non capite un cazzo, questa è avanguardia, pubblico di merda! (freak antoni)
4/2/2010
non direttamente legato all’omeopatia, ma comunque in tema. come forse saprete, 12 anni fa uno studio pubblicato su lancet da un gruppo guidato da un certo andrew wakefield sosteneva la predisposizione all’autismo nei bambini ai quali era stato iniettato il vaccino combinato contro morbillo-orecchioni-rosolia. da allora, un sacco di genitori incoscienti e paranoici ha evitato di vaccinare i loro figli: da allora (e per la prima volta da decenni) è aumentato il numero di morti e invalidità permanenti in bambini colpiti da morbillo: questa immagine (presa da qui) vale piú di mille parole.
lo studio pubblicato su lancet era sempre stato molto criticato dalla comunità medica, anche per l’esiguità del suo campione statistico (dodici casi); tre giorni fa è stato ufficialmente ritirato da lancet (una procedura piuttosto rara, a quanto ne so: lancet dice ufficialmente che è come se l’articolo non fosse mai stato pubblicato) dopo che è venuto fuori che nel 1996 wakefield era stato messo sotto contratto da uno studio legale interessato a promuovere una class action speculativa contro le aziende produttrici del vaccino, e che i dodici casi riportati nello studio erano tutti riferiti a figli di clienti di questo studio legale. un po’ di dettgli qui e qui. in italia non ne ha parlato quasi nessuno a parte giornalettismo, ma è un pessimo post cerchiobottista.
disclaimer: da quando ho una bambina e vedo quanti dei miei amici-genitori qui in germania seguono ciecamente le tesi complottiste e non fanno vaccinare i loro figli (neanche contro la poliomelite!), è un tema che mi sta particolarmente a cuore. ahimé, per vari motivi la germania ha la piú bassa percentuale europea di bambini vaccinati, attorno al 70%.
i grandi classici di pubblicodimerda: l’attacco all’omeopatia. tra una rubrica sui gatti piú morbidi e un avvincente aggiornamento quotidiano sul grande fratello, la stampa online ha pensato bene di creare un fondamentale “appuntamento con l’omeopatia". l’articolo di ieri era particolarmente delirante. per dare l’idea, cito solo questo (grassetti e maiuscole sono originali):
“DIAMO FASTIDIO A QUALCUNO? […] Forse a quelli che si spaventano per un numero: 6x10 alla 23, il numero di Avogadro che secondo loro definisce il limite possibile all’azione di una sostanza in natura. Eppure la Prof. Betti e il Prof Elia, entrambi ricercatori universitari a Bologna e a Napoli, hanno da molti anni la dimostrazione sperimentale del contrario con semi e piante (difficilmente suggestionabili) e con sistemi obiettivi come la calorimetria e la conduzione elettrica.”
io gli ho mandato un commento, chissà se lo pubblicano.
update. il commento di ieri non è stato pubblicato. vediamo che succede a quello di oggi, che per sicurezza ripubblico qui. si tratta di una risposta all’autore dell’articolo che dopo aver sostenuto che l’efficacia dei farmaci omeopatici sia comprovata da innumerevoli “proving", a domanda risponde che i proving non hanno niente a che fare coi consueti esami statistici ma che (se ho capito bene) consistono nel chiedere a casaccio ai pazienti se si sentono meglio o peggio di prima, e che stranamente (è sicuramente un complotto delle case farmaceutiche) questo metodo non è accettato dalle riviste di medicina allopatica ma solo da quelle di omeopatia; e in aggiunta cita un articolo - nientemeno che di un biologi e di un matematico di una prestigiosa università americana dedicato ad un modello chimico collegato alle farneticazionitesi farneticazioni degli omeopati. ecco il mio commento.
@alberto magnetti: ci vuole davvero una notevole protervia intellettuale a parlare di “dialogo tra ciechi” solo perché gli articoli citati sono considerati insufficienti. non so come funzioni nel mondo delle riviste omeopatiche, ma nelle riviste peer-reviewed mediche, fisiche, matematiche (e di ogni altra scienza naturale) è normale che un articolo venga soppesato e non accettato ad occhi chiusi. se le metodologie sono considerate scorrette, nessuno accetterà i risultati. se un fisico sperimentale dichiara di aver scoperto una nuova particella perché l’ha vista in un sogno, nessuno prenderà sul serio questa sua “metodologia” - neanche lei, magnetti, se dovesse leggere una notizia del genere sul giornale. o no?
per inciso (e lo dico da matematico): non è che tutto quello che fanno i matematici sia oro colato. nel senso che spesso i matematici si dedicano a modelli presi un po’ qui un po’ là, spesso solo per poter applicare i loro risultati teorici. le loro conclusioni (matematiche) possono essere perfettamente corrette (nel senso di “coerenti col modello iniziale), ma questo non dice assolutamente nulla sulla giustezza del modello stesso.
infine: l’articolo che ha citato è scritto da due insegnanti della wvu. e questo basta, perché in italia è sufficiente che uno insegni in un’università americana per farne un grande esperto. forse occorrerebbe aggiungere che la wvu è un college famoso essenzialmente per mba e design automobilistico, non per matematica o biologia né tanto meno per medicina. non ha nemmeno un programma di dottorato di ricerca: è cioè uno dei mille college di provincia americani in cui si fa molta didattica e poca (e spesso cattiva) ricerca. per dire, ypma ha scritto (ho appena controllato) 24 articoli in 29 anni di carriera accademica.
“quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque, e mettetelo subito in prigione". ora, sarà che il mio amore politico per vendola è assoluto e incondizionato, ma la storia che riporta il corriere oggi è così clamorosa che va riassunta, dato che - immagino - i non pugliesi la salteranno altrimenti a pie’ pari, eventualmente con un sorrisetto soddisfatto se berluscodalemiani.
c’è un medico barese che lavora da anni ad harvard, sembrerebbe di chiara fama, e la cui nomina a primario di una clinica barese viene ostacolata - a detta di un assessore alla sanità del pd in odore di corruzione - da forti pressioni politiche (a cui l’assessore stesso si piega supinamente). a colloquio con questo assessore, pochi mesi di cacciarlo via, vendola si incazza e gli chiede di lasciargli finalmente via libera ignorando le pressioni politiche (che lui presume provenire da ambienti massoni). ecco, per questo vendola è stato indagato. per la cronaca.
piccole storie di germania. non ho un account su facebook, non conto di aprirmelo e ascolto le storie su facebook con l’aria interrogativa dei miei amici che sette anni fa mi ascoltavano parlare di blog. nei paesi germanofoni c’è un social network molto simile (simile ai limiti del plagio), declinato in tre varianti: per studenti (e lavoratori) universitari, per bimbiminkia e per il resto del mondo, di immenso successo (15 milioni di utenti tra germania, svizzera e austria) solo ultimamente scalfito da facebook.
non so come funziona facebook, dicevo; mi pare di capire che ci sia una certa quale propensione alla difesa insensata della privacy. nei tre siti tedeschi di cui sopra, no. l’impostazione di base è che tutti possano guardare tutto, a meno che l’utente non chieda esplicitamente di rendere invisibili alcune parti del suo profilo ai non-amici. il paradiso degli stalker, insomma - e infatti, soprattutto la versione degli studenti è piena di profili (o doppi o tripli profili) parecchio espliciti creati con l’unico intento di giungere finalmente alla copula. ma non è di questo che volevo parlare oggi.
due mesi fa un 20enne bavarese ha programmato un bot che ha fatto quello che ogni persona normale (e molto curiosa) avrebbe potuto fare legittimamente se solo avesse avuto voglia di farlo, ossia scaricare i dati personali (non riservati) di 100.000 bimbiminkiautenti di schuelervz. dopo di che non è (ancora) stato appurato se il tizio abbia ricattato l’azienda o se l’azienda se ne sia accorta e l’abbia contattato cercando di comprare i suoi file per limitare i danni. fatto sta che l’hanno invitato a berlino nella loro sede promettendogli un colloquio di lavoro. il tizio c’è andato, ma alla fine del colloquio ad attenderlo c’erano dei poliziotti: subito in galera. solo qualche giorno fa ho scoperto che il tizio bavarese dopo una settimana di galera si è impiccato. fine della storia edificante.
bonus. vi viene l’orticaria ogni volta che leggete termini triti mutuati dall’inglese che non c’entrano niente con il significato originale (babygang, bullismo ecc.)? l’italia non è l’unico posto al mondo in cui succede. per esempio, in germania si parla di mobbing per ogni minima scortesia. ti rompo il cazzo al lavoro? mobbing (e vabbé). protesto perché di notte tieni la tv accesa al massimo del volume? mobbing. creo una pagina internet tipo “ammazziamo berlusconi"? mobbing.
scrivendo una mail ad un’amica sono finito a rileggermi, a distanza di 14 anni, il testo di disco 2000, scoprendo all’improvviso tutta un’aura di malinconia glam che all’epoca era rimasta (almeno per me) sepolta sotto i synth e di cui mi sarei accorto solo con help the aged. all’epoca tutti - giornali, giornalisti e fanzinari assortiti - cercavano “i nuovi smiths” e se ne venivano fuori coi gruppi piú improbabili. io ricordo i gene, per dire, e credo di essere l’unico al mondo (rumore aveva cercato di pomparli per qualche numero, e per me all’epoca rumore era il vangelo - ah, beata ingenuità adolescenziale).
ecco, a distanza di un quindicennio sono ormai sicuro che “i nuovi smiths” fossero proprio i pulp, ce li avessimo di fronte agli occhi e non ce ne siamo accorti perché eravamo troppo fessi e snobisti e poi perché in fondo i pulp erano nati pure prima degli smiths. chissà perché questa illuminazione mi riempie di una tristezza infinita, come se fossi deborah e all’improvviso mi accorgessi di jarvis il nerd appostato fuori dalla mia finestra.
dovendo illustrare il post, ero incerto fra una cover di nick cave (in onore di inkiostro, che co-ospita questo post) e una dei franz ferdinand, entrambe vecchie di lustri ma che non ricordo di aver mai visto postate su un blog italiano. nell’incertezza, eccole entrambe.
la domanda e la risposta del giorno. posto che i leghisti che saltano sul carro della svizzera sono dei maiali senza se e senza ma, ma qualcuno mi spiega di cosa si sta parlando? che in italia i referendum siano solo abrogativi lo si impara in prima media. esiste una legge italiana che permette i minareti? no. fine della storia.
ieri sono passato da colonia sul treno e c’è un ponte sul reno pieno di lucchetti, come a roma. foto seguiranno (diciamo a febbraio). mi sono detto: vuoi vedere che anche qui c’entra qualcosa…
moccia c’entrava davvero. ahimé. qui un articolo (in tedesco) sul tema, qui un commento (entusiasta) di un lettore che dice che è l’idea è meravigliosa ed è un arricchimento per colonia. per l’italia c’è speranza, se anche gli altri popoli rincoglioniscono.
prime impressioni su karmic koala. ieri notte ho installato il nuovo ubuntu (ubuntu remix, nella fattispecie). nel complesso ne sono molto soddisfatto. prime impressioni: le novità fondamentali per me non risiedono davvero in ubuntu stesso, ma nel modo in cui ubuntu interagisce col mio netbook (ideapad s10e). partiamo con gli effetti collaterali negativi:
1) l’avvio è fastidiosamente piú lento, ma tanto io spengo il computer praticamente una volta a settimana e per il resto mi limito a metterlo in standby; del resto, ovviare al problema non è difficile.
2) nella furia dell’installazione scompaiono google-desktop e il client di dropbox. attenzione, non vengono solo nascoste le repository di google e dropbox in /etc/apt/sources.list, ma vengono proprio disinstallati i programmi. trattandosi di due programmi parecchio diffusi e non di un oscuro software di modellizzazione biochimica ipotizzerei che si tratti di un bug o di una scelta consapevole. parecchio fastidioso oltre che incomprensibile, ma ovviamente è sufficiente riattivare le repository e installare. va osservato che questo problema non si presenta aggiornando kubuntu.
3) il nuovo client di chat, empathy, non fa niente meglio del vecchio client (cioè pidgin), ma qualcosina la fa peggio.
gli aspetti positivi sono largamente predominanti:
1) per la prima volta sono in grado di aprire pagine in flash pesanti (tipo questa, uno dei modi migliori di distruggere la propria produttività);
2) per la prima volta sono in grado di vedere video da youtube (i video di vimeo invece sono ancora poco fluidi);
3) l’indicatore di batteria è piú preciso e si adatta in tempo reale al mio utilizzo (forse in maniera persino un po’ troppo sensibile alle variazioni istantanee, ma vabbé). tra l’altro, senza carico viene segnalata un’autonomia di oltre 6 ore contro le 4½ di prima, ma non sono sicuro che sotto carico il vantaggio sia sostanziale; ma soprattutto
4) finalmente il microfono interno e l’ingresso audio del computer vengono riconosciuti.
non ho problemi a credere che per i primi tre punti l’inetto fossi io, ma: il microfono no, ci ho perso notti e notti e ho scrollato decine di forum prima di arrendermi all’evidenza e rinunciare all’uso di skype. in questo momento il mio netbook è per la prima volta una vera, completa alternativa al mio desktop e al mio notebook (che per il suo peso quasi triplo perde in effetti praticamente ogni utilità).
bonus. qualche settimana fa ero ad un piccolo convegno di matematica in francia ed è successo quello che fantasticavo da anni: un serio e anziano professore olandese rispondendo a una domanda ha parlato due volte di “ invece che di “blow-up”. tutti hanno conservato una calma olimpica, nessuno l’ha corretto. bonus #1b ah: il link sul blow-job è nsfw: andatelo a spiegari al vostro vicino di cubicolo che stavate guardando wikipedia. per altro, sulle immagini delle voci sessuali di wikipedia ha già detto tutto il necessario s. xkcd. bonus #2. mentre scrivevo questo post ho notato che non esiste una voce di wikipedia sul fenomeno del blow-jobblow-up nelle equazioni differenziali (ce n’è una sul blow-up in chimica e una sul blowing-up in geometria algebrica, ma non sono la stessa cosa). credo che sia la prima volta da almeno tre anni che cerco una voce su wiki senza trovarla.
la mia annuale ammissione di apprezzamento per asphalto. una delle caratteristiche principale dell’estate, oltre al fatto che mangio melone e preparo gazpacho almeno una volta a settimana, è che perdo ore leggendo l’asphalto. quando non parlano troppo di tette e di eugenetica e di definizioni stupide di numeri primi, gli asphaltiti in effetti sono una grande fonte di informazioni per grandi e piccini. per dire, oggi mi sono imbattuto in questo thread, che esemplifica in meno di tre minuti di lettura l’esorbitante ammontare di imbecilli che si annida in italia (ma probabilmente anche in tutti gli altri stati, chissà).
secondo me deve avere letto il thread anche xkcd, anche lui oggi, perché poi ha tirato fuori questo:
la domanda del giorno. ma se per una notte con berlusconi non si va oltre la candidatura ad un consiglio comunale all’interno di una lista civetta, e se per un’intera vacanza con lui al massimo si viene reclutate al grande fratello, cosa occorre fare per riuscire a diventare ministro per le pari opportunità? ah, la naivité di sabina guzzanti.
proprio come quando votavo in italia! oggi ho votato alle europee tedesche per un partito di sinistra che è andato maluccio. la spd mesi fa ha licenziato il suo segretario abbastanza di sinistra perché andava male nei sondaggi e lo ha sostituito con un segretario centrista che invece è andato malissimo (il partito è passato dal 35% delle ultime politiche al 21% di queste europee). l’ipotesi di un’altra große koalition si fa sempre piú insistente.
ma tutti questi sono dettagli. la vera domanda che mi pongo dopo ogni votazione è: come è possibile che in germania i risultati definitivi siano diffusi un’ora e mezza dopo la chiusura dei seggi, mentre in italia si è già fortunati se un’ora e mezza dopo la chiusura dei seggi ci sono le prime proiezioni?
germania in breve - 2. aggiornamenti dalla germania che probabilmente non sono stati segnalati sulla stampa italiana impegnata seguire la (pur assai gustosa) storia di noemi - che per inciso con il suo florilegio di giornalisti beceri, familiari beceri, vittime becere e rei beceri mi ricorda tremendamente il falò delle vanità.
* qualche settimana fa è venuta fuori la rivelazione che karl-heinz kurras, un poliziotto della germania ovest in servizio a berlino negli anni ‘60 e ‘70, era al soldo della stasi l’onnipotente ministero per la sicurezza dello stato. il punto è che questo poliziotto è considerato una delle chiavi di volta della storia tedesca. agli albori del movimento studentesco, il 2 giugno 1967, a berlino (ovest) fu organizzata una manifestazione di protesta contro una visita di stato dello scià di persia. la manifestazione venne duramente repressa e nei duri scontri che ne seguirono uno studente 27enne, benno ohnesorg, fu ammazzato da kurras con un colpo di pistola a bruciapelo. ne seguì un enorme inasprimento del livello dello scontro.
è difficile spiegare ad un non tedesco la rilevanza di questo episodio per l’opinione pubblica della germania ovest. la società ne uscì enormemente polarizzata, la stampa di destra difese a spada tratta kurras (come nel 2001 in occasione dello sparo di placanica e della morte di giuliani), che per altro venne assolto nei processi che ne seguirono e rimase in servizio fino al 1987; dopo la morte di ohnesorg le enormi proteste portarono alla nascita di un vero movimento studentesco che a sua volta dopo pochi anni sfociò anche nel terrorismo rosso della r.a.f.; a voler tracciare un paragone, sarebbe come se in italia venisse fuori che a far fuori pinelli è stato un agente del kgb.
* nella germania est la stasi era l’organizzazione piú potente e pervasiva del regime. un’istituzione assolutamente sclerotizzata e paranoica che all’apice della sua follia è arrivata a controllare e spiare enormi masse di concittadini (si dice oltre 6 milioni, in un paese di 18 milioni di abitanti), contribuendo in buona parte al crollo dello stato. tutti gli archivi della stasi sono stati distrutti al momento dell’implosione della germania est, ma con un imponente sforzo informatico la germania ovest si è data pena di ricostruire (nel senso materiale di “riappiccicare” le striscioline prodotte dai distruggi-documenti) tutti i documenti distrutti. da allora (metà anni ‘90) l’accesso all’archivio è garantito a tutti i privati cittadini che vogliano controllare se e da chi - conoscenti, colleghi, amici, familiari - sono stati spiati (a mio parere contribuendo in modo sostanziale alla paranoia e alla decoesione sociale tedesche). in piú, agli storici è permesso di consultare l’intera documentazione, compresa quella relativa ai servizi di spionaggio all’estero e controspionaggio. è stato così che l’appartenenza di kurras è venuta fuori.
* la settimana scorsa, in germania è stato approvato un cambiamento costituzionale - non difficile, visto che la große koalition dispone al bundestag di 448 seggi su 614. il nuovo articolo prevede che dal 2020 le singole regioni non possano contrarre nuovi debiti, mentre lo stato può farlo solo fino ad un massimo di 8 miliardi di euro. a me sembra una follia - sia che lo stato e le regioni si menomino in questo modo le possibilità di interventi finanziari, sia soprattutto che una norma (magari importante, ma di rilevanza puramente gestionale) sia inserita nella costituzione - ma forse il mio concetto di costituzione è diverso da quello consueto in germania: la costituzione tedesca contiene di tutto, comprese norme sulla marina commerciale (art. 27), sulle autostrade (art. 90) e sull’attività e la privatizzazione di poste e telekom (87f e 143b). a favore hanno gioiosamente votato la cdu/csu (con la significativa eccezione del presidente del parlamento, apparentemente d’accordo con la mia seconda obiezione) e quasi tutta la spd, mentre i verdi e la sinistra (e ipocritamente anche la fdp) hanno votato contro. un altro motivo per me per non votare spd.
* in germania la settimana scorsa è stato eletto il nuovo presidente della repubblica. o meglio, è stato rieletto köhler, di cui avevo parlato qui qualche anno fa. rispetto a quel post, oggi limerei un po’ i toni perché köhler non ha fatto niente di davvero orrendo da presidente in carica, ma è stato comunque un momento triste perché la sua avversaria, la politologa gesine schwan, era davvero una buona candidata. qui un suo interessante profilo dal bel blog di gennaro sposato. ad eliminare ogni sua speranza di vittoria è stata una dichiarazione rilasciata ad un giornale: Ich kann mir vorstellen, dass in zwei bis drei Monaten die Wut der Menschen deutlich wachsen könnte. Dann laufen vermutlich abfedernde Maßnahmen wie das Kurzarbeitergeld aus. Wenn sich dann kein Hoffnungsschimmer auftut, dass sich die Lage verbessert, dann kann die Stimmung explosiv werden. Schließlich gibt es seit Jahren in Deutschland ein Unbehagen über die wachsende soziale Kluft.
mia traduzione libera: posso immaginarmi che tra due o tre mesi la rabbia dei cittadini possa crescere notevolmente, non appena misure compensative come i sussidi di disoccupazione scadranno. la situazione potrebbe diventare esplosiva se non ci saranno segnali di speranza che la situazione possa migliorare. in fondo sono anni che in germania si discute con preoccupazione della crescente divaricazione della società.
in italia (o almeno nell’italia degli anni ‘90 che io ho conosciuto) fa sorridere il fatto che questo solo ipotizzare scontri sociali abbia dato la stura a decine di commenti della stampa conservatrice e di buona parte del mondo politico, compresa l’ala destra della spd. piú passa il tempo e piú mi convinco che una delle tendenze che piú hanno contribuito a plasmare l’animus tedesco contemporaneo è l’assoluto terrore di ignoto e imprevisti, con il diretto corollario della ripulsa di ogni messa in discussione sostanziale dello status quo (sociale, politico, culturale…).
* è difficile trarre una morale dalla vicenda della vendita della opel. ci sono decine di motivi che hanno portato all’esito finale che conosciamo, sia razionali sia irrazionali. è interessante, per chi è in grado di farlo, leggere i commenti dei lettori agli articoli sulla vicenda sui grossi quotidiani nazionali, che offrono un perfetto spaccato dell’umore diffuso della società tedesca (scetticismo anti-italiana, criptorazzismo anticinese, sciovinismo industriale, incertezza fra difesa dei posti di lavoro e culto dell’economia di mercato…). uno degli aspetti piú interessanti, secondo me, è l’enorme battaglia fatta a fiat dal consiglio di fabbrica della opel - un’istituzione molto tedesca e molto piú potente delle rsu italiane - timorosa di perdere il ruolo fondamentale che la tradizione industriale tedesca gli attribuisce. è chiaro che la ripulsa della soluzione-fiat da parte del consiglio di fabbrica è solo uno dei tanti tasselli che hanno composto il quadro generale; ma è comunque interessante che uno dei motivi per cui la fiat non è riuscita ad espandersi in germania, per l’indignazione di tremonti & co., sia il troppo limitato ruolo dei sindacati nella gestione delle aziende italiane - e il timore che un modello del genere possa diffondersi anche in germania.
bonus italiano #1. leggendo questo condivisibile appello al voto su rat race, sono finito sulla pagina di matteo renzi, candidato sindaco del pd a firenze. costui ha avuto la bella pensata di mettere una canzone come sottofondo alla sua pagina (nel 2009!). essendo lui un giovane, ha anche pensato bene di mettere un pezzo adeguato: noi, ragazzi di oggi di luis miguel (nel 2009!!!), che linko per i piú piccini. ovviamente nsfw - il video di youtube e anche il sito di renzi.
bonus italiano #2. ieri sera sono capitato un po’ per caso sulla pagina wiki di sinistra e libertà e mi sono perso fra le svariate pagine di gruppi e gruppetti ad collegati - una su tutti, questa. ne sono rimasto sconvolto. lo ammetto, non mi ero reso conto che dopo la caduta del governo prodi l’implosione della sinistra avesse seguito così da vicino gli esiti da barzelletta delle scissioni democristiane e socialiste degli ultimi 15 anni.
bonus cinematografico. un paio di sere fa ho rivisto dopo 20 anni un pesce di nome wanda, ed è ancora delizioso (colonna sonora a parte). indispettito da una battuta tedesca non corrispondente ai miei ricordi mi ha spinto a fare una ricerca su google. ho così scoperto con meraviglia che mentre kevin kline tortura michael palin ficcandogli una patatina nel naso, dice
- “il contributo inglese alla cucina internazionale: la patatina” in italiano,
- “die englische beugung zur nouvelle cuisine: die pommes” in tedesco (beugung=inchino),
- “the english contribution to world cuisine: the chip” in inglese.
tre versioni, tre significati leggermente diversi.
sistemi assiomatici e assiomatica della vita reale.
su eschaton qualche tempo fa si criticava il mio penultimo post con tipiche argomentazioni pre-postmoderne.
quando una macchina o un matematico fanno notare al letterato quali siano le implicazioni di una regola stira(cchia)ta fino ai suoi estremi limiti, il letterato risponde con insofferenza che non è quello che si intendeva quando la regola è stata creata. falso. la regola è lì per essere stiracchiata fino ai suoi estremi limiti. non è corretto - e prima ancora, non è morale - cambiare regola per la definizione di qualcosa solo perché la regola non ha filtrato casi apparentemente paradossali. in questo (e solo in questo) credo che il matematico e il giurista siano davvero affini.
quando una macchina capace di passare il test di turing mi suggerirà di comprare viagra, prometto che ci penserò su seriamente - anche perché immagino che quando questo succederà sarò talmente vecchio da averne bisogno davvero.
qualche giorno dopo sempre raffaele ventura ha alzato la mira proponendo una breve apologia dell’id e - già che c’era - di dio, sotto il vessillo dei kraftwerk. ovviamente, nei commenti ci si è accapigliati nel fango.
democrazie dirette. in germania generalmente le scuole offrono l’insegnamento di due indirizzi religiosi (le confessioni cattolica e protestante*, che da sole raccolgono oltre il 60% dei cittadini) oppure di etica. la situazione varia da regione a regione, ma per lo piú gli studenti possono optare per uno di questi tre insegnamenti, con l’etica a svolgere il ruolo di quella che in italia sarebbe l’ora alternativa**. per quanto ne so, in germania c’è una sola grande eccezione: berlino, in cui dal 1948 l’insegnamento della religione (o dell’etica) non sono mai state obbligatorie.
nel 2005 c’è stato un caso di omicidio d’onore che ha fatto molto scalpore e che ha indotto il governo della città (socialdemocratici e sinistra postcomunista) a introdurre l’insegnamento dell’etica come obbligatorio dalla settima alla decima classe.
un gruppo di attivisti (sostenuti da varie associazioni religiosi e partiti di centrodestra) ha deciso di proporre un referendum per l’equiparazione della religione all’etica - vale a dire, perché l’insegnamento della religione (o, a scelta dell’etica) diventi obbligatorio.
ieri si è tenuto il referendum e - sorpresa - i religiosi hanno perso amaramente. non solo non hanno raggiunto il quorum (solo il 29,3% è andato a votare), ma anche tra i votanti il no all’equiparazone ha ricevuto il 51,3% - in altre parole, solo il 14,2% dei berlinesi ha votato a favore dell’equiparazione. come è facile immaginare, la cosa piú divertente in queste ore è leggere come rosicano i giornali e i politici conservatori.
da un lato a berlino molto meno della metà dei cittadini è religioso (in germania l’appartenenza religiosa è comunicata con la dichiarazione dei redditi, quindi ci sono statistiche molto precise), dall’altro l’esito della votazione di ieri ha diviso la città in blocchi geografici che ricalcano con una buona approssimazione la vecchia frontiera tra berlino est e berlino ovest: a est ha vinto (tra i votanti) la non equiparazione, a ovest l’equiparazione***. in germania, a differenza che in quasi tutti gli altri paesi ex-socialisti, l’ateismo diffuso è uno dei pochissimi lasciti culturali del vecchio sistema di cui i cittadini non si sono liberati dopo pochi mesi.
* un dato che non tutti conoscono è che in germania ci sono piú cattolici che luterani, anche se ci sono nel complesso piú protestanti che cattolici.
** se mai l’ora alternativa fosse davvero nata. ammetto che le mie informazioni risalgono ai primi anni ‘90, quando per lungo tempo sono stato l’unico iscritto al mio liceo a non fare religione e mi toccava vagare per i corridoi in attesa che i 60 minuti finissero, visto che non mi è mai stato messo a disposizione un insegnante.
*** quanto al quorum, il 50% non è stato raggiunto da nessuna parte in città - e, ad eccezione dei quartieri altoborghesi di dahlem e zehlendorf, neanche il 35%.
ritratto dello spammer come benefattore. è notizia di questi giorni che google sta tentando di introdurre un nuovo approccio alla gestione dei captcha - qui la notizia originale sul blog aziendale di google, qui la girata (forse un po’ troppo entusiastica rispetto alla reale portata dell’innovazione) di punto informatico, qui c’è il paper in cui tre ricercatori di google presentano la loro idea in dettaglio*. l’idea di fondo è che visto che molti captcha sono risolti non da esseri umani assoldati alla bisogna ma da sistemi informatici - tipicamente reti neurali specificamente allenate - un captcha difficile sia un captcha che non sfrutta i tipici punti di forza delle reti neurali: visto che per esempio ormai le reti neurali sanno riconoscere i volti molto bene, dice google (e, aggiungo io, anche voci e poligoni o texture complesse**), è il caso di sviluppare captcha che non siano risolvibili riconoscendo volti.
la mia sensazione è che si tratti di una mera traslazione del problema: se si allena una rete neurale a raddrizzare tramonti o pappagalli oltre che volti umani, la rete neurale lo farà senza troppi problemi, nell’arco di pochi mesi o anni. in compenso, mi sembra una bellissima occasione per costringere gli spammer di tutto il mondo a fare ricerca informatica. il primo annuncio di un captcha risolto da una rete neurale fece scalpore, nel lontano 2005; ora è routine. risolvere captcha per vendere pillole blu ci sta avvicinando all’intelligenza artificiale molto piú dell’istituzione di un faraonico x prize, secondo me.
bonus #1. visto che ieri mi ha linkato inkiostro, sfrutto orrendamende il maggiore afflusso di lettori per fini diversi da quelli bloggici: se qualcuno fosse interessato a questo convegno, non completamente lontano dal tema di questo post, batta un colpo. bonus #2. in questi giorni ricorre il 90esimo anniversario dell’istituzione della repubblica sovietica bavarese. sapevatelo e celebrate quei giorni gloriosi.
* ma davvero a google usano ms word per scrivere gli articoli scientifici?
** per quanto ne so, il riconoscimento vocale ormai si basa quasi esclusivamente su reti neurali e simili, così come i tentativi di guida robotizzata. è interessante osservare che anche il riconoscimento automatico delle targhe ai fini di controllo del traffico è essenzialmente un enorme esperimento di soluzione di captcha.
come i negozi di ghette e sputacchiere. non ho molto da aggiungere a questo post di inkiostro, ovvio fin quasi ai limiti della banalità (scusa ink) per chi compra normalmente dischi: il mio primo cd online l’ho ordinato nel 2002, ed ero comunque clamorosamente in ritardo rispetto al trend generale: amazon esiste dal 1994*. sono quindi quasi 10 anni - vogliamo dirlo? dalla morte di napster - che la musica si compra online piú o meno comunemente, e se in italia il fenomeno non ha ancora completamente sfondato è probabilmente dovuto al fatto che non esiste un amazon.it che permetta pagamenti via prelievo dal conto corrente (italiano), come invece altri amazon europei (a quando un amazon.eu con pagamenti via iban?).
detto questo, credo che nessuno verserà molte lacrime per la morte dei negozi di dischi. di certo non io. il negozio di bari in cui da adolescente lavoravo ogni natale per un tozzo di pane ammuffito (il mio massimo guadagno sono stati i quattro cd di headz 2a/b della mo’ wax e la compagna di un’estate) è in ginocchio da anni e sopravvive solo grazie alla vendita delle ricariche per i cellulari (un altro business assolutamente obsoleto, per inciso). in tutti i negozi di dischi nuovi in cui metto piede trovo da anni la stessa aria stantia e polverosa dei negozi di dischi usati - che però sono stantii e polverosi per scelta programmatica. secondo me, i dischi continueranno a essere venduti solo all’interno di apposite sezioni-ghetto degli ipermercati e delle drogherie - solo che in italia le drogherie non esistono, di fatto.
ma in germania sì: per esempio esiste müller, dove i cd (diciotto marchi fino al 2001 e undici euro da allora in poi) si possono ascoltare senza problemi alla cassa**. nei negozi müller è comparsa da qualche settimana una sezione di vinili, timida e piccola ma crescerà. per quanto ne so i vinili erano scomparsi da müller oltre quindici anni fa. mi piacerebbe sorridere, ma la reintroduzione dei vinili mi sembra semplicemente il segno di un’industria discografica completamente allo sbando.
bonus. per valutare come le nostre eventuali lacrime per i negozi di dischi siano incomprensibili per il resto del mondo, fate una prova al contrario e valutate l’effetto straniante di questo articolo che vorrebbe salvare i calendarietti de agostini perché la cartografia tradizionale “trasfigura e rielabora, anche culturalmente, l’immagine fotografica della terra.”
* per dire, durante i mesi di isteria collettiva prima dell’uscita del segway, di cui non si sapeva assolutamente niente, bastava il nome di jeff bezos a dare assoluta credibilità all’operazione - era ancora il 2000.
** in germania tradizionalmente i cd sono venduti non sigillati, cosa che regolarmente indigna gli studenti erasmus americani.
il prossimo passo sono ovviamente gli ospedali separati per uomini e donne. riemergendo da due mesi di silenzio tombale, e prima di re-immergermi in altri due mesi di silenzio tombale, vorrei segnalare questa storia allucinante - per quei pochi che non avessero visto il post originale di metilparaben.
italiani, elettori, inquilini, coinquilini, casigliani: ma è davvero questa l’aria che si respira? ma davvero?
il modo migliore per festeggiare il 160° anniversario della caduta della repubblica romana e della contestuale restaurazione del ghetto.
“oltre all’obbligo di risiedere all’interno del ghetto, gli ebrei, come prescritto dal paragrafo tre della bolla, dovevano portare un distintivo che li rendesse sempre riconoscibili: un berretto gli uomini, un altro segno di facile riconoscimento le donne, entrambi di colore glauco. nel paragrafo nove, inoltre, veniva loro proibito di esercitare qualunque commercio ad eccezione di quello degli stracci e dei vestiti usati. inizialmente erano previste due porte che venivano chiuse al tramonto e riaperte all’alba. “
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“per entrare nei campi sarà obbligatorio farsi identificare. perciò a tutti gli abitanti, bambini compresi, verrà consegnata una tessera munita di fotografia e corredata dai dati anagrafici. […] i residenti nei campi dovranno seguire precise regole di condotta. fra cui: divieto di ospitare persone non registrate o comunque non autorizzate; […] garantire l’uscita di parenti o visitatori occasionali entro le 22. […] perderà il diritto a vivere nel villaggio chi viola i doveri e le regole di condotta sopra elencati; abbandona la struttura assegnata all’interno del villaggio per un periodo superiore a tre mesi, salvo non sia stato espressamente consentito; rifiuta più volte l’inserimento lavorativo.”
minimalismi. stavo lavorando al computer quando all’improvviso ha smesso di funzionare l’alt-gr*. poi hanno smesso di funzionare le frecce. poi la “n". poi il tasto di spazio.
ho cercato di continuare facendo copia-e-incolla di ogni singola lettera e simbolo, come se avessi solo una tastiera virtuale. dopo cinque minuti ho lasciato perdere e ho acceso il portatile.
ora capisco come ci si sente quando si ha l’alzheimer - oppure l’iphone.
ah,un'altra cosa: mentre con mozilla o firefox questo blog è sciccosissimo, visualizzato con ie è orrendo. fa schifo ai cani. lasciate perdere, dico davvero, vi rovinate la vita. se proprio dovete, allora usate i feed rss, per esempio con bloglines.