
Ho fatto un salto al mercato del contadino di Trento, quello del mercoledì in via Filzi.
Ero in cerca di erbe aromatiche per la mitica Torta Pesenti , ricetta ligure della nonna dei miei compagni di università. Una torta salata che sa di primavera.
La ricetta l’ho postata nel lontano 2003, senza nemmeno una fotografia! Qui tocca rimediare al più presto.
Tornando al mercato, timo e melissa, tanto per incominciare, sono finiti nella mia sporta della spesa.
E a ruota sono seguiti un sedano rapa e un rafano nero (o ramolaccio), pronti per essere consumati crudi in insalata o in pinzimonio. Entrambi hanno ottime proprietà depurative, il sedano rapa ha una consistenza interessante anche crudo e il rafano nero è fresco e piccante.
Ora, io non lo sapevo che il sedano rapa si potesse consumare crudo. Me l’ha rivelato qualche tempo fa Zita, la mia amica ungherese, facendomi assaggiare un’ottima insalata a base di sedano rapa grattugiato, mele a pezzetti, (tanta) maionese fatta in casa e (tante) noci. Molto, molto buona.
L’ingrediente segreto (sì, quello dei savoiardi fatti in casa) dormiva e sono riuscita a scattare al volo due fotografie.

Il Fotografo mi tirerebbe le orecchie per tutto il bianco che strilla, pixel per pixel, in queste fotografie.
A proposito, mi piacerebbe molto partecipare alla prima sessione dell’Officina Calycanthus, per imparare un po’ di composizione, tecnica e stile dai bravissimi tre de La Cucina di Calycanthus.
Spero l’Officina possa raggiungere anche i monti trentini, prima o poi.

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Galeotte furono le 100 schiscette vegane di Wonderzdora. Da moltissimi anni seguo i suoi esperimenti e leggo le sue cronache, molto divertenti e istruttive. Purtroppo i suoi vecchi post non sono più in rete.
Dicevo, Wonderzdora sta fotografando i suoi lunchbox, bento, schiscette – chiamatele come volete. La schiscetta n° 14 prevede tofumino della petula da spalmare sullo zwieback multicereale coi semini.
E riscopro così una vecchia ricetta della Cuoca Petulante, in cui il tofu acquista aroma e colore dopo qualche giorno di marinatura nel miso. Read the rest of this entry »
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Una zuppa corroborante per questi giorni di freddo ci voleva! La combinazione zenzero e carote ha convinto anche Marco, che alle carote preferisce molti atri ortaggi.
Una crema piccante per via dello zenzero, con una nota fresca di erba cipollina appena tagliata e il gusto pieno dell’olio di sesamo messo a crudo.
Questa è una variazione, fatta in fretta e furia con la pentola a pressione ieri sera, della splendida carrot soup with miso and sesame di smitten kitchen. Della serie: ho finito tutto il miso, ho messo tutti i cipollotti nello stir fry. E che problema c’è?
In ogni caso, ho provato la settimana scorsa la carrot soup with miso and sesame ed era buonissima.
Di seguito la ricetta.
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Matteo è nato il 2 novembre e stiamo entrambi bene. Ringrazio per tutti i messaggi di auguri&felicitazioni, arrivati in questi giorni attraverso tutti i canali di comunicazione possibili.
Mia mamma ha attraversato i 500 km che ci separano per rimanere una decina di giorni qui con noi. Inevitabile, nonostante la mia lenta ripresa post parto, non procedere a uno scambio di nuove ricette.
Ora. Mia mamma segue il sabato mattina su RAI 1 il programma Uno Mattina in Famiglia, dove (verso le 8. 40) Lisa Casali, autrice del blog www.ecocucina.org – Laboratorio di ricette per una cucina a costo e impatto (quasi) zero, in meno di 10 minuti prepara e porta in tavola ricette a basso impatto ambientale a base di quello che normalmente si butta via.
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Tags: comfort food, crumble, finocchio, in forno, nocciole, salato, vegetariano
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Ho fatto la pasta fillo (o phyllo, oppure filo) a mano!
Ok Comida, ma come si usa? In tanti modi, sia per preparazioni salate, sia per quelle dolci.
Börek, spanakopita, baklava: sono i primi tre nomi di preparazioni tradizionali che associo alla pasta fillo. Nomi che si perdono nella notte dei tempi e che attraversano i Balcani e il Medio Oriente.
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Tags: come fare, farina, fillo, impasti, pasta, phyllo, tecniche base, vegetariano
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Un pugno di riso, un paio di zucchine e tre patate. Con l’aiuto di sale, timo e un filo di olio il tutto si trasforma in un tortino da cuocere in forno. Facile, veloce e nutriente.
La tiedda è un piatto della tradizione pugliese, ci spiega la nostra amica di Squinzano (LE), fatto con riso, patate, cozze, prezzemolo e aglio. Una sera lo ha servito in questa versione vegetariana e ha conquistato Marta.
Sicuramente avere una buona mandolina per affettare le verdure facilita la vita e velocizza le operazioni. Marta si diverte molto ad aiutarmi a disporre le verdure a strati.
Fino a qualche settimana fa siamo riuscite ad avere le ultime zucchine della Val di Gresta, andando presto al mercato dei contadini.
E adesso che le zucchine non ci sono più? Useremo solo riso e patate, con il timo e le erbe aromatiche non più fresche ma essiccate. E sarà buonissimo lo stesso.
Prima della ricetta, qualche nota:
Quantità. Sono indicative, a noi piace molto così.
Però vi piacciono di più le zucchine? Aumentate le zucchine! Amate la menta? Mettete la menta! Volete finire con una deliziosa crosticina di patate? Finite con le patate!
Sale. Dipende molto dai vostri gusti.
Provate, provate e provate. Fino a che troverete, come noi, la quantità ideale.
L’ultimo strato. Non abbiate paura di sovrapporre troppo le verdure.
In cottura si ritireranno, quindi meglio abbondare.
Temperatura di servizio. E’ un tortino buono sia caldo, sia tiepido o a temperatura ambiente.
Se riuscite ad aspettare il giorno dopo, godrete ancora di più del gusto rilasciato dalle erbe aromatiche.
Tiedda vegetariana
ingredienti per una tortiera da 26 cm:
80 g di riso basmati
2-3 zucchine di grandezza media
2-3 patate di media grandezza, possibilmente a pasta gialla
timo, origano, basilico a piacere – fresco o essiccato a seconda della stagione
qualche cucchiaio di pan grattato (optional)
olio
sale
acqua
Preriscaldare il forno a 200°C.
Far riposare il riso in una ciotola di acqua fredda per 30 minuti. Scolare e mettere da parte il riso.
Mondare le zucchine e sbucciare e lavare le patate. Affettare a rondelle sottili utilizzando una mandolina.
Ungere il fondo della tortiera con un filo di olio. Disporre un primo strato di zucchine, seguito da uno strato di patate. Cospargere con un pizzico abbondante di sale e di erbe aromatiche.
Con le mani bagnate distribuire il riso sullo strato di patate. Aggiungere un po’ di sale e aromi e procedere con strati successivi di zucchine e patate, poco sale ed erbe, fino a esaurimento delle verdure.
Versare sul tortino ottenuto un bicchiere di acqua fredda. L’acqua dovrà raggiungere almeno la metà dell’altezza del tortino, senza però sommergerlo. Condire l’ultimo strato con olio.
Infornare a 180°C per 20-25 minuti circa, verificando che la crosticina di verdura non diventi troppo scura. A metà cottura aggiungere il pan grattato.
Una volta sfornato lasciare leggermente intiepidire prima di portare in tavola.
Tags: basmati, forno, in forno, patate, riso, vegetariano, zucchine
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Melanzane impanate, dorate in forno e guarnite con pomodoro fresco e mozzarella.
Dalle cucine di Josè Napoli, anno 1930, alla cucina di Sara, qui nell’Isola di Mallorca.
“Come Milanesa alla Napolitana?” chiedo io.
“Elena, questa è una storia da ComidaDeMama!” Sara mi spiega che in Argentina la milanesa è un modo di cucinare la carne molto diffuso, importato dagli immigrati europei. Il risultato era (ed è tutt’ora!) né più né meno della classica cotoletta alla milanese, o wiener schnitzel, chiamatela come volete.
Nel 1930, però, alla Pizzeria Napoli succede il disastro: la cotoletta non viene bella come al solito.
E di là, in sala, c’era un avventore più che affamato. Cosa fare? Cosa fare ? A Josè Napoli viene in mente di mascherare le imperfezioni di questa benedetta cotoletta milanesa con una bella dadolata di pomodoro e mozzarella. Una passata in forno, per far sciogliere appena la mozzarella, due foglie di basilico profumato et voilà: nasce la Milanesa alla napolitana.
Destinata ad avere un gran successo, arriva a me dopo ben 81 anni, tramite l’amica di Sara, argentina e vegetariana, che la reinterpreta utilizzando le buonissime melanzane che crescono negli orti dell’isola di Mallorca.
Sara aggiunge una buona quota di twist speziando le uova con il merquen, una miscela sudamericana di peperoncino, aglio affumicato e semi di coriandolo.
Ecco la ricetta.
Milanesa di melanzana alla napolitana
Ingredienti per 4 persone
2 melanzane medie
2 uova intere
1 mozzarella
2 pomodori grandi
pan grattato
sale e spezie a piacere
1/4 di cucchiaino di curcuma
foglie fresche di basilico
Preriscaldare il forno a 180°C.
Spuntare le melanzane e tagliarle per il lato lungo ottenendo fette spesse 1 cm abbondante.
Sbattere leggermente le uova con una forchetta, aggiungere sale e spezie a piacere.
Intingere le fette di melanzana una a una, passarle da entrambi i lati in pangrattato e disporre su una placca da forno precedentemente coperta da carta da forno.
Fare cuocere le melanzane 10 minuti da un lato.
Nel frattempo, tagliare il pomodoro, eliminare tutti i semi interni. Ridurre pomodoro e mozzarella a cubetti. Lavare il basilico.
Estrarre la placca dal forno, girare le melanzane e far cuocere 5 minuti. Aggiungere su tutte pomodoro e mozzarella e infornare per altri 5 minuti.
Guarnire con basilico fresco.
Si posso gustare caldissime, a temperatura ambiente e fredde, a voi la scelta!
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Siamo a Mallorca, da Sara. Ed era da così tanto che non scrivevo un post su comidademama che non mi ricordavo come accedere al mio nuovo (nuovo, eh. Nuovo era a marzo, ma da allora non ho più aperto nulla) gestore di post.
Recuperato dal my wise husband il come e il perché, ecco una delle prime ricette di questa vacanza.

Un timeless classic di Sara, che qui a Mallorca acquista di gusto. Sarà che è estate. Sarà che sono lontana e finalmente in vacanza. Sarà Sara.
Gazpacho bianco di melone e cetriolo
Ingredienti:
1/2 melone bianco, non molto grande e non molto maturo
1 cetriolo
2 cucchiai di mandorla tritata finemente
3 cucchiai di aceto di mele
6 cucchiai di olio di oliva
1 bicchiere scarso di acqua
sale
Pelare il cetriolo e il melone e togliere a entrambi i semi.
Frullare melone e cetriolo con il sale, l’aceto, le mandorle e l’acqua.
Aggiungere l’olio e continuare a frullare. Eventualmente aggiungere un po’ di acqua.
Raffreddare in frigorifero per qualche ora.
Servire in piccoli bicchierini accompagnato con fette di jamon serrano.
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Dal repertorio estivo di mia mamma ecco una ricetta veloce (senza forno!) per un dolce al cucchiaio a base di frutta.
Se volete, potete sostituire le albicocche con l’equivalente in peso di pesche sbucciate e denocciolate. Prima o poi proverò la variante con le ciliegie, ma ogni volta che arrivano in casa spariscono in un battibaleno.
Mousse di albicocche della mamma di Comida
Ingredienti per 6 persone:
500 gr. di albicocche non troppo mature
succo di mezzo limone
100 g di yogurt naturale
4 tuorli d’uovo
100 g di zucchero
10 ml acqua fredda
Dividere in due le albicocche ed estrarre il nocciolo. Pesare la frutta tagliata: raggiungerà il peso di 400 g circa. (Però provate a chiedere al vostro fruttivendolo 400 g di albicocche senza nocciolo. Meglio che vi indichi 500 g di albicocche. ^_^).
Trasferire le albicocche in un pentolino e aggiungere il succo di limone. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco basso per 10- 15 minuti. Lasciare raffreddare.
Una volta raffreddate, frullare le albicocche fino a ottenere una purea omogenea.
Aggiungere lo yogurt e mescolare fino a unire i due composti.
In un pentolino montare a spuma i tuorli d’uovo e lo zucchero. Aggiungere poco per volta l’acqua fredda, aiutandosi con una frusta da dolci.
Mettere il pentolino a bagnomaria e, a fuoco medio, continuare a montare la spuma d’uovo, zucchero e acqua, fino a che non raddoppierà di volume.
Togliere dal bagnomaria il pentolino e versare all’interno il composto di albicocche e yogurt, mescolando fino a ottenere una mousse omogenea.
Dividere la mousse in sei coppette e far raffreddare in frigorifero.
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Fa caldo! Che meraviglia, non lo aspettavate anche voi questo bel sole?
Questa insalata mi ricorda annalibera, che l’anno scorso ho conosciuto dal vivo nella sua città, Siviglia.
Da lei ho imparato a condire l’insalata con una crema fatta di tahina, succo di limone, acqua e sale. Se vi ricordate l’avevo accompagnata con il sommaco in questo post QUI.
Velocissima da fare e nutriente, questa insalata è il mio ideale di pranzo.

Insalata di verdure e crema di tahin (o tahina)
Ingredienti:
per l’insalata
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 cetriolo
1/2 cipolla rossa di tropea
12 pomodorini
per la crema di tahina
1 1/2 tazza di tahina
1/2 tazza di acqua fredda
1/2 tazza di succo di limone filtrato
1 1/2 cucchiaino di sale
1/2 spicchi0 di aglio tritati finissimo
per decorare:
1 cucchiaino di paprica dolce oppure sommaco
Preparare la crema di tahina.
Mescolare la tahina con l’acqua e l’aglio tritato fine. Aggiungere poco per volta mescolando il succo di limone e il sale, assaggiando di tanto in tanto per raggiungere il livello di sapidità e acidità desiderato.
Lasciare riposare in frigorifero e servire spolverato di paprica.
Preparare l’insalata. Mondare tutte le verdure e tagliare a pezzetti di media dimensione. Affettare sottili le cipolle, ed eventualmente lasciarle a bagno per un’ora in acqua fredda. Scolare bene le cipolle prima di aggiungerle all’insalata.
Condire l’insalata con la crema di tahina. Lasciare riposare una decina di minuti al fresco in frigorifero, mescolare e servire.

Ho provato a fare un tag virtuale con il nome della ricetta, vi piace?
Tags: comidademama, ricetta, tahina, vegan, vegetariano
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