ComidaDeMama

Archive for the ‘star’ Category

March 17th, 2009 by Elena

Calycanthus e le

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Sabato mattina, alle dieci, in casa montag c’è un gran trambusto. Cerco di buttare giù dal letto Marco, arrivato la notte prima e già di partenza il giorno dopo. Marta s’incaponisce su un vestito cinese per via di un laboratorio di maschere cinesi al Castello del Buonconsiglio nel pomeriggio.
Voglio arrivare in tempo alla vernice della mostra Fausto Melotti,

March 12th, 2009 by Elena

Claudia Castaldi. Un anno di blog.

Il blog di Claudia Castaldi compie un anno. Lo festeggio stilando la classifica dei miei cinque post preferiti. Auguri di cuore!
1-Dolci risvegli in Marocco.
Appassionata di colazioni, ricorrono spesso tra i suoi post. Interno giorno, Marrakech. Incantevole, con ricette in fondo.
“Realizzando il sogno della colazione infinita.
L

February 4th, 2009 by Elena

Do Something Creative Every Day: Shiso mama. 228 collages.

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I started the collage-a-day project because I was feeling so consumed by my life with baby, and rather unable to focus any creative energy on myself. Whenever I tried to make something, it felt like I had to make something significant or important because time was so precious. But I started to think about Chris Ofili and a collection of gouaches that he had painted, to warm up and start his day in the studio. They were gorgeous and free and joyous, and I started thinking about making something every day, a little stress-free exercise to get myself more in the mind of a real artist. It’s one of the best things I’ve ever done, and probably the closest I’ve ever felt to being a “real” artist. shiso mama
Do Something Creative Every Day non è unicamente lo slogan di Paper Source, ma è anche la base del progetto di shiso mama.
Scoperta via Apartment Therapy, avevo apprezzato il modo di fotografare gli interni della sua casa californiana.
I collages mi sono piaciuti immediatamente.
In occasione del centesimo collage prodotto ha scritto un post ‘dietro le quinte’.
Da tempo voleva fare qualche cosa di creativo, rilassante, veloce ogni giorno. Qualcosa che la facesse concentrare su qualche cosa di creativo. Nessuna opera immortale, solo un progetto breve da risolvere nel poco tempo libero lasciato dal lavoro e da due figli.
Cartoncini bristol bianchi di dimensioni uguali, piuttosto piccoli. Carta da origami, colla e pennello.
Non c’è disegno preparatorio e spesso l’idea iniziale prende una piega diversa e la realizzazione non si risolve in ventiquattro ore.
Tutti i collages sono raccolti qui e sono felice ogni volta che ne vedo comparire uno nuovo.

January 27th, 2009 by Elena

Le Pain Quotidien.

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Le pain Quotidien -New York City. Scattate lo scorso anno in Dicembre.

Questa è la storia di un successo. Di Alain Cumont e di un tavolone comperato al mercato delle pulci che ha portato fortuna.
Siamo in Belgio. A tre anni Cumont è aiuto cuoco della sua nonna. Con i suoi menu fantasiosi a diciassette fa scalpore nei pranzi di famiglia. Il suo apprendistato passa attraverso grandi chef francesi e anni passati nelle migliori cucine di New York City.
1987. Torna a Bruxelles dove apre in Place Rogier un ristorante con soci mal assortiti. Cumont prende la sua quota e fonda Le Pain Quotidien.
D’altronde, quando aveva ancora il ristorante, si faceva spedire pane buono dalla Francia. Spendendo un capitale.
Perchè non farlo lui stesso e venderlo? Sia come boulangerie, una grande madia piena di forme di pane casereccio e di bella pasticceria. Sia come locale, caldo con luci soffuse e tanto, tanto, tanto legno.
Pane, rustico e semplice. Farina, acqua e sale, acido, medievale. Viene venduto nell’ottobre del 1990 a Bruxelles, nel primo negozio di quella che diventerà una catena di circa 80 locali sparsi tra USA ed Emirati Arabi, passando per l’Europa (Roma compresa, ma lei dice: “c’è pure a Roma, via Tomacelli, ma purtroppo è molto meno buono”), la Turchia e per la Russia.

Il primo negozio si trova in un quartiere di Bruxelles pieno di carattere dove gli affitti non sono ancora altissimi.
E spunta il tavolo. Grande, vecchio, bello. Comperato in un mercato delle pulci. I più scettici scuotevano la testa. Mai e poi mai le persone avrebbero condiviso il posto.
E invece diventa un punto di forza. Il communal table piace e convince. Non c’è Le Pain Quotidien che non ce l’abbia.
Piccoli locali con una bella luce, cibo sano, centrifughe e succhi di frutta pieni di vitamine. taglieri riccamente assortiti. Le œuf à la coque e i filoncini di pane come da bambini, waffels. Coppe imperiali di yogurt biologico, granola e frutta fresca. Pasticceria bellissima e di ottima qualità. Forme di pane che ricordano altri tempi. File di barattoli di marmellate, conserve e altro ancora.
Normalmente spuntano all’angolo di una strada trafficata, fatti apposta per chiudere la porta dietro a file taxi gialli [se siete a Manhattan, per le altre location scegliere le insidie più adeguate] , segnali sonori, insegne luminose, la gente che cammina veloce, gli ombrelli, la polizia. E per sfogliare in santa pace il New York Times [se si è a Manhattan. per le altre location scegliere il quotidiano più adatto] sul grande tavolo, con cafe au lait, pane, burro e una selezione di marmellate [tra cui la Brunette, crema di nocciole amata da Pm10].
Mi spiace di avere fatto unicamente queste tre fotografie durante le mie visite fatte a New York, quando prendevo il pullman Fung Wah 15$ Chinatown Boston- Chinatown Manhattan e ritorno. Ma credo che possano rendere l’idea di quanto è accogliente e di quanto mi manchi NYC ^^.

Comidademama a New York City. Tutti i post.
Sullivan St Bakery, Comidademama nella casa del No Knead Bread
Il laboratorio del gelato e mappa dei luoghi golosi che ho provato, da stampare e portare con voi.
Sopravvivere a Manhattan, uno spuntino al volo per tutta la famiglia.
Union Square Greenmarket

Dove ho letto la storia di Alain Cumont?
Intervista ad Alain Cumont
Canadian Living

January 9th, 2009 by Elena

tips (suggerimenti) on food photography. Foto migliori in 7 punti. Tradotto IN ITALIANO da staximo

Come si producono belle immagini? Efficaci, vivide, invitanti.
Come molti di voi anche io condivido lo stesso interesse, la stessa curiosità di Staximo.
I foodblogger stranieri, specialmente professionisti*, condividono generosamente i loro accorgimenti raccolti dopo ore passate a cercare inquadrature e luci giuste, a scegliere sfondi e buone dispozioni, ad ovviare a problemi tecnici, a scattare, postprodurre, stampare. E Staximo ha avuto la santa pazienza di tradurre tips on food photography, scritto dall’autrice del blog Tartelette, pubblicato lo scorso dicembre da My cooking hut.
Sette punti. Spiegati con semplicità e (ma certo!) con fotografie meravigliose, complementari alle informazioni scritte.
Vale la pena di dare una lettura anche per il solo piacere di vedere qualcuno condividere la propria esperienza. Grazie Tartelette (per chi volesse cimentarsi con l’inglese ecco il post originale) e un grazie a Staximo per la traduzione.
*lara ferroni,steamy kitchen,chocolate&zucchini, la tartine gourmand, matt bites,101 cookbooks hanno scritto post interessanti sul tema food photography. Sono in parte simili tra loro, ma tutte le immagini sono bellissime. quali sono i vostri?

December 15th, 2008 by Elena

Chocolat “Chantilly” di Hervé This. Una mousse di puro cioccolato… e acqua!

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Cioccolato fondente e acqua= mousse al cioccolato purissimo. Parola di Hervé This, caposcuola della cucina molecolare.
Ecco il risultato, fatto con le mie mani. Finalmente una mousse al cioccolato leggerissima, adatta ai miei amici intolleranti al lattosio.
Natale 2003. Ricevo da Claudia e Francesco, i miei due cugini chimici, il libro di Hervé This, Pentole & provette. Nuovi orizzonti della gastronomia molecolare. Fresco di stampa non era sfuggito al loro occhio, tradotto in italiano da Gambero Rosso prima ancora che uscisse la versione in inglese, attesa da una considerevole fetta di pubblico.
Avendo all’attivo anche un marito fisico che mi raccontava delle spume di Ferran Adrià e successivamente delle peripezie di Aki Kamozawa e H. Alexander Talbot il libro era stato sfogliato da entrambi con attenzione.
Concentrati di spiegazioni scientifiche intorno alla creazione di mousse, di fallimenti catastrofici evitabili in cucina, di lieviti e pane, di fermentazione di champagne. Affumicature di salmoni, di sous vide e così via. Ogni articolo, non più di una pagina e mezza, con glossario e note.
E un po’ di soggezione viene, quando Hervè This invita a provare a fare qualche esperimento.

Dario Bressanini, che non ha bisogno di introduzioni, dopo cinque anni mi toglie da questo imbarazzo, fotografando la sua preparazione del Cioccolato “chantilly”, adattando la sua ricetta a quella che si trova a pagina 228 dell’ultima ristampa del libro ( ebbene sì, mi avete scoperto, qualcuno dei miei amici lo riceverà a Natale).

Cioccolato e acqua. No, niente uova, niente panna. Niente di niente.
In Francia crème chantilly indica semplicemente una crema fatta di panna, raffreddata e montata a neve. Ed è la stessa cosa che Hervé This fa con il cioccolato, coniando questo titolo, Chocolat “Chantilly”.
L’equivalente italiano, Cioccolato “Montato” non fa lo stesso bell’effetto
Ah, la France!
Lo scioglie, lo mescola ad una quantità di acqua (fredda!!!) in una proporzione che vederemo tra pochissimo.
Quando acqua e cioccolato saranno amalgamati riverserà questo liquido in una ciotola immersa in un contenitore pieno di acqua e ghiaccio. E con una frusta monterà in pochi minuti il nostro chocolat chantilly!
E non solo, ma suggerirà di cambiare liquido, sperimentando nuovi sapori.

Dopo aver ridotto la mia cucina ad un dalmata, a forza di montare cioccolata ho una TO-DO-LIST di abbinamenti.
Cioccolato e BB 10° prodotta dal Birrificio Artigianale Barley di Maracalagonis (Ca)
Cioccolato e Lagavulin 16Y
Cioccolato ed essenza di menta di Pancalieri
Cioccolato e succo di lampone
O qualche altro abbinamento più eccentrico.( e visto che mi tirano le orecchie dicendo che metto troppi link originali in inglese rimando direttamente a Dario Bressanini e al suo articolo a riguardo, scritto in italiano)
Cioccolato montato con i succhi rilasciati da una bistecca alla griglia, ad esempio. O al centrifugato di kiwi. Vedremo.
E’ che in realtà io sto pensando a montare i formaggi. Perchè con lo stesso principio si può.
Per la cronaca: ho dietro a me un pentolino nel quale acqua e gorgonzola morbida stanno sciogliendo.

Ma, comida, L’ACQUA? Quanta deve essere?

Supponendo di sciogliere 100 gr di cioccolato Dario Bressanini suggerisce una proporzione di 100 gr di acqua per 34 gr di grassi presenti nei 100 gr di cioccolato.
Non vi preoccupate se sull’incarto della vostra tavoletta i grassi sono di più o di meno. Si può fare una proporzione.

Gr di acqua che vi serviranno= gr di grassi per 100 gr di prodotto scritti sulla vostra tavoletta* 100/34
Dice Dario Bressanini:

“Non confondete la percentuale di cacao presente (qui sopra l’70%) con la percentuale di grassi (qui sopra 39.4%). Quest’ultima può variare da produttore a produttore anche a parità di cacao presente. La prima volta che ho preparato questa ricetta ho cercato di ottenere una percentuale di grassi del 34% circa rispetto all’acqua. Quindi per calcolare la quantità di acqua ogni 100 grammi di cioccolato ho calcolato: grammi di acqua = 39.4 * 100/34 = 115.8… che ho approssimato a 115.”

Vi sentite già un po’ Marie Curie, eh?
Ecco la ricetta, con alcune mie note.

Chocolat “Chantilly”
adattamento alla ricetta di Hervè This
e di Dario Bressanini

Ingredienti:
100 gr di cioccolato fondente al 70% di cacao
NB: Il cioccolato non può essere quello di Modica poichè manca di un emulsionante, la lecitina.
acqua del rubinetto
Grammi di acqua che vi serviranno= gr di grassi per 100 gr di prodotto scritti sulla vostra tavoletta* 100/34
acqua fredda e ghiaccio in cubetti per raffreddare il cioccolato

Rompere in pezzi il cioccolato, raccoglierlo in un pentolino e scioglierlo a fuoco lento. Se si preferisce usare la tecnica del bagnomaria.
Misurare l’acqua seguendo la proporzione scritta negli ingredienti. Nel mio caso ho approssimato per difetto di qualche grammo.
Rimuovere il pentolino dal fuoco. Versare l’acqua nel cioccolato sciolto mescolando costantemente fino a che acqua e cioccolato diventino un tutt’uno.
A parte riempire parzialmente di acqua e cubetti di ghiaccio una ciotola e immergerne una seconda, che verrà utilizzata per montare il cioccolato. Lasciare qualche minuto raffreddare il recipiente prima di procedere.
Versare nel recipiente raffreddato la miscela di cioccolato e acqua, montare con una frusta a mano o con delle fruste elettriche fino ad ottenere un composto spumoso.
Refrigerare e servire.

La cosa bella di questa ricetta è che, se non viene al primo tentativo, si può rimettere sul fuoco, e si può ripartire immediatamente nella sperimentazione.

Non si monta il vostro composto? A me è capitato la prima volta. Probabilmente l’acqua era troppa. Ho aggiunto un po’ di cioccolato, rimesso sul fuoco e rincominciato da capo.
E dal quel momento ho approssimato per difetto la quantità di acqua.
Scoraggiata dal primo tentativo ho messo il mio primo esperimento in frigorifero e sono andata a dormire. Il mattino seguente ho trovato una mousse perfettamente riuscita, un po’ di freddo ha aiutato a stabilizzare il tutto.

Allora, per la vigilia di Natale proporrete una mousse al cioccolato che più leggera non si può?

Il libro:
Pentole & provette. Nuovi orizzonti della gastronomia molecolare.
di Hervé This
Edizioni Gambero Rosso GRH, 2003
Collana: I Saggi del Gambero Rosso
Curatore: Parasecoli F.
Traduttore: Pezone A.
Pagine: 254
ISBN: 8887180636
quarta ristampa: gennaio 2008
Titolo originale Casseroles et éprouvettes.

September 22nd, 2008 by Elena

Crostata morbida di MarinaB

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Mi sembra sia passato un secolo da quando fotografavo le manine di Marta e della sua amica Isabella intente a gustare una ottima colazione sotto il sole di Cape Cod.
Siamo ormai a Trento, di corsa per via del lavoro, della scuola e di un trasloco e mezzo che non raccomando a nessuno.
MarinaB, s

September 5th, 2008 by Elena

Comidademama ad Amsterdam, cucinare da Gigi una mattina di settembre

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Dopo poche settimane passate in Italia eccomi nuovamente in viaggio. Quasi cinque anni vissuti ad Amsterdam e mi stupisco ancora per i cieli grigi e qualche acquazzone. Di questa stagione, poi.
Dopo un mese di assenza da un accesso internet costante guardo sconsolata il mio blog dalla grafica sconquassata che ricorda il cassetto dei miei calzini.
Rimando la ristrutturazione del blog al mio ritorno in Italia, che avverra’ tra non poco e mi metto a scrivere un post dopo tanto tempo. Dalla finestra vedo la vecchia scuola elementare di Marta. Siamo in Herengracht, nel cuore di Amsterdam, ospiti della mia amica Priya.
Questa mattina ho visitato Gigi, carissimo amico, cuoco bresciano con cui ho lavorato per qualche anno aiutandolo nelle sue lezioni di cucina e nei suoi catering.
Oggi ho potuto aiutarlo in una delle sue mattinate di lavoro. Con noi Simona, ore ed ore passate noi tre a cucinare, a correre dietro a barche, furgoni, carrelli, forni da trasportare, liste di spesa da compilare, menu da discutere, stoviglie da ricevere dai renter, piatti e vassoi da allestire.
Un lavoro faticoso e nonostante tutto molto appagante. Due compagni di lavoro che temo non trovero’ mai piu’.
Anche nel caos piu’ totale Gigi ha la capacita’ di tranquillizzarmi e di alleviarmi un po’ la fatica. Un sorriso, una battuta, un bicchiere di acqua fresca. Anche in un ricevimento di nozze per duecento persone, un garden party con pavone. Vivo. E son cose.
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E cosi’ questa mattina un po’ brumosa mi sono ritrovata in cucina con Gigi, Simona e una amica spagnola.
Una tazza di caffe’ e una ricognizione della spesa appena fatta e del menu da preparare.
Settanta fiori di zucchina freschi con attaccato una zucchina molto piccola, impacchettati come fossero orchidee. Casse di peperoni e pomodorini. Un bouquet imperiale di erbe fresche. Un merluzzo intero. Tanta uva bellissima. Le altre cose spariscono in fretta nei congelatori. Si passa al vaglio la possibilita’ di fare un sorbetto al basilico come complemento ad un piatto, si pensa a come servirlo, nel mentre tutto inizia a prendere un inizio, ciascuno ha un compito. Riprendo dimestichezza in uno spazio che solo poco tempo fa conoscevo meglio della mia stessa casa.
Cosa abbiamo cucinato e’ del tutto secondario. Rimangono le parole, gli scherzi che si mescolano con i vapori dei peperoni arrostiti, della bagna cauda e con i rumori della cucina. E’ dall’aprile del 2007 che non ci vediamo e abbiamo tutti piu’ di un anno di vita da raccontare. E sono contenta di essere qui.
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June 25th, 2008 by Elena

Claudia Casu, Stefania Campanella e Zen and the City

Ma da uno a dieci quanto è in gamba e simpatica Claudia Casu?
“Sarda di nascita e nipponica d’adozione. La mia parte art director vive e lavora a Roma da quattordici anni, il resto di me vaga per l

June 1st, 2008 by Elena

Comidademama compie cinque anni

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31 Maggio 2003 comidademama torna da un set fotografico per una pubblicità.
Il fotografo, suo amico, Rob Van Uchelen e lei si perdono nella campagna olandese cercando la location e trovano una spettacolare fermata dell’autobus progettata da NIO architecten.
Il guscio di comidademama è stato fatto da qualche giorno e il progetto era di scrivere l

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