ComidaDeMama

Archive for the ‘libri’ Category

May 16th, 2013 by Elena

ComidaDeMama al Salone Internazionale del Libro di Torino – Presentazione e showcooking

ComidaDeMama al Salone Internazionale del Libro!
Venerdì 17 (oggi, insomma) alle 20, presso Casa cookbook (padiglione 3)
mi trovate alle prese con la
presentazione e showcooking
del libro “In Cucin@ – Appunti e ricette” (Arsenale Editrice)
insieme a Cinzia Donadini (Essenza in cucina), Aniko Szabo (Paprika & Paprika) e Nicole Provenzali (Le ricette veg di Nicole).

Insieme a noi, Francesca Coppa e Silvana Sarti, curatrice del libro e autrice del blog uvAromatica.

Grazie mille a tutti i like e le condivisioni che avete fatto al mio annuncio di lunedì. Mi ha fatto molto piacere!

Ad aspettarmi, nel centro di Torino, ci sarà anche una macchina strabiliante, una serra volante: “L’équipage de la mythique Aéroflorale II repart en mission pour le compte de Nantes Métropole Green capitale 2013.”
Scoperto grazie al tweet di @Einaudieditore: “l’Aéroflorale II, una serra volante. t.co/eDepUMxaIU /via @Blogdispiccioli”

Spero di incontrare Maricler, impegnatissima alle prese con il liveblogging del salone.
Dove la potete leggere?

  • Sul suo blog The Chef Is On the Table
  • su Facebook
  • e su Twitter
  • E rivedrò Valeria di Due cuori e una forchetta, anche lei di corvée al Salone.

    Purtroppo non riuscirò a seguire la lezione di cucina toscana+ brunch di Giulia aka Juls’ Kitchen.
    Peccato, sarebbe stato bello anche rivedere la bravissima Tea di Tea’s Kitchen.

    Speriamo che la pioggia sia clemente e buon Salone a chi parteciperà!

    Al mio ritorno a Trento rivedrò Marina Vizzinisi, che da Amsterdam passarà qualche giorno di vacanza in Trentino.
    Che dire, un fine settimana denso di incontri con belle persone.

    October 28th, 2009 by Elena

    Julie & Julia – Intervista a Comidademama. Gli appunti.

    Oggi pranzo con una mia amica americana, zuppa d’orzo allo Scrigno del Duomo. Un piccolo lusso per ricevere una signora appena arrivata dalla Bay Area.
    Tra una bollicina di Trento doc e un canone a tre voci per spiegare chi siamo e cosa facciamo nella vita, ricevo al telefono (silenziato, certo!) la richiesta di un’intervista sul film Julie & Julia – appena uscito in Italia, sui foodblog e su comidademama per un settimanale trentino.
    “Perchè tu?”
    Ho quattro occhi, due ancora in jet lag, che aspettano una risposta.
    Che, vi avverto, sarà molto lunga.
    E che mi serve come traccia per riordinare le idee e per impostare un altro lavoro.*
    juliachildbugnard72dpi336pxl.png
    Vivendo anche solo per un anno in USA è stato impossibile non accorgersi dell’immagine di Julia Child. E’ presente nei negozi di libri, sulle bancarelle, nei negozi per gourmand, a scuola, nelle librerie della case dei nostri amici. Perfino da Target, alla televisione!
    Dopo una delle mie visite a New York (15$ di corriera Fung Wah, Chinatown Boston-Chinatown Manhattan, potevo non fare un salto tante volte in quell’anno?), quella in cui sono andata a vedere il laboratorio del no knead bread, ho preso in mano testi, fatto le orecchie alle pagine, sottolineato, guardato immagini. Parlato con i miei amici americani e con i negozianti, con chiunque vedessi con un suo libro in mano.
    E ho scritto un post, su chi è Julia Child, lo trovate QUI.
    Chi mi ha contattato oggi a pranzo l’ha letto e al momento dell’intervista ha pensato a me.
    Poteva seguire i link, fare copia e incolla delle cose scritte e scrivere l’articolo, ma non l’ha fatto. Ha telefonato.*
    E poi, le coincidenze della vita. Comidademama e Julia Child sono state, in qualche maniera, vicine di casa.
    All’inizio degli anni Sessanta Julia Child si trasferisce non lontano da quella che è stata la nostra casa a Cambridge MA, al 103 di Irving Street.
    Il consorte, Paul Child, ingegnere, progetta la cucina che sarà teatro dei suoi primi show televisivi, ora conservata nello Smithsonian National Museum of American History Behring Center.
    Marta ci passava davanti ogni giorno con lo schoolbus.

    Bastano le ricerche che mi hanno portato a scrivere un post e queste belle chiacchiere per un’intervista? Direi proprio di no.
    Apro la mia cartella Julia Child e ritrovo gli articoli interessanti che ho conservato e ne cerco altri sulla rete. E mi viene in mente di controllare che ora è e che temperatura c’è in Harvard Yard questa mattina, con un po’ di nostalgia.
    Il film è diretto e scritto da Nora Ephron.
    Nel 1989 introduce Katz’s Deli nel nostro immaginario collettivo con il film Harry ti presento Sally.
    (E non ci crede più nessuno se dite che lo conoscevate già da prima. Non vi infastidite, fa parte dell’effetto ‘immaginario collettivo‘.)
    Ephron deve tradurre in storia e intreccio i contenuti di due libri ( due su tre) che non hanno avuto fortuna, almeno inizialmente.

    jj_bookchild.jpg jj_bookpowell.jpg

    Ma come?
    Uno viene definito una pietra miliare della cultura gastronomica americana e l’altro è il libro derivato da uno di quei casi da blogstar che compaiono sui giornali e sugli articoli degli esperti.
    Il film
    Esce in USA in Agosto 2009. In Italia è uscito lo scorso 23 Ottobre.
    Ephron intreccia:
    A) La vita parigina di Julia Child narrata nel libro autobiografico My life in France – scritto con il suo pronipote Alex Prud

    October 11th, 2009 by Elena

    The New York Times Magazine – The Food Issue

    NYTfoodissue.jpg

    Sprofondare nel divano di cuoio marrone scuro di Darwin’s Ltd, uno dei quartier generali degli studenti di Harvard. Davanti a noi due caffè molto lunghi e troppo caldi, latte con schiuma e il New York Times con tutti gli inserti sparpagliati sul tavolino.
    Quando vivevamo a Boston questa era il modo di incominciare la nostra domenica mattina.
    Anche questa settimana gli articoli più rilevanti dell’enorme fascio di pagine stampate e raccolte in fascicoli a tema animeranno small talk e discussioni di una buona porzione di Stati Uniti.
    Per noi oltreoceano rimane la versione disponibile sulla rete.
    Siete pronti con la vostra tazza di caffè a sfogliare con me la copia del New York Times Magazine di oggi?
    Bene, perchè è dedicata completamente al cibo. The Food Issue.
    Gli autori, non serve dirlo – that’s America, sono illustri e famosi.
    Dall’amatissimo Jamie Oliver, scelto addirittura per la copertina, a Michael Pollan, autore di Il dilemma dell’onnivoro e In difesa del cibo, due best seller in USA tradotti per l’Italia da Adelphi – due ottime strenne natalizie.
    Mark Bittman è di casa, di lui abbiamo già parlato non solo a proposito del No Knead Bread, ma anche della sua rubrica The Minimalist e BittenBlog che mi hanno guidato lungo Bowery a caccia di utensili normali e nelle mie ricerche su Julia Child, Rose Levy Berambaum e sulla pasticceria danese.
    Vedo comparire anche il nome di Jonathan S. Foer, autore di Ogni Cosa E’ Illuminata.
    Accidenti, la mia famiglia si è svegliata, fine delle letture tranquille. Tra un compito da fare e un tè da preparare leggo al volo queste venti frasi che scorrono come se fossero diapositive.
    Che regole vi date nel mangiare? Cosa si fa e cosa non si deve assolutamente fare? Quest’anno Well, il blog sulla salute di Tara Parker’s Pope, lo ha chiesto ai suoi lettori.
    Nel giro di pochi giorni si raccolgono più di 2500 risposte.
    Risposte che segnano una mappa dei comportamenti e di consuetudini, di regole molto interessanti.
    Michael Pollan ne ha selezionate 20.


    Inizio a leggere questi tre articoli, lasciando gli altri per la settimana.
    Against Meat
    By JONATHAN SAFRAN FOER
    Mi piace quando gli autori di libri si dedicano agli articoli del NYTimes. L’incipit promette bene, si parla della nonna di JSF e del suo rapporto con il cibo, che mi ricorda molto quello post bellico nostro.
    The Calorie-Restriction Experiment
    By JON GERTNER
    I topi che ammorbano le grandi città mangiano sempre di più e muoiono più velocemente.
    Dato che chi li sta nutrendo siamo noi, con nostri avanzi, faremo la stessa fine?
    Se non ci mettono un topo in questi articoli non son felici. Leggiamo anche questo.
    India

    May 28th, 2009 by Elena

    Comidademama nel libro di Elisabetta Tiveron su Pippi Calzelunghe!

    Pippi Calzelunghe piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese.
    Ringrazio le amiche che, più o meno consapevolmente, hanno contribuito alla realizzazione di questo libro: Ilva Beretta, che mi ha prestato le sue copie di Pippi in svedese; Brigida Clazzer Doss, che gentilmente riletto le bozze; Alex (e la sua mamma) per la ricetta del porridge; Elena Chesta, per avermi introdotta ai kanelbullar più buoni che abbia mai provato.
    Elisabetta Tiveron, Pippi Calzelunghe piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese

    Ditemi voi che questa non è una sorpresa splendida per il mio compleanno.
    Una busta contenente il libro di Elisabetta Tiveron, accompagnata da una lettera molto bella. Il mio nome nei ringraziamenti, accanto ad Alex e Brii e ricordo quando segnalai a Elisabetta Ilva Beretta e il suo blog strepitoso, Lucullian Delights per uno scambio di idee su queste lingue cos

    May 26th, 2009 by Elena

    Trento, Minipolifonci – As.Li.Co. – Opera domani 2009 – HANSEL e GRETEL

    HANSEL e GRETEL – Commedia fiabesca in tre quadri – Musica di Engelbert Humperdinck – Libretto di Adelheid Wette – Adattamento musicale di Alberto Cara – Adattamento drammaturgico Federico Grazzini, Riccardo Bani.
    Prima rappresentazione: Weimar, 23 dicembre 1893
    Opera domani intende avvicinare gli alunni della scuola
    dell

    January 26th, 2009 by Elena

    Solo per i bambini? Làstrego & Testa Multimedia.

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    Lastricotesta. Multimedia manco a parlarne, erano gli anni ’70. Avevo l’età di Marta e non sottilizzavo sui nomi mentre leggevo le avventure di La Giovanna. Fumetti. Ho ricordi di tavole bellissime. Alcune ambientazioni mi intimorivano.
    Lastricotesta. La mamma di Marco mi segnala una loro produzione per RAI3 iniziata ieri mattina. Amita della Giungla. L’animazione è definita ‘carta ritagliata digitale’. I personaggi sono colorati con la tecnica dell’acquerello su carta, per mantenere una vicinanza all’illustrazione tradizionale.
    Io non ho televisione e la probabilità di essere sveglia alle 8 di mattina della domenica è prossima al meno infinito. Ma i film di animazione mi piacciono molto , cos

    November 29th, 2008 by Elena

    Lookybook. Libri per bambini da sfogliare in rete.

    lookybook.gif
    Arriva Santa Lucia e il santissimo Natale. E con loro arrivano anche alcune richieste di indicazioni su libri per bambini in inglese. Difficile rispondere non conoscendo i bambini e non sapendo se la lettura sarà autonoma o guidata da un adulto. La rete in questo senso offre una enorme quantità di informazioni.
    Scoperto via pm-10 e mammina Lookybook si è inserito da questa primavera tra i siti di libri per bambini preferiti.
    Non potendo più passare i sabato pomeriggio con Marta nella sezione ragazzi di Borders sfoglio virtualmente i libri selezionati da Lookybook, consultabili scegliendo le copertine oppure tramite i classici filtri ‘per autore’ ,’per titolo’. Ad esempio ecco qui la versione inglese di Sparkle and Spin. A Book about Words di Anne e Paul Rand.
    Gli altri siti?
    Barefoot Books
    Brian Floca
    Dr. Seuss
    Magic tree house il preferito di Marta in questo momento oltre alle Chronicles of Narnia lette per lei da suo papà ogni sera.
    The Gruffalo
    Shel Silverstein
    e tanti, tantissimi altri.

    July 27th, 2008 by Elena

    Comidademama per bambini. Cinque libri da portare in Italia dagli USA.

    Appena arrivata da Seattle preparo bagagli per il nostro imminente ritorno in Italia.
    Le valigie si accumulano e i libri sono tanti da portare. Quelli di Marta sono di più, visto che ora è in grado di leggere da sola in inglese ho deciso di fare un po’ di scorta. Chronicles of Narnia da leggere insieme, la serie di romanzi The Magic Tree House di Mary Pope Osborne, popolarissimi tra i ragazzini della sua età qui in USA, che può leggere da sola senza problemi.
    Ed ecco gli ultimi libri che sto acquistando sperando che stiano nel nostro bagaglio, i primi due sono già in casa ed eventualmente gli altri arriveranno via amazon.

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    Tale of Desperaux, di Kate DiCamillo è un libro che qualche anno fa ha riscosso successo e premi. Diventerà il cartone animato di Natale 2008 negli USA, con doppiatori famosi ed effetti speciali, come da tradizione. Io non ho simpatia per i topini, ma questo libro mi incuriosisce, le illustrazioni sono belle quindi l’ho subito acquistato.

    The Cricket in Times Square
    , di George Selden. Mai sentito un grillo frinire in Times Square, ma a quanto pare l’autore s

    July 5th, 2008 by Elena

    Partenza per il Canada e Fred Vargas

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    Carico le macchine fotografiche e parto per il Canada con Marta.
    Saremo in un’isola piena di mirtilli selvatici, vegetazione lussureggiante, acqua, tanta acqua e canoe, kajak, una barca a vela dove si può dormire e una grande casa. Potessi mi porterei i libri di di Fred Vargas da rileggere, ma sono in Italia quindi porterò An Anthropologist On Mars: Seven Paradoxical Tales di Oliver Sacks e poi vediamo cosa altro mi starà in valigia.
    Fred Vargas, se amate il genere certamente la conoscete già, è un’autrice francese, una storica e archeologa che scrive sotto pseudonimo, molto conosciuta e amata in Francia, tradotta e pubblicata in italiano da Einaudi.
    Il primo libro l’ho preso per sbaglio, di corsa, pensando fosse un Vargas Llosa. Un felicissimo sbaglio per chi ama come me leggere per svago storie di detective, possibilmente ben scritte e senza troppo sangue e cose grossolane.
    Chi è morto alzi la mano In francese il titolo originale, Debout les morts, s’intitolava. L’ho iniziato pensando: “Giacchè l’ho acquistato, male non mi farà”
    E un olmo che compare nel giardino parigino di una cantante lirica greca, superstiziosa, che poi viene rapita. E tre squattrinati storici, dirimpettai, che cercano di trovare il bandolo della matassa di questa scomparsa. La considerazione che in tutta Parigi non ci sia un sassolino per strada da poter calciare. Lo zio di uno degli storici che ha un passato torbido nella polizia. I tre ambiti di studio degli storici che entrano nella storia. Tutto, tutto, il bel garbo in cui viene scritto per primo mi hanno fatto acquistare subito anche gli altri libri.
    Libri che seguono un filone in cui c’è un commissario Adamsberg che spala nuvole, una donna che suona meravigliosamente e che per vivere e per scaricare il nervoso fa l’idraulico e tanti altri personaggi. Parigi e la Francia sono i luoghi dei romanzi, ma c’è anche un’ampia finestra in Quebec. Adamsberg non è un ispettore gourmand. almeno uno!
    Non li menziono tutti, non sono poi molti quelli tradotti in italiano e sono tutti divertenti.
    Se avete esaurito da anni la copiosa traduzione di Manuel Vasquez Montalban, con Pepe Carvalho che cucina, passeggia nel mercato della Boqueria nella sua Barcellona e brucia i libri ha fatto furore negli anni novanta, famosissimi i suoi ricettari Ricette immorali e Le ricette di Pepe Carvalho, una raccolta di brani tratti dai suoi romanzi con una ricetta accanto. , se la trilogia marsigliese di Jan Claude Izzo la sapete a memoria che bella, che triste , avete finito i Camilleri, Fruttero&Lucentini, Farinetti nei suoi delitto fatto in casa o sotto Iddu, finito anche Carofiglio grazie Silvia di avermelo ricordato ho letto anche quelli e mi sono piaciuti moltissimo anche se sono un po’ inquietanti consumato Chandler, Christie e Simenon e anche la serie dell’investigatrice africana di McCall Smith Alexander, Fred Vargas potrebbe piacervi, se non l’avete già esaurito.
    Torniamo tra un paio di settimane.

    April 2nd, 2008 by Elena

    Lookybook, Marta e il suo primo libro autografato.

    “Domani viene Barbara Joosse a scuola. Fa libri bellissimi, mi piacciono tutti.”
    Vedere che Marta indipendentemente dalla materna supervisione seleziona le sue letture mi fa piacere.
    Porto Marta in libreria e le propongo di farmi veder qualche libro di questa autrice.
    Senza aspettarmi Marta va dalla libraia e chiede in perfetto inglese di potere vedere i libri di Barbara Joosse, fa lo spelling del cognome, risponde alla libraia citando almeno tre titoli. Tutta contenta viene scortata allo scaffale dalla libraia che le fa vedere cosa ha in casa.
    Dietro alle sue spalle c’è una mamma commossa dei suoi progressi e una signora americana che mi guarda e dice con un filo di voce “She’s sooo cute”, per non interrompere l’incantesimo.
    il libro che ha scelto si chiama I love you the purplest, che poi ha portato a scuola e si è fatta autografare alla fine dell’intervento.
    Se seguite questo link qui sopra finirete in un sito segnalatomi da una cara amica blogger che si chiama Lookybook, un sito in cui si possono sfogliare i libri illustrati per bambini.
    So che da queste parti molti blogger che passano hanno prole e quindi condivido questa bella scoperta, spero vi sia utile.
    Grazie Sue

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