Emancipazione?

By | December 12, 2011

L’ho fatto un giorno in ritardo e l’ho fatto perchè ho letto le sue parole, quelle di un post bello e vero che trovate qui. In un post lungo, complesso ma chiarissimo, tra le altre cose, Barbara scrive che l’emancipazione “passa per lo studio, il lavoro e la progettualità…”.

Emancipazione è poter fare quello che si vuole (nei limiti del buon senso, ma solo in quelli), poter scegliere, poter fare e realizzare il proprio programma di vita e potersi procurare i mezzi – leggi soldi – per fare quello che si vuole. E quindi ecco quello che penso.

Qualche mese fa, parlando con due compagne di università che hanno fatto carriera, anche se in modo diverso e, devo dire, in stati diversi, mi hanno candidamente detto che, a pensare a me ai tempi dell’università, mai si sarebbero immaginate che io a 30 (quasi!) sarei tornata a vivere a Trento, lavorando con due part-time di cui uno molto nell’ottica del vecchio ‘pubblico impiego’ (per chiarire: in una biblioteca, anche se non da impiegata pubblica, chiariamo anche questo) senza cercare il guadagno mega o la carriera. Insomma mi hanno detto che mi vedevano più ambiziosa e, sapendo che non me la sei presa, hanno fatto bene, perché mi hanno fatto riflettere.
E prima di farlo, aggiungo quanto mi è capitato quest’anno al Festivaletteratura, accompagnando a Mantova, da Malpensa, Hisham Matar, figlio di diplomatici libici, professore universitario alla Columbia, autore tradotto in non so quante lingue. Come sempre succede, con l’autore si chiacchiera e ci si racconta e io ho raccontato della biblioteca in cui lavoro, della passione del cucito e della maglia e il viaggio è volato, che il bello di buona parte dei famosi del Festivaletteratura è che sono alla mano e, vi giuro, veramente interessati a capire con chi stanno parlando. E la conclusione sua è stata “Wow, ma hai una vita bellissima e sembri proprio soddisfatta!”, lui con quel cv e quella vita alle spalle di cui vi ho accennato.

Ecco quindi: posso dire che è vero. Non sono perfetta, non sono del tutto soddisfatta di me e di quello che ho fatto – ci mancherebbe – c’è tanto da fare, ogni tanto mi arrabbio perchè non mi è permesso di fare quello che vorrei, ma è vero: sono soddisfatta e considero bella la mia vita. La mia ambizione era ed è quella di poter stare bene con me stessa e con le persone che mi stanno attorno, di potermi migliorare e dedicare a nuove passioni o pensieri che mi arricchiscono. C’entra il lavoro, chiaro, di cui sono contenta e che mi piace, c’entrano quei lavoretti o quelle occasioni dove riesco a fare le cose da zero, c’entrano le amicizie e le persone che ho attorno, c’entrano i viaggi che faccio, c’entrano la salute e il fatto che mi sento per buona parte fortunata. Sono molto contenta per quello che loro hanno fatto, le vedo contente e soddisfatte e sono sicura che quella sia la loro strada, ma non è la mia. Al loro posto, considerato molto più ambito del mio non ci sono dubbi, non mi sentirei per nulla a mio agio, non sarei io.

Ho due gruppi famigliari diversi, con molti lati che non mi piacciono ed altri, pochi, che invece mi piacciono; in generale fra loro è molto poca, se non nulla, l’emancipazione. Mi sento fortunata per quello che ho potuto e posso fare, mi sento per buona parte del tempo libera ed emancipata, anche se so dove posso e devo migliorare. Posso dire di aver scelto quello che faccio e mi sento di saper e poter difendere le mie scelte perché, e questo per me è l’importante, sono state delle scelte mie.

E questo è ciò che per per me bisogna difendere: dare a tutti la possibilità di scegliere. Dovrebbe essere la prassi e invece tocca spesso parlarne coma di una buona prassi da raggiungere.


3 Comments

Mammamsterdam on December 12, 2011 at 5:21 pm.

Ti tenevo d’ occhio mascherina e trovo che tu abbia detto in maniera molto esplicita quella che mi sembra una cosa fondamentale: la libertà di stare bene con sé stessi. Ricordo anche che quando ci siamo raccontate a Trento nella cucina di Elena lei disse che ti vedeva alle PR della FIAT e magari è vero in questo senso, che sei una persona estremamente competente ed entusiasta e forse per quello uno ti vedrebbe con il carrierone: perché ne hai tranquillamente le capacità.

Però ti ricordi anche della cosa fondamentale, stare bene con sé stessi. Ora io avrei un paio di motivi per esserti grata (i tuoi meravigliosi comunicati stampa) e felice di sapere che ho un’ amica, se mi consenti il termine, a distanza ma vicina nel sentire. Ma la cosa che veramente dice chi sei è stata quando ti sei offerta di fare da guida a Claudia che stava iniziando a studiare lassù.

Ecco, quella è stata la cosa .

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Sonia on December 12, 2011 at 5:26 pm.

Dico solo grazie. :) Un bacio

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Daniela B. on December 13, 2011 at 1:54 pm.

Avevo bisogno di leggere delle parole come queste oggi!Grazie! :-)
Riflettono esattamente i miei pensieri ed é bello sapere che non sono l’unica a pensarla così…io, soddisfatta e contenta della mia vita pur senza aver fatto carriera (e anche a me dicono sempre che invece ero portata per farla!!Mah…)
Preferisco così come sono ora, e quello che faccio, che é poco,ma fatto bene.

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