Dormienti

By | May 11, 2011

Una gita veloce a Milano, una toccata e fuga, il massimo permesso dal lavoro per incontrare le amiche dell’università. E come d’abitudine – che le vecchie e buone abitudini mai perderle! – abbiamo cercato una mostra da vedere insieme. Non è che a Milano trovare una mostra sia un problema, magari trovarne una che vada bene a tutte tre un po’ di più. Ma Mimmo Paladino a Palazzo Reale ci ha messe d’accordo.

Un po’ titubanti, visto che l’ultima mostra di Palazzo Reale era stata quella di Hopper e qualche dubbio ce l’aveva lasciato (sempre noi tre), ci siamo presentate in Piazza. Mostra piccola, ma a Palazzo Reale è così, begli allestimenti e bellissima giornata che faceva entrare dalle finestre una luce naturale ottima. Opere pittoriche su tutto, colori accesi e messaggi a volte nascosti, ma un’opera su tutte valeva la mostra.

Nell’ultima sala c’era Dormienti, trentadue corpi distesi come usciti dall’urna cineraria ancora appoggiata sulle gambe, corpi addormentati in posizione fetale, corpi distrutti e morti, che danno le spalle al pubblico, quasi timorosi e imbarazzati dal fatto di essere inermi. Come sottofondo la composizione di David Monacchi Notte in mutazione, una partitura di versi di insetti raccolti nel centro Italia, nelle foreste equatoriali amazzonica e centroafricana insieme a musica sacra dell’XI secolo e suoni minimali.

Una poesia, in terracotta e note.

 


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