ComidaDeMama

May 17th, 2014

ComidaDeMama a Stoccolma – Astrid Lindgren nella Stockholm Hall of Fame™

“Welcome to my hometown”.
Stoccolma ci accoglie a braccia aperte non appena messo piede in aeroporto.
Il sorriso di Astrid Lindgren ci aspetta all’uscita del terminal 5, stampato in formato gigante e in compagnia di altri suoi concittadini.
La trovo gomito a gomito con gli Abba, Greta Garbo e Björn Borg. Accanto a Alfred Nobel, la Famiglia Reale, Ingmar Bergman, al CEO di Acne international e alla cantante dei Roxette (chi si ricorda i Roxette?) e così via.
Il lungo corridoio che mi separa dalle porte automatiche che si aprono su Stoccolma è la Hall of Fame™ un’esposizione di ritratti di persone importanti per l’intera regione, e tutti ci porgono il benvenuto.
Benvenuti in Svezia. Benvenuti a Stoccolma.

Per i curiosi, ecco la lista completa dei ritratti dei terminal 5 e terminal 2.

Matteo (18 mesi aveva allora) ed io siamo due delle sei milioni di persone che ogni anno fanno scorrere le rotelle del loro trolley allo Stockholm Arlanda Airport.
Questa esposizione è dedicata a noi, per offrire una prima immagine positiva della città e per far sentire orgogliosi della loro capitale gli svedesi che tornano in patria.

Io amo molto gli aeroporti, per deformazione professionale osservo come sono concepiti gli spazi, e devo dire che la prima impressione positiva l’ho avuta anche prima di raggiungere la Hall of Fame™ .
Dal passeggino di cortesia, alla bellezza di alcuni spazi comuni, alla pulizia, alla buona scelta di mezzi pubblici per raggiungere la città.

Come avrete capito, torna dopo tanto tempo la rubrica “Quando descrisse anche il bidet”*, in cui ComidaDeMama racconta dei suoi viaggi.
Seguiranno alcuni post dedicati al viaggio a Stoccolma fatto un anno fa, a fine maggio 2013.
E lo so che dovevo postare prima, dovevo postare s u b i t o!
Ero partita benissimo descrivendo subito la biblioteca di Asplund, ma poi la vita ha prevalso.
Io vi avverto: ci sarà poco cibo, che lo lasciamo ai foodies, e tanto da vedere.

Tornando alla Hall of Fame™, ecco il comunicato a cura dell’aeroporto.
Bravi, bravissimi.
“Stockholm Hall of Fame™ is an exhibition welcoming travellers to Sweden and Stockholm.
Arlanda is for many international travellers their first impression of Stockholm and Sweden. The Stockholm Hall of Fame™ exhibition lets Swedish celebrities, future stars and everyday heroes from the Stockholm region wish them welcome, giving international visitors a positive start to their stay in the city. And, returning Swedes can feel proud of their country and capital city.
Photographs of both well-known and lesser-known personalities
The exhibition has been running since 2005 and contains photographs of personalities within sports, music, fashion, design, culture, art and business as well as several lesser known Stockholm residents. The portraits include the sporting legends Björn Borg and Annika Sörenstam, actresses Greta Garbo and Britt Ekland, dynamite inventor Alfred Nobel and astronaut Christer Fuglesang.
The portraits hang in the arrival halls in Terminal 5 and Terminal 2.
Stockholm Hall of Fame™ is a cooperation between Stockholm Arlanda Airport and Stockholm Business Region, which are united under the slogan The Capital of Scandinavia.”
Stockholm Arlanda airport

*un omaggio a Paolo Conte, ecco la canzone da cui è tratta la citazione: “Tua cugina prima (tutti a Venezia)

May 11th, 2014

Filiera Corta in Trentino – Gnocchi di farina di grano tenero della Valle dei Laghi

Ho ricevuto in dono un sacchetto di farina coltivata in Trentino, nella Valle dei Laghi. Ha lo stesso buon profumo di erbe aromatiche di quella che ho assaggiato in una bastide in Provenza.
Ho deciso di provare a fare gli gnocchi seguendo la tecnica proposta da Gastronomia Mediterranea.

Seguendo un po’ la tecnica dell’impasto per gli choux, si butta la farina nell’acqua bollente e si mescola fino a ottenere una palla. Appena intiepidito, l’impasto viene ridotto in gnocchi: s’impasta, si formano dei salamini, si tagliano e si passano sui rebbi di una forchetta. Insomma, si fanno gli gnocchi.
Ecco i dettagli della ricetta e una proposta di condimento.

Tornando alla farina del Trentino.
Quando ho iniziato a panificare con la pasta madre (sperimentando la No-Knead Focaccia, i Laugenbrot e i panini al latte) ho incominciato a guardarmi intorno e prendere informazioni su farine non disponibili sugli scaffali del supermercato.
Capita a volte, tra amanti della panificazione, di scambiare le farine appena trovate. Più o meno come capitava con le figurine da bambini: celoceloceloManca!
Così mi sono trovata in possesso di un sacchetto, regalo molto gradito, di farina acquistata da una mia amica tramite il suo GAS trentino.

Questa farina appartiene al progetto Filiera corta trentina del pane – farina della Valle dei Laghi, progetto che nasce nel 2011 vede coinvolti la Comunità della Valle dei Laghi, i tecnici della Fondazione Mach e alcuni gas locali.
Il profumo è ottimo.
A cena cuoceremo gli gnocchi, verranno conditi con semplice burro (trentino, certo!) fuso e salvia e vi saprò dire.

May 11th, 2014

Aglio di Caraglio (Aj ‘d Caraj) – provincia di Cuneo


“Lo sai Comida che l’aglio coltivato a Caraglio arven nen? “(trad. dal piemontese: non ti viene su)
Così mi arriva la notizia mentre prendo il caffè con gli zii, nelle vacanze di Pasqua passate in famiglia sotto il Monviso, in provincia di Cuneo. A Caraglio, non molto lontano da dove sono nata, si coltiva l’aglio ed è buono.

Così, cercando sulla rete ho trovato il Consorzio dell’aglio di Caraglio e ho letto che questa coltura è stata ripresa una decina di anni fa.
Il metodo di coltivazione è in piena armonia con l’ambiente e tutelato da un disciplinare: è descritto negli ultimi paragrafi della pagina dedicata alla storia dell’aglio di Caraglio.

Mio nonno piantava nell’orto un aglio di Provenza, mi ricordo.
A me l’aglio piace molto e non ho fatto difficoltà a trovare l’aglio di Caraglio nella mia città natale. A Pasquetta ho coinvolto mia mamma e mio papà in una cena a base di soma d’aj: pane abbrustolito, aglio, olio e sale.
Era molto buono, ma il giorno dopo non ho avuto il coraggio di chiedere a nessuno se avessi digerito o meno la mia cena.

Ho portato a Trento due belle teste di aglio di Caraglio. Nella foto qui sopra vedete quanto ne è rimasto.
A pranzo uno spicchio grattugiato ha insaporito lo yogurt greco.
Eccolo ritratto qui sotto, spalmato sul pane di segale dell’Alto Adige, condito con olio pugliese, sale Maldon e Pimenton de La Vera rosso, affumicato e piccante. Un tourbillon di gusti e provenienze.

Leggendo in rete ho visto che gli scorsi anni, oltre alla sagra Aj a Caraj che si tiene a metà novembre, è stata organizzata in estate una festa per l’aglio nuovo. Chissà se quest’anno ci sarà di nuovo?

December 10th, 2013

Natale al VERDE! – Candele galleggianti in verde solidale

Tralci di vischio e rametti di abete decoreranno il tavolo di giovedì sera, imbandito a festa per l’ultima lezione di Cooking in English dedicata al Winter Cookie Swap.

Domenica scorsa, nel fermento della fiera di Santa Lucia qui a Trento, mi sono fermata a prendere una bracciata di verde offerta dalla Scuola Provinciale Cani da Ricerca e Catastrofe Onlus – Trento per raccogliere fondi.
Letteralmente, una bracciata: è il tralcio di vischio più grosso che io abbia mai scelto!

Nel mio board di Pinterest dedicato al Natale avevo tenuto in serbo una bellissima idea per un portacandele: vasetti in vetro decorati con tralci di verde e riempiti di acqua. Perfetti per far galleggiare elegantemente alcune candeline da tè.

Poi, in mancanza di rami di rosmarino, ho deciso di unire il cartellino segnaposto con qualche piccolo ramo di abete usando un bel cordino colorato. Una cosa semplice, ma fatta con cura.
Ho preso un vassoio, ho riposto tutti gli strumenti necessari e mi sono messa al lavoro.

Ho tirato fuori la stilografica dalla punta che scrive benissimo e ho fatto una prima prova di segnaposto.

Avevo scordato quanta aria di festa può dare un bel tralcio di vischio sul tavolo, anche se ingombro di libri e di appunti per la lezione di cucina!

Pian piano il progetto prende forma: ho usato un vasetto Weck e una coppa da trifle di IKEA per i primi esperimenti.
In questi giorni di sole i riflessi dell’acqua hanno reso interessanti questi oggetti anche nella versione diurna.


E voi, come decorerete il vostro tavolo della festa?

Questo post partecipa all’iniziativa promossa da Aboutgarden, L’ortodimichelle e GiatoSalò Natale al VERDE!


In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!
partecipano con me:

Aboutgarden
Ali di polvere
Art and Craft
A Thai pianist
Centopercentomamma
Comida De Mama
Con le ballerine verdi
Dana garden design
Filitrameecolori
Fiordeco
Giato Salò
Home Shabby Home
Il Castello di Zucchero
L’ortodiMichelle
Lavanda e Rosmarino
Le passioni di Antonella
Non solo stoffa
Orti in progress
Pane amore e creatività
Passeggiando in giardino
Passione decò
Piccolecose
Profumo di lavanda
Quattro toni di verde
Save the date
Salt & Pepper to Taste
Sento i pollici che prudono
Ultimissime dal forno
Un giardino in diretta
Viaggiare come mangiare

Trovi tutte le immagini dell’iniziativa nella board di Pinterest dedicata a Natale al VERDE.

December 3rd, 2013

Natale al VERDE! – Biscotti sablée al matcha

La finissima polvere di tè verde, oggi a casa ComidaDeMama, è finita dentro i biscotti.

La ricetta, con gli ingredienti e le istruzioni, la trovate in fondo al post. Qui di seguito vorrei rendere omaggio al colore verde che è il tema conduttore di questa felice iniziativa dal nome Natale al VERDE!. Così vi racconto un po’ questi biscotti.

Ho aperto una confezione deluxe di matcha per raccontare degli incontri di cucina giapponese a Trento, che organizzo come volontaria con l’associazione Yomoyamabanashi.

Sulla rete, poi, sono comparsi i buonissimi biscuits au thé earl grey pour le photographe .
Erano secoli che volevo provare a usare il matcha per fare i biscotti. E ora avevo aperto una scatola fresca di matcha. E avevo pure una ricetta base da cui partire, grazie a Marie e Maite. Come non fare qualche esperimento in vista del ComidaDeMama Winter Cookie Swap?

Il matcha ha incontrato la farina (e un pizzico di sale, che non si vede ma si sente ed è buono)

Le fruste del mio modesto e valido stand mixer hanno montato burro e zucchero, incorporando poi pian piano la mistura di matcha e farina (e il pizzico di sale).

La mia spatola di Duikelman ha raccolto il frutto del lavoro lasciato ai bordi della ciotola. Il colore è verde, irresistibile.

Ho diviso l’impasto in tre parti e ho formato tre salami stretti e lunghi. Ogni salame l’ho avvolto stretto stretto nella carta da forno, i lembi ben stretti da un cordino. Impossibile non appoggiarne almeno uno su una delle mie stuoie giapponesi in bambù.

Un buon passaggio in frigorifero ci vuole, almeno per un paio d’ore.
Ho eliminato la carta da forno e ho affettato i salami di burro, farina, zucchero e matcha.
Ma prima di tagliare, per ottenere un bellissimo effetto finale, ho ricoperto ogni salame di zucchero bianco normale.

Mentre il forno si scaldava e raggiungeva i 180°C, ho continuato a fare fotografie, anche del backstage. Backstage degno della ghettofotografia della bravissima Sara Lando: una teglia come pannello riflettente, un mortaio e un gioco di Matteo per tenere su il tutto. lì dietro c’è anche una latta da 5 litri di buon olio pugliese che controbilancia la struttura, ma non si vede.

Biscotti sablée al matcha
adattato dalla ricetta biscuits au thé earl grey pour le photographe
Ingredienti per circa 70 biscotti

260 g farina 00 per biscotti
18 g polvere matcha
un pizzico piccolissimo di sale
250 g burro freddo, ma non duro come marmo, tagliato a cubetti
100 g di zucchero a velo
per guarnire prima di cuocere in forno: zucchero bianco semolato

Setacciare insieme un paio di volte la farina e il matcha. unire il pizzico di sale e mescolare.
in una ciotola a parte, con delle fruste elettriche montare lo zucchero e il burro.
Incorporare un cucchiaio dopo l’altro la farina e il matcha.
Dividere il composto in tre parti e formare tre salami dal diametro di 3,5 cm. Arrotolare ogni salame con carta forno e chiudere bene le due estremità, come se fosse una caramella.
Lasciare riposare in frigorifero per almeno 2 ore.
Rimuovere la carta forno e ricoprire i salami con lo zucchero bianco semolato.
Tagliare a fette spesse 1 cm e disporre i dischi ottenuti, ben distanziati gli uni dagli altri, in una teglia da forno rivestita di carta da forno.
Cuocere in forno già caldo, a fuoco moderato, per 5 minuti e verificare la cottura. Eventualmente prolungare la cottura di qualche minuto. proseguire fino a esaurimento impasto.
Lasciare completamente raffreddare prima di muovere i biscotti.

Questo post partecipa all’iniziativa promossa da Aboutgarden, L’ortodimichelle e GiatoSalò Natale al VERDE!

In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!
partecipano con me:

Aboutgarden
Art and Craft
A Thai pianist
Centopercentomamma
Comida De Mama
Con le ballerine verdi
Dana garden design
Filitrameecolori
Fiordeco
Giato Salò
Home Shabby Home
Il Castello di Zucchero
L’ortodiMichelle
Lavanda e Rosmarino
Le passioni di Antonella
Non solo stoffa
Orti in progress
Pane amore e creatività
Passeggiando in giardino
Passione decò
Piccolecose
Shabby Soul
Un giardino in diretta

June 25th, 2013

ComidaDemama a Stoccolma – Stockholms stadsbibliotek di Gunnar Asplund

Un breve viaggio a Stoccolma per ComidaDeMama a inizio giugno!
Una festa per gli occhi, rinnovata a ogni passo, a ogni angolo svoltato. E pure un lusso, grazie alla calorosa accoglienza di Giovanna, che vive a Stoccolma da vent’anni e che ci ha (anche) fornito consigli preziosi per apprezzare ancor di più questa città.

Felice coincidenza, Giovanna vive nel Vasastan, bellissimo quartiere che cercherò di raccontare nel prossimo post. Quartiere che ospita la biblioteca di Gunnar Asplund. N°1 della mia lista di cose da vedere a Stoccolma.

Molti di voi la conoscono per la spettacolare sala rotonda, che conta tre livelli di librerie a vista. Questa biblioteca, progettata durante gli anni ’20 dello scorso secolo, è stata la prima in Svezia a consentire agli utenti il libero accesso ai libri senza dover chiedere assistenza al personale.
Questa è stata una delle innovazioni previste da Asplund, ispirata alle biblioteche viste in un suo viaggio di documentazione in USA.

Uno spazio sacrificato da una collina con cui fare i conti, un concorso non tanto concorso, i progetti di ampliamento. Se vi interessa approfondire, in fondo al post troverete alcuni link interessanti.


E’ uno spazio difficile da fotografare, specialmente con Matteo scalpitante in passeggino.
Non sono riuscita a fotografare i lavandini, gemelli disposti simmetricamente nelle due stanze attigue alla rotonda. E il portale all’ingresso.
E i bagni con la porta a gettoni (5 corone) che accidenti ero appena arrivata e non avevo spiccioli e tutto questo mi ha ricordato i libri di Philip K. Dick.

Grazie a Flickr, digitando ‘Asplund library’ ho trovato delle fotografie strepitose della biblioteca. Guardate che meraviglia!
E questa splendida galleria di immagini.

Le fotografie non bastano, però. Per avere una visione di questo spazio rotondo, ecco una veloce ripresa video fatta dal terzo piano della biblioteca.

Nella caffetteria, integrata nello spazio della biblioteca e usata anche come sala lettura, ho trovato:
1 Un mobile strepitoso.

2 – ReadCycling, “… give one – take one #reuse”

La parte di biblioteca riservata ai bambini non viene quasi mai messa in evidenza. Io trovo sia altrettanto interessante e ha anche una stanza rotonda, uno spazio dedicato alla lettura ad alta voce.

Tutti gli arredi originali sono stati restaurati e vengono usati ogni giorno dai bambini. Come potete vedere ne sono stati aggiunti alcuni nuovi, ma l’insieme è in perfetta armonia.

Questo porta libri è meraviglioso, vero?

Dalla porta finestrata arriva la luce naturale e si intravvede il parco.

Tavoli e sedie basse per accogliere meglio i bambini più piccoli.

Ed ecco la sala lettura, rotonda, che ha come sfondo un dipinto di Nils Dardel.

Che dire, è una gioia vedere dal vivo alcune delle opere che ho studiato sui libri.
Sempre di Gunnar Asplund ho visitato Skogskyrkogården, uno dei tre luoghi Patrimonio dell’Umanità della zona di Stoccolma.

Link interessanti:
Erik Gunnar Asplund’s Architecture Foundation Gallery 7
- The City Library of Stockholm 1920 – 1928

AD Classics: Stockholm Public Library / Gunnar Asplund

Stockholm Public Library – From Wikipedia, the free encyclopedia

May 8th, 2013

Cucinare con le spezie. Piccolo glossario.


Il mercoledì cucino con G., 16 anni, ragazza molto in gamba che vuole imparare a usare le spezie.
Chiamarlo corso non si può. Semplicemente, ci troviamo e lavoriamo insieme.

G. sa cucinare, si muove con sicurezza, è veloce e precisa. Dalla dispensa usiamo vasetti di spezie e ingredienti che arrivano da tutto il mondo. Dal Pimenton de la Vera all’ajowan. Dal limone istrice al coriandolo in foglia. Miso di tutti colori, dashi, umeboshi e così via. (Pensate di non trovare queste cose nella vostra città? Forse l’articolo di Maite sugli ingredienti etnici vi potrà essere di aiuto.)

Assaggiamo e annusiamo. Annusiamo e cuciniamo. E per la proprietà transitiva, assaggiamo e cuciniamo.
Il repertorio è molto vario e attinge da cucine diverse: indiana, thai, cinese, giapponese, mediorientale, magrebina, scandinava. Alcune ricette arrivano dalle mie insegnanti: Priya (India), Uma (Tailandia), Sumi (Giappone).

Si mangia molto tardi, sempre. Ma che soddisfazione!
Oggi ripeteremo il curry di gamberi al cocco. Cucineremo meno cose e rivedremo passo a passo come si preparano. Fondamentale, la base aromatica che mi ha insegnato la mia amica indiana Priya. Intanto stiamo preparando gli appunti, che forse si tramuteranno in post.

Scappo a preparare gli ingredienti.
Cucineremo:

  • Pulao di cipollotti e anacardi (la ricetta risale al lontano 2003! una delle più vecchie del blog)
  • Zuppa speziata di carote Pakora
  • Curry di gamberi al cocco
  • Salmone speziato alla griglia
  • Raita di mango
  • aggiornamento post serata: aggiungiamo:

  • come si taglia un mango (se volete provare, può esservi utile il video How to Cut a Mango)
  • come si apre una noce di cocco
  • come si intreccia un’angelica verticale alla cannella
  • Vorrei rifare i samosas, ma già così avremo molta carne al fuoco.
    Ma G., come vi dicevo, è molto in gamba.

    E (come ti avevo promesso, cara G.) ecco un mini promemoria delle spezie che useremo oggi. Nella fotografia mancano i curries e l’assafetida.
    Da consultare, ecco IL glossario di spezie di Gernot Katzer, uno strumento prezioso che da anni mi aiuta nei miei lavori.

    May 4th, 2013

    Treccia danese rotonda

    Una treccia rotonda, leggermente dolce e al profumo di cardamomo. Perfetta per colazione. O per merenda, se ne avanza un po’.

    Ho usato una parte della Danish pastry che uso di solito per i kanelbullar o per la Danish braid (o per l’angelica verticale, oppure ancora per i twist o per la torta a cuore, e poi, e poi… ” … e poi, Comida, che ne dici di costruire una pagina per tutte le ricette con la Danish pastry? Con la sua storia, curiosa, che inizia da uno sciopero dei panettieri danesi e che continua fino a oggi. E con tutte le forme che hai sperimentato negli anni.”)

    Anni fa ho trovato la ricetta ideale per l’impasto e da allora non l’ho più cambiata. Richiede decisamente meno burro e molto meno tempo della Danish pastry tradizionale.
    La ricetta è della nonna finlandese di Tessa Kiros, riportata nel memoir con ricette Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo.

    L’impasto che si ottiene è abbondante: oggi l’ho diviso in quattro parti e ho creato questa treccia tonda e tre trecce farcite di marmellata di lamponi per le mamme del playgroup che frequento con Matteo.
    Ma potete ricavare due grosse trecce rotonde. O quattro piccole. O sei ancora più piccole. Oppure otto ancora più piccole. Sta a voi scegliere la dimensione (e regolare i tempi di cottura in forno).

    Treccia rotonda.
    Ingredienti per due trecce

    250 ml di latte intero tiepido
    100 gr di zucchero
    un cubetto di lievito da 25 gr
    1 uovo intero
    120 gr burro morbido
    15 capsule di cardamomo verde
    due pizzichi di sale fine
    buccia di un’arancia finemente grattugiata
    650 gr di farina 00

    per spennellare:
    un tuorlo d’uovo
    tre cucchiai di panna liquida

    per guarnire:
    granella di zucchero

    In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà.
    Dividere l’impasto in due parti uguali. Prendere la prima metà e dividerla a sua volta in quattro parti uguali. Formare quattro cordoncini di pasta (lunghi uguali) appoggiare su un pezzo di carta da forno per poterlo poi trasferire più facilmente sulla placca.
    Procedere all’intreccio come indicato nelle fotografie sottostanti.
    Spennellare la superficie con la mistura di uovo e panna precedentemente emulsionate.
    Guarnire con granella di zucchero.

    Lasciare lievitare per una mezz’ora.
    Cuocere in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti, fino doratura avvenuta.

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    Avete gli occhi incrociati a forza di seguire i cordoncini di pane? Tinuccia consiglia di riferirsi a queste preziose indicazioni.

    April 3rd, 2013

    Piante aromatiche da balcone: erba di San Pietro (Balsamita major)


    Quali erbe aromatiche state coltivando sul vostro davanzale della finestra?
    Sto iniziando a mettere in ordine i vasi. Origano e menta hanno tenuto bene e stanno rimettendo le foglie. Il rosmarino resiste stoicamente.
    In attesa di piantare timo, salvia e (più in là nel tempo) basilico, ho comperato in Piemonte una piantina di erba di San Pietro.

    La usate voi l’erba di San Pietro? Il nome botanico è Balsamita major, conosciuta anche come erba amara, o erba della Bibbia. Se volete approfondire, ecco la sua tavola botanica.
    Io, da conterranea di Paolo Conte, con l’erba di San Pietro preparo la frittata.

    Ecco la frittata in questione, fotografata sul davanzale della mia cucina di Boston (era il 2008, son passati secoli!).

    Frittata di spinaci, menta, Erba di San Pietro e buccia di limone

    Tornando all’erba di San Pietro.
    Strofinate le sue foglie tra le dita: sanno di chewingum della mia infanzia, più precisamente Brooklyn le gomme del ponte alla menta con la carta verde pallido.
    Assaggiata a crudo, l’erba di San Pietro è amarognola, mentre nella frittata dà un’aroma inconfondibille, fresco e molto gustoso. L’importante è usarla con parsimonia.

    Nei commenti, Elena scrive notizie molto interessanti, che riporto qui di seguito:
    “[...] nel mantovano è un’erba conosciuta che si coltiva negl’orti e si trova nei mercati e nei garden.
    A Castelgoffredo in provincia di Mantova c’è una festa del tortello amaro che ha tra gl’ingredienti appunto l’erba amara che altro non è che l’erba di S.Pietro. Digitando “tortello amaro” si può trovare la ricetta e la storia. Pare che le sue foglie fossero anche usate un tempo, come anti tarlo per i libri, mettendone qualche foglia tra le pagine.[...] ”
    Erba di San Pietro – Balsamita major Desf.
    Famiglia: Asteracee (conosciuta un tempo anche come Compositae),
    una vasta famiglia di piante dicotiledoni dell’ordine delle Asterales.
    Specie: Balsamita major Desf.
    Altri nomi comuni: Erba amara, Erba della Bibbia.
    Sinonimo: Chrysanthemum balsamita.

    December 21st, 2012

    A Natale regala pasta madre!

    Dal mio primo rinfresco della pasta madre (riconoscete la fotografia? risale a metà ottobre) ho fatto molti esperimenti. Molti amici hanno assaggiato le cose fino a ora prodotte e sono entusiasti. Altri, come la mia amica Shira, si lamentano perché ne sentono solo parlare e non hanno ancora assaggiato (dopo le vacanze mi metterò in pari, promesso!).
    Altri ancora mi han chiesto un pezzetto di pasta madre e qualche delucidazione.

    Un vasetto di pasta madre mi sembra un bel dono, per Natale o per iniziare in maniera creativa l’anno nuovo.

    Per il mio amico Paolo (spoiler alert!) ho messo su un
    Pasta Madre Starting Kit:

  • Vasetto in vetro con 200 g di pasta madre da rinfrescare.
  • Un pacchetto di farina Manitoba.
  • Un pacchetto di farina 0.
  • Un pacchetto di malto d’orzo in polvere.
  • Il libro “Tutto sul pane fatto in casa” di Aldo Bongiovanni.
  • La pasta madre la rinfrescherò con lui appena scarterà il pacchetto. Così avrà circa 400 g di pasta con cui fare subito esperimenti.
    Le farine e l’orzo sono fondamentali, metti che non ne abbia in casa!
    Il libro l’ho scelto dopo ave sfogliato molti libri sull’argomento e secondo me per il mio amico è perfetto. E’ scritto bene, è molto oggettivo e contiene informazioni utili.
    Non sono certa che possa esaurire tutte le sue domande, ma non è un problema del libro. E’ che il mio amico è super insightful :)

    E voi, regalerete per queste feste la vostra pasta madre?

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