Bologna Fiera del Libro per ragazzi, il racconto

By | March 30, 2012

Ci metto un po’ a carburare ma ecco il post sulla Fiera, che mi ripromettevo di fare ormai da una settimana.

Come tutte le fiere è stato stancante, per quanto ti organizzi e ti prepari psicologicamente un fiera ti travolge: per le persone che ci sono, per quello che vedi, per le parole che senti e, ad una fiera del libro, per i cataloghi che raccogli e che si accumulano nel tuo zaino. Ma è una stanchezza bella, una stanchezza da accumulo di cose interessanti che vengono macinate e digerite e che trovano spazio poi. Sono andata da sola e questo toglie sicuramente qualche punto al mio giro, che si sa che scambiare pensieri e impressioni è importantissimo, ma questo mi ha permesso di farmi passeggiate e momenti di calma miei, in giro per la Fiera.

A freddo l’impressione è stata quella di una fiera fortemente italiana: l’attenzione dei visitatori era per lo più nei confronti delle case editrici italiane, con stand affollati e ricchi di offerte, con personale disponibile e pronto a chiarire le mille domande. Diverso invece il settore straniero, a parte qualche grande e importante stand nazionale: le singole case editrici straniere erano presenti per lo più per attendere gli editor, gli agenti e le altre case editrici italiane. Chiuse al pubblico di curiosi – come lo sono i bibliotecari ad esempio -  o di quegli interessati che al momento non portano bussines non avendo un autore o un libro da vendere/comprare subito.

Ma l’italianità della fiera per fortuna è un’italianità di testo, perchè gli illustratori sono tanti, da tutto il mondo e senza bisogno di traduzione. E questo è uno degli aspetti più interessanti e belli della Fiera, dove non c’è solo l’oggetto libro al centro degli stand, ma ci sono anche l’immagine, il disegno e il colore. Tanto che all’entrata della Fiera davanti al visitatore c’è un cubo il cui lunghissimo e bianchissimo perimetro viene ricoperto dalle proposte di illustratori in cerca di visibilità o anche solo in cerca di uno spazio bianco, da riempire.

Un muro dove puoi prendere un bigliettino, ammirare i colori e i tratti altrui e imbambolarti davanti alla loro fantasia. Ci sono cose di una bellezza inimmaginabile, che scatenano in me un’invidia buona ed un’ammirazione sconfinata.

Ma la Fiera sono anche incontri, conferenze e momenti in cui riesci a vedere dal vivo un autore che altrimenti mai avresti potuto vedere. E tra le tante possibilità ho scelto di andare ad uno degli incontri di ArteBambini, che già avevo sentito prima della Fiera sperando di far combaciare un loro corso con la gita bolognese. E in qualche modo questo incontro lo è stato.

Avevo letto su un vecchio numero di Dada (loro interessantissima rivista che dedica un numero al mese ad un tema preciso, indicando le sue implicazioni didattiche, suggerendo approfondimenti e veri e proprio percorsi laboratoriali da poter fare nelle scuole) del Kamishibai una forma di teatro ambulante, di chiara origine giapponese, che si adatta benissimo alla narrazione dei libri illustrati. Questo non è solo un teatro portatile, ma anche una sorta di forma di pubblicazione: quello che veniva presentato in Fiera era sì il libro di Lucia Scuderi “Il cavaliere Souvenir”, ma lo era nella sua versione kamishibai, raccontato con la voce della Scuderi stessa.

Non solo è stato bello assistere ad uno spettacolo ad hoc, con l’autrice stessa, ma anche vedere dal vivo come una cornice di legno, pensata e studiata  in semplicità, potesse con un po’ di magia rendere dei fogli illustrati e la voce narrante un vero racconto teatrale. Da ripensare e approfondire decisamente, come metodo di racconto e narrazione nelle scuole, con tempi ritmati, attenzione focalizzata non sulla persona che racconta, ma sulle voce e sulle immagini della storia.

Bottino ricco quindi la mia Fiera 2012 ed insieme a quanto ho detto una borsa di cataloghi le cui illustrazioni potrebbero interamente tappezzare casa rendendola colorata e nuova … e chissà che non lo facciano presto!


4 Comments

zio burp on April 22, 2012 at 10:06 pm.

I post sul Bookfair mi fanno sempre tornare lì col pensiero. In più quest’anno ho bucato l’appuntamento. Mi fa sorridere il fatto che sono arrivato fin qui partendo da un mazzetto di luppolo. :-)

Reply

Sonia on April 23, 2012 at 6:28 am.

Il luppolo fa miracoli! Detta fra noi il mio era un po’ sciapito, credo troppa pioggia negli ultimi 20 giorni.
Comunque… gita stancante ma bella la Fiera a Bologna e in biblioteca stanno arrivando i primi libri, speriamo piacciano quanto, alcuni, sono piaciuti a me. Mi sono portata a casa “Raccontare gli alberi” della Rizzoli da sfogliare e guardare per bene, non ho resistito a lasciarlo ai ragazzi.

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