
Una serra volante enorme.
Venerdì a Torino, in Piazza Castello, ho visto una macchina strabiliante, come quelle che sognavo da bambina leggendo Jules Verne. Sto parlando di Aéroflorale II.
Sembra quasi uscita fuori da un disegno di Leonardo da Vinci: un vascello (che vola sul serio!) in struttura metallica con tanto di gambe, carico di piante, dotato di ali e motori a elica e sormontato da cinque palloni aerostatici.
Per volare, l’Aéroflorale II usa non una goccia di carburante, ma l’energia prodotta dalle sue piante.
Non sembra vero, ma in questo post si parla sul serio di minestrone.
Come definire gli autori di questa installazione, la compagnie La Machine di Nantes. Prendo in prestito un loro manifesto, tanto per incominciare.

E’ una compagnia di teatro di strada diretta da François Delarozière composta da persone con profili professionali molto diversi tra loro. Teatro, urbanistica e architettura sono i temi principali delle loro spettacolari opere, che prendono vita a Nantes, Capitale Europea del Verde 2013.
Nella mia fantasia, sembra che da uno dei due enormi atelier dove le loro idee prendono una forma possano uscire Tintin, Capitain Haddok e il Professor Calculus.
L’Aéroflorale II sta girando l’Europa studiando e aumentando la collezione di specie vegetali che ha a bordo.
Una volta a terra e piantate letteralmente le tende, l’equipaggio comunica con le persone del luogo in cui è atterrata. Si circonda di piante locali, in questo caso fornite dal Servizio Verde Gestione del Comune di Torino, le studia. Installa piccole macchine stravaganti, sempre alimentate dalle piante, spiegando come funzionano.
Ecco alcuni membri dell’equipaggio intenti a sistemare i macchinari, bagnare piante e interagire con il pubblico. Si parla di biodiversità, di sorgenti alternative di energia, del prossimo approdo, che se non ricordo male, avverrà prossimamente ad Amburgo.

Ad un tratto vedo un membro dell’equipaggio con un grembiule bianco e un fodero in pelle porta coltellacci. Comida, Comida! Ma questo è il cambusiere dell’expédition végétale!
Non distante da lui, vedo un pentolone bollire con sotto uno di quei fornelli da campo, belli grandi, che si vedono ogni tanto nelle sagre paesane. Il tutto si trova su un cumulo di terra.
Lo osservo lavorare. Sta preparando un minestrone per l’equipaggio. Così mi spiega un signore che è lì da qualche minuto prima di me.

Il mio francese non è buono, ma mi faccio avanti, mi presento e chiedo un po’ di informazioni.
Il cumulo di terra accoglie il compost, tra cui gli scarti del minestrone stesso. Il gas del compost, attraverso un sistema di imbuti, tubi e compressori del valore di poco più di 30 euro, alimenta la fiamma del fornello in cui sta sobbollendo allegramente il minestrone.
Facciamo ancora due parole, ci scambiamo gli indirizzi di posta elettronica e lascio il cambusiere al suo lavoro.
Visito il piccolo padiglione informativo dalle grafiche bellissime e mi riprometto di vedere dal vivo al più presto qualche altra spettacolare creatura della compagnie La Machine.
E poi corro al Salone del Libro di Torino a presentare il libro In Cucin@. Ma questo ve lo racconto un’altra volta :)

E, bomba delle bombe, ecco la foto ricordo di ComidaDeMama con il cambusiere dell’Expédition Végétale. Sullo sfondo, il minestrone cotto usando gli scarti del minestrone.

Che dire, ringrazio le iniziative del Comune di Torino Torino Incontra la Francia e gli Smart City Days, perché senza di loro non ci sarebbe stata questa strabiliante expédition végétale.
Sarebbe bellissimo che l’ facesse tappa al nostro MUSE di Trento, che verrà inaugurato a fine luglio.
Un paio di link, per saperne di più.
La Machine – sito ufficiale
Nantes, Capitale Europea del Verde 2013 – sito ufficiale
Città di Torino – Verde pubblico



















