forte, lo ammetto.
certo, ma in fondo perche´ leggere matrimoni? qui non ho risposte. o meglio, una ce l’ho, ma e` del tutto personale e forse anche molto fuori moda oggi che fa fico tornare a parlare di “culattoni” e “troie": appena uscito ragazzi che amano ragazzi e` stato, per me etero 15enne, il libro a base della mia educazione sentimentale (oddio, potro` parlare della “mia educazione sentimentale” senza rendermi ridicolo? vabbe´, lo faccio e chi se ne fotte). “quei ragazzi [che amano ragazzi] sono cresciuti” e sono i protagonisti del nuovo libro, dice pp nell’introduzione; e ha ragione, negli ultimi dieci anni siamo tutti cresciuti, e il punto non sono piu´ i batticuori da gita scolastica, ma i casini di una convivenza iniziata un po’ per gioco che si rivela l’esperienza piu´ difficile e piena vissuta finora. ritrovarsi accanto, e senza alcun intento pedagogico, un libro di paterlini - ecco, fa sentire un po’ a casa.
(poi certo, e` molto piu´ brillante l’altra immagine - da un lato dell’autostrada, in coda e carichi di mobili ikea, noi poveri sfigati che oggi decidiamo di convivere; nell’altra direzione, radiosa e sfrecciante, giuni russo che va al mare per le va-can-zeee. ma per una volta voglio farmi superare in cinismo da leonardo.)

un paese normale. e democratico. no, non l’italia: l’irak.
(per inciso, baghdad burning e` probabilmente il miglior blog da baghdad in assoluto; e aiuta anche a rimettere nella giusta prospettiva le priorita`, ora che anche a sinistra spesso si pensa un po’ troppo ai poveri-soldati-americani-depressi-e-lasciati-soli-dai-loro-governanti.)

minimalismi. la sensazione che da quando esiste adblock la societa` capitalistica basata sulla pubblicita` possa crollare da un momento all’altro. ma anche no.

repubblica sempre sulla notizia - #2. telecom, tecnico ricaricava gratis cellulare: denunciato per truffa

repubblica sempre sulla notizia. apre il primo ice bar italiano, un igloo dove si beve solo vodka

oggi si ascolta:
slowdance
dei soulwax.

12/10/2004

il mirabolante rincoglionimento di vauro.

attenzione: tutto cio` che viene dal sito del manifesto scade dopo una settimana, vignette di vauro comprese.

repubblica sempre sulla notizia - #3. cade da scala prestata, proprietaria paga i danni

repubblica sempre sulla notizia - #2. aggredisce la moglie a morsi, arrestato

repubblica sempre sulla notizia. gli italiani fanno poco sesso, ma di qualità.

s’ cap’shuut kazz p’ f’kazz e k’gghiuun p’ lambasciuun! ieri fabrizio postava come segue: “dio c’è - e rocco fu trombato“. io - logiurologiurologiuro - prima di seguire il link ho pensato che si riferisse al film gay di siffredi.

la citazione della settimana. robecchi sul manifesto di domenica scorsa: “terzista, sul vocabolario non c’è. però c’è «paraculo», che mi sembra sinonimo.”

oggi si ascolta:
last night i dreamt that somebody loves me
dei low (che - empietà empietà - a me sembra pure piú bella dell’originale).

11/10/2004

minimalismi. grazie all’ottimo caporale reyes ho scoperto che la ridente rovereto viene comunemente (?) chiamata, dagli indigeni fieri della propria secolare storia di arte e cultura, “l’atene del trentino". ci si chiedeva perché non, allora, “la new york della val di gresta".

hanno la faccia come il (culo + 1/n)2. da repubblica di oggi, articolo dell’ineffabile alessio balbi:
((U+C+I) x (10-A))/20 x E x 1/(1-sen(F/10)). questa l’equazione messa nero su bianco dai tre dopo aver studiato un migliaio di soggetti. più che dimostrare la legge di murphy, peraltro ampiamente verificata per via sperimentale, la formula permette di prevedere se e quando essa colpirà. e mette in guardia, inoltre, circa una componente finora trascurata: le cose non solo andranno male, ma lo faranno nel momento più inopportuno.
le variabili di cui tenere conto per cautelarsi contro i nefasti efffetti dell’infallibile norma sono cinque: U sta per “urgenza", C per “complessità", I per “importanza", A per “abilità", F per “frequenza". a ognuna bisogna assegnare un valore tra 0 e 9. una sesta variabile (E, ovvero l’esasperazione) è stata fissata a 0,7 dagli studiosi sulla base dell’osservazione empirica. a conti fatti, si ottiene un coefficiente di probabilità variabile tra 0 e 8,6: più questo valore è alto, più la malasorte è pronta a colpire.

(quando ero uno studente buontempone, ogni volta che con qualche altro matematico, fisico o ingegnere ascoltavo l’espressione “da oggi con il 30% in piú di forza smacchiante” ci ammazzavamo di risate facendo nerdissime battute ipotizzando l’esistenza del momento smacchiante, o della quantità di moto smacchiante - il tutto per ironizzare sulla demenza dell’espressione pubblicitaria. ma qui, ne converrete, siamo molto, molto oltre).

ps occorre precisare che il sedicente matematico del “gruppo di studiosi britannici” citato da repubblica non è particolarmente famoso?

repubblica sempre sulla notizia - #2. borsa chiusa per festività giapponese dello sport

repubblica sempre sulla notizia. bevevano alcolici prima di volare, arrestate due hostess

la domanda del giorno. perché nell’ultimo numero di rumore il sommo fdl si stupisce del fatto che l’influenza primaria dei radio dept. siano i pet shop boys? andiamo, non sarebbe stato molto piú strano se avessero risposto “i beatles” o, peggio ancora, “i beach boys"?
(e comunque, già che si parla di rumore e che non ho voglia di farci un post apposta, lo ripeto per l’ennesima volta: BASTA! cacciate paolo ferrari!).

oggi si ascolta:
blisters on my thumb
dei go find (e ora tutti insieme: let me go on/ like i blister on my thumb…)

7/10/2004

repubblica sempre sulla notizia. braccio gru sfonda muro abitazione e finisce in camera letto (grazie a marco)

minimalismi. signora mia, quando ero a tuebingen mi hanno dato il primo giorno (non ero ancora neanche laureando) le chiavi dell’istituto: potevo entrare giorno e notte, in settimane nel weekend, nel mio ufficio e nella sala computer e nella biblioteca: era assolutamente legittimo.
bene, ora mi ha appena placcato un vigilante (a bari all’universita’ non ci sono bidelli, ma vigilanti in divisa) e mi ha intimato ("documenti!") di consegnargli la carta d’identita’ per tutto il tempo che trascorro in sala computer, e di compilare apposito modulo. ma lei non sa chi sono io, gli ho detto, e poi perche’?, scusi, non mi e’ mai successo prima. eppure e’ cosi’: qualunque studente o similstudente - di certo un malfattore, del resto si sa, i giovani… - chiunque, dicevo, voglia lavorare (orrore!) ai computer del dipartimento dopo le 14 deve consegnare un documento e compilare un modulo. e basta.

sigh.

beh, comunque io vado a trento fino a lunedi’. statemi bene.

la domanda del giorno. ma sono l’ultimo (con decenza parlando) stronzo al mondo che si accorge che bohemian like you e’ ai limiti del plagio di little bitch degli specials?

oggi si ascolta:
sometimes stop, sometimes go
di ms. john soda.

6/10/2004

e voi, ve lo ricordate dov’eravate quando lo avete saputo? sì, dico, lo ricordate cosa stavate facendo quando avete saputo che bush aveva vinto le elezioni del 2000?
nei giorni scorsi si è sviluppato un discorso interessante nella blogosfera che conta: wittgenstein esecra per l’ennesima volta le famose bugie di michael moore (che poi, dico, andate a leggere quel famoso pdf stilato da dave kopel: alcune sono vere bugie, per carità, ma altre sembrano davvero discussioni tra braccio di ferro e bruto: “in florida nessuno ha reso difficile il voto all’elettorato nero” “sì che sì” “no che no” “sì che sì"…); wittgenstein ribadisce il carattere falso e bugiardo di moore, dicevo, e brodo primordiale e giovani tromboni gli rispondono, detta in due parole, che se là al governo ci sono bush & co., forse un democratico americano avrebbe di meglio da fare che raccogliere - e un europeo di sinistra avrebbe di meglio da fare che rilanciare - i 59 inganni di moore - che all’interno dei suoi discorsi di stampo demagogico ci saranno anche stati, per carità, ma che fanno da contorno, come in ogni comunicazione politica, ad un messaggio forte e tutto sommato onesto: soprattutto perché di bugie, imprecisioni e inganni il governo americano ha fatto uso in maniera smodata, negli ultimi quattro anni, e in questo modo gli è riuscito qualcosa di peggio che vincere immeritatamente una palma d’oro. controreplica finale di wittgenstein: no, perché gli oppositiori di bush hanno dalla loro parte la ragione, e dovrebbe bastare; e poi il colpo del (quasi) ko: «se qualcuno della loro parte avesse piantato più grane ai neocons sulle loro pagliuzze, ora sarebbe meglio per tutti. invece probabilmente ci fu qualcuno che disse “guardate che dall’altra parte sono peggio”.»
che dire? che le tesi di sofri hanno alle spalle un modello di etica che è difficile criticare – anzi, che sarebbe difficile criticare, se non fosse che non ci troviamo in un manuale di filosofia politica, ma in un mondo che sta andando velocemente allo sfascio. dopo quarant’anni di malgoverno democristiano ("in che senso, scusi?” “ma perché, lei non è d’accordo?"), dopo tanti anni in cui la dc ha fatto le peggio porcate, dicevo, era doveroso aspettarsi che comunque il pci usasse mezzi politici piú etici; o allo stesso modo, i governi di aznar o di kohl, per esempio, sono stati assai discutibili, ma questo non avrebbe legittimato campagne d’opposizione piú o meno menzognere.
però, per dire: io sono anche contro l’omicidio politico, ovviamente, ma se l’attentato contro hitler del ‘44 fosse riuscito e avesse risparmiato all’europa un anno di guerra, oggi nessuno ci piangerebbe troppo su. dice: “orca, stai insinuando che bush e hitler sono uguali!” no, e infatti non mi auguro un colpo di stato negli usa: quello che dico è che è miope non accorgersi che bush non è un normale, cattivo governante di destra - come aznar, o kohl, o raffarin, o … (scusate, sto finendo di inghiottire il rospo) … o persino berlusconi. bush è qualcosa di nuovo, pericoloso e diverso, anche rispetto a nixon o reagan - e la nuova percezione che nel mondo si ha degli usa credo ne sia una conseguenza che salta agli occhi. l’amministrazione bush ha introdotto sulla scena politica mondiale un modus operandi che non si vedeva da decenni: noi facciamo così perché questo avvantaggia i nostri cittadini, e pazienza se qualcun altro verrà svantaggiato: noi siamo sicuramente nel giusto, perché siamo americani. e questo in ogni ambito: il golpe in venezuela, il trattato di kyoto, il tpi, le impronte prese a tutti gli stranieri in arrivo (ma se il brasile fa lo stesso con gli americani sono cazzi), guantanamo, il concetto di attacco preventivo (prontamente mutuato da putin: e perché no, in effetti?), i dazi sulle merci europee e, ovviamente, la guerra.
dicevo: chi si ricorda cosa stava facendo quando per la prima volta ha sentito della vittoria di bush, quattro anni fa? io ne ho un ricordo molto vago, credo fossi nella cucina di una casa dello studente a farmi un caffé, c’era una radio accesa e mi sono detto: “ah, sì, ieri si votava in america; ha vinto il repubblicano - bah, peccato". per non parlare della rielezione di clinton, di cui ricordo a malapena gli articoli sui giornali del giorno dopo. a pensarci oggi, nel 2004, tutto questo mi sembra ridicolo. tutti noi oggi sappiamo quando si vota in america, come funziona il sistema elettorale americano, chi esattamente sono gli sfidanti, cosa propongono su ogni tema… però se è vero, come è vero, che chi vince le elezioni fra qualche settimana diventerà non solo presidente americano ma, nei fatti, anche unico leader mondiale, non ci si può nascondere che questa leadership non è affatto democratica. cioè: gli stati uniti sono sicuramente, internamente, una democrazia, e anche ben solida; il fatto è che i mezzi con cui governano quasi tutto il resto del mondo (o non si vuole ammettere neanche questo?) sono prettamente autoritari. sempre in nome del benessere degli americani, beninteso; sfruttando i canali economici e diplomatici, dove possibile - altrimenti con la forza, pura e semplice. questa secondo me è una novità che non si può ignorare, una novità forte e che muta la nozione stessa di democrazia riportandola, se vogliamo, al suo modello primigenio: atene che attraverso un’assemblea di poche decine di migliaia di uomini liberi governa se stessa ma anche le sue colonie sparse in mezzo mediterraneo.
la comunicazione politica americana nel 2004 non può andare avanti (solo) con adesivi sui paraurti e pacati confronti televisivi come si è sempre fatto in passato, quando la posta in gioco era un taglio alle tasse o una nuova trivellazione petrolifera in alaska, un inasprimento dei rapporti con la libia o un’apertura all’urss. quella di bush è stata un’amministrazione singolarmente disattenta agli interessi del resto del mondo: per un europeo chiudere gli occhi di fronte a questa realtà è di un’ingenuità prossima al masochismo.

la domanda del giorno. ma il deuteragonista di braccio di ferro si chiama bruto o bluto?

repubblica sempre sulla notizia. panino con fichi e miele? afrodisiaco, parola di scienziati (ma gli ig-nobel per la dietologia li hanno gia` assegnati?)

oggi si ascolta:
winterland
dei died pretty (che poi uno si chiede, quando un giorno è particolarmente assonnato ed ingenuo, per quale motivo i died pretty nell’88 non hanno fatto il botto - il disco io l’ho pagato 1,25€ usato - e invece i charlatans un paio d’anni dopo sì).

4/10/2004

le meraviglie della lingua tedesca (anatomia).
sommersprosse = lentiggine (ma letteralmente: piolo d’estate)
leberfleck = neo (ma letteralmente: macchia di fegato)
bauchspeicheldrüse = pancreas (ma letterlamente: ghiandola salivare della pancia)

codice penale, art. 661. proprio oggi si discuteva nei commenti ad un post del momoblog della lenta agonia della logica nei dibattiti politici, e piú in generale dell’imbarbarimento scientifico di questi ultimi anni. “nei dibattiti politici"? ooops.
ieri sono arrivato, via wittgenstein, da buroggu, il cui antiabortismo militante è di solito sufficiente a indurmi a non avvicinarmi troppo. ieri però ci sono finito su, e sapete com’è, e già che c’ero, e poi era domenica, e maria è in viaggio, e insomma: me lo sono un po’ spulciato. trovando tra l’altro questo post sulla tobin tax - di critica alla tobin tax, ovviamente (si tratta pur sempre di un blog neocone).
tra le argomentazioni riportate c’era la seguente, ossequiosamente tratta da qui (eh, signora mia, come parla bene, si vede che ha studiato!):
tanto per cominciare, il capitale che circola nelle transazioni è molto diverso dal capitale che si possiede stabilmente: un dollaro che cambia di mano mille volte nel corso di una giornata sarà contato come 1.000 dollari di transazioni finanziarie. una tassa di un millesimo, allora, costituirebbe un’espropriazione totale della ricchezza introdotta nel sistema.
letto? bene. sembra plausibile? male. perché si tratta di una solenne stronzata. né piú né meno. ma non per motivi politici, eh: perché il ragionamento matematico che c’è sotto non sta né in cielo né in terra. quello che l’autore del passo (tal rodolfo casadei) tenta di fare - sbagliando - è un calcolo di (una variante di) interesse composto: se al primo passaggio si toglie 1 millesimo di un dollaro si ottengono 999 millesimi. su questo importo si calcola la base tassabile alla seconda transazione, ottenendo 998,1 millesimi di dollaro. e così via, direte voi - bravi. ora, chi mi sa dire quanto rimane dopo mille transazioni? ve lo dico io: $0,36769542477096, per la precisione - e se volete potrei andare avanti coi decimali.
(che sia una parte grande o piccola del dollaro iniziale, non è questo il punto: il fatto è che la somma non si è annullata, come sostiene l’autore del pezzo a cui il tizio del buroggu crede ciecamente).
e sia chiaro, lo so non perché sono bravo: ma perché l’interesse composto, e la relativa formula (1+1/r)n (qui r=-1000 e n=1000), sono patrimonio del sapere umano da secoli, forse da millenni. e di certo al corso di laurea in economia si studiano il primo mese.
(per inciso: se il ragionamento di casadei non fosse sbagliato, cosa succederebbe alla 1001esima transazione?)
domanda: se non è un economista (perché se lo è non può aver fatto un errore del genere in buona fede), a che titolo rodolfo casadei ha scritto un articolo contro (ma poteva anche essere pro, per quel che mi riguarda) la tobin tax? e in che condizioni è lo stato dell’editoria italiana?

ps e se credete che è solo una questione di tempo, che non saranno 1.000 transazioni ma magari 1.000.000, o magari piú, ma alla fine il dollaro finalmente scomparirà nelle mani dei dannati marxisti di attac, consolatevi: anche se andaste avanti all’infinito, rimarreste sempre con oltre 36 cent. e se non mi credete, chiedete alla buon anima di eulero - oppure a google). (grazie, gokachu)

update: si continua a parlarne qui.

repubblica sempre sulla notizia. in pausa, va al casinò: vince 670 milioni e torna al lavoro

oggi. un piano sotto casa mia abita una vecchia identica ad una tartaruga, solo che non è simpatica: la tipica vecchia rompipalle che non muovendosi mai dal suo appartamento non fa altro che pensare a quello che succede nel condominio. in particolare, quando ritiene che io sia troppo rumoroso di notte, la mattina dopo si sveglia di buon ora e sportasi dalla finestra mi urla ogni tipo di improperi (svergognato!, stupido!, vigliacco!). due giorni fa, al termine di una serata altrimenti quasi monastica, mi è caduto per terra il telefono mentre camminavo al buio - saranno state le 2 di notte. ieri mattina (domenica) questa tizia inizia a urlare nel cortile, nella direzione della mia veranda, alle 7:30 di mattina, poi rientra. poi le viene qualcosa in mente, riapre la finestra, prende la rincorsa e: “professore dei coglioni!!!", mi apostrofa. una vecchietta. di settantacinque anni. una tartaruga. se non fossimo nemici sarei sceso per abbracciarla e complimentarmi per il colpo di genio. o dovrei farlo comunque?

la domanda del giorno. prendete new boots and panties di ian dury, e giratelo: ora, non è evidente che dopo essere scomparso dalle scene musicali ian dury si è rifatto una vita come spalla di corrado guzzanti?

whatever happened to my rock’n'roll? che è successo a tommy guerrero?

oggi si ascolta:
happy
di mazzy star.

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ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.

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