ComidaDeMama

Archive for the ‘post Madeleine’ Category

June 23rd, 2007 by Elena

Indirizzi utili

L’impresa di comprimere un anno e mezzo di vita qui a Trento in tanti piccoli scatoloni facilmente trasportabili è iniziata.Cassetti che si aprono, centinaia di cartacce riversate nell’apposito raccoglitore.
Marta sta ritagliando un vecchio e sdrucito paio di jeans. Il fare ordine ha i suoi vantaggi, credo che l’abbia capito. Stiamo sentendo il cd per ragazzi “Una sera prima della prima”, in cui una mente illuminata spiega cosa è un teatro d’opera -in particolare il Teatro alla Scala- e fa sentire l’Aida ai più piccoli, affascinante e piacevole da ascoltare anche per noi adulti.
Tra le carte e cartacce ho trovato qualche indirizzo che, se non appunto qui, non troverò mai più. Dato che sono interessanti li condivido, sai ma se possono servire.
D’altra parte la mia amica Cristina mi ha conosciuta digitando su un motore di ricerca “negozio tende Trento” mentre stava mettendo su la sua nuova -bellissima- casa.

ADAR

Via Fiamma, 19
MILANO
02 76110080
Elegante negozio di articoli per la cucina, dove ho acquistato un bel coltello di ceramica con manico e scatola in legno per il matrimonio di RdM.


Japans&Koreaans
delicatessen Shilla

Gerderlandplein 32-34
1082LB Amsterdam
tel 020 6428 423
Groot Gelderlandplein è un centro commerciale, quello che si avvicina di più all’idea che un italiano può avere di un centro commerciale. Un po’ fuori mano è nel quartiere verso Amstelveen, popolato da tante famiglie giapponesi. I miei amici vivevano in uno di questi palazzi in cui le scritte condominiali erano in inglese, spagnolo e giapponese.
Se siete appassionati di cucina giapponese sicuramente vale la pena prendere un tram e andare a visitare il negozio. Verdure fresche come si trovano nei mercati in giappone, alimenti freschi o surgelati e in lattina, oggetti per la casa, per regalo, da tutti i giorni e poi la gastronomia take away o da consumare appollaiati su pochissimi sgabelli. Qui ho celebrato la mia partenza facendo spesa e spuntino con la mia amica Simona,
Una nota interessante, nel supermercato Albert Heijn del centro commmerciale fino ad un anno fa c’era una sezione di cibi kosher.
Per i più pigri sulla Beethovenstraat c’è un elegante negozio di cibi e gastronomia giapponese take away, carissimo, ma perfetto per uno spuntino.

Ryokan Hiraiwa/ Annex Hiraiwa
Ryokan Hiraiwa/ Annex Hiraiwa
314, Hayao-cho, Kaminokuchi-agaru, Ninomiyacho-dori, Shimogyo-ku, Kyoto City, Kyoto Pref. 600-8114
Un Ryokan che ci ha ospitati nei primi giorni in cui eravamo a Kyoto.
Ultra basic, in un quartiere uscito dalle pagine di Murakami Aruki, che mette in piedi la cupa bruttezza e obsolescenza del Giappone, che io trovo affascinante, è un gran indirizzo che sfata il mito del Giappone proibitivo.
Non a caso era pieno di olandesi che stavano facendo un tour in bici del Giappone.
Se non siete routard nell’anima lasciate perdere e dirigetevi verso mete più rassicuranti.
Il vicino di casa della padrona del Ryokan, 300 anno in due, ci affittato due biciclette e abbiamo potuto avere molti gradi di libertà in più. Girare in bici a Kyoto è meno pericoloso di fare la stessa cosa a Trento. Sul serio!
Come arrivare al Ryokan
a due passi si trova un onsen.
Mi spiace di non trovare più l’indirizzo di quel bellissimo 100 yen store vicino al Nishiki Market , Teramachi Arcade, il produci.consuma.crepa di Kyoto e nemmeno un ristorante di soba dove ho immortalato ogni singolo movimento del cuoco che faceva la soba davanti agli occhi. Robe che era dai tempi del ristorante da Germana nelle Langhe.

OISTAT
OISTAT
Organisation Internationale des Scénographes, Techniciens et Architectes de Thé

February 11th, 2004 by Elena

luigi

Luigi Urru, è una di quelle persone che Sergio definirebbe persone meteora. Arriva all’improvviso nella mia vita, assolutamente per caso, e se ne va velocemente lasciandomi la netta sensazione di non poterne più fare a meno.
In una delle stupende cene a lumi, svariati lumi, di candele a casa di Elena Cina arriva questo ragazzo, ha vissuto tre mesi in un paesino sperduto sul monti dell’Atlante per scrivere la sua tesi intorno ai comportamenti sociali dei berberi, di più non so. Ha una fidanzata tedesca che si chiama Cornelia e ha una voce da oltre tomba al telefono. Il particolare sembra irrilevante. Il fatto è che io non l’ho mai vista e tanto meno l’ho contattata, quindi devo averlo captato da qualche altra parte e mi è rimasto appiccicato alla mia poca materia grigia.
Ricordo Marco, sconvolto dalle cene di almeno una ventina di persone sedute per terra nelle stanze e nel corridoio della casa di Elena a mangiare senza vedere bene dove la forchetta andasse a pescare per via della stupenda e scarsa illuminazione delle candele. Lui e Luigi avevano conversato parecchio e si erano piaciuti, prova del fatto, Marco si ricorda del suo nome, cosa assolutamente non scontata per lui.
Ahem, sento odore di madeleine, sorry. Vado a toglierle dal forno.
Luigi sparisce, so che aveva trovato lavoro presso una radio tedesca e scriveva per vivere. Un giorno lo incontro su un treno e nella mezz’ora di viaggio insieme parliamo di letteratura magrebina, ambito che conosce bene.
Io, santa ragazza, gli comunico che ho letto tutta la produzione di Tahar Ben Jelloun e lui alza gli occhi al cielo.
Mi sento un po’ a disagio, come se avessi parlato a un amante del jazz della mia passione per i Manhattan Transfer o dei Jellow Jackets. Lui mi rassicura, Tahar Ben Jelloun è bravissimo, ma nel magreb ci sono degli scrittori altrettanto bravi, solo che le grandi case editrici non li pubblicano, penalizzando la loro visibilità.
Lui mi promette di inviarmi una bibliografia un po’ più varia sull’argomento, dato che non so il francese mi promette di fare una selezione degli scritti tradotti in italiano. Io ringrazio e sorrido, non credo che questa lettera arriverà mai, e invece è qui davanti a me, porta la data del 20/11/97.
La cosa vergognosa è che, ad oggi, l’unica cosa che ho fatto grazie a questa lista di libri è stato andare a vedere la presentazione del libro –con presenti le autrici algerine Assia Djebar e Malika Mokeddem, da anni in esilio– Donne d’Algeri nei loro appartamenti.
Ora voglio condividere con voi questa selezione personale, perché per conto mio questo è un regalo bellissimo.
Mohamed Choukri, Il pane nudo, Theoria
Mohamed Choukri, Jean Genet e Tennesee Williams a Tangeri, Il Saggiatore
Abdelkebir Khatibi, Amore bilingue, Edizioni Lavoro
Driss Chraibi, Nascite all’alba, Edizioni Lavoro
Toni Maraini, Ultimo tè a Marrakesh, Edizioni Lavoro
Rafael Chirbes, Momoun, Le mani
Assia Djebar e Malika Mokeddem, Donne d’Algeri nei loro appartamenti, Giunti
Isabella camera d’Afflitto, Narratori arabi del Novecento, Bompiani
Yacine Kateb, Nedjma, Jaka Book

January 20th, 2004 by Elena

I mirtilli

Un post di NDV
in cui si parla di mirtilli mi ha fatto venire in mente un’amica di mia nonna, la sorella della signora Anna.
Io e mia sorella Luisa passavamo 15 giorni in una casa di montagna a Paesana affittata dai miei nonni. Paesana non è montagna, dice Marco, ma si respirava aria buona a quel tempo e da l

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