Il venerdì pomeriggio ho una pausa in mezzo al pomeriggio, una mezz’ora che, lo ammetto, è molto utile quando ho qualcosa di preciso da fare, ma che diventa letteralmente inutile in un venerdì di febbraio, come quello di oggi.
Non avevo nulla da correre a comprare, la spesa fatta è già a casa, i negozi ahimè (o per fortuna) sono ancora per buona parte chiusi, fuori fa un freddo becco e non sapevo proprio dove andare. E hai voglia a far passare questa mezz’ora in qualsiasi catena aperta (sono le uniche a fare orario continuato qui). D’altra parte non voglio rimanere in biblioteca, tra venerdì e sabato ci passo così tante ore che mi sembra salutare mettere il naso fuori almeno per qualche minuto. Per fortuna però mi è venuta in mente quella minuzia che, l’altro giorno mi son detta, sarebbe utilissimo avere. Proprio a febbraio, ma l’anno scorso, il blog Io da Grande aveva lanciato una sfida al limite del mal di pancia dal ridere “Le Caccavelliadi“. Una raccolta di oggetti da cucina inutili ma irresistibili, quelli che compri in un momento di deolezza. Momento di debolezza che può benissimo essere… una pausa!
Bene, è così che oggi sono entrata in possesso di una piccola ma utilissima spatola per pulire il piano della cucina dopo aver impastato! Non è proprio una caccavella, un minimo di utilità ce l’ha, ma niente che non si potesse fare con il dorso di un coltello: ma vuoi mettere un attrezzino in più nel cassetto?
Anche questa pausa, alla fine, ha avuto il suo piccolo e innocuo acquisto.


