Un rettangolo di stoffa + due cuciture (appena!) = azuma bukuro, borsa di stoffa giapponese geniale nella sua semplicità.
Non è stata un’epifania da capogiro, intendiamoci. I furoshiki, la sorpresa di vedere un quadrato di stoffa trasformarsi in oggetto pratico e bellissimo, mantengono il loro primato. In questi anni ne ho ricevuti in dono di molto belli, direttamente dal Giappone.
Dicevamo, azuma bukuro.
Merito di colei che sta traducendo il manga di Mimì Ayuhara, appena tornata da un lungo viaggio in Giappone. Due tazze di tè e giù a parlar di traduzioni giapponesi di ricette molto italiane. A vedere tutte le novità portate da così lontano.
Sfogliavo nid magazine[vol 17]. Pagina dopo pagina – e ce ne sono 364, quindi… – era tutto un ‘Ohhh!’ e un ‘Bellissimo!!’ e ancora ‘ Che fotografie!!! E che luce!!!!’.
E avanti così, fino a esaurire tutti i punti esclamativi.
Quando, tra le pagine, spunta questa borsa. “E questa come si chiama?”. Stefania ha traslitterato una sfliza di bellissimi caratteri incomprensibili e, grande Google, l’azuma bukuro non ha avuto più segreti.
Grazie al chiarissimo tutorial di coco stich – simple “azuma bukuro bag” tutorial ho visto che si trattava di un rettangolo di stoffa piegato in tre con due cuciture e un nodo.
Non potevo trovare un progetto migliore per inaugurare la mia prima macchina da cucire!
Ed eccoci qua. La modella l’avete di sicuro riconosciuta.
La cosa più difficile? Ottenere un rettangolo con delle dimensioni precise e con tutti i quattro angoli a 90°.
La seconda cosa più difficile? Andare diritta con la macchina da cucire.
La terza cosa più difficile? Tenere in piedi la borsa per le fotografie!
Insomma. E’ il mio primo progetto e ne vado molto fiera. Nonostante le cuciture siano leggermente storte. Nonostante abbia abbinato un tessuto IKEA un po’ troppo robusto a un template giapponese.
Spero di poter continuare con altri esperimenti. Imparare a cucire bene, sia a mano, sia a macchina, non so se riuscirò, ma ci proverò.
L’ultima volta che ho preso ago e filo in mano vi avevo raccontato come Rilegare il tuo [piccolo] libro in 10 minuti!.
Con la carta la faccenda è un po’ più semplice. Anche se quella volta senza martello e chiodi non sarei mai riuscita a far passare il filo colorato tra le pagine.
Ma divago, divago.
Volete provare a fare la vostra borsa in tela? In rete c’è l’imbarazzo della scelta (ed ecco che Comida scopre l’acqua calda!). Tutorial, consigli, corsi di cucito. Per esempio, il blog Mammafelice propone 10 tutorial per cucire una borsa di stoffa, in cui cita che un blog che seguo sempre volentieri, Zakka Life. Buon lavoro!



