ComidaDeMama

Archive for the ‘star’ Category

September 4th, 2012 by Elena

Lemon Curd Meringue Tartlets – Oggi cucina Marta


Piccole crostate ripiene di lemon curd , sormontate da ciuffi di meringa appena tostati.
Non è un gioco da ragazzi. Eppure Marta (11 anni) le ha cucinate da sola divertendosi un mondo.
Beninteso la mia supervisione c’era, eccome! Pena, avere poche fotografie di Marta all’opera. Ma quando i ragazzi cucinano, essere accanto a loro, presenti e attenti, è una condizione imprescindibile per la loro sicurezza.
Ecco qui sotto Marta alle prese con la misurazione degli ingredienti. Secondo voi, quanto pesa ingrediente segreto? :)

Read the rest of this entry »

October 28th, 2009 by Elena

Julie & Julia – Intervista a Comidademama. Gli appunti.

Oggi pranzo con una mia amica americana, zuppa d’orzo allo Scrigno del Duomo. Un piccolo lusso per ricevere una signora appena arrivata dalla Bay Area.
Tra una bollicina di Trento doc e un canone a tre voci per spiegare chi siamo e cosa facciamo nella vita, ricevo al telefono (silenziato, certo!) la richiesta di un’intervista sul film Julie & Julia – appena uscito in Italia, sui foodblog e su comidademama per un settimanale trentino.
“Perchè tu?”
Ho quattro occhi, due ancora in jet lag, che aspettano una risposta.
Che, vi avverto, sarà molto lunga.
E che mi serve come traccia per riordinare le idee e per impostare un altro lavoro.*
juliachildbugnard72dpi336pxl.png
Vivendo anche solo per un anno in USA è stato impossibile non accorgersi dell’immagine di Julia Child. E’ presente nei negozi di libri, sulle bancarelle, nei negozi per gourmand, a scuola, nelle librerie della case dei nostri amici. Perfino da Target, alla televisione!
Dopo una delle mie visite a New York (15$ di corriera Fung Wah, Chinatown Boston-Chinatown Manhattan, potevo non fare un salto tante volte in quell’anno?), quella in cui sono andata a vedere il laboratorio del no knead bread, ho preso in mano testi, fatto le orecchie alle pagine, sottolineato, guardato immagini. Parlato con i miei amici americani e con i negozianti, con chiunque vedessi con un suo libro in mano.
E ho scritto un post, su chi è Julia Child, lo trovate QUI.
Chi mi ha contattato oggi a pranzo l’ha letto e al momento dell’intervista ha pensato a me.
Poteva seguire i link, fare copia e incolla delle cose scritte e scrivere l’articolo, ma non l’ha fatto. Ha telefonato.*
E poi, le coincidenze della vita. Comidademama e Julia Child sono state, in qualche maniera, vicine di casa.
All’inizio degli anni Sessanta Julia Child si trasferisce non lontano da quella che è stata la nostra casa a Cambridge MA, al 103 di Irving Street.
Il consorte, Paul Child, ingegnere, progetta la cucina che sarà teatro dei suoi primi show televisivi, ora conservata nello Smithsonian National Museum of American History Behring Center.
Marta ci passava davanti ogni giorno con lo schoolbus.

Bastano le ricerche che mi hanno portato a scrivere un post e queste belle chiacchiere per un’intervista? Direi proprio di no.
Apro la mia cartella Julia Child e ritrovo gli articoli interessanti che ho conservato e ne cerco altri sulla rete. E mi viene in mente di controllare che ora è e che temperatura c’è in Harvard Yard questa mattina, con un po’ di nostalgia.
Il film è diretto e scritto da Nora Ephron.
Nel 1989 introduce Katz’s Deli nel nostro immaginario collettivo con il film Harry ti presento Sally.
(E non ci crede più nessuno se dite che lo conoscevate già da prima. Non vi infastidite, fa parte dell’effetto ‘immaginario collettivo‘.)
Ephron deve tradurre in storia e intreccio i contenuti di due libri ( due su tre) che non hanno avuto fortuna, almeno inizialmente.

jj_bookchild.jpg jj_bookpowell.jpg

Ma come?
Uno viene definito una pietra miliare della cultura gastronomica americana e l’altro è il libro derivato da uno di quei casi da blogstar che compaiono sui giornali e sugli articoli degli esperti.
Il film
Esce in USA in Agosto 2009. In Italia è uscito lo scorso 23 Ottobre.
Ephron intreccia:
A) La vita parigina di Julia Child narrata nel libro autobiografico My life in France – scritto con il suo pronipote Alex Prud

June 1st, 2009 by Elena

ComidaDeMama compie sei anni.

31 Maggio 2003. ComidaDeMama è di ritorno da un set fotografico per una pubblicità.
Cercando la location si perde nella campagna olandese con Rob Van Uchelen. In compenso trovano una spettacolare fermata dell’autobus progettata da NIO architecten.
Il primo post era fatto: una manciata di righe con un link, senza fotografie.
I seguenti riportavano notizie da Amsterdam, libri, immagini e ricette di cucina.
E’ stato sorprendente vedere i primi commenti di altre persone e, dopo qualche mese, il nome ComidaDeMama in un post sui foodblog scritto da Antonio Sofi.

Rovistando negli ultimi dodici mesi di lavoro saltano fuori fotografie, ricette e alcune parole chiave: USA, pasticceria danese, Trento, Claudia Roden, Julia Child, risparmio energetico, solo per bambini?

Sei anni sono veramente tanti.
Ho conosciuto molte persone, tramite ComidaDeMama, ricevuto stimoli ed informazioni interessanti. Intrecciato amicizie e trovato validi compagni di lavoro. Risposto a valanghe di email di persone timide nel commentare, programmato viaggi, scoperto nuovi autori. Grazie.

Con enorme sorpresa e felicità scopro i festeggiamenti per i sei anni di comidademama di annalibera, che non solo ha scritto un post commovente, ma ha coinvolto altre persone creando un festeggiamento itinerante. Grazie mille!
Grazie a pm10, da più di sei anni in rete e sempre sulla cresta dell’onda e ad alex-cuochedell’altromondo per i fiori, l’alzatina e i kanelbullar.
A Genny di Al Cibo Commestibile per la sua angelica di pasta danese fatta con farina integrale e con una farcia spettacolare di cui vi lascio la sorpresa.
A Romina di bonasorte che intitola i suoi gentilissimi e divertenti auguri Sei anni da sbattersi per terra.
A enza di io da grande che fotografa ceci&limone, non ricetta indiana della mia amica Priya e che sceglie comidademama mentre fa una delle sue bolle di sapone giganti. Sono felice che il post sulla pedicure in USA ti sia piaciuto, rido sempre quando lo rileggo.
Grazie ad Ady che, in fondo a un suo bellissimo post, mi prende in giro amabilmente facendomi gli auguri.
Grazie, grazie, grazie a Sandra Salerno aka Un Tocco di Zenzero, che mi dedica un lungo post pieno di ricordo di quando ci siamo conosciute dal vivo tre anni fa e la ricetta delle sue strepitose olive speziate alla marocchina che portò in quell’occasione.
Ed Elisabetta di panemiele, grazie per le tue parole e per avere creato la versione in piccolo (e con fiori freschi per decorare) della torta Barozzi versione Meridiana.
Ragazzi, che compleanno!

May 29th, 2009 by Elena

La Cucina di Calycanthus. Un anno ( e un mese) di blog.

Ho mancato di trenta giorni il primo anniversario del blog La cucina di Calycanthus, per un equivoco sulle date. Ho deciso di festeggiare quindi seguendo il mio punto messo sul calendario. I miei auguri non sono meno calorosi e sinceri.
Il loro modo di introdurre e descrivere le ricette, le fotografie, la scelta degli ingredienti. Dovrei scrivere un post lungo una quaresima per ribadire quanto La cucina di Calycanthus sia uno dei blog più interessanti nella food blogosfera italiana.
Scegliere cinque post per festeggiare non è stato semplice. Non lo è stato per festeggiare Claudia Castaldi ne’ per Alex.
Una delle cose che mi diverte del loro linguaggio desueto e a volte un po’ decadente sono le loro categorie. porcherie è geniale, avere una sezione sui gazpachos pure e cos

May 28th, 2009 by Elena

Comidademama nel libro di Elisabetta Tiveron su Pippi Calzelunghe!

Pippi Calzelunghe piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese.
Ringrazio le amiche che, più o meno consapevolmente, hanno contribuito alla realizzazione di questo libro: Ilva Beretta, che mi ha prestato le sue copie di Pippi in svedese; Brigida Clazzer Doss, che gentilmente riletto le bozze; Alex (e la sua mamma) per la ricetta del porridge; Elena Chesta, per avermi introdotta ai kanelbullar più buoni che abbia mai provato.
Elisabetta Tiveron, Pippi Calzelunghe piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese

Ditemi voi che questa non è una sorpresa splendida per il mio compleanno.
Una busta contenente il libro di Elisabetta Tiveron, accompagnata da una lettera molto bella. Il mio nome nei ringraziamenti, accanto ad Alex e Brii e ricordo quando segnalai a Elisabetta Ilva Beretta e il suo blog strepitoso, Lucullian Delights per uno scambio di idee su queste lingue cos

May 24th, 2009 by Elena

Per il mio compleanno posta da Siviglia ( e sorprese da Amsterdam, da Venezia, dalla mia famiglia)

1anna.jpg

Credevo che con l’andare degli anni i compleanni si dimenticassero. Invece ho ricevuto una marea di auguri, via telefono, email, facebook, friendfeed, dal vivo. Grazie, a tutti. E, più o meno consapevolmente, molte persone mi hanno fatto dei bellissimi regali.
Marina Vizzinisi e il marito Rudy arrivano da Amsterdam portandomi un grembiule molto olandese e, da parte di Barbara Summa, un set strepitoso cake-stand, tovagliolini e piatti di carta di HEMA.
Prima che ci raggiungesse MarinaB. carica di regali per Marina e con un prezioso vasetto della sua marmellata di arance amare per fare la sua crostata morbida il postino mi porta un pacchetto arrivato dalla Spagna. Da Siviglia.

P1015981.JPG

Siviglia vuol dire annalibera. Anna è italiana e ha vissuto in alcune delle città più belle del mondo. Ci seguiamo vicendevolmente da parecchi anni ormai e via friendfeed sto seguendo il suo appassionante progetto, mettere in piedi un’attività gastronomica di qualità in Siviglia. Andremo prestissimo a trovarla e, come sarà capitato anche a voi in altre circostanze, a me sembra di conoscerla da sempre.

E il pacchetto sevillano?

Eravamo tutti curiosi, abbiamo aperto e, meraviglia!
. Eco-shopper dalla fantasia bellissima.
.Mandorle larguetas. Da mangiare cos

May 12th, 2009 by Elena

Davide Dutto, Cibele edizioni al FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO A TORINO DAL 14 AL 18 MAGGIO

IMG_021.jpg

Chi va al Salone del Libro di Torino?
Non mancate di fare un salto da Cibele edizioni!
Tutti conoscete Davide Dutto e la sua fotografia. Ibleide, il primo libro pubblicato come editore, candidato al Premio

May 8th, 2009 by Elena

Cuoche dell’ altro mondo. Due anni di blog.

Alex e Mari vivono agli antipodi. La prima in Germania e la seconda in Nuova Zelanda.
Da due anni a questa parte mi regalano nuovi stimoli, allegria e una festa per i miei occhi ad ogni loro trovata.
Voglio festeggiarle segnalando i cinque post che a fatica sono riuscita scegliere tra i loro 337 scritti fino a oggi.
Ringrazio Alex per avere fatto una raccolta dei banner che realizza. Li ho sempre trovati un modo interessante per anticipare il contenuto. Mi è capitato spesso di chiadermi come sarebbe stato progettato il prossimo.
1. Polvere d’arancia.
Questa ricetta l’ho trascritta, ma spesso mi capita di visitare questa pagina per il puro piacere di rivedere questa spettacolare fotografia.
“Questo è un lavoraccio, ve lo dico subito. Ma ne vale assolutamente la pena e con un lavoro fatto per benino potrete godere del risultato tutto l’anno. Le scorze d’arancia essiccate e poi macinate hanno un aroma fortissimo e ne basta una punta per ottenere un risultato intenso. Gli abbinamenti sono innumerevoli: condimenti per insalate, salse dolci o salate, pesce, carne, macedonie di frutta, crepes. Una presa di povere d’arancia da un tocco particolare perfino al caffè.”

alex_polverearancia.jpg


2. Tagliolini Wagamama.

Negli anni in cui abbiamo vissuto ad Amsterdam e poi a Boston il Wagamama è stato il locale preferito mio e di Marta. Da qui è iniziata la passione per le edamame (soia fresca in baccello al vapore con un pizzico di sale) e delle zuppe gustose e fresche, servite in ampie ciotole. Dimenticavo! In giapponese wagamama vuole dire ‘capricciosa’.
“Il loro motto è “positive eating + positive living” – mi piace.”

alex_wagamama.jpg

3. Pesto di semi di zucca.
Al mercato biologico di Amsterdam c’è un venditore di pesti non tradizionali. Li conserva in piccole giare di terracotta. Prima o poi gli porterò questa ricetta.
“Il pesto che vi propongo oggi mi ha incuriosito innanzitutto per l’uso dei semi di zucca, ma all’assaggio colpisce positivamente il sapore della menta e la scorza di limone grattugiata che conferiscono una piacevole nota di freschezza.”

alex_pestosemizucca.jpg

4. I mercati.
Come è fatto un mercato del pesce in Nuova Zelanda? Cosa ha trovato Alex nel mercato di erbe aromatiche. Ogni loro incursione ai mercati è una fonte di scoperte e curiosità.
“Questo fine settimana grande rimpatriata con mia sorella (che ora vive in Svizzera) e altri amici a Stoccarda dove c’è uno dei mercatini natalizi più grandi d’Europa che si estende nel centro storico della città. Peccato che non vi possa trasmettere attraverso il blog il profumo di cannella e vin brulèe o le musiche natalizie che mi hanno catapultata finalmente in un’atmosfera prenatalizia. Posso però rendervi partecipi visivamente al mio giro tra le 250 bancarelle del mercatino, tra addobbi natalizi e peccati di gola.”

alex_natale.jpg

5. Gite e viaggi.
Quando Alex annuncia qualche viaggio non sono l’unica ad aspettare impaziente i suoi reportages. Tra i miei preferiti il viaggio nel quartiere del Marais a Parigi, nella splendida Rue de Rosier, Firenze, Roma. L’ultima gita nella campagna tedesca, a raccogliere asparagi. Potrei continuare a citare ciascuno dei 32 post dedicati a questo tema, quindi mi fermo qui.
“Le Marais è uno dei quartieri parigini che più mi è piaciuto, tanto da andarci due volte. Venerdì, in piacevole compagnia di Chiara che mi ha fatto vedere di persona tutti i posti da lei recensiti sul suo blog e che avevo segnato sul mio libricino. Ci sono tornata di domenica con mia sorella. Il quartiere pullulava di vita, i negozi aperti, lunghe file davanti alle pasticcerie ebraiche. Cuore del Marais è sicuramente la rue des Rosiers di cui mi aveva tanto parlato Elena ed è proprio a lei che ho pensato mentre mangiavo i falafel più buoni che abbia mai assaggiato, quelli dell’As du falafel in rue des Rosiers. Ho avuto fortuna di non trovare la fila che invece due giorni dopo sarebbe arrivata fin dietro l’angolo.”

April 5th, 2009 by Elena

Rose Levy Beranbaum in un TV show anni ’80.

Julia Child, la mia ex vicina di casa, continua ad essere la prima bella scoperta gastronomica del mio anno passato a Boston.
Per la sua storia, la sua innovazione, per come ha cambiato il modo di cucinare degli americani già nei primi anni ’60.
Sconvolge le casalinghe a modo e per bene servendosi un buon bicchiere di vino francese e consigliando di fare altrettanto.
Presenta davanti a se’ una fila di polli come se fossero le Plus belle girls: “Miss Broiler, Miss Fryer, Miss Roaster, Miss Caponette, Miss Stewer and Miss Old Hen”. video
Il suo show è altamente imperfetto, umano. Jamie Oliver ha usato gli stessi meccanismi con successo.
Nessun taglio di pellicola, si gira dal vivo, ad ogni imperfezione o errore nelle preparazioni seguono consigli pratici su come rimediare.
L’America nelle groceries inizia a chiedere lo scalogno.

Ma Rose Levy Beranbaum, eh.
Non si può non annoverarla nella categoria star.

Qualcuno l’ha vista a Napoli [e uno, due tre e quattro… come nella La Gatta Cenerentola]? Oppure A Ischia?

The bread bible e The cake and pastry bible sono due libri che ho sempre a portata di mano, anche se i 100 post di anice&cannella stanno facendo loro una concorrenza spietata.

Dei libri della Rose Levy Beranbaum mi piacciono soprattutto i passaggi spiegati non con fotografie, ma con illustrazioni.

Cosa mi ha ispirato questa autrice?

Rose Levy Beranbaum. Ispirazioni.
Pasta sfoglia 1 e 2
Scones
Cucina americana- L. C. Klitteng, il Danish Culinary Studio e la pasticceria danese, dall’Isola di Laesoe alla Land of Opportunity.
Treccia danese ai lamponi Step-by-Step
Angelica (verticale) Step-by-Step Pane al germe di grano-Heart of wheat bread, io al world bread day porto Rose Levy Beranbaum
No Knead Bread
Alla lista si aggiungono altre cose che non sono riuscita ancora a fotografare. Causa, lo sperimentate anche voi spesso: alto indice di gradimento, che fa sparire il tutto prima che l’obiettivo venga puntato.

Oggi ho messo uno dei suoi TV show degli anni ’80, trovato nel suo blog Real Baking with Rose.
Si percepisce chiaramente il passare dei decenni, anche nel modo di raccontare una ricetta davanti a una telecamera.

Eccola qui solo un anno fa. A tenere una lezione sulla farina alla NY University
.

March 30th, 2009 by Elena

design finlandese: marimekko unikko

marimekko – Unikko | Maija e Kristina Isola |

Questa è la storia di una compagnia tessile finlandese che dagli anni ’50 fino ad oggi ha alternato successi e sfortune e che in questi decenni gode di ottima salute.
Fondata da Armi Ratia, costretta, leggenda vuole, a mettersi in società con suo marito. Diversamente nessuna banca le avrebbe fatto credito.
Un gruppo di designer innovativi per le mise rigorose in cui erano costrette le donne degli anni ’50.
Inventavano tessuti colorati, vestiti confortevoli e informali pensati per marimekko, nome che tradotto in italiano suona un po’ come ‘Maria che passa per strada‘. Insomma, per la ragazza della porta accanto.
Mai più avrei pensato che proprio una signora amante dell’alta moda parigina come Jacqueline Kennedy potesse indirettamente affermare negli USA questo stile.
I paparazzi, si sa, scattano fotografie, accanendosi dietro a future first lady. Con uno dei sette abiti di questi designer finlandesi un po’ stravaganti comperati di un grossista di Cape Code per far da contrappunto alla signora Nixon, finisce diritta sulla copertina di Sports Illustrated nel dicembre del ’60 riscuotendo un enorme successo. E con lei anche marimekko.
Sin da allora Crate&Barrel usa i suoi tessuti per decorare i propri negozi. marimekko prospera e i designer lavorano per creare sempre cose nuove e interessanti.
Nel 1964 Armi Ratia dichiara in pubblico che marimekko non avrebbe più prodotto motivi a fiori e Maija Isola, designer, si ribella creando Unikko, questa festa di grandi fiori colorati che vedete qui sopra.
Diventerà il motivo più popolare della firma fino ai giorni nostri.
Del tracollo finanziario dopo la morte di Armi Ratia non ne parliamo. Decidiamo che ci sia stata una pausa creativa, interrotta negli anni ’90 da Kirsti Paakkanen, manager finlandese in pensione che rifiuta di diventare amministratore delegato e che acquista direttamente una quota di maggioranza. “Quando sono arrivata nel settembre 1991 sembrava la fine del mondo. Umore a terra, finestre sporche, un palazzo a pezzi. La prima cosa che abbiamo fatto è stato pulire le finestre.”
Prima, quindi, pulire le finestre. Poi concentrarsi sull’arredamento di interni e sugli oggetti per la casa e per la cucina. In un anno i fatturati aumentano e i tessuti conquistano nuovamente il pubblico ricalcando la pastorale americana della land of opportunity.
Nel 2001 ad Amsterdam il design marimekko compariva nei numerosi negozi catalogati da me ‘di cose inutili, ma bellissime’.
A Cambridge MA e a NYC i negozi marimekko sono stati per me una tentazione irresistibile. Borse, tessuti e oggetti per la casa, la cucina, i bambini, vestiti e, soprattutto, metri e metri di tessuto decorato con fantasia e una buona quota di buon gusto.
Unikko è stato poi rivisto e declinato in molti modi dalla figlia di Maija Isola, Kristina.
Lo trovate qui, nel nuovo sito internet scintillante, che vale una lunga visita.
Spero che questi colori possano rallegrare il vostro inizio di settimana!
Marimekko | web site, fi en it | wiki | mostre Marimekko – the story of a Nordic brand. K

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes