non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)


13/10/2011

comparatistica 2011 (due tentativi). appunti sparsi:
*) prendere der geteilte himmel di christa wolf e togliergli tutto ciò che c’è di buono è un ottimo modo per immaginarsi der fuchs war damals schon der jäger.
*) se herta müller ha vinto il nobel, anche erri de luca ce la può fare.

31/8/2011

appunti sulla polonia. cracovia in agosto sta all’italia come mallorca sta alla germania (una volta tanto i miei concittadini hanno molto piú buon gusto).

cracovia sembra moderna e molto piú ricca di tante città tedesche, ma basta muoversi di 100 km verso est per trovare la desolazione piú nera, e se ci si sposta di ulteriori 150 km, fino quasi al confine con l’ucraina o la bielorussia, le infrastrutture sembrano davvero quelle del sudamerica. dev’essere davvero un casino governare un posto così, dove giovani metropolitani rampanti e vecchi contadini in miseria si ignorano a vicenda.

la cucina polacca è ripetitiva e sostanzialmente indifendibile, e lo dice uno a cui piace la cucina mitteleuropea E la cucina pesante. (e non sono riuscito a trovare carne di bisonte da nessuna parte, ahimé).

il reparto ortofrutta di un supermercato polacco è ridicolmente piccolo - in agosto; anche perché tutta la frutta e la verdura vengono dalla polonia. non oso immaginare quale sia l’offerta in inverno.

un po’ come in spagna, la prima cosa che colpisce viaggiando in macchina in polonia è quanto il paese sia vuoto, soprattutto nel centro. decine di chilometri vedendo solo campi.

in polonia tuttora si usa lo złoty, che vale grossomodo 0,25€, non è ancorato all’euro ma è abbastanza stabile. un sacco di cose, però, costano in złoty quanto in germania o italia costerebbero in euro (i prodotti elettronici costano persino un po’ di piú, ma in cambio i gelati algida costanto ancora 1,5 złoty). considerato che (campagne a parte) mi sembra che la polonia abbia trovato un suo equilibrio e che ci sia un certo benessere in giro, sinceramente mi chiedo se davvero i polacchi ci guadagnerebbero a passare all’euro, visto che sarebbero anche sommersi da carne e latticini dalla germania, venduti per pochi soldi grazie alle sovvenzioni del governo tedesco.

la vodka è ubiqua, il vino polacco di fatto non esiste da nesuna parte. non ho trovato neanche una vodka che costasse piú di 100 złoty/litro.

i bisonti in polonia orientale sono come i fiordi in norvegia: vedere il primo ti emoziona, il secondo insomma, al terzo ti stai già chiedendo se davvero non c’è altro cazzo da vedere. detto questo, per i bambini gli zoo sono interessanti, e il park dzikich zwierząt vicino mikołajki è uno di quelli moralmente piú accettabili. il ristorante all’aperto lì vicino è l’unico che di cui mi ricordi di tre settimane di vacanze, insieme al ristorante tartaro di kruszyniany (in polonia ci sono ancora uno sparuto gruppo di tartari, sapevatelo).

la polonia orientale si è rivelata un (per me) inaspettato mosaico etnico e architettonico di culture e religioni, anche se si tratta piú di rimasugli ormai agonizzanti (e, nel caso ebraico, di fatto scomparsi) che di tradizioni ancora vissute.

il wi-fi è offerto gratis in ogni albergo. non mi capacito del fatto che in italia e in germania nel 2011 ci si guardi ancora bene dal farlo.

la polonia sembra (fa male dirlo, viste le ragioni storiche che vi ci hanno portato) una versione leggermente modificata della germania, dove la modifica principale è che le persone parlano polacco. (la cechia è molto piú diversa, per dire). una delle piccole eccezioni a questa omologazione è l’assoluta onnipresenza degli impianti di videosorveglianza, che in germania farebbero strillare fino al cielo i fanatici della privacy. ogni piazza, ogni stazione, ogni mercato, ogni hotel, ogni ristorante, ogni caffé, ogni villa, ogni supermercato, ogni parco, ogni sfsadgsdhycx. tutto è videosorvegliato. ma quanti saranno i polacchi impiegati nell’osservare gli schermi della videosorveglianza?

le lonely planet in europa sono le guide definitive. non so come abbiamo fatto a passare la nostra adolescenza usando la routard (o peggio, molto peggio). detto questo, mi servirebbe un buono psicologo che mi spieghi perché da un redattore della lonely planet accetto cose, racconti, impressioni, scelte che mi farebbero mettere la mano alla fondina se venissero da un redattore del post (anche se i due insiemi - redattori della lonely planet e redattori del post - sembrano umanamente del tutto indistinguibili, accento australiano risp. americano a parte).

1/8/2011

niente rimarrà impunito. uno si mette anche d’impegno e cerca di eliminare i propri preconcetti a leggere questo, e ci trova persino degli spunti tutto sommato interessanti (riassunto: “si, vabbé, sokal spara sulla croce rossa, e

[e]s liegt nämlich keineswegs auf der Hand, wie die unsachgemäße oder prahlerische Verwendung von Begriffen, der Missbrauch im engeren Sinne, von fruchtbarer Metaphorik abzugrenzen ist (die Sokal und Bricmont nicht beschneiden wollen). [tuttavia non è assolutamente ovvio come separare l’uso scorretto e pretenzioso di concetti - l’abuso in senso stretto - dallo sviluppo di fertili metafore (che sokal e bricmont non non vogliono castrare).])

ecco, uno ci si mette d’impegno e magari riflette davvero su pregiudizi che riteneva immutabili; e poi si trova senza preavviso a dover leggere robe come questa:

La moderna astrofisica sta indagando sugli “universi paralleli", realtà che vivono accanto a noi ma in un altro tempo e in un altro spazio e che gli scienziati chiamano Stringhe. Per ora esse esistono nella pura ipotesi matematica. Eppure Schnitzler aveva capito che tali “Stringhe” esistono comunque dentro di noi e che talvolta possono entrare nella nostra dimensione lasciando un segnale della loro presenza.
(dalla delirante introduzione alla ristampa di doppio sogno di schnitzler commissionata un paio di mesi fa da repubblica ad antonio tabucchi).

2/5/2011

ubuntu 11.04. una sola parola: pessimo. ubuntu ha fatto lo stesso errore che aveva fatto kubuntu passando un paio d’anni fa ad un kde 4.0 del tutto immaturo. la nuova interfaccia è disorientante (e lo dico io che già usavo unity su ubuntu remix da un anno), è fastidioso che siano state eliminate tutte le shortcut impostate sulla barra in alto, è laborioso eliminare i launcher dei programmi che non mi interessano e ri-inserire quelli che avevo predefinito io. sulla sostituzione di rhyhtmbox con banshee si può anche sorvolare (anche se io l’ho subito deinstallato), sul fatto che alcuni tasti non siano piú utilizzabili secondo le impostazioni personali meno (per esempio, se si preme sul tasto home/win si apre subito la pesante finestra di ricerca interna di ubuntu, e pazienza se si era deciso di usare quel tasto per le ricerche di google desktop), ma la cosa piú delirante è la disattivazione automatica di dropbox, non so se per errore dei tizi di ubuntu o di dropbox stesso (workaround qui). sto chiedendo scusa a tutti i newbie (quelli piú newbie di me, intendo) a cui ho consigliato ubuntu nel corso degli ultimi 3 anni.

19/4/2011

innumeracy. oppure illiteracy. oppure entrambe. E ora stia a sentire: 1.875.965.000.000.000. E’ il debito pubblico italiano. Io, questa cifra, non riesco neppure a leggerla. A lettere va un po’ meglio: milleotocentosettantacinque miliardi di euro più qualche spicciolo. (da qui)

va un po’ meglio?

21/3/2011

l’equivalente informatico dell’esistenza di zombie bonaccioni, del trovarseli di fronte e di non sapere se rallegrarsi della loro rinascita, o averne paura, o cosa. ho appena scoperto che nonostante tutti i proclami dell’anno scorso google wave esiste ancora (e mi sembra persino un po’ piú evoluta dell’ultima volta che ci ero capitato su).

20/1/2011

secondo me si ammazza. mazzetta mette in risalto un articolo del giornale intitolato Inchiesta Ruby-gate, alle ospiti del premier ispezioni stile Gestapo: e in effetti anche il resto dell’articolo, come fa notare mazzetta, è un delirio di fantasie da pornofumetto anni ‘70, che culmina così:

[…] un blitz, attuato all’alba e in grande stile, nei confronti delle giovani e sicuramente avvenenti inquiline del complesso residenziale che sorge non lontano dall’ospedale San Raffaele […] un plotone di donne poliziotto avrebbe infatti proceduto, con determinazione degna di miglior causa e di peggior obbiettivo (poniamo un pluriomicida o un terrorista), a svegliare per prima cosa le presunte ragazze della presunta corte di Arcore con metodi assai bruschi. Dopodiché via all’atto secondo: le perquisizioni corporali. Azione che, se avrebbe fatto sicuramente la felicità di molti poliziotti uomini per motivi facilmente intuibili, è stata attuata esclusivamente e giustamente solo da personale femminile. Ma realizzata con una incomprensibile insistenza e una meticolosità particolare

non c’è limite al peggio? no, aspetta: in effetti avrebbe potuto fare peggio, per esempio avrebbe potuto alludere ad una scena con LE poliziottE della gestapo che perquiscono le avvenenti prigioniere semitiche.

è davvero tutto molto malato, e tutto ricorda sempre piú gli ultimi 10 minuti di salò o le 120 giornate di sodoma. se berlusconi assomigliasse di piú a yukio mishima, la via d’uscita da tutto questo sarebbe chiaro. ma a mishima non assomiglia per niente.

però secondo me si ammazza lo stesso.

19/1/2011

uno di quei giorni in cui è liberatorio leggere i commenti su libero e sul giornale. posto che questa storia di berlusconi è bellissima e vorrei avere piú tempo e piú popcorn per godermela meglio; e posto che allo stesso momento condivido in pieno questo commento di gramellini (però, per favore, il sipario aspettate ancora qualche giorno a chiuderlo, per favore, solo qualche ora, PER FAVORE!); e posto che leggere i verbali ufficiali è bellissimo e forse anche meglio che leggere ogni giorno una manciata di intercettazioni sfilacciate, e che è impagabile trovarci (come già segnalato da paolo ferrari) una rubrica telefonica presa da un telefono sequestrato alla donna che ha accompagnato minetti a prelevare ruby, che contiene la sequenza “Alesandra Amiga Troia - Roberto Velho Felippe - Papi Silvio Berluscone“.

posto tutto questo: ma quanto sono scritti sciattamente i verbali? trascrizioni peggio di quelle che farebbe un computer, arial e times new roman mescolati selvaggiamente - persino ruby una volta viene scritta “ruby” e una “rubi” (e qualche volta - perché no? - pure “ruhy"). alla fine berlusconi rimarrà in sella come sempre, e ciò che rimarrà sarà solo un po’ di pubblicità negativa per ms word.

sempre meglio di niente, in effetti.

9/1/2011

colorabilità vs. sceglibilità for dummies (post tutto sommato matematico). consideriamo un paese stretto e lungo, diciamo l’italia. in questo paese ci sono tre aeroporti al nord (diciamo a torino, milano e venezia) e tre al sud (diciamo a napoli, palermo e bari). visto che il paese è stretto, gli aeroporti del nord non sono collegati fra loro, e neanche quelli del sud; tutti gli altri possibili collegamenti vengono però effettuati davvero (da un’unica compagnia: chiamiamola easyair).

ogni aereo che vola ha bisogno di piloti, ovviamente, ma anche di servizi di terra: per esempio, occorre poter rifornirsi di kerosene, almeno una volta al giorno. sia i piloti sia gli addetti al rifornimento hanno diritto ad un giorno di ferie alla settimana, ma ci sono delle restrizioni: un volo non può collegare due aeroporti in cui gli addetti al rifornimento hanno lo stesso giorno di ferie (altrimenti quel giorno l’aereo non può fare rifornimento); e non è possibile che i piloti abbiano lo stesso giorno di ferie su due qualsiasi tratte che arrivano nello o partono dallo stesso aeroporto (i piloti che non sono in servizio sono sostituiti da piloti di riserva di stanza in ogni aeroporto, che però non bastano a sostituire i piloti mancanti su due tratte).

visto che i matematici sono notoriamente quelli che per studiare la dinamica del movimento di un cavallo assumono per semplicità che il cavallo sia una sfera, io per semplificare il modello elimino tutti i dati irrilevanti (la geografia del problema, per esempio), e mi limito a rappresentare questo schemino come una rete di collegamenti. (per la cronaca, questo è un grafo.)

è possibile per qualcuno - diciamo per l’enav - assegnare ad ogni aeroporto un giorno di riposo alla settimana (uno tra i due soli del weekend) in maniera da rispettare le regole per gli addetti ai rifornimenti del carburante? sì, è possibile: per esempio, il sabato gli addetti riposano al nord, la domenica al sud (ma anche il contrario andrebbe bene, ovviamente). in teoria dei grafi si dice che la rete è 2-colorabile.

e i piloti? visto che ogni aeroporto ha tre collegamenti, è evidente che non è possibile assegnare il giorno di riposo rispettando le regole, se ci si limita a prendere in considerazione il sabato e la domenica (ci sarebbero necessariamente almeno due collegamenti senza pilota ufficiale contemporaneamente, o di sabato o di domenica: in ogni caso, la regola non sarebbe rispettata). l’enav decide quindi di ammettere anche la possibilità del venerdì. easyair non è contenta, perché per contratto è obbligata a pagare i piloti sostituti per tutti i giorni durante i quali potrebbero essere chiamati a lavorare, quindi non solo sabato e domenica, ma appunto anche di venerdì; però non può fare altrimenti. in effetti, ammettendo la possibilità del venerdì, il problema può essere risolto senza grossi problemi: per esempio, stabilendo che il TO-PA ha il giorno di riposo di venerdì (in verde nello schema), il TO-NA di sabato (in blu), il TO-BA di domenica (in rosso), il MI-PA di sabato, il MI-NA di domenica, il MI-BA di venerdì, il VE-PA di domenica, il VE-NA di venerdì, il VE-BA di sabato. in teoria dei grafi si dice che la rete è 3-colorabile sui lati.

ad un certo punto, il governo stabilisce una deregulation. l’enav non stabilirà piú autonomamente i giorni di riposo, ma saranno i singoli aeroporti a proporre (in assoluta libertà, consultandosi coi propri dipendenti) due giorni possibili tra sette. inoltre, gli aeroporti terranno colloqui bilaterali e proporranno anche per ogni tratta una lista di giorni possibili: non due, perché come abbiamo visto sopra non sarebbe possibile rispettare le regole, ma tre.
l’enav dovrà quindi assegnare un giorno di riposo tenendo conto delle regole generali ma anche delle preferenze degli aeroporti, sia per quanto riguarda gli addetti al rifornimento, sia per quanto riguarda i piloti. è sempre possibile farlo, qualunque siano le liste proposte dagli aeroporti? a prima vista la risposta dovrebbe essere sì: intuitivamente, il peggior caso possibile si verifica se tutti gli addetti al rifornimento vogliono stare a casa di sabato o di domenica, eppure è già stato risolto.

come spesso accade, però, l’intuizione è sbagliata: il problema degli assistenti al rifornimento è irrisolvibile se gli aeroporti fanno le seguenti scelte: {venerdì, sabato} per TO e PA, {sabato, domenica} per MI e NA, {venerdì, domenica} per VE e BA*. per vederlo, mettiamoci nei panni dell’enav e cerchiamo di procedere, diciamo partendo da torino, a cui assegnamo il venerdì. a questo punto, stando alle regole, nessuno degli aeroporti del sud può concedere ai suoi dipendenti il venerdì come giorno di riposo.

questo obbliga ad assegnare a palermo il sabato e a bari la domenica.

a questo punto, è impossibile soddisfare le richieste di milano, formigoni si dimette e la lega minaccia la crisi di governo.

(attenzione: non sarebbe cambiato niente se avessimo cominciato con un altro aeroporto, visto che il modello è evidentemente simmetrico: semplicemente, a dimettersi sarebbe stato un altro presidente di regione.) easyair come al solito non sarà contenta, ma se si vuole mantenere la deregulation, l’unica possibilità è quella di concedere ai singoli aeroporti la prerogativa di proporre una lista non di due, ma di tre giorni possibili: a questo punto il problema diventa risolvibile, non importa quali giorni proponga ognuno dei sei aeroporti. è un fenomeno osservato per la prima volta da vadim vizing nel 1976. (in effetti, il fatto che liste di tre giorni bastino non è evidente, e neanche semplicissimo da dimostrare direttamente: è una conseguenza di un teorema provato da vizing**). in teoria dei grafi si dice che la rete è 2-sceglibile.

e i piloti? per loro non c’è problema. è stato dimostrato da fred galvin nel 1996 che la deregulation non peggiora la situazione: non importa quanto siano coordinati o scoordinati nel proporre i loro giorni riposo, liste di tre giorni sono sempre compatibili fra loro, ossia permettono sempre di assegnare ad ogni tratta un giorno di riposo che non contraddice le regole***. in teoria dei grafi si dice che la rete è 3-sceglibile sui lati.

ossia, la deregulation complica le cose (dal punto di vista di easyair) quando si tratta di amministrare i rifornimenti, ossia i nodi della rete, ma non quando si tratta di amministrare i collegamenti, cioè i lati della rete.

tutto questo vale naturalmente solo per questa specifica topografia della rete. esistono reti, magari piú grandi e con collegamenti tra aeroporti del nord e/o tra aeroporti del sud, tali che la deregulation renda piú complicato il problema dei piloti, ma non quello degli assistenti al rifornimento? non si sa. in effetti, quasi tutti i teorici dei grafi sono convinti che il problema non possa mai diventare piú complicato: è la congettura della colorazione per liste. se la risolvete diventate matematici famosi, donne coca e champagne vi attendono (o coca-cola con l’aspirina per tutti, a seconda dei gusti).

***

* in effetti è irrilevante quali aeroporti scelgano cosa: perché il problema sia irrisolvibile è sufficiente che ognuna delle tre coppie di giorni citate venga scelta per un aeroporto del nord e per uno del sud.

** piú precisamente, consideriamo una generica rete in cui ogni nodo può avere piú o meno collegamenti, ma non piú di n, dove n è un qualsiasi numero maggiore o uguale a 3. il teorema di vizing dice che se liste di n giorni non bastassero a rendere il problema risolvibile, allora la rete dovrebbe essere necessariamente del tutto interconnessa, ossia ogni due nodi dovrebbero essere collegati. (non-matematici di passaggio, attenzione: se ve lo siete sempre chiesti, questo è un esempio di ciò che un matematico definisce “bel teorema".)

*** galvin in realtà ha provato di piú, ovviamente: ha provato che in una qualsiasi rete, purché divisa tra nord e sud, se il problema di assegnare i giorni di riposo ai piloti è risolvibile in un regime pre-deregulation, allora è risolvibile anche in regime di deregulation, permettendo agli aeroporti di formulare liste della stessa lunghezza di quelle che in precedenza considerava l’enav. ovviamente dinitz non aveva a che fare con reti di aeroporti, ma col suo teorema è riuscito a provare la congettura di dinitz, cioè che ogni sudoku di n x n caselle (n arbitrariamente grande) può essere risolto anche sotto l’ulteriore regola che ogni casella può essere riempita solo con un numero preso da una lista (specifica per ogni casella) di n numeri.

2/11/2010

zeitgeist. nel 2008 c’era stato il picco: una decina di citofonate di piccoli stronzetti ognuno dei quali aveva svegliato mia figlia allora neanche unenne. me l’ero cavata riciclando le caramelle (ahimé non avvelenate) che riempivano la calza della befana che ancora oggi, a 32 anni, continuo a ricevere. nel 2009 una sola citofonata timida, non avevo aperto ed era finita lì. quest’anno nessuna citofonata.
con un po’ di ottimismo direi che, con un po’ di fortuna, halloween in germania è andato per sempre.

al post saranno tristissssimi.

16/10/2010

zeitgeist. due giorni fa è morto benoît mandelbrot, l’inventore (o, per meglio dire, il popolarizzatore) del concetto matematico di frattale. vent’anni fa mandelbrot era sulla cresta dell’onda, i frattali venivano presentati da gente come lui e peitgen in bizzarre conferenze a pagamento in teatri, e lui e arnol’d (morto a sua volta pochi mesi fa) erano veri e propri emblemi del lotta post-moderna contro la matematica bourbakista “di sinistra", una lotta che partendo dagli usa e dall’urss negli anni ‘80 era dilagata per il mondo (anche perché il bourbakismo stava morendo di suo, già solo per motivi anagrafici).
sic transit gloria mundi. ora di mandelbrot sembra non occuparsi piú nessuno, repubblica.it e corriere.it in questo momento non hanno neanche un coccodrillo su di lui (e io me ne compiaccio). ancora un paio d’anni e poi se tutto va bene anche l’onda lunga degli anni ‘80 sarà definitivamente passata, per fortuna.

29/9/2010

appunti sul brasile. la guida baedeker è perfetta se si gira per architetture e musei, la lonely planet se si vuole avere qualcosa da raccontare al ritorno a casa. entrambe sono del tutto inutili se si viaggia con un bambino piccolo.

il percorso storico di invenzione, scomparsa e riscoperta della samba da parte dei circoli intellettuali radicalchic e/o fricchettoni di rio de janeiro è stupefacentemente simile a quello della pizzica in puglia.

dimenticate tutti i luoghi comuni sulla pericolosità di rio de janeiro. chi scrive che anche copacabana è pericolosa non è mai stato in una qualsiasi grande città del mediterraneo, a partire da marsiglia o napoli. camminare di notte per i quartieri della zona sul è delizioso.

in una città in cui tutto inizia tardissimo, se si ha un figlio piccolo che vuole sentire un concerto la vita è dura. un’eccezione miracolosa lo offre il bip bip, un locale minuscolo in una piccola traversa all’inizio di av. nossa senhora de copacabana, dove due o tre sere a settimana ci sono jam session di musica popolare brasiliana, con i musicisti nella stanzetta che costituisce il locale e gli avventori seduti ai tavoli di plastica sul marciapiede di fronte. tutto gratis, birra e alcolici self-service e per un tozzo di pane. imperdibile.

i succhi di frutta in brasile sono un’istituzione onnipresente - ed è anche necessario, visto che a parte i succhi di frutta la cucina brasiliana non prevede l’apporto di vitamine neanche per sbaglio. detto questo, nei baretti che trovi ad ogni angolo spremono qualsiasi cosa, pure tua nonna. spiccano il succo di canna da zucchero e soprattutto il succo (gelato) di açaí, che sarebbe il frutto di una palma ma ricorda terribilmente il gusto della granita di gelso rosso che si fa in italia meridionale.

25 anni dopo una memorabile storia di topolino incentrata sul succo di melanzana, ho scoperto che il succo di melanzana esiste davvero - e l’ho bevuto.

è miracoloso come in un posto dove la temperatura è sempre attorno ai 30° e dove ogni pasto è incentrato su stufati o carni arrosto accompagnate da un contorno di riso, spaghetti E patate fritte uno riesca persino a perdere peso.

durante tutto il viaggio ho pregustato la ri-visione dello spezzone brasiliano dell’allenatore nel pallone sperando di poter dire “ma sai che nonostante tutto sergio martino era riuscito a cogliere lo spirito di rio meglio di tanti documentari intellettuali che". e invece no, lo spezzone l’ho rivisto e ahimé fa schifo esattamente come uno si aspetterebbe da uno spezzone girato a rio di una commedia italiana anni ‘80.

il brasile è immenso, e questo dato va assorbito bene per poter cominciare a capire la visione del mondo dei brasiliani. il brasile da solo è esteso quasi quanto tutta l’europa. tolti i messicani, quasi un latinoamericano su due è un brasiliano. il brasile non è uno dei paesi dell’america meridionale: di fatto è l’america meridionale, visto che ogni altro paese circostante è molto piú piccolo, meno abitato e piú povero del brasile.

il brasile di fatto tenta (grosso modo riuscendoci) di gestire un’economia di stampo autarchico. quasi tutto quello che si compra in brasile viene fatto in brasile, e quello che viene importato ha prezzi orrendi. e infatti il vino è un bene di lusso.

la cachaça è una bevanda considerata volgare, la capirinha te la tirano dietro (e in spiaggia si inizia a bere alle 9 di mattina), la birra la bevono spesso in opportuni contenitori isolanti di plastica/polistirolo.

le auto che le case europee vendono ai brasiliani (e i prezzi a cui le vendono) gridano vendetta al cielo. in compenso anche le autostrade brasiliane gridano vendetta al cielo.

le churrascarie eat-as-much-as-you-can popolano gli incubi piú neri di jonathan safran foer.

lula è oggetto di un’ammirazione che neanche obama durante la campagna elettorale del 2008.

a chi come me viene da un paese in cui l’identità nazionale è fondata sul ricordo lacerante di una dittatura durata 12 anni, che a distanza di 65 anni ricorre ancora quotidianamente nei discorsi, nei commenti, negli articoli di giornale, a chi come me viene dalla germania, dicevo, fa una certa impressione vedere la nonchalance con cui i brasiliani glissano sulle due dittature di 8+20 anni che hanno vissuto negli ultimi 80 anni.

a pipa, che pare sia una delle spiagge piú famose del brasile, ho passato una giornata steso nell’acqua tiepida, con nessun’altra occupazione a parte suggere caipirinha (1,4€/bicchiere) e aspettare il prossimo avvistamento di delfini (che arrivavano a una ventina di metri da me). è stato il momento piú neocolonialista della mia vita.

26/8/2010

riemergo dalla mia assenza per segnalare due cose fondamentali:

*) ora google chat supporta il video anche su linux. lo si aspettava da anni, mi sembra che stranamente non se ne sia parlato molto in giro - sicuramente meno che delle sue funzioni telefoniche. non mi è chiaro se il servizio si basi su jabber anche per il video, ma di sicuro il tutto è piú aperto di skype e merita un appoggio anche solo per questo (e poi ovviamente si può usare anche con altri client, a differenza di skype).

*) a luglio il cubo di rubik è stato risolto. risolto nel senso della teoria dei giochi: nessuna configurazione richiede piú di 20 mosse per essere risolta, ed esistono configurazioni che richiedono non meno di 20 mosse. in italia mi sembra ne abbiano parlato solo il sole 24 ore e panorama, ma gli articoli sono così così (quello del sole in particolare è tremendo).

avrei voluto rispondere a leonardo che oggi arriva a tessere le lodi di tarzan “oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh” boy, ma il margine troppo stretto di questo blog non me lo concede. mi limito solo a far notare (il mio giochino preferito) ai 30something come me che sugar is sweeter di cj bolland (non chiedemi perché ho pensato a cj bolland oggi) è temporalmente piú vicina a tarzan boy che al presente.
ora parto contento per tre settimane in vacanza. ma tanto per il blog non cambia niente.

31/5/2010

fare scuola nel mondo. oggi il presidente della repubblica tedesco si è dimesso. ha fatto una gaffe in un’intervista, in italia non sarebbe stato considerato grave, bla bla bla, non è di questo che voglio parlare. (del resto si è dimesso non perché pentito della gaffe fa ma perché offeso per la hybris delle critiche ricevute, e questo invece è molto italiano).
in germania da qualche mese la coalizione di centrodestra barcolla. la cdu/csu ha perso parecchio nei sondaggi, la fdp è dimezzata, nel senato federale la coalizione perderà la maggioranza non appena si formerà il nuovo governo del nordreno-westfalia. spd, verdi e sinistra non sono messi molto meglio, ma piazzare un loro presidente della repubblica sarebbe una forte spallata simbolica al governo esistente. in parlamento i numeri non ce li avrebbero, ma ogni tanto in germania succede, se si presenta un candidato di alto profilo.

potrebbero.

poi oggi pomeriggio viene fuori che la candidata alla presidenza, per l’spd, sarà probabilmente margot käßmann: una ex-vescova divorziata (va bene l’idealismo, però anche un po’ di realpolitik non guasterebbe, in un paese in cui i cattolici sono quasi il 50%, e spesso belli conservatori) ed ex-presidentessa del concilio episcopale luterano tedesco nota ai piú essenzialmente perché 4 mesi fa si è dimessa dai suoi incarichi dopo essere stata beccata ubriaca, di notte, al volante della sua limousine di servizio.

un ex-vescova alcolista come candidato migliore alla presidenza della repubblica.

qualche volta sembra che la sinistra tedesca abbia assunto rondolino come consigliere.

11/4/2010

complotto? sonno collettivo? non è ancora passata la sbornia di pasquetta? mentre scrivo, chatroulette sembra morto e sono giorni che google documents permette l’upload di file a prescindere dalla loro estensione (per esempio, gli mp3 sono ora concessi), ma in rete nessuno ne parla.

update. chatroulette ha ripreso a funzionare - finché dura… e allora:
il braun sk6, uno degli stereo compatti piú belli che abbia mai visto (e che continua ad affascinarmi ogni volta che lo rivedo in un museo di design):

lo stereo è stato presentato 54 anni fa, altro che ipod.
(per inciso, è stato concepito nella città in cui io abito, in una scuola di design sciaguratamente chiusa per motivi politici 42 anni fa.)

15/2/2010

minimalismi. ieri stavo guardando il pinocchio di comencini per motivi parentali facilmente immaginabili. una cosa che mi ha colpito è che mentre il film è nel complesso parecchio fedele al libro (a parte l’uso disinvolto di una gina lollobrigida quasi centenaria nel ruolo che dovrebbe essere di una conturbante fatina-lolita), c’è una sola grande differenza: pinocchio invece di diventare bambino solo alla fine, cambia status da burattino a bambino in carne ed ossa varie volte nel corso del film, a seconda del suo comportamento. di fatto, sembrerebbe che pinocchio rimanga per quasi tutto il film un burattino che - in seguito alla confessione delle sue malefatte - non già si trasformi, ma piuttosto si veda come un bambino, fino a quando non viene regolarmente svegliato dall’esterno.
immagino si possa immaginare dove sto andando a parare: nel film, il pinocchio-bambino è solo l’avatar del pinocchio-burattino. in una delle scene finali, con un geniale allontanamento dal libro, pinocchio diventa definitivamente bambino nella pancia dello pescecane/balena. ma il burattino non scompare, no: rimane in campo, anzi, geppetto accenna al fatto che il pinocchio-bambino (l’avatar) continui saltuariamente a giocare col pinocchio-burattino (il suo vecchio corpo malandato), fino a che non sale a cavallo del tonno e abbandona il burattino al suo destino nella pancia del mostro.

prossimamente: un paragone incrociato tra avatar, pinocchio, philip k. dick e quell’oscuro oggetto del desiderio

update: anche se poi stanotte mi sono svegliato in preda al dubbio, e infatti avevo ragione: l’incontro tra bambino e burattino c’è anche nel libro, che si conclude così (nella fine del film c’è per fortuna meno moralismo):
— e il vecchio Pinocchio di legno dove si sarà nascosto?
— eccolo là, — rispose Geppetto; e gli accennò un grosso burattino appoggiato a una seggiola, col capo girato sur una parte, con le braccia ciondoloni e con le gambe incrocicchiate e ripiegate a mezzo, da parere un miracolo se stava ritto.
Pinocchio si voltò a guardarlo; e dopo che l’ebbe guardato un poco, disse dentro di sé con grandissima compiacenza:
— Com’ero buffo, quand’ero un burattino!… e come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene!…

4/2/2010

non direttamente legato all’omeopatia, ma comunque in tema. come forse saprete, 12 anni fa uno studio pubblicato su lancet da un gruppo guidato da un certo andrew wakefield sosteneva la predisposizione all’autismo nei bambini ai quali era stato iniettato il vaccino combinato contro morbillo-orecchioni-rosolia. da allora, un sacco di genitori incoscienti e paranoici ha evitato di vaccinare i loro figli: da allora (e per la prima volta da decenni) è aumentato il numero di morti e invalidità permanenti in bambini colpiti da morbillo: questa immagine (presa da qui) vale piú di mille parole.

lo studio pubblicato su lancet era sempre stato molto criticato dalla comunità medica, anche per l’esiguità del suo campione statistico (dodici casi); tre giorni fa è stato ufficialmente ritirato da lancet (una procedura piuttosto rara, a quanto ne so: lancet dice ufficialmente che è come se l’articolo non fosse mai stato pubblicato) dopo che è venuto fuori che nel 1996 wakefield era stato messo sotto contratto da uno studio legale interessato a promuovere una class action speculativa contro le aziende produttrici del vaccino, e che i dodici casi riportati nello studio erano tutti riferiti a figli di clienti di questo studio legale. un po’ di dettgli qui e qui. in italia non ne ha parlato quasi nessuno a parte giornalettismo, ma è un pessimo post cerchiobottista.

disclaimer: da quando ho una bambina e vedo quanti dei miei amici-genitori qui in germania seguono ciecamente le tesi complottiste e non fanno vaccinare i loro figli (neanche contro la poliomelite!), è un tema che mi sta particolarmente a cuore. ahimé, per vari motivi la germania ha la piú bassa percentuale europea di bambini vaccinati, attorno al 70%.

2/2/2010

i grandi classici di pubblicodimerda: l’attacco all’omeopatia. tra una rubrica sui gatti piú morbidi e un avvincente aggiornamento quotidiano sul grande fratello, la stampa online ha pensato bene di creare un fondamentale “appuntamento con l’omeopatia". l’articolo di ieri era particolarmente delirante. per dare l’idea, cito solo questo (grassetti e maiuscole sono originali):

DIAMO FASTIDIO A QUALCUNO? […] Forse a quelli che si spaventano per un numero: 6x10 alla 23, il numero di Avogadro che secondo loro definisce il limite possibile all’azione di una sostanza in natura. Eppure la Prof. Betti e il Prof Elia, entrambi ricercatori universitari a Bologna e a Napoli, hanno da molti anni la dimostrazione sperimentale del contrario con semi e piante (difficilmente suggestionabili) e con sistemi obiettivi come la calorimetria e la conduzione elettrica.”

io gli ho mandato un commento, chissà se lo pubblicano.

update. il commento di ieri non è stato pubblicato. vediamo che succede a quello di oggi, che per sicurezza ripubblico qui. si tratta di una risposta all’autore dell’articolo che dopo aver sostenuto che l’efficacia dei farmaci omeopatici sia comprovata da innumerevoli “proving", a domanda risponde che i proving non hanno niente a che fare coi consueti esami statistici ma che (se ho capito bene) consistono nel chiedere a casaccio ai pazienti se si sentono meglio o peggio di prima, e che stranamente (è sicuramente un complotto delle case farmaceutiche) questo metodo non è accettato dalle riviste di medicina allopatica ma solo da quelle di omeopatia; e in aggiunta cita un articolo - nientemeno che di un biologi e di un matematico di una prestigiosa università americana dedicato ad un modello chimico collegato alle farneticazioni tesi farneticazioni degli omeopati. ecco il mio commento.

@alberto magnetti: ci vuole davvero una notevole protervia intellettuale a parlare di “dialogo tra ciechi” solo perché gli articoli citati sono considerati insufficienti. non so come funzioni nel mondo delle riviste omeopatiche, ma nelle riviste peer-reviewed mediche, fisiche, matematiche (e di ogni altra scienza naturale) è normale che un articolo venga soppesato e non accettato ad occhi chiusi. se le metodologie sono considerate scorrette, nessuno accetterà i risultati. se un fisico sperimentale dichiara di aver scoperto una nuova particella perché l’ha vista in un sogno, nessuno prenderà sul serio questa sua “metodologia” - neanche lei, magnetti, se dovesse leggere una notizia del genere sul giornale. o no?

per inciso (e lo dico da matematico): non è che tutto quello che fanno i matematici sia oro colato. nel senso che spesso i matematici si dedicano a modelli presi un po’ qui un po’ là, spesso solo per poter applicare i loro risultati teorici. le loro conclusioni (matematiche) possono essere perfettamente corrette (nel senso di “coerenti col modello iniziale), ma questo non dice assolutamente nulla sulla giustezza del modello stesso.

infine: l’articolo che ha citato è scritto da due insegnanti della wvu. e questo basta, perché in italia è sufficiente che uno insegni in un’università americana per farne un grande esperto. forse occorrerebbe aggiungere che la wvu è un college famoso essenzialmente per mba e design automobilistico, non per matematica o biologia né tanto meno per medicina. non ha nemmeno un programma di dottorato di ricerca: è cioè uno dei mille college di provincia americani in cui si fa molta didattica e poca (e spesso cattiva) ricerca. per dire, ypma ha scritto (ho appena controllato) 24 articoli in 29 anni di carriera accademica.

19/1/2010

“quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque, e mettetelo subito in prigione". ora, sarà che il mio amore politico per vendola è assoluto e incondizionato, ma la storia che riporta il corriere oggi è così clamorosa che va riassunta, dato che - immagino - i non pugliesi la salteranno altrimenti a pie’ pari, eventualmente con un sorrisetto soddisfatto se berluscodalemiani.
c’è un medico barese che lavora da anni ad harvard, sembrerebbe di chiara fama, e la cui nomina a primario di una clinica barese viene ostacolata - a detta di un assessore alla sanità del pd in odore di corruzione - da forti pressioni politiche (a cui l’assessore stesso si piega supinamente). a colloquio con questo assessore, pochi mesi di cacciarlo via, vendola si incazza e gli chiede di lasciargli finalmente via libera ignorando le pressioni politiche (che lui presume provenire da ambienti massoni). ecco, per questo vendola è stato indagato. per la cronaca.

11/12/2009

piccole storie di germania. non ho un account su facebook, non conto di aprirmelo e ascolto le storie su facebook con l’aria interrogativa dei miei amici che sette anni fa mi ascoltavano parlare di blog. nei paesi germanofoni c’è un social network molto simile (simile ai limiti del plagio), declinato in tre varianti: per studenti (e lavoratori) universitari, per bimbiminkia e per il resto del mondo, di immenso successo (15 milioni di utenti tra germania, svizzera e austria) solo ultimamente scalfito da facebook.
non so come funziona facebook, dicevo; mi pare di capire che ci sia una certa quale propensione alla difesa insensata della privacy. nei tre siti tedeschi di cui sopra, no. l’impostazione di base è che tutti possano guardare tutto, a meno che l’utente non chieda esplicitamente di rendere invisibili alcune parti del suo profilo ai non-amici. il paradiso degli stalker, insomma - e infatti, soprattutto la versione degli studenti è piena di profili (o doppi o tripli profili) parecchio espliciti creati con l’unico intento di giungere finalmente alla copula. ma non è di questo che volevo parlare oggi.
due mesi fa un 20enne bavarese ha programmato un bot che ha fatto quello che ogni persona normale (e molto curiosa) avrebbe potuto fare legittimamente se solo avesse avuto voglia di farlo, ossia scaricare i dati personali (non riservati) di 100.000 bimbiminkiautenti di schuelervz. dopo di che non è (ancora) stato appurato se il tizio abbia ricattato l’azienda o se l’azienda se ne sia accorta e l’abbia contattato cercando di comprare i suoi file per limitare i danni. fatto sta che l’hanno invitato a berlino nella loro sede promettendogli un colloquio di lavoro. il tizio c’è andato, ma alla fine del colloquio ad attenderlo c’erano dei poliziotti: subito in galera. solo qualche giorno fa ho scoperto che il tizio bavarese dopo una settimana di galera si è impiccato. fine della storia edificante.

bonus. vi viene l’orticaria ogni volta che leggete termini triti mutuati dall’inglese che non c’entrano niente con il significato originale (babygang, bullismo ecc.)? l’italia non è l’unico posto al mondo in cui succede. per esempio, in germania si parla di mobbing per ogni minima scortesia. ti rompo il cazzo al lavoro? mobbing (e vabbé). protesto perché di notte tieni la tv accesa al massimo del volume? mobbing. creo una pagina internet tipo “ammazziamo berlusconi"? mobbing.

3/12/2009

scrivendo una mail ad un’amica sono finito a rileggermi, a distanza di 14 anni, il testo di disco 2000, scoprendo all’improvviso tutta un’aura di malinconia glam che all’epoca era rimasta (almeno per me) sepolta sotto i synth e di cui mi sarei accorto solo con help the aged. all’epoca tutti - giornali, giornalisti e fanzinari assortiti - cercavano “i nuovi smiths” e se ne venivano fuori coi gruppi piú improbabili. io ricordo i gene, per dire, e credo di essere l’unico al mondo (rumore aveva cercato di pomparli per qualche numero, e per me all’epoca rumore era il vangelo - ah, beata ingenuità adolescenziale).

ecco, a distanza di un quindicennio sono ormai sicuro che “i nuovi smiths” fossero proprio i pulp, ce li avessimo di fronte agli occhi e non ce ne siamo accorti perché eravamo troppo fessi e snobisti e poi perché in fondo i pulp erano nati pure prima degli smiths. chissà perché questa illuminazione mi riempie di una tristezza infinita, come se fossi deborah e all’improvviso mi accorgessi di jarvis il nerd appostato fuori dalla mia finestra.

dovendo illustrare il post, ero incerto fra una cover di nick cave (in onore di inkiostro, che co-ospita questo post) e una dei franz ferdinand, entrambe vecchie di lustri ma che non ricordo di aver mai visto postate su un blog italiano. nell’incertezza, eccole entrambe.



1/12/2009

la domanda e la risposta del giorno. posto che i leghisti che saltano sul carro della svizzera sono dei maiali senza se e senza ma, ma qualcuno mi spiega di cosa si sta parlando? che in italia i referendum siano solo abrogativi lo si impara in prima media. esiste una legge italiana che permette i minareti? no. fine della storia.

30/11/2009

ieri sono passato da colonia sul treno e c’è un ponte sul reno pieno di lucchetti, come a roma. foto seguiranno (diciamo a febbraio). mi sono detto: vuoi vedere che anche qui c’entra qualcosa…

moccia c’entrava davvero. ahimé. qui un articolo (in tedesco) sul tema, qui un commento (entusiasta) di un lettore che dice che è l’idea è meravigliosa ed è un arricchimento per colonia. per l’italia c’è speranza, se anche gli altri popoli rincoglioniscono.

30/10/2009

prime impressioni su karmic koala. ieri notte ho installato il nuovo ubuntu (ubuntu remix, nella fattispecie). nel complesso ne sono molto soddisfatto. prime impressioni: le novità fondamentali per me non risiedono davvero in ubuntu stesso, ma nel modo in cui ubuntu interagisce col mio netbook (ideapad s10e). partiamo con gli effetti collaterali negativi:

1) l’avvio è fastidiosamente piú lento, ma tanto io spengo il computer praticamente una volta a settimana e per il resto mi limito a metterlo in standby; del resto, ovviare al problema non è difficile.
2) nella furia dell’installazione scompaiono google-desktop e il client di dropbox. attenzione, non vengono solo nascoste le repository di google e dropbox in /etc/apt/sources.list, ma vengono proprio disinstallati i programmi. trattandosi di due programmi parecchio diffusi e non di un oscuro software di modellizzazione biochimica ipotizzerei che si tratti di un bug o di una scelta consapevole. parecchio fastidioso oltre che incomprensibile, ma ovviamente è sufficiente riattivare le repository e installare. va osservato che questo problema non si presenta aggiornando kubuntu.
3) il nuovo client di chat, empathy, non fa niente meglio del vecchio client (cioè pidgin), ma qualcosina la fa peggio.

gli aspetti positivi sono largamente predominanti:

1) per la prima volta sono in grado di aprire pagine in flash pesanti (tipo questa, uno dei modi migliori di distruggere la propria produttività);
2) per la prima volta sono in grado di vedere video da youtube (i video di vimeo invece sono ancora poco fluidi);
3) l’indicatore di batteria è piú preciso e si adatta in tempo reale al mio utilizzo (forse in maniera persino un po’ troppo sensibile alle variazioni istantanee, ma vabbé). tra l’altro, senza carico viene segnalata un’autonomia di oltre 6 ore contro le 4½ di prima, ma non sono sicuro che sotto carico il vantaggio sia sostanziale; ma soprattutto
4) finalmente il microfono interno e l’ingresso audio del computer vengono riconosciuti.

non ho problemi a credere che per i primi tre punti l’inetto fossi io, ma: il microfono no, ci ho perso notti e notti e ho scrollato decine di forum prima di arrendermi all’evidenza e rinunciare all’uso di skype. in questo momento il mio netbook è per la prima volta una vera, completa alternativa al mio desktop e al mio notebook (che per il suo peso quasi triplo perde in effetti praticamente ogni utilità).

bonus. qualche settimana fa ero ad un piccolo convegno di matematica in francia ed è successo quello che fantasticavo da anni: un serio e anziano professore olandese rispondendo a una domanda ha parlato due volte di “blow-job invece che di “blow-up”. tutti hanno conservato una calma olimpica, nessuno l’ha corretto.
bonus #1b ah: il link sul blow-job è nsfw: andatelo a spiegari al vostro vicino di cubicolo che stavate guardando wikipedia. per altro, sulle immagini delle voci sessuali di wikipedia ha già detto tutto il necessario s. xkcd.
bonus #2. mentre scrivevo questo post ho notato che non esiste una voce di wikipedia sul fenomeno del blow-jobblow-up nelle equazioni differenziali (ce n’è una sul blow-up in chimica e una sul blowing-up in geometria algebrica, ma non sono la stessa cosa). credo che sia la prima volta da almeno tre anni che cerco una voce su wiki senza trovarla.

10/9/2009

anche se non posto da mesi sono ancora vivo.

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ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.

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