Bologna | Fiera di Bologna 2014

By | March 29, 2014

E come ogni anno la fine di marzo è dominata dalla Fiera del libro per ragazzi, dal tempo passato a Bologna, dai ricordi e dai libri. Quest’anno la fiera ha avuto per due motivi un sapore speciale.

Prima di tutto è arrivata come un raggio di sole al termine del periodo più stressante della mia vita, un mese e più, terribile, che non auguro a nessuno, dove non c’è stato spazio che per paure e corse, dove non c’è stato spazio per pensare, per riflettere e per capire cosa mi stava succedendo intorno, per lo più sapendo che intorno a me stavano succedendo cose su cui io avevo un controllo minimo, se non nullo. Ma ne siamo usciti, non so quanto in piedi, ma con la voglia di lasciarci alle spalle le notti passate svegli, il tempo perso e le energie disperse nel vento. Unico appunto, il sole e la primavera di questi giorni mi fanno sembrare più veloce e più facile questo momento in cui ho deciso di riprendermi e stare meglio.

Il secondo motivo per cui questa Fiera è stata diversa è stato che si è trattato di una gita di tre giorni a Bologna. Abbiamo fatto i conti con F: erano 5 anni 5 che non stavo a Bologna così a lungo, con così tanto tempo, con sere e mattine comprese. Ed ecco quindi che la Fiera è stata anche stare a Bologna, girare, camminare (quanto!) e rivedere amici cari e carissimi con qui chiacchierare, mangiare benissimo e sentirsi coccolata. E si meritano una citazione, che ognuno di voi cerchi la sua lettera e che ognuno di voi sappia che rivedervi è stato bellissimo: L e L, F L L e A, F e infine F, come dire, un alfabeto di affetto bolognese, ecco.

Ed ora la Fiera. Dividerla su tre giorni ha fatto sì che io riuscissi a vedere di più e con più tempo. Qualche mostra del centro, che in altre occasioni ho sempre dovuto saltare e la fiera divisa in due giorni, stand e padiglioni un giorno e il nuovo padiglione aperto ai bambini per la Settimana del libro per ragazzi l’altro.

Quest’anno avevo le idee più chiare. L’anno che è passato è stato un anno che ha avuto una dominante, una o due parole magiche: Natura e Orto. E le mie ricerche tra gli stand hanno seguito questo filone. Non dico che sapessi cosa cercare, ma sapevo che cosa poteva interessarmi e sono arrivata ad una conclusione, forse banale e scontata, che mi ha fatto riflettere.

Parlare di letteratura e natura, di infanzia e orto e verde e animali ha per il mondo occidentale, con le dovute differenze e con ottime eccezioni, una caratterizzazione narrativa. I libri che parlano di natura parlano spesso di storie in cui la natura è protagonista ma che sembra interessante perché ambiente o anche protagonista di una storia, è la narrazione ad attirare il bambino, che così scopre anche l’ambiente naturale. Guardando invece all’estremo oriente la natura è principalmente oggetto di osservazione, la si guarda, la si studia, la si descrive nei suoi minimi particolari ed è interessante perché la si può osservare così come è. Una sorta di opposizione narrazione VS descrizione.

E quello che io ho tentato di proporre nelle letture e nei laboratori di quest’anno passato è una sorta di unione di questi due aspetti, narrare di natura e allo stesso tempo pure descriverla e osservarla. Chissà se ci sono riuscita, ma devo dire che entrambi questi due modi di guardarla mi attirano, mi incantano e solo insieme secondo me possono dare un quadro completo di cosa la natura è.

Ed infine non posso non ricordare ogni volta la mia ricerca infinita dei libri sulla maglia, dove la maglia è protagonista. E quest’anno il bottino non è stato poco! Con una divertentissima scenetta ho rischiato di comprare i diritti di un libro koreano dove i dettagli e i colori, non solo dei gomitoli, sono bellissimi e magici. E poi ho fotografato un libro in cui la lana è protagonista veramente ed ora, arrivata a casa l’ho pure già comprato. Ed in entrambi la lana e il lavoro a maglia sono importanti perché rendono la vita colorata e più rilassata ed è un’idea che condivido in pieno!

Ogni anno è difficile selezionare i ricordi e le parole per parlare di giorni che passano velocissimi e di immagini che scorrono davanti agli occhi una dopo l’altra. Ma lavorare a maglia nella natura, con tanti amici, può essere una sintesi naïf, ma realistica di questa gita.


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