ComidaDeMama

May 8th, 2013

Cucinare con le spezie. Piccolo glossario.


Il mercoledì cucino con G., 16 anni, ragazza molto in gamba che vuole imparare a usare le spezie.
Chiamarlo corso non si può. Semplicemente, ci troviamo e lavoriamo insieme.

G. sa cucinare, si muove con sicurezza, è veloce e precisa. Dalla dispensa usiamo vasetti di spezie e ingredienti che arrivano da tutto il mondo. Dal Pimenton de la Vera all’ajowan. Dal limone istrice al coriandolo in foglia. Miso di tutti colori, dashi, umeboshi e così via. (Pensate di non trovare queste cose nella vostra città? Forse l’articolo di Maite sugli ingredienti etnici vi potrà essere di aiuto.)

Assaggiamo e annusiamo. Annusiamo e cuciniamo. E per la proprietà transitiva, assaggiamo e cuciniamo.
Il repertorio è molto vario e attinge da cucine diverse: indiana, thai, cinese, giapponese, mediorientale, magrebina, scandinava. Alcune ricette arrivano dalle mie insegnanti: Priya (India), Uma (Tailandia), Sumi (Giappone).

Si mangia molto tardi, sempre. Ma che soddisfazione!
Oggi ripeteremo il curry di gamberi al cocco. Cucineremo meno cose e rivedremo passo a passo come si preparano. Fondamentale, la base aromatica che mi ha insegnato la mia amica indiana Priya. Intanto stiamo preparando gli appunti, che forse si tramuteranno in post.

Scappo a preparare gli ingredienti.
Cucineremo:

  • Pulao di cipollotti e anacardi (la ricetta risale al lontano 2003! una delle più vecchie del blog)
  • Zuppa speziata di carote Pakora
  • Curry di gamberi al cocco
  • Salmone speziato alla griglia
  • Raita di mango
  • aggiornamento post serata: aggiungiamo:

  • come si taglia un mango (se volete provare, può esservi utile il video How to Cut a Mango)
  • come si apre una noce di cocco
  • come si intreccia un’angelica verticale alla cannella
  • Vorrei rifare i samosas, ma già così avremo molta carne al fuoco.
    Ma G., come vi dicevo, è molto in gamba.

    E (come ti avevo promesso, cara G.) ecco un mini promemoria delle spezie che useremo oggi. Nella fotografia mancano i curries e l’assafetida.
    Da consultare, ecco IL glossario di spezie di Gernot Katzer, uno strumento prezioso che da anni mi aiuta nei miei lavori.

    May 4th, 2013

    Treccia danese rotonda

    Una treccia rotonda, leggermente dolce e al profumo di cardamomo. Perfetta per colazione. O per merenda, se ne avanza un po’.

    Ho usato una parte della Danish pastry che uso di solito per i kanelbullar o per la Danish braid (o per l’angelica verticale, oppure ancora per i twist o per la torta a cuore, e poi, e poi… ” … e poi, Comida, che ne dici di costruire una pagina per tutte le ricette con la Danish pastry? Con la sua storia, curiosa, che inizia da uno sciopero dei panettieri danesi e che continua fino a oggi. E con tutte le forme che hai sperimentato negli anni.”)

    Anni fa ho trovato la ricetta ideale per l’impasto e da allora non l’ho più cambiata. Richiede decisamente meno burro e molto meno tempo della Danish pastry tradizionale.
    La ricetta è della nonna finlandese di Tessa Kiros, riportata nel memoir con ricette Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo.

    L’impasto che si ottiene è abbondante: oggi l’ho diviso in quattro parti e ho creato questa treccia tonda e tre trecce farcite di marmellata di lamponi per le mamme del playgroup che frequento con Matteo.
    Ma potete ricavare due grosse trecce rotonde. O quattro piccole. O sei ancora più piccole. Oppure otto ancora più piccole. Sta a voi scegliere la dimensione (e regolare i tempi di cottura in forno).

    Treccia rotonda.
    Ingredienti per due trecce

    250 ml di latte intero tiepido
    100 gr di zucchero
    un cubetto di lievito da 25 gr
    1 uovo intero
    120 gr burro morbido
    15 capsule di cardamomo verde
    due pizzichi di sale fine
    buccia di un’arancia finemente grattugiata
    650 gr di farina 00

    per spennellare:
    un tuorlo d’uovo
    tre cucchiai di panna liquida

    per guarnire:
    granella di zucchero

    In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà.
    Dividere l’impasto in due parti uguali. Prendere la prima metà e dividerla a sua volta in quattro parti uguali. Formare quattro cordoncini di pasta (lunghi uguali) appoggiare su un pezzo di carta da forno per poterlo poi trasferire più facilmente sulla placca.
    Procedere all’intreccio come indicato nelle fotografie sottostanti.
    Spennellare la superficie con la mistura di uovo e panna precedentemente emulsionate.
    Guarnire con granella di zucchero.

    Lasciare lievitare per una mezz’ora.
    Cuocere in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti, fino doratura avvenuta.

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    Avete gli occhi incrociati a forza di seguire i cordoncini di pane? Tinuccia consiglia di riferirsi a queste preziose indicazioni.

    April 3rd, 2013

    Piante aromatiche da balcone: erba di San Pietro (Balsamita major)


    Quali erbe aromatiche state coltivando sul vostro davanzale della finestra?
    Sto iniziando a mettere in ordine i vasi. Origano e menta hanno tenuto bene e stanno rimettendo le foglie. Il rosmarino resiste stoicamente.
    In attesa di piantare timo, salvia e (più in là nel tempo) basilico, ho comperato in Piemonte una piantina di erba di San Pietro.

    La usate voi l’erba di San Pietro? Il nome botanico è Balsamita major, conosciuta anche come erba amara, o erba della Bibbia. Se volete approfondire, ecco la sua tavola botanica.
    Io, da conterranea di Paolo Conte, con l’erba di San Pietro preparo la frittata.

    Ecco la frittata in questione, fotografata sul davanzale della mia cucina di Boston (era il 2008, son passati secoli!).

    Frittata di spinaci, menta, Erba di San Pietro e buccia di limone

    Tornando all’erba di San Pietro.
    Strofinate le sue foglie tra le dita: sanno di chewingum della mia infanzia, più precisamente Brooklyn le gomme del ponte alla menta con la carta verde pallido.
    Assaggiata a crudo, l’erba di San Pietro è amarognola, mentre nella frittata dà un’aroma inconfondibille, fresco e molto gustoso. L’importante è usarla con parsimonia.

    Nei commenti, Elena scrive notizie molto interessanti, che riporto qui di seguito:
    “[...] nel mantovano è un’erba conosciuta che si coltiva negl’orti e si trova nei mercati e nei garden.
    A Castelgoffredo in provincia di Mantova c’è una festa del tortello amaro che ha tra gl’ingredienti appunto l’erba amara che altro non è che l’erba di S.Pietro. Digitando “tortello amaro” si può trovare la ricetta e la storia. Pare che le sue foglie fossero anche usate un tempo, come anti tarlo per i libri, mettendone qualche foglia tra le pagine.[...] ”
    Erba di San Pietro – Balsamita major Desf.
    Famiglia: Asteracee (conosciuta un tempo anche come Compositae),
    una vasta famiglia di piante dicotiledoni dell’ordine delle Asterales.
    Specie: Balsamita major Desf.
    Altri nomi comuni: Erba amara, Erba della Bibbia.
    Sinonimo: Chrysanthemum balsamita.

    December 21st, 2012

    A Natale regala pasta madre!

    Dal mio primo rinfresco della pasta madre (riconoscete la fotografia? risale a metà ottobre) ho fatto molti esperimenti. Molti amici hanno assaggiato le cose fino a ora prodotte e sono entusiasti. Altri, come la mia amica Shira, si lamentano perché ne sentono solo parlare e non hanno ancora assaggiato (dopo le vacanze mi metterò in pari, promesso!).
    Altri ancora mi han chiesto un pezzetto di pasta madre e qualche delucidazione.

    Un vasetto di pasta madre mi sembra un bel dono, per Natale o per iniziare in maniera creativa l’anno nuovo.

    Per il mio amico Paolo (spoiler alert!) ho messo su un
    Pasta Madre Starting Kit:

  • Vasetto in vetro con 200 g di pasta madre da rinfrescare.
  • Un pacchetto di farina Manitoba.
  • Un pacchetto di farina 0.
  • Un pacchetto di malto d’orzo in polvere.
  • Il libro “Tutto sul pane fatto in casa” di Aldo Bongiovanni.
  • La pasta madre la rinfrescherò con lui appena scarterà il pacchetto. Così avrà circa 400 g di pasta con cui fare subito esperimenti.
    Le farine e l’orzo sono fondamentali, metti che non ne abbia in casa!
    Il libro l’ho scelto dopo ave sfogliato molti libri sull’argomento e secondo me per il mio amico è perfetto. E’ scritto bene, è molto oggettivo e contiene informazioni utili.
    Non sono certa che possa esaurire tutte le sue domande, ma non è un problema del libro. E’ che il mio amico è super insightful :)

    E voi, regalerete per queste feste la vostra pasta madre?

    December 20th, 2012

    ComidaDeMama, Woody Allen e i biscotti al cioccolato – che son la fine del mondo

    (Prego mettersi all’ascolto di Stompin’ at the Savoy prima di iniziare a leggere questo post. Io ve lo dico: a Matteo piace un sacco.)


    Quando sento parlare di previsioni sulla fine del mondo mi viene in mente la mamma di Woody Allen in Annie Hall (1977).
    In generale mi viene in mente lui, come persona e come personaggio, m’immagino cosa potrebbe dire. Mi farebbe sorridere.
    Ho deciso di salutare un connubio felice tra due ricette (che sono veramente la fine del mondo tanto son buone) dedicando loro delle didascalie molto familiari a chi ama i film di Allen. Con Marta quest’anno ne abbiamo visti molti, tutti in inglese.
    E’ utile guardare di filato un po’ di film dello stesso regista. Si possono rilevare i leitmotiv, le manie, le preferenze in fatto di attori e di soggetti. E, nel caso di Allen, anche in fatto di grafica.

    Ho scaricato il free font Windsor, che dagli anni ’70 Allen usa per i suoi titoli.
    Quindi:

  • Sfondo nero.
  • Parole bianche (font Windsor)
  • Stompin’ at the Savoy a tutto volume.
  • Pronti per gustare un super biscotto?
    E’ l’unione di due ricette (o, meglio, parti di ciascuna):

  • I biscotti al cioccolato , tratti da I biscotti al cioccolato migliori del mondo di Kja-Il Pranzo di Babette.
  • La ganache al caramello tratta da i Cuori di Noci di Alex Fef.
  • Per i biscotti (tratto dal post di Kja):
    Preriscaldare il forno a 175°C.
    Setacciate farina, cacao e sale. Sbattete il burro con lo zucchero, magari con delle fruste elettriche, fino ad avere una crema morbida e spumosa, unite il tuorlo e la panna, continuate ad amalgamare. Aggiungete il mix di farina e mescolate bene in modo che sia ben incorporato. Otterrete un composto bricioloso, lavoratelo con le mani per renderlo una palla soda. Approntate una ciotolina piena di zucchero e foderate la piastra di carta da forno. Prelevate un cucchiaino di impasto, rotolatelo tra i palmi della mano per fare una pallina, rotolatela nello zucchero e posatela sulla piastra schiacciando lievemente. Continuate fino ad aver riempito la piastra, ponendo le palline a 2-3 cm di distanza. Affondate la punta del manico di un cucchiaio di legno in mezzo ad ogni biscotto per fare una rientranza abbastanza profonda ma senza bucare il biscotto. Infornate per 10 minuti. Prelevate la teglia dal forno e se alcune rientranze hanno perso definizione premete leggermente mentre sono caldi. Dopo 15 minuti potete levarli dalla teglia e metterli su una gratella a raffreddare.

    Nota mia: il sale che ho usato è il sale Maldon e non quello di Cervia. Ne ho usato un piccolo cucchiaino e sono andati benissimo.
    Chiara, una mia amica, ha provato con un cucchiaino e sono diventati molto salati e non erano mangiabili.
    Occhio, quindi al dosaggio del sale!

    Per la ganache (tratto dal post di Alex):
    Intanto preparare il ripieno: tagliare il cioccolato a pezzetti. Sciogliere lo zucchero in un pentolino e farlo caramellare. Aggiungere la panna (attenzione agli spruzzi) e far cuocere finché il caramello si sarà sciolto. Aggiungere il composto caldo al cioccolato e far sciogliere il tutto finché sarà spalmabile.
    Farcire i biscotti con la crema di cioccolato e riporli in una scatola di latta.

    December 19th, 2012

    Alzata per dolci fai da te. Per Natale ComidaDeMama diventa IKEA hacker


    Sono cresciuta a pane e Corrierino dei Piccoli. Il diario di Stefi era uno dei miei fumetti preferiti.
    La Stefi, proprio lei, mi è entrata nella pelle e me la porto ancora appresso. Specialmente quando, guardando tutte le cose che la ricca compagna di scuola Pontiroli Samantha aveva a disposizione, esclamava: “Ma io sono la Stefi e le cose me le faccio da sola!”. Parole sante.

    La questione mi si è posta un po’ prima di Natale, in occasione del ComidaDeMama Winter Cookie Swap.
    Trifle bowls e alzate per dolci sono la mia passione.
    Però ragazzi, ho 800 biscotti da esporre in bella mostra, ma ho poche alzate per dolci. Come fare?


    Io non so voi, ma le campane delle alzate per dolci sono belle, ma a volte ingombrano un po’.
    Allora ho pensato: “Ma se le capovolgo a testa in su e le appoggio su un coppa-pasta in acciaio (o su una bella scodella o bella ciotola o su un mio bicchiere mallorquino) che succede?”

    E fu così che ComidaDeMama si trasformò in IKEA hacker. Non sapete cosa sia un IKEA hacker? Sono quelle persone che trasformano un prodotto IKEA in qualcos’altro, con l’aiuto di qualche elemento in più e tanta fantasia.
    L’ho scoperto anni fa grazie alla geniale Shiso Mama, anch’essa IKEA hacker.

    Tornando a bomba, non avete bisogno di tutorial per questo progetto: le fotografie sono più che self explanatory.

    Ho usato il coperchio della mia ARV BRÖLLOP (Alzata con coperchio, vetro trasparente – € 18,99), l’ho messo a testa in su e l’ho appoggiato a un coppapasta di metallo. Ho decorato con una berry wreath, versato copiosamente biscotti nella campana et voilà.

    A breve vi spiego come ho fatto a fare le due alzate verticali da biscotto. Sono orgogliosa di dirvi che riesco a ospitare 50 margherite con il buco per ogni alzata. Son cose!

    December 16th, 2012

    Medaglioni di patate e broccoli dell’IKEA – versione light per il piccolo Matteo


    Matteo mangia i broccoli!
    Io impiegato 30 anni ad apprezzarli, e anche molto. Lui, 13 mesi.
    Fino a una settimana fa li aveva sempre scartati dalla sua scelta di verdure al vapore, sorridente ma fermo. E poi, colpo di fulmine: Matteo è capitolato al primo assaggio di un medaglione di broccoli e patate. Bello tondo, morbido e, a dirla tutta, anche facilissimo da fare.
    Dove ho imparato? Ma all’IKEA!

    Per molti di voi è un’aberrazione gastronomica bella e buona (vi sento, sapete? vi sento mormorare: “Che OVVOVE!”), ma a me piace ogni tanto pranzare al self service dell’IKEA. Non ci vado quasi mai, ma per Natale un giro all’IKEA è imprescindibile, dai!
    Normalmente prendo un piattino di salmone affumicato e uno sformatino di patate e broccoli. Questa volta ne ho presi due e meno male! Matteo ne ha divorato uno intero.
    Beh, che ci vuole, lo rifacciamo a casa! Senza dubbio diminuendo i grassi impiegati e la quantità di sale. Altrimenti ciao benefici delle verdure!

    Detto fatto, ecco la ricetta originale dei medaglioni di patate e broccoli dell’IKEA . Io sono convinta che usino la panna acida o la crème fraîche, ma per rendere la ricetta più accessibile abbiano consigliato l’utilizzo della panna.
    Io la crème fraîche la faccio in casa e quindi userò quella: trovo dia quella giusta punta di acidità.
    Oppure userò un po’ di stracciatella del nostro caseificio pugliese di stanza a Trento, La Latteria del Sole. (occhio che il sito parte con una musica fortissima)
    Ho usato 50% broccolo romano, bellissimo e dal gusto più delicato, e 50% broccolo normale.
    Ho usato le parti più tenere e le altre le ho saltate in padella con aglio, olio, peperoncino e qualche fusillo.

    Ecco la mia ricetta light:

    Sformatini patate e broccoli
    Ingredienti per 6 sformatini diametro 6 cm:
    1 piccolo broccolo verde
    1 piccolo broccolo romano
    5 patate piccole
    1 cipollotto
    2 cucchiaini di olio
    2 uova
    2 cucchiai di crème fraîche o di ricotta fresca
    2 cucchiai generosi di parmigiano

    Attrezzi utili:
    un coppa pasta diametro 6 cm (se non l’avete non c’è problema: nella ricetta c’è la versione “senza coppa pasta”)

    Mondate i due broccoli e le patate e cuocete le verdure al vapore.
    Mondate il cipollotto e tritatelo finemente. Scaldate l’olio in una padella e fate appassire leggermente il cipollotto. Fate qui insaporire le parti più tenere dei due broccoli e le patate.
    Riversate il tutto in una ciotola. Con una forchetta schiacciate le verdure riducendole in grosse briciole. A vostro gusto potete rendere le verdure più simili a una purea o mantenere un impasto più rustico.
    Aggiungete le uova, la crème fraîche, il parmigiano e amalgamate il tutto.

    Riscaldate il forno a 180°C.

    A) Se avete un coppa pasta.
    Foderate un’ampia teglia da forno con la carta forno.
    Posate il coppa pasta sulla teglia e fate scivolare un paio di generosi cucchiai dell’impasto. Sfilare il coppa pasta, posarlo accanto allo sformatino creato e proseguire fino a esaurimento dell’impasto.
    Cuocere a 180°C per 15 minuti, quando vedrete la superficie bella dorata.

    B) Se non avete un coppa pasta.
    i Potete usare uno stampo per muffins o degli stampini monoporzione in alluminio. Non ho ancora sperimentato questa versione, ma credo che imburrando e cospargendo di pan grattato le pareti prima di versare l’impasto dovrebbero sformarsi bene, mi raccomando, una volta raffreddati.
    Cuocere a 180°C per 15 minuti, quando vedrete la superficie bella dorata.
    ii Altrimenti, foderare una pirofila da forno con carta forno e versare l’impasto. Cuocere a 180°C per 15-20 minuti, quando vedrete la superficie bella dorata.
    Con un bicchiere ritagliate i vostri medaglioni. I ritagli verranno consumati dai più fortunati :)

    December 12th, 2012

    Stelle tagliabiscotti + pâte à quiche di Christophe Felder = Quiche e stelle per Santa Lucia


    Quanti stampini taglia biscotti avete?
    No, facciamola più semplice, ché ne avete troppi e non avete tempo di contarli. Quanti sono quelli a forma di stella?
    In questo periodo prima di Natale sono certa che li avete separati dagli altri, per averli sempre a portata di mano, così come ho fatto io.
    I miei eccoli qui! Ve li presento mettendoli tutti all’opera per dare un tocco festivo alle mie quiches.

    La ricetta della pâte à quiche è di Christophe Felder. L’ho scoperta anni e anni fa, grazie al post del cavoletto The perfect quiche Normande, e da allora uso solo questa.
    Perché?
    1) Viene sempre bene.
    2) Si fa in 5 minuti di orologio.
    3) I miei commensali la trovano fa-vo-lo-sa. E hanno ragione!

    Ecco la ricetta:



    Pâte à quiche di Christophe Felder
    Ingredienti per una quiche di medie dimensioni e qualche extra biscotto salato:
    200 g farina
    90 g burro morbido
    5 g sale
    1 uovo
    20 g acqua fredda

    (nota: Diletta Castellani ha scritto un post molto interessante sulla cottura della pasta frolla senza pesi di ceramica o fagioli secchi.
    Ho applicato le sue regole a questa pâte à quiche e devo dire che mi trovo bene. Quindi metto tutti i tre metodi. Il primo è quello che ho sempre usato. I restanti due hanno origine dal post di Diletta)

    Metodo di impasto 1 (tutto insieme) – Risultato: più che buono.
    Raccogliere tutti gli ingredienti in una terrina e mescolare velocemente fino a ottenere un impasto omogeneo.

    Metodo di impasto 2 (prima farina+ burro, poi il resto) – Risultato: pasta più friabile
    Sbriciolate (con le mani o con un robot da cucina) farina e burro in una ciotola fino a ottenere come una sabbia. Avete dubbi su questa fase? Seguite questo chiarissimo video. Il burro non deve essere gelido, ma nemmeno morbidissimo. Aggiungete velocemente gli altri ingredienti e impastate velocemente in modo da ottenere un impasto omogeneo.

    Metodo di impasto 3 (prima burro+uova, poi il resto). Risultato: pasta più compatta, può essere tirata più sottile.
    Montare a crema (con una forchetta o con un robot da cucina) Uova e burro. Il burro non deve essere gelido, ma nemmeno morbidissimo. Aggiungete velocemente gli altri ingredienti e impastate velocemente in modo da ottenere un impasto omogeneo.

    Con un matterello stendete la pasta tra due fogli di pellicola alimentare, che eliminerete.
    Non è necessario infarinare e imburrare lo stampo da quiche.
    Foderate lo stampo da quiche con la vostra pasta stesa. Con dei tagliabiscotti ricavate alcune stelle o forme a piacere. Lasciate riposare il tutto in frigorifero per almeno 30 minuti.
    Se dovete/volete cuocere in bianco, cuocete lo stampo della quiche in forno preriscaldato a 160°C per 20-25 minuti.
    Lasciate intiepidire, farcite la vostra quiche e decorate con le stelle di pasta. Cuocete in forno preriscaldato a 160°C per 20-25 minuti o fino a cottura ultimata del ripieno.

    Non avendo tanto tempo per cucinare:
    – Stendo sottile la pasta.
    - Fodero lo stampo da quiche.
    - Bucherello con una forchetta il fondo.
    - Riempio la quiche con un composto non troppo liquido. (must di questo periodo: fondant di porri, parmigiano e uova)
    - Decoro con ritagli di pasta a forma di stella.
    - Cuocio 30 minuti a 160°C o fino a quando non vedrò completata la cottura.

    December 10th, 2012

    ComidaDeMama Winter Cookie Swap – il ricettario e la serata degli 800 biscotti


    Avete mai avuto in casa 800 biscotti? Tutti insieme in una stessa stanza, nel vostro tinello marron*, pronti per essere assaggiati?
    A me è capitato mercoledì scorso organizzando il mio primo Cookie Swap.
    Cosa è un Cookie Swap l’abbiamo spiegato qualche tempo fa, quando ho lanciato l’idea su ComidaDeMama. Ma ripetere non fa mai male.

    Cookie Swap è uno scambio di biscotti, molto in uso nei paesi anglofoni (ma non solo!), specialmente nel periodo pre-Natale, quando per tradizione se ne preparano molti. Si offrono in casa agli ospiti e si regalano agli amici.
    Il Cookie Swap è anche un bel modo per passare qualche ora in compagnia di amici e poi avere in casa un bell’assortimento di biscotti senza doversi mettere lì a fare mille preparazioni differenti.

    Come funziona? Beh, mettetevi comodi, che vi racconto come è andata l’altra sera!


    Otto invitati (+ Marta + la sottoscritta fanno 10) sono arrivati mercoledì sera a casa ComidaDeMama, insieme ai loro 80 biscotti fatti in casa.
    Fate i calcoli:

    80 x 10 = 800 biscotti!
    in realtà ce n’erano di più perché molte persone ne hanno portati 90-100.

    Nelle settimane precedenti alla serata mi hanno inviato le ricette, che ho raccolto in un ricettario cliccando QUI o sull’immagine che trovate in fondo al post.

    COMIDA SI PERO’ NOI VOGLIAMO VEDERE I BISCOTTI; GRAZIE.
    Va bene! Eccoli qui, in un collage creato da Zonzolando:

    Le fotografie di tutti i biscotti le trovate in bell’ordine
    nel post scritto da Zonzolando.

    Le persone invitate sono quasi tutte blogger, molte di loro non si conoscevano di persona ed è stata una festa incontrarsi dal vivo.
    Si è creato immediatamente un bel clima e abbiamo passato una serata fatto l’una e mezza del mattino a chiacchierare fitto fitto, raccontando un po’ di noi, di dove abbiamo vissuto e lavorato, delle nostre passioni e dei nostri progetti presenti e futuri.

    All’una del mattino scatta il momento ‘esperimento scientifico’: ComidaDeMama si mette a spiegare alle invitate come separare il tuorlo dall’albume usando una bottiglietta vuota di plastica. Scake, Sonia e Zonzolando hanno fotografato la sequenza :)

    Comida, ma i biscotti? Eh, i biscotti sono stati messi in bella mostra fino al momento in cui ciascun autore ha offerto e ha presentato il perché e il per come del proprio biscotto. Ho sfoderato il mio arsenale di alzatine, di ghirlande e di scatole per esporli al meglio.
    La presentazione di ogni singolo biscotto è stata da tutti accolta da complimenti, domande e chiacchiere piacevoli. Ad accompagnare tutto questo, tisane profumatissime portate da Manuela e tazze fumanti di cioccolata calda.

    Eccoli, i biscotti, in rigoroso ordine sparso:
    1 – Gli Hilda Törtchen di Marta.
    2- I “Pobassinos a modo nostro” di Per Scherzo e Per Caso.
    3- I “Picnic Cookies” di M., figlia di Scake.
    4- I “Cuori di Noci” di Federica , ricetta di Alex Fef.
    5- I “Biscotti al cocco” di Zonzolando.
    6- Le “Alfajores” di Orlo Subito.
    7- I “Bastoncini alle mandorle” di Profumi e Colori.
    8- Le “Ciambelle al Vino” di Scake – Un anno a casa.
    9- I “Chocolate Chip Cookies” di Piano B.
    10- Le “Margherite” di Elena, ComidaDeMama
    Sono dispiaciuta di non aver fatto tante foto, in qualità e quantità, ma ero molto impegnata a ospitare le mie ospiti e ad allestire il buffet della cena.

    Parliamoci chiaro ragazzi: la pancia deve esser piena per parlar di biscotti!
    Ecco cosa ho servito:

  • Focaccia al limone (ricetta con la pasta madre di Corrado Assenza, una garanzia!), accompagnata da hummus, yogurt e un centrotavola di cruditées.
  • Un curry vegetariano al latte di cocco, una porzione jumbo di Papadums e un basmati al cardamomo e cannella.
  • Un paio di quiches con la ricetta di Christophe Felder (altra garanzia).
  • I Laugenbrot fatti con la pasta madre, accompagnati con il burro salato e lo speck dell’Alto Adige.
  • La zuppa d’orzo altoatesina per scaldarci.
  • Biscotti/cucchiaini di frolla da intingere nel Lemon Curd.

  • Ho creato due alzate verticali per servire le mie 100 margherite. Vi piace l’idea?
    Ho usato un porta vaso in zinco dell’IKEA, dei bastoncini, un vaso, della spugna per fiori e della scagliola. Un DIY (do it yourself) molto facile e presto vi farò un tutorial.

    Alcuni di voi che hanno seguito la preview del Cookie Swap su facebook per email mi hanno chiesto come ho fatto a fare le etichette e la grafica del ricettario.
    Ho utilizzato questo free template:http://blog.worldlabel.com/2011/round-labels-in-a-vintage-style-design.html e ho utilizzato il free font Amaze. Tutte queste cose cessano di essere free se si usano per scopi commerciali, ma non è questo il caso.

    Potete leggere i racconti o le ricette delle altre partecipanti su Zonzolando, PianoB, Per Scherzo e Per Caso, Scake e Profumi e colori.
    Cliccate sull’immagine qui sotto per scaricare il ricettario in PDF

    *Sì, siamo appassionati delle canzoni di Paolo Conte :)

    November 25th, 2012

    Margherite e spritz cookies di ComidaDeMama partono per la Svezia


    Mancano solo 10 giorni al ComidaDeMama Winter Cookie Swap! I miei invitati stanno inviando le ricette dei biscotti che si scambieranno a casa Comida il 5 dicembre e sono una più buona dell’altra.

    E io? Che biscotti preparerò?
    E soprattutto: saranno secoli che non faccio più biscotti! Sarà meglio allenarsi. Qui in casa si sacrificheranno tutti per assaggiare.
    Marco mi offre subito un’occasione: sta partendo per la Svezia e una sua collega medico fisico che vive lì segue ogni tanto ComidaDeMama. Ho pensato così di spedire un box pieno di due dei miei biscotti preferiti:
    Le Margherite di Stresa, a timeless classic. Una ricetta trovata, grazie alla mia amica Sara, in uno dei Librini de La Cucina Italiana. E’ una ricetta che da 10 anni compare su questo blog. Amatissima da tutta la mia famiglia, sarà molto probabilmente quella che offrirò ai miei ospiti al Winter Cookie Swap.


    Sparabiscotti alla riscossa, dovrebbero chiamarsi così gli Spritzgebäck (Spritz cookies). Per anni ho rimpianto la spesa della sparabiscotti. Spesa piuttosto consistente -trattasi di sparabiscotti proprio bella, in acciaio, robusta, etc. Le mie amiche tedesche Nicole e Hidegard mi hanno insegnato un impasto perfetto per poter usare questo arnese. E ho cambiato idea: la sparabiscotti ha un suo perché. Ogni volta che li faccio mi stupisco: funziona sempre!

    Ecco, ora impacchetto tutto per bene e il box di biscotti finisce nel bagaglio a mano di Marco.

    Di seguito trovate le ricette.

    Margherite di Stresa
    Per circa 50 margherite, tagliabiscotti diametro 5 cm:
    250 g di burro morbido
    120 g di zucchero a velo, più altro per spolverare
    (meglio avere un colino o un setaccino)
    la buccia di 1/2 limone grattugiata fine
    un pizzico di sale
    una bustina di vanillina
    4 di tuorli di uova sode
    200 g di fecola di patate
    200 g di farina 0 di grano tenero
    Preriscaldare il forno a 200°C.
    Aprire le uova e rimuovere il tuorlo, scartare il bianco e il guscio. Passare al setaccio il rosso d’uovo.
    In un’ampia ciotola raccogliere il burro tagliato a pezzetti, lo zucchero a velo, la buccia di limone, il sale e la vanillina, il rosso d’uovo setacciato, la fecola di patate e la farina. Impastare velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo.
    Formare una palla e riporla in frigorifero per qualche decina di minuti per farla raffreddare.
    Su un piano infarinato stendere la pasta con un mattarello. La pasta sarà alta 1 cm e da questa ritagliare con un coppa pasta a bordi smerlati o con uno stampino per biscotti, delle margherite di diametro di 5 cm.
    Disporre i biscotti ben distanziati gli uni dagli altri su una placca da forno precedentemente coperta con carta forno. Con il dito formare un avvallamento nel centro di ogni margherita.
    A forno già caldo cuocete i biscotti per circa 10 minuti a 200°C.
    Temperatura e tempi di cottura variano sempre a seconda del tipo di forno.
    Lasciare raffreddare sulla teglia e spolverizzare con zucchero a velo.
    Questa ricetta è tratta dal primo “Librino degli amici di Cucinait”.

    Spritzgebäck (Spritz cookies)
    Adattamento alla ricetta di Nicole e Hildegard Schubert
    Ingredienti:

    250 g burro
    200 g zucchero
    2 uova
    150 g nocciole grattugiate
    1 bustina di vanillina
    375 g di farina
    1 cucchiaino raso di lievito

    Preriscaldare il forno a 180°C.

    Mescolare velocemente tutti gli ingredienti in modo da formare un impasto compatto.
    Prendere un po’ dell’impasto, inserirlo nella pistola sparabiscotti e formare i biscotti.
    Lasciare raffreddare in frigorifero per almeno un’ora.
    Cuocere per 7-8 minuti a 180°C, controllando l’andamento della cottura (non tutti i forni scaldano nella stessa maniera, potrebbe essere necessario ridurre il tempo di cottura a 5 minuti, o ridurre la temperatura del forno)

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