Par condicio

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Ancora dolorante a seguito delle sentenze riguardanti la Mondadori e il lodo Alfano, Silvio Berlusconi affermò come obbiettivo immediato della maggioranza governativa la cancellazione della legge sulla par condicio. Pochi prestarono attenzione e ancor meno la prestano oggi, tra i protagonisti politici e mediatici, presi come sono dai sussulti provocati dal caso Marrazzo e dal conflitto che ha opposto il presidente del consiglio al ministro del tesoro. Male fecero e male continuerebbero a fare, se perdurasse questa disattenzione, almeno da parte di coloro che hanno a cuore le sorti della Repubblica. Perché si tratta di una questione dirimente ai fini della preservazione della democrazia nel nostro paese, almeno quanto lo fu l’infausta approvazione della legge elettorale vigente definita Porcellum dal suo stesso autore, senatore Calderoli. Sarebbe tragica la ripetizione dell’opposizione flaccida e in parte connivente cui diede vita l’opposizione in quella circostanza.
La stessa denominazione di quella legge – par condicio – spinge a trascurare il suo contenuto più importante, quello che con ogni probabilità spinge Berlusconi a prenderla di mira: il divieto di effettuare spot a pagamento durante i 60 giorni della campagna elettorale conclusiva. Proviamo ad immaginare le conseguenze che, con ogni probabilità, determinerebbe la sua abolizione (o, più probabilmente, il suo stravolgimento).
In primo luogo, l’incremento dei costi della politica. Ricordo, a questo proposito, la visita di una delegazione di parlamentari americani che coincise con quella discussione al Senato (ero allora presidente della sua commissione esteri). Mi disse allora la senatrice Boxer della California (cito a memoria): “Se posso permettermi un consiglio, tenete duro, perché si tratta di una questione vitale per la qualità democratica del vostro paese! Anche solo per farmi rieleggere al Senato in California devo dedicare buona parte del mio tempo a raccogliere mediamente 52.000 dollari ogni singolo giorno, fino alla prossima scadenza elettorale. Perché questi sono i costi della politica, in massima parte dovuta agli spot a pagamento nel mio paese.”). E’ vero che Obama ha trovato una strada alternativa a quella dei grandi finanziatori con contributi in gran parte frammentati e di massa. Tuttavia, la legge del denaro, che favorisce il lobbismo, resta un limite formidabile della democrazia americana. Oltre al fatto che gli spot a pagamento, non essendo soggetti ad alcuna regola, regia, selezione di contenuti, se non quelli di chi li compra, costituiscono il veicolo ideale per la denigrazione dell’avversario, la manipolazione mediatica, le campagne elettorali negative, in cui prevale la legge del più forte (per disponibilità di denaro, s’intende).
Proviamo ora a collocare una simile “riforma” in un contesto italiano segnato da un indebolimento crescente delle garanzie istituzionali assai meno robuste di quelle vigenti Oltre Atlantico, da un’atmosfera di odio politico che troverebbe ulteriori veicoli di espressione indisturbata; infine, da un assetto proprietario dei media che consentirebbe ad una delle parti politiche di acquistare i propri spot con una partita di giro e costringerebbe gli altri a procurarsi i mezzi necessari in qualunque modo. Proviamoci soltanto e diventa evidente l’urgenza di predisporre una risposta proporzionata al pericolo incombente.

Gian Giacomo Migone
g.gmigone@libero.it

Alcuni segretari rispondono...

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Con piacere pubblichiamo le due risposte al nostro appello e alla nostra lettera del 9 Aprile che abbiamo ricevuto da Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto.

"Cari Gian Giacomo e Tana,
Come ho avuto modo di dire anche in una intervista al Corriere della Sera condivido completamente le vostre proposte e Rifondazione Comunista si atterrà a questi criteri per la scelta delle candidature.
Un caro saluto
Paolo Ferrero"


"Caro Gian Giacomo,
mi scuso per il ritardo dovuto ad una serie di iniziative che sto svolgendo in varie città. I punti da voi proposti sono da me pienamente condivisi. Trovo politicamente corretto ribadire la comune collocazione, degli eletti nella stessa lista, nei gruppi parlamentari europei. I nostri eletti faranno parte del Gue/NGL. E'un segno di rispetto nei confronti degli elettori. Chi è candidato e viene eletto, deve rispettare il voto degli elettori. Per questo i nostri eletti devono battersi nel Parlamento Europeo per avanzare il programma concordato comunemente come lista. Per una Europa dei popoli, in difesa dei lavoratori sempre più isolati ed emarginati da una crisi causata da questo sistema politico-finanziario. Per una Europa di pace realmente alternativa alla cultura di guerra ed espansione.
Con la speranza che ciò avvenga, mi auguro che in molti rispettino realmente il vostro appello.
Un caro saluto.
Oliviero Diliberto "

Elezioni europee: chiediamo chiarezza.

Le elezioni europee sono a poco più di due mesi di distanza e crescono ogni giorno le dimensioni della crisi che ne sono il contesto. Eppure solo ora si comincia a parlare, non di quello che può e deve fare l'Europa, ma di candidature -- e ciò che trapela non aiuta. Rivolgiamo dunque un appello alla chiarezza a tutti i partiti che intendono sfidare l'attuale maggioranza di destra al governo in Italia.

Per quanto riguarda le candidature, intendete seguire la destra mettendo in vetrina celebrità e leader politici al solo scopo di raccogliere voti, con il risultato sicuro di consolidare la fama di assenteismo dei rappresentanti italiani in Europa? O, peggio ancora, nel caso di dimissioni, ingannando gli elettori?

Chiediamo inoltre di sapere cosa si accingono a fare i nostri futuri rappresentanti in Europa, e anche insieme a chi. L'Europa si dibatte in una crisi che non è solo economica, riguarda anche il futuro del progetto europeo.
I nostri rappresentanti si impegneranno per un'Europa più solidale, democraticamente integrata e più vicina ai cittadini o seguiranno la visione perdente di un’Europa somma dei suoi governi?
Con quali strumenti intendono affrontare le sfide del clima, dei diritti e della pace?
Per rispondere a questi interrogativi la questione della collocazione dei nostri futuri rappresentanti in Europa è tutt'altro che marginale: motivo di più per uscire da una confusione tutta italiana su questo punto.

Nel Parlamento Europeo vige il bipolarismo, fondato su due gruppi a vocazione maggioritaria: quello socialdemocratico e quello popolare, di fatto conservatore. I restanti raggruppamenti si posizionano, di volta in volta, lungo questi due assi, dall'estrema destra alla sinistra, ecologista e non. Al centro i liberali preferiscono non scegliere. Una geografia politica che sembra creare più problemi a sinistra che a destra in Italia.

Fare chiarezza significa saper scegliere la propria collocazione in Europa, comuni candidati alla presidenza della Commissione e del Parlamento, essere credibili nel difficile impegno per un’Europa politica.

Non possiamo più permetterci le divisioni del passato, perciò chiediamo:

1. Un impegno a ristabilire un rapporto di lealtà con gli elettori, candidando soltanto persone che non siano vincolate da altri mandati (presidenti regionali, sindaci di grandi città, parlamentari italiani), disposte a esercitare con competenza e diligenza quello europeo, fino alla scadenza della legislatura.
2. Un impegno a precisare il gruppo parlamentare in cui gli eventuali eletti insieme si collocheranno.
3. Il programma con cui intendono costruire l’Europa più integrata, perciò più democratica e più solidale che la crisi richiede.

Le prime 218 firme:
Tana de Zulueta, Gian Giacomo Migone, Paolo Acunzo, Romano Alidori, Enrico Alleva, Silvia Acerbo, Roberto Acerbo, Federico Albano Leoni, Ida Alessandroni, Paolo Allemano, Andrea Amato, Ferruccio Andolfi, Anna Antonini, Marina Astrologo, Arnaldo Bagnasco, Silvana Baldi, Roberto Baravalle, Riccardo Barbieri, Raffaele Barbiero, Gian Luigi Beccaria, Vittorio Bellotti, Paolo Beni, Livio Berardo, Antonio Bertacca, Fabrizio Bertinetto, Pier Marco Bertinetto, Francesca Bertinetto, Adriano Bertuccelli, Gabriella Biggio, Luigi Bisanti, Piervincenzo, Bondonio, Giorgio Boratto, Carlo Borghero, Eliana Bouchard, Antonio Buzzigoli, Nicola Cacace, Mauro Campus, Mimmo Càndito, Eva Cantarella, Antonio Caputo, Ferdinando Cartella, Carola Casagrande, Giuseppe Cassini, Enrico Castelnuovo, Guido Castelnuovo, Melita Cataldi, Dario Cecchi, Ascanio Celestini, Gian Carlo Cerruti, Giancarlo Chevallard, Anna Chiarloni, Francesco Ciafaloni, Angelo Cifatte, Carlo Colli, Lucia Colombo, Marina Colonna, Michelangelo Conoscenti, Luisa Corbetta, Terenzio Cozzi, Pinella Depau, Rosanna Depau, Emanuela Dalla Costa, Maria Pia D'Angelo, Angelo D'Orsi, Nando Dalla Chiesa, Piero De Gennaro, Concetto Del Popolo, Giuseppe Dell'Agata, Giuseppe Dematteis, Alfonso Di Giovine, Sandra Di Majo, P. Achille Erba, Fabrizio Faggiano, Franco Fanciullo, Aldo Fasolo, Elisabetta Fava, Antonio Ferigo, Alessandro Ferrara, Enzo Ferrara, Edoardo Ferrario, Gigi Ferraro, Ernesto Ferrero, Vincenzo Ferrone, Francesca Fici, Manuela Finocchiaro, Susanna Florio, Massimo Follis, Pasquale Frascolla, Delia Frigessi, Luciano Gallino, Alba Gentili-Tedeschi, Luciano Giannelli, Laura Giannoni, Fiormaria Giannoni, Pierluigi Golzio, Piero Graglia, Maurizio Gressi, Tonino Griffero, Carlo Federico Grosso, Maria Teresa Guasti, Bianca Guidetti Serra, Marianne Hepp, Gian Carlo Jocteau, Francesca Lacaita, Ariane Landuyt, Cristina Lavinio, Maria Teresa Lecca, Pier Luigi Lecis, Antonio Lettieri, Daniela Levi, Fiorella Levi, Rinaldo Locati, Annamaria Loche, Massimo Loche, Edoardo Lombardo Vallauri, Michele Loporcaro, Danilo Manera, Sara Marconi, Diego Marconi, Franco Marenco, Giacomo Marramao,Giuliano Martignetti, Guido Martinotti, Dora Marucco, Alfio Mastropaolo, Giovanni Matteucci, Franco Merletti, Annarita Merli, Luisa Milia, Santina Mobiglia, Gioa Montanari, Yuri Montesi, Massimo Mori, Bice Mortara Garavelli, Sebastiano Moruzzi, Massimo Mugnai, Anna Nadotti, Diego Novelli, Francesco Orilia, Nora Ortali, Silvana Ottolenghi, Moni Ovadia, Elena Paciotti, Marcelle Padovani, Gerardo Padulo, Cristina Palozzi, Emanuela Panconi, Salvatore Panico, Silvia Parigi, Carlo Penco, Laura Pennacchi, Ugo Perone, Maria Luisa Pesante, Enrico Peyretti, Cesare Pianciola, Simonetta Piezzo, Elena Pinci Soprani, Giovanna Pinna, Armando Pomatto, Patrizia Pozzi, Marinella Pregliasco, Paolo Ramat, Lidia Ravera, Marcella Risso, Tina Robbione, Luciano Romito, Gianni Rondolino, Franco Rositi, Carlo Rubiolo, Mario Ruggenini, Anna Salmon Vivanti, Ersilia Salvato, Cesare Santanera, Luca Savarino, Franco Sbarberi, Marina Sbisà, Loredana Sciolla, Rossella Scotta, Emanuela Scribano, Adriano Serafino, Giuseppe Sergi, Salvatore Settis, Alberto Sobrero, Michele Soleri, Stefano Soleri, Alberto Soleri, Elisabetta Soletti, Paolo Spinicci, Massimiliano Sport Bianchini, Sergio Staino, Stefania Stefanelli, Daniela Steila, Anita Storti, Marino Tambuscio, Guglielmo Tamburrini, Ferdinando Targetti, Sesa Tatò, Tullio Telmon, Benedetto Terracini, Isabella Testa, Domenico Todisco, Edoardo Tortarolo, Guglielmo Travasino, Alberto Tridente, Donato Troiano, Daniela Trunfio, Gian Luigi Vaccarino, Vittorio Valli, Salvatore Veca, Massimo Venturi Feriolo, Nadia Venturini, Anna Viacava, Beatrice Viacava, Ariele Viacava Follis, Paolo Vineis, Vincenzo Viola, Corrado Vivanti, Alessandro Vivanti, Gustavo Zagrebelsky.

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